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26/04/2009 alle 10:38 #835186
Probabilmente non è il luogo adatto, avrei dovuto scrivere una mail, o un pm, ma non essendo molto avvezzo all’uso di questa scatola, esprimo un mio parere nell’unico modo che conosco. Chiedo scusa fin d’ora, proverò ad esprimere una sensazione, arrogandomi il diritto di poter esprimere liberamente ciò che penso, con garbo e con rispetto, verso l’uomo e il suo lavoro. Non ritengo che sarà fonte di dibattito ed invito coloro che volessero esprimere opinioni in merito, di farlo nei toni consoni ed educati che impone questa mia riflessione. Mi auguro di avere una risposta dall’interessato, che seppur non conoscendolo di persona reputo un uomo degno di stima e massimo rispetto. Veniamo alla questione. Oggi ho comprato il giornale di Alp, in seconda pagina c’è una tua vignetta che non trovo particolarmente divertente. Sarà semplicemente il contesto, visto che si parlava di Marco Capone e del suo lavoro fatto con Muyo e Trombetta a Positano. Ho comprato il tuo libro ed elogiato le tue vignette, il tuo umorismo, la tua creatività, anche sulle pagine di questo forum. Per questo mi voglio permettere di esprimere questa mia semplicità di sentimenti. Chi non conosce i fatti troverà la vignetta simpatica e veritiera, (perchè in fin dei conti non dici nulla di sbagliato) le valanghe si staccano quando vogliono, non sono soggette alle regole e non guardano in faccia nessuno, esperti o principianti. Per me che nel 2008 ho perso 5 amici, trovare una vignetta simile è stato un colpo al cuore, soprattutto sul numero in cui compariva l’articolo col ricordo di Marco, ma penso anche a Massimo, Walter, Federico e poi anche a Jean. Mi ha fatto male, mi ha ferito, piangevo leggendo l’articolo e rivedendo le foto di un grande amico, vorrei chiederti perchè è uscita ora in un contesto che reputo sbagliato. So che è un sentimento soggettivo, che altri rideranno di gusto, giustamente, non metto in dubbio la tua bravura, come già ampiamente dimostrato sopra. Ti chiedo soltanto perchè una vignetta simile ora, perchè non aspettare, non penso che ti manchino gli spunti per inserire qualcosa di meno tragico, sapendo che in tanti avremmo comprato quel giornale, tanti amici che piangono tutt’ora degli uomini, mi domando anche come possono prenderla le famiglie degli scomparsi in quella maledetta giornata di novembre. Non parlo di responsabilità, quelle sono nostre in tutto e per tutto, quando si praticano degli sport simili, si accettano e se ne è consapevoli, dico semplicemente che è una caduta di stile, forse. Come vedi i miei commenti sono molto pacati e gradirei una tua risposta in merito, se vorrai darmela, ti rinnovo la mia stima, sicuro che avrai le tue ragioni e saprai esprimerle nella maniera migliore come hai sempre fatto.
Ti ringrazio fin d’ora, perdonami per aver espresso ciò che sento , ma sentivo doveroso farlo per la mia coscienza e per il sentimento di amicizia che mi legava agli scomparsi.
Con affetto Luca
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28/04/2009 alle 06:08 #844535
Luca, caro amico mio Prima di vedere la vignetta ho visto le belle foto di Marco, di G.Boetti, che sono dentro all’articolo di Positano, ho letto i testi di Boetti e Muyo e sono andata con la mente ad altri racconti di Marco, la “nostra” guida per alcune “piccole imprese personali”, grazie ai quali avevo potuto immaginarmi un po’ la Selva, la falesia, il buco della roccia, la fatica di quei giorni e il divertimento per un lavoro che amava.
Poi sono arrivata alla vignetta, e non mi è piaciuta per niente, mi ha dato dispiacere, credo che dicembre sia ancora troppo vicino.
oltreché non trovarla comica l’ho trovata di cattivo gusto; non lo trovo rispettoso per chi ha perso una persona cara sotto quella valanga, fosse Marco o uno degli amici.
Non è questa vignetta che riporterà certo un sorriso, forse farà riflettere, forse è questo l’intento?
…ma per me stona, non mi sembra il posto adatto, in questo numero che parla proprio di lui e delle sue creazioni sulla roccia.
Si poteva ancora aspettare a pubblicarla, se proprio c’è un intento di riflessione dietro, più che di comicità, che proprio non ha.
