Forums › Gulliver › I problemi › Motoslitte all’Aquila
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23/01/2014 alle 21:16 #836854
Ieri, 22 gennaio, durante una delle solite salite serali all’Aquila dall’Alpe Colombino abbiamo avuto un incontro ravvicinato e non piacevole con 4 motoslitte che facevano un po’ di rotazioni fino alla ex stazione di arrivo della seggiovia. Ho cercato informazioni, ma sul sito del Comune di Giaveno ho solo trovato un “regolamento di polizia rurale” del 2007 che all’art.20 recita:
“1. L’uso delle motoslitte e mezzi assimilati, durante il periodo invernale , è vietato, salvo
che lungo i percorsi autorizzati dal Comune.”
Ho scritto al Comune per avere informazioni su eventuali autorizzazioni all’Aquila, ma forse qualcuno ne sa piu’ di me.
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24/01/2014 alle 08:35 #865272
Per quanto ne sò tutto la montagna è di proprietà dei signori Versino che sarebbero poi i titolari e gestori del bar ristorante sul piazzale. Altra notizia è che hanno intenzione di ristrutturare il bar che si trova appunto dove finiva la seggiovia.
Quindi se loro danno il benestare perchè le motoslitte possano salire….
Si deduce che l’art. 20 della polizia locale è attinente ai terreni comunali e non privati.
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24/01/2014 alle 09:06 #865273
Basta disertare un solo week-end di tempo splendido l’Aquila. Ma tutti indistintamente dopo aver programmato la cosa, anche da parte di quelli che portano i bimbi col bob o vanno solo a mangiare! Poi vediamo se i Versino ristrutturano il bar al Pian delle Lese per 4 motoslittai di merda anzichè per le moltitudini di scialpinisti e racchettari che sono l’essenza di questa montagna!! -
24/01/2014 alle 10:47 #865278
Concordo con Teddy, e cominciamo subito, da domani. Sabato e domenica non andiamo più al bar a mangiare un boccone e bere qualcosa che magari il buon senso ritorna. -
24/01/2014 alle 11:00 #865279
Intendevo non andare proprio, il grande piazzale deve risultare completamente vuoto. Sai che sberla!! -
24/01/2014 alle 12:29 #865281
….dopo la ristrutturazione x rientrare dell’investimento ora le motoslitte e magari quest’estate i fuoristrada e i quad …..maahhh !!

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24/01/2014 alle 16:49 #865299
Ne accennavo proprio nella mia relazione della gita del 22/1. All’interno del bar campeggia in bella vista un articolo di giornale che dice che bisogna imparare a convivere con le motoslitte.
Si stanno preparando il terreno.
Penso che la proposta di disertare in massa la zona e il bar sia bella ma utopistica.
Prepariamoci pure a “convivere”.
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24/01/2014 alle 17:05 #865300
PreparateVi -
24/01/2014 alle 18:06 #865304
Parrebbe essere in vigore questa normativa. E quindi parrebbe che sia il Comune che deve rilasciare permessi.
Però bisognerebbe interpellare qualcuno che se ne intende di leggi…
http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/dwd/dgr15_09.pdf -
25/01/2014 alle 08:20 #865324
Non per mettere il dito nella piaga, ma pure il grande parcheggio è di proprietà privata e il proprietario non fà pagare nulla (e non tutti vanno al bar a prendere almeno un caffè). Lo stesso non si può dire di Pian del Re ove il terreno è comunale (e si paga), oppure in Valle stretta d’estate (e si paga). Quindi evitiamo i boicottamenti e mettiamoci l’animo in pace. E poi provate a mettevi sulla strada alla domenica a cercare di fermare tutti quelli che salgono in macchina per portare i bambini a giocare con gli slittini sul vecchio pendio del baby…. mi raccomando avvertite le autoambulanze per il trasporto di contusi 


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25/01/2014 alle 15:30 #865326
Non ho alcuna intenzione di fermare la gente che va all’Aquila, se uno ha voglia di respirare miscela e farlo a respirare ai propri figli e fargli sentire per tutto il giorno la dolce musica di un motore a 2 tempi tutto accellerato è libero di farlo. Per quanto mi riguarda io non ci vado più’ e spero che un bel po di ciaspolari e ski alp non ci vadano piu’ perché andare in montagna a fare ski-alp o camminare con le ciaspe non vuol dire solo fare dislivello ,vuol anche dire godere di pace e silenzio e se uno perché ha 4 soldi in tasca e si compra la motoslitta per giocare al grande nord rompe le scatole a un bel po di gente facendo un fracasso infernale . Per quanto riguarda il parcheggio ,per quanto mi riguarda preferisco pagarlo e godermi il silenzio. -
26/01/2014 alle 21:06 #865342
se uno sciatore ha un incidente con una motoslitta autorizzata chi paga? -
30/01/2014 alle 10:39 #865411
Ho scritto alla polizia municipale di Giaveno che ha risposto: “La ringrazio per la segnalazione inoltrata, la informo che il tratto da lei indicato fa parte dei percorsi autorizzati ai mezzi fuoristrada .
