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21/03/2011 alle 21:02 #835764
Volevo fare i complimenti a paoloemme per la relazione enciclopedica sulla Muanda ( ) Mi piego ancora in due dal ridere se ci penso!!!http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=itinerario_cerca_tipo 
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21/03/2011 alle 21:52 #852628
oh! paoloemme….ripigliati! 😆 😆 😆 -
22/03/2011 alle 06:51 #852629
😯 😯 😆 😆 

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22/03/2011 alle 07:36 #852630
il cane…. il miglior amico dell’uomo… 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 -
22/03/2011 alle 07:43 #852631
…e non vi lamentate più che su gulliver non ci sono relazioni precise!!!! -
22/03/2011 alle 10:00 #852634legolas70 wrote:
Volevo fare i complimenti a paoloemme per la relazione enciclopedica sulla Muanda (
) Mi piego ancora in due dal ridere se ci penso!!!http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=itinerario_cerca_tipo 
almeno lì informazioni sulla neve ci sono…nelle tue invece….:
“Un grazie anche alla ciaspolatrice in versione ballerina del ventre che ha, in parte, allietato la mia salita
“
e non si dovrebbe ridere!! ahahahahah
😆 -
22/03/2011 alle 13:16 #852635
…mi e’ venuto spontaneo fare questo velocissimo disegnino… 

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22/03/2011 alle 13:34 #852636
Ottima segnalazione. C’è gente che è simpatica magari senza volerlo, altri che pur volendolo non lo sono.
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22/03/2011 alle 13:56 #852637caiojet wrote:
…mi e’ venuto spontaneo fare questo velocissimo disegnino…



[img]http://www.studiogetto.com/varie/relazioni.jpg [/img] grande caiojet!
cavolo ma le scovate tutte
😮 😯 
a parte gli scherzi, non c’è male come relazione
bisogna solo fare un esegesi riassunto per capire che cappero di neve ci sia stata


…dai non siate malevoli forse qualcuno come Giolitti dovrebbe spiegargli che gulliver non è un blog
😮 
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22/03/2011 alle 14:35 #852638caiojet wrote:
…mi e’ venuto spontaneo fare questo velocissimo disegnino…



[img]http://www.studiogetto.com/varie/relazioni.jpg [/img] 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 grandioso!!!! ahahahah
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22/03/2011 alle 14:49 #852639
davvero un grande Paoloemme! estrapolo da una sua precedente relazione: “……Non ho incontrato nessuno (tranne uno skialp mentre salivo, che ho visto dirigersi verso la Nana). Questo mi suggerisce qualche considerazione, inutile per il 99,9 per cento dei lettori pero’ e’ meglio farla per lo 0,1%. Chi ha letto i miei report vede che vado spesso solo pero’ bisogna tenere presente che e’ pericoloso, bisogna avere esperienza, una sciata estremamente prudente, grande attenzione alla scelta del percorso, sapersela cavare con bussola,carta,altimetro e gps, avere l’attrezzatura per bivaccare fuori una notte in caso di emergenza, svegliandosi vivi la mattina dopo, avere la tecnologia per poter entrare in contatto con il Soccorso, perche’ non sempre funzionano i cellulari (consiglio comunque di portare sempre con se’ le sim card di Vodafone, Tim, Wind e 3, costa poco e spesso se non funziona uno puo’ funzionare l’altro). Dico questo perche’ anche in un’area molto frequentata come la Val d’Aosta possono capitare gite in cui non si incontra nessuno……”
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22/03/2011 alle 15:21 #852640
Paoloemme… si sta trasformando in un mito!!! complimenti!!! 




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22/03/2011 alle 20:00 #852646
avete tutti ragione, ma la ballerina del ventre era veramente spassosa. Vento gelido e pancia all’aria. Ho pensato che nello zaino avesse una scorta di Imodium…. 👿 -
22/03/2011 alle 20:03 #852647
esilarante, ed aspetto quella di domani… : http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=47532 tra l’altro mi piacerebbe capire chi lo orvolava???
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22/03/2011 alle 20:48 #852649legolas70 wrote:
avete tutti ragione, ma la ballerina del ventre era veramente spassosa.
posta una foto

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22/03/2011 alle 20:50 #852650marco_colangelo wrote:
davvero un grande Paoloemme! estrapolo da una sua precedente relazione:
“……Non ho incontrato nessuno (tranne uno skialp mentre salivo, che ho visto dirigersi verso la Nana). Questo mi suggerisce qualche considerazione, inutile per il 99,9 per cento dei lettori pero’ e’ meglio farla per lo 0,1%. Chi ha letto i miei report vede che vado spesso solo pero’ bisogna tenere presente che e’ pericoloso, bisogna avere esperienza, una sciata estremamente prudente, grande attenzione alla scelta del percorso, sapersela cavare con bussola,carta,altimetro e gps, avere l’attrezzatura per bivaccare fuori una notte in caso di emergenza, svegliandosi vivi la mattina dopo, avere la tecnologia per poter entrare in contatto con il Soccorso, perche’ non sempre funzionano i cellulari (consiglio comunque di portare sempre con se’ le sim card di Vodafone, Tim, Wind e 3, costa poco e spesso se non funziona uno puo’ funzionare l’altro). Dico questo perche’ anche in un’area molto frequentata come la Val d’Aosta possono capitare gite in cui non si incontra nessuno……”
ma a cosa serve la bussola se hai il GPS???? mah…
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22/03/2011 alle 20:51 #852651Andrea81 wrote:
posta una foto

non ne ho nemeno una. posso solo dire che ogni due per tre era con il sedere per aria
😯 -
23/03/2011 alle 15:05 #852656legolas70 wrote:
esilarante, ed aspetto quella di domani… :
http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=47532 tra l’altro mi piacerebbe capire chi lo orvolava???
cappero
😮 era partito bene con la storia del piazzale… poi è partito per la tangente
😯 cmq. secondo me sta migliorando: più conciso meno licenze poetiche

bisogna dargli credito

di sicuro un fatto:
è un mito!!!
Io pensavo già che le mie relazione fossero pallose….

ma lui supera di gran lunga lo storico Tony64 (se ben ricordo….)
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23/03/2011 alle 15:57 #852658
ma non sietepoi proprio mai contenti nèèèèèèèèè se uno vi racconta per filo e per segno la neve e la gita
e in più vi dice anche che ci sono le ballerine, santocielo, cosa volete di più
?
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23/03/2011 alle 15:58 #852659
si si un mito … l’unico che conosco che chiama per nome i suoi sci (Romolo e Remo) vabbè Rosanna che chiama le picche skipper e barbie ma gli sci… bhooo sarà per distinguere il destro dal sinistro??? 


comunque per quanto prolisso sempre chiaro nelle descrizioni e nel rilevare eventuali problemi … complimenti!!
Aspetto la prossima… sta diventando un appuntamento fisso!!



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23/03/2011 alle 17:50 #852662marco_colangelo wrote:
davvero un grande Paoloemme! estrapolo da una sua precedente relazione:
“……Non ho incontrato nessuno (tranne uno skialp mentre salivo, che ho visto dirigersi verso la Nana). Questo mi suggerisce qualche considerazione, inutile per il 99,9 per cento dei lettori pero’ e’ meglio farla per lo 0,1%. Chi ha letto i miei report vede che vado spesso solo pero’ bisogna tenere presente che e’ pericoloso, bisogna avere esperienza, una sciata estremamente prudente, grande attenzione alla scelta del percorso, sapersela cavare con bussola,carta,altimetro e gps, avere l’attrezzatura per bivaccare fuori una notte in caso di emergenza, svegliandosi vivi la mattina dopo, avere la tecnologia per poter entrare in contatto con il Soccorso, perche’ non sempre funzionano i cellulari (consiglio comunque di portare sempre con se’ le sim card di Vodafone, Tim, Wind e 3, costa poco e spesso se non funziona uno puo’ funzionare l’altro). Dico questo perche’ anche in un’area molto frequentata come la Val d’Aosta possono capitare gite in cui non si incontra nessuno……”
Mondiale.
😯 …e un barattolo di peperonata non ce lo mettiamo nello zaino da 90 litri? -
23/03/2011 alle 20:11 #852664
abbiate pazienza…un’altra perla!!! gita di impostazione sciescursionistica, con una lunga percorrenza di strade, sia in discesa, all’inizio, dal Bocchetto sessera sia a risalire dalla Casa del pescatore fino alla fine del bosco dove comincia il costone dell’Asnas, e poi il ritorno… Oggi le piste di fondo non erano battute e la stradina stamattina alle 9,30 era dura e sconnessa, c’erano passati con tutti i mezzi di locomozione immaginabili quindi una sciata non divertente e molto cauta, poi a risalire si va sul versante a sud e c’era neve solo sulla strada, con diversi togli e metti. A 1400 circa si lascia la strada e dopo un brevissimo tratto di bosco si e’ sul costone dell’Asnas, dove si sale comodamente, oggi con bella neve primaverile. Io avevo portato gli sci da escursionismo (Fisher Outbound) con le squame sotto, per non ripellare al ritorno, sci abbastanza stretti, non sciancrati, con l’attacco a tre chiodi Rottefella, che non consentono una discesa con molti virtuosismi pero’ io tanto vado sempre cauto. Non sono salito proprio sulla cima, mi sono fermato prima dell’ultimo diagonale che precede il cocuzzolo, il quale era quasi erboso ormai perche’ aveva slavinato di fondo sia dal lato sud che dal lato nord est (per quello che potevo vedere). Dal mio lato, quello sud, c’era una grossa slavina di fondo e se andavo in cima in discesa o ritornavo in diagonale (cosa non divertente) oppure sarei dovuto poi andare a curvare accanto alla slavina sulla parte di pendio ancora non svalangata e mi sembrava quasi una sfida alla montagna. Fino a dove sono arrivato bella neve e salita senza rischi. Tutto intorno, sui versanti nord, si vedevano vecchie scariche a profusione. Un grande pregio di questa gita e’ la solitudine, a parte due ciaspolari vicino alla Bocchetta non ho incontrato o visto nessuno su tutto il percorso e c’era solo una traccia di due sciatori sulla strada che andava verso l’Asnas, pero’ su tutto il costone zero tracce; invece nel tratto di strada nel bosco, a salire verso l’Asnas, c’erano diverse impronte di lepri e di caprioli. La discesa, alle 12,30-13 (3 ore circa per arrivare dove mi sono fermato io), su neve veramente bella, firn, minuti di assoluto godimento sciistico, fino ai margini del bosco dove la neve si appesantiva (e sono andato per terra a faccia in avanti). La stradina a scendere con parecchio slalom tra i sassi e qualche togli e metti, poi la lunga risalita.
Comunque, per sintetizzare:
Oggi sull’Asnas bella la neve e solitaria la via, dite la vostra gita che io ho detto la mia.
Se dovessi dire la mia direi che di faccia c’è andato giù parecchie volte…
👿 -
24/03/2011 alle 11:26 #852666legolas70 wrote:
gita di impostazione sciescursionistica…………………………….……………………………………..
…………………………………….
Comunque, per sintetizzare:Oggi sull’Asnas bella la neve e solitaria la via, dite la vostra gita che io ho detto la mia.
E meno male che ha sintetizzato!😆 -
24/03/2011 alle 15:25 #852667
Ciao a tutti non scrivo mai sul forum ma lo seguo sempre con molto interesse, questa volta però ho bisogno di una delucidazione. Premetto che non conosco il luogo della gita in questione, ma onestamente qualcuno mi sa spiegare questa relazione? L’ho riletta tre volte e ne ho capito meno di prima!! -
24/03/2011 alle 15:34 #852668inox18/10 wrote:
Ciao a tutti non scrivo mai sul forum ma lo seguo sempre con molto interesse, questa volta però ho bisogno di una delucidazione. Premetto che non conosco il luogo della gita in questione, ma onestamente qualcuno mi sa spiegare questa relazione? L’ho riletta tre volte e ne ho capito meno di prima!!
caro inox18/10 devi “estrapolare”


cmq. questa era bella tosta
😮 speriamo che con il tempo migliori, come il vino
😯 , siamo fiduciosi
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29/03/2011 alle 15:36 #852729
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29/03/2011 alle 19:24 #852734
se continua così… possiamo sperare di stampare un libro …. un grande… 




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06/04/2011 alle 14:13 #852789
la saga continua… evvaiiiii http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=51120 http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=7046 con la citazione della prozia…
un mito senza dubbio… da conoscere!!



