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29/05/2011 alle 20:01 #835827
ho saputo oggi che é successo un grave incidente sullo spigolo Castiglioni.. un pensiero e tanto rispetto vanno alla famiglia e agli amici, ma come frequentatore della montagna mi chiedo cosa sia successo e come, per poter riflettere sul nostro modo di affrontare la montagna, per poter evitare il più possibile incidenti.
mi auguro con questo di non innescare polemiche, che proprio non ci stanno, non adesso.
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30/05/2011 alle 07:28 #853457
http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=38423&typenews=primapagina Guida del Cai precipita e muore in Valle Maira: era in cordata sulla via “Castiglioni sud” della Torre Castello quando un chiodo si sarebbe staccato
L’INCIDENTE NEL POMERIGGIO DI SABATO. MASSIMO PRANDO, BRAIDESE DI 47 ANNI, LASCIA LA MOGLIE E LA SUA BAMBINA DI SOLI OTTO ANNI
Incidente in montagna nel pomeriggio di sabato 28 maggio quando ad Acceglio, in alta Valle Maira, un alpinista di Pocapaglia, Massimo Prando di 47 anni, ha perso la vita cadendo dalla Torre Castello. Si trattava di un esperto alpinista.
Massimo Prando, guida escursionistica del Cai, con un amico era impegnato in cordata sulla via “Castiglioni sud”, alle spalle della Rocca Provenzale.Prando stava aprendo la via in un punto di elevata difficoltà, quando probabilmente si è staccato un chiodo. L’alpinista è precipitato per decine di metri battendo violentemente il capo contro le rocce. Il compagno ha chiamato i soccorsi.Sul posto sono intervenuti gli uomini del soccorso alpino e l’elisoccorso di Cuneo che hanno messo in sicurezza l’altro alpinista ancora in vita e recuperato il cadavere del braidese. La salma di Prando è stata composta nella camera mortuaria di Stroppo.
Massimo Prando, sposato con e padre di una bimba di otto anni, lavorava come promotore finanziario.
SE COSI’ E’, TUTTI COLORO CHE VANNO A TOGLIERE GLI SPIT DOVREBBERO MEDITARE.. -
30/05/2011 alle 07:57 #853458teo wrote:
http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=38423&typenews=primapagina Guida del Cai precipita e muore in Valle Maira: era in cordata sulla via “Castiglioni sud” della Torre Castello quando un chiodo si sarebbe staccato
L’INCIDENTE NEL POMERIGGIO DI SABATO. MASSIMO PRANDO, BRAIDESE DI 47 ANNI, LASCIA LA MOGLIE E LA SUA BAMBINA DI SOLI OTTO ANNI
Incidente in montagna nel pomeriggio di sabato 28 maggio quando ad Acceglio, in alta Valle Maira, un alpinista di Pocapaglia, Massimo Prando di 47 anni, ha perso la vita cadendo dalla Torre Castello. Si trattava di un esperto alpinista.
Massimo Prando, guida escursionistica del Cai, con un amico era impegnato in cordata sulla via “Castiglioni sud”, alle spalle della Rocca Provenzale.Prando stava aprendo la via in un punto di elevata difficoltà, quando probabilmente si è staccato un chiodo. L’alpinista è precipitato per decine di metri battendo violentemente il capo contro le rocce. Il compagno ha chiamato i soccorsi.Sul posto sono intervenuti gli uomini del soccorso alpino e l’elisoccorso di Cuneo che hanno messo in sicurezza l’altro alpinista ancora in vita e recuperato il cadavere del braidese. La salma di Prando è stata composta nella camera mortuaria di Stroppo.
Massimo Prando, sposato con e padre di una bimba di otto anni, lavorava come promotore finanziario.
SE COSI’ E’, TUTTI COLORO CHE VANNO A TOGLIERE GLI SPIT DOVREBBERO MEDITARE..Teo, vergognati.
Il mio abbraccio a famigliari e parenti.
