Forums Gulliver Bar Gulliver Toc toc, permesso?

  • Il topic è vuoto.
Visualizzazione 15 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #835457

      Le polemiche radicali sono estremamente pericolose, mi riferisco ovviamente al solo ambito dell’arrampicata. Hanno il potere di mettere le une contro le altre posizioni che di fatto potrebbero non esserlo e la pochezza di ridurre tutto al manicheo “bianco o nero”.

      Partiamo dal dato di fatto che la discussione/polemica sullo spit è sviluppata da un nucleo di persone assolutamente minoritario nel mondo dell’arrampicata, in quanto si sa che la maggior parte si adegua allo stato di fatto magari mugugnando o rallegrandosi ma non penserebbe mai si rendere pubbliche le proprie opinioni su un forum, un blog, un articolo di carta stampata o simili. Questa situazione dovrebbe quindi essere favorevole alla risoluzione dei problemi, riguardando la discussione un pugno di persone che vogliono , direi anche possono, occuparsi della faccenda, e trovare dunque un accordo potrebbe essere una cosa semplice anche senza convegni e riunioni.

      Inizio dal punto di vista che ognuno dovrebbe poter trovare il suo modo di andare per monti, aderendo di volta in volta alle ottiche che animano ambienti diversi e luoghi diversi, vale a dire che se ognuno non facesse appello vuoi ai sacri padri (Gervasutti, Preuss, Comici) solo per suffragare i propri radicalismi, vuoi dall’altra parte ad un modernismo che non è obbligatorio per nessuno, questa dualità potrebbe coesistere nei diversi luoghi e prendo alcuni esempi tratti da questo forum: Gervasutti in Sbarua, i tradizionalisti (li chiamo così per comodità di comprensione, non perché il termine sia esatto o meno) gridano allo scandalo degli spit in nome del valore storico, ma dimenticano che Gervasutti salì (si dice) senza chiodi e in scarpe da città! Ora, sarebbe troppo facile invitare i tradizionalisti a fare altrettanto e sarebbe al tempo stesso poco logico, esattamente come è poco logico dire che il preservare quella via vuol dire non mettere neanche uno spit. Piuttosto si potrebbe ragionare sul fatto che la valorizzazione di un tale itinerario passa attraverso innanzitutto la sua pulizia da mutte di terra e muschi, ritengo che gli spit alle soste e qualcosa qui e là non disturbi più di tanto ( ai primordi della mia attività scalatoria ricordo un solo chiodo a metà della dulfer e qualche altro qui e là oltre ai grossi fittoni delle soste) viste le caratteristiche del luogo come intermedie tra falesia e media montagna. Le suddette caratteristiche ritengo vadano tenute in conto, la storia di un luogo non è solo il passato remoto ma anche la sua trasformazione alla luce delle novità. Certo uno può a ragion veduta dire che la Guido Rossa non è nata con gli spit ma con i pressione, idem la Motti-Grassi, mi chiedo se avrebbe dunque senso oggi avere queste vie, mezze a spit e mezze schiodate, quando dal punto di vista dei puristi il peccato originale del bucare la roccia è stato compiuto dagli apritori? Personalmente ritengo di no e mi richiamo alle caratteristiche del luogo di cui sopra.