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06/04/2011 alle 15:37 #852790
vabbè, è il suo stile a me non dispiace
ma non è mica il solo. avete mai letto i racconti di jacolus?
di questi giorni , ad esempio :
Prima che cada qualcosa di più consistente perche queste slavinette sono così, partono in sordina poi man mano che scendono accumulano neve e diventano enormi,Un po come la bella “aria”della “Calunnia” del Barbiere di Siviglia… -
06/04/2011 alle 19:44 #852792
Addirittura un argomento….! l’ho letto solo ora, disgraziatamente ci vado poco sul forum.
Come direbbe un mio zio (di secondo grado): chi la vuole cotta, chi la vuole cruda.
Mi dispiace per i fan (pochi) e sono contento comunque di dare sollievo ai detrattori (esausti dalle lunghe letture), pero’ per un po’ niente gite, temo fino a Pasqua, causa lavoro.
Ciao a tutti
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07/04/2011 alle 02:48 #852793
Ieri ho poi dato una letta agli interventi sull’argomento ed ho visto che oltre alla voglia di fare battute e’ presente anche una discussione sulla metodologia delle relazioni ed ho pensato che poteva essere utile qualche riflessione in proposito. I principali siti sugli itinerari in montagna si sono venuti specializzando, negli anni, per area geografica, con Gulliver che riguarda soprattutto (anche se ovviamente non in modo esclusivo) le “occidentali”, On ice le “centrali” e Over the top “orientali ed appennini”. Io in questo periodo, che mi auguro lungo, sto frequentando le occidentali per cui il mio sito di riferimento e’ sicuramente Gulliver.
Su Gulliver c’e’ per prima cosa una importante (e crescente) banca dati sugli itinerari, con le “descrizioni”, che sono monitorate da esperti e rappresentano una preziosa fonte di informazioni sugli itinerari per le varie discipline della montagna, che va sostituendo gradualmente i testi scritti sull’argomento.
Poi ci sono le “relazioni”. Su queste ultime ci possono essere varie impostazioni metodologiche. Io mi limito a valutare le relazioni che riguardano gli itinerari Ms o max Bs, avendo un approccio assai piu’ sciescursionistico che non scialpinistico, che esclude quindi tutti gli itinerari che prevedono sia un terreno sopra i 25,30 gradi (25 in inverno e 30 in tarda primavera) che qualsiasi difficolta’ alpinistica.
Le relazioni che leggo su Gulliver si possono a grandi linee suddividere in tre principali tipologie:
1) quelle del tipo bollettino nivo-meteo
2) quelle del tipo intervento sulla radio locale
3) quelle del tipo favola o leggenda.
Esaminiamole:
1) Le relazioni del tipo bollettino nivo-meteo praticamente ripetono quelle informazioni che gia’ sono contenute nel prospetto sintetico. Si puo’ pensare che dire qualcosa sulla situazione della neve possa essere utile ma in realta’ lo e’ poco. Sapere che a fine marzo o primi di aprile, con ancora un forte spessore del manto, nelle ore calde, nei versanti assolati si sprofonda per chi ha un po’ di esperienza e’ ovvio, cosi’ spesso queste brevi relazioni dicono cose scontate. Piu’ utile e’ sicuramente il dato sul portage, che pero’ va riportato non in minuti (troppo soggettivi) ma in metri di dislivello. Le condizioni della neve (primaverile, sfondosa, etc.) sono di solito o ovvie (per uno un po’ esperto) o legate a condizioni troppo contingenti per essere utili anche a un giorno o due di distanza. Piu’ stabile invece e’ l’informazione sul portage.
2) le relazioni del tipo intervento sulla radio locale sono piu’ o meno cosi’: “ciao, sono Lorenzina e chiamo da Frattocchie, saluto zia Pinuccia, la sora Lella e pure il pupo, Armandino, che e’ tanto caro.” Queste relazioni sono molto importanti per “l’effetto comunita’”, importante per un sito come il nostro (Gulliver) pero’ non molto utili. Sono contento che ci siano, come anche quelle del tipo 1), bollettino niveo, pero’ devo dire che non mi sono granche’ utili.
3) Le relazioni strutturate come una favola o una leggenda. In questo caso c’e’ un racconto che fa un po’ rivivere le sensazioni e i pensieri della gita. Un po’ c’e’ del sogno, perche’ la montagna spesso rispetto alla nostra realta’ quotidiana fa vivere esperienze lontane dal quotidiano quasi come lo e’ un sogno, un po’ c’e’ la favola che avvince e un po’ c’e’ la narrazione delle gesta (spesso assai poco eroiche) come in una leggenda. Se si va in gruppo in montagna spesso prevale l’aspetto sociale e si vive la gita nel gruppo pero’ se si va soli c’e’ una piena immersione nel contesto, anche se poi crescono i pericoli in modo esponenziale e veramente bisogna avere esperienza; quando si va soli aumenta l’aspetto sogno, favola, leggenda ed un racconto dovrebbe cercare di esprimerlo. Nei racconti di paoloemme c’e’ anche un teatro di personaggi (l’io narrante, il senso di Paolo per la neve e quello per l’orientamento, Romolo e Remo, e anche soprattutto il piu’ simpatico, il canetto) che interagiscono tra di loro e con l’ambiente pero’ questa e’ solo tecnica narrativa. Ognuno vive poi l’esperienza in montagna con la sua storia, la sua cultura ed e’ bello secondo me leggere il racconto di una gita perche’ te la fa vivere, o rivivere se gia’ la conosci bene, con gli occhi e le parole di un altro. A me capita di dover stare per lavoro delle settimane senza fare gite ed allora apprezzo particolarmente i racconti sulle gite in montagna, pieni di esperienze, di osservazioni, di citazioni, di ricordi, di vita; non li giudico prolissi. Poi ogni gita ha una sua caratteristica dominante, magari il vento o le condizioni particolari della neve, o la luminosita’ o i panorami e quindi ogni racconto puo’ caratterizzarsi. La descrizione della gita di fatto gia’ c’e’ nella descrizione, gli aspetti essenziali sono nel prospetto riassuntivo iniziale; da una relazione mi aspetto che mi descriva i tanti particolari di una gita, poi che mi faccia sognare, avvicendomi come una favola e facendomi immedesimare come una leggenda (e magari se possibile anche un po’ ridere).
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07/04/2011 alle 09:18 #852795
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08/04/2011 alle 06:59 #852803
Se vai per monti cosi tanto quanto scrivi beato te!!!! 342 ore…
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08/04/2011 alle 07:39 #852804
C’e’ chi la vuole cruda (i “ragazzi del coro” del sito, di alcuni degli interventi che precedono) che chiedono SINTESI e al tempo stesso accuratezza, e chi la vuole cotta: i fan, che poi soprattutto sono fan del canetto (a giudicare dai messaggi che mi sono arrivati), un po’ sono fan di Romolo e Remo, un pochino del “senso di Paolo della neve”, mentre lasciano il povero paoloemme a contrastare le critiche dei ragazzi del coro. A proposito del canetto, effettivamente le parole non riescono a descrivere quanto puo’ essere fastidioso mentre uno scende con gli sci, ci vorrebbe un filmato, peccato che io sono troppo imbranato con la tecnologia. E pensare che normalmente e’ serio e disciplinato come un soldatino tedesco; tra l’altro noi gli diamo gli ordini soprattutto in tedesco e lui scatta, salvo poi trasformarsi in un piccolo mostro (TOTALMENTE disobbediente e assetato di cadute, mie) appena comincio la discesa. Per accontentare sia i ragazzi del coro che i fan (del canetto) ho pensato che in futuro la cosa migliore e’ suddividere le relazioni in una parte A (riservata ai ragazzi del coro) ed una parte B (per i fan e la cui lettura e’ vietata ai ragazzi del coro, onde evitare che poi facciano troppo le “comari” sul sito).
La parte A potrebbe essere piu’ o meno cosi’:
“visto slavine: a lastroni
neve parte superiore: crosta portante
neve parte inferiore: primaverile
quota neve: 1700 (basta cosi’ perche’ ai ragazzi del coro piace la sintesi)
Aggiungo ulteriore informazione: a quota 1980, coord.: lat….., long…..
circa 20 mt per 20 mt (400mq) di crosta leggermente non portante alle ore 11,47. (ai ragazzi del coro piace l’accuratezza)
(ai ragazzi del coro piace anche l’effetto comunita’ per cui aggiungo qualche saluto) Un saluto a Liviell, a Legolas, a Giagio, a Pedrito, a P74, un saluto a Inox 18/10, un saluto a Inox 18/10, un saluto a Inox 18/10 (chi ha letto gli inteventi precedenti, in particolare pag.3, sa perche’ saluto Inox 3 volte). Poi una cosa che i ragazzi del coro assolutamente mi devono consentire: Un saluto anche a zia Franchina (che ha 84 anni, vive a Sidney da 70 anni, ha scordato l’italiano e non sa usare il computer): CIAO ZIAA!
Relazione parte B
qui mi posso finalmente scatenare con descrizioni accuratissime dei miei ricordi di infanzia, con citazione dei proverbi di tutto il parentado fino al dodicesimo grado, con i minimi particolari della gita tipo quante arance ho mangiato e via dicendo, con tutte le riflessioni del “senso di Paolo per la neve” e tutte le stranezze di Romolo e Remo e ovviamente tutte le storie del canetto (altrimenti i fan protestano). Con il DIVIETO di lettura ai ragazzi del coro, ovviamente.
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08/04/2011 alle 08:47 #852807
Ti saluto anche io molto volentieri, ma ti confesso che faccio un pò di fatica a capire i tuoi scritti, comunque buone e tante salite da inox18/10 342 ore…
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08/04/2011 alle 10:34 #852808inox18/10 wrote:
Ti saluto anche io molto volentieri, ma ti confesso che faccio un pò di fatica a capire i tuoi scritti, comunque buone e tante salite da inox18/10
342 ore…
però stò 342 ore ce lo spieghi???
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08/04/2011 alle 11:52 #852809
Certo! è solo il titolo del libro di Desmaison, 342 ore sulle Grandes Jorasses, niente altro. -
08/04/2011 alle 16:30 #852812
e cosa c’entra con l’argomento???????????????????????????????????????????????? -
08/04/2011 alle 20:24 #852815inox18/10 wrote:
Certo! è solo il titolo del libro di Desmaison, 342 ore sulle Grandes Jorasses, niente altro.

