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15/01/2009 alle 14:32 #835121
http://www.regione.piemonte.it/piemonteinforma/scenari/2009/gennaio/piste.htm non sono riuscito a trovare il testo, bisogna girare bene su arianna …
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28/01/2009 alle 09:01 #843740
Rispondo a me stesso, ho letto una versione “a mano” della nuova legge. Per fare skialp in piemonte sono OBBLIGATORI ARVA Pala e Sonda. Non ho capito bene quali siano le sanzioni e chi fa i controlli, devo ancora leggere bene, ma le sanzioni esistono.
La legge, non so con quale efficacia, vieta anche l’uso ludico delle motoslitte. Regolamenta anche l’mtb, che fuori dalle strade bianche sarebbe permessa solo in sentieri che rientrano in un particolare elenco.
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28/01/2009 alle 09:48 #843741
Come al solito si arriva a regolamentare per legge cose che dovrebbero essere autoregolamentate dal buon senso….. Arva, pala e sonda dovrebbero essere nello zaino di TUTTI quelli che si muovono in montagna d’inverno(racchettari, scialpinisti, cascatisti……), le motoslitte dovrebbero essere utilizzate con buonsenso su percorsi autorizzati, i ciclisti dovrebbero viaggiare a velocità decenti e non come nelle gare di downhill o derapando per i prati(scene viste di persona!!)…
Ma d’altra parte….
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28/01/2009 alle 09:55 #843742pittolo wrote:
Come al solito si arriva a regolamentare per legge cose che dovrebbero essere autoregolamentate dal buon senso…..
Arva, pala e sonda dovrebbero essere nello zaino di TUTTI quelli che si muovono in montagna d’inverno(racchettari, scialpinisti, cascatisti……), le motoslitte dovrebbero essere utilizzate con buonsenso su percorsi autorizzati, i ciclisti dovrebbero viaggiare a velocità decenti e non come nelle gare di downhill o derapando per i prati(scene viste di persona!!)…
Ma d’altra parte….
Sono daccordo con te. Però va detto che il soccorso alpino lo paga la regione. Chi va senza arva , anche se resta definitivamente sotto, rende estremamente più costosi gli interventi di soccorso. Con questo dispositivo la Regione tutela anche le sue finanze. -
28/01/2009 alle 10:07 #843743
Concordo perfettamente, la mia era una critica nei confronti di scialpinisti & c. La regione ha tutti i diritti (e doveri) di tutelare le sue(e nostre) finanze!!!!
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28/01/2009 alle 20:38 #843754
Ciao ragazzi! Siete i primi che vedo favorevoli alle sparate dei nostri onorevoli, probabilmente il disappunto espreso da tutti gli altri, ma anche mio è perchè non ne capiamo un accidente.
Ho provato a leggere le legge, non comprende l’obbligo per i motoslittari e i cascatisti, non mi sembra nemmeno che escluda l’uso ludico delle motoslitte………………..
Non vedo alcuna utilità a portarsi dietro la sonda perche se fossi il superstite di una valanga non mi metterei certo a cercare eventuali sepolti senz’arva e, anche ci fossimo uno squadrone a farlo solo con la sonda non so proprio cosa potremmo concludere. Arva e pala li porto dietro da qualche anno e spero di non averne bisogno perchè non ho quasi mai provato a usarlo e non so quanti di chi legge presume di saperlo fare……………..in aggiunta al panico che si può provare in certe situazioni.
Quando riesco faccio le gite per i fatti miei: VIETATO!
Vietato anche fare canali di neve.
Vietato fare sci ripido.
Vietato fare le normali con qualche passaggio di secondo se privi di corda, imbrago……
Ci sono state vittime anche l’estate scorsa per i semplici escursionisti………………….
Se approvate questi ragionamenti.
Se i nostri onorevoli tengono tanto alle finanze rendano pubblici i loro stipendi…………………..il soccorso alpino mi sembra che si serva spesso e volentieri di volontari.
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28/01/2009 alle 20:53 #843755
Al costo ci aggiungo i rischi…. mia moglie fa parte del soccorso e quando va a cercare dei valangati, spesso senza arva , passa anche tre giorni(è accaduto quest’anno) sotto il tiro di slavine per cercare i corpi…..non è che io sia prprio tranquillo!!! con l’arva li trovi subito, e con mooooolto culo li tiri fuori vivi! La sonda serve!! dopo la ricerca arva con la sonda hai un’idea della profondità(non tutti hanno l’ultimo modello di arva!!!)
Se hai dei dubbi sull’uso dell’arva FAI ESERCITAZIONI FIN CHE BASTA!!!!….non saper usare l’arva e fare scialpinismo è come non saper fare un barcaiolo e andare su roccia…. meglio stare a casa!!!!
Poi anche i volontari costano, se proprio vogliamo fare i pidocchiosi, gli elicotteri, i cani, i rimborsi spese…..Ma tutto questo a mio avviso conta poco, quello che conta è fare in modo di ridurre i funerali, e purtroppo troppe volte si è obbligati a imporre regole che dovrebbero essere solo dettate dal buon senso….un kit di arva, pala, sonda pesa poco e può salvarti la pelle….
Dimenticavo, i vecchi mi hanno sempre detto di non andare in montagna da solo…. senza impormelo ma spiegandomi che è pericoloso…..
Buone gite!!!
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28/01/2009 alle 20:55 #843756
Dimenticavo ancora una cosa… io l’arva lo porto sempre quando vado in montagna sulla neve…..anche se non faccio scialpinismo!!! -
28/01/2009 alle 21:15 #843757pittolo wrote:
Al costo ci aggiungo i rischi…. mia moglie fa parte del soccorso e quando va a cercare dei valangati, spesso senza arva , passa anche tre giorni(è accaduto quest’anno) sotto il tiro di slavine per cercare i corpi…..non è che io sia prprio tranquillo!!! con l’arva li trovi subito, e con mooooolto culo li tiri fuori vivi!
La sonda serve!! dopo la ricerca arva con la sonda hai un’idea della profondità(non tutti hanno l’ultimo modello di arva!!!)
Se hai dei dubbi sull’uso dell’arva FAI ESERCITAZIONI FIN CHE BASTA!!!!….
Buone gite!!!
io ragiono come uno che va da solo e se vedo uno che viene travolto ci vado sopra con l’arva presumendo di saperlo fare in tempo utile, e poi mi metto a scavare perchè è l’unica cosa da fare, a qualsiasi profondità sia.Faccio scialpinismo da vent’anni e per i primi 10 andavo a fare gite con neve primaverile e se non ci sono condizioni particolari è o scendi ad ore improponibili si può anche correre il rischio. Chi comincia quest’atività in genere fa così si prende l’indispensabile per andare possibilmente di seconda mano, vede se gli piace, se non è tanto capace a girare in neve fresca continua anche ad andare sule piste, poi con il passare degli anni si migliora, comincia a piacergli anche la neve fresca…………..e qui si corrono già dei rischi maggiori, se la frequenza è abbastanza assidua…………..perchè se ci vai due volte all’anno……………mi sembra anche giusto l’arva, la pala.
Il legislatore non si è affatto preoccupato di incentivare corsi o cose del genere.
La legge vieta anche la risalita delle piste e soprattutto autorizza i gestori degli impianti a VIETARE L’ACCESSO per tutto il comprensorio negli orari di non apertura al pubblico degli impianti!
In situazione di sicurezza precaria della neve potrebbero essere una valida alternativa, oppure se uno è da solo.
Ah in tutte le gite che mi sono fatto da solo mi è successo pochissime volte di non trovare nessuno.
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29/01/2009 alle 07:57 #843759bibì wrote:
Ciao ragazzi!
Siete i primi che vedo favorevoli alle sparate dei nostri onorevoli, probabilmente il disappunto espreso da tutti gli altri, ma anche mio è perchè non ne capiamo un accidente.
Ho provato a leggere le legge, non comprende l’obbligo per i motoslittari e i cascatisti, non mi sembra nemmeno che escluda l’uso ludico delle motoslitte………………..
Cito
Quote:Art. 28. (Mezzi meccanici)
1. Fatte salve le previsioni del presente articolo, è vietato per l’intera giornata l’uso di mezzi meccanici lungo le aree sciabili di cui all’articolo 4, comma 2, lettere a), b), c), d), e) e g)
nonché sulle rimanenti aree del territorio regionale.
Occhio a non far confusione con la legge nazionale, stiamo parlando della legge regionale. Che testo della legge hai trovato ? Io ho avuto da un collega la versione emendata a mano, sul sito della regione non sono riuscito a trovarlo …. è una legge passata pochi giorni fa.Credo che regolamentare con dei termini corretti sia piuttosto difficile sopratutto perchè dubito che i consiglieri regionali (e non gli onorevoli) siano grandi alpinisti.
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29/01/2009 alle 08:23 #843761dandrago wrote:
CitoOcchio a non far confusione con la legge nazionale, stiamo parlando della legge regionale. Che testo della legge hai trovato ? Io ho avuto da un collega la versione emendata a mano, sul sito della regione non sono riuscito a trovarlo …. è una legge passata pochi giorni fa.
Credo che regolamentare con dei termini corretti sia piuttosto difficile sopratutto perchè dubito che i consiglieri regionali (e non gli onorevoli) siano grandi alpinisti.
Chiedo veniaIl testo della legge lo trovate qui
http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2009/corrente/pdf/so1pdf.zip ” class=”bbcode_url”> http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2009/corrente/pdf/so1pdf.zip vale come link fintanto che non esce il burp nuovo. Poi si dovrà prendere il link da arianna, dove verrà pubblicato a breve.
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29/01/2009 alle 10:37 #843763
grazie per il link! personalmente li ho sempre avuti dietro arva-pala-sonda e spesso ci proviamo a fare esercitazioni…solo 2 settimane fa abbiamo scavato un prato a oropa!

ora mi scappa da ridere a vedere come faranno controlli, etc….

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29/01/2009 alle 22:28 #843768
Bè l’alpinismo così ne guadagna per le avventure che può offrire: sfuggire alla montagna assassina ed alle forze dell’ordine! Io sono attualmente un fuorilegge perchè sprovvisto di sonda a fare scialpinismo. Mi vengano a prendere!
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31/01/2009 alle 16:25 #843790bibì wrote:
Bè l’alpinismo così ne guadagna per le avventure che può offrire: sfuggire alla montagna assassina ed alle forze dell’ordine!…
…e ai gattisti !!!
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31/01/2009 alle 16:42 #843791
ciau gulliver ……………. Ai gattisti penso che glie ne importi proprio poco, corrono per conto del padrone.
Lo sapete perchè la lepre che ha le gambe così corte riesce a correre così veloce? Più del cane da caccia?
…………..Perchè lei corre per conto suo……………….il cane corre per conto del padrone!
Hey ….Elena!
Tu che giri un po’ di più il mondo e le alpi: riguardo a questi problemi cosa ne pensi, ci sono anche da voi, oltralpe, i comprensori sciistici sono anche gestiti in questo modo, nel senso che i gestori possono impedire il passaggio a chiunque oltre l’orario di apertura al pubblico o si sono cercate delle soluzioni che possano soddisfare anche gli appiedati?
Anche da voi si gioca a guardia e ladri?
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02/02/2009 alle 12:42 #843799
..non so che intendi bibì… scialp a volte vado in francia o in svizzera, ma non è che bazzichi chissà che giri… e poi, arva-pala-sonda li ho SEMPRE dietro, quindi non mi sono mai posta il problema… 🙄 certo è che voglio proprio vedere come pigliano la gente…. un amico mi diceva che non molto tempo fa, salendo al col serena in vallée i 2 carabinieri lo han fermato e chiesto di vedere arva-pala-sonda… allora qualche controllo c’è… credo che sulle gite più “gettonate” qualcosa faranno…ma sulle gitarole interessanti per amatori buongustai… mi sa di nessuno!!!