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30/05/2011 alle 08:05 #853459
Lo sapevo che il solito………avrebbe detto qualcosa. Io non ho nulla da vergognarmi, forse sei tu quello che si dovrebbe vergognare.
Ho fatto solo una considerazione. Visto che qualcuno, per esempio, si era lamentato (e forse aveva tolto) degli spit sulla SuperFigari.
Questo è quello che può succedere. E mi fa molto incazzare che qualcuno possa morire
nel 2011 per un chiodo marcio che si stacca.
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30/05/2011 alle 08:41 #853463
28/5/2011 – gianfri49
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Via molto bella e divertente, ben attrezzata ( Non abbiamo aggiunto niente). Non è necessario essere dei profeti per pronosticare che questa via diventerà la gran classica della Rocca Castello.
Purtroppo la giornata è stata funestata da un incidente mortale sullo spigolo Castiglioni. Provino a meditare quei bastardi che hanno portato via le placchette degli spit!
PRIMO: Ho appreso la notizia e voglio porgere le mie più sincere e sentite condoglianze per l’incidente successo. Sono molto dispiaciuto.
SECONDO: Speravo di non leggere certe cose, e invece vedo che l’ignoranza (nel senso letterale del termine) impera padrona incontrastata sempre di più nella mente delle persone, e questo paese mi fa sempre più schifo.
Certo, è meglio dare la colpa a chi ha levato gli spit, anzichè chinare il capo e porgere un saluto semplice e rispettoso ad una persona che è stata purtroppo vittima dei possibili rischi ai quali sapeva benissimo di andare incontro, sicuramente. Certo, un ragionamento da persone intelligenti.
Deduco che il prossimo passo, per voi
intelligentoni della sicurezza, sia quello di proporre la spittatura di tutto il gruppo vero?? E certo! …non vedo altro modo di preservare la vita delle persone che si trovano li, per pura decisione propria, nel pieno possesso delle facoltà di capire quali sono i rischi. Certo…. …è però, spit a un metro, se no il rischio permane. Facciamo le cose ben fatte mi raccomando. …ah dimenticavo, tappezzaimo il tutto anche con le reti, a maglia fine, perchè se poi cade una pietra, come la mettiamo??
Mi fa pensare poi, l’articolo del giornale, dove dice che a causa della fuoriuscita del chiodo, l’alpinista è precipitato. Mi chiedo, ma sarà stato appeso a un chiodo? Io non lo so, non ero li. Potrei fare molte ipotesi senza sapere quale sia quella corretta.
Spero solo che quelli che danno dei bastardi a chi ha levato gli spit, sappiano di cosa parlano, ma forse è più facile sputare sentenze…
Certo, ragionando come gli intelligentoni della sicurezza, se c’era una fila di spit, questo non sarebbe successo. Certo, però a un metro, massimo due eh!? se no il rischio permane.
Mi chiedo, ma quando era spittata, il rischio di farsi male o addirittura di morire, era annullato?? …ho i miei legittimi dubbi.
Morale (mia personale):
continuo, e continuerò sempre a pensare che chi intraprende un certo tipo di salita in montagna, lo fa assumendosi con estrema umiltà tutti rischi del caso. Cosa che credo sapesse il povero alpinista.
Credo che siano persone intelligenti coloro che di fronte ad un fatto simile, riescono a riconoscere che si è trattato di un incidente….e basta.
Quelli che si dispiacciono per l’accaduto, ma che capiscono che in fondo in fondo, fa parte del gioco, fa parte della vita….anche la morte.
Quelli che partono al mattino per una salita, coscienti di quello che stanno tentando, umili e rispettosi, e che accettano il fatto che ad un loro compagno, purtroppo, quel giorno possa essere andata male, senza se e senza ma.
Quelli che capiscono la differenza fra il trovarsi in un posto, perchè sei obbligato ad esserci (per esempio sulla strada quando stai andando a lavorare), oppure perchè hai deciso tu di andarci, per impegnare il tempo libero, per passione ecc. ecc..
