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05/04/2012 alle 09:59 #836144
Sarebbe possibile inserire un campo per riportare indicazioni circa il tempo di percorrenza di una gita escursionistica? Mi sembra un dato importante da conoscere…
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05/04/2012 alle 10:30 #857698
se mi ricordo bene, se ne era già parlato tempo fa e si era detto che nello spirito di gulliver era meglio non metterlo anche se ogni tanto io lo metto, ad esempio la scorsa settimana nel giro del sentiero motti da balmavenera, perchè non essendovi quote precise e dovendo fare molti saliscendi, altrimenti non si riesce a valutare l’impegno
sicuramente salterebbe fuori qualcuno che scriverebbe 1 ora per fare il rocciamelone dalla riposa, o simili piacevolezze
tanto per far vedere che lui è forte
è un dato troppo personale, legato all’individuo (e alla sua onestà)
non so se è utile quindi
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05/04/2012 alle 11:36 #857699
Mah… Secondo me è invece un dato fondamentale nella scelta di un itinerario.
Allora mettiamo lo sviluppo kilometrico al posto del tempo occorrente, ma una indicazione in tal senso è necessaria, pena a mio parere rendere inutile la sezione escursionismo.
E poi si deve essere per forza sempre condizionati dai cretini? Io confiderei di più nella capacità di autocorrezione della comunità. Se uno scrivesse un’ora per salire il Rocciamelone sicuramente ci sarebbero a stretto giro delle correzioni.
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05/04/2012 alle 12:06 #857700
già, in effetti si può sempre proporre correzioni alla relazione però stavo pensando …
nel mio gruppo abbiamo passi molto differenti. a volte specie in caso di cose lunghe l’ultimo arriva quasi un’ora dopo il primo
cosa metteresti in questo caso? prendiamo un tempo medio? vedi che è complicata la cosa?
vediamo come la pensa il comandante in capo!
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05/04/2012 alle 13:53 #857703andry wrote:
Sarebbe possibile inserire un campo per riportare indicazioni circa il tempo di percorrenza di una gita escursionistica?
Mi sembra un dato importante da conoscere…
personalmente sono contrario (sopratutto ad avere il tempo indicato sulla relazione), perchè si rischia di dare indicazioni non utili e magari fuorvianti…il tempo di un’escursione lo devi capire tu quando la pianifichi, in base al dislivello e allo sviluppo della gita (cartina alla mano) e in base alle tue condizioni fisiche.
Io generalmente arrivo già con l’idea di quanto tempo posso impiegare, e raramente mi sbaglio di più di 15′ (salvo situazioni imprevedibili).
Ciò non toglie che possa essere utile nella tua gita che relazioni scrivere il tempo da te impiegato (io a volte lo scrivo) ma senza la necessità di avere un campo dedicato appositamente.
Anche perchè ricordiamo che gli sboroni sono sempre in agguato, se Tizio impiega 3h scriverà 2h 30, e così via..
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05/04/2012 alle 13:59 #857704andry wrote:
Mah…
Secondo me è invece un dato fondamentale nella scelta di un itinerario.
Allora mettiamo lo sviluppo kilometrico al posto del tempo occorrente, ma una indicazione in tal senso è necessaria, pena a mio parere rendere inutile la sezione escursionismo.
E poi si deve essere per forza sempre condizionati dai cretini? Io confiderei di più nella capacità di autocorrezione della comunità. Se uno scrivesse un’ora per salire il Rocciamelone sicuramente ci sarebbero a stretto giro delle correzioni.
il problema è che non è una valutazione univoca.
se io ti dico che il Rocciamelone da la Riposa si fa in 3 ore e lo ritengo un tempo molto largo (per me), c’è chi dirà che è impossibile e ne impiega 5. Ne ho impiegate 5 e mezza partendo da Susa!
Se leggo il cartello all’inizio del sentiero per lo Chaberton che indica 5 ore mi sparo un colpo in testa, perchè sono eccessive (per me).
Ripeto, c’è troppa soggettività e troppi fattori, meglio valutare da soli, leggendo la descrizione, vedendo il dislivello e per quanto riguarda gli sviluppi chilometrici ormai molti itinerari hanno la traccia gps, ottimo strumento anche per chi il gps non lo usa perchè quantifica sviluppi e altimetria e pendenze.
