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    • #837158

      SONO RIMASTO IMPRESSIONATO DALLA TRAGEDIA DI VENERDI’ SCORSO SUL FARAUT, DOVE HA PERSO LA VITA UNA RAGAZZA DI 24 ANNI, SOPRATTUTTO PER DUE MOTIVI. PREMETTO CHE NON CONOSCO NE’ LEI NE’ LA FAMIGLIA E NEPPURE SO ESATTAMENTE IN CHE PUNTO E COSA ESATTAMENTE SIA SUCCESSO.

      PER PRIMA COSA IMMAGINO LA TRAGEDIA DI UNA FAMIGLIA DOVE IL PADRE HA PROBABILMENTE INIZIATO LA FIGLIA ALLO SCIALPINISMO E SE L’E’ VISTA MORIRE DAVANTI AGLI OCCHI PROPRIO IN QUELLA CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE UNA BELLA GITA INSIEME, MAGARI UNA DELLE TANTE. ANCH’IO HO PORTATO IN MONTAGNA MIO FIGLIO O ALTRI RAGAZZI GIOVANI ED HO SENTITO IL PESO DELLA RESPONSABILITA’, ANCHE SE POI TUTTO E’ SEMPRE ANDATO BENE.

      IN SECONDO LUOGO, QUALCHE GIORNO PRIMA SUL FARAUT C’ERAVAMO ANCHE NOI, INSIEME A TANTA ALTRA GENTE, IN UNA STUPENDA GIORNATA DIREI DI FESTA, APPARENTEMENTE SENZA GROSSI PERICOLI.

      SECONDO ME QUESTO DEVE FARCI RIFLETTERE SU UNA SERENA MA ATTENTA VALUTAZIONE DEI POSSIBILI RISCHI A CUI SI PUO’ ANDARE INCONTRO, E SUL FATTO CHE IN POCHISSIMI GIORNI LE CONDIZIONI DELLA MONTAGNA POSSONO CAMBIARE ANCHE IN MANIERA NOTEVOLE.

      AL PADRE DELLA RAGAZZA VORREI POTER DIRE DI NON SENTIRSI IN COLPA, MA DI ESSERE ORGOGLIOSO DI AVER AVUTO UNA FIGLIA CHE HA CONDIVISO CON LUI UNA PASSIONE BELLISSIMA. AVERE UN FIGLIO OD UNA FIGLIA CHE CONDIVIDE CON TE LE COSE CHE PIU’ AMI CREDO SIA IL SOGNO DI OGNI GENITORE.

      MAX 64

    • #867723

      Condivido pienamente, anch’ io ho potuto godere qualche rara volta della compagnia di mio figlio in montagna ed è stata una gioia immensa. Proprio in questa stagione pensavo di iniziare a fare con lui qualche gitarella di scialpinismo…..E al Faraut ci sono stato tre settimane fa!

      Che tristezza infinita…….

    • #867727

      MAX64 wrote:

      SONO RIMASTO IMPRESSIONATO DALLA TRAGEDIA DI VENERDI’ SCORSO SUL FARAUT, DOVE HA PERSO LA VITA UNA RAGAZZA DI 24 ANNI, SOPRATTUTTO PER DUE MOTIVI. PREMETTO CHE NON CONOSCO NE’ LEI NE’ LA FAMIGLIA E NEPPURE SO ESATTAMENTE IN CHE PUNTO E COSA ESATTAMENTE SIA SUCCESSO.

      PER PRIMA COSA IMMAGINO LA TRAGEDIA DI UNA FAMIGLIA DOVE IL PADRE HA PROBABILMENTE INIZIATO LA FIGLIA ALLO SCIALPINISMO E SE L’E’ VISTA MORIRE DAVANTI AGLI OCCHI PROPRIO IN QUELLA CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE UNA BELLA GITA INSIEME, MAGARI UNA DELLE TANTE. ANCH’IO HO PORTATO IN MONTAGNA MIO FIGLIO O ALTRI RAGAZZI GIOVANI ED HO SENTITO IL PESO DELLA RESPONSABILITA’, ANCHE SE POI TUTTO E’ SEMPRE ANDATO BENE.

