9 rinvii+cordini per le soste. Buona possibilità di integrare ulteriormente(Friends)
Roccia: Buona a tratti Ottima (1 tratto roccia Discreta)
Via di stampo classico dalle difficoltà contenute. Caratterizzata da un comodo e corto avvicinamento, si sviluppa su un bel pilastro roccioso affacciato sul vajo dell’Anguilla. Via protetta a chiodi ravvicinati.
Soste ottime su fix.
Passare le case fino alla fine della strada asfaltata quindi proseguire per una ventina di metri sulla strada sterrata. Parcheggiare nello spiazzo di fronte ad un grande cancello grigio che da accesso ai prati (lasciando libero il passaggio).
Oltrepassare il cancello ed attraversare il prato fino ad incontrare l’evidente sentiero che scende verso il Vajo dell’Anguilla (1min ). Percorrerlo fino ad incrociare un bivio con una piccola tabella di legno che indica “Pilastro Stefani-Bellorio” ( 1min dal prato ), proseguire seguendo la traccia a sx che costeggia tutta la parete fino a raggiungere un ometto di sassi in prossimità di un vajo di terra (1min dalla tabella).
Abbassarsi in obliquo per una ventina di metri attraversando il vajo terroso e portarsi a ridosso del pilastro roccioso fino a raggiungere l’evidente cengia di accesso che porta all’attacco dello zoccolo e quindi della via. (1min dall’omino di sassi)
Targa con nome alla base.
- L1: Alzarsi sopra la sosta seguendo un corto diedrino per poi prendere la bella fessura che divide la compatta placca alla base del pilastro, traversare leggermente a dx e poi verticalmente fino alla sosta.(8chiodi, sosta su 2fix, IV+ continuo, poi III+, 25m)
- L2: Aggirare la sosta sulla dx seguendo per pochi metri la cengia che da accesso alla seconda parte del pilastro. Seguire la larga fessura, poi una placca con leggero traverso verso dx ed infine ritornare verso sx vincendo un facile piccolo strapiombo fino alla comoda sosta. (8chiodi,1cordone su clessidra, sosta su 2fix, Libro di Via, IV, 25m)
- L3: Dalla sosta un esposto e caratteristico traverso a sx permette di aggirare la placca strapiombante soprastante e porta nell’altro versante del pilastro. Da qui con breve passo atletico (VI oppure A0) si vince un compatto muro verticale che conduce al diedrino finale e quindi in vetta. (8chiodi,un cordone , sosta su 2fix, 30m)
Discesa:
Dalla sosta sommitale aggirare la cima verso destra, prima scalvando un masso e poi per cengia erbosa un po’esposta (10m), fino al fix di calata. Disarrampicare per pochi metri fino alla piccola forcellina con splendida vista sugli strapiombi gialli della parete a fianco(oppure calarsi con una comoda doppia di 5 metri ).
Prendere l’evidente traccia che scende verso dx e si collega al vajo di terra: scenderlo con attenzione ed in 5min si ritorna al bivio con la tabella. (passi di 2°). (10 minuti)
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