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05/04/2012 alle 15:16 #857705
andrea ha ragione (come quasi sempre) mettiamo il tempo dove serve, come nell’esempio che ho fatto io in un giro complesso senza quote precise, ma senza fare una casella apposta
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05/04/2012 alle 19:10 #857710mario-mont wrote:
andrea ha ragione (come quasi sempre)
adesso non esageriamo …. togli il quasi!!!!
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06/04/2012 alle 19:54 #857724mario-mont wrote:
già, in effetti si può sempre proporre correzioni alla relazione
però stavo pensando …
nel mio gruppo abbiamo passi molto differenti. a volte specie in caso di cose lunghe l’ultimo arriva quasi un’ora dopo il primo
cosa metteresti in questo caso? prendiamo un tempo medio? vedi che è complicata la cosa?
vediamo come la pensa il comandante in capo!
😯 🙄 -
07/04/2012 alle 10:17 #857727
In ogni guida escursionistica viene indicato il tempo di percorrenza. E’ chiaro che non si tratta di un dato assoluto, ma di un parametro medio.
Leggo per esempio da “Fra le Uje di Lanzo”: Tempi di marcia: corrispondono all’andatura medio-lenta di un escursionista con doti fisiche medie ed equipaggiato con sacco. Non includono le soste. La discesa ha generalmente una durata pari al 50-60% del tempo di salita.
Non mi sembra così difficile nè tantomeno fuorviante, anzi, ripeto, l’assenza di un dato del genere a mio parere è una lacuna grave. Io una guida senza tempi di percorrenza delle gite NON la comprerei.
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07/04/2012 alle 11:43 #857728
lascia perdere quel libro è già stato citato più volte, ad esempio di come NON fare una guida escursionistica
appunto lì i tempi di percorrenza sono divertenti ma assolutamente personali ed inutili perchè precisi al minuto, altro che i 15 minuti di andrea
la definizione comunque è abbastanza esatta, e corrisponde al famoso “tempo canonico” citato spesso dai vecchi escursionisti
cioè un 350 – 400 metri di dislivello all’ora su sentiero normale senza grosse asperità
il comandante in capo però non è stato interpellato in merito, quindi tutte le nostre idee rimangono sul teorico
andrea, vuoi farti tu portavoce?
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07/04/2012 alle 11:53 #857729mario-mont wrote:
andrea, vuoi farti tu portavoce?yes (non sarà contento )

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07/04/2012 alle 12:02 #857730
lo penso anch’io presenta la cosa con dolcezza
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07/04/2012 alle 12:06 #857731
Sia chiaro, io vivo lo stesso eh… 
Però penso che sia meglio un parametro in più che uno in meno, poi starà ai singoli come sempre valutarne l’attendibilità.
Mi vengono in mente certe dichiarazioni sulla qualità della neve…….
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07/04/2012 alle 12:11 #857732mario-mont wrote:
lascia perdere quel libro
è già stato citato più volte, ad esempio di come NON fare una guida escursionistica
appunto lì i tempi di percorrenza sono divertenti ma assolutamente personali ed inutili perchè precisi al minuto, altro che i 15 minuti di andrea
la definizione comunque è abbastanza esatta, e corrisponde al famoso “tempo canonico” citato spesso dai vecchi escursionisti
cioè un 350 – 400 metri di dislivello all’ora su sentiero normale senza grosse asperità
il comandante in capo però non è stato interpellato in merito, quindi tutte le nostre idee rimangono sul teorico
andrea, vuoi farti tu portavoce?
Vedi che le valutazioni sono sempre personali… io quella guida l’ho veramente saccheggiata e mi ci son sempre trovato più che bene. Meglio, per esempio, di quelle di Berutto, pur sempre validissime ma un pò troppo scarne nelle relazioni degli itinerari. Poi è chiaro che ci devi mettere del tuo sul terreno, la relazione è solo una traccia, in parete come sui sentieri…
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07/04/2012 alle 14:27 #857733
Sono stato interpellato con gentilezza da Andrea e leggo quanto esposto sul problema dei tempi di percorrenza. Nella solita storia gulliveriana (e ricordatevi che fra un paio d’anni diventa maggiorenne) credo che i tempi di percorrenza siano durati un paio d’anni scarsi, prima di scatenare diatribe fra corridori, famiglie con port’enfant, allenati, schiappe e fumatori che alla fine hanno stroncato anche me. Peggio ancora dei gradi delle cascate di ghiaccio ( e con questo ho detto tutto
).
