Forums Gulliver Bar Gulliver riattrezzamenti e correzioni di vecchie vie: che fare?

  • Il topic è vuoto.
Visualizzazione 5 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #835440

      invece di continuare a “parlarci addosso”, schiodare in modo anonimo, richiodare in modo anonimo, sarebbe auspicabile traghettare questo confuso momento a un futuro in cui:

      a) nascano e si mantengano luoghi interamente “trad” cioè, senza bucare la roccia, falesie come vie di più tiri.

      b) siti dalle “caratteristiche sportive”, dove gli spit non siano rimossi

      I nuovi apritori, dovranno dunque tenere conto in fase d’apertura della storia e delle caratteristiche del luogo.

      Nel frattempo ci sono attualmente situazioni intermedie, in cui i riattrezzatori/apritori, hanno ragionato in passato secondo la loro sensibilità etica e il momento storico cxhe vivevano.

      Questo può essere stato condivisibile o non condivisibile, giusto o sbagliato, ma è inutile ormai impostare una guerra su questo punto. Nessuno è “immacolato” o comunque pochi lo sono (ammesso che poi questo abbia termine un senso).

      Va fatta la premessa, a mio modestissimo parere, che dobbiamo essere pratici e un pò elastici, perchè, è inutile e ovvio, in alcun modo oggi possiamo riproporre l’ingaggio di ieri! (scarpette, scarponi, suole mezzi di protezione ecc..). Bisogna dunque ragionare sul preesistente.

      Ora riferendomi ai riattrezzamenti e solo a quelli, che in questi ultimi tempi sono oggetto di discussione, si può iniziare civilmente a dare dei contributi reali ragionando non con la pancia o con le mani che prudono, ma con il buon senso e, soprattutto, anche con la disponibilità di fare un passo indietro rispetto a ciò che si è fatto.

      La mia modesta proposta è questa:

      1) Via attrezzata interamente con spit rock m8 (di tipo misto e da integrare già in origine

      a) se l’apritore è reperibile lo si mette al corrente innanzi tutto, chiedendo la sua collaborazione o parere.

      b) Gli spit devono essere ricollocati esattamente al posto del materiale non più affidabile, senza aggiunte ulteriori. Eventuali “piccole correzioni” saranno detatte solo ed esclusivamente da reali situazioni oggettive, come sopraggiunta instabilità della roccia, errori clamorosi nella posa di una protezione a livello di posizione (magari perchè in origine chiodata dall’alto)

      Agire diversamente, in eccesso o in difetto, equivarrebbe a restaurare una tela aggiungendo o togliendo un soggetto o un colore.

      2) via aperta senza bucare la roccia, con soli chiodi tradizionali e protezioni veloci

      a) contattare come sopra l’apritore

      b) le parti proteggibili come le fessure devono essere lasciate totalmente clean

      c) se è intervenuta, dall’apertura originale, una nuova chiodatura che vede spit nelle parti proteggibili, si contatta se possibile l’autore della richiodatura e gli si chiede di eliminare le protezioni (affinchè possa oltrettutto recuperare parte del suo materiale). Viceversa è legittima la schiodatura forzata.

      d) spit al posto dei vecchi chiodi: se è possibile sostituire un vecchio chiodo inaffidabile con un buon chiodo nuovo, senza compromettere la fessura per eventuali chiodature schiodature,

      lo si fà. Del resto, su molte vie in alta montagna dal Valsoera al Capucin, è più che logico girare con il martello per ribattere i chiodi, così come è buona abitudine dotarsi di friend.

      Se questa condizione non sussiste e si rischia di far leva dannosamente su lame e fessure, allora “potrebbe” essere legittimo lo spit.

      c) i vecchi pressione possono essere sostituiti con degli spit (del resto già prima la roccia era stata, bucata e non mi pare che siamo ancora al punto estremo che la roccia non si debba mai bucare, altrimenti….)

      d) si studi a fondo la dinamica di alcune salite un pò datate, al fine di paragonarne comunque l’ingaggio (potrei citare fessure off-width che sono state dichiarate in libera per esempio da Motti, dove però si è piantato all’epoca un gigantesco cuneo di legno, e gli si è messo il piede sopra!)