Con un grande abbraccio morale alla famiglia…
Livio Belliardo
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30/05/2011 alle 10:26 #853468
La colpa non è di nessuno, si tratta di fatalità, e lo dice uno che ha sempre scritto su questo forum che sarebbe d’accordo nello spittare tutto il gruppo castello provenz (prendendomi vari insulti). La Castiglioni la feci anni fa e adesso non so se avrei voglia di rifarla, preferisco le plaisir, ma in ogni caso gli scalatori che ci vanno sono ben consapevoli del fatto che la via ha una attrezzatura vetustissima(mi pare) e che in caso di volo forse i pericoli sono molto alti (con gli spit sarebbero più bassi, ma questo è un altro discorso) 
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30/05/2011 alle 11:04 #853469
Purtroppo la morte di un Alpinista , con la A maiuscola, mette tristezza specie se poi quell’Alpinista era uno dei miei piu’ cari amici e socio di tante avventure. Quello che e’ stato scritto sui giornali, detto alla televisione e inserito su internet non corrisponde proprio alla realta’, l’amico che era con lui sabato la dinamica ce l’ha spiegata molto attentamente e errore o non errore se si cade si cade e gli effetti possono essere tragici anche cadendo pochi metri. Massimo si documentava sempre prima di intraprendere una sua salita e sapeva bene a cosa andava incontro …. fossero vie spittate , a chiodi, trad o classiche .
Makalu’ 64 , questo il suo nik name , non era profano, ma attento e scrupoloso in ogni salita ed in ogni ambiente si muovesse. Chiederei a tutti i visitatori del forum e di gulliver, almeno in questa occasione, di non disquisire su spit , chiodi ecc ecc , ma rivolgere un pensiero a colui che e’ andato in Cima lasciando soli Famiglia, amici e Cari.
Come qualcuno di voi ha scritto praticare l’alpinismo non vuol essere sport puro ne’ tanto meno comparire come dei grandi, ma e’ una passione che si ha dentro ed accomuna molte persone. Purtroppo si corrono dei rischi anche mortali…. e tutti lo sanno !!! ma a volte e’ piu’ facile non pensarci.
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30/05/2011 alle 16:30 #853480
Vorrei informare al caro Liviell (credo che non se ne sia ancora accorto) di una persona che purtroppo è morta. Bisogna ringraziare quei geni che hanno tolto gli spit… invece di cercare di difendersi, ad esempio dire che quella persona si sarebbe fatta male o sarebbe addirittura morta lo stesso, io mi metterei un attimo la mano sul cuore e provare un po di vergogna. Non dico che ci voleva uno spit ogni mezzo mezzo metro per tutta la via… ma dico uno e uno solo spit in piu avrebbe salvato la vita a quella persona, dato che i rarissimi spit che ci sono, hanno visto i dinosauri…. Detto questo vorrei chiedere a quei furbi perche tolgono gli spit… Se si vuole dimostrare di fronte agli altri di essere tanto forti e orgogliosi di fare la via, che non usino tutti i chiodi disponibili e cosi ognuno si prende il proprio rischio… Da quello che ci ha fatto capire Liviell la montagna è assassina… Uno non puo andare in montagna divertendosi in compagnia senza pensare di rischiare la vita? Se in montagna abbiamo delle facilitazioni in piu per salvare la pelle è meglio adottarle il piu possibile, diversamente come ho gia detto prima uno ha solo da strafregarsene e andare su rischiando la sua, ma solo la sua di vita…Stesso discorso se uno vuole andare in montagna con roba antichissima è una scelta sua. Non credo che dobbiamo andare sempre piu indietro nel tempo solo per accontentare qualcuno che vuole mettersi ben in evidenzia. Gia che ci siamo togliamo tutti gli spit