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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: front-suspended
Anello cicloalpinistico decisamente duro e sconsigliato a chi non intende mettere in conto qualche (per me sono stati una decina, sui 48 totali) km di "puncia".
Fino al Lago inferiore di Valscura ciclabilità del 95 %: indicativamente fino alla Bassa del Drous (12 km) mettere in conto circa 1 km a spinta. Un altro km a spinta dalla Bassa del Druos al Col de la Merciere. I problemi seri iniziano dopo il Col Salese (non è necessario raggiungerlo, la deviazione per il Colle di Fremamorta si stacca un po' prima sulla sinistra). Tra la salita e la successiva discesa sul Pian della Casa del Re si concentrano i rimanenti 7 - 8 km a "puncia". Naturalmente chi se la cava meglio di me (e, almeno in discesa, ci vuole ben poco ...) potrà ridurre i km ed i tempi "bici al fianco".
Volendo trovare un'alternativa di ampio respiro al percorso proposto dal Ragazzini, ho pensato a questo anello, incuriosito dalla rotabile (segnata sulla cartina) fra il Col de la Merciere ed il Col Salese (in realtà - ed incomprensibilmente - vietata ai VTT ...). La pecca è la salita e, soprattutto, la discesa dal Colle di Fremamorta, molto sconnessa nel tratto fra il Bivacco Guiglia ed il Pian della Casa.
Sostanzialmente ho impiegato 3 h per arrivare alla Bassa del Druos, 4,5 h per il tratto Druos - Colle di Fremamorta, e ben 2,5 h per planare sul Pian della Casa (tempi comprensivi di soste varie).
Ambiente straordinario fino alla Bassa del Druos, tratto francese (fino al Col Salese) un po' meno interessante (il meteo meno favorevole ha sicuramente inciso sul giudizio).
Innumerevoli i laghi incontrati, 2 lingue di neve ancora da attraversare prima di arrivare ai Lacs de Terre Rouge.
Nel complesso un bellissimo e durissimo (per me) anello di cicloalpinismo.
E pensare che l'idea originaria era partire dal bivio Entracque - Terme di Valdieri e di rientrare in Italia dal Colle di Finestra ...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
In salita prestare attenzione alla deviazione (poco evidente) sulla sinistra a quota 2050 circa (occorre abbandonare il sentiero principale, diretto nel Vallon d'Aval, all'incirca parallelo sulla destra rispetto al Vallon de Chauvet) e moltissima attenzione nel superare sull'estrema sinistra (destra orografica) la morena frontale del ghiacciaio (costituita da pessimi detriti mobili, se non coperta di neve), che conduce al Vallone superiore de Chauvet.
Ritengo prudente indossare il casco durante la salita del nevaio e del canalino: abbiamo visto cadere parecchie pietre di piccole dimensioni ed il nevaio è disseminato di detriti.

Finalmente l'Aiguille ...
Gita magnifica che ci ha permesso di vivere un'esperienza coinvolgente di bellissimo alpinismo tradizionale. Gli ingredienti (in quest'anno dalle condizioni metereologiche particolari) c'erano tutti: grande spostamento, dislivello apprezzabile, nevaio e canalino (in alcuni tratti ritengo superiore ai 40°) in condizioni di innevamento perfette, Col du Fond de Chauvet molto aereo, con cornice prospicente sul versante sud, tratto finale (in comune con la via italiana) breve quanto basta per non "stancare" troppo (i quasi 1800 m di salita, a queste quote, si sentono), panorami spaziali.
Ci si sente piccoli piccoli di fronte a tanta Maestosità. La pioggia che ci ha sorpresi in discesa, prima di affrontare la morena, non ha rovinato una giornata indimenticabile.
Con Silvia, in questa piccola vacanza da tempo attesa.

