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    • #834972

      Viva la banda dei 4!

      Viva Mao tze Tung

      Abbasso Deng Tsiao Ping e tutti i controrivoluzionari cinesi al governo!

      Abbasso la teocrazia del Dalai Lama e la casta dei monaci oppressori del popolo tibetano

      Viva la cultura libera abbasso l’oscurantismo ed il potere temporale dei monaci

      Tibet libero ma senza Dalai Lama !

    • #840682

      Quoto 200%

    • #840700

      Red Guard wrote:

      Viva la banda dei 4!

      Viva Mao tze Tung

      Abbasso Deng Tsiao Ping e tutti i controrivoluzionari cinesi al governo!

      Abbasso la teocrazia del Dalai Lama e la casta dei monaci oppressori del popolo tibetano

      Viva la cultura libera abbasso l’oscurantismo ed il potere temporale dei monaci

      Tibet libero ma senza Dalai Lama !

      sono senza parole

    • #840703

      un tibet libero da tutte le oppressioni sarà mai possibile?

      quando l’uomo finirà con l’ingordigia economica o di potere (mascherata da religione o quant’altro, ma sempre ingordigia)?

      libero tibet

      LIBERI TUTTI

    • #840704

      già…anche libertà di fede…per chi vuole professarla, o ha ragione di credere di averla.

    • #840710

      un conto è la libertà di fede ed un altro è usare una fede religiosa per affermare un potere politico, questo ha sempre fatto la casta dei monaci tibetani, opprimendo i contadini tenuti in condizioni sub feudali, privandoli della libertà di parola con la superstizione, dando loro i semi da piantare nel campo di proprietà del monastero, sfruttandoli e mantenendoli nell’ignoranza e nell’analfabetismo. Mao tze Tung fece finire questo stato di cose, costruì le scuole e gli ospedali (pochi, ma la Cina era molto povera), fece qualche strada su cui fare passare i camion militari e civili, poi tutto fu rovinato dai suoi successori. Adesso la Cina è un paese imperialista come USA e come l’Europa. Il potere ai monaci però, per fortuna, non tornerà mai più.

    • #840713

      guarda, io credo che ogni popolo debba avere il diritto di scegliersi in autonomia la sua forma di governo…quindi, ora, pur ringraziando Mao delle buone cose fatte, direi che la cosa ottimale sarebbe che i cinesi portassero via le tende di lì e lasciassero che i tibetani, magari con libere elezioni, scegliessero da soli da chi vogliono farsi governare…e quale forma di governo si attagli meglio ai loro retaggi culturali…perchè, forse, i popoli sono molto meno stupidi di quello che si pensa e spesso non hanno bisogno di “grandi timonieri” che li guidino su rotte che non sono comunque le loro.

      forse la democrazia è un’illusione, e ne viviamo la prova in quelle che definiamo le nostre democrazie occidentali “evolute”… però è tanto bello vivere nell’illusione di poter, anche solo con un voterello ogni tanto, provare a cambiare un pochino la rotta di chi ti governa scegliendone un altro che ha idee diverse…senza doversi aspettare repressioni, censure o deportazioni siberiane se ti metti a gridare che ti governa è un cialtrone ed un ladro.

    • #840714

      nessuno wrote:

      e spesso non hanno bisogno di “grandi timonieri” che li guidino su rotte che non sono comunque le loro.

      .

      hanno bisogno del dalai lama ed i suoi monaci o di scuole, ospedali, possibilità di affrancarsi dalla servitù della gleba?

