Forums › Gulliver › Bar Gulliver › Scialp con Silvretta serie 300-500 e scarponi ramponabili
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05/11/2012 alle 16:38 #836368
Oggi ho fatto un esperimento (Malsano): ho provato un paio di sci Kastle anni 80 che montavano dei Silvretta 400… niente di strano se non che li ho utilizzati con degli scarponi da alpinismo ramponabili (Davanti e dietro) in quanto questi attacchi erano dati per compatibili con scarponi da alpinismo, anche se non garantiti per lo sgancio come gli scarponi da scialpinismo. Il mio obiettivo era capire come gestire questa attrezzatura per gite di spostamento al di fuori delle piste da fondo battute sulle quali ovviamente si va meglio con l’attrezzatura specifica. Ex: strade innevate chiuse al traffico, pendii dolci, etc..
Impressioni dopo la breve prova:
– in salita con le pelli di foca si va su molto bene: attrezzatura leggera e scarponi più flessibili e leggeri rispetto a quelli classici da scialpinismo
– in piano si procede con tallone libero a passo pattinato, la larghezza degli sci aiuta l’equilibrio/stabilità (Provati su fondo irregolare) rispetto agli sci da fondo, ma rallenta parecchio.
– in leggera discesa, con fondo non battuto o irregolare, si va bene, meglio che con un paio di sci da fondo: le lamine aiutano ed anche il tallone bloccato. Qualche accenno di curve a sci paralleli si riesce a fare, ma con la dovuta cautela.
– in discesa più accentuata, fuori dal battuto, ho trovato molte difficoltà a controllare gli sci: curve a spazzaneve e tanto lavoro di braccia per compensare la mancanza di tenuta degli scarponi. Impensabile per il sottoscritto provare ad impostare delle curve a sci paralleli.
– sgancio degli scarponi: un paio di voli li ho fatti ma gli sci non si sono staccati… non ho esagerato per vedere se si rompevano i legamenti prima dello sgancio degli sci…
…qualcun’altro ha mai provato questo “setup sciistico”? (Silvretta anni ’80-’90 serie 300-500 + scarponi da alpinismo)…
…quali impressioni e/o accorgimenti per sciare al meglio?
buone gite a tutti!
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05/11/2012 alle 18:46 #859930
provati i silvretta perchè è più comodo avere un solo paio per gli avvicinamenti, ma devo dire che la discesa per me è una cosa penosa, in realtà non sono bravo a sciare e con gli scarponi da alpinismo mi diventa ancora più difficile. Possono servire se non devi fare lunghi percorsi o se vi è poca pendenza. Credo che il problema non si pone o è minimo per chi è veramente bravo con gli sci. -
11/11/2012 alle 14:37 #860073
Oggi ho provato gli attacchi Silvretta 400 con gli scarponi da scialpinismo: tengono molto bene e trasmettono in modo diretto i comandi allo sci. Prova effettuata su neve fresca ed umida (spessore dai 40 ai 60cm) e gli scarponi erano degli Scarpa Tornado (4 ganci).
Dopo questa prova ho capito che la mancanza di controllo che ho riscontrato nella prova di cui sopra
(Primo post)è dovuta alla notevole differenza di rigidità sullo stinco tra gli scarponi da scialpinismo (Ben stretti i lacci) e quelli da scialpinismo (4 ganci ed in plastica). Nota a favore di questi attacchi: per adattarli allo scarpone da scialpinismo ho dovuto modificare la barra di aggancio in acciaio aggiungendo una tacca di fissaggio per riuscire a fissare uno scarpone da scialpinismo extrasize come il mio (332mm), con lavoro di lima artigianale… Gli attacchi funzionano benissimo anche dopo la modifica e non si avvertono differenze di resa.
Nota a sfavore di questi attacchi: la plastica vecchia (Anni ’80) inizia a cedere e si è rotto un angolo della talloniera che fissa l’attacco al tacco dello scarpone da sci. Per fortuna questa rottura non ha influito sulla tenuta dell’attacco, almeno nella prova odierna. Il guasto è avvenuto ad inizio prova e non ci sono stati ulteriori deterioramenti nel corso della discesa, di 400mt di dislivello, percorsi con sollecitazioni pesanti.
In definitiva faccio questa considerazione: il 50% di controllo viene dato dallo sci ed il 50% dallo scarpone.
