Forums › Gulliver › Bar Gulliver › Mondrone, Bessanese … e soste con catene…
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11/12/2009 alle 12:27 #835326
Dal momento che liviell su un altro topic ha giustamente sollevato il problema di un possibile (e a mio parere giusto) ritorno delle vie classiche del gruppo Castello – Provenzale allo stato originario, vi sottopongo questo quesito. Le Valli di Lanzo sono da sempre considerate un pò la patria dell’alpinismo torinese e, salvo poche eccezioni dovute all’opera di pochissimi alpinisti – esploratori local, vige un’aura romantico – poetico – conservativa (più a parole in verità) della memoria di ciò che fu a parere di molti la “belle epoque” dell’alpinismo valligiano (1857 – 1930).
Ora, nel momento in cui ci si scanna sulle problematiche relative alla rimozione degli spit della Valle dell’Orco, già da alcuni anni delle soste, anche con catene, sono state posizionate dal soccorso alpino della zona sulle storiche vie Dionisi (1956) e Rosenkrantz (1939), sulla parete nord dell’Uja di Mondrone 2964 m.
Premetto che la Dionisi-Marchese tocca a malapena il V° (1 passo) e la Rosenkrantz ha un breve passaggio di IV°+. Ci si protegge e si sosta ovunque.
Oltretutto, occorre tenere conto della valenza storica di questa montagna per l’alpinismo torinese (vi fu fatta la prima invernale italiana) e del fatto che la sua frequentazione e la sua natura morfologica non sono certo quelle della Castello-Provenzale. Anche sul celebre spigolo Murari – Bra (1 solo passo di IV+; parete est della Bessanese 3604m, 1931), da anni sono comparse le soste a spit. Va anche rimarcato che, se dette soste sono state posizionate per “sicurezza” dal soccorso alpino, queste non servono in realtà a quello scopo perchè, una calata su quel terreno, sarebbe ancor più pericolosa aumentando il pericolo di incidenti. Non servono dunque a nulla se non dare la “sicurezza” a chi sale che forse è sulla via giusta (sigh!), ma data la logicità delle vie sono assolutamente inutili, anzi, a mio parere sono un vero sfregio proprio a quel pezzo di storia che tanto nei salotti si vuole difendere. E dunque, una sosta in quel caso può essere “imbarazzante” come uno spit sulla fessura. Se il discorso che abbiamo fatto finora ha una bontà di fondo, a maggior ragione qui andrebbero tutte rimosse.
Usando il buon senso certo, e convincendo tutti (semmai ce ne fosse bisogno) che almeno certe montagne le vogliamo com’erano.
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11/12/2009 alle 17:26 #845834
Forse quelle soste fanno sì che il soccorso non debba intervenire… in quel senso diventano utili… ma non conosco la situazione se non per il post iniziale quindi la mia è una supposizione, niente di più! -
12/12/2009 alle 18:48 #845839
Assoluto e completo supporto a quanto detto da Ajax (che sa bene quale sia la mia posizione “storica” su entrambi questi “massacri”). Il lavoro fatto sulla Mondrone è delirante – la via non richiede minimamente l’uso di soste se non FORSE in un paio di punti (forse!), e, considerato il tipo di via (una via bellissima e tecnicamente facilissima, ma lunga 500 metri, abbastanza faticosa, rischio neve e vetrato se non a stagione inoltrata, insomma – non una via da falesia!!!) se andate a farla pensando di aver bisogno delle soste spittate… siete sulla via sbagliata! Sulla Mondrone meritano un discorso anche i caotici lavori di tracciature e “messa in sicurezza” della normale – risultato, un dedalo di bollini di tutti i tipi che fanno solo perdere un sacco di tempo, invece di aiutare a trovare la via! Per non parlare della nuova corda fissa, che secondo me serve solo per incoraggiare evoluzioni abbastanza pericolose (certamente nessuno si porta il dissipatore e l’imbrago per un solo passo). Risultato – montagna sminuita e mortificata, ma certamente non resa più sicura. E, per chiudere il discorso della Mondrone – a quando un po’ di pulizia bolli sulla cresta dell’Ometto?
