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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Buone condizioni generali della salita. La parte nevosa si presenta senza ghiaccio.
A causa di un temporale notturno, alcuni passaggi su roccia ancora in ombra, presentavano parti con verglass, ma senza arrecare particolari difficoltà.
Il superamento del cole del Gran Paradiso risulta faticoso a causa degli sfasciumi presenti con rischi di scariche. E consigliabile essere al colle quando albeggia, in modo tale, da poter avere un po’ di luce e individuare con precisione il punto migliore dove oltrepassarlo.
Nessun problema per la salita della Punta Ceresole, la presenza di ometti aiuta l’individuazione della linea di salita migliore. Dal ghiacciaio pensile è possibile salire la cima direttamente senza passare dal colletto, ometto ben visibile da lontano, raggiungendo la cresta arrampicando sul torrione subito a dx del canalino.
Dal colle Chamonin si sale la cresta Gastaldi, con un po’ di intuito, cercando i passaggi migliori. Non ho trovato lungo tutta la cresta, salvo un cordino all’inizio, nessun riferimento o segno di passaggio. Seguire le precise indicazioni riportate dalla relazione dell’itinerario e da “difra86”.
La cresta nevosa sia per arrivare in vetta alla cresta Gastaldi che per raggiungere il colle dell’Ape, risulta in perfette condizioni e senza presenza di ghiaccio.
L’ultima parte con la salita del Roc non presenta particolari difficoltà. Delicata la breve movimentazione dal colletto alla vetta, a causa della presenza di un paio di centimetri di neve su fondo ghiacciato.
In discesa dalla vetta del Roc, dopo una doppia, si supera senza problemi la crepacciata terminale che presenta, proprio sotto la verticale della doppia, il punto più chiuso e migliore per il suo superamento.

Soddisfatto appieno della scelta di questo itinerario nel quale ho trovato un ambiente molto isolato rispetto al versante opposto del Gran Paradiso. E’ un itinerario lungo ma alpinisticamente completo e appagante che regala sensazioni forti. La qualità della roccia, salvo per la quasi totalità della cresta Gastaldi, non è tra le più solide e stabili e determina una attenta valutazione del percorso e delicatezza nella progressione.
Oltre all’ottimo servizio al rifugio, ringrazio in modo particolare il gestore del Vittorio Emanuele per la cortesia e disponibilità fornitami con informazioni precise sulla attraversata.
Condizioni meteo ottimali sino alle ore 14.


Punta Ceresole

Cresta Gastaldi e Roc sullo sfondo

Cresta Gastaldi dal Roc
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
attrezzatura :: scialpinistica
Con Roberto, da Isghgl utilizzando parte degli impianti si raggiungeva la stazione a valle di Bodenalpbahl da dove si raggiungeva la Heidelberger hutte con le pelli.
Il tour proseguiva raggiungendo il Jamtal hutte dopo avere salito il Breiten Krone e il Bischof Sp.
Dal Jamtal hutte attraverso la salita del Jam Sp si raggiungeva la chamanna Tuoi dopo avere svalicato il Jam Jock che richiede una doppia di almeno 20 m.Più agevole è l'aggiramento del Jam Sp sulla dx lasciandosi alla propria dx, in discesa, la P.Urezza.
Dalla Chamanna Tuoi abbiamo salito il Piz Buin attraverso il Plan da Mezdi e il successivo colle Fourcla da Countim raggiungendo il Buoinlicke ,e una volta lasciati gli sci, proseguito verso la cima. Utile in discesa una fune per superare due brevi ma ripidi passaggi sopratutto se trovati ghiacciati. La discesa alla Wiesbadener hutte concludeva la giornata.
Il giorno successivo con meteo pessimo, nevicata in atto e forte vento, si raggiungeva la base del Rauer Kopf, da dove si iniziava la discesa lungo la valle Bieltal per raggiungere Wirl, dove treminava il raid.

Giro molto appagante, nonostante il meteo non particolarmente favorevole, in grandi scenari con panorami dalle vette meravigliosi.
Ottima l'accoglienza alla Chamanna Tuoi, e alla Weisbadener Hutte.
Un grande ringraziamento a Roberto per la amicizia dimostrata.