[img]http://www.makeup-bellezza.com/Salute%20-%20rimedi%20contro%20lo%20stress.jpg [/img] -
09/04/2011 alle 13:19 #852816
Si in effetti non c’entra proprio niente -
12/04/2011 alle 07:16 #852823
Salutaci Romolo e Remo che penso, a volte, si trasformino in Caino ed Abele 😆 -
12/04/2011 alle 13:00 #852831
Caro Paoloemme appartengo alal schiera di lettori che apprezzano il lato b (anche delle donne… )
non sono mai intervenuto sulle discussioni tipo “come dev’essere descritta una gita” ovvero “gulliver non è facebook” ecc ecc perchè mi sembravano sterili nonchè futili.
mi fa piacere che esistano persone come te che capiscono il senso della favola, della laeggenda e della comunità!!
poi, in fondo….
siamo in un paese (ancora per un pò spero) democratico: ma non ti paice la mia relazione?? e vai avanti…. vivi e lascia vivere….
vivete tranquilli e buona montagna a tutti
e Paolo mi raccomando…. continua così!!! hi hi hi!!!!
😆 😆 -
17/04/2011 alle 17:48 #852860
Ho messo un intervento sull’argomento “qualcosa da dire sulla descrizione di una gita” (in “Gulliver”), che verte sul tema dai ciaspolari. Qui sarebbe fuori tema pero’ ormai l’argomento di discussione “paoloemme” e’ diventato piu’ che altro l’ambito del forum in cui abitano paradosso e surreale e l’intervento che segue in fatto di paradosso e surreale fa la sua bella figura, allora ho pensato di riportarlo anche qui. Saluti a tutti (tranne che a Giagio).
“
Ho avuto una “RIVELAZIONE” (diciamo cosi’) sul perche’ esistono i ciaspolari e ve la voglio raccontare, anche se e’ fuori dell’argomento principale, in quanto diversi recenti interventi vertono su questo.
La lettura di quanto segue e’ espressamente VIETATA ai ragazzi del coro (in particolare a Giagio). Dico cosi’ anche se so che i ragazzi del coro assolutamente non rispettano il divieto, per cui rischio comunque di dover poi sopportare settimane di commenti, faccine e disegnetti. (Vabbe’!)
Inoltre, per i suoi contenuti, la lettura dell’intervento che segue e’ fortemente sconsigliata a Inox, perche’ potrebbe causargli degli atroci mal di testa.
Mi ero sempre domandato, fin da ragazzo, perche’ la saggezza divina aveva consentito l’esistenza delle zanzare e della grandine, e da adulto, negli ultimi anni, me lo chiedevo anche per i ciaspolari. PERCHE’? Forse sarebbe piu’ opportuno, invece di tirare in mezzo la saggezza divina parlare di “grande disegno della natura”, in quanto , come dice sempre mia suocera: “puoi scherzare coi ciaspolari ma lascia stare gli altari”. Quindi, qual e’ il ruolo di queste entita’ cosi’ fastidiose e apparentemente cosi’ inutili (zanzare, grandine, ciaspolari) nel grande disegno della natura? Amici biologi mi hanno poi, negli anni, spiegato la funzione delle zanzare nell’Universo, amici meteorologi mi hanno spiegato il perche’ della grandine, ma continuava a risultarmi totalmente incomprensibile il perche’ dei ciaspolari……POI UN GIORNO HO CAPITO, da solo, senza spiegazioni di nessuno (anche perche’ nessuno al mondo era stato mai in grado di spiegare l’utilita’ dei ciaspolari). E lo voglio svelare anche a voi. Trovate questa “RIVELAZIONE” nella mia relazione sulla Forca Rossa (gita con partenza dal Trentino) di fine marzo. Ero in mezzo a nuvolaglia ultra fastidiosa, che impediva la visibilita’, con il senso di nausea che era gia’ arrivato alla grande e non riuscendo proprio a capire se ero fermo o in movimento e non capendo proprio nulla delle ondulazioni del terreno. Una cosa del genere, devo dire anche parecchio peggio, mi era capitata 15 anni fa sul Sirente in Abruzzo, un posto dove a causa della difficolta’ a vedere si e’ persa e poi e’ morta piu’ di una persona (lo zio del cugino di mio cognato, che e’ di quelle parti, ripete sempre: “chi va sul Sirente senza poter vedere niente, poi se ne pente”). Ero proprio in cima e dal versante opposto sono salite delle masse nuvolose che hanno azzerato in un attimo la visibilita’ (gia’ era ridotta) e mi e’ toccato fare 700 metri di dislivello di navigazione guidata da carta e bussola, senza vedere a un metro. Li’ tra l’altro non c’erano proprio tracce, a quei tempi poi non esistevano ancora i ciaspolari (non dite BEI TEMPI) e per scendere a valle c’e’ una sola uscita (Bocchetta di Popoli) di 50 metri, altrimenti si continua a vagare in questa enorme conca circondati da cime e cimette. Con un senso di nausea tremendo, quasi da vomitare, che mi e’ rimasto poi addosso tutto il giorno. Invece sulla Forca Rossa ho trovato una PROVVIDENZIALE traccia di ciaspolari che, bella profonda, faceva un grosso contrasto con la neve, aiutandomi anche a capire le ondulazioni del terreno. GRAZIE CIASPOLARI (sembra incredibile dover ringraziare i ciaspolari!).
Ecco la Rivelazione: nel disegno della natura anche i ciaspolari hanno una ragion d’essere ed e’ quella di non far venire il senso di nausea agli scialpinisti quando c’e’ visibilita’ zero o quasi.
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18/04/2011 alle 11:33 #852865
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22/04/2011 alle 09:30 #852906
Dopo aver visto la foto di Giagio riportata qui sopra ho riflettuto a lungo. Ho pensato a come quello che si puo’ intuire era un baldo giovanotto si sia ridotto ad una larva umana, frequentando Gulliver e, soprattutto, leggendo le relazioni e gli interventi di paoloemme. Ritengo giusto quindi condividere alcune riflessioni ed esperienze sulla “dipendenza da scialpinismo”, con l’intervento che segue. La lettura di questo intervento e’ SEVERAMENTE VIETATA ai ragazzi del coro. Per quanto riguarda Giagio, piu’ che un divieto e’ una preghiera, un’implorazione quasi, di non leggere, perche’ potrebbe distruggere completamente il suo (gia’ gravemente compromesso dalle precedenti letture) equilibrio psicofisico. Inoltre i contenuti dell’intervento che segue sono tali che l’unica raffigurazione possibile della reazione di Giagio sarebbe “L’urlo” di Munchs, la migliore rappresentazione dell’angoscia, disperazione e smarrimento umani. E assolutamente nessuno di noi vuole vedere il povero Giagio ridotto in quello stato.
Ritengo giusto raccontarvi dell’esperienza che ho vissuto in una comunita’ di recupero per scialpinisti, la SEA (si pronuncia all’inglese, “sii”), che starebbe per Sci Escursionisti Anonimi, un’associazione internazionale che si occupa del tentativo di recuperare scialpinisti e sciescursionisti affetti da grave dipendenza. Ha due sedi italiane, una a Rimini e l’altra a La Spezia ed i referenti nel nostro Paese sono uno psicologo (il Dottor De Pigronis) ed un sacerdote (Don Marino). Ho deciso di rivolgermi alla SEA dopo che mia moglie ha minacciato di chiedere il divorzio e quando stavo anche per perdere il lavoro perche’ ero sempre con la testa in montagna, (quando non ci stavo anche con i piedi). La terapia consiste in un soggiorno di quindici giorni a Rimini ed uno a La Spezia, si risiede in Comunita’ e non si possono ricevere visite o parlare con nessuno di fuori. Gli interventi sono diversificati, si comincia la mattina con la sveglia alle tre, e si va nel tunnel delle “Gioie dello scialpinismo”. Li’ c’e’ una macchina step sulla quale si sale (con sulle spalle uno zaino con piombi per un totale di 15 kg). Si va avanti cosi’ per almeno 10 ore, a fare step. Le macchine di step sono in un ambiente refrigerato a -10 gradi, con un tunnel del vento che spara continuamente raffiche. Poi, ogni due ore di frigorifero degli step, c’e’ un’ora di step sotto le lampade (per riprodurre il piacere delle salite primaverili), con temperature di 36-38 gradi. Ogni ora di step c’e’ poi una mezz’ora di interruzione nella quale si entra nelle cabine. In queste cabine vengono riprodotte situazioni tipiche dello scialpinismo (le gioie). In una cabina, rotante, si resta, senza poter vedere niente, fino a quando non si e’ vomitato almeno due volte (serve a riprodurre la sciata nella nebbia). In una cabina viene riprodotta la sensazione di sciata nella colla e nella crosta. In una cabina c’e’ una sostanza chimica (acido fenico) che riproduce l’odore dei calzini nei rifugi. In una cabina viene riprodotto lo sfondamento fino all’ombelico nella neve primaverile, con successivo scavaggio (questo per almeno 25 sprofondamenti); e via dicendo, in tutto ci sono 12 cabine e vi lascio immaginare la funzione di ognuna. Il pranzo e’ una crosta di parmigiano. Per bere passano due ragazze, che offrono tisane, pero’ una parla solo tedesco (per ricreare l’atmosfera dei rifugi alto atesini) ed una solo francese (per il bilinguismo valdostano). Per poter bere una tisana si e’ obbligati a fare almeno 5 minuti di conversazione in francese o in tedesco. Altrimenti non bevi e le ragazze si arrabbiano pure. La notte si dorme nella cabina bivacco, che e’ un frigorifero con temperatura tra i meno 5 e i meno 8 con delle sbarre di legno, sulle quali si dorme, nei sacchi a pelo, in 10 nello spazio dove si starebbe in 2, rigorosamente solo uomini, con una vicinanza umana del tipo respirazione bocca a bocca. Se la notte uno deve fare un bisogno, per uscire dal bivacco e andare al cesso alla turca (puzzolente all’inverosimile), dopo aver scavalcato la massa umana, si passa nel tunnel dell’umidita’ che e’ uno stretto corridoio dove piove a scrosci acqua gelata. La sera, prima del bivacco, ci sono due ore di filmati nei quali fanno vedere l’agonia di persone sepolte da valanga, o corpi che si sfracellano dopo scivolate sul ghiaccio, con le membra che gradualmente, urto dopo urto, si staccano dal tronco con urla aghiaccianti, ed inoltre altre amenita’ varie . Poi ci sono due ore di discussione di gruppo nelle quali ognuno deve raccontare le gite piu’ brutte della sua vita. Poi, per disintossicarsi dalla frequentazione dei siti, tipo Gulliver o Over the top, e’ inoltre previsto che bisogna imparare a memoria, e riferire a tutti in pubblico, almeno un racconto di Jacolus su “La Fioca” e devo dire che tra tutte le esperienze che uno vive in Comunita’ questa e’ proprio la peggiore. Anche perche’ se uno dimentica anche una sola parola del racconto di Jacolus, Don Marino e il Dottor De Pigronis si arrabbiano di brutto. La notte, in bivacco, si rimane solo 4 ore per “dormire” (freddo, scomodita’ e respirazione bocca a bocca permettendo).
Dopo i due turni ognuno di 15 giorni a Rimini e a La Spezia ero disintossicato ed ho vissuto i due anni piu’ belli della mia vita. Con mia moglie ogni week end visitavamo citta’ d’arte, (musei e mostre di pittori a tutto spiano), bei week end lunghi a passeggiare tra i vigneti toscani o lungo le spiagge liguri o adriatiche. A volte, quando pioveva, belli al calduccio a gustarci le gioie della famiglia con lunghi pranzi con mia suocera e i tanti parenti di mia moglie. Per non parlare poi della mia felicita’ nel farmi due settimane di ferie al mare in Sardegna e due sulle spiagge adriatiche.
Poi, per colpa del canetto, ci sono ricaduto. Quel canetto quando vede la neve impazzisce di gioia e allora mi sono detto che non c’era nulla di male a farci una passeggiata sulla neve,che ormai ero in grado di gestirmi, poi sono passato alla passeggiatina in sci, per far giocare il canetto, tanto io ormai mi sentivo forte e definitivamente fuori dal tunnel della dipendenza dallo scialpinismo.
E invece……. adesso eccomi qua, di nuovo in pieno degrado psicofisico da scialpinismo, a frequentare virtualmente persone che ormai non hanno piu’ nulla di umano, scialpinisti cronici all’ultimo stadio tipo flyplom che cominciano a fare gite a meta’ ottobre e vanno avanti fino a meta’ luglio, tutti i sabati, tutte le domeniche, tutte le feste comandate e tutte le ferie.
Ecco, e questo anche per colpa di siti come Gulliver, che se l’Italia era un paese civile erano stati chiusi da un pezzo, con i Nocs che alle tre del mattino si erano calati dagli elicotteri a casa di Giolitti e degli altri redattori, che ora stavano come sarebbe giusto in qualche carcere speciale a scontare una condanna a 30 anni per diffusione e spaccio di scialpinismo.
Pero’ siamo in Italia e le cose vanno cosi’ (ma questa e’ un’altra storia….)
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22/04/2011 alle 11:27 #852910
Mi sa che chi bazzica questo sito/forum è decisamente assuefatto di montagna…. ma va bene così!!! 



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22/04/2011 alle 11:54 #852912
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22/04/2011 alle 19:20 #852927
😯 😮 😆 
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26/04/2011 alle 09:00 #852955
ma che cosa è il canetto? -
26/04/2011 alle 11:43 #852968
Ciao Inox. Il canetto e’ il mio cane (si chiama “canetto”). Ho descritto il suo comportamento in montagna (in particolare durante le discese) nella mia relazione sulla gita alla Muanda, nel biellese, la gita di marzo.
Ciao
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27/04/2011 alle 08:58 #853022

[img]http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/V2-day_dis_onorevoli.jpg [/img] Ti prego, salvaci tu! -
27/04/2011 alle 15:56 #853051
Sono molto contento di vedere questa nuova foto di Giagio, riprodotta qui sopra. Sembra molto piu’ rilassato, anche un po’ ingrassato rispetto alla foto precedente, che lo ritraeva, spossato dalle letture, accasciato sul divano. Pero’ devo dire che la foto in cui e’ riuscito meglio e’ quella di pagina 4, col maglione bianco e, non so perche’, si era messo una parrucca bionda. In quella foto era venuto bene, forse anche perche’ non aveva ancora letto tutti gli interventi di paoloemme sul forum. Comunque il motivo del mio intervento e’ un altro. Mi sono arrivati una dozzina di messaggi privati con richieste di informazioni sulla SEA (Sci Escursionisti Anonimi). E’ un buon segno perche’ significa che ci sono diversi gulliveriani che capiscono che un aiuto professionale li potrebbe far uscire dal tunnel dello scialpinismo. Rispondo a tutti con questo post, senza inviare 12 messaggi diversi. Prima cosa l’indirizzo. Non lo posso dare perche’ prima di entrare in Comunita’ ci si impegna a non fornire questo dato, pero’ facendo una ricerca accurata su google cercano il Dottor De Pigronis o Don Marino, forse si puo’ risalire. I costi, questo e’ un punto dolente, il trattamento completo, cioe’ i due turni a Rimini e a La Spezia costa 4807,45 euro. E’ moltissimo. Del resto la terapia e’ costosa e particolarmente costosa e’ la tecnologia delle cabine, le 12 gioie dello scialpinismo, che riproducono le situazioni tipiche. C’e’ pero’ la possibilita’ di pagare 2.912 euro, con la restante parte a carico del Servizio Sanitario Nazionale. La riduzione e’ possibile nei casi di conclamata semiinfermita’ mentale, e per gli scialpinisti di solito e’ molto semplice ottenerla. Basta presentare per esempio una foto come quella di Giagio riportata qui sopra, con l’espressione un po’ demente, e si avrebbe diritto alla riduzione. Per i telemarkisti poi viene data immediatamente, per diritto. In proposito, mi diceva il Dottor De Pigronis, il Ministero aveva costituito una Commissione consultiva formata dai membri della Commissione nazionale di scialpinismo del Cai (4 componenti) e 4 componenti designati dai Collegi delle Guide. La Commissione consultiva aveva deliberato all’unanimita’, senza tentennamento alcuno e senza nessun dibattito, che chiunque fa telemark puo’ essere considerato semiinfermo di mente (perche’ la pensano cosi’, anche se pubblicamente non lo dicono) e quindi ha diritto alla riduzione. L’unico dubbio espresso dalla Commissione era sul rapporto causa effetto, cioe’ se e’ il telemark a far rincretinire o se sceglie il telemark chi gia’ e’ un po’ cretino. Io ovviamente dissentivo da questa opinione, pero’ non ho polemizzato piu’ di tanto perche’ comunque ho avuto la riduzione a 2.912 invece di 4.807,45. Anche Giagio, con quella sua foto pubblicata qui sopra va tranquillo che ha lo sconto. C’e’ anche una novita’ molto positiva. Mi diceva Don Marino che recentemente hanno ridotto i turni da 15 a 14 giorni ciascuno perche’ hanno scoperto un metodo per accelerare la guarigione. Nelle riunioni serali fanno leggere a turno a tutti, ad alta voce, l’argomento di discussione “Trad climbing e arrampicata tradizionale” su “Gulliver, in salita”. Sembra che i suoi 4 o 500 post abbiano un effetto micidiale sugli scialpinisti. Mi diceva Don Marino che ha visto tanti ricoverati piangere di rabbia, sconforto, disperazione, dopo anche solo 70-80 post e questo ha un effetto eccellente sulla disintossicazione. Sembra che dopo questa tortura della lettura di gruppo gli scialpinisti provino dei conati di vomito appena si va sul sito Gulliver.
Un’ultima cosa. Ho chiesto a don Marino il perche’ di cifre cosi’ particolari per i costi (4.807,45 e 2.912) e mi ha detto che alla SEA nulla e’ causale e che dovevo rifletterci su…..
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27/04/2011 alle 16:09 #853052
4807,45 è abbastanza facile, ma 2912 è proprio dura…. -
27/04/2011 alle 16:23 #853053
Paoloemme in realtà sta lavorando, dopo la sua esperienza SEA, ad un nuovo libro…. “Qualcuno sciò sul nido del cuculo”