Il discorso del Murari è ancora più demenziale. Lo spigolo ( un VIA ALPINISTICA, anche se non difficile) va percorso quasi sempre in conserva mettendo protezioni veloci qua e la – fare i tiri significa perdere moltissimo tempo e rischiare molto di più del normale (per di più su una montagna parafulmine nota per i temporali pomeridiani d’estate!!). Come detto da Ajax, una discesa in doppia al di sopra di un certo punto è rischiosa (e riservata ad alpinisti esperti… che non hanno bisogno delle soste spittate!) – il risultato e che questa attrezzatura serve solo ad attirare gente che sullo spigolo non dovrebbe metterci piede (con conseguente aumento dei recuperi…). La Bessanese è una montagna dove esiste un solo modo di essere sicuri – affrontarla con la preparazione necessaria.
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12/12/2009 alle 22:31 #845840thebrd wrote:
Forse quelle soste fanno sì che il soccorso non debba intervenire… in quel senso diventano utili… ma non conosco la situazione se non per il post iniziale quindi la mia è una supposizione, niente di più!
Ma se la logica fosse veramente mettere delle soste con catene su ogni via di questo genere, per creare una situazione di sicurezza (finta), assisteremmo ad uno scempio allargato. Ribadisco, in questo caso, sapere che ci sono soste attrezzate con catene potrebbe favorire una lettura della via falsata e fornire qualche elemento di tranquillità in più a chi magari è in dubbio se affrontare una salita come il “Murari”. Dunque questa sarebbe l’ennesima dimostrazione che la maturazione tecnico -esperienziale di molti, non passa attraverso la consapevolezza ma è per così dire “aiutata” dalla presenza dello spit.
Ma al di là di questo il problema è: è tollerabile mettere spit e catene su vie che fanno parte della storia alpinistica condivisa, vie che, per la loro stessa natura non hanno nulla a che vedere con trapano e tasselli? Credo proprio di no.
Concordo con lucasignorelli che sarebbe ora di fare un pò di pulizia in generale sulla Mondrone…
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13/12/2009 alle 10:55 #845844
Concordo con Ajax e Luca, aggiungo all’attenzione anche la via Manera Fulgenzi alla Punta Sella. In una valle dove il lavoro di richiodatura è stato imponente, almeno quella via la si poteva risparmiare. Anche in questo caso valgono commenti sulla pseudo-sicurezza che inducono tali interventi, sulla perdita di “gusto” nella ricerca della via con in mano la relazione della guida ai monti d’Italia ecc.ecc. Peccato. -
13/12/2009 alle 11:30 #845845Kowalski wrote:
Concordo con Ajax e Luca, aggiungo all’attenzione anche la via Manera Fulgenzi alla Punta Sella. In una valle dove il lavoro di richiodatura è stato imponente, almeno quella via la si poteva risparmiare. Anche in questo caso valgono commenti sulla pseudo-sicurezza che inducono tali interventi, sulla perdita di “gusto” nella ricerca della via con in mano la relazione della guida ai monti d’Italia ecc.ecc. Peccato.
Concordo, la Manera – Fulgenzi è un altro scempio!!!
Il problema è: come agire ora? Il movimento d’opinione che si sta creando attorno al “caso Valle Orco” ha già di per sè un suo peso, quantomeno deterrente. Ma l’acquisizione dell’idea di un “santuario” dove conservare un certo stile è paradossalmente ben più facile lì, nonostante, come ben vedi, alcuni guru capofila della “rivoluzione” siano stati loro stessi gli autori di scempi etici che vanno ben al di là dell’ aver messo uno spit in più su di una fessura. Purtroppo, nei gruppi montuosi di cui sopra, un lavoro di richiodatura del genere viene visto con favore dalla maggioranza. Creare un movimento d’opinione in controtendenza e una relativa controcultura sì può, ma temo che l’adesione, per i motivi che già ho espresso negli altri topic, sarebbe più difficile.
Tu sai che non ho mai messo spit in alta montagna e che, di fronte alla possibilità di aprire una via di “stampo moderno” che sarebbe stata forse la migliore del gruppo montuoso (che conosci) ho rinunciato.
Ora la voglia di schiodare, ti dico la verità è molta ma sai anche, conoscendo le lobbies locali, cosa comporterebbe questo. Non che la cosa mi preoccupi, ovvio, ma prima di essere accusati di terrorismo, occorrerebbe far capire le giuste ragioni.