sarà interessante vedere le statistiche di quanti fermati, divisi per attività svolta e quanti hanno/non hanno il kit…quello si che sarà interessante! ma prima di avere tali dati…
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02/02/2009 alle 22:14 #843818
Ciao elena! Scusa, mi riferivo a Elena aus tirol, ma non importa.
Per fare i controlli non credo sia così difficile, basta che abbiano la pazienza di aspettare ai parcheggi……………….
Non mi preoccuperebbe tanto se li effettuassero lungo le gite, non avrebbero così tanti carabinieri da sguinzagliarci dietro, non che facciano scialpinismo.
Potrebbe farlo la forestale, ma anche loro avranno altre cose da fare.
Per come la penso io è che la prima cosa da fare se ai nostri legislatori importa qualcosa della sicurezza è la formazione: insegnare che sotto le valanghe non ci si deve finire perchè poi a venirne fuori vivi ci vuole proprio tanta fortuna, insegnare ad usare l’arva ed esercitarsi ………………..
Non sono così tanti gli incidenti nello scialpinismo nonostante la frequentazione sia notevole e credo non maggiore degli incidenti che avvengono sugli impianti, però i nostri fanno più notizia.
Anni fa c’è stata una valanga ad Artesina, nel cuneese, una sciatrice che scendeva sulle oiste è rimasta vittima………..
per chi è del posto sa benissimo dove scendono le valanghe, i gestori non si sono preoccupati di chiudere almeno i posti più a rischi, sempre lì forse l’anno dopo ce n’è stata un’altra che ha preso in pieno i partecipanti di una gara di scialpinismo,………..sempre lì una volta stavo scendendo dal mondolè e dalla pista ho visto una bimbetta che era caduta e stava scivolando giù a tutta velocità ed ormai priva di sci e bastoncini lungo il tracciato di uno skilift, urlava spaventata ……………….l’ho vista scivolare per almeno un centinaio di m. su un fondo di ghiaccio e credo che i 50 o 60 all’ora possa averli fatti, non ha preso nessun sciatore agganciato, nessun pilone infine è finita fuori dal tracciato, ha rimbalzato un po’ sulla neve non batuta ed infine si è fermata, ma se faceva ancora pochi metri partiva di nuovo perche c’era un altro muro.
Gli sono andato incontro, ho cercato di parlargli: ti sei fatta male?, ha scosso il capo,……..Sei con la mamma?……..papà!………Sono state le uniche cose che ha detto, non aveva nemmeno più la forza per piangere per lo spavento, dopo almeno 10 min è arrivato il papà che nelfrattempo era andato a recuperare sci e bastoncini. ha cercato di rimetterla in piedi….Dài topolino………….cosa fai? Hai le gambe molli?……………Se avesse visto il volo che ha fatto poteva andare in chiesa ad accendere un bel cero!
Ho visto cadere questa bimba io come tanti altri che erano sulla pista, anche molto più vicino di me …………….. non c’è stato uno che si sia fermato! In certi ambienti tante volte si tocca propio con mano l’inciviltà dei propri simili.
Tutto questo c’entra poco con il discorso che stavamo facendo, quello che voglio dire è che quella volta io ho visto in che condizioni era il tracciato dello skilift: pari ad una lastra di ghiaccio per una pendenza decisamente sostenuta, eppure in funzione ……….. più gli altri fatti che ho elencato……………
Questa località ormai da un anno proibisce la risalita notturna delle piste per tutto il comprensorio perchè la discesa dei nottambuli poi gli rovina la neve ed altri motivi che mi sembrano abbastanza futili.
La sicurezza tante volte è solo una scusa per rompere i coglioni.
La legge per gli amici si interpreta,…………..per gli altri si applica, o forse è la giustizia che non funziona, ma i nostri legislatori provvederanno anche a questo.
Io faccio scialpinismo spesso e volentieri da solo perchè mi piace così, non è il massimo della sicurezza, ma mi sentirei molto meno sicuro a farmi un giro a Cuneo dopo le otto di sera, sembra che ci sia il coprifuoco!
Le grandi città mi spaventerebbero anche di giorno.
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09/02/2009 alle 22:48 #843888
Ciao marcelus Siamo qui per discutere e tutte le opinioni sono opinabili.
L’anno scorso c’erano state delle polemiche, mi sembra per una gita a costabella del piz in valle stura, dove qualcuno dava degli idioti ad altri che scendendo avevano staccato una valanghetta che aveva quasi travolto uno degli interessati. Questo faceva parte di un bel gruppo di una gita sociale o qualcosa del genere. Nemmeno questi avevano tante ragioni per trovarsi lì se la neve era così pericolosa ed a maggior ragione per una gita sociale.
Domenica scorsa c’è stata una valanga verso le Lose, in valle Stura, non credo che sia avvenuta in nessun canalone come dicono i giornali, ma bensì nel pianoro sotto l’incianao e precisamente nel traverso che lo precede, nello stesso punto dove c’è stata una vittima non tanti anni fa. Non diamo tanta udienza a quello che scrivono i giornali perchè quelli fanno a gara a chi le spara più grosse e tanto a loro sparare cazzate non costa nulla.
Riterrei molto utile almeno non scrivere cazzate qui sopra nelle relazioni e cioè fare certe gite come il tipo francese che va a farsi rocca dell’abisso sabato scorso o la bastera e costabella del piz il weekend precedente………………….quando ho letto della valanga alle lose domenica scorsa dove è statotravolto un francese ho subito pensato a loro, e non solo io.
Queste sono gite che si fanno un po’ più avanti nella stagione, e non con questo innevamento.
Sconsiglio vivamente chiunque a seguirne le orme!
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10/02/2009 alle 09:00 #843893
Scusate se mi intrrometto nella discussione;pur non portando il mio contributo(tra l’altro su questo argomento mi espressi chiaramente solo l’anno scorso,ma più sotto mi ripeterò),seguo con interesse il dibattito. Ieri sera avevo letto l’intervento di Marcelus,che ora non trovo più
Quindi o si è autocensurato,o,ma ne dubito fortemente,il nostro webmastersantosubito,lo ha bannato
Marcelus riproponi il tuo intervento;io l’ho apprezzato e condiviso,e credo sia molto utile in questa discussione(infinita).
Non biosgna vergognarsi delle proprie idee,e del come si espongono,anche se questo a volte avviene in maniera un pò forte,spinti dall’emotività.
Se vuoi ti aiuto io:non ho sentito la notizia della valanga sull’Uja,ma se come ci dici erano sull’Uja verso Forno,quelli sono due gran belle teste di cazzo,perchè anche se non lo hai mai percorso quel costone,già solo a vederlo ti rendi conto della sua conformazione
Purtroppo non si può fare una legge che proibisca agli imbecilli di andare in giro,ma la si può fare in mdoo da tutelare chi li và a prendere,ovvero:se ci resti sotto,ti paghi i soccorsi.
Se hai l’arva ti tirano fuori in mezz’ora,altrimenti auguri;e più tempo ci mettono più paghi
Questo è il senso della legge;mica crederete che i nostri tutor statali si preoccupino davvero della nostra incolumità!!
A loro interessa salvare il bilancio,e questi interventi di soccorso pesano eccome.
Però bisogna anche tutelare le persone che ti vanno a prendere,e su questo bisogna riflettere
L’arva,non ti salva,o meglio non è che ti tirano fuori vivo perchè lo hai,ma semplicemente,ti tirano fuori e basta.
Pe restare vivi,occorre,esperienza,conoscenza,buon senso,e anche culo !!
Poi bisogna anche considerare fino a che limite si spinge la regola;se vado al Bric Boscasso,e ci resto sotto mi tirano fuori,e se vogliono fare i controlli(già perchè anche questa parte sarebbe interessante da analizzare),si mettono due caranba a gelarsi le chiappe a Chialvetta e controllano tutti prima della partenza che abbiano l’equipaggiamento a norma;ma se vado al Pilier D’angle o la nord delle Droites,o la Colton alle Jorasses(e potrei fare altri esempi di salite sul genere che si fanno in qesto periodo) mi porto l’arva? e a che pippo mi serve? e chi controlla?
E poi basta con questa demonizzazione della montagna da un lato e della banalizzazione dall’altro.
La montagna non è assasina,ma su certi terreni non si và a bamblinare;chi si muove ad un certo livello mette in conto anche una componente di rischio,che è una particolarita che comunque ci attira(mi ci metto in mezzo anche io) e fà parte de gioco
Poi,e questo a titolo espressamente personale,le imposizioni non mi piacciono,e queste norme arbitrarie fanno venire fuori il mio spirito anarchico
Quindi cerchiamo di formarci un esperienza e un bagaglio tecnico e di conoscenza che ci permetta di muoverci il più possibile in sicurezza;è nostro iteresse primario,non c’è lo devono imporre legislatori,scribacchini o altri.
Poi,su certi terreni,prima di partire, per i credenti una preghierina non fà mai male,e per gli eretici come me,una toccatina neppure!!
Il resto sono propaganda e ipocrisia
Grazie
Paolo
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10/02/2009 alle 11:17 #843897
Ciao, direi che mi sono autocensurato sia qui sul forum che sulla gita s.a. “cima dell’uia” e non intendo tornare indietro. E dopo aver letto le risposte dei diretti interessati al mio intervento, che ammetto essere stato troppo pesante (perchè dettato dal nervoso e dal dispiacere di sentire notizie del genere), mi sono cancellato da gulliver… Nessun rancore, ma non mi sento più di condividere ciò che penso, visto che comunque sono il solo (o quasi) a pensarla così e probabilmente sbaglio.
Il problema di fondo, che ho espresso (magari in toni eccessivamente pesanti) nel mio intervento, è questo: chiunque intraprenda gite con pericolosità intrinseca (ovvero dovute alla morfologia stessa dei pendii), aggravata dal rischio dovuto dalle condizioni locali e temporanee della neve, della temperatura ecc…, e dal rischio alto dichiarato pubblicamente, deve sapere che, se provoca o è vittima di una valanga, ha causato un DANNO PUBBLICO. Questo perchè il soccorso “gratuito” è sovvenzionato da tutti noi! Quindi, SOLO fino ad un certo punto è vero che ognuno è libero di fare quello che vuole con qualsiasi condizione, perchè se poi succede qualcosa l’intervento è a danno pubblico. Il ripetersi di queste situazioni indurrà prima o poi le amministrazioni locali a limitare o vietare del tutto lo scialpinismo in certe condizioni, anche perchè i soccorsi costano e anche parecchio… Andare a recuperare 5-6 scialpinisti ogni week end diventa oneroso, e quest’anno è successo troppo spesso. Non ci si deve pertanto stupire che alcuni comuni abbiano già emesso ordinanze di divieto di scialpinismo, finchè ci sarà qualcuno che va a cercarsi grane con condizioni DICHIARATAMENTE proibitive.
Con questo io non voglio essere frainteso: non sono contro le gite difficili o lo sci ripido, pur non praticandolo per manifesta incapacità
, anzi ammiro chi lo fa. Ma devono essere valutate le condizioni locali e mai come in questo week end le condizioni dichiaratamente e palesamente mancavano (e una cosa che mi fa ancora rabbia!). La nord dell’aquila è stata in ottime condizioni fino alla scorsa settimana, dalla recente nevicata occorsa giovedi’ (mi pare) di neve umida e pesante non lo era più. Per fortuna è finito tutto bene, ma questo, lo ripeto, è un danno pubblico evitabilissimo.
Ce ne sarebbe da parlare sull’argomento… Spero di non essere frainteso, soprattutto dai diretti interessati (e mi scuso ancora con loro per essere stato troppo pesante).
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10/02/2009 alle 12:30 #843900
Bravo marcelus;non ti autocensure,perchè ogni contributo,in un dialogo tra persone civile e cotrutivo e lascia dietro di sè una riflessione o un qualcosa di utile. anche in chi la pensa diversamente da noi
ciao buone gite
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10/02/2009 alle 13:12 #843901
quoto in toto paolo benvengano i confronti