Cordialmente.
Il Capo Area Vigilanza
Gianfranca MAROTTA”
Quindi esiste un’autorizzazione del comune.
L’idea di boicottare purtroppo mi sembra irrealistica (come sempre). Sarebbe molto piu’ utile sensibilizzare, a partire dai
gestori del bar/ristorante.
Un compromesso potrebbe essere quello di riservare una serata ai mezzi a motore (e io me ne sto a casa): non e’ il massimo
ma forse sarebbe piu’ praticabile, e anche il Comune potrebbe essere interessato perche’ c’e’ un problema oggettivo di sicurezza (le motoslitte sono mezzi senza targa, assicurazione, eccetera).
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30/01/2014 alle 10:55 #865412trekkingsportsnc wrote:
Non per mettere il dito nella piaga, ma pure il grande parcheggio è di proprietà privata e il proprietario non fà pagare nulla (e non tutti vanno al bar a prendere almeno un caffè). Lo stesso non si può dire di Pian del Re ove il terreno è comunale (e si paga), oppure in Valle stretta d’estate (e si paga). Quindi evitiamo i boicottamenti e mettiamoci l’animo in pace. E poi provate a mettevi sulla strada alla domenica a cercare di fermare tutti quelli che salgono in macchina per portare i bambini a giocare con gli slittini sul vecchio pendio del baby…. mi raccomando avvertite le autoambulanze per il trasporto di contusi



Caro trekkingsportsnc,
perche’ non suggerire al proprietario di far pagare una modica cifra per chi vuol salire? Al Frais lo fanno (3 euro) e la cosa funziona. Non penso che il boicottaggio possa funzionare, ma non si puo’ neppure lasciare il far west. Le motoslitte non hanno
targa, immagino neppure assicurazione, sono fuori da ogni controllo. E’ una vecchia questione che in paesi piu’ civili del nostro
hanno risolto riservando piste e/o date. Da noi invece al solito se ne parla solo quanto qualche cretino si ammazza…
Cordialmente,
Guido Boffetta
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30/01/2014 alle 11:03 #865413
ciao a tutti. Non dubito che dal punto di vista normativo le cose siano non in regola per i motoslittari, ma dal punto di vista della fruizione della montagna degli anni post 2010 qualcosa non torna. L’attrattiva di posti come l’Aquila per scialpinisti, racchettari, tavolari, trekker ecc sta proprio nel fatto di: non trovare rumore, puzza, impianti di risalita e/o battipista in funzione, vicinanza alla città senza costose autostrade da pagare, panorama gradevole anche perchè non antropizzato. Tutte le forme di fruizione “verdi” e “a basso costo” della montagna stanno vivendo un boom incredibile. Conviene ai gestori del ristorante buttare alle ortiche tutto questo per 4, 6 o 10 motoslittari? Propongo una settimana di boicottaggio e di sensibilizzare i frequentatori dell’Aquila alla prossima crono di scialpinismo
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30/01/2014 alle 12:27 #865414
L’idea di ristrutturare il bar all’intermedio dell’aquila è geniale. Adesso quando non saprò cosa fare la sera, invece di andare a prendere un caffè a Milano andrò li: caricola motoslitta sul portagli della panda e via a manetta sulle nevi di saint coazz. Troppo Chic.
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30/01/2014 alle 12:32 #865415guidolin wrote:
Conviene ai gestori del ristorante buttare alle ortiche tutto questo per 4, 6 o 10 motoslittari?
E’ quel che non capisco anch’io.Quanti sono i proprietari di motoslitte?
Pochi fortunatamente. E quanti hanno voglia di andare in giro all’Aquila, con tutti gli altri posti più “in” che ci sono in cui poter scassare i cabasisi agli amanti del silenzio e dell’aria pura?
Quindi il bar ci guadagna, che so un paio di pranzi e cinque o sei caffè.
Ma quanti ne perde?