      Oppure si ritiene che le loro “rotte” siano quelle di continuare a strisciare per chilometri pregando, per meritare un paradiso futuro mentre vivono un inferno presente? Le elezioni? ma si, esportiamo la democrazia anche lì, magari con una bella guerra. Tornando alla montagna, non mi sembra che le spedizioni alpinistiche si preoccupino dei tibetani oppressi, quando versano un sacco di soldi per i permessi al governatore cinese, soldi di sponsor che poi ti fanno pagare una giacca di plastica 500 euro perchè l’hanno fotografata in punta all’everest. E allora che gli alpinisti comincino da lì, se vogliono dire qualcosa di diverso, invece di osannare il dalai lama (a proposito dove li piglia i soldi per vivere con la sua banda, in esilio? soldi dei tibetani?) facciano il primo passo, eticamente parlando, e non vadano più sull’everest, visto che anche il Nepal bastona i tibetani. Ma in fondo agli alpinisti non gliene frega un cazzo del tibet libero, la maggior parte parla bene ma razzola male come quel tizio di Sad Smoking Mountains, ma si fotta lui e i suoi fumogeni!

    • #840716

      beh…i fumogeni sulla montagna sono un po’ come la marcia per la pace, come camminare in preghiera contanto su un paradiso futuro a dispetto dell’inferno presente.

      Io personalmente non sono troppo convinto che ci sia un paradiso futuro, in compenso sono certo dell’inferno presente.

      devo dire che, in linea di principio ti dò ragione, penso anche io che agli alpinisti freghi abbastanza poco della libertà dei tibetani…spesso fa “molto figo” un impegno civile, purchè non sia troppo impegnativo però…(chissà perchè mi ricorda il verso:”auspicava democrazia /con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni”) che non vorremmo mai doverci trovare a rinunciare alla vetta in nome di un ideale di umanità superiore…o della libertà di qualche sconosciuto, anzi…

      Però ci sarà la possibilità di tirarsela con qualche tipa rimorchiata in qualche bar dicendo che si sono sfidati i perigli della vetta per un ideale superiore alla mera soddisfazione personale…ed egoistica.

      Male che ha pure colpito tanti “nomi” dell’alpinismo che dopo aver disseminato intere catene montuose della loro “rumenta” (cordami,tende abbandonate,pile e chi più ne ha più ne metta) si sono poi fatti immortalare a raccogliere 2 cartacce in giro nel nome della sacrosantissima mountain wilderness…però prima sono sempre venuti i loro interessi e i loro record personali…poi, han distribuito visibilmente del superfluo in azioni plateali e abbastanza inutili…

      Sono però fermamente convinto che i cinesi stiano al tibet così come io sto a victoria sivstedt…cioè non c’azzecco una benemerita fava…e questo fumogeni o meno…è davvero quanto 🙄

    • #840721

      io sono convinta che i popoli che intendono liberarsi dall’oppressore non sono sempre considerati allo stesso modo

      molto dipende dall’uso propagandistico che se ne fa

      e anche da chi viene raccontata la cosa

      di volta in volta un popolo può essere considerato ribelle cattivo (vedi irlandesi), oppure giustamente sulla via della libertà (ex iugoslavia)

      anche le azioni militari possono essere interpretate come un giusto intervento (vedi invasioni usa) oppure come delle esecrabili violenze

      è difficile capire bene i fatti perchè chi parla, molto sovente è di parte

    • #840722

      Si, ma molto dipende anche da come i popoli portano avanti la loro personale lotta di “liberazione”, se il metodo è quello che hanno usato per decenni l’IRA o che tende ad usare ancora adesso l’ETA (o Hamas e la Jiad in palestina), beh, forse nel comune sentire dell’opinione pubblica non è poi così strano che certi movimenti di liberazione, che pur hanno delle ragioni ideologiche alla loro base, finiscano per diventare “cattivi”.

    • #840723

      non conosco a fondo la situazione socio-economica del tibet e delle altre zone. sarebbero necessari anni per capirla. forse i monaci hanno condizionato la crescita del paese (dando ragione a mao che diceva che la religione è l’oppio dei popoli..). devo però dire che ho visto negli occhi dei bambini che vivono nelle zone di influenza dei monaci una luce, una gioia che non ho certo visto negli occhi dei bimbi indiani o sudamericani… forse sbaglio, ma in ogni caso non dobbiamo dimenticare che i cinesi hanno invaso il tibet. i tibetani come tutti i popoli hanno il diritto di decidere del loro futuro. fuori quindi i cinesi invasori, poi decidano liberamente se tenersi i monaci o no. concordo sugli alpinisti super griffati che si lavano le coscienze facento i buonisti. però loro hanno accesso ai media, noi no… per cui sopportiamoli…

    • #841269

      nessuno parla più del Tibet? non è più di moda? I grandi alpinisti non si indignano più ora che gli hanno liberato l’everest?

