Pernottato al rifugio, accogliente ed economico, in compagnia di marco, mirella ed enrico.
La via è molto carina, costante sul V+, che occorre “dominare” in quanto a volte le protezioni sono belle distanti, anche se nei punti chiave sono sempre ottime.
In alcuni tratti la roccia ha un aspetto un po’ rotto, ma in realtà è più che buona (occhio solo al primo tiro, un pelo più friabile).
Il tiro chiave è certamente L9, verticale ed esposto, ma ben chiodato.
Tiri tutti (tranne il secondo) di 45/50 mt quindi fa comodo a volte “allungare” qualche rinviata per evitare scomodi attriti.
Calate rapide e comode con probabilità d’incastro relativamente bassa.
Utile avere al seguito la foto della guida di cambon con il tracciato della via, in modo da non avere dubbi a reperire le soste (ottime), sia in salita che in discesa.
Per l’avvicinamento indispensabili picca e ramponi; l’ultimo tratto per arrivare alla cengia da cui attacca la via raggiunge certamente i 45°!
Giornata conclusa in pizzeria con enrico, mirella e marco (sempre prodigo di consigli).
P.S. un saluto a fabio (alias attila) incontrato al rifugio!