6.2Km
In caso di innevamento utili i ramponi: è possibile visionare la parte sommitale del percorso da Ville Vieille, superando il ponte verso il Colle dell’Agnello, al primo tornante si vede bene il percorso.
Se si parte da les Meyries si risparmiano circa 300 m di dislivello.
Da Cuneo: dirigersi verso Saluzzo imboccando a Piasco la Val Varaita, svalicare in Francia tramite il Colle dell’Agnello e giungere a Ville Vielle.
Per raggiungere invece les Meyries, c’è una strada che si stacca all’interno dell’abitato di Chateau Queyras.
Dal posteggio si torna indietro per 200 m lungo la strada fino ad uno spiazzo dove si incontra la palina segnaletica per Meyries, Sentier dea Decouvert, che senza piacevole all’interno del bosco conduce al grazioso borgo 1701 m, presenti diverse fontane. Si risale la strada asfaltata passando a fianco di un posteggio, quindi poco sopra si incrocia una strada sterrata con il cartello indicatorio per il Col de la Creche.
Si segue la strada per alcune centinaia di metri verso est, quasi in piano, fino ad incontrare la palina nei pressi di un pilone votivo con una grossa croce in legno: qui si abbandona la sterrata per iniziare a salire nel fitto bosco che ci accompagnerà per un buon tratto.
Si intercetta più volte un’altra pista forestale, fino alla località Platenque dove si abbandona definitivamente a favore del bel sentiero che con numerosi tornanti nella pineta. A circa 2100 m il bosco inizia a diradarsi lasciando posto a belle radure erbose, ormai in vista del Col de la Creche che si raggiunge comodamente 2544 m.
A questo punto appare già evidente la piramide rocciosa del Pic de l’Agrenier, sulla sinistra: si risale fedelmente il lungo crinale detritico che è solcato da una traccia, si toccano anche alcune postazioni (ruderi) di avvistamento, fino a raggiungere una sella a 2550 m proprio alla base del crestone sud di salita alla cima.
Qui cambia repentinamente il terreno e la pendenza, si deve salire in mezzo a due paretine rocciose per un pendio di detriti, una sorta di canalone, per la salita è meglio mantenersi sulla sinistra dove il terreno è più solido, mentre in discesa si può sfruttare la traccia più diretta in mezzo al ghiaione.
Superato un tratto più ripido il terreno diventa più terroso e si trova una traccia con alcune serpentine, fino a raggiungere una zona rocciosa che si supera comodamente. Oltre questa asperità il terreno spiana, e si alternano zone detritiche a brevi fasce rocciose dove talvolta si utilizzano le mani, non ci sono difficoltà di rilievo ed il terreno non ha mai esposizione.
Raggiunta un’anticima si vede ora poco distante la grossa croce in legno (anno 2022) che si raggiunge sfruttando una cengetta di detriti, e pochi metri più avanti protesa verso nord la grossa torretta di pietre sul punto culminante della montagna. Gran vista sul Pic de Rochebrune.
Discesa per lo stesso percorso di salita.
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