A proposito dell’osservazione di Andry sul fatto che tutte le guide riportano il tempo di percorrenza ricordo che però le guide hanno dalla loro l’omogeneità di un unico autore.
Quello che si potrebbe introdurre d’altra parte come suggerito da qualcuno è il dato sulla lunghezza dell’itinerario che potrebbe aiutare a valutare meglio i tempi di percorrenza per gli itinerari con molto sviluppo!
Evidentemente poi si accettano i contributi di tutti a popolare il dato per tutti i vecchi itinerari in cui l’integrazione del dato è importante

Procedo?
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07/04/2012 alle 16:21 #857734
ma per inserire la lunghezza dell’itinerario occorre avere il GPS ! quanti ce l’hanno?
se guardo all’interno del mio gruppetto composto da una dozzina di persone, non ce l’ha nessuno
e al di fuori del gruppo, conosco solo uno che lo usa
secondo me, puoi procedere, ma non aspettiamoci una grande mole di dati
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07/04/2012 alle 16:43 #857735
Ciao giolitti, grazie per la sollecitudine con cui rispondi, e grazie anche ad Andrea per la sua! Perfettamente d’accordo con la tua osservazione sull’omogeneità del dato per quel che riguarda le guide scritte.
Non immaginavo che il tempo di percorrenza fosse stato oggetto di diatribe così feroci, mi rendo conto che la mia fiducia nel buon senso spesso è mal riposta.

Ci vorrebbe poco per autovalutarsi e fornire un dato “medio”, pur sempre approssimativo, ma utile agli altri per scegliere una gita piuttosto che un’altra in base al tempo a disposizione, alla forma fisica etc.
Ma tant’è, se non è così, per quel che mi riguarda lascia pure le cose come stanno, perchè in effetti di gente con il gps ne vedo davvero poca in giro, io stesso ne sono sprovvisto e sinceramente non ne sento la necessità.
Grazie di nuovo e complimenti per come hai allevato la tua creatura!!!

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07/04/2012 alle 20:19 #857736
Dico la mia: – sono d’accordo (Mi piacerebbe) vedere l’indicazione dello sviluppo Km e oltre al dislivello per ogni itinerario.
– Sono d’accordo sul fatto che l’indicazione dei tempi di salita può essere fuorviante.
Perché:
– Perchè su molti itinerari, specialmente quelli escursionistici, l’indicazione dei tempi di salita è davvero soggettiva visto che possono essere percorsi indistintamente da ski-runner e famiglie con bimbi al seguito
– Perchè le due indicazioni (Distanza e dislivello) valutate dal singolo utente in base alla propria forma fisica possono essere un “plus” per definire l’impegno che la gita richiederà.
– Perchè lo stesso itinerario può essere percorso con condizioni meterologiche completamente differenti (20 cm di neve a terra, ad ex) che potrebbero anche raddoppiare un tempo di percorrenza escursionistico.
Il Gps per tracciare i propri percorsi?
…io me lo sono procurato dopo tanti anni di camminate senza questo “aggeggio”, e penso che in futuro ci saranno sempre più persone munite di questo apparecchio, che spero condividano le loro tracce sul web…
A livello pratico non cambia la vita: spesso me lo porto dietro e lo guardo più per curiosità che per utilità… e, con la cartografia attualmente disponibile (Almeno quella Garmin) non è in grado di sostituire il supporto cartografico tradizionale, al massimo lo integra (Consultazione rapida e non dettagliata senza dover aprire lo zaino per tirare fuori la cartina).
…è costoso per quello che offre, specialmente se si pensa che si tratta di oggetto “high-tech”, ma proprio per questo motivo dovrebbe divenire con il passare del tempo sempre più economico (Anche se purtroppo questo oggetto non sembra svalutarsi come cellulari e materiale informatico di vario genere)…
Beh… questo è il mio parere che spero possa esservi utile…
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08/04/2012 alle 09:02 #857738
In generale nelle guide si indica con quale criterio si calcolano i tempi di percorrenza, es.: 300/350 m. di dislivello all’ora per la salita e, se c’è del piano, 4/4,5 Km ora, e con questo si ha una indicazione media. Poi i corridori faranno prima e quelli che vanno su calmi arriveranno dopo. Mesner, quando faceva gli ottomia, mi disse che x allenamento faceva 1000 m. di dislivelloall’ora in quota e Cammerlandem (mi scuso se non lo scritto bene) ne faceva 1800! Se si considera una media di m 350 all’ora in salita e il 70% in discesa si sbaglia di poco.
