Grandioso giro di confine tra Italia e Francia, sicuramente faticoso per lunghezza e dislivello ma in ambiente poco frequentato e selvaggio.
Ovviamente in questi giri il dislivello con bici a spinta è puramente indicativo ed i più allenati potranno abbassare di molto il dato indicato.
La prima discesa è lunga e dalle difficoltà contenute.
La seconda inizia invece con un tratto di 150 metri non ciclabile dove si deve scendere accompagnando la bici e facendo molta attenzione in quanto la traccia è molto esposta.
Dal rifugio il sentiero torna ben ciclabile ma il versante italiano è sicuramente più tecnico di quello francese.
Noi abbiamo imboccato il sentiero 210 che è stato recentemente sistemato per cui si percorre bene con la bici anche se non mancano brevi tratti molto tecnici. In questo modo la discesa avviene quasi tutta in single track, ma chi preferisce può tornare a valle seguendo a ritroso la sterrata di salita.
A mio parere il giro si può fare anche in senso inverso con la prima salita al Valpreveyre che rimane più dura ma con la seconda ciclabile fin sotto il col d’Abries.
Con Nadia in una limpida e calda giornata settembrina!