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    • #837572

      Non è nemmeno ancora inverno e già si parla di valanghe, travolti, situazioni critiche. Il clima è evidentemente cambiato, di conseguenza anche le condizioni ne risentono molto, cosa ne pensate? Anche le abitudini ed i parametri di sicurezza sembrano cambiati, una volta esisteva uno scialpinismo invernale fatto su terreni molto molto tranquilli, sembra che ormai questo non esista più, io non conosco bene la materia e non ho le idee chiare, voi cosa ne dite. In ultimo secondo voi basta ARVA e Air Bag e si è al sicuro? insomma si può rischiare un pò di più grazie alla tecnologia oppure è meglio passar per paurosi e andare molto cauti nelle scelte.

    • #869664

      Io ho voglia di neve e di polvere.

      Tuttavia questo we ho preferito passarlo a fare altro che guardare le previsioni e i bollettini.

      Non è una gita non fatta che mi cambia la vita, ma magari è proprio la gita fatta che me la stravolge.

      Leggevo della valanga al Sempione…

      Poi ognuno ragiona con la propria testa.

    • #870917

      Io ho voglia di neve e di polvere.

      Tuttavia questo we ho preferito passarlo a fare altro che guardare le previsioni e i bollettini.

      Non è una gita non fatta che mi cambia la vita, ma magari è proprio la gita fatta che me la stravolge.

      Leggevo della valanga al Sempione…

      Poi ognuno ragiona con la propria testa.

    • #869667

      Effettivamente l’entusiasmo a volte ci dà cattivi consigli.

      Molto spesso il fattore egoistico ci distrae dal pensare anche agli altri, così può capitare che saltiamo una cornice e ci troviamo su un bel pendio da godere, anche se parte un pò noi ci siamo di sopra, ma non pensiamo a chi eventualmente é nella traiettoria al di sotto e che é tranquillo in un falsopiano.

      Questo resoconto, ben meditato, dovrebbe fornire un valido aiuto per muoversi con più buon senso:

      http://www.ossola24.it/index.php/7218-tre-sci-alpinisti-del-vco-travolti-da-una-valanga-al-sempione-sono-salvi-il-drammatico-racconto

      Buon divertimento.

    • #870918

      Effettivamente l’entusiasmo a volte ci dà cattivi consigli.

      Molto spesso il fattore egoistico ci distrae dal pensare anche agli altri, così può capitare che saltiamo una cornice e ci troviamo su un bel pendio da godere, anche se parte un pò noi ci siamo di sopra, ma non pensiamo a chi eventualmente é nella traiettoria al di sotto e che é tranquillo in un falsopiano.

      Questo resoconto, ben meditato, dovrebbe fornire un valido aiuto per muoversi con più buon senso:

      http://www.ossola24.it/index.php/7218-tre-sci-alpinisti-del-vco-travolti-da-una-valanga-al-sempione-sono-salvi-il-drammatico-racconto

      Buon divertimento.

    • #869676

      Ciao Gianni (posso darti del tu ?)

      gite invernali ?

      intendi quelle dove si partiva dai 4/500 metri e con 1500 metri idi dislivello si arrivava su cime di ben 2000 metri? e scendevi nella polvere senza toccare il fondo ? e se lo toccavi chi se ne fregava tanto erano prati e poi gli sci erano due assi di legno che male avrebbero potuto farsi….lamine ? cos’erano ?

      E chi se le ricorda più ?

      negli ultimi 10anni non me ne ricordo neanche una (ma andando a consultare i miei libretti forse una o due in svizzera la tirerei fuori…)

      Come dici tu il clima è cambiato le nevicate sono cambiate le quote e le quantità di neve al suolo sono cambiate quindi perché non dovrebbero anche essere cambiati certi paradigmi ? a mio modesto parere l’unica cosa che non è cambiata è il Pericolo …. Pericolo che però non è necessariamente sinonimo di media alta quota , a seconda degli anni o dei periodi posso correre più rischi a farmi un 2000 mt (in cattive condizioni e senza cautela) piuttosto che un 3000 in buone condizioni, da fare con le antenne alzate e con la possibilità di dovervi rinunciare.