      IN SECONDO LUOGO, QUALCHE GIORNO PRIMA SUL FARAUT C’ERAVAMO ANCHE NOI, INSIEME A TANTA ALTRA GENTE, IN UNA STUPENDA GIORNATA DIREI DI FESTA, APPARENTEMENTE SENZA GROSSI PERICOLI.

      SECONDO ME QUESTO DEVE FARCI RIFLETTERE SU UNA SERENA MA ATTENTA VALUTAZIONE DEI POSSIBILI RISCHI A CUI SI PUO’ ANDARE INCONTRO, E SUL FATTO CHE IN POCHISSIMI GIORNI LE CONDIZIONI DELLA MONTAGNA POSSONO CAMBIARE ANCHE IN MANIERA NOTEVOLE.

      AL PADRE DELLA RAGAZZA VORREI POTER DIRE DI NON SENTIRSI IN COLPA, MA DI ESSERE ORGOGLIOSO DI AVER AVUTO UNA FIGLIA CHE HA CONDIVISO CON LUI UNA PASSIONE BELLISSIMA. AVERE UN FIGLIO OD UNA FIGLIA CHE CONDIVIDE CON TE LE COSE CHE PIU’ AMI CREDO SIA IL SOGNO DI OGNI GENITORE.

      MAX 64

      se il mondo avesse il tuo atteggiamento, sarebbe un mondo migliore!

    • #867728

      condivido la tristezza della vicenda ma leggendo il vostro post vorrei sottolineare e ripeto sottolineare con forza che le condizioni della neve cambiano non in termini di giorni ma in termini di ore se non di MINUTI !!!

      basta una velatura o una nuvola che fa effetto serra o una folata di vento caldo per modificare la condizione del manto

      per questo e proprio per questo la valutazione è sempre in Divenire!!! quindi chi va deve sapere che su certi percorsi che attraversano zone di distacco o si và con condizioni di grande esperienza o si sceglie un itinerario sicuro

      leggere la relazione di chi è andato il giorno prima spesso porta gente dove no dovrebbe, specie per emulazione

      carlodg

    • #867749

      carlodg wrote:

      condivido la tristezza della vicenda ma leggendo il vostro post vorrei sottolineare e ripeto sottolineare con forza che le condizioni della neve cambiano non in termini di giorni ma in termini di ore se non di MINUTI !!!

      basta una velatura o una nuvola che fa effetto serra o una folata di vento caldo per modificare la condizione del manto

      per questo e proprio per questo la valutazione è sempre in Divenire!!! quindi chi va deve sapere che su certi percorsi che attraversano zone di distacco o si và con condizioni di grande esperienza o si sceglie un itinerario sicuro

      leggere la relazione di chi è andato il giorno prima spesso porta gente dove no dovrebbe, specie per emulazione

      carlodg


      Questa frase mi fa piegare dal ridere 😆 😆

      Basta rinfrescarsi la memoria su un paio di incidenti mortali di questa primavera per rendersi conto che neppure chi ha fatto della montagna il suo stile di vita (o la sua professione) ha purtroppo questa “grande esperienza” per valutare in modo certo le condizioni.

      Nei confronti della montagna siamo sempre tutti principianti (io in primis) e un pizzico di umiltà nel mettere in dubbio le proprie valutazioni (che poi derivano dalle proprie competenze) può essere molto più salutare che ritenere di possedere “condizioni di grande esperienza”.

      Buone gite a tutti e…. tanta fortuna!

    • #867750

      Non ho titoli per difendere carlodg nè per criticare ale82, in più non so se li conosco.

      Premesso questo mi pare che il tono e il significato delle parole di carlodg fossero inclini a invitare comunque alla massima cautela e a sottolineare l’estrema variabilità delle condizioni del manto nevoso. Il sottolineare che nemmeno la grande esperienza mette al riparo assoluto dall’incidente ci sta benissimo (più di uno degli esperti veri di valanghe sono morti sotto una valanga, i nomi li sapete voi come il sottoscritto), la frase “mi fa piegare dal ridere” è almeno di cattivo gusto e non commenta in modo corretto da un punto di vista della lingua italiana le parole di carlodg. È, a perder mio, a sproposito. Le righe successive sono perfettamente condivisibili e corrette, come gli auguri di tanta fortuna, che serve sempre.