e Torre Castello prox volta si fa in libera o meglio mettiamo una legge in cui si proibisca severamente di andare in montagna e di toglierci questo passatempo…. Non è stata l’incoscienza di questa persona ad andare ad arrampicare sabato, ha fatto una via frequentatissima e lui era piuttosto in gamba. Non penso che sia andato a fare la nord del Viso con un metro di neve fresca. Semplicemente ha avuto molta sfiga piu degli altri, perche anche ai migliori capita di cadere sul v,v+. é veramente difficile paragonare la vita di una persona con l’arroganza di certe persone. Diventare piu carismatici c’è sempre tempo, rivivere no. Continuino pure questi scemi a fare il loro bel lavoro, intanto sabato c’è scappato il morto ed è inevitabile che la possibilità di morire in montagna aumenti se si va avanti cosi. -
30/05/2011 alle 17:03 #853481
……..io credo che in questi primi momenti IL SILENZIO sia la cosa migliore per rispettare “l’alpinista” e la sua famiglia -
30/05/2011 alle 19:49 #853485monviso71 wrote:
……..io credo che in questi primi momenti IL SILENZIO sia la cosa migliore per rispettare “l’alpinista” e la sua famiglia
quoto pienamente… le mie condoglianze!! -
30/05/2011 alle 20:22 #853487
Il lavoro di spittatura delle soste e la posa di alcuni spit di progressione, nei punti più pericolosi (traversi) o difficilmente proteggibili (placche), è stato eseguito dalle Guide Alpine su progetti di ammodernamento delle vie, autorizzati e pagati dagli enti pubblici. Questo lavoro sulle vie storiche di norma è eseguito nel massimo rispetto dell’estetica della via e del suo valore storico: non ci sono file di spit ascellari, ma solo le soste e rari spit, dove veramente servono. Le guide non si divertono ad ammodernare le vie storiche, è una richiesta che viene dalla maggioranza del mondo alpinistico e da chi vive di turismo (Comuni alpini, rifugi, ecc): ma per alcuni è ancora un reato contro l’etica romantica se su una via classica molto frequentata si sostituiscono periodicamente almeno le soste. Non mi sembra che questa spittatura avesse fatto diventare il Castiglioni un luna-park. Alle soste è meglio un paio di spit collegati con catena e maillon, oppure un fascione di cordoni marci che cercano di tenere insieme 3-4 chiodi arrugginiti? Meglio la fila di chiodi marci che c’era prima o il traverso protetto da qualche spit? Quel ragazzo è morto proprio lì, sul traverso del penultimo tiro, adesso sprotetto dai puristi, finendo 20 metri sotto la sosta, appeso nel vuoto con la testa rotta. Per fortuna la sosta era a spit, se no forse adesso piangeremmo due morti.
I fenomeni che han tolto le placchette su quel traverso, potevano almeno rimettere dei chiodi al posto.
Ci sarebbe comunque un nuovo lavoro per i puristi dell’etica e dell’estetica: adesso ci sono due corde da 50 metri a penzoloni sullo spigolo tagliate durante il salvataggio aereo del superstite e il recupero della salma. Vadano a ripulire lo spigolo da queste corde e dal sangue del povero alpinista. Lo facciano però in coerenza. Siccome la via è degli anni ’30, bisogna farla come la fecero Ettore Castiglioni e Vitale Bramani. Cioè una corda a trefoli di canapa legata in vita. Scarponi, qualche moschettone pesantissimo di ferro, una mazzetta e qualche chiodo a testa piatta. No casco, no guscio in goretex: pantaloni alla zuava, sicura a spalla sulla giacca di feltro…. e buona scalata.
E’ la prima e sarà l’ultima volta che scrivo. Quindi adesso vomitate pure i vostri insulti, non risponderò. Spero almeno che chi legge questo post, ed ha la coscienza sporca, reciti con me un requiem aeternam per Massimo.