Queste dovranno illuminare sul fatto che delle vie come la Manera – Fulgenzi, o la Rosenkrantz e il Murari, sono “plaisir” proprio perchè è bello vivere un pò di avventura, preparare le soste e “cercare” la via. Gli spit in montagna, su questo genere di salite, sono solo la traccia incivile e irrispettosa di chi, con tutta probabilità (anzi, con ceretzza!!) anche in “basso” deve avere una protezione da azzerare sempre davanti al naso!
😮 😮 😮 -
13/12/2009 alle 16:19 #845847
Boh, non mi sembra tanto un discorso nuovo, da anni spit si, spit no, non è solo questione di oggi lo sapete meglio di me. Personalmente credo che non ci sia nulla di male che anche lo spit appaia su quelle vie come il chiodo di acciaio sostituì quello di ferraccio e il friend sostituisce il chiodo, è il segno dei tempi, non sempre rimanere ancorati al passato è la cosa migliore come del resto non è certo sempre giusto accettare tutte le modernità anche quando sono inutili.Piuttosto io penso che se il Soccorso (non dimentichiamo l’utilità di questo) ritiene di posizionare alcuni ancoraggiper la sicurezza degli operanti il soccorso stesso, non ci sia niente di male, cosa diversa è spittare tutte le soste della via soprattutto dove si può usare materiale convezionale o dove le soste stesse siano in realtà inutili ad un soccorso. In buona sostanza credo che su vie come quelle che citate le soste spittate debbano rendere la sola funzione di sicurezza in eventuali recuperi ed accelerare le manovre specie con brutto tempo incombente. Teniamo presente che un incidente può capitare anche a gente esperta e a guide (come già successo). Un po’ meno di talebanismo farebbe bene a tutti ! -
13/12/2009 alle 18:23 #845849
caro giagio, se hai letto qualche mio intervento sugli altri topic, ti sarai di certo accorto che non sono talebano. Cerco solo di usare il buon senso e l’attrezzamento delle soste su terreni come quello, di buon senso non ne rivela alcuno.
Non si tratta infatti di calate mirate in punti strategici per migliorare le condizioni di sicurezza dei soccorritori ma di soste posizionate in modo sistematico. Tieni conto del fatto che, se anche così fosse, nel gruppo del Bianco brulicherebbero le soste a spitfix con catena.
Pensa attrezzare con questa “scusa” le soste al Pilone centrale, al Derobè, o al Brouillard…
Quest’azione, sconsiderata, non parte da quel presupposto e anche se lo facesse, mettere soste in modo sistematico significa convincere con un argomento in più gli indecisi a tentare la via, con conseguente aumento della possibilità d’incidente…
Secondo me è ora di finirla con l’idea che “spit” equivale a dire sicurezza, sono sinonimo di sicurezza, la preparazione, la coscienza dei propri limiti e l’allenamento.
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13/12/2009 alle 21:29 #845852
Non si tratta di essere talebano, si tratta di dare un valore alle cose che si fanno. Per me arrampicatore molto medio, il valore della mia scalata in montagna è dato dallo studio, anche storico, dell’itinerario, dalla ricerca della via, dal cavarmela nell’attrezzare soste e mettere protezioni intermedie, condividendolo con un compagno con cui c’è feeling. Questo ha un valore assoluto a prescindere dalla difficoltà.
Vorrei continuare a poter fare questo, così come posso scegliere di scalare su vie spittate, cosa che non disdegno certo.
Certo che a tutti fa piacere sapere che in caso di soccorso l’attrezzatura in parete può facilitare il tutto, però questo non può diventare la giustificazione per una attrezzatura indiscriminata, sulla Manera Fulgenzi sono stati aggiunti anche una decina di spits di via più una variante in fessura spittata!
C’è poi un ulteriore problema che sulle vie di montagna queste “rivisitazioni” sono opera in generale di guide alpine o del soccorso.
Quindi oltre a protestare civilmente non rimangono molte azioni da intraprendere, pena vicissitudini giudiziarie.
E’ quindi più talebano (parola tra l’altro usata impropriamente) chi d’autorità e per il suo ruolo, modifica una via, o chi ne difende lo stato preesistente ed il valore storico.
