Aouille (Becca dell’) Ferrata Bethaz-Bovard

Aouille (Becca dell’) Ferrata Bethaz-Bovard
La gita
zioruphus
4 13.09.2020
Accesso stradale
Nessun problema, si percorre tutta la Valgrisenche su comodo asfalto.

Purtroppo la relazione proposta presenta alcune inesattezze e lacune piuttosto importanti:
La partenza non è a La Béthaz ma a Valgrisenche Capoluogo, dove si può lasciare l’auto nel parcheggio a sinistra (salendo) appena prima dell’abitato (in alta stagione occorrerà probabilmente fermarsi prima).
Per raggiungere il punto di attacco occorre attraversare a piedi il paese (circa 200 metri su strada lastricata) fino a raggiungere un evidente bivio sulla destra (strada asfaltata) dove già si può trovare un meno evidente cartello indicatore della ferrata.
Si raggiunge in pochi metri una grossa costruzione ex militare (evidenti le feritoie), continuando lungo la strada asfaltata si arriva al famoso deposito di fontine, una costruzione recente addossata alla parete di roccia (alcune indicazioni un po’ precarie si trovano sul muro della costruzione militare). Dal bivio dopo il paese al deposito di fontine saranno 200 metri. La ferrata attacca appena a sinistra del deposito.
DISCESA: la ferrata termina nei pressi di un palo di legno conficcato nel terreno sulla dorsale erbosa sommitale della Becca dell’Aouille. Subito dopo c’è il ripetitore, montato su un basamento in cemento, CHE NON È LA CIMA. Per andare in punta occorre seguire ancora la dorsale erbosa, comoda e ampia, per qualche minuto, finché un precipizio non indica che si è raggiunta la sommità. L’unica possibilità di discesa è un sentierino che parte sulla destra della dorsale sommitale, pochi metri prima della cima, indicato da alcuni segni gialli sulle pietre (non è il sentiero 18). Seguendo l’accidentata traccia (tutt’altro che agevole, è stato messo un cavo per agevolare i passaggi più difficili), in pochi minuti si scende nel vallone del rio Dard, caratterizzato da un’enorme pietraia. Sull’altro versante del vallone si possono vedere i muretti in pietra che sostengono il sentiero 18, verso il quale occorre dirigersi seguendo i soliti segni gialli e indovinando la via tra i massi. Una volta raggiunto il sentiero 18, lo si segue a destra (verso valle) scendendo senza più problemi a La Béthaz, sul fondovalle. Da qui, seguendo il sentiero 22 che corre parallelo alla strada di fondovalle, si risale in circa mezz’ora al Capoluogo, dove si recupera l’auto. In questo modo la discesa dura circa 2 ore e 30 minuti. Il tratto dalla vetta all’innesto sul sentiero 18 è molto aleatorio, in caso di scarsa visibilità può diventare un serio problema.
La ferrata è una cascata di staffe, ce ne sono in numero incredibile. Alcune, soprattutto nella parte alta, sono un po’ traballanti, altre divelte del tutto, ma non c’è nessun problema di progressione. Un tratto, quando si raggiunge la cresta finale, è pericolosamente sprotetto, costringendo a passaggi non facili senza assicurazione. Si può dire che se i primi 3/4 della ferrata sono adatti anche ai bambini, la parte finale assume caratteristiche alpinistiche non proprio facili. Da non sottovalutare nemmeno i trasferimenti su tracce di sentiero tra i vari settori.
Sicuramente da evitare in caso di brutto tempo o di terreno bagnato.

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