    • #841270

      Certo, per i grandi burattinai che stanno dietro alle manifestazioni non è più conveniente, non fa più molta notizia, il problema del Tibet esiste da almeno 50 anni, dai tempi di Mao!! Ma si son svegliati a far qualche timida manifestazione giusto perchè c’erano le olimpiadi che rimbombavano le notizie di giornali e tv. Come le manifestazioni che ogni giorno ci sono pro palestina, pro iran, ci son state pro saddam, bruciate le bandiere americane… ma il Tibet, la pena di ,morte in cina, il myanmar, la Ex repubblica del congo dove son già morte 5 milioni di persone? Il ruanda, i paesi del corno d’africa, il darfur dove ci sono dittature e genocidi continui???????????? Ai burattinai conviene più bruciar bandiere americane, appoggiare hezbollah, appoggiare ahminejad o come cazzo si scrive per far risuonare giornali e tv. Dall’altra i governi se ne fottono e i poveri. gli ultimi continuano a morire nel silenzio e nell’indifferenza!

    • #841291

      Certo che siete andati ad infilarvi in un cul de sac mica da ridere…senza andare in Cina e Tibet, bisognerebbe guardare già solo all’interno delle alpi nel nostro Bel Paese….vogliamo esportare la democrazia forse? La nostra? La libertà di opinione e soprattutto l’informazione? Ma cosa vogliamo fare…siamo nella merda e vogliamo pure esportarla in giro? Non fatemi ridere. I nostri giornalisti sono degli scendiletto e dei pagliacci in mano ai politici di destra e sinistra, siamo l’unico paese che ha per seconda carica dello stato un mafioso, premiamo i corrotti, secondo voi è un buon sistema da esportare? Forse sarebbe meglio asportare…Dove sono i BIAGI E I MONTANELLI? L’ultimo giornalista apprezzabile è forse Marco Travaglio, ma ahimè hanno azzittito pure lui. Parlate di libertà, siamo controllati su tutto, ci sanno dire anche quante volte andiamo al cesso, quanti peli abbiamo sul culo,…questa è la libertà che si vuole esportare? Esistono genocidi in tutto il mondo e non ne sappiamo nulla, le grandi multinazionali comandano qualsivoglia cosa e informazione, dove sta la libertà? Perdonate lo sfogo, ma non vedo di buon occhio la situazione mondiale, non ci vedo nulla di buono in tutto quello che avete scritto, solo sogni ed utopia, che ogni giorno cozzano con la realtà…che purtroppo viviamo…voglio precisare che non sono ne di destra, ne di sinistra, ne di centro….la Pulitica mi ha deluso in ogni sua forma…soprattutto da che non arrivo più a fine mese…non so chi ringraziare…voi?

    • #841293

      rampiupoc wrote:

      ..questa è la libertà che si vuole esportare? Esistono genocidi in tutto il mondo e non ne sappiamo nulla, le grandi multinazionali comandano qualsivoglia cosa e informazione, dove sta la libertà? Perdonate lo sfogo, ma non vedo di buon occhio la situazione mondiale, non ci vedo nulla di buono in tutto quello che avete scritto, solo sogni ed utopia, che ogni giorno cozzano con la realtà…che purtroppo viviamo..


      Anche se questo post esula un po’ dall’argomento Tibet, penso che ciò che contiene sia in gran parte vero, ciò non toglie che ognuno che abbia una coscienza, debba (penso io) a modo suo battersi perchè questo paese rimanga libero nell’informazione, soprattutto; è importante che specialmente in rete si diffondano notizie alternative a quelle del “sistema” e si cerchi sempre la verità.