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10/02/2009 alle 13:26 #843902
Anche a me dispiace l’autocensura e il ritiro di Marcelus. Se i toni potevano sembrare aggressivi a qualcuno, le idee erano condivisibili.
Quando ce la prendiamo con le ordinanze di divieto allo scialpinismo o alla frequentazione della montagna, non per questo dobbiamo passare sotto silenzio chi esagera.
Aggiungo altre considerazioni : c’è chi rifiuta comunque di dotarsi di arva e pala, magari per principio oppure perchè convinto dlel’inutilità dei medesimi.
Anche costoro sbagliano, e alla grande, e anche costoro, magari inconsapevolmente, alimentano poi quel movimento di opinione fatto di gente che non ne capisce, giornalisti, politici, etc., ma che comuqnue alla fine generano proprio quelle leggi e quei divieti che ci infastidiscono.
E poi se l’arva non serve a salvare la vita a te che lo porti, potrà servire a salvarla a qualcun altro più di bocca buona, o quanto meno a evitare che i soccorritori rischino la pelle per recuperare la tua carcassa…
E’ vero che siamo gente individualista e che anche contro una legge che vietasse di andare sul Monte Bianco con le infradito molti di noi troverebbero da ridire, ma comportamenti che in un modo o nell’altro possano generare incomprensioni, limitazioni e simili, sarebbero da evitare.
Ben venga quindi qualche reprimenda un po’ sopra le righe se serve a far capire a tutti, anche a chi tutta questa neve non l’ha mai vista, che quest’anno soprattutto la musica è un po’ diversa e che se fino adesso il freddo ci ha regalato farina e goduria, d’ora in avanti bisognerà ANCHE fare attenzione.
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10/02/2009 alle 16:28 #843904
Voglio esprimere il mio parere in proposito, ben sapendo, tuttavia, che non sarà molto condiviso. Ritengo che in questi ultimi anni sia in atto una sistematica contrizione delle libertà individuali poichè c’è la tendenza a regolamentare qualsiasi cosa, grazie anche a deliranti campagne massmediatiche che si inventano una “emergenza” al giorno (sulla base dell’emergenza tutti siamo disposti a rinunciare a qualcosa), con un’invadenza mai vista sulla sfera “personale”.
Adesso è stato il turno dello scialpinismo, con i divieti temporanei dei Sindaci (anche con rischio 2 …) e con l’obbligo di arva, pala e sonda. Certamente arva, pala e sonda sono opportuni in molte gite scialpinistiche. Ma è GIUSTO che siano obbligatori? Vorrei che ognuno potesse ancora decidere liberamente se dotarsene o meno anche a seconda della propria personale modalità di fare scialpinismo. Così, coloro che fanno un’attività sistematica e di medio-alto livello giustamente rispondono “io li ho sempre avuti con me e per me il problema non si pone”, ma altri, con un’attività meno frequente e più moderata, utilizzando il proprio RAZIONALE LIBERO ARBITRIO possono prendere la loro decisione in merito, senza obblighi ed imposizioni.
Personalmente ritengo che se uno va a fare scialpinismo non molto frequentemente, con rischio da bollettino moderato (1-2), su gite facili e generalmente non esposte a rischio valanghivo specifico(spesso condivise con i racchettari, che però non hanno nessun obbligo!), privilegiando quote moderate e magari poco innevate, possa anche ritenere di non dotarsi di arva, pala e sonda. Invece no! Arrivano gli obblighi ed i controlli! E tutti sono contenti!
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10/02/2009 alle 17:31 #843905
Secondo me non ci dovrebbe essere necessariamente un obbligo o un imposizione nel dotarsi di Arva,pala e sonda,ma dovrebbe essere il nostro senso di responsabilità che ci dovrebbe portare a dotarci di questi strumenti senza che nessuno ce lo imponga. Attenzione,l’Arva non deve essere visto come un qualcosa che se ce l’hai vai dove ti pare,o che se ti succede qualcosa ne esci vivo,perchè altrimenti (come diceva giustamente qualcuno in altri post)è come guidare nella nebbia a 100 Km all’ora tanto c’è l’airbag!
Pensiamo anche ai soccorritori che quando cercano i travolti da una valanga anche loro in quel momento stanno rischiando,oppure se abbiamo l’Arva magari ci trovano e ci salvano la vita.
Parlare di gite facili e con rischio nullo è veramente difficile,sopratutto in annate di innevamento eccezzionale come questa,abbiamo esempi di valanghe scese in posti dove a memoria d’uomo non se ne ricordavano.
Tra gli scialpinisti l’uso dell’Arva è più diffuso,ma spesso nelle gite che faccio ne incontro veramente tanti che non lo indossano,discorso a parte invece per chi và con le racchette(ed io sono uno di questi)dove le persone che indossano l’Arva sono veramente delle mosche bianche,io personalmente mi sono dotato di questo strumento da qualche anno e quando l’ho acquistato non l’ho fatto perchè qualcuno me lo ha imposto, e la cosa che a volte mi fà rabbia e che quando si vede uno con le racchette che indossa l’arva viene osservato come se fosse appena sceso da un’astronave!
Quindi, oltre ad affrontare le gite in maniera intelligente e responsabile,cerchiamo di dotarci di questi strumenti senza che necessariamente ci vengano imposti.
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10/02/2009 alle 20:19 #843908
benvenuti a tutti! Condivido pienamente ciò che scrive vetriolo: se uno decide di andare a fare scialpinismo comincia a comprarsi l’indispensabile per andarci e poi, con il passare degli anni vede se gli piace, se riesce ad andarci con una certa frequenza………….. attrezzarsi di tutto punto COSTA UNA CIFRA!
Io sono andato per 15 anni senza e non penso di aver corso rischi di valanghe più del dovuto. Mi è capitato anche di andare con altri che magari vedevano in me chissa cosa, magari poi andavo a fare sempre le solite giobert, midia, pianard, un sacco di volte la tura. Domenica ho fatto per la quarta volta di quest’anno il midia, anche se adesso sono attrezzato.
considerato tutto ciò diventa poco incoraggiante frequentare la montagna d’inverno per chi volesse incominciare, mi stupisce che dei sindaci abbiano subito abbracciato la causa facendosi promotori di iniziative repressive contro gli eventuali frequentatori. Sono passati i tempi d’oro…………….
Un po’ di aiuto all’economia montana lo possiamo dare anche noi e senza turbare più di tanto gli equilibri naturali.
Mi fanno schifo stazioni sciistiche come artesina che vietano l’accesso dopo aver fatto piste tutto attorno al mondolè diventato ormai offlimits per chi ci volesse andare, sarebbe anche giusto abbattere gli ecomostri che ci hanno costruito!
Se si vuole guardare i costi che gravano sui contribuenti…………………….la classe politica faccia pure un mea culpa che quelli se potessero ruberebbero anche le caramelle ai bambini.
Sarebbe interessante sentire chi frequenta anche altre regioni o stati se ci sono problemi di questo genere.
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11/02/2009 alle 07:15 #843911
Precisiamo meglio : anch’io sono contro la regolamentazione imposta e sto facendo, come tanti, il possibile per contrastare le assurde ordinanze di divieto. Due però sono le considerazioni importanti.
Più si parla di noi, e spesso se ne parla solo quando ci sono incidenti magari gravi, più il mondo benpensante si scandalizzerà di riscontrare una situazione in cui la gente rischia la pelle a gratis senza che ci sia guadagno per nessuno. Quindi in Formula1 è ben visto rischiare la pelle, ma nello scialpinismo no, a meno che non ci sia di mezzo una gara, un comitato, uno sponsor, una stazione sciistica, una ciaspolata con mille iscritti etc. etc. Quindi, non facciamo parlare di noi, evitando di fare cazzate troppo rimarchevoli e, già che ci siamo, evitando magari di farci male, che va sempre bene visto l’andazzo degli ultimi anni…
L’arva e la pala potranno non essere risolutivi, potranno servire una volta su cento, potranno essere costosi, ma non mi sentirei di assumermi la responsabilità di non consigliarne l’uso o di propagandarne il non utilizzo. E’ una posizione molto diversa dalle solite beghe tipo spit si/ spit no, in quanto mette in gioco non solo la nostra sicurezza ma anche quella altrui.
Augh. Buona farina a tutti, con o senza arva.
Gianni.
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11/02/2009 alle 09:48 #843913
… non so con che spirito si vada a fare scialpinismo, io personalmente quando ci vado NON ho lo spirito di andare a rischiare la pelle (se no col cavolo che ci andrei …) e ritengo che in quella giornata, per quanto mi riguarda, sia più pericoloso il trasferimento in auto (per un eventuale incidente stradale), piuttosto che un incidente in montagna (anche se ovviamente potrebbe sempre accadere, perchè il rischio non è mai zero). In 15-20 anni di attività, spesso “moderata” nelle mete e nelle modalità, non mi sono mai accaduti incidenti e la volta che ho visto più da vicino una valanga in movimento ero in gita sociale col Cai (!). Non è vero che non ci sono gite sicure, spesso “girovagando” alle quote medie, in ambienti parzialmente boshivi, ci sono mete abbastanza sicure. E anche in primavera, con poca neve è possibile sciare abbastanza tranquilli. Mi dispiace che in questi ultimi anni alcuni “professionisti” e non solo abbiano alzato un po’ il tiro ed ora a rimetterci è tutta la categoria e anche lo sciatore escursionista più tranquillo, additato all’opinione pubblica come un poco di buono (come succede sempre in Italia, appena qualcuno esagera, ci va di mezzo tutta la categoria). Morale della favola: se ho mezza giornata libera e da Pradeboni vado al Gias Morteis devo portarmi pala, arva e sonda? Pare proprio di sì. Se mi controllano al ritorno chi glielo spiega che non sono andato sulla Bisalta? In ogni caso alle forze dell’ordine penso che gli basti vederti scendere con gli sci ai piedi … Ringrazio tutti per questo grandioso risultato: sindaci, politici, giornalisti, “sci-muniti”, scialpinisti in gamba e benpensanti vari.
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11/02/2009 alle 10:27 #843914
Sono completamente daccordo con Vetriolo, le gite a rischio zero esistono , basta per esempio stare dentro a un bosco, meglio se ben conosciuto. E anche a me dà mooolto fastidio l’idea di dovere per legge(!) avere arvapalasonda anche in queste gite, o di non poterle fare senza rischiare multe demenziali perchè qualcuno ha fatto una ordinanza di divieto tanto generico quanto totale. -
11/02/2009 alle 19:37 #843915
Nonostante si sia oggi raggiunto un grado di sperimentazione elevato nel comprendere il pericolo valanga, la certezza della sicurezza assoluta non esiste. Basta una nevicata con correnti inusuali per stravolgere certezze consolidate da centinaia di anni; ne sono esempi le distruzioni di antichi villaggi, prima mai avvenute a ricordo d’uomo; non fanno testo le nuove edificazioni danneggiate poiché insediate in zone improprie senza buon senso, al solo scopo di fare cassa.
Un tempo i frequentatori invernali della montagna erano pochi e questi erano però attenti osservatori e più facilmente tra di loro collaborativi; oggi la frequentazione è consistente e come in tutte le altre umane attività anche questa comporta quella forma di subdola competizione che stimola all’esagerazione per dimostrare di saper fare più degli altri (ne è esempio il come ci si comporta sulla strada).
Si verificano di conseguenza quegli avvenimenti che vanno poi ad alimentare la cronaca; spesso si parla di gente esperta, ma è un falso aggettivo; nessuno di noi è sufficientemente esperto; non basta avere trascorso una vita in questo campo o aver frequentato assiduamente scuole e corsi (ricordo che a 19 anni durante la naia sono stato travolto marginalmente da un’estesa valanga sotto la cresta finale dell’Albergian e ne sono uscito fortunosamente illeso; con altri compagni ero stato portato in quel posto dal fior fiore di graduati dell’esercito con anni ed anni di attività sui monti).
Questa foto è più che dimostrativa; dopo il fatto, ho saputo che il gruppo commentava: siamo passati tante di quelle volte e non ci era mai successo!
http://www.data-avalanche.org/files/alea_avalanches/version-50001330-GLFNBMPBGDFQAGQQLWNG.JPG Succede poi spesso che nonostante si venga coinvolti in avvenimenti anche tragici, ci si comporta in maniera recidiva ricadendo nello stesso errore che sovente è fatale, segno che l’esperienza non insegna mai a sufficienza; la constatazione di essere forti e che finora ci è sempre andata bene non attribuisce la certezza di essere degli esperti.
Per quanto riguarda le attrezzature di ricerca, un tempo portavo pala e funicella , ora arva e sonda, ma non ci faccio nessun affidamento per la sicurezza; per questa deve lavorare la testa con il buon senso.
Siccome l’arva è alquanto costosa, in vari negozi francesi ora vendono questo, che dicono sia efficace:
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12/02/2009 alle 08:37 #843920
Bravo Mountain! puntuale, misurato, sensato, incisivo.
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13/02/2009 alle 15:09 #843935
bravo a renato63 e non ti curare se ti guardano male…io faccio il contrario…e guardo male chi non ce l’ha! scialpinista o ciaspolatore che sia! 
le gite a rischio zero NON ESISTONO, questo lasciatemelo dire… vi porto un esempio qui di Biella…una piccola valanga ha travolto
su strada, 2 ragazzi con le ciaspole…un ginocchio rotto, ma in zona non erano maicadute valanghe… ed è una strada forestale in mezzo al bosco… quindi…ehm… il rischio zero direi che è pura utopia….che poi certe gite abbiano un pericolo oggettivamente più basso, è un altro paio di maniche… mountain: ma dici che il cordino lì funzioni? mi lascia perplessa… sarà che sono della vecchia scuola e quindi per me la gita si fa con l’arva ben funzionante e facendo qualche esercitazione ogni tanto…però.. bisognerebbe vedere qualche dato di questi cordini! potrebbero essere di aiuto…
marcelus, ho perso un pezzo…non ho letto il prima nella gita, ma vi ho visti andare e mi siete sembrati persone con la testa sul collo, quindi parlare del problema mi pare giusto… non andare via, le relazioni tue e di Mario sono di aiuto, sono sempre ben complete e valide!

elena
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13/02/2009 alle 16:05 #843936elenapollo wrote:
mountain: ma dici che il cordino lì funzioni? mi lascia perplessa… sarà che sono della vecchia scuola e quindi per me la gita si fa con l’arva ben funzionante e facendo qualche esercitazione ogni tanto…però.. bisognerebbe vedere qualche dato di questi cordini! potrebbero essere di aiuto…
elena
Guarda che quelli della vecchia scuola il cordino da valanga lo conoscono da un pezzo…..
🙄 🙄 Io lo usavo già più di 25 anni fa quando gli arva erano ancora nel mondo della luna e si cominciava appena a parlare dei primi pieps….
😯 😯 Queata è già un’evoluzione, il cordino che avevo io era rosso e aveva un capo unico con delle piastrine in metallo che indicavano la distanza dall’estramità. Te lo legavi in vita e via così……pregando di non averne bisogno…..


