Aletschhorn da Bettmeralp per il Mittelaletschgletscher

Aletschhorn da Bettmeralp per il Mittelaletschgletscher
La gita
bugsdistru
4 05/04/2026
Accesso stradale
Il parcheggio della funivia è a pagamento (circa 15€/giorno). Altrimenti forse 1km dopo ci può essere qualcosa a bordo strada. Noi abbiamo avuto fortuna ad incontrare un signore del posto che ci ha fatto mettere il van davanti al suo garage.
Osservazioni
Nessuno
Neve (parte superiore gita)
Farinosa ventata
Neve (parte inferiore gita)
Bagnata
Traccia GPX

Che dire… è un viaggio. Cercherò di essere breve.
Premessa: il bivacco dal 2019 non esiste più, è andato distrutto da una valanga, per cui occorre portarsi tenda e tutto il relativo armamentario.
– Si risalgono le piste, per poi scendere verso il ghiacciaio; l’accesso è diverso dalla vecchia traccia qui presente, ho caricato la nostra, ovviamente va valutato in loco: indicativamente bisogna puntare verso un grosso masso a lama subito prima del quale c’è un canalino che conduce ad un punto di accesso. Il ghiacciaio al momento è in buone condizioni, ci sono varie zone tormentate ma si individua facilmente il percorso migliore. Indicativamente, tenersi al centro e spostarsi pian piano a sinistra, per poi entrare nel vallone in fondo. Non pensare assolutamente di risalire le pareti a sinistra, scaricano costantemente.
– entrati nel vallone dal lato destro (sinistra orografica) lo si percorre fino in fondo, passando poi dal lato opposto in modo intuitivo. Al fondo si vedono sopra due seraccate, conviene passare alla base della prima, traversando per poi risalire ulteriormente. La vecchia traccia passa su una zona con rocce lisce che non ci ha trasmesso alcuna fiducia e abbiamo preferito evitare.
– poco oltre sorgeva il bivacco. E’ probabilmente possibile salire a lato della seconda seraccata, per raggiungere il ghiacciaio superiore con percorso più diretto, e mettere la tenda lassù. Calcolare in questo caso 200mt di dislivello in più il primo giorno, e la presenza di crepacci potenzialmente insidiosi. Noi abbiamo preferito seguire la “via classica”, se così si può definire. Abbiamo messo le tende sulla piazzola di cemento dell’ex bivacco, considerare che il vento lì soffia abbastanza… dato che una tenda l’abbiamo recuperata 250mt più in basso al ritorno :’)
– il mattino seguente partiti di buon’ora, rampant obbligatori, salendo i pendii subito sopra la zona bivacco, puntando ad un grosso ed evidente roccione che si costeggia in basso, adducendo al ghiacciaio. Qui ci siamo legati, ad oggi però condizioni molto sicure, nessun crepaccio visibile (nel bene e nel male :D). Arrivati in vista del Aletschjoch abbiamo cambiato assetto, dato che i pendii diventano ripidi e al mattino ancora belli duri, con gli sci è pericoloso e l’uscita comunque va fatta a piedi.
– lasciamo gli sci al passo, dato che la cresta presenta tratti con poca neve ed è tutto tranne che sciabile. Il vento tira abbastanza forte. L’anticima davanti a noi presenta due evidenti crepacci ma soprattutto ghiaccio vivo sia a destra che a sinistra, con un potenziale passaggio al centro su neve.
– seguiamo il plateau con qualche crepaccio (il primo dei quali insidioso, occhio), puntiamo a salire dritti l’anticima, aggirarla non è un’opzione; il primo crepaccio si passa bene al centro, con un passaggio su neve dura, ma altre possibilità ai lati fanno pensare che rimanga buono anche in seguito. Il secondo crepaccio si passa tutto a destra, essendo il distacco parecchio alto, delicato ma non troppo.
– qui Enrico e Michel, vedendo la parete che ci aspetta, decidono di tornare indietro. Proseguiamo io e Jennifer, con una corda da 30mt, ramponi da skialp arrotondati, una piccozza a testa e 3 viti da ghiaccio: ci faremo bastare il materiale che abbiamo…
– la parete ha una pendenza intorno ai 50°. Evitiamo il ghiaccio vivo, durissimo, aggirandolo seguendo la rampa di neve dura con un po’ di ghiaccio sotto. Le viti, per fortuna lunghe, si possono mettere solo in alcuni punti perchè la maggiorparte delle volte trovano granita e vengono via con uno sputo. Proseguiamo in conserva protetta, salendo questi 100-120mt di parete nord, recuperando due viti per volta.
– all’uscita della parete finalmente siamo in cresta, in breve all’anticima, poi si scende un tratto per raggiungere il plateau finale e, di fronte a noi, la cresta finale per la vetta. Un ultimo ostacolo si para davanti a noi, la terminale a campana, larga, infida e delicata: al terzo tentativo la passiamo. La cresta poi, di roccia buona, ha passaggi molto esposti, quasi sempre abbastanza proteggibili. Finalmente in vetta!
– discesa per la stessa via, saltando i crepacci passati in precedenza. La parete dell’anticima la disarrampichiamo proteggendola, e infine raggiungiamo gli altri che ci attendevano e torniamo agli sci.
– ingresso dell’Aletscjoch ripido, 45° circa, neve ammorbidita dal sole che permette anche qualche bella curva, ma ci si tiene alti per seguire la traccia di salita (dopo diventerà crosta non troppo portante), che ripercorriamo fino al bivacco. Qui troviamo solo la nostra tenda appesa ad un sasso, l’altra spazzata via… Individuata in una conca molto più in basso, Enrico e Jennifer vanno a recuperarla, io e Michel impacchettiamo la nostra roba.
– iniziamo anche noi la discesa su neve polenta, ormai è tardi, si scia quel che c’è. Raggiungiamo gli altri e ripercorriamo la via della salita, tenendoci poi alti in tutto il vallone per un traverso senza quasi mai racchettare.
– arrivati al ghiacciaio ripelliamo, legandoci, è comunque sicuro e si percorre bene. Ci aspetta la risalita di 350mt e la fatica si fa sentire tutta. Arrivati in cima seguiamo finalmente le piste e arriviamo alla funivia, che grazie al giorno di festa prosegue le corse fino a tarda sera.

Nostre tempistiche indicative:
– 8h Bettmeralp – zona bivacco
– 05:00 partenza dal bivacco
– 08:30 Aletschjoch (con cambio assetto sul ripido)
– 11:30 vetta
– 14:00 rientrati all’Aletschjoch
– 16:00 ripartiti dal bivacco
– 20:00 usciti dal ghiacciaio
– 22:15 stazione funivia

Con Jenny Enrico e Michel, che cammellata, che viaggio, alla fine le condizioni più ostiche del previsto hanno reso questa gita una vera avventura!

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