- Accesso stradale
- Quantomeno ambiguo: a San Martino bisogna fare il ticket che però dura 24h, quindi non ho capito come fare a pagare per più di 1 giorno. Comunque niente multa il giorno dopo. Divieto di posteggio oltre San Martino a meno di non campeggiare nell'area sotto al Gatto Rosso.
● Giorno 1: lungo e soprattutto faticoso avvicinamento con lo zainone da San Martino fino al Rifugio Allievi, ma molto logico e ben segnalato, non credo abbia bisogno di particolari ulteriori descrizioni. Con tutta la calma del caso e prendendoci un po’di pause abbiamo impiegato in totale da San Martino poco più di 4h. Abbiamo pernottato all’invernale del Rifugio, avendo il Bonacossa chiuso esattamente il giorno prima: 6 letti (2 a triplo castello), cuscini e coperte (sottili, tenere dacconto), un tavolino con panca e qualche vivero probabilmente lasciato dal Rifugio recentemente chiuso, un vecchio telefono fisso funzionante solo per chiamare i soccorsi.
● Giorno 2: sveglia alle 5.30, colazione e partenza alle 6 con le frontali sotto un’incredibile stellata. Come dicono tutte le relazioni, basta puntare per tracce all’evidente cengione standogli a sx e, una volta raggiuntolo, seguirlo fino alla sua fine naturale, dove attacca la via. 30min di buon passo. Partenza dopo i preparativi alle 7 in punto.
Via: decisamente più complessa da descrivere che non da fare. Cercherò di fare del mio meglio descrivendo il nostro percorso, ma probabilmente abbiamo sbagliato qualcosa qua e là anche noi, quindi questa relazione è più da considerarsi come integrazione alle già presenti su internet che come relazione a sé stante. Una su tutte comunque consiglio quella del sito “www.ormeverticali.it”, col senno di poi è quella che ci ha preso di più sui vari tiri. Buone anche quella qui presente e quella di “www.scuolaguidodellatorre.it”.
Come materiale abbiamo utilizzato una serie completa di friend BD + le misure medie doppiate + un micro e un 4: se ci si vuole proteggere parecchio possono anche servire tutti (utili in effetti misure medie doppie e friend del 4) ma in effetti se si sta più tranquilli su queste difficoltà una serie basta e avanza; 10 rinvii, forse ne bastano 8, meglio se tutti allungabili; fettucce per soste e per qualche spuntone, ma non ne servono un’esagerazione.
– L1: traversare brevemente a dx e seguire una rampetta erbosa ascendente (chiodo quasi in partenza); giunti in cima alla suddetta rampa proseguire dritti sopra per placca con passi non banali (altro chiodo in alto) e poi più semplicemente ma sempre sostenuti seguendo gli sporadici chiodi fino ad un’evidente cengia dove si sosta comodamente sempre su chiodi con kevlar nuovo. A mio avviso V sostenuto.
– L2: traversare lo spigolo verso dx, stando più o meno alti a piacimento (chiodo indicante la via), e reperire un diedro che si sale fino ad una nicchia scomoda (qualche chiodo): qui le relazioni indicano una sosta su 3 chiodi, noi ne abbiamo trovato solo uno ed abbiamo attrezzato una sosta su quello e 2 friend. Le possibilità sono 2: o abbiamo sbagliato nicchia o non abbiamo visto gli altri chiodi/non ci sono più. Dalle relazioni il posto di sosta comunque sembra quello corretto.
– L3: si risale a sx della nicchia con movimento atletico e si segue un bellissimo grosso fessurone, si aggira una lama stando su placca a dx e si rientra sulla verticale sempre su placca (possibile anche stare dritti) fino ad un grosso masso dove è presente, sul suo retro, una prima sosta su parecchi cordoni logori: la si ignora e si sale ad una sosta posta una decina di mt più in alto un po’appesa. Conviene fare così con le soste altrimenti i tiraggi delle corde al tiro dopo potrebbero essere notevoli.
– L4: decisamente il tiro chiave: le varie relazioni non dicono che a questo punto bisogna igeniarsi per aggirare lo spigolo a dx e reperire il camino: o abbiamo sbagliato noi la sosta di L3 (ma di nuovo corrisponde alle relazioni varie) o è una dimenticanza comune. In ogni caso, si aggira lo spigolo verso dx stando più o meno alti con movimenti non banali e poi molto logicamente si segue il camino super chiodato prima facilmente, poi quando si stringe prima leggermente dentro ed infine sull’esterno; si prosegue poi per fessura – diedro fino ad un colletto, con sosta da attrezzare su spuntone il più possibile vicino all’uscita del camino per evitare attriti notevoli. Tiro superbo! Probabilmente più VI che V+
– L5: occorre ora scendere dall’intaglio verso sx più o meno 5mt e portarsi sotto la parete ovest, e seguirne con un po’di logica ed intuito le debolezze: per ottime lame e difficoltà non superiori al IV si giunge ad una sosta a spit.