Io quando ho letto qui due settimane fa che era previsto un raduno di motoslitte lì, anche se avevo deciso di andarci, ho deviato alla Cialma con il mio gruppetto.
Gruppetto che immancabilmente a fine gita si va a prendere un caffè, una ciocclata calda e magari altro, come penso almeno la metà di chi va su.
Chissà quanti hanno fatto come noi.
Quindi non riesco a capire proprio dove pensano di guadagnarci.
Ma queste cose qualcuno gliele ha spiegate al proprietario?
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30/01/2014 alle 17:51 #865419Quote:
L’idea di ristrutturare il bar all’intermedio dell’aquila è geniale.
Adesso quando non saprò cosa fare la sera, invece di andare a prendere un caffè a Milano andrò li: caricola motoslitta sul portagli della panda e via a manetta sulle nevi di saint coazz. Troppo Chic.
😆 😆 😆 😆 😆 -
30/01/2014 alle 18:29 #865420alkurtz wrote:
…..Troppo Chic.
AL….Radical Chic….o no?

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01/02/2014 alle 10:49 #865451
Vorrei rispondere a Guidolin, non per polemica (anche perchè polemica non c’è stata), ma per dire che vi fu un tempo (e parlo di una ventina di anni fa) che la mamma dell’attuale proprietario, la signora Carmelina, aveva fissato un pedaggio che, se ricordo bene era di Lire 2000, con tanto di banchetto all’inizio della stradina. Chi passava con gli sci era tenuto a pagare il balzello e, se non lo faceva, veniva rincorso dalla suddetta signora, magari non molto giovane ma molto vispa. Vi fu un tumulto generale, chi prometteva che non sarebbe più tornato, chi per evitare di sborsare pecunia si avviava sul lato opposto per poi fare un traverso in alto per non farsi acchiappare e quindi riportarsi sulla corretta via, chi ancora diceva che aveva dimeticato il borsellino a casa….. Tant’è, la cosa durò all’incirca una stagione e poi finì li. Ora, se andate alla domenica all’Aquila non credo che troviate un protervio di motoslitte a meno che (come è già successo), vi sia un raduno di mezzi a motore. In quel caso viene pubblicizzato e chi ama giustamente il silenzio delle montagne andrà da un’altra parte.
Io non vado sovente all’Aquila (e comunque non ho mai trovato motoslitte, ma al massimo il gatto che sale per portare materiale), pur avendola a un tiro di schioppo ma, quando vado, non manco mai di fermarmi a prendere un caffè, un panino o, se sono in compagnia a pranzare.
In compenso osservo mooolti sci alpinisti che arrivano, si cambiano e ripartono.
😮 Un cordiale saluto a tutti.
Bruno
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01/02/2014 alle 12:07 #865452
Mi accodo a trekkingsport. Personalmente gestisco un locale in montagna, da me durante l’inverno si arriva in sci, ciaspole o…motoslitta. Quest’ultime sono una minoranza, rumorosa ma pur sempre una minoranza. L’economia dei locali come il mio è sempre più precaria, e un po’ di tolleranza da parte di tutti non guasterebbe. Tanti scialpinisti oramai sono assillati dal dislivello, dai tempi, dal rientro a casa… le motoslitte sono poche… meno male che ci sono i ciaspolari della domenica che ci danno da vivere!!! Con questo non mi passa per la testa di sabotare nessuno, il parcheggio è aperto a tutti, qui si accolgono tutti, vediamo di convivere in maniera il più possibile civile. In montagna non fa solo danno il rumore, fa danno anche il passare nei luoghi di nidificazione dei forcelli, disturbare camosci e ungulati vari, passare nei luoghi di riproduzione della lepre variabile. Vediamo di farci un esame di coscienza tutti e di cercare di divertirci tutti… le montagne sono grandi, c’è posto per tutti! -
01/02/2014 alle 19:49 #865455pittolo wrote:
Mi accodo a trekkingsport. Personalmente gestisco un locale in montagna, da me durante l’inverno si arriva in sci, ciaspole o…motoslitta. Quest’ultime sono una minoranza, rumorosa ma pur sempre una minoranza. L’economia dei locali come il mio è sempre più precaria, e un po’ di tolleranza da parte di tutti non guasterebbe. Tanti scialpinisti oramai sono assillati dal dislivello, dai tempi, dal rientro a casa… le motoslitte sono poche… meno male che ci sono i ciaspolari della domenica che ci danno da vivere!!! Con questo non mi passa per la testa di sabotare nessuno, il parcheggio è aperto a tutti, qui si accolgono tutti, vediamo di convivere in maniera il più possibile civile. In montagna non fa solo danno il rumore, fa danno anche il passare nei luoghi di nidificazione dei forcelli, disturbare camosci e ungulati vari, passare nei luoghi di riproduzione della lepre variabile. Vediamo di farci un esame di coscienza tutti e di cercare di divertirci tutti
… le montagne sono grandi, c’è posto per tutti!le montagne sicuramente sono grandi e alte!!! ma, grazie ai mezzi meccanici diventano più basse e piccole

e non è vero che c’è posto per tutti ………..