      Qualcuno potrebbe dire che la Cinquetti-Burdino andrebbe schiodata quando gli spit hanno praticamente solo sostituito i vecchi chiodi marci e rugginosi? Va da sé che in altri luoghi come Orco, per rimanere al circondario, possono trovarsi situazioni diverse ad esempio: Itaca e Sole Nascente con ‘pressione’ messi in apertura (in riferimento al peccato originale degli apritori parrebbe accettabile mettere degli spit), la gran parte aperta senza l’uso di questi. Non è logico e lecito attrezzare una linea di doppie a spit, sicure e a prova di bomba lasciando perdere per un attimo il purismo assoluto in nome dell’avventura? Il Caporal non è certo una delle Torri del Trango. D’altro canto capisco bene coloro che vorrebbero vedere un certo numero di vie storiche (però ripulite da sterpi, quando sia il caso) libere dagli spit ove non fossero stati messi in apertura e lo sostengo pienamente, anche se non concordo; pongo l’accento però sull’uso del martello e dei chiodi che dovrebbe essere, a quel punto, deontologicamente disincentivato, per evitare in specifici casi la frantumazione di fessure. Tutto questo può essere fatto soltanto con una discussione pacata ed una accettazione degli uni e degli altri con le proprie differenze. Basta ‘guru locali’ per favore! Perché la valle Orco (un esempio che vale un altro) non dovrebbe poter ospitare contemporaneamente le due anime della scalata o anche una terza, che so io; la stragrande maggioranza di chi scala pensa questo e lo si capirebbe se si uscisse dal proprio piccolo ambito di forum, muri sintetici, giri di scalatori più o meno ‘in’. In Dolomiti, luogo dove l’odio per lo spit è atavico, convivono in aree molto famose vie a spit e tradizionali (penso a Lavaredo, Lastoni di Formin, Cinque Torri, Falzarego e molti altri), penso poi alle vie di Piola & soci al Bianco a fianco di quelle terreno d’avventura totale. Occorrerebbe un po’ di disponibilità al ragionamento; capisco che le giovani braccia di alcuni abbiano il sopravvento sulle vecchie e stanche menti di qualcun altro ( mi metto in questo secondo gruppo), ma occorrerebbe non perdere mai di vista la logica delle cose ed un mondo esterno al nostro ambito. Debbo dire in verità che personalmente non mi fa né caldo né freddo che ci si accapigli per Rattle Snake, la diatriba finirà per sfinimento dei contendenti ed il capro espiatorio sarà la roccia, pazienza, l’importante è che la questione non si allarghi a macchia d’olio con ripicche e stupidaggini dalle due parti, o meglio dalle due o tre persone interessate. Dopo tutto chi vede il proprio mondo in Rattle Snake è liberissimo di farlo, ma l’arrampicata è ben di più, e sfondo una porta aperta. Un po’ di ragionevolezza da tutti, porterebbe a soluzioni concertate non per la soddisfazione di quattro o cinque ‘capetoste’ ma per la stragrande maggioranza di quelli che scalano. Ho preso molto spazio, quello di molti post che non ho mai scritto, scusate l’intrusione.

    • #847557

      ;)

    • #847564

      concordo pienamente con il tuo ragionamento e consiglio. Ma purtroppo dobbiamo renderci conto che in piemonte, vige un pochino di anarchia da ambo i lati. Mentre in altre zone del nord est e in particolare oltr’alpe vi sono personaggi molto carismatici che proteggono la loro valle in modo forte ed istituzionale qua da noi si fa un pochino ciò che si vuole. Faccio un esempio per spiegarmi meglio:

      nello utha in particolare a Indian creek regno delle fessure ad incastro un bel giorno un gruppo di arrampicatori decidono di spittare una via in fessura perchè troppo dura da superare in libera. I local appena scoprono lo scempio invece di correre a picchiarli o a sradicare gli spit vanno all’American Alpine Club e chiedono consiglio al “Guro” dell’alpinismo americano di nome Jim Donini che dopo un attenta valutazione decide di ripulire la via dalla ferraglia perchè non adeguata allo stile e all’etica di quel posto, mentre in altri casi o in altre zone avrebbe lasciato gli spit.

      Questo mio esempio vuole evidenziare che purtroppo in piemonte manca un istituzione e dei personaggi che sappiano farsi sentire e valere in situazione del genere.

    • #847565

      ;)

    • #847566

      Giusto!

      infatti sarebbe importante che ci fosse anche qui. L’anarchia a pensarci è una cosa tanto bella, ma non ha mai funzionato e non funzionerà mai.

      Un discorso del genere però secondo me dovrebbe partire dalle Guide Alpine.

    • #847570

      le guide hanno capacità e sono molto professionali hanno l’unico “difetto” che certe volte tendono ad adomesticare la roccia e renderla sicura per poter portare i propri clienti. Ciò non vuol dire che non ci debbano essere dei siti ben spittati in modo che si possa andare con clienti.

      Ci vorrebbe una commissione con anche guide alpine e cai, naturalmente di altissima esperienza alpinistica e di una certa notorietà ed anche un elevata cultura che possa mettersi a tavolino e discutere di eventuali problemi di carattere tecnico ed etico nel mondo dell’arrampicata e dell’alpinismo.

