partiti il 13-8 con meteo in peggioramento, non molto entusiasmante per affrontare l’attraversamento del primo ghiacciaio, che si e’ rivelato un labirinto tra crepacci a volte enormi.
per evitare tutto cio’, all’attacco, occorre stare nella parte piu’ bassa del ghiacciaio dove ormai il ghiaccio era parecchio annerito ma il percorso piu’ uniforme.
una volta superato questo attraversamento della lingua del ghiacciaio, si entra nel vallone del Mittelaletschgletscher, ghiacciaio ormai completamente ritirato ma non banale, presenta infatti enormi accatastamenti di massi e immense morene rocciose tra le quali occorre fare attenzione alle parti di ghiaccio vivo dove vi sono diverse voragini (crepacci), e per evitarli occorre percorrere gran parte del vallone tra salite e discese,cercando il percorso piu’ comodo e sicuro, facendo attenzione all’instabilita’ delle rocce appoggiate sul ghiaccio.
ci abbiamo messo 9 ore a raggiungere il bivacco, con le ultime luci della sera, percorso faticoso e non segnalato da ometti.
il 14-8 partiti molto presto e raggiunto l’Aletschjoch con ancora accese le frontali, per fortuna qualche minuto di attesa per prendere fiato e studiare la situazione ed ecco arrivare il primo chiarore.
da qui cresta sottile e mista, completamente aerea, da affrontare con massima calma e attenzione fino a raggiungere il ghiacciaio superiore, che spiana e si allarga e che ci conduce fino alla rampa che risale l’anticima.
da questa parte una bella cresta che porta ad una seconda spianata del ghiacciaio alla base della cima dell’Aletschhorn.
ora la cresta, sempre di misto, si fa a tratti ripida, sempre stretta e molto esposta.
i passaggi tecnicamente non sono mai complessi ma qua gioca il fattore arrampicata in quota con esposizione…e non e’ poco.
dalla punta qualche foto e veloce,quanto possibile, ritorno al bivacco, e da questo, dopo breve ristoro, diretti verso il sottostante ghiacciaio.
raggiunta poi la lingua dell’ultimo ghiacciaio,ci siamo tenuti bassi appunto sulla parte piu’ annerita ma omogenea, senza bisogno di legarci e via di corsa, e qui nel vero senso della parola, per raggiungere l’ultima funivia delle 21, presa al nano secondo.
grazie al conducente che ci ha aperto mentre stava per partire, avendo visto arrivare di corsa delle frontali!
dopo tutto cio’ posso ora esprimere commenti personali…
prima cosa un grazie a Mauro che con la solita calma e capacita’mi ha semplificato questa salita per me non banale, e, un mega grazie a Davide per aver contato di cuore anche sulla mia presenza e per i ringraziamenti sinceri…sono io che devo ringraziare te per avermi fatto partecipe di una cosa alla quale tenevi tanto.
questa e’ una delle esperienze piu’ belle che rimarranno nel cuore, un ambiente unico e pazzesco al quale non ero abituata, un contatto con la montagna selvaggia che non avrei mai pensato di poter avere.
un’esperienza meravigliosa…e a parole non si puo’ aggiungere altro!