Moti pensano sempre e troppo allo sci/attacco, mentre oggi mi sono reso conto che un buono scarpone mi ha permesso di controllare bene “un’asticella in legno con attacco rudimentale”
(Nell’ottica odierna: 30 anni orsono gli sci utilizzati oggi erano un top di gamma)che pochi giorni prima mi sembrava ingovernabile utilizzando degli scarponi da alpinismo (Rigidi per la tipologia di prodotto, e stretti al massimo con i lacci). L’attacco? …sicuramente influisce sul controllo della sciata, ma la mia impressione è stata quella che non sia un elemento così determinante come lo sci o lo scarpone
(Considerando di aver regolato bene l’attacco, altrimenti tutto può cambiare)…ho aggiunto altre considerazioni, ma la mia speranza è quella di sentire il parere di qualcuno che ha imparato ad utilizzare i vecchi silvretta in modo decente utilizzando degli scarponi da alpinismo…
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11/11/2012 alle 17:02 #860074Tini wrote:
Oggi ho provato gli attacchi Silvretta 400 con gli scarponi da scialpinismo: tengono molto bene e trasmettono in modo diretto i comandi allo sci.
Prova effettuata su neve fresca ed umida (spessore dai 40 ai 60cm) e gli scarponi erano degli Scarpa Tornado (4 ganci).
Dopo questa prova ho capito che la mancanza di controllo che ho riscontrato nella prova di cui sopra
(Primo post)è dovuta alla notevole differenza di rigidità sullo stinco tra gli scarponi da scialpinismo (Ben stretti i lacci) e quelli da scialpinismo (4 ganci ed in plastica). Nota a favore di questi attacchi: per adattarli allo scarpone da scialpinismo ho dovuto modificare la barra di aggancio in acciaio aggiungendo una tacca di fissaggio per riuscire a fissare uno scarpone da scialpinismo extrasize come il mio (332mm), con lavoro di lima artigianale… Gli attacchi funzionano benissimo anche dopo la modifica e non si avvertono differenze di resa.
Nota a sfavore di questi attacchi: la plastica vecchia (Anni ’80) inizia a cedere e si è rotto un angolo della talloniera che fissa l’attacco al tacco dello scarpone da sci. Per fortuna questa rottura non ha influito sulla tenuta dell’attacco, almeno nella prova odierna. Il guasto è avvenuto ad inizio prova e non ci sono stati ulteriori deterioramenti nel corso della discesa, di 400mt di dislivello, percorsi con sollecitazioni pesanti.
In definitiva faccio questa considerazione: il 50% di controllo viene dato dallo sci ed il 50% dallo scarpone.
Moti pensano sempre e troppo allo sci/attacco, mentre oggi mi sono reso conto che un buono scarpone mi ha permesso di controllare bene “un’asticella in legno con attacco rudimentale”
(Nell’ottica odierna: 30 anni orsono gli sci utilizzati oggi erano un top di gamma)che pochi giorni prima mi sembrava ingovernabile utilizzando degli scarponi da alpinismo (Rigidi per la tipologia di prodotto, e stretti al massimo con i lacci). L’attacco? …sicuramente influisce sul controllo della sciata, ma la mia impressione è stata quella che non sia un elemento così determinante come lo sci o lo scarpone
(Considerando di aver regolato bene l’attacco, altrimenti tutto può cambiare)…ho aggiunto altre considerazioni, ma la mia speranza è quella di sentire il parere di qualcuno che ha imparato ad utilizzare i vecchi silvretta in modo decente utilizzando degli scarponi da alpinismo…
Tre considerazioni (dettate dalla mia modesta ma quarantennale esperienza):
1) l’ attacco (se è un attacco decente, e non è questo il caso!) non influisce quasi per nulla (a meno che stiamo parlando di telemark) sul controllo della sciata, a differenza dello scarpone.
2) con questi attacchi…….buona fortuna per le ginocchia!!!
3) se vuoi “sciare” utilizza scarponi da sci, non necessariamente a 4 ganci; se ti basta “scendere”………beh, vanno bene anche le ciabatte incollate a un paio di pezzi di legno!



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11/11/2012 alle 17:28 #860078Tini wrote:
Oggi ho provato gli attacchi Silvretta 400 con gli scarponi da scialpinismo: tengono molto bene e trasmettono in modo diretto i comandi allo sci.
Prova effettuata su neve fresca ed umida (spessore dai 40 ai 60cm) e gli scarponi erano degli Scarpa Tornado (4 ganci).