    • #847571

      questa volta ahimè non ti quoto caro liviell. Sono le guide che hanno iniziato a mettere gli spit in Orco e in un sacco di altri posti. Poi l’idea di mercificare comunque un discorso etico mi piace poco. Chissà se sarebbero disposte a farlo anche gratis? Non mi piace neanche il discorso dei “guru”, dove peraltro ha ragione teo: in Orco non ci sono più personaggi “autorevoli” checchè se ne dica. Poi anche se ci fosse una presunta autorità morale (che non esiste e non può esistere) non avrebbe alcun privilegio o diritto. Come sempre inoltre si sogna e si guarda all’America e non si riesce a creare una base culturale che sia nostra e non schiava sempre di fenomeni d’oltreoceano. L’Orco non è Indian Creek nè Yosemite, non lo è mai stato nè lo sarà mai! Ha una sua storia tutta italiana, anche se “contaminata” da utopie vagamente freak negli anni settanta e da mode tutte “Think Pink” negli anni ottanta. Non deve essere neanche il terreno d’inizio di uno scontro che non porterà a nulla di buono. Era giusto togliere gli spit da classiche come Nautilus, Locatelli ecc? Si era giusto. Togliere lo spit da Nicchia? Si. Da Rattle? Per coerenza storica anche. Punto e basta. Forse stiamo iniziando a fare troppe parole e a farla più grossa del dovuto. Non mi sembra che le fessure storiche dell’Orco, allo stato attuale siano così a rischio. Parlarne e anche agire talvolta, come su Diedro Atomico ha fatto sicuramente bene, avrebbe fatto meglio se alla luce del sole! Trattiamo l’Orco per quello che è l’Orco, non facciamolo diventare il giocattolo nuovo che non è. Sia piuttosto questo il punto di partenza per diffondere una sensibilità diversa in altri luoghi dove il clean può essere di casa e, il trad nuovo sul serio!

    • #847572

      ajax wrote:

      Forse stiamo iniziando a fare troppe parole e a farla più grossa del dovuto. Non mi sembra che le fessure storiche dell’Orco, allo stato attuale siano così a rischio. Parlarne e anche agire talvolta, come su Diedro Atomico ha fatto sicuramente bene, avrebbe fatto meglio se alla luce del sole! Trattiamo l’Orco per quello che è l’Orco, non facciamolo diventare il giocattolo nuovo che non è. Sia piuttosto questo il punto di partenza per diffondere una sensibilità diversa in altri luoghi dove il clean può essere di casa e, il trad nuovo sul serio!


      Questo mi trova d’accordo. Nella tanto vituperata ‘Sbarua-spit’ esistono decine di vie tradizionali per chi vuole camminare un po’ di più: 15 min. per Torre Livia e Carla dove assieme ad alcune recenti a spit ci sono delle vecchie e bellissime salite; una oretta per la torre Silvana dove ho ripetuto la Appiano trovando qualche obsoleto chiodo e cordini e su roccia molto bella, più di un’ora per le torri della Grangia dove sembra di essere in un altro luogo (vie di Grassi Altavilla ecc…). C’è moltissimo spazio per chi vuole aprire a friends, nuts, chiodi e martello, certo ci vuole una piccola dose di impegno e poca pappa fatta, permettetemi la franchezza. Ad ogni buon conto non vi incacchiate troppo che vi ammalate 😆

    • #847573

      ajax wrote:

      questa volta ahimè non ti quoto caro liviell. Sono le guide che hanno iniziato a mettere gli spit in Orco e in un sacco di altri posti. Poi l’idea di mercificare comunque un discorso etico mi piace poco.

      Ma infatti il mio era un intervento puramente provocatorio. Lo so che sono proprio loro ad agire in certi modi, però è anche vero che non dovrebbero, almeno in casi particolari come per esempio la valle Orco o la Rocca Castello in Val Maira.

      Sarebbe da loro che ci si dovrebbe aspettare una sensibilità particolare (storica, etica e sportiva) atta a mantenere un terreno di azione vario e indiscusso per tutti.

      Perchè sono loro i veri professionisti!

      Sapete? …sabato sono andato per caso a scalare nella falesia di Montestrutto. Bene, è un esempio di luogo dove è tutto molto alla portata di mano, dove le vie sono “sicure” (questo lo dico per quelli che credono che lo spit sia l’unico modo per sentirsi in una botte di ferro), dove hai il baretto con le birrette fresche a portata di mano (si e no 50m), dove si respira aria di gioco….e vi dirò la verità. E’ un posto bellissimo ed è giusto che esista.

      Bene

      Allo stesso modo altri posti come l’Orco e la Castello devono poter essere mantenuti tali, per la gioia di chi vuole scalare in modo diverso e vivere altre esperienze. Tutto qua, molto semplice, senza troppe seghe mentali.

