Gita in compagnia di Alain-Diego-Flowered. Abbiamo notizia della discesa…scivolo di rado in condizioni. Non ci piace andare sulle tracce di altri, ma Chamonix per noi è troppo distante per capire le cundi e allora o così o miao. L’occasione come dire…è ghiotta. Andiamo a vedere…tanto lì gli spazi sono XL e probabile che le tracce precedenti non ci daranno troppo fastidio.
In mattinata raggiungiamo Argentiere e riusciamo a prendere la prima benna…usciamo dalla funivia e come due dementi scattiamo foto a dx e a manca. Qui c’è tanta roba…come essere agli Uffizi…le opere d’arte più belle sono qui esposte. Fai fatica a non fotografare. Dobbiamo sgommare e raggiungere la ns meta…traversiamo a razzo seguendo una traccia molto tracciata. Gli impianti vomitano umani i quali si riversano in questo immenso catino…tutti giustamente vogliono la loro fetta di spettacolo, noi compresi. Inaspettatamente ci ritroviamo sotto il colle dopo aver superato un ghiacciato Couturier. Alain mi fa notare la Nord dei Droites…fotografo like a japan ma intanto registro nel mio cervello questo spettacolo della natura. Però dobbiamo andare…la terminale ha le fauci aperte..cerchiamo il passaggio, ma non lo troviamo. Da dove cavolo sono passati i ns predecessori? Mistero…Alain a sx io a dx a caccia del passaggio che non c’è! Caspita! Anzi cazzo! Poi proviamo in un punto..troppo verticale. E neve incosistente. Poi individuo un ponte…di Baracca…l’unica via di accesso accessibile…però è sospeso sul vuoto. Terrà?! Boh?! Ci leghiamo e il più vecchio prova…a gattoni per distribuire il peso nel punto più critico. Saranno due metri, però…sono sul labbro-solido-superiore. Ora tocca al più giovane…saliamo abbastanza velocemente, galvanizzati dall’essere passati!! Ripido dall’inizio alla fine. Ma la neve è quella giusta. A tratti pressata, a tratti un pò più soffice. Qualche punto, ma breve, la neve è beton. L’uscita riceve la visita del sole..trasformata ma non banale. C’è qualcosa di banale quando le pendenze sono minimo a 50°? Risposta scontata. Al colletto l’aria soffia gelida…foto di rito un qualcosa nella pancia e siamo pronti. Curve corte e riposo. L’impegno fisico non è trascurabile. E se si scelgono i punti giusti le pendenze sono esasperate, ma la neve consente. Ci alterniamo in discesa, un automatismo consolidato nelle numerose discese insieme. Basta uno sguardo e sappiamo come fare. Arriviamo al fondo e la nebbia ci sorprende, ma svanirà dopo qualche minuto. Meno male attraversare il ponte di Baracca senza visibilità non mi esaltava come prospettiva. Il più vecchio passa e di seguito il più giovane. Raggiungiamo il bacino e la nebbia…fortunatamente un mega traccione ci guida verso le piste e da qui al parcheggio.
Du bon ski…raide!