- Accesso stradale
- Sterrato come sempre percorribile con auto non troppo basse. In particolare poco prima del parcheggio di Dondena ci sono due avvallamenti piuttosto profondi. Considerando che si trova all'interno di un parco naturale - quindi non può essere asfaltato e neanche converrebbe vista l'esposizione a scariche a cui è naturalmente sottoposto - e che la percorrenza non è neanche a pagamento, direi che lo stato si può definire discreto. Se avete intenzione di andarci senza dubbio è meglio aspettare a lavare la macchina.
Salita effettuata da Dondena di seguito a Bec Costazza e Punta Peradza (altre relazioni).
Dalla zona del Lac Gelé mi sono riallacciato al sentiero 7 che arriva dal Lago Miserin e sale al Colle della Rosa. Ci sono frecce gialle e numerosissimi ometti, forse anche troppi e possono confondere. Sotto ai più verticali e diretti sfasciumi terrosi dell’Asgelas ho scelto di deviare liberamente verso destra per la comunque ripida e detritica via che mi ha portato in cresta. Appena sotto la cresta gli sfasciumi lasciano spazio ai grossi blocchi rocciosi che la compongono. Ne ho percorso un breve tratto e sono stato costretto a fermarmi di fronte a un salto espostissimo lato Soana. Breve dietrofront, sono sceso pochi metri e dirigendomi sotto i blocchi lato Miserin (lato Soana è tutto un salto verticale) ho intuito qualcosa che mi è sembrata una traccia, che è svanita in breve ma mi ha creato un invito per proseguire. Su terreno piuttosto infido ho traversato alla meglio, a tratti sotto cresta a tratti risalendo i blocchi per capire dove stava la cima, arrivando sotto il caratteristico blocco roccioso in piedi che si nota già da fondovalle. L’ho raggiunto risalendo blocchi, gli ho girato intorno lato Soana e dietro ho finalmente visto e toccato l’esposto roccione della vetta. L’ometto con la piastrina trigonometrica si trova pochi metri più avanti e un filo più in basso, lo si raggiunge dalla vera cima con altri pochi passi e sempre con attenzione su blocchi esposti.
Per la discesa, una volta tornato sotto il caratteristico blocco di roccia in piedi, sono sceso con estrema cautela scegliendomi una via più diretta e inevitabilmente ripida su terreno pessimo di terra, sfasciumi e roccia, il tutto che si muove a ogni passo (non avevo granché voglia di rimettermi in equilibrio sui blocchi della cresta per tornare dalla via di salita). Uscito dalla zona più delicata ho riagganciato il sentiero 7 fino al Rifugio Miserin e da lì per la poderale, con qualche taglio, fino a Dondena.
La via di cresta è davvero molto esposta, per fortuna i grossi blocchi sono stabili e, se asciutti, hanno un ottimo grip. La parte sotto cresta è molto delicata, rocce anche di medie dimensioni si muovono, terra e detrito scaricano a ogni passo. A mio avviso la via di cresta, soprattutto data l’esposizione, è da valutarsi F, le eventuali vie di salita o discesa più dirette restano nell’ambito EE ma da affrontare con la dovuta esperienza e cautela; se le si affronta in più persone un caschetto potrebbe non essere una scelta da sottovalutare.
Nessun incontro sull’intero itinerario Costazza, Peradza, Asgelas; 3 escursionisti visti sulla cresta della Rosa dei Banchi e molte persone ai rifugi Miserin e Dondena. Meteo buona per un giro in questa zona, nuvole alte solo dal primo pomeriggio, dalle vette panorami completi (dal Costazza vista dal Monte Rosa al Bianco).