[img]http://preview.canstockphoto.com/canstock5978620.png [/img] -
27/04/2011 alle 17:03 #853055
[img]http://images.juniorslayouts.com/picture/1/o/obi_wan_kenobi_star_wars-6192.JPG [/img] Forse solo lui ci potrà salvare dalla piega che ha preso questo forum! Paoloemme occhio al laser!
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27/04/2011 alle 18:02 #853056inox18/10 wrote:
4807,45 è abbastanza facile, ma 2912 è proprio dura….
gran sasso !sei forte paoloemme!
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27/04/2011 alle 18:09 #853057
Mi ha telefonato Don Marino e non l’aveva mai fatto prima. Ho scoperto cosi’ che, di nascosto da tutti, anche lui legge il forum su gulliver. Per farla breve: fa i complimenti a Inox e Mario-mont, bravi! mi diceva anche di farvi sapere che vi siete guadagnati lo sconto a 2912 anche voi, se un giorno, causa mogli o datori di lavoro (o un attacco di saggezza che vi puo’ venire, anche se non lo credo) vorrete iscrivervi alla SEA. -
27/04/2011 alle 20:28 #853059
grrrr grrrrr… arrivo tardi, peccato!!! comunque come sempre ebbbravo Paoloemme, solo che se lo conoscessi … non credo che riusciresti a immaginare Mario Mont nella SEA. Prova ad immaginare qualcosa per ciaspolatori folli e stramaledettamente veloci (va più veloce lui con le ciaspole che io con gli sci … e sto parlando di discesa 😆 😆 😆 ) -
28/04/2011 alle 06:54 #853062
ehmmmmm ci stiamo dimenticando ciaspolatori con ulteriore aggravante di trascinarsi sulle spalle un aggeggio unico fino in punta per poi riporre le ciaspole nello zaino e scendere con l’aggeggio (dicono si chiami tavola ma mai nessuno ha capito dove sta la tovaglia e le posate… bha…) 
secndo me questi hanno diritto ad un ulteriore sconto (voglio andarci gratis!!!!!!)
😆 😆 -
28/04/2011 alle 13:01 #853068paoloemme wrote:
Mi ha telefonato Don Marino e non l’aveva mai fatto prima. Ho scoperto cosi’ che, di nascosto da tutti, anche lui legge il forum su gulliver. Per farla breve: fa i complimenti a Inox e Mario-mont, bravi! mi diceva anche di farvi sapere che vi siete guadagnati lo sconto a 2912 anche voi, se un giorno, causa mogli o datori di lavoro (o un attacco di saggezza che vi puo’ venire, anche se non lo credo) vorrete iscrivervi alla SEA.
paoloemme, a parte il fatto di consigliarti di cambiare sigla, ma se vuoi ti apettiamo a luglio al meeting di
… e porta pure i canetto se vuoiSEA
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28/04/2011 alle 14:50 #853072
Ciao Ajax. Ho fatto presente al Dott. De Pigronis che oltre alla loro Comunita’ Sci Escursionisti Anonimi (SEA, si pronuncia all’inglese ‘sii’), forse esiste un’altra Associazione, da quello che intuisco sempre legata al mondo della montagna, che si chiama SEA. Il Dottor De Pigronis e Don Marino (referenti italiani per la SEA, Sci Escursionisti Anonimi) si scusano moltissimo per l’eventuale equivoco e precisano che loro seguono esclusivamente sciescursionisti e scialpinisti (MS e BS) nel difficile, sofferto percorso di disintossicazione e riabilitazione e non si occupano di nessun altra disciplina della montagna. Mi dicevano inoltre che la sede principale della SEA (Sci Escursionisti Anonimi) e’ alle Maldive e li’, fatte le dovute ricerche, tra le moltissime Associazioni alpinistiche presenti in loco, non ne esistevano altre con un nominativo che potesse generare equivoci. Loro in Italia non si pubblicizzano in alcun modo e quindi l’eventuale equivoco rimane limitato al contesto del forum Gulliver nel quale speriamo che con la tua opportuna segnalazione, e con la presente, si sia chiarito.
A proposito delle Maldive, e’ successo un episodio che genera preoccupazione in tutto il mondo degli appassionati della montagna italiani e al quale ho accennato in un altro intervento nel forum. Data l’importanza della vicenda, mi permetto di riportare qui le due righe nelle quali faccio riferimento alla questione:
“
Con l’occasione voglio anche segnalare una proposta di legge che e’ stata presentata a Male’ (non in trentino ma e’ la capitale delle Isole Maldive). Secondo questa proposta di legge sarebbero condannati a morte tutti i ciaspolari locali scoperti a passeggiare con le ciaspole sugli atolli innevati delle Maldive (non gli stranieri, che potranno continuare a fare escursioni come e quando vogliono negli atolli innevati con le loro ciaspole). La proposta e’ stata presentata da alcuni onorevoli che sono di fatto i portavoce delle organizzazioni maldiviane degli scialpinisti. Io sono fortemente contrario a questa proposta e simpatizzo quindi fortemente con i ciaspolari-martiri delle Maldive.
“
Voglio esprimere tutta la mia solidarieta’ agli amici ciaspolari italiani e soprattutto maldiviani.
Ciao Ajax e un saluto a tutti (tranne che a Giagio).
“
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28/04/2011 alle 18:03 #853076paoloemme wrote:
… e un saluto a tutti (tranne che a Giagio).“

[img]http://risposte.guidaconsumatore.com/wp-content/uploads/pianto-neonato-250×300.jpg [/img] -
04/05/2011 alle 15:05 #853139giagio wrote:

[img]http://www.stockabbigliamentounisex.it/news/wp-content/uploads/uomo-molto-stanco-cerca-lavoro-in-casa-di-riposo.jpg [/img] A na pos pìcapitava anche a me dopo aver letto le relazioni odisseiche di paoloemme
😆 -
04/05/2011 alle 15:07 #853140
Che la logorrea sia con Voi!!!! 😈 -
04/05/2011 alle 16:21 #853141
Vedo che legolas (e anche giagio ovviamente) stanno scalpitando perche’ non vedono l’ora di leggere nuovamente le mie relazioni. SOLO UN PO’ DI PAZIENZA. Fra pochi giorni finisce il mio periodo di lavoro tra Roma, Pescara e Ancona e posso ricominciare a fare qualche gita sulle Occidentali (le Montagne sacre dei gulliveriani). Questo periodo (ormai e’ un mese) non e’ che non ho fatto gite. Porto sempre e comunque in macchina con me tutto l’ambaradan. Ne ho fatte 4 pero’ in zone (Monti della Laga e Parco Nazionale d’Abruzzo) troppo fuori mano per essere d’interesse per i gulliveriani. Avrei relazionato solo per sadismo nei confronti dei ragazzi del coro che, nonostante i divieti, si sarebbero letti le mie chilometriche relazioni (ed in questi casi sarebbero anche state piene zeppe di ricordi d’infanzia oltre che di descrizioni degli usi e costumi di varie specie animali presenti in loco). Un saluto a quasi tutti (ovviamente non a giagio).
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05/05/2011 alle 14:25 #853152
So che i ragazzi del coro sono in uno stato di attesa ormai parossistica per le relazioni sulle gite di paoloemme (soprattutto per sapere cosa combina il canetto). La foto qui sopra di giagio evidenzia la condizione di attesa frenetica che li caratterizza. ANCORA UN PO’ DI PAZIENZA. Pero’ adesso ci sono alcune cose molto SERIE alle quali pensare: chi nel week end ha consultato il sito Gulliver, e in particolare il forum, sa che abbiamo subito un attentato. NON SCHERZO. Sono usciti in tutti gli argomenti di discussione dei messaggi (chiaramente un sabotaggio) contenenti lettere che erano come casette e alberelli, in un alfabeto incomprensibile. Gli Amministratori giustamente li hanno cancellati; pero’, poco dopo, gli strani messaggi sono riapparsi, seguiti da messaggi in un inglese sgrammaticato. Giustamente gli Amministratori li hanno cancellati di nuovo, come avrei fatto anch’io.
Stamattina pero’ ho parlato con Don Marino, che e’ in questi giorni alle Maldive per un raduno internazionale della SEA (Sci Escursionisti Anonimi). Mi ha detto che nel week end i ciaspolari-martiri delle Maldive, perseguitati dalle locali organizzazioni di scialpinisti (addirittura si parla adesso anche di pena di morte), hanno mandato una serie di accorati messaggi ai principali siti mondiali di appassionati di montagna (in Italia Gulliver) con una disperata richiesta di aiuto. Mi diceva Don Marino che i ciaspolari-martiri delle Maldive hanno anche cercato di mandare una traduzione in Inglese del loro appello. Non possiamo dare sicuramente la colpa agli Amministratori, che magari sono nati e cresciuti nel Canavese o in Val di Lanzo, se non conoscono l’alfabeto maldiviano (anch’io non lo conosco), fatto di casette e alberelli, e anche il messaggio in inglese era quasi incomprensibile, pero’ temo che abbiamo dato la “botta finale” ai ciaspolari-martiri delle Maldive, togliendogli ogni speranza di aiuto esterno, cancellando per ben 2 volte quello che non era un sabotaggio ma in realta’ era un grido disperato: AIUTO.
Con l’occasione Don Marino mi ha detto che, se avessi fatto un intervento nel Forum, gli avrei fatto cosa grata se da parte sua ringraziavo sentitamente Cajo e tutti gli altri ragazzi del coro per l’argomento di discussione Dura Lex. E’ utilissimo (secondo Don Marino (?!?)). Lui lo apprezza molto e lo usa come penitenza. Siccome e’ molto goloso ed e’ capace di mangiarsi anche due coppette di gelato da 3 euro l’una, dopo, come penitenza, si legge 3 interventi su Dura Lex (se ha mangiato una coppetta) e addirittura 6 (se ne ha mangiate due) e dice che cosi’ sta a posto con la coscienza.
Mi diceva anche che e’ ancora presto per usarlo nella terapia della SEA (Sci Escursionisti Anonimi) durante i soggiorni a La Spezia e Rimini perche’ al momento i 459 post di “trad climbing” sono insuperabili per generare negli scialpinisti una tremenda repulsione nei confronti del sito Gulliver, pero’ Dura Lex promette molto bene……
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05/05/2011 alle 18:24 #853153
ciao paoloemme. Anch’io come i ragazzi del coro non capisco le tue relazioni, non ci trovo niente a leggerle, ma questa sarà una limitazione mia, secondo me andrebbero bene su lafiocavenmola.
in questo caso sono relazioni, non racconti, hanno un senso se sono utili a chi vuole andarci nei giorni successivi, per vedere che condizioni ci sono in giro, se c’è neve, di che tipo, se c’è da portare gli sci. fin dove si può arrivare con la macchina.. tante volte mancano proprio tutte queste indicazioni.
Però mi sta divertendo un casino questo dibattito!
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05/05/2011 alle 18:52 #853155paoloemme wrote:
Ne ho fatte 4 pero’ in zone (Monti della Laga e Parco Nazionale d’Abruzzo).
Noooooooooooooooooooooooo anche i Monti della Laga noooooooooooooooooooo.Allah o akbar
[img]http://www.milestonemedia.it/editorial/photos/thumb/MILESTONE-ED-00GE0Q [/img] -
05/05/2011 alle 18:59 #853156
Ciao bibi mi permetto di darti un consiglio (proprio da amico). Dovresti prenderti 15 giorni di ferie e leggerti le mie relazioni. Sono una dozzina le relazioni ma penso che i 15 giorni ci vogliano tutti, data la lunghezza delle relazioni. Poi, per completare le vacanze dell’anno, potresti prenderti subito a seguire altri 15 giorni di ferie e leggerti i miei interventi sul forum, soprattutto concentrati in “paoloemme”, sono una decina di interventi ma, data la stazza di ognuno, penso che anche in questo caso ti occuperanno quasi interamente altri 15 giorni di ferie. L’unica cautela e’ di farti assistere quotidianamente da un’equipe con uno psicologo, uno psichiatra e un neurologo. Giagio non si e’ fatto assistere, e la foto che puoi vedere poco sopra (accasciato sul divano) lo dimostra.
Ciao e un saluto a QUASI tutti.
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09/05/2011 alle 18:56 #853183paoloemme wrote:
Ciao bibi
mi permetto di darti un consiglio (proprio da amico). Dovresti prenderti 15 giorni di ferie e leggerti le mie relazioni. Sono una dozzina le relazioni ma penso che i 15 giorni ci vogliano tutti, data la lunghezza delle relazioni. Poi, per completare le vacanze dell’anno, potresti prenderti subito a seguire altri 15 giorni di ferie e leggerti i miei interventi sul forum, soprattutto concentrati in “paoloemme”, sono una decina di interventi ma, data la stazza di ognuno, penso che anche in questo caso ti occuperanno quasi interamente altri 15 giorni di ferie. L’unica cautela e’ di farti assistere quotidianamente da un’equipe con uno psicologo, uno psichiatra e un neurologo. Giagio non si e’ fatto assistere, e la foto che puoi vedere poco sopra (accasciato sul divano) lo dimostra.
Ciao e un saluto a QUASI tutti.
In effetti, Bibi, in 15 giorni potresti farcela…
😆 😈 -
11/05/2011 alle 08:48 #853199
ho trovato un esule in fuga dalle Maldive con il suo gruppo si seguaci CAI (Ciaspolari Antiregime Isolano)…probabile che paoloemme assieme alla SEA di Don Marino abbia organizzato la sua fuga, e gli abbia inserito il chip che ‘migliora’ la prestazione di relazione su gulliver. 8/5/2011 – ste_6962Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
note su accesso stradale :: arrivati in auto al parcheggio della borgata Les Fonts
quota neve m :: 2200
Una bella montagna e una piacevole salita fatta nell’ambito di una riuscita gita sociale del CAI Ligure di Genova. Siamo arrivati sabato 7 a Cervières e pernottato all’ottimo Gite d’Etape di Terre Rouge, dove l’accoglienza ed il trattamento sono stati veramente ottimi ! Domenica 8, fatta colazione di buon mattino ci siamo portati in auto a Les Fonts e partiti verso le 6,40 con una giornata decisamente bella, senza freddo e con una temperatura gradevole. La prima parte del pendio che porta al Clot di Thures era quasi pulito e con poca neve, solo dopo la capanna-ricovero posta a 2250 m. la copertura nevosa era continua. La neve dei primi pendii non era il massimo…infatti era crostosa ma non portante, e spesso nel tracciare si sfondava. Mentre una volta raggiunto il crestone Ovest del Pic Lombard la neve era più consistente, dura e compatta…da qui in poi la salita era decisamente più piacevole e meno faticosa. Siamo saliti tenendoci sul lato sinistro del vallone puntando al ripido pendio del versante NO. Alla base del pendio, ci siamo tolti le ciastre e siamo saliti con picca e ramponi i ripidi pendii, con percorso diretto fino a raggiungere la cima. Davvero piacevole e divertente la salita del versante NO, su neve dura e da ramponi, con pendenza di 40° e il tratto finale leggermente più ripido. Secondo me la risalita del “triangolone” o del pendio con percorso diretto è da considerare OR, mentre la valutazione BR va bene per il percorso più agevole della cresta SO. Oggi, oltre al nostro gruppo erano presenti almeno una ventina di scialpinisti, dei quali almeno dieci erano italiani. Una salita di soddisfazione che ha ripagato decisamente ogni partecipante della scelta fatta ! Noi eravamo in 13 e tutti hanno raggiunto la cima senza problemi e mi hanno ringraziato per l’organizzazione e per la scelta della gita. Per me, essendo direttore di gita, quindi un ulteriore motivo di soddisfazione. Ci siamo trattenuti in cima per 1 ora, e ne valeva la pena, il panorama era vastissimo, assenza di vento e non faceva minimamente freddo. In discesa, in qualche tratto la neve si è allentata per via della temperatura elevata…ma tutto sommato è filata via liscia senza farci faticare più di tanto. Un plauso a tutti i miei compagni di gita…se la sono cavata bene e il gruppo era ben assortito e affiatato !
Questa gita era l’obiettivo di una gita sociale del CAI Ligure di Genova, organizzata dal sottoscritto e da Raffaele M. con 11 partecipanti..e tutti in cima come detto prima ! Ottimo gruppo e ottima la compagnia…non avrei potuto chiedere di meglio oggi ! In serata o domani inserirò anche un bel corredo fotografico della gita fatta…il tempo di fare la scelta delle foto da inserire !
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20/05/2011 alle 09:23 #853362
Ho trovato questa relazione su the top e direi che veramente merita di essere letta Probabilmente non solo i ciaspolari ma anche degli scialpinisti e scialpiniste maldiviani stanno venendo a fare gite sulle Alpi
Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.
Regione: Alto Adige Data: 18/05/2011
Nome: Pippa M. E-mail: [SPAM]
[email protected] Nome gita: Marmolada Rocca Partenza da: Lako del Fedaia
Quota partenza: 2030 Dislivello: 1100
Esposiz. salita: Nord Esposiz. discesa: Nord
Difficoltà: Sciatore medio Manto nevoso: Sconsigliabile
Tipo di neve: Marcia Valutazione gita: Consigliabile
Bibliografia: Valle partenza:
Commento gita: oggi teripile, mattino presto piofeva, caldo, poi schiarita. Messo antizocolo prima di gita ma niente, zoccolo di nuovo, e poi di nuovo ancora. sempre fermare togliere zoccolo e ripartire. estenuata! e poi in discesa, colpa anche mia tecnica no bona, nefe crosta e marcia che gli sci vanno uno di là uno di qua e io giù! peggio sciata mia vita, credo. Per questo ano bsta sci, meglio bici!
Manto nevoso: neve schifosa, ecco tutto
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20/05/2011 alle 10:06 #853365
Dopo pochi minuti da quando ho inserito l’intervento che precede mi sono già arrivati 4 (quattro!) mp da gulliveriani (di sesso maschile) che mi chiedevano la cortesia di interpellare Don Marino o il Dottor De Pigronis perche’, avendo la SEA (Sci Escursionisti Anonimi) la sede principale alle Maldive, chiedessero informazioni dettagliate sulla misteriosa scialpinista Pippa. Rispondo qui a tutti: il Dottor De Pigronis tornera’ alle Maldive tra due o tre mesi e non puo’ essere utile mentre Don Marino attualmente e’ li’ e lui conosce tutti e potrebbe raccogliere tutte le informazioni richieste pero’ ho un grosso scrupolo a parlargliene perche’ nella relazione pubblicata da Pippa su the top c’e’ anche un esplicito riferimento a pratiche sessuali estreme che potrebbero scandalizzare Don Marino.
Con l’occasione mando i miei saluti a tutti i gulliveriani (e’ ovvio tranne a giagio).
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07/06/2011 alle 04:40 #853572
Le vicende delle vita impongono a volte di modificare i programmi. Mi ero trasferito da Roma a Milano (sbarco in Lombardia) con l’idea di una lunga permanenza (diversi anni), il che mi avrebbe consentito un’assidua frequentazione delle Alpi occidentali. Sono intervenute pero’ delle novita’ di lavoro per cui a breve mi dovro’ trasferire in una citta’ abbastanza piu’ a est, il che rendera’ praticamente impossibile la mia prevista sistematica attivita’ escursionistica, sciescursionistica e di facile scialpinismo sulle Occidentali. Tra l’altro gia’ questa stagione scialpinistica mi e’ stata pregiudicata nell’ultima fase (da meta’ aprile in poi) da impegni di lavoro soprattutto all’estero che mi hanno impedito di fare gite. Il fatto di non frequentare piu’ le Occidentali implica che viene meno la mia collaborazione con le relazioni a questo veramente bel sito che e’ Gulliver. Se frequentero’ assiduamente le Orientali (e come sempre gli Appennini) diventa naturale relazionare sui siti che hanno come vocazione quell’ area geografica. Questo perche’ direi che ormai la scena dei siti di montagna italiani si e’ segmentata per aree geografiche con Gulliver per le Occidentali, On-ice per le Centrali e Over the top per Orientali ed Appennini. Non essendo poi io un professionista della montagna, di fatto se vengono meno le relazioni, di conseguenza viene meno anche l’opportunita’ di intervenire anche sul forum. Mi dispiace di non frequentare piu’ le Occidentali, mi dispiace anche molto di non poter fare piu’ relazioni su Gulliver e anche di non fare piu’ in futuro interventi sul Forum. Erano diventate quasi un appuntamento certe simpatiche polemiche, a volte anche simpaticissime. Un anno fa avevo tra l’altro anche fatto una mega scorta di manuali di scialpinismo e di cartine geografiche che coprivano quasi tutte le Occidentali, andando alla fornitissima libreria sotto i portici a Torino (ritengo sia la piu’ completa in Italia per la montagna), e a Chamonix per le piantine e le guide di scialpinismo francesi e svizzere. Utilizzero’ comunque questo materiale quando andro’ sulle Occidentali qualche volta per una settimana di vacanza, come ho sempre fatto anche in passato. Per quanto riguarda i miei interventi sul forum capisco che a volte uno spiccato senso del paradosso e del surreale possa creare un minimo di sconcerto a chi non e’ un assiduo frequentatore sia del Forum che delle relazioni, perche’ per cogliere bene tutte le sfumature degli interventi “paradossali” e’ necessario aver seguito gli sviluppi dei dibattiti sul Forum ed essersi letti tante relazioni. Ci sono parecchie persone (a cominciare da me) che si leggono tutte le relazioni di scialpinismo (io tutte le Ms e quasi tutte le Bs) e seguono sistematicamente i principali thread. Per capire certe battute e certi interventi questa sistematicita’ di presenza sul sito diventa indispensabile. Penso ad esempio ad un intervento di Legolas su questo thread quando diceva “Che la logorrea sia con voi”. Chi frequenta il sito con sistematicita’ e si legge quasi tutte le relazioni di scialpinismo apprezza in particolare una battuta come questa perche’ sa che Legolas in questo modo non solo sta commentando la lunghezza degli interventi di paoloemme ma, e qui sta la maggior finezza della battuta, dando al tempo stesso una stoccatina ad una simpatica gulliveriana (che io ho avuto anche la fortuna di incontrare in gita) che usa spesso delle espressioni parecchio New Age. Pero’ queste finezze si capiscono solo se si e’ dei totali habitues del sito. Altrimenti certi interventi possono apparire banali (quando in realta’ sono acuti) o forse addirittura “deliranti”. Anche se in futuro non potendo piu’ fare gite sulle Occidentali non relazionero’ piu’ su Gulliver e quindi credo che si diraderanno i miei interventi sul forum, rimarro’ comunque un assiduo lettore di Gulliver, un sito eccellente, per il quale mi permetto in questa occasione di fare i miei piu’ sentiti complimenti agli ideatori e agli amministratori. Colgo l’occasione per un saluto, questa volta proprio a tutti, e in particolare al dottor De Pigronis e a Don Marino. -
07/06/2011 alle 06:19 #853573

[img]http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/157957_175517169129026_7146964_n.jpg [/img] Buon proseguimento! Ci mancheranno le tue logorroiche, prolisse ma puntuali e precise relazioni! -
07/06/2011 alle 07:20 #853574
….e senza canetto come faccio da oggi in poi??? -
13/06/2011 alle 07:34 #853593
ragazzi, ragazzi… l’ultima volta che ho preso un po ‘ in giro un ” trekker/poeta sensibile”, questo mi ha mandato un messaggio personale con tanto di malocchio… se nn ve lo ricordate leggete relazione del musiné di un certo, tony40 se non ricordo male!!! il mio post è solo per dirvi che come al solito la cosa migliore sarebbe la mezza misura… ma si sa, il mondo è bello xkè vario. c’è chi è troppo sintetico… c’è chi ha un dosatore di LSD naturale nel cervello e vede fatine ed elfi in mezzo ai larici… c’è chi ha tempo da perdere e tanta sensibilità che racconta la forma delle nuvole che ha visto e chi ancora che si gioca al lotto il numero di fischi delle marmotte che ha udito!!!
personalmente non amo nè le relazioni troppo lunghe ma nemmeno quelle troppo sintetiche… ma fattostà che ne vedremo delle belle… purtroppo anche nell’arrampicata, visto la nuova moda di nn dare solo il nome ad una via, ma ad ogni tiro!!! viviamo in un mondo in cui bisogna x forza colpire gli altri e soprattutto se stessi x non credersi banali… se diventa famosa britney spears lo può diventare chiunque… magari scrivendo relazioni lunghe e prolisse!!! buone gite a tutti!!!
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13/06/2011 alle 07:41 #853594radagast wrote:
tony40 se non ricordo male!!!…
era il mitico, inarrivabile, ottuso e permaloso Tony 64. -
11/07/2011 alle 08:45 #853913
Scusate se riapro questo topic, ma dopo avere letto il racconto di “solyaris” sulla sua salita al Castore ( ) non ho saputo resistere. Il povero paoloemme, al confronto, era un dilettante ed inoltre scriveva sicuramente meglio ed era molto ma molto più gradevole da leggere. Non ho parole, semplicemente demenziale!!!http://www.gulliver.it/index.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&id_gita=4029 -
11/07/2011 alle 09:22 #853914
Per favore fermatelo!!! Giolitti!!!!!!!!!!!!! 
😯 
😯 
😯 Questo ha scambiato Gulliver per il suo Blog personale!
😯 -
11/07/2011 alle 13:19 #853920
“Non prendete la minestra ma la pasta” 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 Un vero mito!
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11/07/2011 alle 13:41 #853921
😯 😯 😯 😯 😯 -
11/07/2011 alle 14:37 #853922giagio wrote:
“Non prendete la minestra ma la pasta”
😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 Un vero mito!
A me era piaciuta la minestra!