Una raccomandazione a tutti quelli che vanno in Montagna e non sono dei professionisti: partire la 1a ora, meglio le prime 2 ore adagio e poi aumentare progressivamente. Questo non lo trovate su nessuna guida ma ve lo dice un vecchio Alpino con 70 anni di pratica alpinistia.
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09/04/2012 alle 09:28 #857739
Mi correggo e mi scuso: Kammerlander (questo è il suo giusto nome) e ha dichiarato, per iscritto, di salire in un’ora 1600 m. di dislivello (e non 1800) ma io dubito ugualmente, non me ne voglia Hans che io giudico un fortissimo Alpinista, che forse ha superato anche Messner. -
11/04/2012 alle 07:21 #857749mimmo1928 wrote:
Mi correggo e mi scuso: Kammerlander (questo è il suo giusto nome) e ha dichiarato, per iscritto, di salire in un’ora 1600 m. di dislivello (e non 1800) ma io dubito ugualmente, non me ne voglia Hans che io giudico un fortissimo Alpinista, che forse ha superato anche Messner.
Mimmo, non dubitare.. ormai c’e’ gente che corre e fa prestazioni assurde ovunque.. basta guardare i vari record di salita sia sull’Everst che sulle tre grandi Nord delle alpi.. ormai i tempi di una volta (grazie anche ad allenamento e materiali… e magari qualche bombetta) sono lontani anni luce…
Lo stesso Hans da “giovinetto” fece le 4 creste del Cervino in giornata.. va bene che e’ “solo” un quattromila.. pero’…ricordo di aver visto la presentazione dell’impresa a Cumiana, diversi anni fa, e lui che la faceva semplice piu’ o meno così: (simulate accento altoatesino) “Una Kresta, una Bnana!, sekonda cresta, seconda Banana!…” e via cosi’.. insomma.. con un casco di Bnane si va ovunque!!

Per quanto riguarda i tempi di percorrenza sulle gite, credo che possano essere un’indicazione che poi ognuno andra’ a valutare.. esattamente come si indica il tipo di neve, di chiodatura, etc etc.. da un dato oggettivo poi esce sempre una valutazione soggettiva.. e per cercare “omogeneità” come su una guida che viene scritta da un solo autore, basta individuare i gulliveriani che piu’ ci “assomigliano” nelle valutazioni e ponderare le valutazioni di quelli in modo diverso dalle valutazioni di altri che magari leggo saltuariamente….tra l’altro, facendo cosi’, io ho trovato i miei attuali compagni di scalata.. chiedendo informazioni tramite gulliver e facendo seguire i messaggi da un numero ormai molto elevato di grandi giornate di scalata…
E poi scusate, non vorrete mica negare la nascita di un sacco di nuove polemiche sui forum contro chi scrive cose impossibili, contro chi cronometra anche un giro da 100 m di dislivello, contro chi cronometra le scalate solo al “netto” delle soste in catena…. secondo me ci sara’ da divertirsi…
😆 😆 😆 😆 -
11/04/2012 alle 08:19 #857751
E poi scusate, non vorrete mica negare la nascita di un sacco di nuove polemiche sui forum contro chi scrive cose impossibili, contro chi cronometra anche un giro da 100 m di dislivello, contro chi cronometra le scalate solo al “netto” delle soste in catena…. secondo me ci sara’ da divertirsi… 😆 😆 😆 😆 [/quote]Ferra, mi chiedevo, in caso di resting bisogna “stoppare” il cronometro o non è etico???

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11/04/2012 alle 09:02 #857752thebrd wrote:
Ferra, mi chiedevo, in caso di resting bisogna “stoppare” il cronometro o non è etico???

solo a patto che poi in caso che da resting si passi all’ A0 allora ci sia una penalita’ di almeno 30 secondi…


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11/04/2012 alle 09:36 #857753
Un’altra soluzione sarebbe installare una sbarra ad ogni sosta; per ogni resting 5 trazioni, per ogni A0 10 trazioni e così via…. 😆 😆 -
11/04/2012 alle 18:52 #857761
Avete dimenticato il cesto con le banane!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😆 😆 😆 😆 😆 😆 -
21/04/2012 alle 15:36 #857889
Ciao a tutti, condivido pienamente il fatto di non mettere i tempi d’escursione per i motivi giustamente citati, mentre reputo molto importante inserire lo sviluppo km della gita, come avevo proposto ad Alberto; come dice giustamente (mimmo 1928) con i dati di dislivello e sviluppo diventa facile calcolare i tempi corretti. 