      Si tenga conto che, se per questo motivo, ieri lì si è messo uno spit in più, oggi si possono proteggere fessure anche parecchio larghe.

      e) le sezioni eventuali di artificiale di una via “mista” devono essere soggette a un’attrezzamento loro consono. La chiodatura si assesterà in questo caso con le ripetizioni e la libera eventuale avverrà su ciò che si trova (ma questo è un discorso più complesso)

      Se si riattrezza, in nessun caso si può cambiare il nome a una via e, le combinazioni, devono prevedere i nomi originali. Sono ammesse le varianti se non compromettono l’originalità della via.

      Le schiodature si dichiarano!!!!

      Soste: proprio perchè accettiamo il fatto che oggi viviamo un tempo che non è più quello di ieri, si può pensare di lasciare le soste attrezzate a spit. Meglio così forse che vedere le soste riempite di chiodi aggiuntivi e grovigli di cordini o strati di fettucce che certo no aggiungono “pulizia alla roccia”.

      Ovviamente è solo uno spunto, incompleto e perfettibile, per discutere, e non occorre essere gli orchisti più forti o fare l’8a trad per farlo. Mi aspetto opinioni e contributi con toni finalmente pacati e utili.

      grazie

    • #847289

      1) via aperta in origine interamente a spit: si rispitta con logica moderna seguendo magari regole tipo Cosiroc francese (attenzione ai voli su terrazzino ad es.) non ha senso a mio parere metà spit e metà no (chiedere agli apritori)

      2) via aperta senza bucare: si lasciano senza niente, al limite si spittano le soste per vie molto trafficate, o fessurine danneggiabili dalle schiodature

      3) sostituire i pressione: bel problema. Va bene mettere gli spit ma a che distanza? Come in origine (io penso di si) o per la libera?

      4) attrezzare almeno una sicura discesa in doppia a spit che possa servire per una serie di vie ( per me anche in zone off limit per lo spit)

      5) attenzione alle schiodature selvagge, zona per zona se ne deve parlare, non tutte le aree sono uguali o hanno la stessa frequentazione, non ci si metta contro la stragrande maggioranza di chi scala

    • #847442

      vedo che per accapigliarsi sono tutti buoni, ma a mettere nero su bianco molto meno… :? :?

      forzaaaa…contributi.

    • #847443

      ajax wrote:

      vedo che per accapigliarsi sono tutti buoni, ma a mettere nero su bianco molto meno… :? :?

      forzaaaa…contributi.


      probabilmente perchè sono molto meno quelli che chiodano o schiodano di quelli che invece parlano e basta!! :D :D :D

    • #847444

      mah… che dire… coglierei l’esortazione a contribuire, ma sono la meno indicata a farlo, per manifesta incompetenza…

      ;) ;) ;)

    • #847446

      la questione è intrigante… provo a dire la mia, cercando di usare la testa e non la pancia…. :D

      ripeto, a scanso di equivoci, la mia è solo un’opinione e spero che ci sia chi dice cose diverse ed opposte purchè, appunto, tesi diverse e non scambio di insulti…

      a) chiodare, schiodare, richiodare ovvero “Etica e Montagna

      b) non voglio entrare a proporre come invece fa correttamente Ajax soluzioni pratiche, ma partire da qualche principio generale per poi arrivare al concreto.

      Etica (senza scomodare i filosofi) = “Ethos” ovvero comportamento razionale, cioè pensato, studiato, contrapposto a “Pathos” (sentimento, impulso…..)

      Ma “Ethos” proprio perchè è ragione è anche FORZATAMENTE regola (dio! che bestemmia nella comunità rampicante votata spesso all’anarchia!!) ;)

      La regola serve (anzi è indispensabile!!) per gestire la propria libertà nel rispetto di quella degli altri, anche in montagna dove la densità umana è quasi sahariana….. – non a caso ragionando di “etica” chi se ne intende parla anche di “etica prescrittiva….”

      quindi, secondo il mio modestissimo parere libertà e regole vanno sempre insieme (perchè non siamo soli al mondo) e sono il contrario dell’anarchia – dove c’è anarchia non c’è libertà.

      Poi possiamo discutere (ma è un’altra storia). se le regole sono etero o auto imposte……

      Mi ha molto stupito (ma in fondo non troppo) che la legge regionale piemontese sull’Arva e lo sci fuoripista (che c’entra, direte voi!! – calma calma – ci arrivo… ;) ) sia stata molto contestata “nel milieu” non già perchè molto probabilmente fatta male ma perchè nessuno ha il diritto di dirmi come devo andare in montagna… ovvero non regola giusta o sbagliata ma regola si – regola no…

      ripeto Etica = regola!!!