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13/02/2009 alle 20:34 #843944
Perchè invece di fare tante regole non lasciano che la gente sia responsabile di quello che fa? Se questa notizia è vera propongo di eliminare la regione, costa molto più del soccorso e serve solo ai partiti. -
13/02/2009 alle 22:12 #843945
Concordo pienamente con vareno! Eliminare un po’ di politici potrebbe già dare un bel sollievo alle casse dello stato, i loro stipendi da favola gli hanno fatto perdere il contatto con il mondo reale e la percezione dei problemi veri.
Anni fa qualche politico non so di che parte, ma poco importa, era uscito dicendo che…………….., veramente………, i loro stipendi erano decisamente un po’ alti se paragonati a quelli degli altri colleghi europei……………., e così i parlamentari avevano deciso di adeguarli al ribasso,………………….. A PARTIRE DA…………………..!
VADANO ALL’INFERNO TUTTI QUANTI!
Tengo ancora a precisare che io come scialpinista tengo alla mia pelle più di qualsiasi altra cosa al mondo e faccio tutto il possibile per portarla a casa senza che debba venire nessuno a raccogliermi, ed in vent’anni di frequentazione non è ancora successo, qualche volta rischio qualcosa di più, ma questo non è questione di arva o meno.
Non molto tempo fa quell’imbecille del nostro premier voleva mandare la polizia a sedare la protesta degli studenti…………….provi a mandarla fuori dalle scuole a dare la caccia a chi spaccia droga che dalle nostre parti ne circola di polverina più di quanto si possa immaginare.
Credo valga di più la pena rischiare di soffocare immersi nella neve che di qualcos’altro!
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17/02/2009 alle 08:54 #843964
Separiamo in tre nettamente l’argomento. Da una parte c’è la differente opinione, ideologica o politica che sia, sul fatto che lo stato si debba comportare da mamma e legiferare su delle cose estremamente personale, che riguardano la propria e non l’altrui incolumità.
Su questo anche io ho dei serissimi dubbi.
poi la legge, che mi sembra sopratutto fatta da persone che non capiscono molto bene su cosa stanno legiferando. Se no non ci sarebbe stata l’assurdità di escludere cascatisti e ciaspolatori, che si sottopongono al medesimo rischio, spesso negli stessi luoghi.
Infine l’opportunità di avere con se arva pala sonda. Ho letto molte corbellerie. Concordo con mountain ed elena, le gite facili ed intrinsecamente sicure non esistono (un mio amico è rimasto sotto sul cotolivier) e sopratutto la distinzione eventualmente la possono fare alpinisti di provata esperienza e non i principianti alle prime armi che molto di più rischiano di mettersi inconsapevolmente nei guai. Quindi le maggiori cautele (ovvero avere con se arvapalasonda) le dovrebbero assumere proprio i principianti.
E poi smettiamo di mettere le sottilizzazioni sull’arva davanti al fatto principale. E’ vero che l’arva a volte serve solo per tirare fuori il cadavere, è vero che è sempre necessario in primis l’uso del cervello, è vero che l’arva non è uno scudo contro le valanghe, è vero che ci si deve esercitare ad usarlo e pochi lo fanno, ma non dimentichiamo che in molti casi l’arva permette di salvarsi la pelle in extremis ed ha salvato moltissime persone. Conosco molte persone che hanno avuto la vita salvata dall’arva. Il fatto principale è che l’arva va messo SEMPRE nella pratica dello scialpinismo e fuoripista non per questa o quella legge ma perchè
ti salva la vita. E trovarsi delle scuse per il fatto di non voler cacciare fuori i soldi è sbagliato. Personalmente ho aspettato molto prima di comperami l’attrezzatura da skialp perchè da studente ero in ristrettezze, ma quando l’ho presa sono uscito dal negozio con sci, scarponi, arva e pala.
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17/02/2009 alle 10:32 #843965
Non mi sembra giusto, nè corretto, mettere sullo stesso piano (di pericolosità) tutte le gite scialpinistiche, per il solo fatto di mettere gli sci ai piedi, e tutte le modalità di fare scialpinismo. Le grosse valanghe cadute quest’inverno sulle strade e in zone in genere non esposte non dimostrano niente, nel senso che in quei giorni, con rischio molto elevato (da 3 sostenuto a 5) e piuttosto … evidente, alcuni di noi (tra cui il sottoscritto) non hanno proprio effettuato uscite scialpinistiche, nè con arva … nè senza arva, aspettando condizioni più favorevoli. Leggendo comunque i vari interventi, mi sembra di capire che, in maggioranza, ci sia un diffuso consenso sull’obbligo per legge di arva, pala e sonda. Il punto di questo topic infatti è questo: deve essere obbligatorio si o no?
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17/02/2009 alle 11:18 #843966vetriolo wrote:
Non mi sembra giusto, nè corretto, mettere sullo stesso piano (di pericolosità) tutte le gite scialpinistiche, per il solo fatto di mettere gli sci ai piedi, e tutte le modalità di fare scialpinismo.
non è infatti questo il discorso. Ci sono certamente delle gite più pericolose di altre, anche dal punto di vista della sicurezza. Quello che è estremamente difficile da definire e concettualmente errato è il concetto di gita intrinsecamente sicura.
Sopratutto il passo da una gita intrinsecamente sicura a una ordinariamente pericolosa è brevissimo, direi quasi indistinguibile.
Mi è capitato più di una volta in cime a gite molto popolari ma non per questo intrinsecamente sicure, anzi, dove io avevo messo molte cautele (vedi giassez in valle thuras, per non far nomi), di vedere AMICI in vetta senza arva, che mi avevano detto che per una gita simile non era necessario. E sono quelli che mi dicevano che non facevano per principio gite pericolose …
Contenti loro. Ripeto, il concetto dell”intrinsecamente sicuro è davvero complesso e molto, molto pericoloso.
Poi è vero che spesso io, pur con arva pala sonda, scelgo di fare gite particolarmente facili …
Non solo, tu stesso dici che quest’anno ci sono state condizioni particolari che rendevano certi itinerari pericolosi; bene, quest’anno queste condizioni erano evidenti a tutti come distinguere un tram da un tir, ma a volte si ripetono queste condizioni particolari, localmente , in modo molto sottile …
vetriolo wrote:
Leggendo comunque i vari interventi, mi sembra di capire che, in maggioranza, ci sia un diffuso consenso sull’obbligo per legge di arva, pala e sonda. Il punto di questo topic infatti è questo: deve essere obbligatorio si o no?A me non sembra così. C’è un diffuso consenso sull’opportunità di usarli indipendentemente dalla legge. L’obbligo stona a molti, me compreso. Ai più non disturba più di tanto, visto che rende obbligatorio una cosa che si fa abitualmente.
Personalmente mi sembra come rendere obbligatorio l’uso delle mutande …
Mi sembra poi buffo l’obbligo della sonda da neve. Io francamente con un amico sotto e una buona ricerca fine non so se la userei …
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17/02/2009 alle 12:53 #843967dandrago wrote:
Personalmente mi sembra come rendere obbligatorio l’uso delle mutande …
Anche quelle sono obbligatorie adesso?… a parte gli scherzi, c’è il consenso di chi dice che è giusto che arva-pala-sonda siano obbligatori, e c’è il consenso di chi dice che comunque è opportuno usarli sempre, per cui che sia obbligatorio o meno gli interessa piuttosto poco ( … e semmai il problema è “indottrinare” anche coloro che la pensano diversamente, cercando di dimostrargli quanto sono “sprovveduti”).
Cercavo solo di tirare un po’ le fila del dibattito, e mi sembra di capire, anche dopo il tuo intervento, che in maggioranza ci sia consenso all’obbligo (poi i perchè del consenso possono essere diversi, ma è il dato generale che conta). Questo solo per capire, complessivamente, la “comunità scialpinistica”, cosa ne pensa in proposito. Indipendentemente dalle opinioni individuali (compresa la mia, che in proposito è ben diversa). Se non è così tanto meglio, ma, ripeto, mi sembra che gli interventi veramente non-favorevoli siano molto pochi, e comunque ho notato che vengono subito criticati.
Personalmente sono molto dispiaciuto che anche in montagna, nelle attività sportive ed escursionistiche, stia rapidamente passando il principio, con il beneplacito di molti frequentatori, che tutto vada regolamentato, controllato, vietato e sanzionato. Perchè la tendenza è questa.
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17/02/2009 alle 14:00 #843968vetriolo wrote:
Anche quelle sono obbligatorie adesso?… a parte gli scherzi, c’è il consenso di chi dice che è giusto che arva-pala-sonda siano obbligatori, e c’è il consenso di chi dice che comunque è opportuno usarli sempre, per cui che sia obbligatorio o meno gli interessa piuttosto poco ( … e semmai il problema è “indottrinare” anche coloro che la pensano diversamente, cercando di dimostrargli quanto sono “sprovveduti”).
Cercavo solo di tirare un po’ le fila del dibattito, e mi sembra di capire, anche dopo il tuo intervento, che in maggioranza ci sia consenso all’obbligo (poi i perchè del consenso possono essere diversi, ma è il dato generale che conta). Questo solo per capire, complessivamente, la “comunità scialpinistica”, cosa ne pensa in proposito. Indipendentemente dalle opinioni individuali (compresa la mia, che in proposito è ben diversa). Se non è così tanto meglio, ma, ripeto, mi sembra che gli interventi veramente non-favorevoli siano molto pochi, e comunque ho notato che vengono subito criticati.
Personalmente sono molto dispiaciuto che anche in montagna, nelle attività sportive ed escursionistiche, stia rapidamente passando il principio, con il beneplacito di molti frequentatori, che tutto vada regolamentato, controllato, vietato e sanzionato. Perchè la tendenza è questa.
Ma, nel giudicare questa legge bisogna forse non valutarne un solo articolo ma vederla nel suo complesso.Nasce in primo luogo come legge sulle piste da sci. Qui si rendeva, anche da una norma nazionale, necessaria una regolamentazione, per la loro creazione, gestione e comportamento degli utenti. Poi c’è il problema dei bike park, che andava affrontato visto il loro dilagare non regolamentato, e considerato il loro notevole impatto ambientale (confesso di non aver letto tutto il testo in particolare se ci sono delle attenzioni ambientali specifiche).
Poi nella legge ci sono dei colpi di mano.
Uno è quello sullo skialp. Se visto nell’ambito delle piste, dove chi si muove è nell’ambito del comprensorio sciistico, e quindi dove il discorso “libertà” vale meno, gli obblighi ci stanno eccome anche per legge. Anche perchè ad andare fuoripista in questi casi sono persone che con valanghe ed alpinismo nel 90% dei casi non ci azzeccano nulla e anche se non dovuto, certamente in caso di incidente si rivolgono ai gestori degli impianti.
Ci si aggiunge la parola scialpinismo, si pensa di aver fatto una furbata, e non si capisce l’enormità delle conseguenze e delle complicazioni che ne nascono. Magari è un principio in linea teorica accettabile, però dovrebbe essere inserito in un contesto ben differente. Un contesto che parte da le manifestazioni che fioccano per gite con le ciaspole, senza che venga usato l’arva, alle gite sociali di varie organizzazioni, alle liti tra le differenti professioni, etc …
E poi non si da una chiara definizione di scialpinismo e freeride. Si aspetta quindi un ricorso fino in cassazione affinchè venga data una definizione legale di scialpinismo, cosa che poteva fare prima la legge.
Analogo colpo di mano dubbio è quello della mtb. Si voleva limitare arealmente i bike park. Così scrivi che al di fuori non è possibile andare in mtb …. no, no, ti accorgi che esistono altre forme di mtb, allora scrivi che puoi farla sulle strade bianche varie e su sentieri ciclepedonali indicati da successivi provvedimenti. Quindi VIETI la mtb sul sentierino dietro casa, a 70 km dal bike park più vicino. Sull’mtb-forum già si discute se proporre alla giunta le tracce gps di tutti i sentieri “difficili” che chi non mette il culo sulla mtb non penserebbe mai scendibili.
Infine la storia delle motoslitte. Viene aggiunto all’articolo che vietava le motoslitte sulle piste se non per servizio nelle ore di apertura il divieto sull’intero territorio regionale.
A parte che, e io non verso nemmeno una lacrima, sia chiaro, getti nel lastrico chi di questo ne faceva un bussiness, non vieti i quad con i cingoli !! Così, mi dicevano gli amministratori della valle, il divieto è stato prontamente aggirato da chi non ha difficoltà economica a comperare qualsiasi menata.
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17/02/2009 alle 14:26 #843969vetriolo wrote:
.. mi sembra di capire…che in maggioranza ci sia consenso all’obbligo… Questo solo per capire, complessivamente, la “comunità scialpinistica”, cosa ne pensa in proposito. ….. mi sembra che gli interventi veramente non-favorevoli siano molto pochi….Personalmente sono molto dispiaciuto che anche in montagna, nelle attività sportive ed escursionistiche, stia rapidamente passando il principio, con il beneplacito di molti frequentatori, che tutto vada regolamentato, controllato, vietato e sanzionato. Perchè la tendenza è questa.
e va bene!il tema è importante e mi appassiona. Proprio per questo mi sono astenuto da ogni commento, in mancanza del tempo necessario per argomentare come vorrei.
Mi limito allora ad esprimere un sentimento. La montagna è il mio spazio di libertà e anarchia. Non avevo regole diverse da quelle dettate dalle mie capacità e dalle mie paure. Una norma che imponga/vieti qualsivoglia cosa comprime la mia libertà di scelta e, in questo ambito per me così speciale, mi risulta particolarmente odiosa. Oggi arvapalasonda, domani perchè non imporre gli skistopper al posto dei laccetti, i rampant, non subordinare la frequentazione dei monti all’acquisizione di un patentino di idoneità (l’hanno già proposto in molti benpensanti, ovviamente non addetti ai lavori) oppure all’accompagnamento di una guida alpina? perchè non imporre la dotazione di carta, bussola, altimetro, gps, cellulare/radio, telo spaziale?
Vorrei tanto tornare ad essere un po’ animale, a vivere e interpretare la montagna attraverso i suoi cicli ed il suo respiro. La tecnologia è un supporto, ma oltre una certa soglia separa l’uomo dal suo ambiente, che gli diventa estraneo. E ciò che non si conosce fa paura. E alla paura come si reagisce? recuperando l’intimo rapporto con l’ambiente? no!, con altra tecnologia, oppure vietandone la frequentazione.
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17/02/2009 alle 14:37 #843970zion wrote:
e va bene!il tema è importante e mi appassiona. Proprio per questo mi sono astenuto da ogni commento, in mancanza del tempo necessario per argomentare come vorrei.
Mi limito allora ad esprimere un sentimento. La montagna è il mio spazio di libertà e anarchia. Non avevo regole diverse da quelle dettate dalle mie capacità e dalle mie paure. Una norma che imponga/vieti qualsivoglia cosa comprime la mia libertà di scelta e, in questo ambito per me così speciale, mi risulta particolarmente odiosa. Oggi arvapalasonda, domani perchè non imporre gli skistopper al posto dei laccetti, i rampant, non subordinare la frequentazione dei monti all’acquisizione di un patentino di idoneità (l’hanno già proposto in molti benpensanti, ovviamente non addetti ai lavori) oppure all’accompagnamento di una guida alpina? perchè non imporre la dotazione di carta, bussola, altimetro, gps, cellulare/radio, telo spaziale?
Vorrei tanto tornare ad essere un po’ animale, a vivere e interpretare la montagna attraverso i suoi cicli ed il suo respiro. La tecnologia è un supporto, ma oltre una certa soglia separa l’uomo dal suo ambiente, che gli diventa estraneo. E ciò che non si conosce fa paura. E alla paura come si reagisce? recuperando l’intimo rapporto con l’ambiente? no!, con altra tecnologia, oppure vietandone la frequentazione.
Ma caro zion non è storia nuova. hai per caso letto 342 ore sulle grandes jorasses ? O la storia dei due italiani sulla nord dell’eiger ?Il rapporto stra stato e alpinismo è sempre stato molto difficile ….
Mi dicono (mi confermi chi ha avuto la fortuna di andarci) che in molto aprchi americani prima di avventurarsi per un’escursione si viene ispezionati dai rangers; dove sono stato, in perù, è VIETATO fare il cammino inca, una banale escursione di 4 giorni, senza prenotazione di mesi e accompagnatori. Lo spazio di libertà si sta restringendo sempre di più.
Ma ti rendi conto. Io esco spesso dietro casa con la mtb. Dovrò prima o poi prendere una carta per vedere i sentieri dove sono autorizzato ad andare !!! Prima bene o male esploravo alla muzzo nuovi itinerari finendo, inevitabilmente, incastrato in mezzo i rovi bici alla mano con il buio che avanza … La mia avventura, che, non creava nessun danno all’ambiente circostante e alle persone (credo di aver titolo nell’affermarlo) viene vietata senza alcun motivo, solo per riuscire a trovare una formula leguleia per circoscrivere i bike park !!!
😮 😮 😮 😮 😮 😮 😮 -
17/02/2009 alle 20:18 #843972
quoto in toto prima zion e poi anche dandrago
zion è tanto che non ti sentivo e allora colgo l’occasione per salutarti e ti mando un bacetto

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17/02/2009 alle 20:55 #843973
ciao volevo aggiungere anche un parere da racchettaro. gli scialp sono sicuramente + avanti di noi nel privato, i racchettari cominciano adesso ad attrezzarsi in massa. mentre nelle gite cai l’arva è sempre stato obbligatorio come è obbligatorio x gli accompagnatori il partecipare alle esercitazioni che poi vengono ripetute x i partecipanti. nelle gite private io e i miei amici viaggiamo da parecchi anni con arva-pala-sonda. mi sembra pero’ che questa legge sia la solita sparata.. 2 righe e basta! se faccio un giro sino ad uno dei tanti rifugi-polenta? una cascata? si parla di sci e i racchettari? il fondoescursionismo? sembra che l’arva sia un amuleto, visto che non si parla della capicità di usarlo. ovvio che tutti debbano averlo ma pala e sonda anche qualcuno ne è privo… senza contare che in giro se ne vedono tante in plastica. forse sarebbe stato più giusto collaborare col cai e i vari gruppi e forum per sensibilizzare i fruitori della neve, visto che comunque è impossibile fare i controlli o stabilire dove e indispensabile e dove no. altrimenti si finisce come con alcol e droghe: visto che quelli delle discosteche a volte si schiantano ritirano la patente a chi ha bevuto una birra….
debbo comunque dire che la gente che incontro è generalmente attrezzata e prudente.
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18/02/2009 alle 08:07 #843974annagarelli wrote:
..zion è tanto che non ti sentivo e allora colgo l’occasione per salutarti e ti mando un bacetto

ricambio!
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18/02/2009 alle 13:33 #843976
vabbeh ho letto velocemente e forse ho perso alcuni interventi…ma l’arva ha una tecnologia così evoluta e complicata che deve costare 300 euro?? perchè se l’arva costasse 30 euro nessuno farebbe polemiche, ce l’avremmo tutti e basta, sarebbe al pari del casco che infatti costa 30 euro e infatti tutti ce l’hanno ..a volte lo metti a volte no, in base alla situazione….
solo che costa 300 euro l’arva e allora io non ce l’ho e anche se faccio cose facili le faccio senza…e poi, come dice un mio amico, quando avrò i soldi comincerò a vendere arva sottocosto così tutti gli altri dovranno abbassare i prezzi
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18/02/2009 alle 14:22 #843977
Mi sà che di interventi ne hai persi più di uno………. I prezzi dell’Arva vanno da circa 180 €(Ortovox) a salire(dipende dalle caratteristiche),e poi non riduciamo sempre tutto al costo,risparmi sul caffè al bar per meno di un anno e puoi comprarti l’Arva

Ciao
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18/02/2009 alle 15:01 #843979renato63 wrote:
Mi sà che di interventi ne hai persi più di uno……….
I prezzi dell’Arva vanno da circa 180 €(Ortovox) a salire(dipende dalle caratteristiche),e poi non riduciamo sempre tutto al costo,risparmi sul caffè al bar per meno di un anno e puoi comprarti l’Arva

Ciao
si ma con 180 euro compro i pantaloni da montagna e la smetto di usare quelli della tuta da ginnastica…(ok, lo ammetto, io sono davvero una mozzona

!!!)
però renato non si può fare
, ho fatto un calcolo e se sto 6 mesi senza caffè perdo il lavoro



scherzi a parte l’arva secondo me costa troppo…sono favorevole all’uso dell’arva ma se ha lo stesso prezzo delle braghe e quelle non ce l’ho prima compro le braghe e poi prendo l’arva….
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18/02/2009 alle 15:36 #843980
Ciao Silviettins Allora,affinchè tu possa ancora sostenere il PIL la soluzione potrebbe essere
Caffè a giorni alterni(ci vorrà un anno ma pazienza) e braghe con i saldi

