Forums Gulliver I problemi rif torino

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    • #835933

      Mentre noi ci perdevamo a disquisire sulla preziosa cucina molecolare e altre delizie del genere, stufo dei cazzi del forum e dei cantieri che stanno devastando Milano, decido di andare a fare due vie in zona satelliti.

      Arrivo a la Palud, e fin qui tutto bene. Arrivo al Pavillon, e già qui devo strizzare gli occhi. Arrivo al torino e… mi sembra di essere in centro a milano!

      Vogliamo parlarne?

    • #854589

      stanno spostando i tralicci della funivia, per sostituire le cabinovie…

    • #854592

      stambecco wrote:

      Mentre noi ci perdevamo a disquisire sulla preziosa cucina molecolare e altre delizie del genere, stufo dei cazzi del forum e dei cantieri che stanno devastando Milano, decido di andare a fare due vie in zona satelliti.

      Arrivo a la Palud, e fin qui tutto bene. Arrivo al Pavillon, e già qui devo strizzare gli occhi. Arrivo al torino e… mi sembra di essere in centro a milano!

      Vogliamo parlarne?

      … ma anche no.

    • #854593

      direi qualcosina di più

      http://www.cordeemontblanc.eu/web/?page_id=10

      non che l’attuale situazione sia l’ottava meraviglia, ma a me pare che il “supermercato” del monte bianco stia diventando eccessivo, non so

    • #854596

      è ormai da tempo che il supermercato del Bianco è eccessivo. A chi come me a Courmayeur è cresciuto, resta un pò di nostalgia per la vecchia “Liaison”, anche se già negli anni sessanta si diceva (anche giustamente) che fosse eccessiva.

      So che un militante di Mountain Wilderness non dovrebbe dirlo ;) ma consiglio la lettura del libro “La liaison – il filo teso sul ghiacciaio” di Federica Busa e Cesare Bieller (Musumeci editore) per capire le ragioni del “legame” odio/affettivo dei courmayeurens con l’ottava meraviglia del mondo.

      E’ molto probabile che come dice stambecco, che ciò che verrà dopo sarà molto peggio.

      (capanna Gervasutti docet) 😯

    • #854597

      Mah, sono combattuto. Da un lato qualunque cosa è meglio dell’attuale che, non c’è bisogno della laurea in architettura, fa veramente cacare. Certo è che nella sua oscenità era un po’ meno invadente e “supermercato” dell’attuale progetto. Di sicuro, ma è della serie “persi per persi”, era meglio un lavoro stile saas fee, con un alpin metro o qualcosa del genere, interrato insomma. Almeno chi passeggia ha l’impressione di essere in montagna. E senza un nuovo iper rifugio, che potrà ospitare orde di giapponesi e turisti di vario genere ma solo a mezzogiorno, tanto a dormire ci sono solo gli alpinisti (o presunti tali).

      E sempre nella speranza che non portino il prezzo del biglietto+pernotto oltre le già ragguardevoli cifre odierne.

      insomma, dichiaro di avere poche idee ma confuse…

    • #854628

      Il cantiere visto da Courmayeur fa impressione 😮 , con tutte quelle gru ben evidenti sulla dorsale, sembra uno spaccato di ABu Dhabi. Non entro in merito ai depositi di materiale e delle strade “di servizio” aperte fin dove era possibile arrivare (vedi ad es. val Ferret, prima di Meyen). Rimane sempre la vana speranza che, a lavori ultimati, almeno vengano rimesse le cose a posto per quanto riguarda gli interventi “accessori” anche se non vedo come si possano cancellare gli sfregi alla montagna senza spendere una follia.

    • #854630

      ma lasciamo che ci sia qualche posto circoscritto per la folla

      così, mentre sono (volontariamente) tutti lì, io posso andare in posti dove non c’è nessuno!!!! :D

    • #854631

      è esattamente questo il punto!

