La descizione della via è in contrasto con quello che scrive Marcello (che a quanto mi risulta la ha aperta assieme a Beppe), probabilmente perche’ i primi tiri sono stati spittati in un secondo tempo (dopo aver messo la descrizione su gulliver) seguendo una linea diversa da quella iniziale. Se posso dire la mia sui primi due tiri (oltre non siamo andati):
Primo tiro:
Attacca a sinistra (non a destra) del Pesce, tenendosi sulla sinistra del canale (ben visibile il primo spit ad una decina di metri), prima su uno speroncino, poi in un diedrino, poi su placca a liste. Poco estetico per la vegetazione (compreso un rovo che proprio andrebbe tolto), ma divertente e con alcuni bei movimenti. Il tiro è spittato, ma torna comodo proteggersi in tre o quattro punti con friend dallo 0.5 al 2 bd. E’ parecchio lungo quindi occhio agli attriti. Difficoltà 5c/6a.
Secondo tiro:
Subito sopra la sosta un passo delicato in placca (5b), poi passeggiata, fino ad un diedro articolato con fessurazioni nette, facile ma divertente (4b). Qui converrebbe far sosta per godersi di più il bel tiro seguente, ma non mi risulta ci sia la sosta a spit. La si può comunque attrezzare facilmente (peraltro poco lontano mi pare ci sia una sosta a spit di “Oui, on dance le roc”). Si continua poi salendo il bellissimo diedro (con albero), costeggiato da una enorme fessura/camino. I primi passi di dulfer sono duretti perche’ la fessura di fondo è stretta, ma si agguanta in fretta l’albero. Poi la fessura di fondo si allarga e diventa divertentissima. Si raggiunge quindi la seconda sosta, su un grosso e comodo cengione. Difficoltà della seconda, bella sezione: 5c. C’e’ qualche spit ma è bene proteggersi con friend dall’1 al 3.
Di qui la via prosegue sulla placca a sinistra. Noi non abbiamo continuato. Un amico fidato lo ha fatto e mi ha parlato di difficoltà attorno al 6a+.
Il motivo per cui non abbiamo continuato la via è che siamo stati attratti da due fessure che solcano il muro soprastante la sosta.
La prima è larga ed obliqua, ed è interrotta da un alberello. Ben ammanigliata ma con qualche blocco instabile all’inizio, presenta un tratto un po’ delicato dove si allarga, poi dall’albero in poi è più facile. Si esce per un buco abbastanza suggestivo, su un bel pianerottlo, sfiorato dalla via dello spigolo. Sosta sullo spuntone perfetto. Niente di che ma carina, ovviamente completamente da proteggere, e ovviamente sporca (forse non era mai stata salita). Molto utile un 4 bd. Difficoltà sul 5a.
La seconda è una fessura rettilinea e verticale, molto più stretta, in alcuni punti chiusa. Negli ultimi 8-10 metri si trasforma in diedro e finisce in bellezza con un tettino. Partenza ammanigliata anche in questo caso, poi arrampicata un po’ in opposizione, un po’ ad incastro un po’ sulle tacche ai fianchi della fessura, qualche passo di dulfer sul diedro (anche qui c’e’ un rametto di rovo che rompe), e uscita dal tettuccio parecchio atletica. Tiro veramente bello (ottima intuizione di Andrea Bumbum). Si protegge bene con friend dallo 0.3 al 2, meglio se doppi. Difficoltà attorno al 5c. Si arriva sul medesimo pianerottolo di prima, e si sosta sullo stesso spuntone. Per scendere senza lasciare niente si percorrono gli ultimi 15 metri della via dello spigolo, arrivando ad una sosta a fix con cantena raumer (in 2 doppie si arriva alla base).