Dopo questa prova ho capito che la mancanza di controllo che ho riscontrato nella prova di cui sopra
(Primo post)è dovuta alla notevole differenza di rigidità sullo stinco tra gli scarponi da scialpinismo (Ben stretti i lacci) e quelli da scialpinismo (4 ganci ed in plastica). Nota a favore di questi attacchi: per adattarli allo scarpone da scialpinismo ho dovuto modificare la barra di aggancio in acciaio aggiungendo una tacca di fissaggio per riuscire a fissare uno scarpone da scialpinismo extrasize come il mio (332mm), con lavoro di lima artigianale… Gli attacchi funzionano benissimo anche dopo la modifica e non si avvertono differenze di resa.
Nota a sfavore di questi attacchi: la plastica vecchia (Anni ’80) inizia a cedere e si è rotto un angolo della talloniera che fissa l’attacco al tacco dello scarpone da sci. Per fortuna questa rottura non ha influito sulla tenuta dell’attacco, almeno nella prova odierna. Il guasto è avvenuto ad inizio prova e non ci sono stati ulteriori deterioramenti nel corso della discesa, di 400mt di dislivello, percorsi con sollecitazioni pesanti.
In definitiva faccio questa considerazione: il 50% di controllo viene dato dallo sci ed il 50% dallo scarpone.
Moti pensano sempre e troppo allo sci/attacco, mentre oggi mi sono reso conto che un buono scarpone mi ha permesso di controllare bene “un’asticella in legno con attacco rudimentale”
(Nell’ottica odierna: 30 anni orsono gli sci utilizzati oggi erano un top di gamma)che pochi giorni prima mi sembrava ingovernabile utilizzando degli scarponi da alpinismo (Rigidi per la tipologia di prodotto, e stretti al massimo con i lacci). L’attacco? …sicuramente influisce sul controllo della sciata, ma la mia impressione è stata quella che non sia un elemento così determinante come lo sci o lo scarpone
(Considerando di aver regolato bene l’attacco, altrimenti tutto può cambiare)…ho aggiunto altre considerazioni, ma la mia speranza è quella di sentire il parere di qualcuno che ha imparato ad utilizzare i vecchi silvretta in modo decente utilizzando degli scarponi da alpinismo…
eh! la neve non e’piu’quella di una volta…..



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13/11/2012 alle 20:25 #860134
mi sa che se usi scarponi da alpinismo (e non da scialpinismo) il poco controllo dipende dallo scarpone al 99%, anche se é ramponabile o é uno scarpone da ghiaccio, quindi rigido: non é nato per sciarci. se poi li usi con sci da alpinismo e attacchi del dopoguerra il peso peggiora molto le cose.
non hai sostegno posteriore e laterale sufficienti a gestirlo, e questo puoi compensarlo allegerendo molto lo sci, con uno sci dedicato all’avvicinamento, lungo anche meno di un metro (vedi quelli della Kong).. ma questi modelli sono mezzi per scendere un po’ più rapido che a piedi o in ciaspole, sciare é un’altra cosa e mi sa che per guidare quegli sciettini bisogna essere anche mezzi bravi.
con un qualunque scarpone skialp, anche di quelli da 20€ al Trocathlon, ti troveresti molto meglio.
detto ciò, conosco gente molto brava che sperimenta sci da bambino con attacco per le ciaspole, ghette fatte con la custodia di una tenda, bastoni da discesa con becche artigianali, attacchi dynafit con talloniere molate, o prodi che salgono con gli sci da skialp e gli scarponi da discesa, magari chiusi (respect)..
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13/11/2012 alle 20:35 #860136
ps: ho iniziato coi silvretta 404, quelli rosa, con scarpone nordica tr9 e sci kastle tour montagne. che dire, con quell’attacco la gente ci ha fatto di tutto, ed era assolutamente leggero e ingegnoso, insomma un grande attacco.. quando esistevano solo quelli..
adesso é modernariato, e a parte il peso e la tecnologia cmq nel tempo le molle di un attacco cambiano, anche se regoli i din giusti e poi dentro l’attacco ci sono topi e ruggine lo sai tu che tensione di sgancio hai regolato?! ..e le viti che lo tengono sullo sci? sono lucenti e sigillate o un blocco di ossido e vinavil secco?
col tempo a me si sganciavano quando non dovevano (usciva la talloniera) e anche se li regolavo tornavano molli.
l’attacco é l’unica parte meccanica dello scialpinismo, ci va un po’ di attenzionen!
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14/11/2012 alle 23:17 #860155trevor wrote:
detto ciò, conosco gente molto brava che sperimenta sci da bambino con attacco per le ciaspole, ghette fatte con la custodia di una tenda, bastoni da discesa con becche artigianali, attacchi dynafit con talloniere molate, o prodi che salgono con gli sci da skialp e gli scarponi da discesa, magari chiusi (respect)..
Dovevi iniziare con ‘ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginarvi…”
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