Parto alle 4.45 da Crétaz sotto una leggera pioggerella e percorro il sentiero dell’AV1 fino a Cheneil, dove la pioggia diventa nevischio poco prima di rasserenarsi completamente. Al pianoro di Cheneil decido di non dirigermi al Petit Tournalin come previsto inizialmente ma di proseguire in direzione della Becca d’Aran, la cui elegante mole mi attira decisamente. Nella notte sono scesi alcuni centimetri di fresca ma il versante di salita non presenta neve fino alla cascata ed è, fino a lì, tutto in ombra. Dopo il guado la meta diventa visibile e si sale in direzione della cima un po’ su neve, un po’ su erba. Alpe Lézan parzialmente sepolta. Si procede comunque bene senza racchette o ramponi fin sotto le rocce sommitali. Imboccato un breve canalino a sinistra, proseguo su labile traccia fino alla croce di vetta. Vista fantastica sul Cervino totalmente sgombro da nuvole e su tutta la conca di Cheneil con Roisetta ed i due Tournalin a farla da padroni. Sole caldo, aria frizzante e piacevole per cui sosta lunga. A scendere seguo il sentiero inizialmente visibile e che compie un giro più largo verso sud, ma quando si fa più pendente ed inizia la neve preferisco traversare e raccordarmi al sentiero di salita. Solitudine assoluta sul percorso se non gruppetti di stambecchi femmine coi piccoli e qualche marmotta; molta gente invece verso il Roisetta. Con salita da Crétaz il dislivello complessivo è di 1430 m.
Con Zeus, che si è fatto il doppio del dislivello seguendo i fischi delle marmotte, salvo poi ritornare dal suo padrone con le pive nel sacco.