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13/12/2009 alle 22:31 #845853giagio wrote:
Boh, non mi sembra tanto un discorso nuovo, da anni spit si, spit no, non è solo questione di oggi lo sapete meglio di me. Personalmente credo che non ci sia nulla di male che anche lo spit appaia su quelle vie come il chiodo di acciaio sostituì quello di ferraccio e il friend sostituisce il chiodo, è il segno dei tempi, non sempre rimanere ancorati al passato è la cosa migliore come del resto non è certo sempre giusto accettare tutte le modernità anche quando sono inutili.Piuttosto io penso che se il Soccorso (non dimentichiamo l’utilità di questo) ritiene di posizionare
alcuni ancoraggiper la sicurezza degli operanti il soccorso stesso, non ci sia niente di male, cosa diversa è spittare tutte le soste della via soprattutto dove si può usare materiale convezionale o dove le soste stesse siano in realtà inutili ad un soccorso. In buona sostanza credo che su vie come quelle che citate le soste spittate debbano rendere la sola funzione di sicurezza in eventuali recuperi ed accelerare le manovre specie con brutto tempo incombente. Teniamo presente che un incidente può capitare anche a gente esperta e a guide (come già successo). Un po’ meno di talebanismo farebbe bene a tutti ! Tanto per essere estemamente chiari – in entrambe le vie gli spit sono completamente inutili per eventuali manovre di soccorso, tranne in un paio di punti – del resto, sia lo spigolo Murari che la Rosenkrantz alla Mondrone erano vie percorse assai raramente prima della “messa in sicurezza” (e quindi, come capita il 90% delle volte in cui una via alpinistica è spittata, la via diventa paradossalmente meno sicura di prima!). L’Uja di Mondrone ha una pessima fama in terminid incidenti sulla normale, perchè è una montagna nebbiosa e facilmente bersaglio di temporali – gli incidenti, se capitano, non sono certamente resi meno rari o meno gravi dagli spit.
Inoltre – nonn stiamo parlando di “mettere alcuni ancoraggi” – stiamo parlando si soste su tutti i “tiri”, anche laddove nessuna persona di buon senso farebbe dei tiri! Lo scopo è il solito – sulla base di un mal riposto desiderio di aumentare la frequentazione delle vie, si mettono le soste sperando di attirare i frequentatori delle falesia. Sulla Bessanese lo scopo è anche legato alla frequentazione del vicino rifugio. In entrambi i casi, sia chiaro, il locale soccorso è stato solo strumento del tutto – la giustificazione a posteriori dell’intervento per motivi di sicurezza è stata tirata fuori (appunto) a posteriori quando qualcuno aveva fatto notare l’assurdità di tali manovre4.
Quanto al “talebanismo” – io veramente il talebanismo lo vedo solo in chi, nel 2009, difende ancora metodi antidiluviani che andavano bene (forse) 20 anni fa. Siamo nell’epoca in cui, al di fuori delle falesie de di certe vie di placca, ci si protegge magnificamente con le protezioni veloci, che sono affidabili, sicure (se si vuole imparare ad usarle) e permettono anche a chi non è Bonatti di fare alpinismo in modo moderno senza però sacrificare l’avventura. Ripeto – le vie in questione sono tecnicamente facili, il loro valore aggiunto non sta nella parte “ginnica” (su cui lo spit può avere ancora un senso) ma nel terreno. La sicurezza su queste vie dipende SOLO dall’esperienza e dall’umilità con cui qualcuno affronta il terreno di alta montagna, non dal fatto che ci siano o meno le soste.
Trovo anche strano il discorso di equiparare lo spit al passaggio dai chiodi in ferro dolce a quelli in acciaio – quello che rende differente lo spit dai chiodi (e dalle protezioni veloci – nuts, friends etc) è che si fa un buco per piazzarlo, e quindi lo si può piazzare dappertutto – una differenza enorme rispetto all’andare in montagna in autonomia. Eccetto che in pochissimi casi, andare su una via a spit significa dipendere dal lavoro fatto da altri, dalla loro professionalità nel piazzare spit e soste (e non tutte le vie spittate piemontesi sono equipaggiate in modo sicuro… anzi!). Ripeto, 20 anni fa lo spit ha aperto parecchie strade nuove all’arrampicata pura, sopratutto in falesia, ma i tempi cambiano, il mondo si evolve, ed in gni caso, spittare le vie alpinistiche non è MAI stata una pratica secondo me corretta (ne dal punto di vista della sicurezza, ne dal punto di vista della soddisfazione nel ripetere la via).