l'alto Vallon de Chauvet

Col du Fond du Chauvet

tratto finale

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Acqua presente in abbondanza lungo il percorso (almeno in questa stagione). Un po' di neve in scioglimento scendendo dal Colle della Lombarda verso Vinadio. Il dislivello ed il kilometraggio sono notevoli: se si opta (come noi) per "pernottamenti alla "belle etoile" valutare di fermarsi a bassa quota, per non patire il freddo notturno.
Dopo aver percorso, negli anni precedenti, i due anelli transfrontalieri passanti per il Colle di Tenda (3 km di sterrato sul versante francese), ho provato ad immaginare questo anello che li comprendesse entrambe, senza pensare di riuscire a farlo realmente. Con non pochi dubbi, ho affrontato questo viaggio avventuroso con l'amico Alberto. Bdc appesantita da oltre 5 kg di bagagli e vettovaglie. Partenza intorno alle 14 del giovedì, primo pernottamento a Garessio, secondo a Sospel. Anello chiuso intorno alle 21 del sabato. Circa 35 h in sella: le 20 h complessive "a terra" sono necessarie per recuperare ed alimentarsi/idratarsi adeguatamente.
Splendida avventura, panorami straordinari, meteo sempre (a parte sul Passo della Teglia) ok. Una prova (per me) al limite, ma di grande soddisfazione.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Oggi la Valdinferno e l'Antoroto ci hanno regalato una giornata a dir poco spettacolare. Unico neo i problemi ai ramponi del socio Emanuele, che l'hanno (saggiamente) indotto ad optare per la salita in punta dalla Colla Bassa (... e cambie, stì rampun !). Io invece ho affrontato la salita diretta della parete nord est, imboccando involontariamente la variante di destra (più impegnativa). Notevole (per me) l'impegno ad uscire dalla strettoia, la prossima volta mi porto 2 piccozze ! Nell'imbuto superiore neve ideale, né troppo dura né troppo morbida. Qui ho seguito le tracce di un predecessore (proveniente dalla "normale" di questa parete, che passa leggermente più a sinistra), che mi ha condotto per le massime pendenze a sbucare 4 o 5 metri a sinistra della punta. Emozionanti gli ultimissimi metri, resi pressoché verticali dalla cornice ! Meno male che è rimasta lì ... Vista meravigliosa a 360°, dal mare alle Apuane al Monte Rosa.
Discesa verso la Colla Bassa ed anello passando per Monte Grosso, Monte Mussiglione e rifugio Savona. Veramente oggi non potevo pretendere di più ...

Valdinferno

linea

Emanuele in punta

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Oggi grande gita dal notevole dislivello (quasi 2100 m in totale). 5 h e 40' per arrivare su questa cima lontanissima (da San Giacomo) ed appartata. Dal Lac de Fenetre in poi il percorso è un po' da intuire, almeno finchè non si individua il canale che conduce alla pietraia sospesa della parete sud. Giornata bellissima, con sosta in cima senza vento e con un piacevole tepore.