    • #847576

      Liviell wrote:

      Ma infatti il mio era un intervento puramente provocatorio. Lo so che sono proprio loro ad agire in certi modi, però è anche vero che non dovrebbero, almeno in casi particolari come per esempio la valle Orco o la Rocca Castello in Val Maira.

      Sarebbe da loro che ci si dovrebbe aspettare una sensibilità particolare (storica, etica e sportiva) atta a mantenere un terreno di azione vario e indiscusso per tutti.

      Perchè sono loro i veri professionisti!

      Sapete? …sabato sono andato per caso a scalare nella falesia di Montestrutto. Bene, è un esempio di luogo dove è tutto molto alla portata di mano, dove le vie sono “sicure” (questo lo dico per quelli che credono che lo spit sia l’unico modo per sentirsi in una botte di ferro), dove hai il baretto con le birrette fresche a portata di mano (si e no 50m), dove si respira aria di gioco….e vi dirò la verità. E’ un posto bellissimo ed è giusto che esista.

      Bene

      Allo stesso modo altri posti come l’Orco e la Castello devono poter essere mantenuti tali, per la gioia di chi vuole scalare in modo diverso e vivere altre esperienze. Tutto qua, molto semplice, senza troppe seghe mentali.

      Ok caro Liviell.

      continuo però a pensare che si possa arrivare ad autogestire il buon senso con la debita crescita culturale e di sensibilità. Forse non adesso, ma in futuro sì. Ritengo che organismi di controllo “ufficiali” dell’etica non dovrebbero esistere. Sono convinto inoltre che, passato un periodo di transizione in cui assisteremo alle “procherie” prodotte dagli estremismi, si arriverà ad avere due branche della scalata perfettamente distinte. Questo quando nasceranno soprattutto posti trad “veramente “nuovi” e da tutti riconosciuti tali. Mi sembra che la valle Orco abbia superato il pericolo della banalizzazione della scalata, che pure c’è stato. Inutile ora cambiargli il volto a tutti i costi. A Sea ad esempio nessuno si è accorto di questo pericolo, a parte il sottoscritto in passato che pur di spit qualcuno l’ha messo, anche sbagliando, ma senza mai banalizzare le vie come è successo in altri luoghi. E a Sea, l’ho già detto, c’è una inoltre storia assai diversa rispetto all’Orco. Qui si può correre ancora ai ripari senza alzare tutto il polverone che è stato fatto nella valle vicina. Qualcuno ha schiodato e basta, in modo anonimo, ed ha a mio parere sbagliato. Io sto intervenendo sui miei scarni riattrezzamenti e tutto finirà lì. Ci sono vie a spit e vie veramente trad che hanno magari una sola ripetizione. Perchè su queste ultime nessuno c’è mai andato? Troppo poco proteggibili? troppo complesse? roccia non sempre buona? Ma allora lo si dica che si vogliono solo “certe vie”. Si potrebbe a Sea ancora convincere il Tromba a non creare vie nuove da quelle vecchie, e penso che ciò sia possibile, perchè, doppo aver parlato con lui, sono giunto alla conclusione che si possa trovare un margine di convergenza. Parliamone, parliamoci, sono convinto ancora che molte cose nella nostra comunità di scalatori, anche se alquanto avvezza alle “guerre dei poveri”, si possano risolvere. Questo senza ricorrere a “professionisti del controllo”, a meno che non lo facciano gratis…

    • #847578

      gilmerlante wrote:

      .

      Ci vorrebbe una commissione con anche guide alpine e cai,


      😮 😮 🙄 :?: :?:

    • #847579

      fabfour wrote:


      😮 😮 🙄 :?: :?:

      ci manca solo il CAI…

      non aspetterebbe altro…

      suvvia! che poi andiamo OT 🙄 🙄

    • #847584

      ajax wrote:

      Questo senza ricorrere a “professionisti del controllo”, a meno che non lo facciano gratis…

      Bè ma io intendevo gratis…ovviamente… :mrgreen:

      Quello che dici è più che sensato, e spero che non sia un pò un’utopia.

      Però di teste ce ne sono tante, e un organismo di controllo secondo me servirebbe, fra le altre cose anche come riferimento per quelli che iniziano.

