- Accesso stradale
- Ok
Salita lunga ma consigliatissima, su una vetta stupenda e remunerativa. I nevai alla base della grande cengia diagonale dopo il colle non necessitano di ramponi. Percorso sempre evidente e ben segnalato da ometti (in ogni caso, chiedere al gentilissimo rifugista, che Vi darà un paio di documenti di descrizione dettagliata, oltre a una foto generale assai esplicativa dell’itinerario). In salita abbiamo optato per le Placche degli italiani, consigliatissime (almeno si arrampica un po’, e non si appoggiano solo le mani per stare in equilibrio). Esse sono molto più facili della descrizione: 1° tiro (fessura verso destra) di II con due spit e sosta attrezzata; 2° tiro (sempre fessura, un po’ più raddrizzata con percorso lievemente arcuato in senso antiorario) di II+ senza spit, con comoda sosta su cordino rosso una volta usciti dalla placca; per il 3° tiro spostarsi in diagonale a sinistra – poco più in alto – per 10 metri, alla base del camino appoggiato con pietre instabili, dove si trovano 2 spit di sosta da collegare, poi salire evitando il soprastante camino e obliquare in diagonale a destra, contornando un’evidente piccola barriera rocciosa verticale, che si supera al suo fianco destro su un risalto abbastanza verticale ma molto appigliato (III-), dove può essere utile piazzare un friend medio, non essendoci spit su tutto il tiro. Sostare su un qualsiasi spuntone del filo di cresta, dove si ritrova la via normale. Effettuato una piccola doppia solo appena sotto la cima, dove si trova l’altro passo di III- (ma si può anche disarrampicare). Sufficiente corda da 40 metri.
Salita di Luca con Ady, sempre ineccepibile nella progressione e nell’infondere sicurezza, sebbene non vi fosse anima viva a distanza di chilometri.