Adry.
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21/04/2012 alle 20:22 #857890
Condivido l’intervento di Adrimiglio e preciso: con una cartina topografica al 25.000, meglio se è dell’IGM con le curve di livello tracciate a mano, e un buon curvimetro si riesce a calcolare lo sviluppo del percorso; poi calcolati i dislivelli (se ci sono discese e risalite), e in base alle proprie capacità (bisogna prima di tutto conoscere i propri limiti) si stabiliscono i tempi di salita e discesa. Io, dalle mie parti sono l’unico (e anche criticato) che preparo la tabella di marcia a ogni escursione o scalata annotando anche i tempi e le quote durante il percorso, per poi metterli su un mio database del PC. Il CAS Svizzero ha adottato un grafico col quale in base allo sviluppo e al dislivello si ricavano le ore di salita (ovviamente x un escursionista normale): va da se che Hans non lo è. Per un erto periodo ho usato anch’io il GPS ma poi è finito in un cassetto perché a me non serve e diventa tutto troppo facile.
In più mi sembra inutile intervenire con argomenti seri in mezzo a tanti burloni: vorrei solo sapere se i burloni vanno anche in montagna, quella vera e faticosa.
Non me ne vogliano
Un saluto a tutti
Mimmo
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21/04/2012 alle 21:06 #857891mimmo1928 wrote:
Condivido l’intervento di Adrimiglio e preciso: con una cartina topografica al 25.000, meglio se è dell’IGM con le curve di livello tracciate a mano, e un buon curvimetro si riesce a calcolare lo sviluppo del percorso; poi calcolati i dislivelli (se ci sono discese e risalite), e in base alle proprie capacità (bisogna prima di tutto conoscere i propri limiti) si stabiliscono i tempi di salita e discesa. Io, dalle mie parti sono l’unico (e anche criticato) che preparo la tabella di marcia a ogni escursione o scalata annotando anche i tempi e le quote durante il percorso, per poi metterli su un mio database del PC. Il CAS Svizzero ha adottato un grafico col quale in base allo sviluppo e al dislivello si ricavano le ore di salita (ovviamente x un escursionista normale): va da se che Hans non lo è.
Per un erto periodo ho usato anch’io il GPS ma poi è finito in un cassetto perché a me non serve e diventa tutto troppo facile.
In più mi sembra inutile intervenire con argomenti seri in mezzo a tanti burloni: vorrei solo sapere se i burloni vanno anche in montagna, quella vera e faticosa.
Non me ne vogliano
Un saluto a tutti
Mimmo
caro mimmo, i burloni (come me)vanno anche in in montagna, fregandosene di quanto ci mettono a fare questa o quella cosa..la fatica (quella vera) e’di coloro che sgobbano nelle fabbriche nei cantieri nei campi
eccetera eccetera,per vivere!……

il resto sono cazzate….
scusa se mi sono intromesso senza essere stato chiamato in causa


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21/04/2012 alle 21:26 #857892
Grazie Minoso … -
23/04/2012 alle 10:14 #857894
Rispondo a minoso. Il lavoro è una cosa e la montagna ne è un’altra.
La montagna è una cosa seria e non una cazzata.
Gulliver, ritengo (se sbaglio qualcuno mi correggerà) tratti attività sportive e, principalmente, quelle legate alla montagna e sopratutto per dare informazioni utili a quelli che praticano tali attività.
Ora se tutti, dico tutti e quindi anche minoso, descrivessero le loro attività renderebbero più ricco e interessante il database o no.
Comunque non pretendo di aver ragione e poi ognuno è libero di comportarsi come meglio crede.
Un cordiale saluto a minoso e a tutti i Gulliveriani.
mimmo
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23/04/2012 alle 11:04 #857895
A tutti coloro che non vogliono che si inserisca la possibilità di segnalare il tempo di salita – ma io direi meglio il tempo effettivo complessivo – di una escursione vorrei fare una domanda. Che ve ne importa se c’è o non c’è questo dato?
Tanto voi farete tutte le vostre valutazioni sulle cartine IGM, con i curvimetri (!), le bussole e tutti gli ambaradan del caso e vi ricaverete la VOSTRA valutazione, IGNORANDO il dato inserito dagli utenti.