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30/05/2011 alle 20:32 #853488
Per gumbu…. ti ho inviato un MP…rispondimi se ti va…anche pubblicamente.
ciao
guglielmo, il pres
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30/05/2011 alle 21:49 #853489
prima di tutto scusate se nel titolare ho pensato torre ma ho scritto rocca.. ho dato luogo a questo argomento sperando di non innescare polemiche infruttuose e fuori luogo.
le polemiche ci sono, ma forse stanno facendo venir fuori il nocciolo della questione.
Gumbu ti quoto in pieno..
anch’io penso che uno spit messo nel punto giusto avrebbe cambiato il corso delle cose.
ieri ho visitato la valle dell’Orco per la prima volta, e penso di essermi preso una vista di quello che é il vero clean climb..
sulle vie in fessura non hai protezioni: non é che sono distanti, o marce, non ci sono proprio.
il tiro corre per 20, 30m e arriva alla sosta senza un atomo di metallo.
c’é la sosta, in genere buona, e poi c’é l’alpinista con i suoi attrezzi, la sua tecnica, la sua sapienza.
ho visto alpinisti navigati mettere un friend ogni tanto, altri meno sicuri metterne il triplo sullo stesso tiro, altri come me scalare da secondi ammettendo di non avere l’esperienza e il margine per farlo da primi.
spittare questi tiri mi sembrerebbe fuori luogo: lì si scala così, se vuoi una fessura spittata ti basta cercarla altrove! poi penso alle vie di montagna da integrare, come la maggior parte in Castello, e penso: ma se una via ha una protezione, tanto vale che sia buona..
se l’apritore ha messo un chiodo, prima di appendercisi o andare oltre lo avrà ben fatto tintinnare e si sarà assicurato che fosse buono e ben piazzato.. ma a questo punto rischia di più lui o il milionesimo ripetitore che trova il chiodo ribattuto n volte, mollato dalle intemperie altre n volte, sollecitato da n voli o resting?!
una ristrutturazione delle vie é necessaria perché le vie stesse cambiano.. i cordoni invecchiano, il ghiaccio e il caldo fanno uscire i chiodi dalle fessure, il metallo arruginisce e si cricca.
sono sicuro che le ristrutturazioni che intendono fare le guide non sono sventagliate di spit.
invito i puristi a riflettere maggiormente, a cercare di capire se il sentimento che li anima é desiderio di purezza o narcisismo dovuto a un alto margine in arrampicata, che li fa lamentare contro chi storce il naso di fronte alla loro proposta di giocare alla roulette russa.. perché moschettonare un chiodo marcio é solo questo, potrai tenerti quanto vuoi e per questo sentirti col sedere parato, ma un appiglio in mano può restare a chiunque, prima di staccarsi non ti chiede che grado sali a vista.
e poi perché le persone non fanno i conti con i loro limiti, invece di giocare con i limiti degli altri?
a me piacerebbe da matti fare il Castiglioni, ma non mi ci sono mai avventurato perché so che ha protezioni scabrose: non ne chiedo di più, ma che siano buone si.. chi fra i duri e puri sogghigna di questo é un pallone gonfiato, é solo un acciaiato di alto livello, ma resta un acciaiato.
dal mio basso livello sono sicuro di conoscere gente molto più forte che se la tira molto meno, e che ha più rispetto per la vita.
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31/05/2011 alle 06:33 #853491
magari gli schiodatori sono saliti usando gli spit e il secondo schiodava, oppure si sono calati dall’alto, sarebbe interessante sapere cosa pensano questi fenomeni del “chi vola vale, chi non vola è un vile” -
31/05/2011 alle 06:36 #853492
RESPONSABILITA’ MORALE DELLO SCHIODATORE Prendendo spunto dall’incidente faccio una riflessione.
Magari si poteva evitare di mettere quegli spit su una classica degli anni 30, io personalmente non l’avrei fatto. Con buona pace di tutti la via sarebbe rimasta quella che era e l’ETICA sarebbe stata salva.
Ma dal momento che quegli spit son stati messi, e non credo a distanza “ascellare”, lo schiodatore si è assunto una grave RESPONSABILITA’ MORALE a levarli.