      Altra questione che giustamente cita Ajax con cui concordo:

      Etica ce n’è una sola e immutabile? – io credo che come tutte le cose i concetti etici sono molto “figli del tempo e della situazione” – volete degli esempi? Le “tavole di courmayeur” (per alcuni aspetti molto radicali e secondo me discutibili, si dice ad esempio vietato fare ferrate e andate subito a togliere quelle che ci sono salvo quelle degli alpini del 15/18,…) ( ma non è questo il punto..) :) sarebbero nate negli anni ’50 e 60 con Cesare Maestri e le superdirettissime? Quando in montagna ci andavano 3 gatti e mezzo? , però magari qualche rapporto con Mummery ce l’hanno…. ecc ecc

      Altra questione, Etica dell’andare in montagna, uso del territorio e demografia… ovvero, il concetto di rispetto del territorio è concetto abbastanza nuovo!!! e nasce da quando, si dice, c’è l’assalto alla montagna (vedere cervinia e i cayenne).. Il consumo e la distruzione dell’ambiente viene giustamente paragonato ai “buoni tempi andati” quando la gente aveva “consapevolezza!!

      Attenzione, anche questo concetto dei “buoni tempi andati” fa un po’ acqua, a ben vedere… ed è, forse figlio Rousseau e del “buon selvaggio”. Rammento che il genere umano è ahimè predatore da sempre, anche i popoli raccoglitori del neolitico depredavano un territorio e finito tutto si spostavano, certo erano pochi e il territorio sopportava…. ma appunto, la cosa è complessa.

      Ultima riflessione – etica e tecnologia. le cose si tengono? ovvero, come la tecnologia aiuta o meno un concetto di “etica” cioè di regola, nel nostro caso non invasiva cioè libertà per noi e per il territorio ove andiamo?, bella meditazione!!

      dopo questo immane sproloquio mi fermerei su tre punti

      a)etica e ambiente

      b)etica e sicurezza

      c)etica e competizione

      Etica è ambiente (è il più facile..) le montagne ci sono, noi anche e siamo tanti.. – ci andiamo come divertimento perchè abbiamo la pancia piena (a differenza dei montanari dei secoli scorsi che la usavano per mangiare). TUTTI abbiamo diritto di andare in montagna – Si impone un uso non distruttivo della stessa quindi un uso regolato della stessa, piaccia o non piaccia, si potrà discutere chi mette la regola e quale ma non che ci sia la regola (e questa sarà dura da mandare giù da parte di molta gente che conosco…… :D :D :D )

      Etica e sicurezza, (facile ma dura da digerire perchè molto recente come concetto) – piaccia o non piaccia non siamo soli, siamo animali sociali , la società ci educa e ci cura, (ovviamente ognuno di noi contribuisce)!!, ognuno di noi ha un solo modo per rifiutare questo stato di cose, suicidarsi, ma anche così la società paga le spese per una cassa di legno o una cremazione… ;) quindi come coniugare etica – libertà – sicurezza – costi sociali? (perchè io con le mie tasse devo pagare per un pirla che va in giro con rischio valanghe 5?) e non mi si dica che ci pensa a tutto la sua assicurazione!!!

      In sostanza E’ giusto o no mettere a spit tutte le soste di tutte le vie? (non solo a Traversella ma anche sulla Vinatzer alla sud della marmolada?, attenzione, parlo si soste non di protezioni di progressione (così come non parlo di corde di canapa e di nylon….)

      Ultima questione – Etica e competizione o più semplicemente – c’è il terreno d’avventura e ci sono le aree del gioco dell’arrampicata

      I francesi hanno regole severe per il secondo e libertà (ma non anarchia) per il primo…

      ma anche qui non è semplice , se libertà vuol dire lasciare le cose come stanno (tavole di courmayeur) come la mettiamo con le corde del Dente, del Cervino o (orrore!) della nord della Dufour???

      credo che come pensierino della buona notte sia sufficiente… saludos a todos :D :D :D

Visualizzazione 5 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

Forums Gulliver Bar Gulliver riattrezzamenti e correzioni di vecchie vie: che fare?

Link copiato