Io che magari il venerdì sera decido di farmi una escursione al sabato pomeriggio e non ho tempo nè voglia di fare il cartografo guarderò i tempi medi di salita riportati per l’escursione cui sono interessato e farò la MIA valutazione.
L’una cosa non esclude l’altra, invece voi volete escludere la mia.
A me pare che dove ci sia esclusione ci sia perdita, ma è una idea mia.
Purtroppo vedo sempre di più in giro persone che ricavano piacere ad impedire agli altri di agire secondo i loro desiderata ed imporre il loro punto di vista anche in casi, come questo, dove la scelta non è o – o ma potrebbe tranquillamente essere e – e.
Dopodichè amen, continuerò ad usare le guide cartacee o altri riferimenti internettiani.
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23/04/2012 alle 11:45 #857897
non è che si voglia escludere nulla il timore, che ho visto condiviso da altri, è di trovare il solito cissato che, per far vedere quanto è bravo lui, inserisce un tempo assurdamente basso
quindi un dato inattendibile
si è anche detto però che ormai conosciamo i nostri polli, e si fa presto a capire chi esagera al ribasso
inserire la lunghezza del percorso comunque è macchinoso e non sempre aiuta
da parte mia segnalerò il tempo medio in caso di percorsi complessi e con lunghi spostamenti
è ovvio che per una salita diretta con pendenza media, rocciamelone come esempio, il tempo viene fuori da sè, se uno conosce (e spero di sì!) le proprie prestazioni medie in salita
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23/04/2012 alle 13:27 #857900
A me va bene il tempo medio complessivo di salita e discesa escluso le soste, così come abbiamo sempre fatto x le nostre gite sociali, poi se uno bara riceverà qualche complimento! Del resto il bello dell’escursione, e non sono il solo a dirlo, è anche ammirare il paesaggio, la flora, la fauna e fare anche foto ricordo. Oggi x me è la 2a volta che intervengo, ma non sarà sempre così.
Un saluto a tutti.
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23/04/2012 alle 19:15 #857901mimmo1928 wrote:
Rispondo a minoso.
Il lavoro è una cosa e la montagna ne è un’altra.
La montagna è una cosa seria e non una cazzata.
Gulliver, ritengo (se sbaglio qualcuno mi correggerà) tratti attività sportive e, principalmente, quelle legate alla montagna e sopratutto per dare informazioni utili a quelli che praticano tali attività.
Ora se tutti, dico tutti e quindi anche minoso, descrivessero le loro attività renderebbero più ricco e interessante il database o no.
Comunque non pretendo di aver ragione e poi ognuno è libero di comportarsi come meglio crede.
Un cordiale saluto a minoso e a tutti i Gulliveriani.
mimmo
forse…..non ci siamo capiti??o forse …non mi sono spiegato bene?
mi sembrate tutti degli assatanati “garisti escursionisti”,…gia’ hai ragione ,la montagna e’una cosa seria!!!!!….. “LEI”……..
saluti e baci..

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23/04/2012 alle 20:16 #857902minoso wrote:
forse…..non ci siamo capiti??o forse …non mi sono spiegato bene?
mi sembrate tutti degli assatanati “garisti escursionisti”,…gia’ hai ragione ,la montagna e’una cosa seria!!!!!….. “LEI”……..
saluti e baci..

Premessa: spero questo post possa servir a placare gli animi…– Il tempo di percorrenza indicato per ogni itinerario: (Richiesta di “Andry”): personalmente non mi da da alcun fastidio, ma deve essere interpretato… chi frequenta Gulliver assiduamente sa come interpretare un tempo scritto da un utente piuttosto che un altro, ma l’indicazione del tempo (Disomogenea proprio perchè descritta da utenti diversi) potrebbe essere decisamente fuorviante per chi utilizza Gulliver in modo meno assiduo (Consultazioni “al volo” del sito)
-Per Mimmo1928: la montagna è sempre “seria”. Talvolta è più conosciuta e con meno variabili (Meteo, allenamento, dimestichezza con le difficoltà, etc…), talvolta più rischiosa oppure in condizioni tali per cui è essenziale essere adeguatamente preparati per non correre rischi inutili.