Purtroppo è capitato ciò che prima o poi sarebbe avvenuto, un arrampicatore è morto. Non so nel dettaglio se una placchetta gli avrebbe salvato la vita, certo che se così è qualsiasi persona intelligente metterebbe in secondo piano l’etica.
Tutti sappiamo NOME E COGNOME DELLO SCHIODATORE, e che ha compiuto il gesto durante un’uscita cai.
Caro …. visto che ti sei fatto promotore della schiodatura, che hai scritto su questo sito fiumi di parole, come mai non scrivi due righe sull’accaduto ?
Non entro nel merito se hai fatto bene o male a levarli e se l’incidente sia diretta conseguenza di quel gesto ma credo che, se non sei un coniglio, due parole dovresti dirle
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31/05/2011 alle 06:44 #853493
Quoto totalmente quanto detto da Gumbu, e anche da Len, qui e nell’altro thread. Una mano sulla coscienza non guasterebbe e non vorrei essere nei panni di chi ha tolto quella placchetta pensando di fare chissa quale passo avanti nella storia dell’Alpinismo.
Sono passato anni fa da primo su quel tiro e non rammento che si potesse integrare più di tanto e già allora quella poca ferraglia che c’era faceva abbastanza senso.
Ma in ogni caso ora è il momento del silenzio e di un pensiero per chi non c’è più.
In ‘due time’ bisognerà però trovare il tempo per parlare di chi crede di essere al luna-park, e invece gioca anche con la vita degli altri. Perchè di questo si tratta.
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31/05/2011 alle 07:02 #853494
Caro Liviell, mi dispiace ma non posso essere d’accordo. In genere sei abbastanza equilibrato ma in questo caso sei uscito un po’ fuori dal binario facendo un po’ di confusione. Lo schifo che ti fa questo paese spero vivamente non riguardi la diatriba sullo spit ma qualcosa di più solido, oserei dire; chiami gli altri ‘sputasentenze’ e poi sputi tu sentenze, ti arrocchi nella difesa delle tue idee (giustissimo) ma insulti gli altri senza, mi pare di vedere, neanche conoscere i fatti reali; se è pur vero che chi è morto sapeva cosa stava facendo, ciò non toglie che in quel punto gli spit gli avrebbero forse salvato la vita (concediti il dubbio), da qui a spittare ogni metro ce ne passa e se non sbaglio la Castiglioni non era tale. Quelli che tu con disprezzo chiami gli intelligentoni della sicurezzanon hanno mai pensato di mettere reti di protezione,capisco la tua ironica iperbole ma qui è proprio fuori luogo, non mi risulta che nessuno voglia spittare la castello come le falesie ma piuttosto proteggere l’inchiodabile e il troppo pericoloso (dove per esempio non ci si può proteggre a friend e nut o dobbiamo ricorrere al patema d’animo dei RP?), una vita vale infatti più di qualsiasi etica. Nel passato chiodavano di meno, è vero, ma quelli che aprivano queste vie erano “i fenomeni”, la gente normale scalava sul 3°, oggi è tutto cambiato, “classica” non vuole dire nulla, solo che è stata aperta tanti anni fa ed è famosa, nulla è più riproducibile di quei tempi (qualcuno ha nostalgia del chiodo forgiato a mano?). Qualcuno ha detto qui sopra che Castiglioni non aveva i friend, vero, nessuno sarà mai in grado di ripetere le sue gesta. Sarebbe quindi il caso di esasperare meno i toni ed evitare di fare come quel bambino al quale hanno tolto il giocattolo. Quando il gioco diventa quello che ho letto, mi dispiace non sono d’accordo. -
31/05/2011 alle 07:19 #853495
Con i SE e con i MA, nessuno ha mai risolto nulla e non si è mai andati da nessuna parte.Provate a riflettere su questo concetto, sicuramente più complesso delle vostre facili e semplicistiche sentenze.