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01/02/2014 alle 22:45 #865460
Francamente i posti dove andare a fare gita o allenamenti nel dopolavoro nei dintorni di torino sono: cialma, pian del frais (merita una citazione il gestore delle piste, particolarmente disponibile se si rispetta il suo lavoro e cioè se non si passa in mezzo alle piste) e aquila. Dov’è tutto sto spazio? E’ così proibitivo mantenere 3, dico 3, posti senza impianti, rumore o puzza? Massì, facciamo una discoteca a pian mesdì e non se ne parli più … -
02/02/2014 alle 10:08 #865462
le montagne sono sempre piu’ piccole, ma anche x colpa di chi le frequenta dicendo di amarle. -
02/02/2014 alle 12:23 #865463
mi dispiace ma non concordo con pittolo, in montagna non c’è posto per tutti! Capisco le ragioni economiche ma chi vive in montagna dovrebbe curarsi anche del bene delle montagne. In base al fatto che tutti dovrebbero poter fare tutto approviamo l’eliski (eh cosa vuoi che sia un elicottero che gira un paio di ore?), le moto da trial sui sentieri (eh che fastidio ti danno, fanno anche poco rumore), facciamo funivie dappertutto, strade asfaltate per tutti i rifugi, massì dai cosa vuoi che sia un po’ di traffico alla domenica. Non credo di dover tornare alla luce delle candele ma neppure continuare con delle cose che palesemente stridono col bene delle montagne e non solo dell’uomo, anche se le due cose sono assolutamente collegate. I commercianti di Torino si opposero alla pedonalizzazione di alcune aree per poi rendersi conto che a piedi la gente è più rilasssata e compra di più, la stessa cosa vale per la montagna, se una zona diventa piena di fracassoni regolari la gente diminuisce e lascia solo i fracassoni, poi se uno basa il suo business su quello a me va bene lo stesso :ugeek: -
02/02/2014 alle 15:15 #865464
giagio, straquoto tutto, tranne l’ultima frase 🙄 -
02/02/2014 alle 16:04 #865465
aggiungerei le mulattiere che vengono rese carrozzabili e ad uso esclusivo dei malgari x agevolarli durante la transumanza. montagne solcate e tagliate da inutili strade e mezzi da cantiere che x anni le percorrono. soldi buttati che potrebbero essere usati x altro. e non intendo piscine scoperte a 2000 metri o inutili palestre di arrampicata indoor -
02/02/2014 alle 16:24 #865466
fa danno anche il passare nei luoghi di nidificazione dei forcelli, disturbare camosci e ungulati vari, passare nei luoghi di riproduzione della lepre variabile. Credo si faccia danno a passare in questi luoghi con le motoslitte ma se si passa a piedi e in silenzio questi animali non subiscono alcun danno,certo occorre un po’ di attenzione
che forse non mettono tutti.
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02/02/2014 alle 20:27 #865468
Non sono un gran frequentatore dell’Aquila e tanto meno del forum, intervengo qui per la prima volta solo perchè ho già visto una situazione analoga alcuni anni fa, nel 2001, in Val Maira, a Marmora. Anche lì i gestori dell’unica locanda nonchè posto tappa GTA nella borgata di Vernetti, già allora base di partenza di gite di sci alpinismo ed in racchette, pensando che le escursioni in motoslitta sarebbero state un’ulteriore possibilità di lavoro, avevano puntato su questi mezzi. Ne era uscito un percorso su per il vallone delle Esischie ed un circuito nella piana al bivio di Canosio. Il tutto era inserito in un progetto della Comunità Montana Valle Maira finalizzato alla “Valorizzazione ed allo Sviluppo del Turismo Escursionistico (!) nel vallone di Marmora e Canosio”.
Contro questo progetto, con una lunga catena di e-mail e con il coinvolgimento di alcune organizzazioni naturalistiche, si erano informati e sensibilizzati scialpinisti ed escursionisti, italiani e stranieri frequentatori della Valle, enti ed amministratori pubblici ed era stata organizzata una manifestazione a Marmora con centinaia di persone.
