Amici dell’alpe e dell’appennino,
compilatori del libro di vetta,
strenui difensori del “non è più come una volta”,
seguaci di protefix e algasiv,
adepti del maipimol, sacerdotesse del tenalady,
a voi giunga il mio saluto più caro.
Sono finalmente giunti i tempi in cui possiamo urlare ai quattro venti, senza vergognarci dattiloscrivere con i due diti che ancora non ci tremano ciò che pensiamo: oggi è stata una giornata OSPIZIALE.
Una figata [ohibò, talvota induco in una semantica giovanilistica] in giro per i monti eravamo tutti vecchi.
dame il cinc nonu