    • #854645

      di posti “circoscritti” mi sembra che sul Monte Bianco e non solo ce ne siamo già molti. Inoltre per creare posti “circoscritti” si devastano ambienti al di fuori di questi ultimi con strade, siti di deposito materiale, parcheggi macchine da cantiere (che tipicamente perdono litrate di olio….), aree di smaltimento (??) macerie, etc etc

    • #857448

      Domani sono al rifugio a controllare i lavori

    • #857453

      papis wrote:

      Domani sono al rifugio a controllare i lavori


      e’la variante…….(alpinistica :D )…. dei pensionati che guardano i lavori in corso?

      😆 😆 😆

    • #858906

      tolto il fatto che ora il torino sembri un grosso cantiere…cosa che ci può anche stare visto il bel progetto del rifugio nuovo che almeno dovrebbe sostituire quella baracca inospitale del rifugio vecchio,vorrei sottolineare il livello infimo e balordo dell’ accoglienza. La gestione è una VERGOGNA, il gestore antipatico spocchiso e presuntuoso,prezzi comunque elevati cosiderando i facili rifornimenti con la funivia e servizio pessimo sotto ogni aspetto!!! Altro che rifugio-hotel Torino…una baracca cadente e orribile mal gestita!!!! si mangia male, è caro, niente acqua potabile(si è obbligati a comprarla,disponibili solo bottigliette da 1/2L a 1.80)magari su quelle da un litro non ci guadagnano abbastanza….accoglienza non ne parliamo,sembra quasi che se vai a dormire al Torino fai un favore al gestore….in sostanza se non si vogliono sprecare soldi per della gentaglia opportunista e profittatrice,che nulla c’entra con l’andare in montagna e nulla ne capisce(sfido chiunque a dire che non è vero..) è tanto meglio anche partire e tornare in giornata da Agrigento piuttosto che fermarsi..in ogni caso il Cosmiques è molto più accogliente!!!è una vergogna che esistano certe gestioni!!!!!!!!!!!!!!!!!VERGOGNA!!!!!!

    • #859474

      Devo dire la verita… io sono salito al Rifugio Torino circa 3 settimane fa, e in effetti ho avuto la vostra stessa sensazione, mi sembrava di essere in un cantiere della metropolitana milanese… però, poi, guardandomi intorno, lo stupore e l’emozione hanno preso il sopravvento… il Monte Bianco quasi a portata di mano, le nuvole che avvolgevano le cime, e in lontananza il Cervino, il Rosa, la Grivola e il Gran Paradiso… per non parlare del Dente del Gigante…

      Devo dire che un panorama altrettanto emozionante l’ho trovato solo in due occasioni, dal Sass Pordoi e dal Rifugio Locatelli (con le Tre Cime di Lavaredo) :-)

    • #859477

      Beh! ma forse è la prima volta che sali al Torino. Al di là della catapecchia che comunque poteva essere ristrutturata in stile consono, ed ai gestori che si possono anche cambiare, è il cantiere stesso con l’ipotesi della futura costruzione -piattaforma, a urtare qualsiasi persona che abbia un pò di sensibilità paesistica. Abbiamo già dovuto sopportare il Gervasutti (anche come costi assurdi!), ora tocca questa zona del M. Bianco già sufficientemente sfregiata. In ogni caso, da quello che so il Torino andrà presto in mano alla regione VDA, che ormai è chiaro, aspira ad avere il controllo di parecchi rifugi sul suo territorio.

    • #859480

      In effetti per me è stata la prima volta, e ribadisco, lo “spettacolo” del cantiere è veramente desolante… ma affacciato alla balaustra, lo spettacolo vero delle cime è ineguagliabile!

    • #859481

      ajax wrote:

      Abbiamo già dovuto sopportare il Gervasutti (anche come costi assurdi!)