Poteva esserci più delicatezza, per chi ancora oggi soffre.
Spero che Caio voglia confrontarsi serenamente in questa riflessione, le vignette sul suo sito tempo fa mi avevano fatto sorridere, l’ho conosciuto e apprezzato per quelle.
Meditiamo, meditiamo tutti di più, prendendoci cura dell’altro, prendendoci cura di noi stessi.
Intanto mando un abbraccio a entrambi.
E ricorda, Luca, gli amici scomparsi saranno sempre nei nostri cuori. E anche così vivranno.
Sempre.
Fede
“I dolori hanno una chiave di violino per chi è musicista di dentro.”
“Uno di queste parti, senza poterci fare niente, senza accorgersi, viene su costruito da un vulcano.” Erri De Luca (nato a Napoli)
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03/05/2009 alle 18:16 #844557
Anonimo
Mi confronto volentieri mantendo i toni educati e pacati fin’ora espressi. Devo dire, molto onestamente, che tutti i collegamenti che partono dal mio disegno e finiscono a Marco sono del tutto gratuiti ed infondati.
Tengo a precisare che anche io conoscevo Marco, ho scalato con lui e mi sono ubriacato di vino e grappa in sua compagnia in quel di Traversella e sono rimasto molto colpito da quello che e’ successo a lui e a tutti gli altri. Se avessi voluto “speculare” sul suo incidente, tanto per cominciare avrei potuto far pubblicare il disegno nel numero di Febbraio (cioe’ il primo numero “utile” dopo il fattaccio) e non ad Aprile……e aggiungo che io non ero ASSOLUTAMENTE a conoscenza di un articolo (all’interno della rivista) su Marco.
In ogni caso, il disegno NON riguarda ne’ lui ne’ altri e siccome di persone che (malauguratamente) periscono in incidenti in montagna ce se sono a decine ogni stagione, mi sembra veramente strano pensare che que disegno debba riferirsi ad una persona specifica.
Ripeto, per essere molto molto molto molto chiaro a riguardo, che io non avevo NESSUNA informazione sulle due pagine che parlano di Marco in questo stesso numero di Aprile.
Perche’ questo disegno? Come nasce e cosa vuole comunicare.
Il soggetto e’ assolutamente genererico, poteva esserci una frana, il distacco di una cascata di ghiaccio o (per l’appunto) una valanga…. non importa cosa ma importa il senso. Il disegno ha il solo e semplice scopo di portare noi tutti a fare un po’ di autocritica perche’ i tanti e moderni strumenti a nostra disposizione a volte ci illudono di essere immortali.
Airbag nello zaino, Arva, Gps, Satellitari, materiali tecnici sempre piu’ all’avanguardia, informazioni dettagliate su tutto, internet, meteo, previsioni, bollettini ecc.ecc. spesso ci spingono ad osare piu’ del necessario e la battuta del disegno voleva semplicemente ricordare che la montagna non guarda in faccia nessuno…
Tutto qui.
Un mese prima di quel disegno io stesso ho staccato un valanga (facendo scialpinismo) che mi ha sommerso……. la cosa mi ha sconvolto perche’ ha azzerato ogni mia illusione di conoscenza delle condiziondi e proprio tornando da quella gita abbiamo citato la frase incriminiata… “non erano scialpinisti esperti? Si, ma la valanga non lo sapeva!”
L’unico scopo del comix era questo…… una sorta di riflessione sull’idea che a ognuno di noi non debba mai succedere qualche cosa di storto.
Marco non c’entra, Federico nemmeno….. e nemmeno tutti gli altri.
Penso che i commenti che ho letto nei due interventi nascano da un equivoco…… dal pensare che ci sia un collegamento tra il comix e l’articolo su Marco. Ripeto per l’ultima volta che non c’e’ alcun riferimento e che io non ero a conoscenza della concomitanza delle cose.
Tutto qui.
Il disegno rimane come spunto di riflessione per noi. Non per giudicare o fare dello spirito (di cattivo gusto) sulle altrui disgrazie.