Tornando seri anch’io spero che i prezzi scendano,ma qui entrano in gioco le regole del mercato
Ciao
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18/02/2009 alle 15:40 #843981
anche secondo me l’arva è troppo caro cellulari, gps, apparecchi altrettanto sofisticati adesso costano molto meno
quando diventa obbligatorio deve avere un prezzo accessibile a tutti, al di là del fatto che uno abbia da buttare via dei soldi o ppure no
deve costare il suo giusto prezzo e bon, senza che qualcuno approfitti per arricchirsi indebitamente
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18/02/2009 alle 16:00 #843982
Riporto un link dove si possono vedere le prove comparative su alcuni modelli di Arva ed il loro utilizzo http://www.geocities.com/Colosseum/Field/5127/arvacomparativa.html Sicuramente costano ancora troppo,ma non bisogna solo fermarsi al prezzo,occorre vedere bene quali sono le caratteristiche.
Tanto per capirci,se vado in un qualsiasi Mediaworld trovo dei notebook a 400 € ma se voglio un pc serio e non un giocattolo la spesa sale e non di poco.
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18/02/2009 alle 17:51 #843985silviettins wrote:
si ma con 180 euro compro i pantaloni da montagna e la smetto di usare quelli della tuta da ginnastica…(ok, lo ammetto, io sono davvero una mozzona

!!!)
però renato non si può fare
, ho fatto un calcolo e se sto 6 mesi senza caffè perdo il lavoro



scherzi a parte l’arva secondo me costa troppo…sono favorevole all’uso dell’arva ma se ha lo stesso prezzo delle braghe e quelle non ce l’ho prima compro le braghe e poi prendo l’arva….
PrimoSe guardi certi siti online e scegli dei modelli non ottimali, tipo digitali monoantenna, scendi anche sotto i 180. Direi che 110 per un oggetto, che rispetto a cellulari e gps di fatto non ha mercato, non sono poi moltissimo.
180 euro per un paio di braghe in shoeller che avranno un costo di produzione di 5 se va bene sono un furto molto maggiore. Adesso comunque si deve ragionare nel campo delle multe, e con un paio di multe te lo paghi.
Questa l’ho sentito oggi da una persona che conosco.
E’ stato Fermato da un poliziotto prima della legge ma dopo le ordinanze, perchè aveva fatto un fuoripista. Notate bene che l’ordinanza in questione si riferiva a una durata della stessa fino a che permaneva il rischio 5. Bene ha rischiato il processo penale. Per fortuna ha mandato una memoria in procura prima che il procuratore aprisse il fascicolo ed è stato subito derubricato.
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20/02/2009 alle 16:52 #844001
qui di solito si decide la sera al bar quale fuori pista si può fare e quale no.. e i locals lo si rispetta nonn per altro in alcuni casi la slavina rischia di venire giù sul paese… dopodichè voglio proprio vedere cosa diranno a tutti quelli che fanno furoi pista ( e sono tutti senza arva pala e sonda e che frequentano prali proprio per i fuori pista cosi come altre stazioni di sci.. Sugli scialpinisti sono d’accordo anch’io sulla limitazione delle liberta individuali fatte nel nome dei risparmi di bilancio.. Ma pala arva e sonda li dovrebbero avere tutti se sono furbi quindi non mi sembra un grande problema.. facessereo le multe a motoslitte e altri mezzi meccanici vietati e poi vedi che ti ripaghi gli interventi del soccorso alpino.. ma siccome non hai, tempo voglia e pelo di inmicarti la categoria allora cosa farai ti apposti nei parcheggi degli scialpinisti.. ( non me li vedo tanto a femrare tutti gli sciatori che vengono giu da un fuori pista rischiso anche perchè non sempre li puoi identificare ).. cosi ti fai nemici tra i gestori delle piste ( e dopo poco tempo smetti di fare multe.. ) Voglio proprio vedermeli che fannu multe al parcheggio di borgata di sestriere a tutti quelli che arrivano dal fuori pista Ah ah..Sono anche dì’accordo che se mi obblighi ad usare l’arva allora lo metti a 10 euro…altrimenti mi verrai a ripescare e poi ti farai pagare l’intervento cosi il costo va a carico di chi effetivamente rischia, fa cazzate o danni scaricando lastroni sulla testa altrui.. glielo dici prima e ognuno rischia del suo.. Se poi tiri giu una slavina sul paese nell’ordine: – se ci sono degli impianti il gestore è tenuto a segnalare il divieto e cosi si scarica la responsabilità.. ma sicome il pirla è sempre in agguato.. gli rifili il penale del caso.. altro non puoi fare Anche se voglio proprio vedere qualcuno in grado di dimostrare in tribunale che le mie lamine e non il crollo improvviso di un lastrone sono la causa della lavina, soprattutto quando ci sono già passati in 50 a ore diverse del giorno e con condizioni ogni vlta diverse, magari con un po’ di boscaglia a 2500 metri e nessuno ti ha visto.. Per i costi per il soccorso di te medesimo si possono attribuire almeno in alcuni casi… ovvio non se cadi ( ma anche li si potrebbe dire che fa scialpinismo solo chi scia bene e non carica troppo sul lastrone.. ) Dicamo che nei suoi limit questa legge fara guadagnare i venditori di arpa e costringera qualcuno in più a comprarselo che male non fa.. per utto il resto mi sembra che abbia poco sneso, limiti le liberta, non sia giustificanile come principio e non colpisca altre categorie che potrebbero sistemare il bilancio se è quello il problema.. Domani me ne andrò in giro con arva e pala saremo in 5 forse non tutti hanno la pala e di sicuro solo due sonde.. che dite mi aspetteranno al parcheggio e scatterà la perquisa ( la farà il nuovo maresciallo dei carabinieri che è qui da poco e non sa guidare sulla neve e si fa aiutare per montare le catene ).. quello è un rischio anche notevole.. che dite multiamo anche loro perchè in zona di montagna non c’è un corso specifico per guida su terreno gelato e messa in posa delle catene.. e non sono mica solo i carabinieri.. la domenica pomeriggio di colgioni che salgono da torino senza termiche e senza sapere usare le catene ne vediamo assai su di qui.. che facciamo li fermiamo tutti e facciamo il test se sai usare le catene e usare il freno motore in discesa.. ?? Sai quanti soldi ti fai.. certo dopo 3 we tutti hanno comprato le catene e nessuno le sa usare.. montare le catene al buio, a -5, senza un pesso di cartrone dove appogiarti, soprattutto se l’ultima volta lo hai fatto con la macchina vecchia è più difficle di usareun arva e altrttanto pericoloso, per te, per chi hai a bordo, per gli altri guidatori e per il tuo semi asse.. Secondo me con un sabato e domenica di multe sulla strada del sestriere se fermi tutti e controlli ti paghi almeno una decina di interventi di soccorso.. Certo poi dopo ti sei giocato definitivamente il turismo invernale.. ma questo è un latro discorso.. arveijze !!!
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20/02/2009 alle 17:20 #844002
Se poi prolificano anche questi …. -
21/02/2009 alle 08:04 #844006
Quoto pastore al mille per mille ❗ ❗ ❗ -
21/02/2009 alle 21:05 #844008
Ah tra le altre cose oggi sono sceso giù dalla founset arrivando alle miniere d’envie e poi giu dritto incrociando le tracce di alcuni noti fuori pista di prali detti anche la ‘galassia’, l’azzura ecc.. e al parcheggio intasato di sciatori e smog.. non gli sbirri ma il campionato nazionale di motoslitte che domani si terra a prali.. ( un po’ di zucchero nei serbatoi stanotte ??… sguinzagliero i miei bocia .. ) E circa una decina di amici vari con tavola e sci da freeeride che arrivavano più o meno dalla mia stessa zona solo che l’avenano fatta 5-6 volte in una giotrnata ed erano tutti senza arva e pala e sonda per la banale ragione che sciano un po’ in pista e un po’ fuori a seconda delle gambe di quando arrivano delle condizioni del sole e di cosa si fa la sera.. età media 19-20 anni qualcuno più grande.. scendono giù di li nel bosco da quantdo ne hanno dieci e da quando il nonno o il papà gli ha insegnato ad andare in fresca, non ci vanno quando ci sono richi di slavine anche perchè gli cadrebbe sulla casa.. che facciamo li multiamo.. ??? Probabilmente ne capiscono di neve loro più dei camosci e di tutti gli esperti di arpa piemonte oggi teneva tutto.. ma gli sbirri erano a casa e hanno perso 7-8 multe … domani metto su un banchetto di arva in piazza e mi ci pago le ferie.. Ah ho scoperto che una volta che c’era un po’ troppa fresca e uno dei miei bocia si era fatto un fuori pista da solo giù per i boschi papa appena l’ha saputo non l’ha fatto uscire per due sabati di fila.. è una nuova tecnica potrebberomusarla anche con gli scialpinisti.. e costa meno delle multe.. se fatta in tenera età pare funzioni per tutta la vita.. -
22/02/2009 alle 18:13 #844010
Condivido ciò che dice pastore. Forse adesso i carabinieri ci stanno un po’ trascurando, da quando è entrata in vigore la legge no ci sono più state grosse tragedie dalle nostre parti,……………… non vorrei che i legislatori se ne assumesero il merito!………………. E POI ADESSO C’E’ L’EMERGENZA STUPRATORI!!!!!!!!!!!!!!!
A me non è mai successo di essere violentato da qualcuna……………cosa c’è di così brutto?………….mi divertirebbe un casino!
FATEMI TUTTO QUELLO CHE VOLETE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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23/02/2009 alle 17:51 #844013
le tue parole non le accetto neanche come scherzo di carnevale neppure le leggi dello stato ci proteggono
chi è stata stuprata deve subire dei vergognosi interrogatori
in questa società, che di giorno in giorno diventa sempre più prepotente, le donne, i bambini, come tutte le categorie deboli, subiscono soprusi e violenze, su cui c’è proprio poco da scherzare
a me viene una tristezza infinita; a volte sentendo certe notizie vorrei davvero sparire dalla faccia della terra, tanto mi vergogno di appartenere al genere umano
comunque non penso sia qui il posto giusto per queste disquisizioni, ma bibì, non ti permettere mai più
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23/02/2009 alle 18:31 #844015
si, bibi anna ha ragione…. si potrebbe riferire le tue parole a un gruppo di energumeni violenti e perversi e lasciarti in pasto a loro per qualche ora
chi subisce violenza non dovrebbe subire il doppio scherno di sentire chi ci scherza su con sufficenza, non è giusto….
un intervento del tutto inappropriato
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23/02/2009 alle 19:34 #844016
…perche’ infierire sul povero bibi?!?!? ha questo sogno nel cassetto?..che male c’e’? lasciatelo a me qualche ora……
😈 😈 -
23/02/2009 alle 21:27 #844018rosannadidi wrote:
…perche’ infierire sul povero bibi?!?!?
ha questo sogno nel cassetto?..che male c’e’? lasciatelo a me qualche ora……
😈 😈
AIUTO!!!!!!!!!!!!!No Ros, ………………,con le picche proprio no!
Mi censuro e me ne scuso.
Noi vi amiamo!
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24/02/2009 alle 11:06 #844026
Credo che bibì volesse solo mettere l’accento sull’andamento ” a mode” dell’informazione mediatica. Se un bambino viene morso da un cane, per 2 settimane ai TG si parla solo più di bambini morsi dai cani.
La moda dell’anno sono le tragedie in montagna….
Ogni anno, in Europa, per ogni morto in montagna, ci sono circa 1500 morti per alcolismo e patologie ad esso correlate.
Avete idea di quanto costi questo alla società? Altro che costo dell’ elisoccorso!!!
Quanto si parla di questo problema? Non è di moda……….
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24/02/2009 alle 11:48 #844028
in-topic:fatte salve tutte le giuste considerazioni sul costo dei soccorsi, e i pericoli per i soccorritori ecc ecc, e sul fatto che certi strumenti siano utili per la propria incolumita’, quello che proprio non mi va giu’ e’ questo andazzo per cui le istituzioni devono incanalare tutte, ma proprio tutte le nostre azioni all’interno di norme prestabilite, fatte da altri, e che giocoforza non possono essere completamente esaustive e/o applicabili ad ogni singola situazione(vedi l’ambiguita’ sul discorso ciaspole, dove la legge e’ abbastanza vaga…, o sul fatto che richiede l’arva ma non richiede che l’arva sia carico e acceso,per esempio..): questa deriva normativista, che impoverisce, per non dire elimina, gli spazi di auto-decisione degli individui, oltre che essere – per me – molto fastidiosi e irritanti, nasconde un’insidia anche per la societa’ stessa: piu’ tu Autorita’ regoli la mia vita, meno io Individuo mi assumo le mie responsabilita’.….e’ quello che sta accadendo in molti altri aspetti della vita quotidiana, a ben vedere, dove quando qualcuno fa cazzate, non e’ mai colpa sua e basta, ma si corre sempre alla ricerca della responsabilita’ “distribuita”… non so…a me non piace…. voglio poter essere considerata matura a sufficienza da darmele da sola, delle regole….e assumermi i miei rischi e le mie responsabilita’… off-topic:ci risiamo con la possibilita’ di correzione dei propri messaggi….bibi’, hai scritto una cosa brutta, discriminatoria e violenta cercando di spacciarla per battuta e, non contento del sasso lanciato hai nascosto la mano…. per la serie “deresponsabilizziamoci!!!” (vedi sopra). Purtroppo alcuni individui non colgono la differenza tra una battuta stupida e una violenza…e in un mondo di battute del cazzo contro donne, gay, lesbiche, neri, ebrei, rom, handicappati, barboni ecc ecc ecc, costoro si sentono spalleggiati e scattano i fenomeni di violenza…. guarda che la violenza fisica parte sempre dalla violenza verbale… spero che ci pensi un po’ di piu’, la prossima volta….
…e ci manca solo che passi il concetto che gli stupri, o i barboni incendiati per noia, siano una “moda”!!!
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24/02/2009 alle 13:56 #844029a.ortalda wrote:
Credo che bibì volesse solo mettere l’accento sull’andamento ” a mode” dell’informazione mediatica.
Se un bambino viene morso da un cane, per 2 settimane ai TG si parla solo più di bambini morsi dai cani.
La moda dell’anno sono le tragedie in montagna….
Ogni anno, in Europa, per ogni morto in montagna, ci sono circa 1500 morti per alcolismo e patologie ad esso correlate.
Avete idea di quanto costi questo alla società? Altro che costo dell’ elisoccorso!!!
Quanto si parla di questo problema? Non è di moda……….
Con tutto l’affetto del mondo questa è l’unica argomentazione che non sopporto.L’argomento del “ben-altrismo” serve a smontare qualsiasi argomento articolato, che sia la raccolta differenziata, la lotta al piccolo o al grande crimine, etc .. etc ..
Ora, qui si parla di una legge che oramai ESISTE, votata dal consiglio regionale con ampia maggioranza di dx e sx. E si cerca di capire come affrontarla, con le sue implicazioni anche culturali sulla nostra attività. Condivido la visione di rosannadidi sullo stato che diventa sempre più mamma, invece. Quello che mi chiedo e se alla fine noi non ce lo vogliamo un poco …
se vogliamo parlare di alcolismo e della degenerazione del gusto al bicchierino, in un altro topic, sono pronto. E gli argomenti non sono pochi.
Per quanto riguarda la questione dei locals, e di quelli di città che non capiscono un tubo ma che vengono a mettere divieti di qua e di la citata da pastore, è anche questa una storia che con il mio lavoro subisco quotidianamente.
Quando in effetti si pone a freddo un vincolo sono tutti pronti a sbranarci, ma quando poi interveniamo nel corso delle alluvioni, e l’edilizia selvagga delle nostre montagne voluta non so da chi, ma anche dai locals crea danni infiniti, sono tutti pronti a piangere ..
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24/02/2009 alle 20:28 #844036
Ho rimesso tutto a posto. Le mie intenzioni non erano così offensive.
Qualche volta succede di fare battute del genere nei discorsi tra amici, colleghi, colleghe, non vengono intese in questo modo. Magari poi ci si aiuta senza discriminazioni di sorta e sono queste le cose che contano.
Nei momenti difficili capisci le persone che hai attorno più che da tanti bei discorsi.
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25/02/2009 alle 08:46 #844039bibì wrote:
..Qualche volta succede di fare battute del genere nei discorsi tra amici, colleghi, colleghe, non vengono intese in questo modo..
appunto! con persone che ben si conoscono ci si può anche permettere una battuta cinica, preferibilmente verbale, perchè, si sa, “verba volant”. Ma nero su bianco, su un pubblico forum, ha un effetto ben diverso. E ti qualifica negativamente. -
27/02/2009 alle 15:51 #844052
Un articolo ponderato -
27/02/2009 alle 15:55 #844054mountain wrote:
Un articolo ponderato
http://www.montagna.tv/?q=node/9866 …mi pare crei solo più confusione…dice tutto e nulla…