Ultimo punto – per noi “vecchietti” che oltre al 6a da primi non riescono proprio ad andare, le vie “medie” tipo la Rosenkrantz o lo spigolo Murari, fatte in autonomia, sono una delle poche possibilità di un po’ avventura dietro casa, senza andare in quota, senza camminare 20000 ore, oppure senza doverci per forza trasferire in Val D’Aosta. Pure quelle ci volete togliere?
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14/12/2009 alle 08:01 #845854
Non so se avete analizzato lo sviluppo di questo discorso ultimamente…. bene, vi dico cosa penso. Penso che ci sia tantissima gente che la pensa come noi e alla quale starebbe benissimo se venissero schiodate certe vie.
Penso però che Guide e Responsabili Cai si son ben guardati in tutto questo tempo dall’esporsi al confronto.
Lasciano che ci scanniamo qui dove tutti leggono tutto ma pochi scrivono.
Aspettano che qualcuno agisca per poi scagliarsi contro in nome della “sicurezza deturpata”. Sarà così?? …mmm… ho proprio quel presentimento, ma spererei di no ovviamente.
Restando in tema del topic (perchè con la valle dell’Orco il discorso è un pò diverso) penso che continuare a parlarne serva a poco ormai.
Non sarebbe forse ora di agire motivando in modo chiaro e dettagliato le proprie azioni?
Non sarebbe ora di far pubblicare sulla “Rivista”, “AlpiDoc”, “Alp” ecc. ecc. articoli dove si spiega l’altro lato della medaglia, dove si spiega che la sicurezza deve anche chiamarsi consapevolezza e deve risiedere prima di tutto in noi stessi, e non viene venduta sottoforma di placchetta e tassello…!?!?!??????????
Articoli che parlano dell’alpinismo come sentimento e sport, dove la testa e il corpo devono lavorare alla pari.
Spiegare … spiegare…spiegare…. e quindi andare a schiodare….schiodare…schiodare….. .

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14/12/2009 alle 09:47 #845862Kowalski wrote:
C’è poi un ulteriore problema che sulle vie di montagna queste “rivisitazioni” sono opera in generale di guide alpine o del soccorso.Quindi oltre a protestare civilmente non rimangono molte azioni da intraprendere, pena vicissitudini giudiziarie.
E’ quindi più talebano (parola tra l’altro usata impropriamente) chi d’autorità e per il suo ruolo, modifica una via, o chi ne difende lo stato preesistente ed il valore storico.
E allora discussione del tutto inutile, perchè la fai non capisco. Per quanto riguarda il talebano non sapevo che in questo forum ci fossero filologi e studiosi della parola, ad essi mi inchino.😳 😳 😳 😳 -
14/12/2009 alle 14:17 #845865giagio wrote:
Per quanto riguarda il talebano non sapevo che in questo forum ci fossero filologi e studiosi della parola, ad essi mi inchino.😳 😳 😳 😳 …adesso lo sai.

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14/12/2009 alle 17:47 #845866
Credo che Liviell abbia ragione quando dice che occorre spiegare, spiegare, spiegare e poi schiodare… Credo che “un’azione di forza”, per quanto giusta, dal momento che anche la chiodatura lo è stata, dovrebbe essere preparata facendo sentire la nostra voce al di fuori di questo forum.
Per quanto riguarda “l’autorevolezza”, caro Kowalski, mi riesce difficile pensare che appartenga a chi fa degli scempi del genere, guide o soccorso che siano. Non mi risulta inoltre che il soccorso sia preposto a questo… Se un politico fa un errore non è che glielo si perdona perchè è autorevole, lo si contesta col movimento d’opinione. E noi siamo sempre di più… in basso come, a maggior ragione in alta montagna. Un giorno potrebbero essere costoro a beccarsi una denuncia perchè compiono scempi e non chi schioda per pareggiare i conti. Se sarebbe una “bestemmia” per tutti attrezzare le soste con catene al Pilone o al Fou, lo è anche averlo fatto sulla Punta Sella, alla Mondrone e alla Bessanese, anzi, lo è ancora di più.