      Paolo Fissore

    • #867756

      Paolo Fissore hai ragione, mi accorgo rileggendo quanto ho scritto oggi che potrebbe essere mal interpretato e suonare di cattivo gusto. Provo a spiegarmi meglio per non essere frainteso.

      Ciò che mi fa “ridere” (ma allo stesso tempo innervosire) è che sia gente con la presunzione di supporre che la propria “grande esperienza” sia sufficiente a fargli riportare a casa ogni volta la pelle. Mentre non è affatto così e i fatti lo dimostrano.

      Tutte le altre considerazioni di Carlo le condivido pienamente, specie la frase che l’emulazione (insieme alla presunzione) porta troppa gente dove non dovrebbe.

      Spero di aver chiarito l’equivoco ;)

    • #867757

      Ale82,

      Credo perfettamente chiarito.

      È sempre segno di intelligenza sapersi rileggere e ammettere, al caso, che qualcosa poteva essere detto in modo più chiaro e non equivocabile.

      Complimenti e buone gite, con valanghe … alla larga !!

      Paolo Fissore

    • #867758

      ale82 wrote:

      Nei confronti della montagna siamo sempre tutti principianti (io in primis) e un pizzico di umiltà nel mettere in dubbio le proprie valutazioni (che poi derivano dalle proprie competenze) può essere molto più salutare che ritenere di possedere “condizioni di grande esperienza”.

      Dopo qualche lustro di esperienza in montagna credo con ragionevole supporto statistico che l’unico che ha buone possibilità di non schiattare sotto una valanga è quello che sta a casa.

      La casistica che ha colpito l’anno scorso diverse persone che purtroppo conoscevo mi fa dire che la fortuna è cieca, e la sfiga ci vede benissimo. Sulla neve si rischia sempre, fa parte del gioco.

      Il maggior segno di intelligenza è, a mio modo di vedere, quello di ammettere il rischio intrinseco e viverlo con la maggior serenità possibile. Senza fare giudizi, cercare colpe, fare i saggi del “dopo”.

      Ho sinceramente apprezzato tantissimo il discorso di max64, bello nella forma e soprattuto nei contenuti, e se fossi un vicino delle vittime sarebbero le parole più belle che vorrei sentirmi dire per rialzare lo sguardo e riprendere a vivere

    • #867759

      “stambecco wrote:
      Il maggior segno di intelligenza è, a mio modo di vedere, quello di ammettere il rischio intrinseco e viverlo con la maggior serenità possibile. Senza fare giudizi, cercare colpe, fare i saggi del “dopo”.

      condivido in pieno , questo anche per me è il giusto approccio.

    • #867760

      Kowalski wrote:

      “stambecco wrote:
      Il maggior segno di intelligenza è, a mio modo di vedere, quello di ammettere il rischio intrinseco e viverlo con la maggior serenità possibile. Senza fare giudizi, cercare colpe, fare i saggi del “dopo”.

      condivido in pieno , questo anche per me è il giusto approccio.

      [/quote]

      D’ accordissimo! E penso anche che tutti coloro che credono sempre di “calcolare” il rischio e valutare “sicure” certe condizioni dovrebbero riflettere……

    • #867763

      c’ e’ un tempo per la con-passione

      c’ e’ un tempo per riflettere, per discutere, per analizzare

      sono entrambi necessari, ma quando le ferite sono aperte, per il secondo tocca aspettare un po’ perche’, piu’ che di ragionamenti, c’ e’ bisogno di consolazione

    • #867780

      Riguardo alla polemichetta fra “carlodg” e “paolofissore” aggiungo ciò che disse

      un grande alpinista:”Io sono molto esperto ma la montagna non lo sa!”

      Buone gite a tutti.

      .

    • #867786

      Spero sia solo una svista. La mia “polemichetta”, al caso, non era con carlodg ma con ale82 per una frase (secondo me) scappata di mano. Altrimenti vuol proprio dire che non mi so spiegare.

      Buon Natale e buona neve a tutti, specie a fafiuchè! Chiunque tu sia, fafiuchè, che ne abbiamo bisogno.

      Paolo Fissore

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