Già questo era bastato per far saltare il percorso del colle delle Esischie confinando le motoslitte sul circuito al bivio di Canosio ma ciò che, dopo un paio di anni, ha fatto naufragare definitivamente il progetto motoslitte è stata, a parte il boicottaggio abbastanza pesante da parte degli escursionisti e degli scialpinisti, la constatazione da parte dei promotori del progetto, dell’impossibile convivenza tra mezzi motorizzati ed escursionisti in genere.
Dovrebbe capirlo anche un bambino che dove passano le motoslitte (anche se girano solo di notte!) con i loro cingoli non si può più sciare e che l’idea di fare un’escursione in ciaspole facendosi fare le “rasette” da puzzolenti motoslitte non attira molta gente.
Oggi, a Marmora, motoslitte non se ne vedono più, in compenso ci sono non una ma due locande solo a Vernetti senza contare le altre nate nelle borgate lì intorno: si stava per buttare anni di lavoro dei gestori, delle associazioni, delle amministrazioni comunali e della Comunità Montana per far posto a quattro gatti in motoslitta, disposti forse a spender più di scialpinisti ed escursionisti ma che sempre quattro gatti erano.
Tornando alla questione dell’Aquila, l’unica cosa che mi permetto di consigliare prima ancora di far partire il tamtam su internet e di fare manifestazioni, se qualcuno conosce bene i gestori, di andargli a parlare e di far loro capire che si stanno dando la zappa sui piedi.
Dall’altro lato, noi scialpinisti ed escursionisti, dovremmo fare un po’ di autocritica: non possiamo pretendere di avere strade aperte e ben pulite dalla neve, salate e sabbiate per poter raggiungere in fretta il luogo di partenza della nostra gita e per poter in fretta ritornare alle nostre case, senza aver lasciato nemmeno un euro per il caffè in questi esercizi.
Questi sono il presidio che in montagna permette a noi di divertirci, da soli o in compagnia: chiusi loro, non ci sarà più nessun motivo per le amministrazioni locali, già a corto di fondi, per aprire le strade anzi, per evitare furti nelle borgate le terranno ben ben innevate.
Morale, se proprio non vogliamo farlo per altruismo o solidarietà verso chi presidia questi luoghi, facciamolo almeno per egoismo, per il nostro divertimento e piacere, diamo una mano a chi in montagna vive e lavora!
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02/02/2014 alle 21:39 #865469strix wrote:
Non sono un gran frequentatore dell’Aquila e tanto meno del forum, intervengo qui per la prima volta solo perchè ho già visto una situazione analoga alcuni anni fa, nel 2001, in Val Maira, a Marmora.
Anche lì i gestori dell’unica locanda nonchè posto tappa GTA nella borgata di Vernetti, già allora base di partenza di gite di sci alpinismo ed in racchette, pensando che le escursioni in motoslitta sarebbero state un’ulteriore possibilità di lavoro, avevano puntato su questi mezzi. Ne era uscito un percorso su per il vallone delle Esischie ed un circuito nella piana al bivio di Canosio. Il tutto era inserito in un progetto della Comunità Montana Valle Maira finalizzato alla “Valorizzazione ed allo Sviluppo del Turismo Escursionistico (!) nel vallone di Marmora e Canosio”.
Contro questo progetto, con una lunga catena di e-mail e con il coinvolgimento di alcune organizzazioni naturalistiche, si erano informati e sensibilizzati scialpinisti ed escursionisti, italiani e stranieri frequentatori della Valle, enti ed amministratori pubblici ed era stata organizzata una manifestazione a Marmora con centinaia di persone.
Già questo era bastato per far saltare il percorso del colle delle Esischie confinando le motoslitte sul circuito al bivio di Canosio ma ciò che, dopo un paio di anni, ha fatto naufragare definitivamente il progetto motoslitte è stata, a parte il boicottaggio abbastanza pesante da parte degli escursionisti e degli scialpinisti, la constatazione da parte dei promotori del progetto, dell’impossibile convivenza tra mezzi motorizzati ed escursionisti in genere.
Dovrebbe capirlo anche un bambino che dove passano le motoslitte (anche se girano solo di notte!) con i loro cingoli non si può più sciare e che l’idea di fare un’escursione in ciaspole facendosi fare le “rasette” da puzzolenti motoslitte non attira molta gente.
