Anello Confluenza Po Dora Baltea

Anello Confluenza Po Dora Baltea
La gita
brunello-56
5 28/11/2015
Accesso stradale
Rotonda su SS 31bis (in riva snx Dora Baltea) uscita “Strada Landoglio”. Attenzione: lavori in corso

Due motivi per scegliere questo itinerario in questo freddo weekend novembrino: a) ritornare ai luoghi della giovinezza (quindi del tempo che fu …) a ritrovare atmosfere e paesaggi vissuti e un po’ sbiaditi; b) vedere dove va a finire quella Dora Baltea che ho sempre solo visto iniziare in Valdigne sotto il Monte Bianco.
Gita-revival dunque, ed ecco i dettagli sul percorso. Al bivio subito alla rotonda ho preso il ramo di destra (quello di sinistra, asfaltato, va alla Frazione Galli), la strada diventa subito sterrata, sono passato vicino ad una cascina diroccata quindi vicino alla Cascina Landoglio, al primo bivio successivo anziché il ramo di sinistra ho preso quello di destra, finendo nei campi e con un fosso poi da attraversare per rientrare. Ho puntato poi alla strada che corre sopraelevata sull’argine e che contorna la Frazione Galli, lasciandosela a sinistra. Ho passato alcune sbarre rosse (aperte) e ad un bivio – in vista del Po e con la strada che inizia il lungo rettilineo verso il ponte di Crescentino – ho preso a destra e guadato il corso d’acqua. Per tracce di sterrata o per terreno incolto, con il Po alla sinistra, sono arrivato ad una radura, passata la quale si incontra il ramo morto della Dora Baltea (sbarrato a monte dai blocchi di cemento, si incontreranno più tardi); superato questo si arriva al ramo principale, un po’ nascosto dir la verità, e al punto della sua confluenza nel Po.
Ritorno risalendo la Dora in sponda sinistra, ai blocchi in cemento ho riattraversato il ramo morto e, come da itinerario, ho proseguito fino al ponte sulla SS 31bis. Qui però, anziché tornare all’auto, ho proseguito verso monte per raggiungere quel capolavoro di ingegneria che è la grande rilevata sulla Dora Baltea, che trasporta le acque del Canale Cavour. Ci sono arrivato lungo un percorso mai provato: alla rotonda sulla statale si prende per Saluggia, appena sottopassata la ferrovia Chivasso-Casale si svolta a sinistra (asfalto), si oltrepassa la strada-argine (non seguirla, ci si decentra) e per strada sterrata si raggiunge la Frazione Benne; lungo la strada ora asfaltata, che prosegue per Saluggia, si arriva alla sponda destra del Canale Cavour, seguirla in controcorrente fino ad incrociare la Dora e la grande rilevata. Ritorno per lo stesso percorso.
Notare che, andando dalla statale verso la Frazione Benne, ad un certo punto si trova (sinistra) una strada sbarrata con dei massi ad impedire l’accesso di veicoli; io l’ho seguita, termina sulla Dora Baltea, poco a monte del ponte sulla ferrovia. Probabilmente (è tutto ipotetico) si riesce a seguire il fiume in sponda sinistra ed arrivare alla rilevata. Da provare.
Tempo totale per l’anello: circa 5 h, praticamente senza soste (dalle 08:00 alle 13:00) salvo le fotografie; come valutazione le canoniche 5* sono naturalmente dovute. Percorso sempre evidente o almeno intuitivo, ma utili secondo me le Google maps della zona almeno per vedere le sterrate o la carta CTR n. 22 (Crescentino) della Provincia di Vercelli.
Giornata fredda, iniziata soleggiata ma poi la velatura ha prevalso e la temperatura ne ha risentito; ritorno del sole solo nel mezzogiorno, e qui temperature e colori hanno fatto il salto di qualità.
Solitudine totale, solo tre persone incontrate (cacciatori) in tutta la mattinata. Comunque una bellissima giornata per un bellissimo itinerario, anche le gite nella pianura padana non deludono mai, a conferma che questa non è soltanto mare a quadretti, afa e moscerini. Un grazie a pulici per lo spunto e per avere inserito l’itinerario, a giuliof per avere ricordato con le immagini la Rocca di Verrua Savoia.

Solito e doveroso grazie a Frank per la compagnia. Incurante del freddo e della brina sul percorso, in cerca di refrigerio, per par condicio ha fatto il bagno sia nella Dora Baltea che nel Po: de gustibus …….

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