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21/02/2014 alle 13:09 #836891
Torino L’osservatorio nato all’interno del Cai e guidato da Alessandro Gogna scrive una lettera aperta al procuratore Guariniello
L’ossessione sicurezza
Il manifesto della libertà in montagna “Ma l’alpinismo non è senza limiti”
LEONARDO BIZZARO
No Limits. La vecchia pubblicità di un orologio è stata la fortuna di una generazione di alpinisti e arrampicatori, ma forse ha rovinato per sempre la reputazione dei loro colleghi. Perché nascono tutti da lì, dalla convinzione che in montagna ci vada chi non vuole limiti, i titoli dei giornali dopo un qualsiasi incidente in montagna, con poche eccezioni. E dunque non ha fatto scalpore la richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo — da parte del pm Emanuela Pedrotta, del pool di magistrati torinesi guidati da Raffaele Guariniello che si occupano di sicurezza — dei tre amici di Simone Caselli, trentanovenne di Modena, che il 9 dicembre 2012 è morto, sepolto da una valanga, mentre sciava fuoripista sotto il Fraitève, a Sauze d’Oulx. Non ha fatto scalpore fra chi non frequenta la montagna, l’estate o d’inverno, ma è stata una valanga tra alpinisti e affini. Perché un’accusa di omicidio, ancorché colposo, significa la parola fine per un’attività che ha una storia plurisecolare e attorno alla quale sono nati i club alpini, la professione di guida alpina,le industrie di attrezzi, i rifugi e chissà quant’altro. L’Osservatorio della Libertà in Montagna e in Alpinismo, riconosciuto dal Cai, che solo per caso nasce in coincidenza con la richiesta di rinvio a giudizio, scende in campo per chiedere non tanto una «giustizia speciale» per chi va in montagna, ma la comprensione di che cosa sia l’alpini-smo rispetto ad altre attività sportive. Al procuratore Guariniello arriverà oggi la lettera aperta firmata dal portavoce dell’Osservatorio, Alessandro Gogna, personaggio di primissimo piano dell’alpinismo dagli anni Sessanta agli Ottanta.
La libertà in alpinismo, specifica Gogna, non è vivere emozioni ed esperienze «senza limiti, sminuendo l’esistenza di pericoli e rischi»,ma «facoltà di determinare in autonomia le scelte che ci riguardano, sia come singoli che come componenti di una collettività, ma con la consapevolezza del rischio che si corre e dei danni che possono derivarne ad altri». C’è un diritto al rischio, ma «è valido solo quando è frutto di una scelta consapevole e rispettosa degli altri, sapendo che non esistono la pretesa e la certezza di essere soccorsi sempre, comunque e in ogni condizione». Non può esistere la sicurezza totale, «è una pura illusione della società assistenzialista e consumista, non esiste e non esisterà mai, né in alpinismo né in nessun’altra attività umana (…). Esistono però spazi in cui la persona può e deve muoversi liberamente con la coscienza del rischio e dei propri limiti, conl’attenzione agli altri e all’ambiente in cui si muove». L’antropologo Annibale Salsa, docente all’Università di Genova ed ex presidente del Cai, scrive che oggi «la ricerca della sicurezza è la psicopatologia della società moderna».
Ma c’è un confine netto fra terreni e attività che vi si svolgono: «È fuor di dubbio — scrive ancora Gogna — che l’attività in pista deve essere al riparo da pericoli oggettivi (…). L’utente della stazione sciistica ha acquistato un servizio che comprende, tra le altre cose, la propria incolumità sulle piste da sci (…). Se invece abbandoniamo la pista, non importa se di poco o di tanto, dobbiamo preoccuparci da noi. Bisogna far passare il concetto che scendere un pendio innevato lungo una pista da sci o lontano da essa sono due cose culturalmente opposte, certamente compatibili tra di loro, ma da non confondere. Sulla pista da sci si fa attività sportiva, altrove no! Il restante è compreso in tutte le altre attività d’avventura in montagna, estive e invernali ».
Chiede dunque un confronto con Guariniello, l’Osservatorio, «perché riteniamo che lei personalmente debba essere messo a conoscenza della filosofia di coloro che reputano essenziale forma dilibertà il muoversi su terreno di avventura montana». Perché riconosce nel magistrato colui dal quale spesso si è mossa la discussione che ha trasformato la legge.
Il testo integrale della lettera si può scaricare dal link
http://www.k3photo . com/high-res/Guariniello-lettera-aperta.pdf© RIPRODUZIONE RISERVATA
Che ne pensate? Io sono d’ accordo con Gogna.
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21/02/2014 alle 14:39 #865642
Mi associo. Firmerei anche una petizione, se servisse a qualcosa.
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21/02/2014 alle 17:55 #865646
hai copiato anche questo powderdavide wrote:© RIPRODUZIONE RISERVATA
almeno dicci da dove. -
21/02/2014 alle 18:06 #865647
Cavolo, hai ragione, non ci avevo fatto caso! Si può cancellare? Comunque è un articolo sulla Repubblica di oggi.
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21/02/2014 alle 19:49 #865648
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23/02/2014 alle 09:20 #865654
Il titolo prometteva bene: http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=41599 poi però abbiamo al punto 1 (chissà come mai!) il solito “velato” consiglio di rivolgersi ad una guida;
tra i fattori di rischio (anche qui chissà come mai) non viene mai menzionato l’eliski, che invece secondo me a volte può avere la sua importanza.
Alla fine mi sembra che i punti più interessanti siano gli ultimi due, che riguardano le statistiche e i divieti.
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23/02/2014 alle 13:52 #865657Quote:
poi però abbiamo al punto 1 (chissà come mai!) il solito “velato” consiglio di rivolgersi ad una guida;
Proviamo una volta tanto a non farne tanto una questione di principio e della inutile dietrologia. Le guide in montagna ci lavorano e hanno una buona possibilità di conoscere la montagna meglio di chi lavora davanti a un computer tutta la settimana o no ?Inoltre le guide sono anche de i comuni mortali e hanno la possibilità di contare fra di loro delle teste di c.., dei millantatori e dei buoni a nulla come da media nazionale.
Quote:tra i fattori di rischio (anche qui chissà come mai) non viene mai menzionato l’eliski, che invece secondo me a volte può avere la sua importanza.
é l’heliski un fattore di rischio o un certo ‘malo’modo di concepire la montagna (di cui l’heliski è una delle varie espressioni) ? -
24/02/2014 alle 10:54 #865665
come sempre l’italiano medio ha bisogno di qualcuno che gli dica come comportarsi,a chi rivolgersi x fare qualcosa ,con chi prendersela se qualcosa va storto. si e’ sempre andato x monti? bene, basta continuare ad andare. abbiamo bisogno di altre leggi? non ci bastano quelle ridicole che ci sono? continuiamo cosi a chiederle, prima o pou qualche pantofolaro scalda scrivania ci accontenta. e’ cosi’ difficile? -
24/02/2014 alle 12:31 #865670gattonero wrote:
come sempre l’italiano medio ha bisogno di qualcuno che gli dica come comportarsi,a chi rivolgersi x fare qualcosa ,con chi prendersela se qualcosa va storto. si e’ sempre andato x monti? bene, basta continuare ad andare. abbiamo bisogno di altre leggi? non ci bastano quelle ridicole che ci sono? continuiamo cosi a chiederle, prima o pou qualche pantofolaro scalda scrivania ci accontenta. e’ cosi’ difficile?
Sono pienamente d’ accordo con te!

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