- Accesso stradale
- Da Arco di Trento risalire la Valle del Sarca. Superare Ceniga ed entrare in Dro, poi raggiungere il campo sportivo in località Oltra e parcheggiare.
Arrampicata non solo fisica ma anche molto tecnica.. La via è di stampo alpinistico ( consigliato integrare sul primo tiro con friend medio grandi).
Ci sono vie che si aprono con trapani, spit e pazienza.
E poi ci sono vie che nascono prima,
in silenzi che non si spiegano,
in notti solitarie, in pianti che non hanno nulla a che vedere con la paura di cadere.
L’ho chiamata così per una persona che è stata luce, proprio quando tutto intorno era buio.
Una presenza dolce e fragile, una “bimba” piena di “capricci” in un mondo troppo severo.
Per quel modo tutto suo di entrare nelle cose, nel buio, nella mia vita,
facendo rumore.
Con lei ho attraversato il vuoto, la confusione,
la salita interiore più difficile.
E quando stavo per mollare tutto,
lei senza nemmeno saperlo
mi ha tenuto attaccato alla vita.
Come una presa buona nel momento giusto.
Poi le nostre strade si sono divise.
Succede. Fa male.
Ma questa via rimarrà.
Ho deciso così che sarebbe stata sua.
Perché alcune persone non si possono trattenere, ma si possono ricordare.
E alla fine, resta sempre qualcosa di puro.
Con lei non sono mai stato bravo a parole…
Questa via è il mio modo di dirle grazie.
Non per ciò che poteva essere,
ma per ciò che è stato.
E per ciò che, lungo questa parete,
continuerà ad essere.
Se la salirai, fallo con rispetto.
Non solo verso la roccia,
ma verso ciò che ci rende umani:
la fragilità, la rinuncia, il coraggio di continuare.
Ci sono salite che non si misurano in gradi,
ma in silenzi, tremori alla bocca e all anima.
Pareti che non chiedono solo forza,
ma soprattutto coraggio
e cuore, anche quando fa male.
Se oggi esiste una linea qui,
è perché a un certo punto
lei è stata la mia presa migliore.
Quella che, senza volerlo,
mi ha tenuto attaccato alla parete
quando stavo per cedere.
Nel buio ci siamo entrati insieme.
Non sapevamo dove portasse,
ma l’abbiamo attraversato.
Così è nata questa via.
Ora i passi vanno altrove,
e il tempo fa il suo lavoro.
Ma lei resterà sempre qui:
nell’intuizione iniziale,In quel primo tiro duro, nel momento esatto in cui ho capito
che anche la fragilità può diventare una forza. Ora, con qualche lacrima, ti saluto…
Quelle stesse lacrime che da piccolo
ci conservavano in ampolle segrete,
come reliquie preziose
Ciao bimba.
Ti lascio qui,
tra questo abbraccio di roccia,
dove anche il buio, alla fine,
si è fatto luce.