Oggi, a Marmora, motoslitte non se ne vedono più, in compenso ci sono non una ma due locande solo a Vernetti senza contare le altre nate nelle borgate lì intorno: si stava per buttare anni di lavoro dei gestori, delle associazioni, delle amministrazioni comunali e della Comunità Montana per far posto a quattro gatti in motoslitta, disposti forse a spender più di scialpinisti ed escursionisti ma che sempre quattro gatti erano.
Tornando alla questione dell’Aquila, l’unica cosa che mi permetto di consigliare prima ancora di far partire il tamtam su internet e di fare manifestazioni, se qualcuno conosce bene i gestori, di andargli a parlare e di far loro capire che si stanno dando la zappa sui piedi.
Dall’altro lato, noi scialpinisti ed escursionisti, dovremmo fare un po’ di autocritica: non possiamo pretendere di avere strade aperte e ben pulite dalla neve, salate e sabbiate per poter raggiungere in fretta il luogo di partenza della nostra gita e per poter in fretta ritornare alle nostre case, senza aver lasciato nemmeno un euro per il caffè in questi esercizi.
Questi sono il presidio che in montagna permette a noi di divertirci, da soli o in compagnia: chiusi loro, non ci sarà più nessun motivo per le amministrazioni locali, già a corto di fondi, per aprire le strade anzi, per evitare furti nelle borgate le terranno ben ben innevate.
Morale, se proprio non vogliamo farlo per altruismo o solidarietà verso chi presidia questi luoghi, facciamolo almeno per egoismo, per il nostro divertimento e piacere, diamo una mano a chi in montagna vive e lavora!
assolutamente d’accordoaggiungerei solo che se non si combatte con forza un certo tipo di frequentazione della montagna(mezzi meccanici a motore in genere) il rischio sarà che prima o poi “quei 4 gatti diventino un branco”! con conseguenze per l’ambiente irreversibili.
l’unico modo per salvaguardare la montagna è fare in modo che per “conquistarla” (si fa per dire) si sia disposti a fare fatica e in alcuni casi, correre anche qualche rischio..
fare qualche passetto indietro è l’unico rimedio che mi sentirei di sottoscrivere per salvare il salvabile.
da salvare ovviamente sono anche quelli che in montagna ci vivono e che contribuiscono a mantenere vivo e ordinato il territorio. (assoluto rispetto per queste persone)
ma….non è sicuramente la strada giusta quella di creare un enorme parcogiochi.
io nel mio piccolo consumo sempre qualche cosa, nelle strutture presenti nei luoghi che visito, se lo facessero tutti non ci sarebbe bisogno di promuovere altri tipi di turismo

ma so bene che è come raccogliere la cacca dei cani………

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03/02/2014 alle 06:42 #865471
pienamente d’ accordo non perdiamo l’ occasione per assaggiare il gusto, la bellezza e la delicatezza delle strutture che sono nate in valle, aiutando economicamente chi ci accoglie
…la storia di marmora tanto insegna
io che sono innamorata della mia valle (forse l’ ho già detto?
), quando l’ attività delle motoslitte è finita, ho tirato un sospiro di sollievo
aggiungo che la trasformazione motoslitte-ciaspole è avvenuta per motivi economici, più che per una sorta di protezione dell’ ambiente
nel senso che i gestori dei locali, in particolare uno, ha ben pensato, giustamente , che sarebbero entrati più soldi nelle sue tasche se si passava a un turismo “soft”
adesso la borgata è tutta sua

la valmaira si è salvata proprio grazie al fatto che economicamente, per certe attività chiassose e vistose, offre poche speranze; vedi l’ albergone di canosio, che è rimasto senza seguito, per fortuna
ha delle difese, la mia valle, cominciando dalla strada, benedetta strada stretta e tortuosa, che finisce lì, chiusa da una conchiglia di cime meravigliose che la proteggono

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03/02/2014 alle 09:19 #865473gattonero wrote:
aggiungerei le mulattiere che vengono rese carrozzabili e ad uso esclusivo dei malgari x agevolarli durante la transumanza. montagne solcate e tagliate da inutili strade e mezzi da cantiere che x anni le percorrono. soldi buttati che potrebbero essere usati x altro.
e non intendo piscine scoperte a 2000 metri o inutili palestre di arrampicata indoorogni riferimento alla cattedrale nel deserto di Viu è puramente casuale?….

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03/02/2014 alle 20:34 #865479
sabato all’aquila c’era un radono di harley, ci hanno porovato a salire alla croce,ma non avevano le catene
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