Forums Gulliver I problemi VIE SAPONATE

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    • #835333

      Pongo una domanda… forse stupida, ma che qualcuno più esperto di me magari può ripsondere.

      Visto che il calcare dopo anni di passaggi di arrampicatori tende a diventare una saponetta , e alcune

      vie, che so , in valle stretta stanno diventando sempre più scivolose.

      C’è un progetto , o qualche trovata , per ripulire le vie?

      Cioè stiamo parlando su molte discussioni , se lo spit si o no, ma anche il passaggio umano perpetuato nel tempo sta lasciando alle prossime generazioni , palestre sempre più unte e magari tra 20 anni inpraticabili

      Sapete se si può ripulire , anche in tal senso una falesia, e se ci sono già dei progetti rivolti a quel problema???

      Non è da sottovalutare… l’ altro giorno leggevo commenti sulle Calanque , e anche li le vie storiche sono diventate unte e saponate.

      che ne pensate????

    • #845960

      caro fabio_8c

      come puoi ben capire dall’assenza di commenti al tuo topic, una risposta non c’è e bisogna accettare l’inevitabile fenomeno della disgregazione fisico-chimica delle rocce. Le rocce carbonatiche come ben saprai, a forte componenete calcica, sono quelle più soggette all’azione dell’acqua/umido.

      Il sudore delle mani dunque, ed i frequenti passaggi degli scalatori soprattutto su certi tipi di calcare, determinano un progressivo arrotondamento degli appigli, dei bordi delle fessure e degli spigoli. Non so se hai ripetuto per esempio la classicissima Eperon Renaud alle Tenailles de Montbrison. La fessura obliqua del tiro chiave, gradata un tempo 6a, è secondo me forse ora ben più difficile perchè i frequenti passaggi hanno lucidato il labbro della stessa.

      Aggiungo che, per fortuna, non mi risulta esserci nessun prodotto per riportare la superficie rocciosa ad una condizione di maggiore porosità/abrasione, almeno non nel nostro campo. Per fortuna, perchè anche se esistesse, ci mancherebbe solo la possibilità di agire in modo chimico sulle vie (già non mi piacciono le resine o gli scavi…). Altro che spit sulle fessure e relativa schiodatura.

      Accettiamo in quel caso l’evoluzione del grado dovuta all’usura.

      Se poi il tuo nickname è biunivocamente corrispondente a “8c”, credo che non avrai mai nessun tipo di problema.. ciao :D :D :D

    • #845961

      Ahhhhh 8c…. neanche con il telescopio…gia mi sembra un miraggio il 6c !!! :D

      Immaginavo la risposta ed era quella che mi ero già dato.

      Certo è che tutte le vie su calcare sono destinate a evolvere!

      Si la via alle tenaglie l’ ho fatta anni fa e la fessura me la ricordo impegnativa!!!

      CIAO E BUONA NATALE

      FABIO

    • #845965

      un modo ci sarebbe, ma non risolverebbe di troppo il problema: in geologia, per verificare quanto una roccia sia calcarea si usa l’acido cloridrico (quello muriatico, per intenderci) che a contatto con il calcare CaCO3 regisce friggendo e disgregandolo (in maniera comunque lieve); se la roccia è una dolomia MgCa(CO3)2 l’acido deve essere caldo ed il risultato è lo stesso.

      In teoria le rocce delle nostre falesie non sono al 100% di calcare o dolomia ma ci sono delle impurità: queste non verrebbero intaccate dall’acido, ridando, in teoria, una certa porosità/scabrezza.

      In realtà non ho mai provato: magari ci vorrebbe damigiane di acido…

      Ciao

    • #845967

      Colgo l’occasione x esprimere il mio pensiero: spero non vogliate considerarlo una provocazione, ma semplicemente l’idea, forse poco condivisa, di un vecchio alpinista.

      Se si arrampicasse meno in falesia, in palestra e in palestra indoor e un po’ più in montagna, quella vera, probabilmente le vie, specie quelle più gettonate, sarebbero meno unte. Non faccio una critica all’arrampicata in palestra, anch’io andavo ad allenarmi in palestra per poi andare in montagna.

      Ora però, se non erro, la tendenza è arrampicare sempre o quasi in palestra e se si va in montagna si deve fare al minimo una via di 6a. Allora quelli come me, che data l’età, vanno solo sul 2° e sul 3° non trovano mai anima viva; credo sia un vero peccato. Per quelli, invece, che vanno solo ad arrampicare in falesia o palestra consiglierei di andare più anche in montagna (magari + in montagna che in palestra), ricercare montagne e vie meno note e trovare quindi il piacere di vivere la montagna in completa simbiosi con essa. Per me è una cosa meravigliosa!. Scusate se sono andato troppo fuori tema. Ciao a tutti.