      Entrando nel caso in questione , premetto che al 99% avrei seguito la stessa traccia dei tre scialpinisti coinvolti (a meno che non avessi avuto voglia di salire al sole e con più ampi traversi)

      e lo avrei fatto NON perché la ritenessi la scelta più ragionevolmente sicura ma per “overconfidence” nei confronti di un posto che conoscevo benissimo , del fatto che ero in compagnia di compagni altrettanto bravi come me , del fatto che era per le mie capacità una gita “banale” una gita di “riposo” e da ultimo dal fatto che i pendii erano già stati testati da tanti altri sciatori (???)… Non c’era bisogno che alzassi le antenne che fossi vigile … il mio bagaglio di esperienze sarebbe rimasto “Rinchiuso nello zaino” !!!

      avrei abbandonato l’attenzione che invece avrei riservato ad un posto non conosciuto e dall’aspetto più severo e impegnativo….

      Da ultimo ho letto che la “colpa” sarebbe di qualche sprovveduto che ha tagliato il pendio sopra il distacco o che ha saltato via la cornice…..

      si, può sicuramente essere così….. ma io che ci facevo li sotto ?????

      quando sulla mia sx avevo almeno altri 150mt di pendio non soggetti a remoti distacchi dalla parete ??

      (proprio l’anno scorso in francia agli inizi stagione ho assisitito a un identico episodio ….una traccia di salita che passava sotto una ripida parete mentre c’erano tantissime altre linee di salita dove passare alcune già tracciate… uno sciatore in discesa tagliava a monte la parete e provocava una slavina che inevitabilmente prese quelli che in salita stavano seguendo quella traccia a ridosso della parete il tutto fortunatamente fini senza conseguenze ..a mio avviso le responsabilità erano di entrambe)

      Concludendo personalmente ritengo che la maggior parte degli incidenti che coinvolgono persone con maturata esperienza sia dovuto non tanto a una mancata percezione o individuazione di criticità che posso poi sempre decidere se affrontare o meno

      ma al fatto che in quel momento NON esiste nessuna percezione

      perchè sono in rilassatezza mentale totale

      perché sono in compagnia

      perché l’avrò fatto mille volte

      perché il posto lo conosco

      perché per me è questa gita è banale

      perché con tutto quello che ho fatto a me non può accadere.. soprattutto su questa banale gita

      etcetc

      Spero di non avervi annoiato e di non aver detto un sacco di cazzate.

      Ciao a Tutti.

      Il Bori (un alpinista della domenica)

    • #870919

      Ciao Gianni (posso darti del tu ?)

      gite invernali ?

      intendi quelle dove si partiva dai 4/500 metri e con 1500 metri idi dislivello si arrivava su cime di ben 2000 metri? e scendevi nella polvere senza toccare il fondo ? e se lo toccavi chi se ne fregava tanto erano prati e poi gli sci erano due assi di legno che male avrebbero potuto farsi….lamine ? cos’erano ?

      E chi se le ricorda più ?

      negli ultimi 10anni non me ne ricordo neanche una (ma andando a consultare i miei libretti forse una o due in svizzera la tirerei fuori…)

      Come dici tu il clima è cambiato le nevicate sono cambiate le quote e le quantità di neve al suolo sono cambiate quindi perché non dovrebbero anche essere cambiati certi paradigmi ? a mio modesto parere l’unica cosa che non è cambiata è il Pericolo …. Pericolo che però non è necessariamente sinonimo di media alta quota , a seconda degli anni o dei periodi posso correre più rischi a farmi un 2000 mt (in cattive condizioni e senza cautela) piuttosto che un 3000 in buone condizioni, da fare con le antenne alzate e con la possibilità di dovervi rinunciare.

      Entrando nel caso in questione , premetto che al 99% avrei seguito la stessa traccia dei tre scialpinisti coinvolti (a meno che non avessi avuto voglia di salire al sole e con più ampi traversi)

      e lo avrei fatto NON perché la ritenessi la scelta più ragionevolmente sicura ma per “overconfidence” nei confronti di un posto che conoscevo benissimo , del fatto che ero in compagnia di compagni altrettanto bravi come me , del fatto che era per le mie capacità una gita “banale” una gita di “riposo” e da ultimo dal fatto che i pendii erano già stati testati da tanti altri sciatori (???)… Non c’era bisogno che alzassi le antenne che fossi vigile … il mio bagaglio di esperienze sarebbe rimasto “Rinchiuso nello zaino” !!!

      avrei abbandonato l’attenzione che invece avrei riservato ad un posto non conosciuto e dall’aspetto più severo e impegnativo….