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11/07/2011 alle 15:12 #853923
sarà un rappresentante della Barilla??? 😆 😆 😆 😆 😆 😆 -
13/07/2011 alle 11:41 #853949
cito da gianmario55, pochi post prima di questo: “Il povero paoloemme, al confronto, era un dilettante ed inoltre scriveva sicuramente meglio ed era molto ma molto più gradevole da leggere”.
Di fronte all’utilizzo degli imperfetti (era,scriveva,era) ed alla frase “il povero paoloemme” oltre:
1) a mettere l’indice ed il mignolo della mano destra ben dritti, piegando al tempo stesso le altre dita (classico gesto delle corna)
2) toccamenti vari in parti del corpo che non vi sto a dire
3) scongiuri vari
ritengo anche opportuno precisare (per i pochi fan del canetto) che io sono vivo e vegeto e godo di ottima salute. Tra l’altro ho fatto pochi giorni fa delle analisi complete e risulta tutto perfettamente a norma tranne le emoglobine (come capita a chi va spesso in montagna)!
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14/07/2011 alle 07:26 #853966
Ho usato l’imperfetto perché dal tuo ultimo post ho capito che non avresti più inserito relazioni su Gulliver. “povero paoloemme” perché le tue relazioni sono state molto criticate: anch’io le ritengo eccessivamente prolisse, ma comunque abbastanza gradevoli e ben scritte. Quella di “solyaris” invece, e lo ribadisco, è semplicemente demenziale!!
Che la salute sia con te.
Gian Mario
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15/07/2011 alle 12:43 #853988
Scusate se mi intrometto ma cosa cavolo è il white-out sulla cresta del Castore? -
18/07/2011 alle 19:27 #854034inox18/10 wrote:
Scusate se mi intrometto ma cosa cavolo è il white-out sulla cresta del Castore?
sarà quando il bianco confonde la vista? cielo e terra si confondono…? Mi sembra sia una cosa del genere. A meno che non si riferisca ad un film che ha white-out come parte del titolo
😮 -
04/11/2011 alle 14:20 #855397
….chissà come stà il mitico canetto??? -
27/02/2012 alle 21:14 #857364
signor paoloemme mi dia notizie del mitico canetto!!!! come stà? -
28/02/2012 alle 12:18 #857372
Ciao Inox Il canetto sta benissimo. E’ sicuramente piu’ furbo di me ed infatti domenica ha pensato bene di non venire a fare l’escursione con me ed e’ rimasto a casa a dormicchiare Si e’ rifiutato di venire perché si era letto molto attentamente le relazioni dei giorni scorsi su Gulliver ed aveva capito che avrei trovato una megacrosta
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28/02/2012 alle 16:00 #857379
ma adesso ci assale un dubbio e i mitici Romolo e Remo? quante volte hanno bisticciato tra loro quest’anno? vogliamo sapere, vogliamo capire




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28/02/2012 alle 16:18 #857380
Ciao Bilalk Quest’anno Romolo e Remo stanno esprimendo a pieno le loro personalità.
Tra l’altro siamo rimasti bloccati una settimana in un paese abruzzese per la troppa neve. Gli spazzaneve non ce la facevano a pulire le strade e siamo rimasti una settimana isolati. Facendo di necessita’ virtù io, Romolo e Remo siamo partiti ogni giorno direttamente dalla porta di casa per gironzolare sulle cime intorno. E’ facile immaginarsi la gioia di Romolo e Remo tenendo conto della quantità di neve, polverosa per tutto il periodo per le basse temperature. Io un po’ meno contento, dovendo ogni giorno tracciare. Per il canetto invece niente divertimento in quanto c’era troppa neve nella quale sprofondava e che gli si ghiacciava immediatamente addosso. Anche i lupi, di solito sempre presenti li’ intorno, avevano ritenuto di andare a quote piu’ basse e infatti non ne ho mai incontrato le tracce.
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28/02/2012 alle 16:59 #857381
caspita stare bloccati una settimana dalla neve
l’ho sempre sognato

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28/02/2012 alle 18:33 #857385
Ciao Anna Effettivamente c’era tanta neve. In quei paesini ci sono abituati ad avere tanta neve pero’ oltre un metro e mezzo in un paio di giorni di nevicate e’ tanto anche per loro. Quest’anno poi il problema e’ stato che e’ nevicato tanto ovunque in Italia centrale per cui le frese mangianeve servivano soprattutto nelle zone piu’ abitate, come Avezzano e Sulmona, fino alle coste adriatiche e tirreniche. Per cui nei paesini di montagna per diversi giorni c’erano solo gli spartineve, che riescono a spostare la neve e non a toglierla completamente di torno, e le strade inevitabilmente sono rimaste bloccate. Li’ comunque, en cas de neige, non si fanno prendere dallo sconforto, hanno sempre delle scorte sia di cibo che di legna e pure gli anziani accettano l’isolamento con serenita’. Le mie giornate erano divise tra lo spalare la neve in paese e le gite in montagna. Ero nella zona di Pescasseroli e ci sono diverse cime sui 1800-2000 che riuscivo a raggiungere partendo con gli sci da casa. Il canetto non ha potuto usufruire dell’occasione perche’ con la troppa neve arrancava, costretto a procedere a balzi, con i ghiaccioli dovunque, per cui non l’ho mai potuto portare in gita con me, troppo alto il rischio di collasso o congelamento. Lui di solito, in altre occasioni, quando esco per gite con gli sci si mette davanti alla porta con l’atteggiamento: “o vengo anch’io o dovrai passare sul mio cadavere”, pero’ in quest’occasione era molto meno determinato e mi osservava mentre mi preparavo standosene bello bello sul tappeto vicino alla stufa. Mi sa che anche lui conosce il proverbio marchigiano che dice “lo troppo e’ come lo poco”. Fortuna che Romolo e Remo non lo conoscono altrimenti si defilavano pure loro e mi toccava fare le gite con le ciaspole!!!
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02/03/2012 alle 20:07 #857425
Ueeeeeeeeeeeeeeeeeee Paoloemme 😆 😆 😆 😆 Per il canetto fagli 4 ciaspole per salire ed uno snowboard per scendere
😆 😆 😆 😆 -
18/06/2012 alle 21:42 #858511
L’ORSO Sono rientrato a casa da un’oretta, ho acceso il camino e la coperta termica; si’, proprio cosi’, nonostante il caldo africano di questi giorni, la sera nel paesino di montagna dove sto, in una casetta medievale, fa fresco e un po’ di calore ci sta bene. Ho mangiato un piatto di pasta e dato da mangiare al canetto ed adesso, con il camino acceso qui vicino, e il canetto che dorme in un angolo, vi racconto un’avventura.
In questi giorni sto in un paesino del Parco nazionale d’Abruzzo. Appena posso vengo qui, quando capita che posso per qualche giorno lavorare da casa, con il computer, libri e cellulari. Oggi tutta la giornata a casa, a lavorare, poi nel tardo pomeriggio, finalmente libero, sono andato a farmi un’escursione in montagna insieme al canetto. Per chi non lo sapesse, il canetto e’ uno schnauzer gigante nero di 6 anni, pesa sui 45 kg e quando si alza e’ piu’ o meno come me che sono 1,80.
Lasciata la strada asfaltata, per arrivare a dove comincia la gita circa 40 minuti con la jeep su carrarecce, tra monti e boschi, con il canetto che trotterella davanti alla macchina. Fermo la jeep che si sono fatte le 18.
La gita dura circa 3 ore per cui alle 21 conto di stare alla macchina, quando qui e’ quasi buio, ma ancora c’e’ un po’ di visibilita’.
Verso le 19,30 arrivo sulla cimetta che e’ la meta dell’escursione e, dopo un quarto d’ora passato a guardare il panorama intorno, mi decido a scendere. Sto in una zona tra le piu’ selvagge del Parco nazionale d’Abruzzo. Il sentiero che faccio a salire e scendere sara’ percorso forse da un paio di gruppetti di escursionisti al mese, non di piu’. A perdita d’occhio non si vede una casa, solo monti e boschi.
Il canetto rimane sempre vicino a me, non si allontana di piu’ di 4-5 metri. Non vede mai gli animali selvatici, sono sempre io il primo a vederli. Mentre scendo vedo un bel cervo maschio, con il palco gia’ formato, a una cinquantina di metri da me. Poco dopo vedo due femmine, mi hanno sentito e subito si vanno a rifugiare nel bosco.
Il sentiero ora passa in mezzo a un fosso tra due ripidi pendii di bosco fitto. Il canetto cammina proprio accanto a me. Appena fatta una curva del sentiero, vedo a una ventina di metri da me, sul sentiero, una sagoma scura, marrone, imponente: UN ORSO.
E’ tutto intento a mangiare l’erba su uno dei due pendii che fiancheggiano il fosso dove passa il sentiero, ci volge le spalle, NON CI HA VISTO.
Mi blocco immediatamente, fermo anche il respiro, mi accorgo che anche il canetto si e’ reso conto della presenza dell’orso e si e’ immobilizzato anche lui, teso.
Senza starci a pensare su, mi giro facendo attenzione a non fare il minimo rumore e quatto quatto (ma assai spedito), torno sui miei passi, risalendo il sentiero e girando la curva in modo da essere il prima possibile fuori dalla visuale dell’orso.
CONTINUA
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18/06/2012 alle 22:11 #858513
PROSEGUE DAL POST PRECEDENTE Il canetto non ha mostrato nessuna voglia di manifestarsi all’orso. Anche lui si e’ girato senza il minimo rumore, coda bassa, e anche lui quatto quatto, accanto a me, un pochino tremebondo, ha risalito il sentiero, spedito ma anche con grande cautela per non farsi sentire. Lui di solito se incontriamo qualche escursionista (cosa che accade meno di una gita su 10, dato che frequentiamo sempre i posti piu’ selvaggi) fa proprio il bullo, gli abbaia con la coda bella dritta e una postura minacciosa. Poi io lo sgrido e allora smette. In questa occasione e’ invece tutto teso a mimetizzarsi. Mentre risaliamo il sentiero ogni tanto mi osserva con fare interrogativo.
Per quel che mi riguarda, intanto: non mi batte forte il cuore e non sudo freddo. Penso solo a scappare (cautamente).
Fatti una ventina di metri in “ritirata” e usciti fuori dalla visuale dell’orso, dietro la curva, mi fermo a riflettere. E il canetto si ferma accanto a me e si guarda tutto intorno, chiaramente sta pensando a possibili vie di fuga.
L’orso non ci ha ne’ visti ne’ sentiti, sta continuando a mangiare. Penso questo non perche’ mi sia mai girato indietro a guardare durante la “ritirata” ma perche’ non ho sentito ne’ sento il minimo rumore. Deduco quindi che e’ ancora fermo li’. Ora comunque non sono piu’ in grado di vederlo.
Che dobbiamo fare? Sono le 20,30. Proseguendo sul sentiero, dove c’e’ l’orso, in meno di mezz’ora sarei alla macchina. Se torniamo indietro risalendo il sentiero e allontanandoci dall’orso, fra mezz’ora sara’ buio, anche prima perche’ il sentiero passa nei boschi. Dovremmo poi svalicare, al buio, e per raggiungere la prima strada asfaltata o il primo paese ci vogliono almeno 5 ore di cammino. Tra l’altro di notte nei boschi del Parco nazionale circolano gli animali selvatici che il giorno restano rintanati e potremmo incontrare altri orsi o lupi o gruppi di cinghiali, senza poterli vedere se non all’ultimo momento. Ho la frontale e una torcia manuale pero’ la prospettiva di 5 ore di cammino al buio nei boschi non mi attira proprio.
Decido di far sentire all’orso la mia presenza, sperando che si allontani. Allora tossisco con forza, non voglio urlare per non innervosirlo, vorrei che sentisse che ci siamo ma non rappresentiamo per lui una minaccia, cosi’ spero che si allontani, senza volerci minacciare a sua volta.
Appena tossisco il canetto ritrova tutto il suo coraggio, petto in fuori, coda dritta e incomincia ad abbaiare. Io tossisco di nuovo e il canetto abbaia di nuovo.
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18/06/2012 alle 22:36 #858514
PROSEGUE DAL POST PRECEDENTE Ora e’ la prova della verita’. Se l’orso e’ irritato e vuole minacciarci, da un momento all’altro lo vedro’ spuntare dietro la curva. Sono molto preoccupato. In questo sentiero ci sono solo due possibilita’, o si va avanti o indietro, i fianchi del fosso sono troppo ripidi e fitti di bosco per pensare ad alternative.
Tossisco ancora, e il canetto abbaia. L’orso non si vede arrivare. A questo punto cerco di farmi coraggio e, legato il canetto al guinzaglio, mi faccio nuovamente avanti sul sentiero, verso la curva dietro la quale c’e’ l’orso. Ho legato il canetto perche’ quello e’ capacissimo, ora che ha ripreso coraggio, di andare contro l’orso, se l’orso fosse ancora dietro la curva, minacciarlo, provocarlo, e poi quando quello si infuria e lo insegue, il canetto verrebbe a rifugiarsi dietro le mie gambe, lasciando me in prima linea a fronteggiare l’orso.
Mi avvicino alla curva. Ora il cuore batte forte. Eccomi a superare la curva, si apre la visuale: l’orso non c’e’ piu. Un mega sospirone di sollievo. Il canetto, vista l’assenza dell’orso, raddrizza ancora di piu’ la coda e si sente proprio un leoncino.
Continuo a scendere piano piano sul sentiero. In quel momento sento a pochi metri da me, 5-6 metri, non di piu’, sul pendio sopra il sentiero, proprio sopra di me, lo spezzarsi di rami. L’ORSO E’ LI’. E’ sopra di me, a pochi metri, nel bosco fitto. Il cuore ricomincia a battere. Anche il canetto riabbassa la coda e sgonfia il petto.
Guardando nella direzione da dove era provenuto il rumore, dove era l’orso, piano piano, proseguo nello scendere il sentiero, cercando di allontanarmi dall’orso, con il timore che lui, sentendosi minacciato essendo cosi’ vicini, da un momento all’altro possa gettarsi fuori dai rami e balzare verso di me.
Passo dopo passo, mi sto allontanando, il respiro riprende un po’ piu’ normale, il canetto sempre circospetto, anche lui guarda verso il bosco dove e’ l’orso. Siccome la scalogna arriva sempre quando non dovrebbe, mi si slaccia uno degli scarponi, cosa che non accade mai. Che faccio adesso, se mi chino a riallacciarlo l’orso puo’ interpretare il fatto che mi abbasso come un segnale di debolezza e essere indotto ad attaccare. Decido che e’ meglio se mi tengo il laccio slacciato e,rischiando di inciampare ad ogni passo, proseguo nel circospetto allontanamento dall’orso. Non gli devo assolutamente far credere che sto scappando perche’ anche questo lo potrebbe indurre ad attaccare. Passo dopo passo, un metro, due, cinque, l’orso e’ li’ immobile, non sento nessun rumore, mi sto allontanando… .dieci metri, dodici, E’ FATTA. Mi chino ad allacciare lo scarpone. Riprendo ad allontanarmi, ora un po’ piu’ velocemente, senza pero’ mai dare le spalle all’orso. Venti metri, venticinque. E’ ANDATA.
Alle 9 sto alla macchina, 40 minuti di jeep con il canetto che trotterella davanti a me e poi la strada asfaltata e a casa.
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19/06/2012 alle 12:14 #858519
Sei un mito Paolemme!!!! Sei tornato!! Una domanda anzi due: ma quanto scrivi? e il canetto come stà? Saluti da Freney1961
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20/06/2012 alle 15:26 #858541
Tranquillo Paoloemme era questo!
[img]http://blog.ilmatemagico.com/images-ilblogsonoio-2/casey-anderson-moglie-brutus-orso-grizzly.jpg [/img] -
20/06/2012 alle 16:13 #858542
ma quello nella foto è Paoloemme??? e quella di fianco chi è??? il caneto??? 😆 😆 😆 😆 -
10/04/2013 alle 18:51 #862195
Vi racconto l’ultima del canetto. Ormai ha quasi 7 anni, ed e’ un esperto sci-canescursionista.
Oggi gita in Abruzzo, con due amici e il canetto. Zona di Roccaraso-Scanno.
Bella giornata, neve discreta, abbiamo fatto una traversata.
Ad un certo punto ci siamo divisi ed un amico e’ andato da una parte e io, l’altro amico ed il canetto abbiamo fatto un giro leggermente diverso.
L’amico che era con me, che e’ del posto, ha insistito per fare un percorso a suo avviso sicurissimo, per raggiungere un valico a circa 1900. E gli sventurati (io e il canetto) lo seguirono.
In realta’, da veri giuggioloni, ci siamo trovati a percorrere un mezza costa sotto imponenti cornici, alle tre e mezza del pomeriggio. Abbiamo superato diversi residui di valanghe e un 20 secondi dopo che siamo passati in un punto e’ caduta li’ una slavina, provocata dal parziale distacco di una cornice. Un’altra l’avevamo sentita e vista poco prima.
Il canetto arrancava in mezzo ai residui di valanghe, con blocchi alti 3-4 metri. Anche noi procedevamo con difficoltà. Tra l’altro le valanghe cadute rappresentavano solo una frazione delle imponenti cornici che ancora sovrastavano il percorso, rendendolo molto pericoloso.
So quello che state pensando: meritiamo un attestato di cog….ni. E’ proprio cosi’, non ci sono giustificazioni. Vatti a fidare degli amici. E comunque anch’io vedendo la situazione, evidente, dovevo subito imporre anche all’amico la decisione di fare un altro percorso, anche se sarebbe stato di diverse ore piu’ lungo e meno interessante sciisticamente. Sono stato uno scemo a fare la roulette russa.
Il canetto, obbediente e disciplinato come sempre, durante le salite ( per poi scatenarsi in discesa) procedeva ligio, anche se sprofondando continuamente nei residui di valanga. Finalmente abbiamo individuato un punto con minori cornici e siamo saliti, svalicando.
Appena abbiamo svalicato il canetto ha incominciato una danza di grande gioia, saltandomi addosso e rotolandosi sul terreno, come se avesse capito lo scampato pericolo, come se avesse un’idea del rischio rappresentato dalle cornici.
Mi sa che la prossima volta e’ meglio se la gita la conduce lui.
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10/04/2013 alle 19:48 #862196paoloemme wrote:
Vi racconto l’ultima del canetto.
Ormai ha quasi 7 anni, ed e’ un esperto sci-canescursionista.
Oggi gita in Abruzzo, con due amici e il canetto. Zona di Roccaraso-Scanno.
Bella giornata, neve discreta, abbiamo fatto una traversata.
Ad un certo punto ci siamo divisi ed un amico e’ andato da una parte e io, l’altro amico ed il canetto abbiamo fatto un giro leggermente diverso.
L’amico che era con me, che e’ del posto, ha insistito per fare un percorso a suo avviso sicurissimo, per raggiungere un valico a circa 1900. E gli sventurati (io e il canetto) lo seguirono.
In realta’, da veri giuggioloni, ci siamo trovati a percorrere un mezza costa sotto imponenti cornici, alle tre e mezza del pomeriggio. Abbiamo superato diversi residui di valanghe e un 20 secondi dopo che siamo passati in un punto e’ caduta li’ una slavina, provocata dal parziale distacco di una cornice. Un’altra l’avevamo sentita e vista poco prima.
Il canetto arrancava in mezzo ai residui di valanghe, con blocchi alti 3-4 metri. Anche noi procedevamo con difficoltà. Tra l’altro le valanghe cadute rappresentavano solo una frazione delle imponenti cornici che ancora sovrastavano il percorso, rendendolo molto pericoloso.
So quello che state pensando: meritiamo un attestato di cog….ni. E’ proprio cosi’, non ci sono giustificazioni. Vatti a fidare degli amici. E comunque anch’io vedendo la situazione, evidente, dovevo subito imporre anche all’amico la decisione di fare un altro percorso, anche se sarebbe stato di diverse ore piu’ lungo e meno interessante sciisticamente. Sono stato uno scemo a fare la roulette russa.
Il canetto, obbediente e disciplinato come sempre, durante le salite ( per poi scatenarsi in discesa) procedeva ligio, anche se sprofondando continuamente nei residui di valanga. Finalmente abbiamo individuato un punto con minori cornici e siamo saliti, svalicando.
Appena abbiamo svalicato il canetto ha incominciato una danza di grande gioia, saltandomi addosso e rotolandosi sul terreno, come se avesse capito lo scampato pericolo, come se avesse un’idea del rischio rappresentato dalle cornici.
Mi sa che la prossima volta e’ meglio se la gita la conduce lui.
canetto al colle!!!!!………..
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11/04/2013 alle 06:21 #862197
E’ tornato Paoloemme!!!! e anche il canetto!!! Ma adesso sarà un cagnone??
Paoloemme dai ancora scrivici qualcosa….!!!
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11/04/2013 alle 10:03 #862200
bentornato a Paoloemme ed al suo canetto!!! 