      Mimmo1928

    • #845969

      grande mimmo.. pienamente d’accordo io che ho molti meno anni ma sono della stessa idea penso anche che a volte si potrebbe lasciare la magnesite a casa che non credo faccia proprio bene alla roccia soprattutto se usata sempre da centinaia di persone..

    • #845973

      Di sicuro la Montagna che descrive mimmo1928 è quella degli ampi respiri e delle vette che fanno sognare.

      Anche io essendo un arrampicatore mediocre spesso preferisco una bella cresta in montagna, magari sprotetta di terzo/quarto

      a una giornata in falesia su e giù per i monotiri. Concordo!

      Resta il fatto che l’ impatto dell uomo sulla montagna visto le grandi masse , sta lasciando il segno, ormai non solo in falesia , ma anche in sulle vie di montagna, e spesso in maggior misura sulle vie “facili” dove il passaggio è più frequente

      Un esempio …la torre germana.

    • #845977

      Sono veramente felice che pastore e fabio_8c la pensino come me.

      Quando andavamo ad allenarci al Baou de St. Jeannet sopra Nizza, sulle vie più frequentate e un pò più impegnative usavamo anche noi un pò di magnesite: ma quasi ci vergognavamo perché ci sembrava di barare.

      In montagna è però un’altra cosa; se si evitano le montagne e le vie più famose (ovvero si fanno una volta e non più), si trovano posti incantevoli ed anche poco visitati.

      Per questo faccio solo 2 esempi:

      1) quando ho scalato la breve parete del Dente del Gigante ho contato 22 cordate di tutte le nazionalità.

      2) sulla via d’Agrain al Gelas (AD inf), che faccio tutti gli anni in solataria x mettermi alla prova… e sentirmi vivo, non ho mai trovato alcuno.

      Ciao, viva la Montagna e auguroni di Natale.

      mimmo1928 (e questo numero vuol dire qulche cosa)

    • #845978

      mimmo1928 wrote:

      Sono veramente felice che pastore e fabio_8c la pensino come me.

      Quando andavamo ad allenarci al Baou de St. Jeannet sopra Nizza, sulle vie più frequentate e un pò più impegnative usavamo anche noi un pò di magnesite: ma quasi ci vergognavamo perché ci sembrava di barare.

      In montagna è però un’altra cosa; se si evitano le montagne e le vie più famose (ovvero si fanno una volta e non più), si trovano posti incantevoli ed anche poco visitati.

      Per questo faccio solo 2 esempi:

      1) quando ho scalato la breve parete del Dente del Gigante ho contato 22 cordate di tutte le nazionalità.

      2) sulla via d’Agrain al Gelas (AD inf), che faccio tutti gli anni in solataria x mettermi alla prova… e sentirmi vivo, non ho mai trovato alcuno.

      Ciao, viva la Montagna e auguroni di Natale.

      mimmo1928 (e questo numero vuol dire qulche cosa)

      pienamente d’accordo… frequento le marittime e i massicci minori, e non ho mai trovato code…

      peccato che rispetto a 20/25 anni fa la gente in montagna sia aumentata in maniera esponenziale… colpa del benessere…

    • #845986

      mimmo1928 wrote:

      Colgo l’occasione x esprimere il mio pensiero: spero non vogliate considerarlo una provocazione, ma semplicemente l’idea, forse poco condivisa, di un vecchio alpinista.

      Se si arrampicasse meno in falesia, in palestra e in palestra indoor e un po’ più in montagna, quella vera, probabilmente le vie, specie quelle più gettonate, sarebbero meno unte. Non faccio una critica all’arrampicata in palestra, anch’io andavo ad allenarmi in palestra per poi andare in montagna.

      Ora però, se non erro, la tendenza è arrampicare sempre o quasi in palestra e se si va in montagna si deve fare al minimo una via di 6a. Allora quelli come me, che data l’età, vanno solo sul 2° e sul 3° non trovano mai anima viva; credo sia un vero peccato. Per quelli, invece, che vanno solo ad arrampicare in falesia o palestra consiglierei di andare più anche in montagna (magari + in montagna che in palestra), ricercare montagne e vie meno note e trovare quindi il piacere di vivere la montagna in completa simbiosi con essa. Per me è una cosa meravigliosa!. Scusate se sono andato troppo fuori tema. Ciao a tutti.

      Mimmo1928

      Eh sì sei andato un può fuori tema….

      l’arrampicata è bella perchè è varia, dalla plastica all’alta montagna, ed ognuno si diverte come vuole… e se ci riesce su ogni terreno meglio ancora!

      Su certe vie in montagna non si trova più nessuno quindi, perchè i tempi sono cambiati e l’alpinismo si è evoluto. Può essere un peccato (a me quelle vie piace farle da solo) ma

      bisogna accettarlo… ;) ;) ;)

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