Le parole che ora leggete si stanno accumulando qui come plastiche nell’ansa del fiume: solo una piena le porterà a valle.
Ma c’è ancora tempo prima che ciò accada.
Quando questo tempo verrà, il tempo cioè in cui le parole si ordineranno in discorso e il senso del dire si dischiuderà alle menti di ognuno, quando verrà il tempo della grande piena allora sarà compiuto l’ennesimo ciclo dell’eterno ritorno, sarà il centesimo anniversario del Nuovo Mattino.
Abili fabbri, cesellatori sopraffini sono all’opera per forgiare parole nuove, riflessioni mai udite per cantare l’Unico. Come titani nella fucina della memoria postuma preparano l’ evento, ma soprattutto il suo cantore: l’oltrearrampicatore.
L’oltrearrampicatore non si sa ancora chi sia o dove sia.
Egli sarà il superamento dell’arrampicatore come è stato sino ad ora, cioè vanesio, autoreferenziale, egocentrico, epifenomeno della propria modesta mentula.
Ho detto