Gulliver outdoor - arrampicata, escursionismo, scialpinismo, sci alpinismo, alpinismo, canyoning, trekking, MTB, Cicloturismo

bianconiglio


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La via offre un'arrampicata molto bella, a tratti atletica e sempre elegante. Tutti i tiri, anche i più semplici, non sono mai banali e offrono movimenti didattici e non scontati.
Chiodatura corta e rassicurante, perfetta per godersi l'arrampicata senza ansie nel grandioso anfiteatro del Corno Stella.
Ci è stato consigliato al rifugio il ramo di sinistra del sesto tiro in quanto meno lichenato.
Nella calata da S5 a S2 (60 mt) prestare attenzione a una fessura pochi metri sotto la sosta in cui si possono incastrare le corde.
Accoglienza al Bozano ottima come sempre, sia per la cucina che per per le utili e aggiornate informazioni sulle vie.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Nonostante le alte temperature abbiamo trovato ottimo rigelo, forse anche per la partenza alle 5:40 da Viozene.
Calzato i ramponi intorno ai 2000 mt, quindi inutili sci o ciaspole.
Le condizioni del canale erano molto buone con il primo salto completamente coperto e neve portante.
Il secondo saltino di misto ha richiesto comunque di usare i ramponi sulla roccia, anche se per un tratto molto breve. Noi ci siamo assicurati prima e dopo facendo sosta su corpo morto e picca.
La discesa che abbiamo preferito, comoda e relativamente veloce nonostante lo spostamento, prevede di andare verso Est-NordEst - tralasciando i primi 3 canali sulla destra - fino ad arrivare al passo delle Scaglie; da lì, non proseguire per la salita alle Rocche del Garbo ma girare a destra verso la discesa, piuttosto agevole con le condizioni attuali.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ambiente splendido , grande esposizione e roccia solida. Parete completamente al sole, zoccolo compreso, già prima delle 7:00.
Le nuove soste, tutte a fix, oltre a semplificare l'orientamento, contribuiscono a rendere più sicura e godibile la salita. L'arrampicata è sempre piuttosto atletica ma mai difficile e impone qualche movimento energico e in stile "montagnard".
Non abbiamo avuto particolari problemi nel reperire l'itinerario seguendo le relazioni ma in questi contesti qualche variante o errore è sempre possibile. Comunque le impressioni, in base a quanto da noi percorso, sono: L1 e L2 hanno la sosta, piuttosto visibile a mano a mano che ci si avvicina, sulla verticale di partenza; il brevissimo traversino di L3 si trova dopo circa 8 metri dalla partenza del tiro; L4 ha la sosta decisamente a destra sulla caratteristica "poltrona"; L5 è forse il tiro la cui sosta finale è più nascosta, in un piccolo camino-fessura, perché si deve seguire una serie discontinua di diedrini ma per raggiungere la catena occorre traversare poi un paio di metri a destra su un accenno di piccola cengia; L6 e L7 sostanzialmente in linea con le descrizioni. Ci è stata comunque utile la foto con lo schema di tracciato presente su camptocamp.
I pochi metri di nevaio ancora presenti, volendo, si superano in discesa con l'ultima delle nuove calate presenti sulla sinistra orografica dello zoccolo.
Sostato al rifugio Pontese, sia all'andata che al ritorno, dove si gode di una vista e di un'ospitalità entrambe eccezionali.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Facile e divertente cresta che si snoda in un bell'ambiente isolato.
I gradi sono onesti e l'arrampicata non oppone grandi difficoltà, anche grazie alla chiodatura intelligente, sempre presente su placca e dove le difficoltà sono più vicine al limite superiore della via.
L'attrezzatura comincia a tratti a risentire della ruggine ma sembra ancora affidabile. Nei tratti più semplici si può compensare il diradarsi degli spit con qualche friend medio-piccolo o una fettuccia; a noi sono sembrati superflui.
Dopo i primi due tiri abbiamo proseguito in scarponi con soddisfazione.
Tempo di percorrenza intorno alle due ore e un quarto senza correre ma senza perder tempo.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Le condizioni della via sono nel complesso discrete: la maggior parte del percorso si svolge su neve, quasi mai sfondosa viste le temperature rigide. Gli ultimi ottanta metri, e in particolare il breve tratto a 50 gradi, erano invece in ghiaccio piuttosto fragile, e hanno richiesto l'utilizzo di qualche vite rendendo la progressione un po' più delicata.