Sono comunque daccordo sul fatto che bisogna discutere e magari, saranno proprio quelli che hanno chiodato a capire, come è auspicabile, che ora i tempi stanno cambiando e gli errori vanno rimediati. Sarebbe bello e, come ben sai, qualcuno in basso ha già iniziato…
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18/12/2009 alle 19:40 #845938Kowalski wrote:
Non si tratta di essere talebano, si tratta di dare un valore alle cose che si fanno.
Per me arrampicatore molto medio, il valore della mia scalata in montagna è dato dallo studio, anche storico, dell’itinerario, dalla ricerca della via, dal cavarmela nell’attrezzare soste e mettere protezioni intermedie, condividendolo con un compagno con cui c’è feeling. Questo ha un valore assoluto a prescindere dalla difficoltà.
Vorrei continuare a poter fare questo, così come posso scegliere di scalare su vie spittate, cosa che non disdegno certo.
Certo che a tutti fa piacere sapere che in caso di soccorso l’attrezzatura in parete può facilitare il tutto, però questo non può diventare la giustificazione per una attrezzatura indiscriminata, sulla Manera Fulgenzi sono stati aggiunti anche una decina di spits di via più una variante in fessura spittata!
C’è poi un ulteriore problema che sulle vie di montagna queste “rivisitazioni” sono opera in generale di guide alpine o del soccorso.
Quindi oltre a protestare civilmente non rimangono molte azioni da intraprendere, pena vicissitudini giudiziarie.
E’ quindi più talebano (parola tra l’altro usata impropriamente) chi d’autorità e per il suo ruolo, modifica una via, o chi ne difende lo stato preesistente ed il valore storico.
Ha ragione kowalski, talebani sono coloro che hanno fatto il lavoro….


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04/08/2010 alle 07:54 #849065
Tempo fa, in pieno dibattito sullo “spit illegittimo”, ho aperto questo topic per sottolineare quanto “illegittime” fossero soste e catene sulle vie in questione. Ora, mi è giunta voce che “qualcuno” ha intenzione di atterzzare delle soste con spit, e forse parzialmente anche qualche via, nel Gruppo Gura – Martellot. Detto gruppo, unico per morfologia, natura degli itinerari e talvolta difficoltà di rientro in caso di abbandono della salita o di maltempo, è forse uno dei pochi angoli delle “occidentali” dove si può vivere ancora un pò di avventura e di alpinismo con la “A”. Alcune vie aperte oltre 70-60 anni fà non arrivano a dieci ripetizioni. Ed è bello così!
Certi scalatori dalle “bassissime quote”, in tutti i sensi, farebbero meglio a preparasi e ad allenarsi piuttosto che pensare a un avvicinamento a dette cime con la “falsa logica” della tranquillità e sicurezza dettata da pochi spit. Forse avrebbero anche fatto meglio a partecipare alla serata che, pochi giorni addiedtro, il sottoscritto ha tenuto con il mitico Lino Fornelli. Un modo corretto per spingere la frequentazione di quelle pareti e vette attraverso la conoscenza e il rispetto.
Ora, io ho sempre detto che non schiodo il lavoro fatto da altri ma, statene certi, cari paladini della sicurezza, che questa volta schioderò all’indomani stesso e, questa volta, probabilmente, non sarò da solo.
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04/08/2010 alle 09:14 #849066
Pienamente d’accordo Ajax! Purtroppo però nell’odierno mondo del “IO DEVO POTERE, TUTTO SUBITO” tante persone non concepiscono più il sano andar per monti fatto di fatica e remunerazione naturale. Ormai la gente vuole la roccia sana, protezioni tali da far credere che nemmeno un’idiota possa farsi male, avvicinamenti agevoli, magari anche lunghi, ma con ciottolato di medie dimensioni e copertura cellulare totale, nomi alla base, e chi più ne ha più ne metta.
