- Accesso stradale
- Nulla da segnalare
Gita fatta in traversata dal Refuge de Cougourde al Rifugio Genova. partenza alle 8,15 dal Refuge de Cougourde dove abbiamo pernottato (rifugio carino in bellissima posizione, cena buona). La salita dal versante francese non presenta particolari difficoltà tecniche, ma in parecchi tratti è abbastanza difficile riuscire a seguire il percorso corretto in quanto non esiste un sentiero segnalato, anche se quasi sempre c’è una traccia abbastanza evidente e con moltissimi ometti. La parte più ingarbugliata è la prima, ovvero dal rifugio al Lac de Sagnes in quanto le tracce sono molte e la zona piena di grossi massi, poi dal pianoro dopo il lago diventa tutto più evidente. L’ultima parte per arrivare in cima è abbastanza ripida ma tutto sommato si sale bene.
Cima raggiunta in 3 ore, panorama eccezionale e ambiente molto severo.
La discesa sul versante italiano è decisamente più delicata e impegnativa. Dalla cima fino a poco sopra la Bassa di Margot è praticamente tutta su rocce instabili e sfasciumi piuttosto insidiosi e da affrontare con molta attenzione. Per fortuna ci sono molti ometti che indicano la direzione migliore. Dalla Bassa di Margot ci siamo messi i ramponcini e siamo scesi per circa 200 metri su neve un po’ scivolosa ma comunque decisamente più comoda, poi un tratto su pietraia abbastanza comoda fino ad arrivare a quota 2.300 m dove si aggancia un sentierino segnalato anche sulla Fraternali; qui pensavamo di aver finalmente terminato la parte più scomoda, invece a conti fatti è stata la parte peggiore della discesa, con un sentiero segnato con bolli gialli ma ormai in gran parte scomparse e invaso da erba e rododendri. Per fortuna avevamo la traccia GPS che ci ha aiutato non poco, però abbiamo ravanato parecchio per arrivare al rifugio. Da qui veloce discesa fino al parcheggio.
Gita apparentemente breve e con dislivello limitato (circa 850 m dal rifugio alla cima) ma abbastanza impegnativa in quanto si svolge interamente fuori sentiero. Il versante francese è decisamente più facile, mentre quello italiano è decisamente più ostico. Noi abbiamo impiegato 3 ore per la salita e altrettante per la discesa.
In ogni caso ambiente selvaggio e grandioso, quindi vale la pena ravanare un po’, anche se forse consiglierei di farla nel senso opposto. A mio parere la classificazione EE è un po’ stretta, F ci sta tutta.
Giornata magnifica, non abbiamo ovviamente incontrato anima viva se non camosci e stambecchi.