      … prescindendo dalla voce “costi”, quell’ “ABBIAMO” cosa significa? E’ un plurale maiestatis applicato indiscriminatamente a tutti quelli che vanno per monti? Solo per sapere….. perche’ a me quel bivacco invece piace, e anche parecchio. Non e’ che tutti la pensano allo stesso modo sai?!

    • #859482

      non tutti (purtroppo secondo me) hanno la stessa sensibilità…

      Il plurale maiestatis è per tutti coloro (tanti) che la pensano come me/noi, ovviamente.

      Hai fatto benissimo a puntualizzare energicamente che a te piace… così l’abbiamo capito, non ti preoccupare.

    • #859483

      per fortuna non tutti.abbiamo. la. stessa sensibilità.

    • #859484

      alkurtz wrote:

      per fortuna non tutti.abbiamo. la. stessa sensibilità.

      in questo senso, mai tua osservazione fu più giusta 8-) 8-)

      ho aperto un post sul futuro incerto del Rifugio Ferreri: lì un pò di “sensibilità” da parte di tutti servirebbe.

      Anche qualche spicciolo magari, e non solo chiacchiere.

    • #859485

      ajax wrote:

      non tutti (purtroppo secondo me) hanno la stessa sensibilità…

      Il plurale maiestatis è per tutti coloro (tanti) che la pensano come me/noi, ovviamente.

      Hai fatto benissimo a puntualizzare energicamente che a te piace… così l’abbiamo capito, non ti preoccupare.

      …questo e’ un modo sconcertante di portare le proprie idee.

      Mi limito, ovviamente, al semplice discorso relativo al “design”, perche’ sul resto non so, non sono informato ed eventuali sprechi di denaro prescindono dall’architettura scelta.

      A te e a tanti altri il nuovo Gervasutti non piace, a me e a tanti altri invece non dispiace….. ma da come scrivi sembra che una opinione sia sinonimo di “sensibilità” e l’altra… per sillogismo…. del contrario.

    • #859486

      ajax wrote:

      in questo senso, mai tua osservazione fu più giusta 8-) 8-)

      ho aperto un post sul futuro incerto del Rifugio Ferreri: lì un pò di “sensibilità” da parte di tutti servirebbe.

      Anche qualche spicciolo magari, e non solo chiacchiere.

      …ecco, per esempio…. io ho letto con attenzione il post e sono alquanto combattuto a riguardo.

      Da un lato ci sarebbe la voglia e l’intenzione di partecipare con un piccolo contributo economico alla lodevole iniziativa,

      dall’altro c’e’ il nervoso che mi monta tutte le volte che sento parlare di CAI, CAAI ecc.ecc……. se non ci fosse questa istituzione

      di mezzo non avrei problemi a dare un aiuto, invece c’e’ e mi pare di capire che ci sara’ anche in futuro.

      E allora la voglia mi passa.

    • #859487

      caiojet wrote:

      …ecco, per esempio…. io ho letto con attenzione il post e sono alquanto combattuto a riguardo.

      Da un lato ci sarebbe la voglia e l’intenzione di partecipare con un piccolo contributo economico alla lodevole iniziativa,

      dall’altro c’e’ il nervoso che mi monta tutte le volte che sento parlare di CAI, CAAI ecc.ecc……. se non ci fosse questa istituzione

      di mezzo non avrei problemi a dare un aiuto, invece c’e’ e mi pare di capire che ci sara’ anche in futuro.

      E allora la voglia mi passa.

      MA il problema è: questo rifugio è ancora utile o il suo restauro è solo una operazione “culturale”?

    • #859488

      alkurtz wrote:


      MA il problema è: questo rifugio è ancora utile o il suo restauro è solo una operazione “culturale”?

      E perchè mai una delle due opzioni dovrebbe essere un problema?

      Se il rifugio è ancora utile è meritevole di un contributo.

      Se il suo restauro è importante culturalmente lo merita doppiamente.

      Certo, per chi capisce il valore della cultura e per chi ama quei luoghi e la loro storia.

