- Accesso stradale
- Strada chiusa a Pralognan
- Osservazioni
- Visto valanghe lastroni esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Farinosa ventata
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 1400
- Equipaggiamento
- Telemark
Ottime condizioni generali nel massiccio. Copertura nevosa abbondante (salvo nei pressi del ref de la dent parrachée, su un dosso pelato che obbliga a togliere gli sci per un brevissimo tratto), e mediamente di buoan qualità. In linea di massima, buon trasformato nelle esposizioni soleggiate (neve molto dura la mattina) e nella parti basse, farina compattata e lavorata dal vento (un po’ irregolare ma mai brutta da sciare) sugli ampi plateaux glaciali. Seguito grosso modo il percorso come da descrizione, con la bella variante b per il secondo giorno (senz’altro meritevole comunque anche la discesa dal ghiacciaio di mahure). Il terzo giorno, siamo saliti in direzione del lac de chasseforet, nei pressi del quale abbiamo abbandonato il vallone per salire con bel percorso, molto panoramico e poco battuto, al dome de chasseforet, da cui siamo poi scesi sul col du pelve. Dal colle du dard (che si raggiunge con ripello per circa 150 m) scesi poi in direzione col de la vanoise, per prendere poco prima il vallone (attualmente in buone condizioni) che scende su pralognan, lasciandosi l’aiguille de la vanoise sulla dx (gorgia finane al momento ben innevata), evitando così il giro largo dal rifugio. Rampant nei tratti ripidi sul duro la mattina, ramponi che potrebbero tornare utili salendo verso il lac de chasseforet e in qualche tratto verso il dome. Ottimo trattamento in entrambi i rifugi, davvero confortevoli.
Giro meritevole e vario, sconfinati i ghiacciai che si attraversano. Il giro ad anello così strutturato si presta a numerose varianti possibili, anche quanto alla logistica: ad esempio, segnalo che limitandosi alla salita del colle de labby e discesa sul gh. Mahure, la tappa per il refuge de l’arpont è fattibilissima partendo in giornata con gli impianti da aussois, più comodamente raggiungibile dall’italia (certo, ci si perde la piacevole esperienza al refuge de la dent parrache ).