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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: .
quota neve m :: 1300
attrezzatura :: scialpinistica
Raid percorso in 4 giorni in compagnia di Roberto.
Al momento il percorso si presenta fattibile e con scarso portage.
Abbiamo trovato i pendii a nord con fondo di neve dura e ghiacciata condizionem che si manteneva anche durante le ore centrali della giornata.
Il meteo favorevole, salvo un fastidioso vento freddo, ci ha permesso di non avere problemi di orientamento, situazione che in caso contrario, e sopratutto in alcune parti del percorso, possono creare serie difficoltà.
Un raid di grande soddisfazione in ambiente spettacolare, selvaggio e pochissimo frequentato.
Un ringraziamento al compagno di attraversata, Roberto, che mi ha sopportato e supportato per la durata del raid.
Per le informazioni ricevute, fondamentali per la riuscita del raid a Jean Luc Luciani dell'albergo Castel de Vergio, e alla guida alpina Specia Cedric.
Un ringraziamento particolare a Enrico Marta per la disponibilità che mi ha fornito inviandomi tutti i particolari del loro viaggio precedente.
sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m. :: 2500
Il canale non si trova in buone condizioni per la presenza di uno strato, quasi continuo, di crosta. In salita risulta cedevole al passaggio rallentando la progressione e in fase di discesa la parte superiore, dopo il restringimento roccioso, risulta essere delicata per la presenza di uno strato ghiacciato superficiale.Il tutto aggravato dalla presenza di una rigola al centro del canale che limita gli spazi di manovra.Nella parte inferiore l'azione del sole rende sciabile e divertente la discesa. Si riesce ancora a scendere, sfruttando i depositi di valanga, sino al torrente dove transita il sentiero per il rif.Vallanta.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
La cresta si presenta in ottime condizioni e le protezioni a chiodi di via si presentano ben ancorati e infissi.Non neccessita di integrazioni particolari salvo, per sicurezza,portarsi qualche fiend o nut piccoli-medi.Bella salita su estetica cresta che offre una gratificante e piacevole salita verso la vetta del Corno Grande.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Prestare attenzione alla salita del primo tratto dello sperone, zona ghiacciaio del Miage, che porta al bivacco per pericolo di caduta di pietre e ghiaccio dal sovrastante ghiacciaio del Monte Bianco. Rimanere il più possibile verso sx (dx orografica). La parte superiore sino al raggiungimento del bivacco non presenta problemi. Dal bivacco il pendio verso la sella nevosa, del ghiacciaio del Monte Bianco, non presenta difficoltà anche se in alcuni punto affiora un po’ di ghiaccio. Dalla sella aggiramento del ghiacciaio, non scendendo eccessivamente, verso sx (dx orografica) sino al raggiungimento della rampa che accede allo sperone della Tournette, dove si trova la crepacciata terminale che si supera agevolmente. Lo sperone e in ottime condizioni e si arrampica senza difficoltà sino al raggiungimento della parte nevosa che accede alla cresta delle Bosses. Via di grande soddisfazione e di ambiente, che richiede un certo impegno sia fisico che mentale, anche in considerazione della difficoltà di attuare una ritirata. Un ringraziamento a Massimo per le informazioni fornite

Sella ghiacciaio M.Bianco

Vetta del Monte Bianco
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: osservato fratture nel manto
neve (parte superiore gita) :: crosta rigelo portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo portante
note su accesso stradale :: strada perfettamente percorribile
quota neve m :: 1200
Salita decisamente in ottime condizioni, sopratutto se abbinata ad una mini attraversata verso il M.Legna'. La salita è ancora realizzabile, per chi volesse fare maggior dislivello, dall'abitato di Connio situato poco prima di Carrega. Si sono notate linee di frattura anche di notevoli entità, sul manto nevoso nei versanti più ripidi rivolti a ovest, e in particolare nord-ovest, che consigliano una discesa non troppo tarda e comunque dopo una attenta valutazione.

versante NW.linea di frattura
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta rigelo portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo non portante
quota neve m :: 500
Si mantengono condizioni buone per una salita con le pelli. Neve dura portante in quasi tutto il percorso, salvo alcuni tratti nella parte finale della discesa con presenza di crosta non portante. Permanendo le attuali condizioni, utili i coltelli se si sale al mattino presto.

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo portante
quota neve m :: 1500
Giornata con condizioni temperatura e di visibilità ottima e assenza di vento. Le temperature ed il vento degli ultimi giorni hanno notevolmente ridotto lo strato di neve sotto i 2000 metri. Si sale comunque bene da Prati di Tivo seguendo la seggiovia che porta alla Madonnina 2012 m. Ci si toglie gli sci solo su due tratti, e per poca distanza, in prossimità dell'arrivo della segiovia (innattiva) e per raggiungre il colletto prima del Passo delle Scalette. La salita nel vallone delle Cornacchie e successivo del ghiacciaio del Calderone non presentano difficoltà, salvo l'utilizzo dei rampanti. Raggiunto il colle, tra l'anticima NO e la vetta Occidentale, e possibile portarsi con gli sci ai piedi sino in vetta al Corno Grande. La successiva discesa, direttamente dalla cima, risulta essere 5 stelle per le condizioni del fondo e per l'ambiente. Si consiglia comunque la discesa non troppo tarda.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
quota neve m :: 2000
Partenza con neve trasformata primaverile.Parte centrale e buona parte della finale, neve dura compatta portante.Parte finale pesante umida.La temperatura perticolarmente alta per la stagione, ne consiglia la salita anticipando di molto la partenza. Nell'ultima parte del percorso di discesa, è stato sceso il canale a destra orografica dell'itinerario classico, trovando condizioni di neve compatta.

Franco in azione