    • #859489

      per caio:

      certo che la mia è una sensibilità “migliore” secondo me, perchè io la penso così. Questo non vuol dire affatto che ho ragione in senso assoluto né che sono migliore degli altri. Se a me piace la pastasciutta con poco condimento, perchè credo che faccia meglio alla salute, questo non significa che gli altri non la possano mangiare straunta perchè fa meglio al palato.

      Sono abbastanza daccordo con te sul CAI e le sue contestabili politiche, ma ti ricordo che è lo stesso CAI ad aver promosso un costosissimo (e siffattamente utile?) bivacco Gervasutti, con il cui decimo dei soldi si salvava un rifugio che non solo ha valenza storica, ma attualmente è l’unico punto di appoggio “comodo” nel bacino Mulinet dopo la distruzione del Rivero. In ogni caso penso che la caratteristica storico-culturale di un sito non debba essere meno importante della sua forza logistica (risposta ad alkurtz). I Rifugi nella maggior parte dei casi sono del CAI, che ci vuoi fare caio?

      Quanto al CAAI, ti ricordo che con fatica dei propri membri e sforzo economico, mantiene vivi numerosi bivacchi in importanti gruppi montuosi. E a differenza del CAI, opera ancora secondo una certa coerenza nei confronti di quelle Tavole di Courmayeur che il Cai pare avere dimenticato.

    • #859491

      andry wrote:

      E perchè mai una delle due opzioni dovrebbe essere un problema?

      Se il rifugio è ancora utile è meritevole di un contributo.

      Se il suo restauro è importante culturalmente lo merita doppiamente.

      Certo, per chi capisce il valore della cultura e per chi ama quei luoghi e la loro storia.

      ma, io resto dell’idea che la cultura intesa come adorazione di ciò che è semplicemente passato, come se contenesse chissa quale valore umano migliore del presente da cui è indispensabile imparare qualcosa, sia una idea di quella che si può chiamare “industria culturale” cioè un businnes per gente che non ha niente da dire.

    • #859492

      con questa affermazione offendi la tua intelligenza oltre quella degli altri…

      sul “niente da dire” poi, le affermazioni contenute in alcune di alcuni questi topic, raggiungono degli altissimi momenti di inutilità, pratica e intellettuale.

    • #859493

      alkurtz wrote:

      ma, io resto dell’idea che la cultura intesa come adorazione di ciò che è semplicemente passato, come se contenesse chissa quale valore umano migliore del presente da cui è indispensabile imparare qualcosa, sia una idea di quella che si può chiamare “industria culturale” cioè un businnes per gente che non ha niente da dire.

      Non capisco come un’operazione di recupero di un edificio, funzionale sia alla “fruibilità” di un territorio – seppur limitato come quello di un vallone – sia alla conservazione di una memoria storica relativa ai luoghi dove esso sorge, ti possano far venire in mente la parola “business”.

      In genere sono operazioni economicamente in perdita, e costosissime in termini di energia personale

      per chi si sbatte a farle, i quali oltre a smazzarsi il lavoro devono anche sentirsi rivolgere ogni sorta di critica.

      La conservazione – non adorazione – di ciò che è passato, quando questa abbia un senso (e nel caso del Ferreri certamente ce l’ha) è precisamente ciò su cui si fonda la cultura. Conservazione dei saperi, delle arti e delle opere.

      E dio volesse che diventasse un business, l’Italia potrebbe vivere, e bene, solo di questo!!!

    • #859494

      …non essere capzioso Ajax. Non aggiungere. Togli. Cosi’ e’ piu’ facile discutere.

      Sto parlando di architettura, di design, di forme…. (non di bilanci, costi od altro).

      E ribadisco che apprezzare la forma, la geometria, il design del Gervasutti significa solo avere una opinione diversa da chi invece lo trova brutto.

      Tu lo trovi orrendo? Posso capirlo.

      Io lo trovo bello. Puoi accettare che si abbia una idea differente senza tirare in ballo la sensibilita’?