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15/04/2013 alle 18:42 #862227pedrito wrote:
cappero
😮 era partito bene con la storia del piazzale… poi è partito per la tangente
😯 cmq. secondo me sta migliorando: più conciso meno licenze poetiche

bisogna dargli credito

di sicuro un fatto:
è un mito!!!
Io pensavo già che le mie relazione fossero pallose….

ma lui supera di gran lunga lo storico Tony64 (se ben ricordo….)
magari e´tony camuffato… -
15/04/2013 alle 19:01 #862228paoloemme wrote:
C’e’ chi la vuole cruda (i “ragazzi del coro” del sito, di alcuni degli interventi che precedono) che chiedono SINTESI e al tempo stesso accuratezza, e chi la vuole cotta: i fan, che poi soprattutto sono fan del canetto (a giudicare dai messaggi che mi sono arrivati), un po’ sono fan di Romolo e Remo, un pochino del “senso di Paolo della neve”, mentre lasciano il povero paoloemme a contrastare le critiche dei ragazzi del coro. A proposito del canetto, effettivamente le parole non riescono a descrivere quanto puo’ essere fastidioso mentre uno scende con gli sci, ci vorrebbe un filmato, peccato che io sono troppo imbranato con la tecnologia. E pensare che normalmente e’ serio e disciplinato come un soldatino tedesco; tra l’altro noi gli diamo gli ordini soprattutto in tedesco e lui scatta, salvo poi trasformarsi in un piccolo mostro (TOTALMENTE disobbediente e assetato di cadute, mie) appena comincio la discesa.
Per accontentare sia i ragazzi del coro che i fan (del canetto) ho pensato che in futuro la cosa migliore e’ suddividere le relazioni in una parte A (riservata ai ragazzi del coro) ed una parte B (per i fan e la cui lettura e’ vietata ai ragazzi del coro, onde evitare che poi facciano troppo le “comari” sul sito).
La parte A potrebbe essere piu’ o meno cosi’:
“visto slavine: a lastroni
neve parte superiore: crosta portante
neve parte inferiore: primaverile
quota neve: 1700 (basta cosi’ perche’ ai ragazzi del coro piace la sintesi)
Aggiungo ulteriore informazione: a quota 1980, coord.: lat….., long…..
circa 20 mt per 20 mt (400mq) di crosta leggermente non portante alle ore 11,47. (ai ragazzi del coro piace l’accuratezza)
(ai ragazzi del coro piace anche l’effetto comunita’ per cui aggiungo qualche saluto) Un saluto a Liviell, a Legolas, a Giagio, a Pedrito, a P74, un saluto a Inox 18/10, un saluto a Inox 18/10, un saluto a Inox 18/10 (chi ha letto gli inteventi precedenti, in particolare pag.3, sa perche’ saluto Inox 3 volte). Poi una cosa che i ragazzi del coro assolutamente mi devono consentire: Un saluto anche a zia Franchina (che ha 84 anni, vive a Sidney da 70 anni, ha scordato l’italiano e non sa usare il computer): CIAO ZIAA!
Relazione parte B
qui mi posso finalmente scatenare con descrizioni accuratissime dei miei ricordi di infanzia, con citazione dei proverbi di tutto il parentado fino al dodicesimo grado, con i minimi particolari della gita tipo quante arance ho mangiato e via dicendo, con tutte le riflessioni del “senso di Paolo per la neve” e tutte le stranezze di Romolo e Remo e ovviamente tutte le storie del canetto (altrimenti i fan protestano). Con il DIVIETO di lettura ai ragazzi del coro, ovviamente.
Paoloemme sei un mito, mi rimangio cio´che ho detto nn puoi essere tony camuffato, perche´tony era permalosissimo.
tu hai preso critiche e apprezzamenti e hai risposto per tutti!
e w il canetto…ps per nn inciamparti nel canetto ti suggeisco di mantenere una velocita´ di crociera piu´sostenuta in modo da distanziare il quadrupede e riuscire ad avere lo spazio vitale per fare le curve e nn incrociarvi… saluti al canetto!
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16/05/2013 alle 21:01 #862504
L’aquila. Gli incontri con gli animali rimangono nei miei ricordi, sono per me parte importantissima dell’esperienza in montagna.
Pochi giorni fa ho incontrato due aquile. Era la mia ultima gita sciistica della stagione ed ero con il canetto (per chi non lo sapesse, uno schnauzer gigante nero di 50 kg).
Ero in appennino ed ho lasciato la macchina a 1500 metri, poi una valle boscosa, da fare con gli sci in spalla. Verso i 1650 metri ho messo gli sci e mi sono districato salendo tra i molti rami caduti per la neve abbondante di quest’anno. A 1780 metri circa finisce il bosco e la valle si apre in un grande anfiteatro.
Ero quasi all’uscita del bosco quando ho sentito dei forti richiami, sulla mia sinistra, un po’ piu’ in alto di me. Mi sembrava che queste grida rauche venissero dal bosco, io ero incassato in un fossetto nel fondo della valle e non riuscivo a capire bene da dove venivano. Appena sono uscito dal bosco e mi sono rivolto verso le grida ho capito che erano piu’ alte del bosco, non erano caprioli o cervi. Ho guardato in alto e ho visto due aquile volteggiare vicino alla parete che incombeva, a sinistra salendo, sulla valle. Hanno continuato per un po’ con i loro richiami ed a volare, poi una delle due si e’ posata su una sporgenza della parete. Si vedevano bene anche ad occhio nudo, io comunque ho sempre con me il binocolo attaccato alla cintura e l’avevo subito preso per osservarle ancora meglio.
A un certo punto una delle due si e’ allontanata e per un po’ non l’ho piu’ vista e sentita. Poi l’ho vista roteare proprio sopra di noi, su di me e il canetto, che si era seduto a una decina di metri da me, sulla neve. L’aquila ha girato diverse volte su di noi, poi si allontanava e poi tornava, forse incuriosita dal canetto. Un po’ la seguivo con lo sguardo oppure vedevo la sua ombra sulla neve passare vicino a noi.
Poi e’ andata via, e non l’ho piu’ vista e sentita.
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16/05/2013 alle 21:28 #862505
un breve viaggio in un una mattinata marsicana.. beh dai, il canetto era al sicuro, 50kg!!!