Adesso però vorrei porre un quesito su un discorso più o meno simile a questo:
Siamo in un rifugio a 3000m dove tutto intorno vi è la possibilità di scalare su itinerari di vario genere, la maggior parte attrezzati e/o riattrezzati a spit un pò ovunque, fessure comprese. Un giorno qualcuno vorrebbe andare a togliere gli spit almeno dalle fessure e riportare alcuni itinerari allo sato più prossimo all’originale. Il gestore, indignato, fa opposizione dicendo che per lui sarebbe una grave perdita economica in quanto molti clienti usufruiscono del suo rifugio proprio perchè gli itinerari, così attrezzati, sono più facilmente accessibili, quindi ripetibili.
Cosa ne pensate?
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04/08/2010 alle 09:54 #849067Liviell wrote:
Pienamente d’accordo Ajax!
Purtroppo però nell’odierno mondo del “IO DEVO POTERE, TUTTO SUBITO” tante persone non concepiscono più il sano andar per monti fatto di fatica e remunerazione naturale. Ormai la gente vuole la roccia sana, protezioni tali da far credere che nemmeno un’idiota possa farsi male, avvicinamenti agevoli, magari anche lunghi, ma con ciottolato di medie dimensioni e copertura cellulare totale, nomi alla base, e chi più ne ha più ne metta.
Adesso però vorrei porre un quesito su un discorso più o meno simile a questo:
Siamo in un rifugio a 3000m dove tutto intorno vi è la possibilità di scalare su itinerari di vario genere, la maggior parte attrezzati e/o riattrezzati a spit un pò ovunque, fessure comprese. Un giorno qualcuno vorrebbe andare a togliere gli spit almeno dalle fessure e riportare alcuni itinerari allo sato più prossimo all’originale. Il gestore, indignato, fa opposizione dicendo che per lui sarebbe una grave perdita economica in quanto molti clienti usufruiscono del suo rifugio proprio perchè gli itinerari, così attrezzati, sono più facilmente accessibili, quindi ripetibili.
Cosa ne pensate?
CHE DOVRESTI INIZIARE A FARTI FURBO….
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04/08/2010 alle 10:33 #849069
Ma no Teo! non “cosa ne pensi su di me”!!! Che tanto lo so già… Caxxo ma sei proprio come mi diceva sempre la maestra: “Il ragazzo è intelligente, ma non si applica”!! Cosa ne pensi dell’argomentino che ho postato!? Io non mi son fatto ancora un’idea precisa…mi piacerebbe sapere altre impressioni.
Ciao Teo, stammi benone eh!?


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04/08/2010 alle 12:06 #849070
sempre per teo…se sei sempre tu….complimentoni per la trilogia! Chapeau! 
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04/08/2010 alle 14:05 #849071
per quanto riguarda il mio di post, teo che con suo fratello è uno dei pochi “dieci” di cui parlavo, ha capito sicuramente il senso del mio discorso. Credo che non possa che essere daccordo. Quello è un angolo di occidentali dove si respirano veramente le atmosfere dei tempi di Vaccarone o dei primi “pionieri”. Ed è bello che per completezza della scalata, ci si aggiusti un pò per scendere. Poi, morfologia e qualità della roccia preservano il luogo, a differenza di altri bacini dove la scalata è proliferata data la vicinanza a un rifugio e una manciata di spit (dove per carità il divertimento è giustamente in primo piano). Dunque, a che pro mettere degli spit? In passato avevo fatto un paio di linee di calata su chiodi, ma sono difficili da reperire e vi è il pericolo costante che le corde s’incastrino. Le discese a piedi sono, è vero laboriose, ma l’ambiente è superbo e ripaga della fatica. L’incombenza di una ritirata di fortuna o comunque veloce “scoraggia” di fatto alcuni possibili ripetitori. Ciò significa solo una cosa: che forse magari non sono pronti per accettare le regole del gioco che quivi la montagna offre. Facilitare queste regole farebbe perdere di fascino alla completezza dell’ascensione. Se uno cerca comodità e difficoltà per scalate più famose, impegnative e “ben servite” ci sono i satelliti del Bianco o le Aiguilles di Chamonix. Per il “plaisir tout court” ci sono l’Arolletta, la Udine ecc.. ecc… A noi lasciateci questo angolo “facile” ma “incontaminato di Alpi”.
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