– L6: si prosegue a dx della sosta fino a svalicare lo spigolo; si segue per facili balze di III senza percorso obbligato, il più logico presenta un passo di V- comunque proteggibile, si aggira una paretina con chiodo verso dx e si sosta sempre su chiodi alla base di un evidente doppio diedro.
– L7: si sale il diedro di dx e al suo termine si traversa a sx per proseguire nell’altro di nuovo fino al suo (lontano) termine, dove si trova guardando a sx una sosta a spit: ignorarla e seguire invece obliquando verso dx e scavalcando la “cresta” fino ad un’altra sosta a spit su cengia. Altro tiro molto bello!
– L8: si prosegue lungo la paretina seguendone le debolezze e si sosta su spuntone dove viene meglio una volta raggiunta la cresta.
Da qui in poi le varie relazioni cominciano a differire, quindi descriverò esattamente cosa abbiamo fatto noi senza più seguire la numerazione dei tiri presente qui o su altre relazioni.
– L9: circa 150mt di conserva: si seguono le facili cengie erbose e qualche muretto lato ovest fino ad un intaglio, dove si passa lato est e si prosegue fino alla base di un evidentissimo doppio camino (tiro descritto qua in relazione come conserva + L9).
– L10: si sale il camino di dx fino al suo termine, dove si sosta su cordone (tiro breve)
– L11: si segue la cresta vincendo prima un caratteristico passaggio da seduti e poi un muretto e si va a sostare sotto un bel risalto (altro tiro breve).
– L12: si risale al dx del risalto in piena parete cercando le debolezze della roccia con difficoltà sostenute e continue tra il V e il V+ fino a riprendere il successivo intaglio di cresta dove si sosta su 2 chiodi.
– L13: si prosegue per cresta e si va a sostare su uno spuntone poco prima di un’evidente cengia sottostante una paretina; eventuale sosta su cordone alla base di uno di questi spuntoni di cresta.
– L14: si risale la paretina e si sosta alla base di un’altra paretina su comoda cengia.
– L15: si sale verso dx e, giunti dove la parete si impenna (dovrebbe qui trovarsi un’altra sosta da noi non pervenuta) si segue logicamente a sx per buona fessura fino a portarsi alla base di un camino. Dovrebbe qui trovarsi un chiodo rosso su cui sostare da relazioni, ma non l’abbiamo trovato e abbiamo comodamente sostato su friend. Tiro molto difficile da descrivere, decisamente più facile da fare intuendolo guardando la parete.
– L16: si segue il facile camino fino al suo termine e si sosta su spuntone.
Preciso in particolar modo che questi ultimi 4 tiri, da L13 in poi, sono molto intercambiabili tra loro: l’importante è seguire le debolezze della parete e l’intuito alpinistico e non si sbaglierà.
Da qui la via finisce, ed in circa 5 min tranquillamente slegati e con scarpe da trekking si è in Vetta.
Come tempistiche abbiamo impiegato 7.45h per tutta la Via (14.45 in Vetta) ma abbiamo perso almeno 1/1.30h nei primi 3/4 tiri per errori di percorso e valutazione.
Rientro: più logico di quel che può sembrare, anche perché è l’unica strada: dall’uscita della Via si segue la solida pietraia fino ad un colle, dal quale si prosegue fino a che non ricomincia a salire; qui svariati ometti indicano le tracce di passaggio che permettono di scendere velocemente, tra pietraia, qualche canalino e in ultimo pendii erbosi. In generale sono presenti veramente tanti ometti, seguendoli non si sbaglierà. Circa 55min dalla Vetta al Rifugio, dove arriviamo alle 16.20.
Comunque il socio ha caricato una bella traccia GPS del rientro a scanso di equivoci!
Dal Rifugio per il lungo e spaccagambe percorso d’andata fino a San Martino, dove giungiamo alle 19.30.
Via veramente bellissima, con alcuni tiri davvero eccezionali ed una roccia incredibile: devo ancora decidere se però vale davvero tutto il culo che ci si fa per raggiungerla! Mi sa che mi sto impigrendo. Incredibile pensare al Gervasutti su di qua nel ’34. Col fortissimo (ma non come Giusto) Ste!