    • #841311

      giustissima l’osservazione di Giagio, è necessario battersi affinchè le cose migliorino. A Rampopiuc, che ha fatto un’analisi realistica, vorrei dire di avere più ottimismo, di non sconfortarsi e mollare tutto, in qualcosa bisogna credere, i sogni possono divenir realtà, se uno si impunta, se uno lotta, può raggiungere piccoli o grandi risultati, non bisogna assistere da inerti spettatori la buona gente esiste, i puri ci sono, il buon governo è possibile. mi piace sempre pensare alla storia dei Giusti, ai Perlasca che nel silenzio e in condizioni avverse hanno salvato migliaia di vite umane. C’è sempre un modo per migliorar le cose che non è per forza quello delle manifestazioni fatte tanto per richiamar telecamere, c’è internet come dice giustamente Giagio, o puoi decidere di non comprare prodotti delle multinazionali. Iniziare dal proprio piccolo può cambiare le cose, basta crederci, diffondere un modo di pensare, un modo di vivere, aver meno bisogni futili. Queste libertà bisogna diffondere , non la merda che c’è nel nostro paese.

    • #841317

      Ecco cosa intendevo:

      «Arrestateci tutti»

      Marco Travaglio attacca la legge contro le intercettazioni: «Si sta instaurando un regime. Io continuerò a pubblicare quel che so: disobbediente per informare»

      Non aveva ancora sentito la notizia dell’emendamento blocca-processi, che sospende i procedimenti per reati compiuti fino al 2002 e interrompe, in particolare, quello a carico di Silvio Berlusconi e l’avvocato Mills. Eppure il convincimento che con il Cavaliere premier l’Italia fosse sulla via del regime Marco Travaglio ce l’aveva già ben fermo in mente.

      Lo conferma in un pezzo per L’Unità nel quale commenta le misure anti-intercettazioni in chiave giornalistica: dal ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano «l’informazione esce a pezzi, fino a scomparire – scrive -. Non si potrà più raccontare nulla, ma proprio nulla, fino all’inizio dei processi. Niente di niente. L’inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge, non si sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse fatta lo stesso, i giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare che erano stati arrestati dei manager e dei medici: senza poter spiegare il perché».

      «Chi scrive qualcosa – prosegue Travaglio – è punito con l’arresto da 1 a 3 anni e con l’ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. Le due pene – detentiva e pecuniaria – non sono alternative, ma congiunte. Il che significa che il carcere è sempre previsto e, anche in un paese dov’è difficilissimo finire dentro (condizionale fino a 2 anni, pene alternative fino a 3), il giornalista ha ottime probabilità di finirci. E non basta, perché i giornalisti rischiano grosso anche sul fronte disciplinare: appena uno viene indagato per aver informato troppo i suoi lettori, la Procura deve avvertire l’Ordine dei giornalisti affinchè lo sospenda per 3 mesi dalla professione. Su due piedi, durante l’indagine, prim’ancora che venga eventualmente condannato. Così ti passa la voglia d’informare. Anche perché, oltre a pagare la multa, finire dentro e smettere di lavorare, rischi pure di essere licenziato».

      Ma non finisce qui, visto che «il sacrosanto diritto alla rettifica di chi si sente danneggiato o diffamato, già previsto dalla legge attuale, viene modificato nel senso che la rettifica dovrà uscire senza la replica del giornalista. Se Tizio, dalla cella di San Vittore, scrive al giornale che non è vero che è stato arrestato, il giornalista non può nemmeno rispondere che invece è vero, infatti scrive da San Vittore».

      Una situazione paradossale e allarmante, alla quale però il giornalista torinese non si arrende: «Personalmente, annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato. Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti». (Libero News)

      http://it.youtube.com/watch?v=02y82PwU_5s

      chissà se l’ho inserito giusto dategli un’occhiata e capirete cosa intendo!

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