La vita vive.
Adorno, nei suoi “Minima Moralia” esordiva con un “La vita non vive”.
Qualcosa ci ha fatto riprendere sorprendentemente da una sorta di torpore in cui una stanca critica al sistema “capitalistico” ci aveva mantenuti e in cui un po ci eravamo crogiolati.
Certo, qualcuno continua a pensare che la diffusione del virus sia un altro inghippo del “sistema”, però va bene cosi’, l’umanità è varia, la varietà è libertà, e solo il rispetto, oserei dire l’amore per gli altri è condizione della libertà.
La vita vive.
Un essere vivente rudimentale come un virus ci riporta a qualcosa che siamo anche noi umani nella nostra complessità: desiderosi di vivere ad ogni costo.
Certo, a volte c’è ne scordiamo, quando facciamo i temerari nelle nostre discipline outdoor, ma forse per vivere più intensamente. Oppure quando teorizziamo l’eutanasia o altre amenità con cui si puo non essere d’accordo.
Però ultimamente mi pare che siamo come un gregge aggredito da un predatore: beliamo terrorizzati: “non hai fatto abbastanza” “dovevamo pensarci prima” “stai in casa” “testa di cazzo”; e corriamo tutti senza sapere dove inseguiti dal lupo.