I Tempi di salita sono chiaramente influenzati da numerosi elementi e, personalmente, ritengo sia puramente indicativa l’indicazione di un tempo di percorrenza, e, proprio per questo motivo, penso possa essere davvero utile soltanto quando:
A) viene sempre fornita dalla stessa persona/guida
(Poi sta ad ognuno valutare se i tempi indicati sono in linea con i propri tempi medi)
Quando si affrontano itinerari che comportano il rispetto di determinate tempistiche per evitare di correre rischi di valanghe, cadute in crepacci, etc… (In questi casi il tempo di percorrenza è un’indicazione di sicurezza, non di “fatica”)Sono d’accordo con te riguardo al fatto che la montagna non è da rapportare al mondo “normale”: è una cosa diversa. Non che sia migliore/peggiore oppure più o meno pericolosa… semplicemente è un ambiente che presenta dei pericoli oggettivi e bisogna tenerne conto in base alle proprie capacità.
– Riguardo al tema del post, ovvero
l’indicazione del tempo di salita… …mi è sembrata un’ottima idea
NON indicare il tempo di salita, bensì indicare lo sviluppo Kilometricodel percorso, perché: 1) è un dato oggettivo: quello “è”… se postato nei dati inerenti la gita può solo esserci solo un lieve errore dovuto all’utente che caricato l’informazione
2) ogni utente, conscio del proprio stato di allenamento, è in grado di fare considerazioni più approfondite sulla fattibilità (Per lui) di un itinerario rapportando dislivello e sviluppo kilometrico (Oltre che ovviamenete al meteo ed alla condizione del terreno…tipologia e quantità di neve, ghiaccio, fango, etc…)
…beh..
…questa è semplicemente una mia una mia opinione e vi auguro…
…buone gite a tutti!!!
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24/04/2012 alle 14:19 #857905
Secondo me è meglio mettere i tempi di percorrenza. Qualcuno da questi potrebbe anche avere dei riferimenti che anche se approssimativi possono tornare utili. Ma quando mai uno si mette a studiare le curve di livello e la bussola per andare a fare una gita magari su un sentiero, si forse nel deserto o al polo nord o chissà dove: sarà che a me non è mai capitato; se devo fare un uscita impegnativa che non ho mai fatto anche in alta montagna telefono a qualcuno che l’ha già fatta e chiedo anche il tempo che ci ha messo ( questo è fondamentale per come organizzare l’uscita), oltre a sapere la difficoltà. Non vedo perché non si possa mettere su Gulliver. Abbiamo paura di metterci troppo o troppo poco? Cissenefrega! Ogni uno di noi leggendo le relazioni anche diverse si farà un idea di quello che lui ci potrà impiegare. E evidente che ci saranno anche dei tempi estremi o qualche sborrone ma se tutti mettono il loro il problema è risolto: a fine anno daremo il premio a chi ci ha messo di meno e a che ci ha messo di più per non fare torti. A proposito quanti di voi prima di una gita hanno usato il curvilinea e la bussola? e su 100 gite quante volte l’hanno usato? Escludendo il corso di orieenting ovviamente -
25/04/2012 alle 07:24 #857907dinoru wrote:
Secondo me è meglio mettere i tempi di percorrenza. Escludendo il corso di orieenting ovviamente
Sono completamente d’accordo con dinoru. Per quanto riguarda le gite escursionistiche o quelle alpinistiche (se si può chiamere alpinismo quelle gite che riesco a fare anche io
😆 ) io indico i tempi di percorrenza solo per dare un’indicazione ai futuri percorritori, ritenendomi peraltro un escursionista con un discreto allenamento e niente più. Solitamente se trovo indicato un tempo di percorrenza su una gita di questo sito, io uso sempre l’accortezza di considerare A PRESCINDERE dale relatore, ALMENO un’ora in più, in quanto sappiamo tutti che la montagna può riservare imprevisti (la deviazione ovvia che incredibilmente si riesce a non vedere, la giornata in cui le gambe non ne vogliono sapere di andare avanti, il sentiero franato che bisogna aggirare, ecc.). Non metto mai i tempi di salita delle gite con racchette in quanto, a mio avviso, le condizioni della neve possono far variare enormemente gli stessi; magari quando poi compilo la relazione indico se l’itinerario ha un lungo sviluppo oppure è diretto e così via.Non è strettamente collegato con l’oggetto del topic, ma vorrei far notare come, quando devo compilare la scheda di nuova ferrata, mi trovi sempre in difficoltà a indicare lo sviluppo della stessa, dato che non saprei come misurare (mentre sto salendo mica mi porto dietro il metro) e che faccio fatica spesso a trovare anche in rete (con esattezza secondo me lo sanno solo irealizzatori della stessa); per assurdo invece tra i dati richiesti, manca la quota d’arrivo dell’escursione, che a mio parere è fondamentale.