padrone di casa al Colle di Finestra
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: front-suspended
Rispetto al precedente anello effettuato nel 2006 ho apportato alcune modifiche:
- partenza da Certosa di Pesio
- dalla Capanna Morgantini mi son tenuto a sinistra su spettacolare sentiero (poco pedalabile) direzione passo Scarason che fa risparmiare circa 4 km rispetto alla militare
- dal Colle dei Signori ho salito la Cima Pertegà (a piedi)
- scendendo dal don Barbera ho preso, sulla sinistra, il sentiero che porta al Colle del Pas (90 % portage), dal quale son sceso al rifugio Mondovì
- a quota 1500 ho deviato a sinistra verso il Casino del Cars (95 % portage), dal quale mi son collegato alla "nuova" sterrata in quota, per poi scendere nel Vallone del Cavallo fino a Certosa.
Nel complesso ho diminuito i km percorsi ed il dislivello, mantenendo pressochè inalterato il totale dei metri "a spinta".
Ma come, son già passati 7 anni (dalla volta precedente ?)
E dire che si sentono, eccome se si sentono ...
Comunque, anche questa volta, grande soddisfazione per aver portato a termine, attorno al Marguareis, un giro in/con mtb (cicloalpinismo ?)hard, molto hard ... direi riservato a cicloalpinisti motivati.
Escludendo la digressione alla Cima di Pertegà (merita), l'anello comporta circa 50 km con quasi 2500 metri d+.
Meteo stupendo, caldo moderato, mosche fastidiose solo salendo al Casino del Cars.
Salita al Passo del Duca/Capanna Morgantini, come sempre, da favola.
Mi sa però che se aspetto altri 7 anni dovrò cambiare decisamente percorso (o sport) ...
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Percorso breve ma di un certo impegno, soprattutto durante l'ascesa all'Olocco e oltre.
Asfalto a tratti pessimo fra Pradeboni e le Meschie. Abbastanza sporco dopo l'Olocco.
Con Silvia che, per problemi con gli attacchi dei pedali, ha rinunciato al tratto dopo l'Olocco. Ogni volta che faccio questa salita (Olocco) in bdc mi chiedo se non sia arrivato (per me) il momento di scegliere pendenze più morbide: ogni volta i 4 strappi mi sembrano più ripidi ... Sull'ultimo ora qualcuno ha pure scritto in giallo un bel 20 % !
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Effettuata la salita con mia moglie Silvia, percorrendo la variante dei torinesi, recentemente ed ottimamente attrezzata. Alla fine della fune metallica plastificata, invece che dirigerci a sinistra per uscire "in cresta" poco sopra al Colle dei Torinesi, abbiamo diagonalizzato a destra, andando a prendere un altro breve canalino che ci ha portati in alto, presso l'ingresso (con targhetta di cui non ricordo il numero) di una grotta. Ancora un breve tratto ripido su terra e mobili sfasciumi per uscire sulla cresta est, a poca distanza (circa 10') dalla croce di vetta. Breve sosta e discesa nel Canalone dei Genovesi: senza neve è, dopo il salto che si scende con la corda presentein loco e fino alla grande curva, un orrido e ripido scivolo di sfasciumi costellato di massi che stanno lì per miracolo. Poco piacevole la discesa, fino a quando il canalone si allarga, consentendo eventuali fughe laterali per evitare di essere investiti da pietre provenienti dall'alto.
Abbiamo lasciato i nostri 2 figli più piccoli (Chiara 8,5 e Daniele 6) al laghetto in compagnia dei nonni materni, per poi andarli a "recuparare" in discesa al rif. Garelli, dal quale, insieme, abbiamo fatto ritorno al Pian delle Gorre.
Trovo sempre emozionante percorrere le vie di salita (facili) a quella che considero la mia montagna preferita. Con quello di oggi (che ho battezzato "la variante della variante") posso "vantare" 8 itinerari diversi di salita: Savonesi, Torinesi, variante dei Torinesi, Genovesi, Sanremesi, cresta Sud, cresta Ovest integrale. Mi piacerebbe arrivare a 10, aggiungendo magari la Cengia Garibaldi ed il Canalone dei Pancioni. Maggiori difficoltà non sono alla mia portata.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Lunga cavalcata di cresta.
Ultima acqua al Pian delle Gorre, poi 0 fin nei pressi del lago Rataira.
Cicloescursione compiuta con mia moglie Silvia partendo da casa (Chiusa di Pesio) in bici. Lasciato il mezzo meccanico in località Saut abbiamo raggiunto il Passo del Duca salendo dal Vallone del Marguareis.
Ognuna delle 13 sommità toccate ha meritato sosta e foto.
Giornata eccezionale fin verso le 13, quando le prime nuvole hanno fatto capolino dal fondovalle.
Difficoltà sempre contenute ed aggirabili.
E' stata la realizzazione di un sogno a lungo coltivato.
L'appuntamento con il Monviso "ciclo-escursionistico" è solo rimandato...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Tripla indispensabile per i miei mezzi fisici limitati.
Freddo intenso durante le prime due discese (coprirsi con tutto ciò che si ha).
Con due litri di acqua si sta tranquilli (rifornimenti possibili in tutti i paesi).
Dopo 5 anni dal primo tentativo fallito (avevo rinunciato dopo il 4° colle) sono riuscito a chiudere il conto con questo anello da sempre in cima alle mie aspirazioni (ciclistiche).
Causa errore in salita in zona Marmora (bivio senza segnalazioni utili) i km sono diventati 245 ed i metri di dislivello 7000.
Ridicolo il tempo impiegato (19 h) ma grande comunque la soddisfazione.
Indispensabile anche una feroce, grandissima, incrollabile determinazione.