Spero di essermi spiegato bene.
c
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04/05/2009 alle 12:35 #844567
Come al solito sei stato la persona che rispetto, ti devo delle scuse sull’equivoco. Penso di aver espresso eloquentemente il mio pensiero e il generarsi di un equivoco simile. Ripeto che la tua vignetta è veritiera, mi sembrava solo un po’ prvocatoria visto l’articolo che si poteva leggere nella rivista. Credo al fatto che tu non fossi a conoscenza dell’articolo sul ricordo di Marco in quel numero, sicuramente come ti ho già detto il comix fa pensare molto ed è eloquente. Non ci conosciamo personalmente, ma provo una stima di intelletto nei tuoi riguardi, penso che tu sia una persona onesta e intellettualmente libera, provocatoria quando serve, ma con la voglia di confrontarsi con gli altri adducendo sempre motivazioni precise sulle tue asserzioni. Ti ringrazio per il chiarimento, ne avevo bisogno e mi scuso ancora il mezzo, ma sono davvero poco avvezzo all’uso del pc e delle sue diavolerie, mi trovo meglio con pala e pic. Un saluto
Luca
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04/05/2009 alle 13:04 #844568
Anonimo
… mi fa piacere che tu abbia capito il senso della mia risposta (che ovviamente vale anche per l’altra persona che ha trovato di “cattivo gusto” il mio disegno). Come detto il comix non era assolutamente riferito all’incidente di Marco o di chiunque altro. Credo sia stata una pura coincidenza che in questo numero di Alp appaia il mio comix (a inizio rivista) e l’articolo in memoria di Marco 50 pagine dopo (tra l’altro in un puro contesto arrampicatorio).
Se articolo e disegno fossero stati insieme avrei compreso il fastidio… e di certo non avrei mai fatto un comix del genere!
c
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14/05/2009 alle 11:25 #844609
Ciau Caio Scusa se rispondo solo ora, ero in viaggio.
Grazie per la tua risposta, hai chiarito perfettamente il tuo punto di vista. Con essa mi hai aiutato a comprendere che in effetti chi manda una vignetta o un suo lavoro a una rivista non sappia cosa altro possa esserci nello stesso numero; ora grazie alle tue parole riesco a sentire che da parte tua non c’era assolutamente intenzione di ferire la sensibilità di altri e, visto che non credo al caso, rifletto dentro di me su questa “combinazione di eventi”, che racchiude in sé una chiave, un insegnamento prezioso.
Alle volte capita che la nostra parte emotiva non ci aiuti a vedere al di là, ci appanni e confonda la vista, ecco per me questa è stata una di quelle volte.
Ora riesco a vedere più serenamente anche lo spunto della tua riflessione, che tutti dovremmo attuare: sentirsi invincibili…sentivo che quello doveva essere l’intento della vignetta, ma faceva a pugni con la mia sensibilità sull’argomento. Per questo mi sono ingannata.
Ti ringrazio quindi per avermi aiutata a dissipare la nebbia. E per portarci a riflettere.
E da amante di buone letture, siano essi libri o fumetti bonelliani, ti auguro che la creatività dell’artista ti accompagni a lungo.
Un abbraccio fraterno
Fede
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14/05/2009 alle 16:33 #844617
Anonimo
gypaet wrote:Ciau Caio
Scusa se rispondo solo ora, ero in viaggio.
Grazie per la tua risposta, hai chiarito perfettamente il tuo punto di vista. Con essa mi hai aiutato a comprendere che in effetti chi manda una vignetta o un suo lavoro a una rivista non sappia cosa altro possa esserci nello stesso numero; ora grazie alle tue parole riesco a sentire che da parte tua non c’era assolutamente intenzione di ferire la sensibilità di altri e, visto che non credo al caso, rifletto dentro di me su questa “combinazione di eventi”, che racchiude in sé una chiave, un insegnamento prezioso.
Alle volte capita che la nostra parte emotiva non ci aiuti a vedere al di là, ci appanni e confonda la vista, ecco per me questa è stata una di quelle volte.
Ora riesco a vedere più serenamente anche lo spunto della tua riflessione, che tutti dovremmo attuare: sentirsi invincibili…sentivo che quello doveva essere l’intento della vignetta, ma faceva a pugni con la mia sensibilità sull’argomento. Per questo mi sono ingannata.
Ti ringrazio quindi per avermi aiutata a dissipare la nebbia. E per portarci a riflettere.
E da amante di buone letture, siano essi libri o fumetti bonelliani, ti auguro che la creatività dell’artista ti accompagni a lungo.
Un abbraccio fraterno
Fede
… un abbraccio anche a te.
E grazie per la tua bella riflessione.
c
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