- Accesso stradale
- Tutto a posto
Cominceri subito col dire che intanto le ore di avvicinamento sono tre. Due ore sono tempi da runner, ma noi runner non siamo, fretta non ne abbiamo (a dirla tutta la fretta invece c’era e come..), e godere al volgere lo sguardo a tutto cio’ che di bello ci sta attorno non ci dispiace affatto anzi.. Anche se il dislivello rientra comodo nei 900m compresi i saliscendi, per contro lo sviluppo e’ notevole.
Condizioni da subito pietose, per roccia viscida a costringere ad arrampicare quasi esclusivamente con le sole mani nei tratti in ombra. Solo le discese in due casi con due brevi doppie, garantivano sicura presa per lo scarpone, con suole lente ad asciugare per poi riprendere a bagnarsi subito l’attimo dopo, non appena l’esposizione tornava sfavorevole.
Peggio ancora la cresta su alla punta del Lago praticamente sempre in ombra, fortemente innevata e tale che per essere superata, utili ci sono venuti i ramponi.
Il muro alquanto aggettante con passaggio fisico all’inizio, in corrispondenza dell’ultimo salto con tre spit, e’ nelle condizioni come oggi con roccia viscida, all’interno di un antro ombroso, con fango e acqua a colare giu’ dappertutto (superato in scarponi e ramponi mungendo un po’..non ho nessuna vergogna a dirlo..) come minimo 5c/6a, altro che IV+ soltanto.
Si fa presto a dire gita plaisir con breve avvicinamento, passaggi non oltre il IV IV+, magari d’estate in scarpette, roccia asciutta chiodatura onesta, leggeri, allora posso capire, ma non come sul seguito della Trecare’, anche qui con la montagna oltre una certa quota in poi, ormai in piena veste invernale, con ostacoli d’ogni genere, superabili comunque ma in condizioni molto difficili.
Gli spit di certo aiutano eccome, ma da soli non bastano, quando vai per appoggiare il piede, e noti che questo ti scivola via per verglas sulle rocce, qualche cosa bisogna pur ben inventarsi, se intenzione e’ voler procedere, per contro una soluzione c’e’ ..quella di lasciar perdere e tornare un altra volta con condizioni piu’ favorevoli, scelta questa pero’ non sempre facile da attuare.
In buona compagnia di angelo (chopin) e Jean Pierre, decisi e motivati a tener duro come sempre.