      Da ultimo ho letto che la “colpa” sarebbe di qualche sprovveduto che ha tagliato il pendio sopra il distacco o che ha saltato via la cornice…..

      si, può sicuramente essere così….. ma io che ci facevo li sotto ?????

      quando sulla mia sx avevo almeno altri 150mt di pendio non soggetti a remoti distacchi dalla parete ??

      (proprio l’anno scorso in francia agli inizi stagione ho assisitito a un identico episodio ….una traccia di salita che passava sotto una ripida parete mentre c’erano tantissime altre linee di salita dove passare alcune già tracciate… uno sciatore in discesa tagliava a monte la parete e provocava una slavina che inevitabilmente prese quelli che in salita stavano seguendo quella traccia a ridosso della parete il tutto fortunatamente fini senza conseguenze ..a mio avviso le responsabilità erano di entrambe)

      Concludendo personalmente ritengo che la maggior parte degli incidenti che coinvolgono persone con maturata esperienza sia dovuto non tanto a una mancata percezione o individuazione di criticità che posso poi sempre decidere se affrontare o meno

      ma al fatto che in quel momento NON esiste nessuna percezione

      perchè sono in rilassatezza mentale totale

      perché sono in compagnia

      perché l’avrò fatto mille volte

      perché il posto lo conosco

      perché per me è questa gita è banale

      perché con tutto quello che ho fatto a me non può accadere.. soprattutto su questa banale gita

      etcetc

      Spero di non avervi annoiato e di non aver detto un sacco di cazzate.

      Ciao a Tutti.

      Il Bori (un alpinista della domenica)

    • #869678

      Ieri sono salito al colle del Gran Veyron (biv. Sberna) forse decisamente in anticipo sul periodo classico per effettuare questa gita e confesso che la slavina che è scesa qualche giorno fa dal Piccolo Paradiso mi ha fatto decisamente riflettere un po’….sulla sicurezza, sui cambiamenti delle stagioni, ecc, ecc.

    • #870920

      Ieri sono salito al colle del Gran Veyron (biv. Sberna) forse decisamente in anticipo sul periodo classico per effettuare questa gita e confesso che la slavina che è scesa qualche giorno fa dal Piccolo Paradiso mi ha fatto decisamente riflettere un po’….sulla sicurezza, sui cambiamenti delle stagioni, ecc, ecc.

    • #869702

      Ciao a tutti,

      ben conscio che mi tirerò dietro molte critiche dico la mia…

      Credo che molta della smania di anticipare i tempi su alcune discese, soprattutto sul ripido, venga più da una corsa a voler postare sui vari social la notizia di essere stati i primi a scendere la tal parete quella stagione piuttosto che tutto il resto…

      Questa è solo la mia idea.

    • #870921

      Ciao a tutti,

      ben conscio che mi tirerò dietro molte critiche dico la mia…

      Credo che molta della smania di anticipare i tempi su alcune discese, soprattutto sul ripido, venga più da una corsa a voler postare sui vari social la notizia di essere stati i primi a scendere la tal parete quella stagione piuttosto che tutto il resto…

      Questa è solo la mia idea.

    • #870922

      …ieri notte qui ad aosta ha nevicato un po’, circa 30 cm, in quota più o meno una 50ina (quantità non uniforme in tutti i settori) durante la giornata le condizioni del meteo sono state molto variabili con parecchio vento (e forte) in quota, la Becca fumava, la Pierre idem, e lo Chateau Blanc, il Rutor, e il Doravidi (che vedo tutti bene dalla finestra della cucina) sembravano il Monte Sant Elia (tanto per intenderci nel film Dante’s Peak prima dell’eruzione) e poi leggo che oggi si è andati sullo Chateau? o non capisco più niente o sono proprio fuori dal tempo!!! Qualcuno mi illumini.

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