    • #859495

      è chiaro caio che la tua sensibilità stilistica e di design è assai più sviluppata e ampia della mia, dal momento che sei un grafico (e bravo).

      Io la vedo ovviamente maggiormente dal punto di vista paesistico, etico, culturale e storico-antropologico. Non si tratta di essere contro il progresso o l’ecosostenibilità dei materiali di costruzione (che c’è). Si tratta di riconsiderare il concetto etico di bivacco e anche di rifugio. Il tutto non disgiunto dal dialogo possibile con gli elementi dell’origine o naturali, come la pietra per esempio. Quella costruzione rappresenta una soluzione etica rispetto al dialogo possibile tra gli spiriti del luogo? E’ ovvio che la risposta passa attraverso le sensibilità individuali.

    • #859496

      dimenticavo, che significa brutto? se fosse al forum les halles lo troverei semmai più adeguato, così come al freboudze lo trovo non “brutto” ma “inadeguato” per i motivi di cui sopra.

    • #859497

      A proposito di rifugi… ho trovato grazioso il Locatelli, così come l’Arbolle… voi ci siete stati?

    • #859502

      ajax wrote:

      con questa affermazione offendi la tua intelligenza oltre quella degli altri…

      sul “niente da dire” poi, le affermazioni contenute in alcune di alcuni questi topic, raggiungono degli altissimi momenti di inutilità, pratica e intellettuale.

      dici a me?

    • #859503

      Certo che se vogliamo far passare tutte le minchiate che ci passano per la testa, tipo

      ajax wrote:

      Quella costruzione rappresenta una soluzione etica rispetto al dialogo possibile tra gli spiriti del luogo?

      per sensibilità, allora tutto tutto è possibile.

    • #859506

      Caro alkatz, delle minkiate sei il re! Non temere, nessuno ti toglierà mai questo primato… 8-)

    • #859507

      caiojet wrote:

      …non essere capzioso Ajax. Non aggiungere. Togli. Cosi’ e’ piu’ facile discutere.

      Sto parlando di architettura, di design, di forme…. (non di bilanci, costi od altro).

      E ribadisco che apprezzare la forma, la geometria, il design del Gervasutti significa solo avere una opinione diversa da chi invece lo trova brutto.

      Tu lo trovi orrendo? Posso capirlo.

      Io lo trovo bello. Puoi accettare che si abbia una idea differente senza tirare in ballo la sensibilita’?


      io trovo il nuovo Gervasutti orrendo!!!!

      ma…..considerati i tuoi gusti, caro caio…

      a quando le rotonde sui sentieri di traversella? ;) :D :D

    • #859508

      minoso wrote:


      io trovo il nuovo Gervasutti orrendo!!!!

      ma…..considerati i tuoi gusti, caro caio…

      a quando le rotonde sui sentieri di traversella? ;) :D :D

      Le rotonde van bene al mare, come cantava Fred Buongusto.

      Io che ho cattivo gusto (e poca sensibilita’) a Traversella ci metto dei bei gerani di plastica alle soste

      e del linoleum finto parquet alla base delle vie…… o tappetini di erba sintetica (magari apro un thread apposta per avere dei pareri).