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05/03/2009 alle 13:09 #844114
Caro dandrago.. non so quali locals conosci o frequenti tu con il tuo lavoro.. io parlo di quelli che conosco io ( prali ): – non ci sono speculazioni selvagge a distruzione del territorio almeno qui in molti altri posti sono d’accordo.
– che ogni tanto chi fa le leggi in provincia non capisca un tubo di montagna è vero… come è vero che a volte i locals siano i primi a sponsorizzare l’uso di moto slitte per farci le gare..o altre amenità discutibili..
– che tu con il lavoro che fai ti becchi una sacco di rotture è sicuramente vero ma è anche vero che qui le strade le puliscono e se le spalano i locas in molti casi vedi alluvione e nevicate recenti..perchè si sa i mezzi sono pochi e ha la precedenza la pianura.. però non si dica che poi ci lamentiamo solo quando fa comodo..
Ma il mio discorso era un altro.. ironizzavo sulla legge partendo da questa argomentazione molto simile a quella di ros.
– Ogni persona è libero di gestirsi il suo andare in motagna come meglio credo se si fa male cazzi suoi
– se impongo l’uso dell’arva è perché 1. ci tengo alla salute dei cittadini ( e allora perchè non vietare cose anche molto più insana ma si sa le mode ) oppure 2 perchè voglio ridurre i costi sociali tra cui quelli del soccorso.
– se l’idea è la riduzione dei costi voglio proprio vedere se non converrebbe fare multe per cose molto più gravi ( parcheggi in zone agricole, multe su scempi edilizi, multe su motoslitte e moto in zone improprie, ecc ) piuttosto che sguinzagliare carabinieri alla ricerca del fuoripistaiolo ( che sono il 95% di chi va in furoi pista senza arva ) o peggio metterli nei parcheggi delle gite di scialpinismo a beccare chi è sporvvisto di arva quando sappiamo bene che i problemi sono lo studio della neve, sapere usare l’arva, non fare fuori pista pericolosi sopra le piste o o sopra il paese..ecc
E permettimi di ironizzare perchè mi sembra la classica legge per tirare su quattro soldi , far girare i coglioni ai pochi che si beccheranno la multa senza che questo risolva nulla.. forse una campagna di formazione per fare scialpinismo o fuoripista sarebbe più utile ma molto più cara, fuori moda, e complessa da fare. Molto spesso mi è capitato di fare fuori pista in zone che conosco bene e di rinunciare a farli dove non conosco la zona, spesso i locals ( e non solo a prali a quello che ho visto in giro ) sono i primi a proteggere i loro fuori pista dall’uso indiscriminato di chi va in zone rischiose e spesso ne sa di più se un pendio stacca o no dell’arpa piemonte… ripeto il giorno che vedrò qualcuno che fa le multe alle moto slitte che tagliano i pendi sopra borgata del setriere con un metro di fresca sarò contento.. ma che la facciano anche ai gestori che li hanno fatti salire se hanno coraggio!!!
Dopodichè tutto si può multare.. io parto dal principio che quello che conta sono le vite umane non la cazzo di regola e una legge fatta cosi non serve a nulla forse risparmia 4 soldi dei soccorsi fa infuriare chi fa scialpinismo e dimenticherà un arva o una pala a casa, farà guadagnare soldi a chi produce arva ma non insegnera ad andare in montagna in maniera responsabile che è cò che conta.. e allora mi chiedo.. perchè fare una legge del genere.. per fare scena ?? Tutti gli snowboarders che hanno 18 anni e che vanno in fuori pista.. chi gli insegnerà a guardare la neve, ad informarsi, a studiare un po’ di nivologia.. ?? la legge ?? Almeno qui i locals queste cose le insegnano come passaggio di memoria empirica di spiegazioni sul vento, su quando ha nevicato sulla temperatura ecc.. cosi avremo qualche adolescente coglione in meno che finisce sotto la slavina o che peggio ci fa cadere la slavina sulla casa..e gli insegneremo anche a portarsi l’arva.. ma anche a ricordarti che l’arva non impedisce alla slavina di cadere.. e se sei in due su un pendio ripido come la media dei fuori pista con un po’ di pini intorno e le piste lontano anche se hai un pala una persona non la tiri fuori in 20′.. provare per credere.. e credo che lo sai molto meglio di me con il mestiere che fai. Anzi a volte il rispetto della legge insegna a sentirsi immuni proprio perchè rispettosi di una regola che serve ad aiutarti a parare il culo in caso di incidente.. che vale un po’ per tyutte le cose di montagna… non è che siccome sai fare il 7b allora vuol dire che sai cosa fare quadno piove sei una crestina di II grado a 4000 metri e devi trovare la strada di discesa.. ecco.. mi piacerebbe che qualcuno si preoccupasse di insegnare certe cose.. e qui i locals per fortuna lo fanno ancora molti sono maestri di sci che portano i ragazzini in neve fresca e gli spiegano come funziona…ma seogni allivo si dovra dotare di arva forse andranno a fare i corsi di sci da un altra parte e non glielo insegneranno.. ecc ecc ecc.. ma forse questa è una valle fortunata..
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16/03/2009 alle 08:39 #844194pastore wrote:
Caro dandrago.. non so quali locals conosci o frequenti tu con il tuo lavoro.. io parlo di quelli che conosco io ( prali ):
– non ci sono speculazioni selvagge a distruzione del territorio almeno qui in molti altri posti sono d’accordo.
– che ogni tanto chi fa le leggi in provincia non capisca un tubo di montagna è vero… come è vero che a volte i locals siano i primi a sponsorizzare l’uso di moto slitte per farci le gare..o altre amenità discutibili..
– che tu con il lavoro che fai ti becchi una sacco di rotture è sicuramente vero ma è anche vero che qui le strade le puliscono e se le spalano i locas in molti casi vedi alluvione e nevicate recenti..perchè si sa i mezzi sono pochi e ha la precedenza la pianura.. però non si dica che poi ci lamentiamo solo quando fa comodo..
…
Detto tra di noi molto spesso l’abitudine al proprio territorio porta delle volte a un atteggiamento contrario, di sottovalutazione, per abitudine e senso di proprietà. Ricordo una valanga che prese, poco lontano da casa mia, un ragazzo che andava al suo alpeggio …Io per formazione sono abituato a affrontare le nuove leggi in due modi. Da una parte come fate voi le critico, eccome. Dall’altra, visto che comunque ci sono, cerco di interpretarle e magari di spremere il poco di buono che hanno.
Detto tra di noi io credo che questa legge sia partita da alcune finalità che erano in un certo senso lecite e compatibili, e poi abbia sforato in ambiti che forse i consiglieri regionali non pensavano di toccare.
La legge nasce dalla regolamentazione delle piste, in tutti gli aspetti, peraltro anche estivi (MTB, e anche qui la legge ha fatto dei seri danni). E fin qui tutti siamo d’accordo che almeno alcune norme andavano prescritte. C’era tra l’altro una norma quadro nazionale a cui la Regione
dovevadare un’attuazione locale. Poi allora si è pensato di regolamentare il fuoripista inteso come itinerari dagli impianti, e qui mi pare che anche tu concordi. Solo che dare un limite esatto tra fuori pista risulta difficile e allora zac, hanno tirato dentro lo scialpinismo, magari per qualche manina poco accorta e solo parzialmente a conoscenza delle pratiche alpinistiche e quindi sono nate queste conseguenze molto importanti sia sul piano filosofico che pratico, a mio avviso del tutto impreviste. Io vorrei far vedere al legislatore il video di una salita in montagna media di quest’inverno, con i ciaspolatori a fianco degli scialpinisti sugli stessi traversi e spiegare loro che hanno obbligato gli uni a tutte una serie di pratiche a agli altri nulla, come se non esistessero.
Concordo con il tuo discorso sulla formazione, non avrei fatto per 25 anni l’istruttore se non lo pensassi. E ti assicuro che io l’ho sempre fatto con quello scopo più che per finalità trombatorie o di patacche che non ho mai sbandierato. Ma stiamo molto attenti. Mentre noi pensiamo in questo modo, ci sono correnti di pensiero irresponsabili e ignoranti che spingono al contrario.
http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=110357&id=http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=110357&id=” class=”bbcode_url”> Se uno mette in mente a un leguleio il tuo discorso, potrebbe davvero affacciarsi l’assurda e impraticabile idea della patente della montagna, di cui tu non ha mai parlato ma che consegue al ragionamento della formazione.
Ma alla fine la legge c’è e ci si deve adeguare. Per quel che mi riguarda, visto che già prima, anche quando andavo sugli impianti, ho sempre messo indosso arvapalasonda, non cambia nulla. A chi comunque non capisce nulla e li metterà per obbligo, male non fa se non al portafoglio.
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07/04/2009 alle 23:23 #844324
scusa non ti ho più risposto.. ma ero talment d’accodo con te che l’ho ritenuto superfluo.. alla prossima discussione ciao ciao -
18/12/2009 alle 13:40 #845927
Scusate il ritardo, ma mi ero perso il passaggio, pur essendo una legge che mi interessa anche per altri aspetti. Vi è questa modifica
Se saltate all’art. 44 vedete che l’obbligo di portare arvapalasonda vale anche per le racchette da neve. Si salvano solo i sentieri appositi segnalati dai comuni.
A voi i commenti
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18/12/2009 alle 14:46 #845932
E’ vero ,in base alla legge regionale n°30 del 4 dicembre 2009 viene prescritto il munirsi di ARTVA(ora si chiama così per direttiva Europea)pala e Sonda anche per chi fa uso di racchette(e meno male aggiungo io!),però viene sospesa la sanzione. Ora,alcune riflessioni:
1)c’è chi commenta “che culo per quest’anno siamo salvi”,a questo punto mi chiedo,ma sei salvo da che?
Ti devono imporre di avere Artva/pala e sonda e sanzionarti se non li hai oppure è la tua testolina che ti dovrebbe dire meglio averli?
2)siamo i soliti italiani che se non ci impongono delle regole ce ne sbattiamo bellamente degli altri(in questo caso direi dei soccorritori)e facciamo quello che ci pare
3)i soccorritori quando intervengono con notevole dispiego di mezzi e uomini per cercare vittime e/o superstiti rischiano a loro volta la propria incolumità,ma tanti pensano “chi se ne frega se mi trovano dopo 4 giorni!”
4)non riduciamo poi il discorso al puro aspetto economico,perchè purtroppo vedo parecchie persone che sostenendo che l’artva costa caro e poi si vanno a comprare i supercapi firmati Montura-Marmot ecc ecc,oppure devono rinunciare al caffè(vedere vecchi post),questi sono ragionamenti del c….
5)e’ inutile avere l’Artva e tenerlo spento,in una recente gita fatta alla cima di Crosa ho visto decine di scialpinisti in vetta con l’Artva in bella mostra ma spento (ho fatto la prova mettendo il mio in ricezione).
6)cito testualmente le parole di un presidente CAI “
finalmente dopo molti sforzi da parte nostra,siamo riusciti a far congelare l’articolo almeno per un anno,quindi per questa stagione invernale che è alle porte non vi saranno sanzioni” Purtroppo questo è un discorso che va avanti da troppo tempo,ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
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18/12/2009 alle 15:07 #845933renato63 wrote:
E’ vero ,in base alla legge regionale n°30 del 4 dicembre 2009 viene prescritto il munirsi di ARTVA(ora si chiama così per direttiva Europea)pala e Sonda anche per chi fa uso di racchette(e meno male aggiungo io!),però viene sospesa la sanzione.
Ora,alcune riflessioni:
1)c’è chi commenta “che culo per quest’anno siamo salvi”,a questo punto mi chiedo,ma sei salvo da che?
Ti devono imporre di avere Artva/pala e sonda e sanzionarti se non li hai oppure è la tua testolina che ti dovrebbe dire meglio averli?
2)siamo i soliti italiani che se non ci impongono delle regole ce ne sbattiamo bellamente degli altri(in questo caso direi dei soccorritori)e facciamo quello che ci pare
3)i soccorritori quando intervengono con notevole dispiego di mezzi e uomini per cercare vittime e/o superstiti rischiano a loro volta la propria incolumità,ma tanti pensano “chi se ne frega se mi trovano dopo 4 giorni!”
4)non riduciamo poi il discorso al puro aspetto economico,perchè purtroppo vedo parecchie persone che sostenendo che l’artva costa caro e poi si vanno a comprare i supercapi firmati Montura-Marmot ecc ecc,oppure devono rinunciare al caffè(vedere vecchi post),questi sono ragionamenti del c….
5)e’ inutile avere l’Artva e tenerlo spento,in una recente gita fatta alla cima di Crosa ho visto decine di scialpinisti in vetta con l’Artva in bella mostra ma spento (ho fatto la prova mettendo il mio in ricezione).
6)cito testualmente le parole di un presidente CAI “
finalmente dopo molti sforzi da parte nostra,siamo riusciti a far congelare l’articolo almeno per un anno,quindi per questa stagione invernale che è alle porte non vi saranno sanzioni” Purtroppo questo è un discorso che va avanti da troppo tempo,ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
G R A N D Efinalmente una serie di ragionamenti sensati.
parlo da marito di una soccorritrice, e l’dea che mia moglie passi del tempo sotto il tiro delle valanghe per cercare ciaspolari, scialpinisti, escursionisti, CASCATISTI(li dimentichiamo sempre, ma ci sono anche loro…)senza arva(io continuo a chiamarlo così…) non mi sollazza per niente.
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18/12/2009 alle 15:35 #845934renato63 wrote:
4)non riduciamo poi il discorso al puro aspetto economico,perchè purtroppo vedo parecchie persone che sostenendo che l’artva costa caro e poi si vanno a comprare i supercapi firmati Montura-Marmot ecc ecc,oppure devono rinunciare al caffè(vedere vecchi post),questi sono ragionamenti del c….5)e’ inutile avere l’Artva e tenerlo spento,in una recente gita fatta alla cima di Crosa ho visto decine di scialpinisti in vetta con l’Artva in bella mostra ma spento (ho fatto la prova mettendo il mio in ricezione).
ma tu sei certo che tutti sappiano che quello è un dispositivo elettrico che va acceso ? Io non ci scommetterei …Quote:
6)cito testualmente le parole di un presidente CAI “finalmente dopo molti sforzi da parte nostra,siamo riusciti a far congelare l’articolo almeno per un anno,quindi per questa stagione invernale che è alle porte non vi saranno sanzioni” Purtroppo questo è un discorso che va avanti da troppo tempo,ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Chi ha detto una cosa simile è certamente uno stolto. Possono esserci le posizioni più diverse (c’è chi è filosoficamente contrario allo stato mamma)su questa faccenda, ma se ha da essere, che lo sia da subito. Lo so che la norma è stata posticipata, e proprio non ne capisco il perchè. Il disastro del terremoto dell’aquila è avvenuto con le nuove norme sismiche la cui applicazione piena veniva rimandata di anno in anno, con case nuove danneggiate !! -
18/12/2009 alle 15:38 #845935dandrago wrote:
ma tu sei certo che tutti sappiano che quello è un dispositivo elettrico che va acceso ? Io non ci scommetterei …Magari qualcuno pensa che sia un galleggiante che ti tiene in superficie….