Attaccato verso le 9:30, in cima alle 11:30, stando sempre a sinistra delle rocce e evitando i passi di misto. Solo noi sulla via.
Rientro dalla normale con qualche passo su ghiaccio verde nel raccordo con la traccia per l'occidentale. Crepacci chiusi sia nell'avvicinamento che nel rientro.
La gradazione AD di Gulliver, almeno nelle condizioni attuali, mi sembra corretta.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
La giornata con meteo estivo ci ha permesso di godere appieno dell'ambiente spettacolare della Meja.
La roccia in via è tutto sommato buona con diverse placche compatte e divertenti anche se c'è qualche blocco instabile e pietrisco sparso che rendono preferibile non avere cordate sopra la testa e d'obbligo fare attenzione a cosa si tira.
La spittatura è distanziata, quindi occorre decisione e padronanza del grado, considerando anche la verticalità e la continuità dell'arrampicata. E' possibile, e direi consigliabile, integrare con un friend medio-grosso sul diedro del primo e del terzo tiro.
Gradi indicati a mio parere sostanzialmente corretti, forse un po' severi sul diedro del terzo tiro.
Volendo uscire sulla normale dalla sosta del quarto tiro si sale verso sinistra (faccia alla parete) poi si superano un paio di dossi e relativi avvallamenti percorrendo un centinaio di metri e incrociando anche qualche ometto. Non bisogna percorrere in discesa i colatoi degli avvallamenti finché non si raggiunge l’evidente sentiero della via normale.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ramponi utili all'attacco per qualche metro e sui due nevai al ritorno, per il resto la roccia è completamente pulita.
Ancora più utile la traccia gps che permette di risolvere rapidamente i dubbi sia in salita, specie dopo il Saint Robert quando segni e ometti si fanno più radi, sia per identificare il colle delle Sagnette al rientro.
L'arrampicata non presenta difficoltà elevate ma il notevole dislivello, la discesa dalla normale (eterna, sì...) e la roccia a tratti mediocre e instabile, ne fanno comunque un'alpinistica da affrontare con giusta preparazione anche perché oltre i 3200 metri un'eventuale ritirata diventerebbe assai laboriosa. Si piazzano bene tutte le misure di friends anche piccoli e i cordini.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Prima gita di due caldissime giornate in zona Bianco.
Le condizioni della traversata delle Lachenal, apparentemente mediocri, con la prima parete in ghiaccio nero, si sono invece rivelate più che buone.
Abbiamo affrontato il primo pendio sul suo lato destro, quasi a ridosso delle roccette, e, tolta una quindicina di metri in ghiaccio che ha reso utili due picche, il resto era neve compatta di facile progressione.
Il bel tiro di roccia era asciutto e con i blocchi al momento compattati dal ghiaccio e dalla neve residua. Sono tornati utili friends e fettucce.
Invece di proseguire in cresta e scendere sotto gli imponenti seracchi, ci siamo calati su spuntone dall’uscita del tiro di roccia e abbiamo effettuato un breve traverso su ghiaccio e poi neve per raggiungere la base. La terminale era chiusa ma fragile quindi occorre attenzione.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Appena sufficiente
tipo ghiaccio :: Bianco e bagnato nelle parti esposte al sole. A tratti vetrato sui tiri successivi.
Cascata al momento fattibile e divertente anche se ancora povera di ghiaccio e con acqua che scorre in diversi punti. Il primo tiro fragile e non sempre ben proteggibile.
La carenza di ghiaccio rende il primo e il quarto tiro un po' più impegnativi del solito.
La poca neve caduta non genera al momento pericoli.
Alcune soste a spit cominciano ad essere arrugginite.

Valmiana 1 tiro
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
L'ambiente glaciale è spettacolare e rende secondario anche l'affollamento.
La prima parte della gita si svolge su ghiacciaio tormentato e su qualche ponte di neve aleatorio ma nel complesso le condizioni sono accettabili. Noi siamo partiti dal rifugio Gnifetti alle 5:30.
Dopo i 4000 metri la traccia, autostradale, non presenta particolari pericoli.
Visto numerose cordate su praticamente tutte le cime, dal corno nero ai Lyskamm che sembravano in condizione.
Chiuso la giornata salendo il Cristo delle vette