    • #847588

      Quote:

      ci manca solo il CAI…

      non aspetterebbe altro…

      suvvia! che poi andiamo OT 🙄 🙄

      Se il CAI facesse il CAI si…

      Una riunione una volta l’anno dove vari esponenti con anche le parti interessate discutano amichevolmente tirando fuori idee (simili a quelle che ora stiamo scrivendo su codesto forum) non mi sembra utopia e non credo neanche ci sia tanto lucro. Una discussione costruttiva.

      Poi se vogliamo essere pessimisti allora continuiamo pure all’infinito a mettere e togliere tasselli sulla roccia come delle checche isteriche.

    • #847591

      gilmerlante wrote:

      Se il CAI facesse il CAI si…

      Una riunione una volta l’anno dove vari esponenti con anche le parti interessate discutano amichevolmente tirando fuori idee (simili a quelle che ora stiamo scrivendo su codesto forum) non mi sembra utopia e non credo neanche ci sia tanto lucro. Una discussione costruttiva.

      Poi se vogliamo essere pessimisti allora continuiamo pure all’infinito a mettere e togliere tasselli sulla roccia come delle checche isteriche.

      hai detto bene, se il Cai facesse il Cai.

      Poi, per quanto riguarda le “tavole rotonde” e la volontà di parlarne, sono prerogativa di pochi.

      Hai ben visto su questi forum come molti personaggi liquidano la questione, con toni da squadristi e basta! Semplicemente perchè a loro un discorso etico nel senso epistemico non interessa affatto. Meglio se possibile “menare le mani”.

      A proposito di autorevolezza inoltre, ho ben visto come qual’è stato il risultato del primo tentativo (è vero organizzato in modo un pò maldestro) di parlare di “etica dell’ascensione”. Non dico che i relatori, me compreso, magari potessero essere ritenuti da qualcuno delle autorità in materia, ma, se taluni come Giorda, gli scalatori “per bene torinesi”, i “talebani” di questi forum, le guide, i “guru”, il CAAI e anche tu per esempio, foste venuti, tra tutti si sarebbe iniziato a dire qualcosa a viso aperto. Poi guarda, forse non eravamo autorevoli in quanto “superforti” (perchè qualcuno oggi, ahimè, crede che il cervello sia direttamente proporzionale ai muscoli), ma le nostre storie diverse potevano costituire un punto di partenza: Scotto non è di certo l’utimo pirla alpinisticamente, ed appartiene a una generazione passata che intendeva lo scalare in modo diverso. Io, che non sono certo un’alpinista di punta rispetto alle concezioni di oggi, credo però di essere stato uno dei pochi che ha esplorato alpinisticamente e raccontato scientificamente e storicamente una fetta di alpi occidentali in un certo modo. La mia modesta avventura alpinistica peraltro, è iniziata conoscendo Gian Piero Motti e Gian Carlo Grassi, ho scalato in Orco e mi “sono mosso a Sea”, dunque qualcosa di interessante credo proprio di poterla dire anch’io. Poi c’era Trombetta, che rappresenta… l’etica di Trombetta!!! (non me ne voglia il bravo Cardonatti, ma forse era in quella serata un pò fuori luogo con lo sci ripido).

      Vorrà dire che aspetteremo il meeting dell’Orco, dove l’alto livello dei partecipanti e dei grandi nomi “anglosassoni” attirerà schiere di interessati (e di gente che ama notoriamente autoreferenziarsi, perchè il gioco esclusivista alla fine è un pò quello). E stiamone certi…per quel periodo la Valle Orco sarà liftata a dovere per accoglierli…

      Qualcuno avrà così i suoi “guru” e gli editti che ne deriveranno (che speriamo poi alla fine servano effettivamente a qualcosa). Qualcun’altro, come me, ricorderà semplicemente una valle che comunque non c’è più, e come era bello 30 anni fa arrivare a Ceresole e vedere quanti italiani e stranieri piazzavano la tenda al Kosterlitz o alle peschiere, solo per scalare in un posto bellissimo, spit o trad che fosse. Eccolo quà il solito nostalgico… sento già dire qualcuno. Forse un pò sì… e forse perchè il giocattolo allora era solo di “seconda mano”…

      ciao gil

    • #847597

      Ma la Kosterlitz e il Peschiera ci sono ancora no!? …e allora non è cambiato nulla ajax! :) ;)

Visualizzazione 15 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

Forums Gulliver Bar Gulliver Toc toc, permesso?

Link copiato