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18/12/2009 alle 19:17 #845936
Avete ragione. E la prossima volta che il legislatore si sveglia provvederà a regolamentare l’accesso alle vie di roccia non debitamente spittate. Non importa che sia un 3° o un 8c, come non fa alcuna differenza fare il giobert con gli sci o la nord del viso o la ghigliè a fine luglio.
A ognuno il suo dittatore preferito.
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19/12/2009 alle 11:51 #845940
Non voglio neanche pensare che ci siano persone che non sappiano che l’Artva và tenuto acceso,se così fosse vuol dire che siamo proprio alla frutta! Sulla “dittatura”ci andrei cauto,purtroppo ,come ho già detto, siamo talmente menefreghisti e irrispettosi del prossimo(e anche di noi stessi direi)che le cose devono obbligarci a farle perchè da soli non ci arriviamo,infatti la preoccupazione è la sanzione!
E’ facile dire “mi impongono di fare una cosa ,allora è dittatura”,io le chiamerei semplicemente regole,ed una società che si vuole definire evoluta e responsabile deve avere delle regole.
Ma ci rendiamo conto ,non ci si preoccupa della sicurezza ma della eventuale multa,recentemente ho partecipato ad una serata presso una sede CAI dove veniva spiegato l’utilizzo dell’Artva,sapete come è finita?Alla fine della spiegazione ci è stato consegnato un modulo in cui si evidenziava che non ci sarebbero state sanzioni,in modo da farlo vedere a chiunque ci avesse fermato!
Non vi dico che fine ha fatto il modulo.
Purtroppo siamo sempre convinti che ognuno di noi possa fare tutte le cagate di questo mondo tanto poi se va male ci sarà sempre qualcun’altro che ci penserà a tirarci fuori dai guai(e questa mi sembra anarchia),avete mai parlato con i soccorritori?Avete mai chiesto loro cosa provano quando intervengono?Vi siete mai chiesti come vivono i loro famigliari?
Beh,in merito a queste domande è piuttosto esaustiva la risposta di Pittolo.
A questo punto ognuno si assuma le proprie responsabilità!
Renato
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19/12/2009 alle 22:19 #845941renato63 wrote:
6)cito testualmente le parole di un presidente CAI “finalmente dopo molti sforzi da parte nostra,siamo riusciti a far congelare l’articolo almeno per un anno,quindi per questa stagione invernale che è alle porte non vi saranno sanzioni” Purtroppo questo è un discorso che va avanti da troppo tempo,ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Già,……………… TRA QUALCHE MESE CI SARANNO LE ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO REGIONALE! Così salviamo capra e cavoli.Ah! La legge Prevede anche restrizioni per chi fa un uso indiscriminato delle muntanbaik, vieta la risalita delle piste rendendo di fatto inaccessibili giorno e notte certi territori facenti parte dei relativi comprensori, …………………. in compenso concede un po’ di spazio a chi vuole andare con le motoslitte!
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21/12/2009 alle 09:05 #845944
Una volta, era il buon senso a regolamentare il praticare montagna, non v’era alcun bisogno di imporre limitazioni con stupide leggi. Quando successe la tragedia a Whymper, si pensò di proibire le scalate ai sudditi inglesi, poi, dopo la tragedia di Vicendon ed Henry (con Bonatti) alla Brenva, qualcuno ventilò l’ipotesi di proibire le invernali. Anni addietro un parlamentare di AN arrivò addirittura ad affermare che chi praticava montagna, a qualsiasi livello, doveva avere un patentino (pensate la gioia del Cai che di patentini se ne inventa ogni anno uno nuovo!).
Ora, dubito che la maggioranza di coloro che praticano lo scialpinismo ed hanno una certa esperienza, vada a fare scialpinismo senza Arva e pala, ed è ovvio che, come in automobile, ci sarà sempre quello che di buon senso non ne sfodera. E’ sempre successo e sempre succederà.
Io vado a fare skialp spesso da solo e porto da sempre con me Arva e pala. Mi verrebbe da ridere (si fa per dire perchè m’inkazzerei!) se un finanziere o altri mi multassero perchè non ho la sonda (già il fatto che possa palarmi da solo..figuriamoci sondarmi..)
Non resterà che vietarmi di andare da solo, cioè la più grande follia ed abuso che si possa fare nei confronti della libertà che da sempre guida l’idea stessa di alpinismo.
Allora mi si proibirà di andare slego, o di fare solitarie perchè è più rischioso ed il soccorso costa! ma dai…
Per di più mi si impedisce di usare il buon senso e di risalire le piste quando il rischio è alto! Un invito cioè ad andare comunque in zone di certo più pericolose!
Vedrete che, appena qualcuno se ne accorgerà, magari il politico di turno, stabilirà che, date le casistiche d’intervento del soccorso riguardanti mancati rientri degli escursionisti, tutti dovranno avere il GPS pena multe e sanzioni!
Se non in casi particolari, dove si può mettere a rischio la vita di persone che non si apettano di rischiarla (comprensori sciistici), per mè è vietato vietare!!!
😡 😡 😡 -
21/12/2009 alle 15:56 #845949
Aiax … francamente io dubito che il legislatore abbia valutato gli aspetti che tu hai descritto.
Chiunque abbia un senso vero dell’alpinismo sa benissimo che l’alpinismo è anche provocazione, innovazione, violazione delle regole.
Pensate come ad ogni cambio generazionale, da quasi due secoli, vi sia stato un cambiamento in rotta con gli schemi prefissati del tempo.
Ma queste sono riflessioni profonde, forse circoscritte ad una cerchia piuttosto limitata. Senza dimenticare che il limite tra una grande impresa e una palese stupidaggine spesso è piuttosto labile, basta pensare a qualche clamoroso incidente.
Posto che anche io sono contro alle leggi che restringono le attività alpinistiche, la storia di arva+pala (beh, sulla sonda mi pare proprio una ca**ta) mi lascia invece più dubbioso se pendere dal lato legalista o da quello liberista.
Mi è capitato veramente spesso di incontrare sopratutto dei ciaspolatori che in completa incoscienza e ignoranza affrontavano degli itinerari a rischio senza la minima cautela. E purtroppo anche cari amici o miei ex allievi (a volte mi sembra di aver buttato nel cesso metri cubi di aria).
Ad affrontare Rattle Snake, spit o non spit, ci andranno senza dubbio degli arrampicatori con un minimo di esperienza; non c’è bisogno di una legge, se uno non è un pazzo non ci va ad minchiam, pena una immediata selezione naturale.
Ma per fare una gita con le ciaspe bata andare da deca, prendersi un paio di scarponi, due bastoni e le ciaspe. E basta trovare delle tracce, magari di discesa con gli sci, e puoi tirare su dritto senza sapere cosa fai; il primo giorno seguirai una stradina in piano, il secondo giorno anche, ma stai certo che il terzo oserai dove non dovevi osare.
Solo nel mio ufficio mi trovo almeno tre coppie di colleghi che si sono regalati per natale le ciaspe e vanno così, senza NEMMENO SAPERE che le valanghe esistono anche per loro.
Ora, proprio per la tutela dei soccorritori, arginare questa massa mi pare importante. E visto che i divieti o le patenti mi paiono veramente invisi, questo mi pare il filtro più innocuo. Chi ha più passione, interesse, etc, chi è già nel settore, si doterà delle attrezzature adeguate o già le ha. E spesso avere delle dotazioni ti fa almeno pensare che esiste il problema. Non sarà una regola universale, però forse può servire.
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21/12/2009 alle 17:05 #845950
Mi è capitato veramente spesso di incontrare sopratutto dei ciaspolatori che in completa incoscienza e ignoranza affrontavano degli itinerari a rischio senza la minima cautela.Vero in parte,la maggiornaza dei ciaspolatori va su percorsi molto facili(il che non li esclude dall’avere artva/pala/sonda)chi invece affronta percorsi un pò più complicati ritengo abbia l’adeguata esperienza e competenza per farlo.
Ma per fare una gita con le ciaspe bata andare da deca, prendersi un paio di scarponi, due bastoni e le ciaspe. E basta trovare delle tracce, magari di discesa con gli sci, e puoi tirare su dritto senza sapere cosa fai; il primo giorno seguirai una stradina in piano, il secondo giorno anche, ma stai certo che il terzo oserai dove non dovevi osare.Non credo che dopo un paio di gite con le ciaspole si vada ad “osare” oltre,vale quanto detto sopra.
Concordo che 1 ciaspolatore su 10 abbia il kit(ed io uso eclusivamente le ciaspole d’inverno),però(e l’ho già scritto altre volte)8 scialpinisti su 10 avranno l’artva,ma solo due magari lo tengono acceso!
Ora, proprio per la tutela dei soccorritori, arginare questa massa mi pare importante. E visto che i divieti o le patenti mi paiono veramente invisi, questo mi pare il filtro più innocuo. Chi ha più passione, interesse, etc, chi è già nel settore, si doterà delle attrezzature adeguate o già le ha. E spesso avere delle dotazioni ti fa almeno pensare che esiste il problema. Non sarà una regola universale, però forse può servire.Se per massa intendi tutti(ciaspolatori e scialpinisti)mi sta bene,anche perchè ci sono sicuramente più scialpinisti che ciapolatori,altrimenti è la solita diatriba tra le due categorie(chissa poi perchè?)e quindi dove non arriva il buon senso ci pensa la regola.
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21/12/2009 alle 18:08 #845953
Se consideriamo la massa di escursionisti “fai da te” che ogni anno percorre le montagne, allora altro che ciaspolatori senza Artva o scialpinisti che lo tengono spento… Penso agli “alpinisti per caso” che spesso incontro risalendo al Flambeau o alla Midi, incordati in modo improbabile.. per non parlare poi di quelli che incontri quando rientri dalle normali dopo una salita (scendendo sul pendio della normale dell’Argentière dal Milieu ne ho viste di tutti i colori, e lì rischiano tutti quelli che vi transitano se una cordata cadesse a “pettine”). Chiedetevi poi quanti arrampicatori, anche esperti, conoscono le manovre di autosoccorso in roccia, o se sanno magari recuperare da un crepaccio in modo efficace.. Insomma il mondo della montagna è variegato e non si può imporre divieti ovunque se non invitare al buon senso e alla prudenza.
Concordo comunque che chi acquista le ciaspole difficilmente le prova su terreni “a rischio”.
E,ripeto capisco certi divieti solo in luoghi con morfologia particolare dove l’inesperienza o l’imprudenza di uno può mettere a repentaglio la vita di molti. La sonda in autosoccorso mi sembra veramente poco efficace nella realtà, e nella maggior parte delle situazioni dove sarà già tanto se la concitazione e l’emozione permetteranno, anche all’esperto coinvolto emotivamente, di usare l’artva al meglio. Ma non sono certo contro la sonda, ci mancherebbe, è come dire che non serve avere qualche cordino in più per fare degli autobloccanti…
Però, accettare senza opporsi delle regole francamente discutibili, che potrebbero aprire la strada a una limitazione della libertà che da sempre l’alpinismo significa per l’individuo, mi sembra folle. Significa aprire la strada al capriccio di qualsiasi politico che intenda decidere che da oggi si fà così e basta. Quanto ai soccorritori, il numero di interventi che fanno per sondare conoidi di valanghe, dove sondare nella maggior parte dei casi significa ormai trovare corpi senza vita, se notate sono assai limitati numericamente rispetto alle volte che devono uscire d’estate per i mancati rientri. In ogni caso i volontari di stazione, sono volontari, utilissimi certo, ma sanno che l’attività è rischiosa, come lo sanno i gendarmi, le guide, o i tecnici di elisoccorso anche quando dovranno trovarsi su vie molto difficili a soccorrere anche cordate esperte. Occorrerà acquisire la fisiologica evoluzione di pensiero che da sempre caratterizza il praticare montagna, certo, creando una cultura della sicurezza, ma senza imporre.
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21/12/2009 alle 21:53 #845955renato63 wrote:
Mi è capitato veramente spesso di incontrare sopratutto dei ciaspolatori che in completa incoscienza e ignoranza affrontavano degli itinerari a rischio senza la minima cautela.Vero in parte,la maggiornaza dei ciaspolatori va su percorsi molto facili(il che non li esclude dall’avere artva/pala/sonda)chi invece affronta percorsi un pò più complicati ritengo abbia l’adeguata esperienza e competenza per farlo.
Ma per fare una gita con le ciaspe bata andare da deca, prendersi un paio di scarponi, due bastoni e le ciaspe. E basta trovare delle tracce, magari di discesa con gli sci, e puoi tirare su dritto senza sapere cosa fai; il primo giorno seguirai una stradina in piano, il secondo giorno anche, ma stai certo che il terzo oserai dove non dovevi osare.Non credo che dopo un paio di gite con le ciaspole si vada ad “osare” oltre,vale quanto detto sopra.
Concordo che 1 ciaspolatore su 10 abbia il kit(ed io uso eclusivamente le ciaspole d’inverno),però(e l’ho già scritto altre volte)8 scialpinisti su 10 avranno l’artva,ma solo due magari lo tengono acceso!
Ora, proprio per la tutela dei soccorritori, arginare questa massa mi pare importante. E visto che i divieti o le patenti mi paiono veramente invisi, questo mi pare il filtro più innocuo. Chi ha più passione, interesse, etc, chi è già nel settore, si doterà delle attrezzature adeguate o già le ha. E spesso avere delle dotazioni ti fa almeno pensare che esiste il problema. Non sarà una regola universale, però forse può servire.Se per massa intendi tutti(ciaspolatori e scialpinisti)mi sta bene,anche perchè ci sono sicuramente più scialpinisti che ciapolatori,altrimenti è la solita diatriba tra le due categorie(chissa poi perchè?)e quindi dove non arriva il buon senso ci pensa la regola.