Un saluto a tutti
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25/04/2012 alle 18:40 #857908dinoru wrote:
Ma quando mai uno si mette a studiare le curve di livello
sempre fatto
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26/04/2012 alle 15:50 #857913
Mi congratulo con Andrea81: almeno siamo in 2 a consultare le cartine e programmare l’ascensione. Certo chi si fa accompagnare (guida, esperto ecc.) non ha tanti problemi, ma attenzione che non si faccia male l’esperto! E se viene la nebbia come la mettiamo? Parecchi anni addietro sono stato nel soccorso alpino x diversi anni e ne ho viste e sentite di tutti i colori.
Un saluto a tutti.
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26/04/2012 alle 19:14 #857914
Non volevo peccare di presunzione ne offendere coloro che per le uscite studiano le curve di dislivello ecc …. a tavolino prima di muoversi, ma che fastidio può dare se nelle relazioni delle gite che ogni uno effettua e le rende note su Gulliver mettendo le condizioni del percorso, le stelline e anche cose personali magari divertenti inerenti comunque alla gita,…. perché non può mettere anche il tempo impiegato? Magari diviso dove vi è avvicinamento? Sarà che non mi sono trovato ancora troppo …. nei casini e faccio ben attenzione a non finirci ma.…… se viene la nebbia e mi perdo mi sta bene e mi faccio più furbo. -
26/04/2012 alle 19:20 #857915dinoru wrote:
Non volevo peccare di presunzione ne offendere coloro che per le uscite studiano le curve di dislivello ecc …. a tavolino prima di muoversi, ma che fastidio può dare se nelle relazioni delle gite che ogni uno effettua e le rende note su Gulliver mettendo le condizioni del percorso, le stelline e anche cose personali magari divertenti inerenti comunque alla gita,…. perché non può mettere anche il tempo impiegato? Magari diviso dove vi è avvicinamento? Sarà che non mi sono trovato ancora troppo …. nei casini e faccio ben attenzione a non finirci ma.…… se viene la nebbia e mi perdo mi sta bene e mi faccio più furbo.
ma fammi capire…. saresti per indicare il tempo di salita a livello di relazione dell’itinerario, oppure introdurre un campo “tempo impiegato” quando una gita viene relazionata? Perchè la seconda ipotesi potrebbe avere un senso in quanto indicazione, mentre stabilire una tempistica generica, mi ripeto ma è troppo soggettiva e influenzata da mille fattori (a meno di essere super obiettivi).
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26/04/2012 alle 19:33 #857916
io per vergogna, non popolerei quel campo!!! 😆 😆 😆 😆 😆 sai gli sfottò degli amici!!!
😆 😆 😆 -
26/04/2012 alle 22:30 #857917Andrea81 wrote:
ma fammi capire…. saresti per indicare il tempo di salita a livello di relazione dell’itinerario, oppure introdurre un campo “tempo impiegato” quando una gita viene relazionata? Perchè la seconda ipotesi potrebbe avere un senso in quanto indicazione, mentre stabilire una tempistica generica, mi ripeto ma è troppo soggettiva e influenzata da mille fattori (a meno di essere super obiettivi).
Potrebbero esserci entrambi, così si medierebbero a vicenda.
Comunque tutti i dubbi sarebbero spazzati via se le persone prendessero, come dovrebbero, OGNI indicazione scritta nelle relazioni come INDICATIVA.
Ma sembra un concetto alieno a leggere certi interventi.
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27/04/2012 alle 08:37 #857918
Quoto (si dice così?) andry: i tempi si devono sempre considerare INDICATIVI. Ognuno poi, principalmente in base al dislivello e al proprio allenamento, può adattare l’orario alle proprie capacità; del resto tutte le guide in commercio non son fatte dallo stesso autore (io consultavo anche quelle francesi e svizzere) e in generale le ho trovate abbastanza omogenee. Mi sia poi consentita una divagazione: ammiro e anche invidio dinoru x quello che fa sul Bianco e se approfondisse un pò più l’orientamento e la cartografia potrebbe avere ancora maggiori soddisfazioni.
Un saluto a tutti.
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