      😆 😆

    • #859509

      Innanzitutto quando si parla di rifugi a certe quote, qualsiasi costruzione è teoricamente fuori luogo non essendo aree di antropizzazione montana, per cui una casa con qualsiasi forma e di qualsivoglia materiale a 3000 m. sulle alpi è fuori luogo poichè non è fatta per la vita ed il lavoro dell’uomo; detto questo l’uomo ha costruito nel passato per il suo divertimento e per il lavoro di qualche guida alcune strutture con le tecnologie ed i materiali propri di quel periodo, oggi i materiali sono cambiati e le tecnologie anche, si guarda giustamente all’impatto anche in termini di inquinamento di risparmio dell’energia, di produzione di energie rinnovabili anche alle alte quote, tutto questo ha un prezzo. Probabilmente inquina meno in termini di trasporto costruire una struttura in pianura e poi portarla con un solo volo in quota invece di utilizzare decine di volte l’elicottero per trasporto materiali (parlo del Gervasutti ed in parte anche del Gonella). Se sia il caso di spendere tutti quei soldi è un altro discorso, ma se si parla di bivacco o rifugio non si può pensare a quelli dell’ottocento, oggi non sono sostenibili, non fa piacere a nessuno dormire all’umido o in un luogo poco salutare, dopo di che se uno vuole bivaccare sotto le stelle (ed io sono il primo) molto bene. Se oggi si costruisce un rifugio/bivacco deve essere fatto con la mentalità del 2000 e non di un secolo fa. A proposito del Gervasutti mi sembra che forse sarebbe stato più di impatto se si fosse scavato o disgaggiato per fare le fondamenta sulla roccia invece di posarlo come mi pare sia stato fatto. L’estetica poi non mi interessa, tutte le costruzioni messe lì sono brutte, casa in pietra , in legno o in alluminio.

    • #859513

      nonmitemgomai wrote:

      Innanzitutto quando si parla di rifugi a certe quote, qualsiasi costruzione è teoricamente fuori luogo non essendo aree di antropizzazione montana, per cui una casa con qualsiasi forma e di qualsivoglia materiale a 3000 m. sulle alpi è fuori luogo poichè non è fatta per la vita ed il lavoro dell’uomo; detto questo l’uomo ha costruito nel passato per il suo divertimento e per il lavoro di qualche guida alcune strutture con le tecnologie ed i materiali propri di quel periodo, oggi i materiali sono cambiati e le tecnologie anche, si guarda giustamente all’impatto anche in termini di inquinamento di risparmio dell’energia, di produzione di energie rinnovabili anche alle alte quote, tutto questo ha un prezzo. Probabilmente inquina meno in termini di trasporto costruire una struttura in pianura e poi portarla con un solo volo in quota invece di utilizzare decine di volte l’elicottero per trasporto materiali (parlo del Gervasutti ed in parte anche del Gonella). Se sia il caso di spendere tutti quei soldi è un altro discorso, ma se si parla di bivacco o rifugio non si può pensare a quelli dell’ottocento, oggi non sono sostenibili, non fa piacere a nessuno dormire all’umido o in un luogo poco salutare, dopo di che se uno vuole bivaccare sotto le stelle (ed io sono il primo) molto bene. Se oggi si costruisce un rifugio/bivacco deve essere fatto con la mentalità del 2000 e non di un secolo fa. A proposito del Gervasutti mi sembra che forse sarebbe stato più di impatto se si fosse scavato o disgaggiato per fare le fondamenta sulla roccia invece di posarlo come mi pare sia stato fatto. L’estetica poi non mi interessa, tutte le costruzioni messe lì sono brutte, casa in pietra , in legno o in alluminio.

      … trovandoci a 2.835 mt. con il Gervasutti va tutto bene.

      Lo dicevo io che e’ un bel bivacco.

      ;)

    • #859514

      galadriel wrote:

      Caro alkatz, delle minkiate sei il re! Non temere, nessuno ti toglierà mai questo primato… 8-)

      io alkatz tu goladriel ……

    • #859515

      nonmitemgomai wrote:

      Innanzitutto quando si parla di rifugi a certe quote, qualsiasi costruzione è teoricamente fuori luogo non essendo aree di antropizzazione montana, per cui una casa con qualsiasi forma e di qualsivoglia materiale a 3000 m. sulle alpi è fuori luogo poichè non è fatta per la vita ed il lavoro dell’uomo; detto questo l’uomo ha costruito nel passato per il suo divertimento e per il lavoro di qualche guida alcune strutture con le tecnologie ed i materiali propri di quel periodo, oggi i materiali sono cambiati e le tecnologie anche, si guarda giustamente all’impatto anche in termini di inquinamento di risparmio dell’energia, di produzione di energie rinnovabili anche alle alte quote, tutto questo ha un prezzo. Probabilmente inquina meno in termini di trasporto costruire una struttura in pianura e poi portarla con un solo volo in quota invece di utilizzare decine di volte l’elicottero per trasporto materiali (parlo del Gervasutti ed in parte anche del Gonella). Se sia il caso di spendere tutti quei soldi è un altro discorso, ma se si parla di bivacco o rifugio non si può pensare a quelli dell’ottocento, oggi non sono sostenibili, non fa piacere a nessuno dormire all’umido o in un luogo poco salutare, dopo di che se uno vuole bivaccare sotto le stelle (ed io sono il primo) molto bene. Se oggi si costruisce un rifugio/bivacco deve essere fatto con la mentalità del 2000 e non di un secolo fa. A proposito del Gervasutti mi sembra che forse sarebbe stato più di impatto se si fosse scavato o disgaggiato per fare le fondamenta sulla roccia invece di posarlo come mi pare sia stato fatto. L’estetica poi non mi interessa, tutte le costruzioni messe lì sono brutte, casa in pietra , in legno o in alluminio.

      queste non sono minchiate.

    • #859516

      caiojet wrote:


      … trovandoci a 2.835 mt. con il Gervasutti va tutto bene.

      Lo dicevo io che e’ un bel bivacco.

      ;)


      Innanzitutto quando si parla di rifugi a certe quote, qualsiasi costruzione è teoricamente fuori luogo non essendo aree di antropizzazione montana, per cui una casa con qualsiasi forma e di qualsivoglia materiale ad oltre i 2834 m. 😆 sulle alpi è fuori luogo poichè non è fatta per la vita ed il lavoro dell’uomo; detto questo l’uomo ha costruito nel passato per il suo divertimento e per il lavoro di qualche guida alcune strutture con le tecnologie ed i materiali propri di quel periodo, oggi i materiali sono cambiati e le tecnologie anche, si guarda giustamente all’impatto anche in termini di inquinamento di risparmio dell’energia, di produzione di energie rinnovabili anche alle alte quote, tutto questo ha un prezzo. Probabilmente inquina meno in termini di trasporto costruire una struttura in pianura e poi portarla con un solo volo in quota invece di utilizzare decine di volte l’elicottero per trasporto materiali (parlo del Gervasutti ed in parte anche del Gonella). Se sia il caso di spendere tutti quei soldi è un altro discorso, ma se si parla di bivacco o rifugio non si può pensare a quelli dell’ottocento, oggi non sono sostenibili, non fa piacere a nessuno dormire all’umido o in un luogo poco salutare, dopo di che se uno vuole bivaccare sotto le stelle (ed io sono il primo) molto bene. Se oggi si costruisce un rifugio/bivacco deve essere fatto con la mentalità del 2000 e non di un secolo fa. A proposito del Gervasutti mi sembra che forse sarebbe stato più di impatto se si fosse scavato o disgaggiato per fare le fondamenta sulla roccia invece di posarlo come mi pare sia stato fatto. L’estetica poi non mi interessa, tutte le costruzioni messe lì sono brutte, casa in pietra , in legno o in alluminio.

    • #859517

      nonmitemgomai wrote:


      Innanzitutto quando si parla di rifugi a certe quote, qualsiasi costruzione è teoricamente fuori luogo non essendo aree di antropizzazione montana, per cui una casa con qualsiasi forma e di qualsivoglia materiale ad

      #859518

      per me il nuovo Gervasutti, sta nel contesto ambientale,esattamente come una lattina buttata in un fosso! 🙄

    • #859521

      minoso wrote:

      per me il nuovo Gervasutti, sta nel contesto ambientale,esattamente come una lattina buttata in un fosso! 🙄


      potresti fare un salto a prenderla e buttarla nel cassonetto ;) ;) ;) ;)

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