Presumo siate tutti grandi esperti di neve e montagna, io la frequento da anni, ma di neve e valanghe ne capisco poco e non m’importa un accidente di cosa facciano gli altri, non sono in grado di capire se sono coscienti di cosa fanno o se stanno facendo cavolate, non me la sentirei di giudicarli e meno ancora di insegnargli qualcosa.Se hanno l’arva addosso o meno o se lo tengono acceso sono affari loro. Considerato che di gite ne faccio abbastanza mi porto dietro l’arva e pala già da un po’ di anni e nelle gite di fine stagione lo lascio tranquillamente a casa. Mi dà fastidio che tutto ciò venga imposto.
La sonda serve per cercare i morti e questo lo può confermare anche il soccorso alpino.
Nei corsi che si fanno del 118 la prima cosa che insegnano è quella di salvaguardare la propria incolumità perchè in caso contrario si avrebbe invece del soccorritore un ulteriore infortunato da assistere. Nel soccorso alpino sarà diverso. Si rischia la pelle anche per cercare i morti, considerato che se non sono stati in grado di trovare i sepolti i sopravvissuti Hai voglia!
Provo ammirazione per chi lo fa, ma non spariamole tanto grosse, non in queste situazioni.
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21/12/2009 alle 22:06 #845956
Il problema è sempre lo stesso… No alle imposizioni in un’attività “libera” come la nostra…
Sì al buon senso…
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22/12/2009 alle 11:12 #845962
Presumo siate tutti grandi esperti di neve e montagna, io la frequento da anni, ma di neve e valanghe ne capisco poco e non m’importa un accidente di cosa facciano gli altri, non sono in grado di capire se sono coscienti di cosa fanno o se stanno facendo cavolate, non me la sentirei di giudicarli e meno ancora di insegnargli qualcosa.Qui non si tratta di insegnare niente a nessuno o essere più furbi degli altri,però m’importa eccome di cosa fanno gli altri sopratutto se sono sopra la mia testa!
E non si tratta neanche di essere esperti o meno,ognuno si fa le proprie esperienze in base alle sue capacità e a tante altre cose
Se hanno l’arva addosso o meno o se lo tengono acceso sono affari loro. Considerato che di gite ne faccio abbastanza mi porto dietro l’arva e pala già da un po’ di anni e nelle gite di fine stagione lo lascio tranquillamente a casa. Mi dà fastidio che tutto ciò venga imposto. Vale quanto detto sopra,non sono solo affari loro,ma anche miei.
Certo che può dare fastidio una imposizione,ma vedo che il tuo buon senso ha fatto sì che tu vada in giro con gli strumenti adatti così come faccio io da anni senza il bisogno di una legge che mi imponga di farlo.
La sonda serve per cercare i morti e questo lo può confermare anche il soccorso alpino.Nei corsi che si fanno del 118 la prima cosa che insegnano è quella di salvaguardare la propria incolumità perchè in caso contrario si avrebbe invece del soccorritore un ulteriore infortunato da assistere. Nel soccorso alpino sarà diverso. Si rischia la pelle anche per cercare i morti, considerato che se non sono stati in grado di trovare i sepolti i sopravvissuti Hai voglia!
La sonda serve anche per cercare eventuali sopravissuti e se sai come funziona il soccorso alpino in caso di valanga,saprai anche che c’è una persona con megafono chiamata sentinella che salvaguarda la squadra in caso di ulteriori distacchi
Provo ammirazione per chi lo fa, ma non spariamole tanto grosse, non in queste situazioni.Spararle grosse cosa vuol dire?
Di che situazioni parli?
Non mi sembra che nei precedenti interventi qualcuno abbia voluto fare delle sparate,ma semplicemente esprimere delle opinioni.
E’ vero che la nostra è un’attività “libera” ,ma ricordiamoci sempre che la nostra libertà finisce dove inizia quella di un altro.
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22/12/2009 alle 12:17 #845963bibì wrote:
Presumo siate tutti grandi esperti di neve e montagna, io la frequento da anni, ma di neve e valanghe ne capisco poco e non m’importa un accidente di cosa facciano gli altri, non sono in grado di capire se sono coscienti di cosa fanno o se stanno facendo cavolate, non me la sentirei di giudicarli e meno ancora di insegnargli qualcosa.Se hanno l’arva addosso o meno o se lo tengono acceso sono affari loro. Considerato che di gite ne faccio abbastanza mi porto dietro l’arva e pala già da un po’ di anni e nelle gite di fine stagione lo lascio tranquillamente a casa. Mi dà fastidio che tutto ciò venga imposto.
La sonda serve per cercare i morti e questo lo può confermare anche il soccorso alpino.
Nei corsi che si fanno del 118 la prima cosa che insegnano è quella di salvaguardare la propria incolumità perchè in caso contrario si avrebbe invece del soccorritore un ulteriore infortunato da assistere. Nel soccorso alpino sarà diverso. Si rischia la pelle anche per cercare i morti, considerato che se non sono stati in grado di trovare i sepolti i sopravvissuti Hai voglia!
Provo ammirazione per chi lo fa, ma non spariamole tanto grosse, non in queste situazioni.
Prima di tutto qui non c’è nessun vero sostenitore della legge. Io ho espresso dei dubbi sulla totale criticabilità della legge, che è cosa ben diversa. Io per primo sono dell’idea che la libertà che sta insieme alla pratica montana ne costituisca il vero spirito, e io per primo ho dubbi sull’obbligo della sonda. In secondo luogo io ho riportato cose che ho visto. Sinceramente ritengo di saper distinguere piuttosto bene certe ca**ate.
Come abbastanza facilmente si evince, le persone più responsabili, scialpinisti o ciaspolatori che siano, verranno ben poco toccati da questa legge, in quanto già hanno con se arva/pala e spesso la sonda. Il peggio che potrà capitarti e portare con te l’arva nelle gite primaverili quando lo reputi inutile.
Però prima di giudicare la legge bisogna capre bene in quale contesto nasce. La legge nasce per regolamentare LE PISTE. E’ stato in seguito che ha pensato di mettere mano su altri aspetti. Nell’ambito delle aree di pertinenza degli impianti (che identificano comunque una assunzione di responsabilità) queste norme hanno senza dubbio senso.
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22/12/2009 alle 13:07 #845964bibì wrote:
La sonda serve per cercare i morti e questo lo può confermare anche il soccorso alpino.Nei corsi che si fanno del 118 la prima cosa che insegnano è quella di salvaguardare la propria incolumità perchè in caso contrario si avrebbe invece del soccorritore un ulteriore infortunato da assistere. Nel soccorso alpino sarà diverso.
Si rischia la pelle anche per cercare i morti, considerato che se non sono stati in grado di trovare i sepolti i sopravvissuti Hai voglia!Provo ammirazione per chi lo fa, ma non spariamole tanto grosse, non in queste situazioni. Con molta calma voglio sottolineare che trovo quantomeno offensive queste frasi nei confronti di chi si impegna a soccorrere TUTTI coloro che si trovano in difficoltà in montagna!!
Le persone seppellite dalle valanghe sovente muoiono per colpa dell’incapacita dei compagni di tirarli fuori velocemente… sappiamo tutti quali sono le speranze di vita di una persona che rimane sotto, e sperare che le squadre di soccorso arrivino in tempo è sovente un’utopia!!
Se poi pensiamo che il ricuperare i corpi di queste persone(sfortunate, incoscienti, stupide… poco importa!!!) sia un atto inutile e non dovuto… Vabbè, però a spiegarlo a chi ha perso degli amici o peggio ancora dei parenti sotto delle valanghe, che devono aspettare fino al disgelo per dare una degna sepoltura ai corpi… non ci vado io, vacci tu bibì!
L’attegiamento menefreghista nei confronti di questi volontari, ripeto è offensivo!! Rischiano la vita e se è vero che devono in primo luogo salvaguardare la propria incolumità è altrettanto vero che a volte farlo è difficile.
Sottolineo che non sono uno sfrenato sostenitore di soccorso e strutture volontaristiche similari, io sarei più favorevole a dei corpi professionali(tipo gendarmerie francese) che si occupino degli interventi in montagna, ma non mi piace nemmeno sputare in un piatto che un giorno o l’altro(facendo i debiti scongiuri) potrebbe servirmi. Tanto di cappello ai soccorritori, e se per dimostrare il mio rispetto verso il loro operato devo “appesantirmi” lo zaino con arva, pala e sonda…. ben vengano i pochi grammi in più, e vorrà dire che mi comprerò un giubbotto della montura in meno!
Max
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22/12/2009 alle 13:37 #845966
sottolineo che NON sono uno scialpinista, ma tre o quattro volte all’anno mi infilo in qualche canalone con pikke e ramponi per salire qualche colata di ghiaccio… -
23/12/2009 alle 12:34 #845975pittolo wrote:
sottolineo che NON sono uno scialpinista,
Spero di non essere definito in base agli oggetti che ho in cantina. Siamo delle persone, prima di tutto, indipendentemente dal fatto che si possegga ciaspole, sci, picozze …. -
23/12/2009 alle 12:53 #845976dandrago wrote:
Spero di non essere definito in base agli oggetti che ho in cantina. Siamo delle persone, prima di tutto, indipendentemente dal fatto che si possegga ciaspole, sci, picozze ….La sottolineatura era dovuta al fatto che troppe volte si limita il discorso agli scialpinisti in qualità di “maggiori fruitori” della montagna coperta di neve…Troppe volte si pensa all’arva come un’attrezzo da scialpinisti. Le attività che si svolgono su terreni innevati e potenzialmente pericolosi sono molteplici e tutte interessate allo stesso modo.
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24/12/2009 alle 19:58 #845983
Per Max. Non è nelle mie intenzioni offendere il soccorso alpino: ri-provo ammirazione per chi se ne occupa.
Sono pienamente d’accordo per il culo che si fanno ed i rischi che corrono in certe situazioni se si tratta di portare giù un infortunato. Ho avuto occasione di assistere al trasporto di uno di questi scendendo dal monviso. Dalle sagnette noi scendevamo dalle catene e loro giù per il canale!
Se dovessero fare un recupero dalla nord del viso non credo che ci andrebbero nelle ore più calde della giornata, se devono intervenire a cercare un sepolto senz’arva che con ogni probabilità è già passato a miglior vita ed un pericolo imminente di nuovi distacchi. Se cifossero vittime anche tra i soccorritori non servirebbe a consolare i parenti.
I costi di questi interventi non incidono così tanto sulle casse dello stato, i soccorsi ci sono anche per i semplici escursionisti, cercatori di funghi, speleologi…………. non sono gli scialpinisti a fare la differenza e non tutti senz’arva.
Ritengo inopportuni anche i divieti imposti per chi vuole risalire le piste, non si sono previsti percorsi alternativi e non sono valsi ad evitare gli incidenti sempre causati dalla velocità di chi scende e non da eventuali salitori.
CHI SCENDE DEVE SEMPRE ESSERE IN GRADO DI FERMARSI: in pista ci sono anche quelli a cui non importa di correre, i bambini e i principianti, molto più imprevedibili di una persona ferma o che sta salendo.
Auguro a tutti un felice Natale.
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25/12/2009 alle 08:56 #845985bibì wrote:
Per Max.
Non è nelle mie intenzioni offendere il soccorso alpino: ri-provo ammirazione per chi se ne occupa.
Sono pienamente d’accordo per il culo che si fanno ed i rischi che corrono in certe situazioni se si tratta di portare giù un infortunato. Ho avuto occasione di assistere al trasporto di uno di questi scendendo dal monviso. Dalle sagnette noi scendevamo dalle catene e loro giù per il canale!
Se dovessero fare un recupero dalla nord del viso non credo che ci andrebbero nelle ore più calde della giornata, se devono intervenire a cercare un sepolto senz’arva che con ogni probabilità è già passato a miglior vita ed un pericolo imminente di nuovi distacchi. Se cifossero vittime anche tra i soccorritori non servirebbe a consolare i parenti.
I costi di questi interventi non incidono così tanto sulle casse dello stato, i soccorsi ci sono anche per i semplici escursionisti, cercatori di funghi, speleologi…………. non sono gli scialpinisti a fare la differenza e non tutti senz’arva.
Ritengo inopportuni anche i divieti imposti per chi vuole risalire le piste, non si sono previsti percorsi alternativi e non sono valsi ad evitare gli incidenti sempre causati dalla velocità di chi scende e non da eventuali salitori.
CHI SCENDE DEVE SEMPRE ESSERE IN GRADO DI FERMARSI: in pista ci sono anche quelli a cui non importa di correre, i bambini e i principianti, molto più imprevedibili di una persona ferma o che sta salendo.
Auguro a tutti un felice Natale.
pienamente d’accordo…


capire le motivazioni di una legge si può anche, ma poi bisogna impedire che passi una logica limitante che potrebbe dilagare su ogni terreno.
Questo non è un processo al soccorso alpino, ci mancherebbe, tutti potremmo averne bisogno (anch’io sono però favorevole che venga affidato solo alle guide alpine o ai militari).
Vorrei però ricordare che grazie a questa logica della “sicurezza presunta” in alcune zone il soccorso alpino è diventato il braccio “riattrezzatore” delle vie a bassa quota o in alta quota”. Ma questo è “off topic”…
😮 😮 😮 La sicurezza si ottiene con la cultura e la sua diffusione, non a colpi di divieti.
Nessuno potrò mai impedirmi di fare nulla, altrimenti ripeto, assisteremo in futuro a disposizioni ben più assurde…
Buon Natale a tutti….
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