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18/05/2013 alle 17:20 #862550
ma magari le aquile avevano scambiato il canetto per una pecora e lo volevano rapire per papparselo? ma di solito le aquile ci vedoono bene!!! 😮 😮 -
11/10/2013 alle 03:23 #864166
UNA CAGNETTA CORAGGIOSA Quella che vi sto per raccontare e’ una storia vera, accaduta in un paesino di montagna dell’Appennino centrale, nel Parco nazionale d’Abruzzo, in ottobre.
Un paesino medievale a 1100 metri, di 100 abitanti, per la maggior parte anziani, che poi d’estate diventano 500. Da un paio d’anni mi sono trasferito ad abitare qui.
Il paese ha adottato una cagnetta abbandonata, ci sono almeno 5 o 6 persone che le danno da mangiare e il Comune se l’e’ intestata, per evitare che venga portata via, in canile. La cagnetta e’ una meticcia, di grosse dimensioni, un misto probabilmente tra un pastore abruzzese e un doberman: ha un suo caratterino. E’ stata chiamata Penelope, perche’ ci si immagina che aspetti un suo Ulisse che l’ha abbandonata. In realta’ lei non aspetta nessuno e vive libera e felice in paese e nei boschi intorno.
In ottobre, alle nove di sera, passeggiavo nelle vie del paese con il mio cane (chiamato il canetto, uno schnauzer gigante che pesa 45-50 kg e quando si alza e’ alto come me, 1,80), ed insieme a noi c’era Penelope; il canetto al guinzaglio e Penelope libera, come sempre. C’eravamo fermati a bere alla fontanella, su una strada ai margini del piccolo paese, quando all’improvviso ho visto da dietro una curva della strada, nel buio, a cinquanta metri da me, spuntare una prima sagoma scura, poi un’altra, correvano verso di me. Ho pensato a due grossi cani neri, tipo il terrier nero russo, e mi stavo domandando di chi mai potessero essere. Poi sono entrati nel fascio di luce del lampione e contemporaneamente e’ spuntata una terza sagoma, molto piu’ grossa delle prime due. Ho capito che erano tre orsi, la mamma e due piccoli, che stavano correndo via dal paese, dove erano venuti per fare razzie di polli e conigli, e stavano scappando verso i boschi, sulla strada di uscita dal paese, dove ero io.
Mentre facevo queste riflessioni i tre orsi intanto si erano avvicinati a una ventina di metri da me. Non sapevo proprio cosa fare: mettersi da un lato della strada e farli passare, fermandomi immobile, non era una strategia opportuna considerando che avevo il canetto al guinzaglio e che poteva succedere di tutto. L’unica era scappare, ma gli orsi erano ormai cosi’ vicini, avanti i due cuccioloni e dietro la mamma, non ce l’avrei fatta nemmeno a girarmi, tenendo conto che dovevo anche armeggiare con il guinzaglio. Il canetto intanto li fissava, non abbaiava, non ringhiava, bloccato come me.
A quel punto a salvare la situazione e’ intervenuta Penelope, che era accanto a noi, libera, e si e’ lanciata verso gli orsi, che ormai erano a 4-5 metri da noi, facendoli bloccare. Cosi’ ho avuto quei due, tre secondi, con Penelope che abbaiava davanti ai tre orsi, per girarmi e incominciare a scappare, con il canetto al fianco, al guinzaglio.
Non ho mai corso cosi’ veloce in vita mia. Penelope, dopo aver fermato gli orsi, si era affiancata a noi nella fuga precipitosa. Gli orsi ci erano dietro, avevano ripreso a correre, del resto quella era l’unica via di uscita dal paese. Il mio timore era di avergli risvegliato l’istinto predatorio e che ci volessero raggiungere. Eravamo in discesa e correvo a piu’ non posso, senza nemmeno voltarmi indietro per vedere a che punto erano gli orsi, non volevo perdere nemmeno un millesimo di frazione di secondo nel voltarmi, sentivo comunque il rombo dietro di me della corsa pesante dei tre orsi. A un certo punto siamo usciti dall’abitato, deserto come sempre, ed abbiamo incrociato delle stradine che portano verso i boschi ed io speravo che gli orsi le prendessero per allontanarsi dal paese. Correndo cosi’ per circa trecento metri, con il canetto al fianco e Penelope ormai un po’ piu’ avanti, ad un certo punto non ho sentito piu’ dietro di me nessun rumore, ed ho deciso di fermarmi all’albergo che e’ all’inizio del paese. Per arrestare la mia corsa ho dovuto comunque percorrere una cinquantina di metri di rallentamento perche’ ero arrivato ad una velocita’ talmente elevata che non riuscivo a fermarmi. La piu’ grande paura della mia vita.
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12/10/2013 alle 08:30 #864170paoloemme wrote:
Per arrestare la mia corsa ho dovuto comunque percorrere unacinquantina di metri di rallentamentoperche’ ero arrivato ad una velocita’ talmente elevata che non riuscivo a fermarmi. La piu’ grande paura della mia vita.
Considerando che il Frecciarossa ha bisogno di circa 8 km per arrestarsi, non hai dovuto neanche fare tanto😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 Paoloemme sei il solito MITICOOOOOOOOOOO
😆 😆 😆 😆 😆 -
12/10/2013 alle 10:50 #864171
Paoloemme sei come la Panda!!!! se non ci fossi bisognerebbe inventarti!!! Sei un mito continua cosi.
saluti da freney1961
342 ore…
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18/01/2014 alle 07:43 #865076
BRIGANTI Questa e’ una storia vera, accaduta qualche giorno fa, parla di valichi di montagna, di paesini abruzzesi poco abitati, di un cane, di briganti…….. e di un miracolo!
Qualche giorno fa sono andato a Scanno, a fare una gita di scialpinismo. La neve e’ a quote alte, sopra i 1600.
Sono stato tutto il giorno in montagna, 7-8 ore. Ero solo, con il mio cane, il “Canetto”, uno schnauzer gigante nero di 7 anni, pesa 50 kg e quando si alza e’ come me che sono 1,80. Stanco morto, poi sono rientrato alla macchina e via verso casa. Quando sono arrivato al valico dell’Olmo di Bobbi, tra Cocullo e Ortona dei Marsi, ho sentito all’improvviso tutta la stanchezza della giornata, mi si chiudevano gli occhi. Ho deciso di fermarmi a dormire un po’.
Quelle sono strade pochissimo frequentate. Di giorno passa una macchina l’ora, di notte nessuno. Nel punto dove mi sono fermato qualche giorno prima mi aveva attraversato la strada un lupo. Mi sono fermato alle 17,15 ed era già buio.
Mi sono svegliato dopo una mezz’ora. Il cane, stanco morto pure lui, dormiva tranquillo sui sedili posteriori, ribassati, intorno era buio pesto, notte senza luna. Ho messo in moto e sono partito. Fatti dieci metri mi sono visto all’improvviso dei fari dietro, che non avevo visto arrivare, quindi si trattava di una macchina che era ferma dietro di me, mentre dormivo. La macchina dietro di me accelera e mi viene quasi addosso, quasi tamponandomi, arrestandosi a 20 cm da me. Io proseguo piano, l’altra macchina mi supera e si accosta davanti a me, aprono il finestrino.
Avevo il dubbio se fermarmi o meno, pero’ mi sono deciso a fermarmi e ho aperto il finestrino per sentire quello che mi dovevano dire. Non me la sono sentita di lasciare eventualmente qualcuno nei guai su quella strada, dove molto probabilmente non sarebbe passato nessuno fino alla mattina dopo, i cellulari non funzionano, in pieno inverno. Due anni fa morirono assiderate due persone, in due situazioni diverse, in zona, due uomini sui 50 anni, ambedue per essere rimasti bloccati una notte in macchina.
A bordo dell’altra macchina vedo due persone, uomini, sui 40-45 anni. Mi dicono “abbiamo finito la nafta, vienici dietro con la macchina cosi’ se succede qualcosa ci dai una mano”. Parlano con un dialetto che non e’ di queste parti, con la “a” molto aperta (“naaafta”), ho difficolta’ a capirli, pero’ sono sicuramente italiani. Detto questo, provano a riaccendere la macchina tre o quattro volte e non gli parte. Mi insospettisco in quanto un momento prima mi avevano superato, senza problemi. Decido di allontanarmi. Ero proprio sul valico, dove c’e’ una galleria, e dall’altra parte, sul lato di Ortona dei Marsi, i cellulari in qualche punto funzionano. Supero la galleria, allontanandomi di 4-500 metri dai due, che non mi seguono. Mi accosto e chiamo il 112 e li avverto che due persone di fuori zona mi hanno chiesto soccorso sul valico, e che ero insospettito dal fatto che si erano fermati a sostare dietro di me mentre dormivo.
A questo punto decido di tornare indietro per capire meglio la situazione. Non li avevo visti passare per cui ho avuto il dubbio che veramente fossero fermi con un problema all’auto. Torno indietro pero’ invece di trovarli dove li avevo lasciati li trovo a meta’ della galleria, fermi su un lato con le luci accese. Mi fermo e gli dico di stare tranquilli che ho avvertito i carabinieri e che sarebbero arrivati presto per aiutarli. Appena gli ho nominato i carabinieri, e’ stato come se avessero avuto una scossa elettrica, si sono molto agitati. Uno dei due, quello alla guida, e’ sceso dall’auto come una furia dicendo “non dovevi chiamare i carabinieri” ed e’ venuto verso di me, che ero in macchina, con un fare molto minaccioso, pero’ era disarmato. Mentre si chinava verso la mia macchina, con intento veramente aggressivo, all’improvviso il canetto, che fino a quel momento era rimasto silenzioso e acquattato sui sedili posteriori, si e’ lanciato come una furia con la testa fuori dal finestrino, con le fauci spalancate, contro l’aggressore.
Il malcapitato mariuolo si e’ trovato faccia a faccia col canetto ed ha fatto un balzo indietro, con la sorpresa e il terrore negli occhi. Poi brontolando e’ tornato alla sua auto, mentre il compare ha detto che in fondo avevo fatto bene a chiamare i carabinieri perche’ li potevano aiutare. A questo punto li ho salutati, ho fatto manovra e sono ripartito in direzione di Ortona dei Marsi.
Superata la galleria mi sono accostato per richiamare i carabinieri e metterli al corrente. Mi ero appena accostato e mi e’ passata accanto la loro macchina a 80 all’ora, una utilitaria scura con la fiancata destra completamente incidentata.
Era accaduto un miracolo! La parola carabinieri aveva fatto riempire di gasolio il serbatoio della macchina che solo poco prima aveva finito il carburante. Il miracolo dell’Olmo di Bobbi!
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18/01/2014 alle 15:49 #865087
😆 😆 😆 ben tornato Paoloemme!!! -
18/07/2014 alle 22:07 #866805
A fine aprile mentre stavo facendo con il cane (uno schnauzer gigante nero di 8 anni e di 50 kg) una gita di scialpinismo ho avuto un incontro che vi voglio raccontare. Era mezzogiorno ed ero in giro dalla mattina presto, facevo un percorso ad anello, mi sono fermato a mangiare e a riposare. La gita comprendeva sia dei tratti di salita e discesa da fare con gli sci ai piedi che dei tratti da fare camminando con gli sci in spalla, un bel giro di una giornata piena. Ero sui 1750 metri di quota nelle montagne del Parco nazionale d’Abruzzo, in una zona senza boschi, un terreno ondulato di prati sassosi e collinette.Stavo sdraiato sul prato con il canetto seduto a pochi passi da me quando ho visto passare su un sentiero che era a due o trecento metri da noi un pastore con un gregge di pecore.All’improvviso dal gregge si staccano alcuni cani e vengono nella nostra direzione.Ne conto due, tre, poi quattro, cinque, fino a sette. Il pastore vede i cani allontanarsi e venire verso di me. Li richiama, i cani non gli danno per niente retta, il pastore continua nel suo cammino, come nulla fosse, allontanandosi e uscendo fuori visuale, ha rinunciato a richiamare i cani.I cani continuano ad avvicinarsi. Il canetto si alza in piedi e va verso di loro. Io gli urlo “stop” per fermarlo, lui si arresta, vigile, con la coda dritta e guarda i cani, che continuano ad avvicinarsi. Sono sette, quattro pastori abruzzesi e tre meticci, tutti di grosse dimensioni.Mi alzo in piedi e mentre faccio i dieci metri per affiancarmi al canetto raccolgo dei sassi da terra. Ho preso anche le racchette da sci. I cani intanto di sono disposti a semicerchio intorno a noi, a mezzaluna, sono a una trentina di metri ormai e continuano ad avanzare. Il canetto è immobile e li fissa, con la coda dritta ed una postura minacciosa, non ringhia, non abbaia, sento solo il suo brontolio cupo e minaccioso. I cani continuano ad avvicinarsi, sono a 10-15 metri da noi, nessuno abbaia, mostrano i denti, la mezzaluna si sta stringendo intorno a noi. Io gli urlo stile primitivo ma non basta a fermarli. Continuano ad avvicinarsi, molto lentamente. Il canetto è sempre immobile, coda dritta, pronto a combattere. A questo punto avanzo di un passo verso i cani urlando nel modo più selvaggio possibile, brandendo in una mano una racchetta da sci e ruotandola e nell’altra faccio il gesto di scagliare una pietra.I cani si fermano, un primo arretra, poi un secondo, uno si gira, poi un altro, se ne vanno.Torno a sonnecchiare sul prato e il canetto si sdraia vicino a me, tranquillo.Qualche giorno dopo vado nel bar del paese del territorio dove c’era stato l’incontro con i cani. Parlando con alcuni amici a proposito dei cani da pastore, mi raccontano che quel gruppo di cani nei mesi passati ha ucciso tre o quattro cani, forse anche per mangiarseli. Un mio amico ci ha detto che mentre era in montagna con un suo conoscente che aveva portato il suo cane con sé, hanno incontrato il gruppo dei cani da pastore e questi hanno isolato il cane dalle persone, hanno circondato il cane e poi attaccandolo contemporaneamente da più lati, lo hanno sbranato sotto gli occhi del proprietario e del mio amico, che hanno assistito inorriditi.I cani da pastore non ce l’hanno fatta con il canetto, però pochi giorni dopo i veterinari gli hanno diagnosticato un tumore, un linfoma multicentrico, in stadio avanzato, estremamente aggressivo. Non c’è stato nulla da fare. Dieci giorni fa si è spento, come un interruttore. Fino a mezz’ora prima saltava e correva, poi si è accasciato, ha rifiutato il cibo e dopo alcune ore così, mentre lo portavo dal dottore, che dal paesino dove abito io dista 40 chilonetri, in macchina è morto. -
19/07/2014 alle 19:07 #866807
ben tornao Paoloemme. Purtroppo questo racconto non finisce bene. Ho sempre avuto cani vicino a me e so cosa significhi la loro perdita. Le mie più sentite condoglianze. 
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