Tutti i discorsi che state facendo, mi spiace, ma non servono a nulla e non hanno alcun senso.
Non hanno senso i vostri discorsi, non hanno alcun senso.
Lo spigolo Castiglioni non doveva essere toccato, allora e solo allora, tutti avrebbero accettato che si sarebbe trattato di uno sfortunato incidente. E questo è il primo grande motivo per cui è meglio lasciare le cose come stanno.
Anche dopo che è stato (a torto) spittato, non si sarebbero dovuti togliere quegli spit, ma è successo. Punto. Lo sapevano tutti, e nessuno è stato obbligato a salire da li. Poteva benissimo andare da un’altra parte. Punto.
Comunque, lo spigolo Castiglioni è stato spittato (o meglio, è stato rivisto con soste a spit e qualche raro spit sui tiri), e poi è stato schiodato (lungo i tiri, da un coglione che non ha neanche fatto un bel lavoro e per di più non dice chi è).
Il risultato è questo: anche chi non sa assolutamente di che via si tratta (e quindi farebbe meglio a stare zitto), si permette di sparare certe affermazioni vergognose tipo, se c’era lo spit magari si sarebbe salvato. E certo, e se ci fosse stato l’appiglio giusto, forse sarebbe passato; ma se lo spit era a un metro e non ci arrivava?? ok, ma se avesse avuto il nuttino giusto, è bè certo, se c’era….se c’era….se c’era….
Non servono a nulla questi discorsi!!!!!!!!!!!!!!
Non serve a nulla profetizzare adesso l’avvento dello spit salvatore, sparlando a suon di SE e di MA su un incidente gravissimo come quello successo!!!! Ma non lo capite????
L’incidente è successo!!
Senza se e senza ma. E’ successo e basta!! E basta con ste profezie dello spit salvatore. Lo sappiamo tutti che se uno vuole attenuare i rischi va in falesia o sulle vie plaisir. E non c’è nemmeno bisogno di parlare di montagna assassina! La persona in questione sapeva dove stava andando!!! Ma scherziamo????
Ma dove l’avete dimenticato il cervello signori !!!!!!?!!!!!!!!
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31/05/2011 alle 07:22 #853496
liviell: ti ringrazio non per quello che dici, ma per il fatto che pensi usando la testa! io mi scaldo troppo…
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31/05/2011 alle 07:34 #853500fabfour wrote:
Caro Liviell, mi dispiace ma non posso essere d’accordo. In genere sei abbastanza equilibrato ma in questo caso sei uscito un po’ fuori dal binario facendo un po’ di confusione. Lo schifo che ti fa questo paese spero vivamente non riguardi la diatriba sullo spit ma qualcosa di più solido, oserei dire; chiami gli altri ‘sputasentenze’ e poi sputi tu sentenze, ti arrocchi nella difesa delle tue idee (giustissimo) ma insulti gli altri senza, mi pare di vedere, neanche conoscere i fatti reali; se è pur vero che chi è morto sapeva cosa stava facendo, ciò non toglie che in quel punto gli spit gli avrebbero forse salvato la vita (concediti il dubbio), da qui a spittare ogni metro ce ne passa e se non sbaglio la Castiglioni non era tale. Quelli che tu con disprezzo chiami gli
intelligentoni della sicurezzanon hanno mai pensato di mettere reti di protezione,capisco la tua ironica iperbole ma qui è proprio fuori luogo, non mi risulta che nessuno voglia spittare la castello come le falesie ma piuttosto proteggere l’inchiodabile e il troppo pericoloso (dove per esempio non ci si può proteggre a friend e nut o dobbiamo ricorrere al patema d’animo dei RP?), una vita vale infatti più di qualsiasi etica. Nel passato chiodavano di meno, è vero, ma quelli che aprivano queste vie erano “i fenomeni”, la gente normale scalava sul 3°, oggi è tutto cambiato, “classica” non vuole dire nulla, solo che è stata aperta tanti anni fa ed è famosa, nulla è più riproducibile di quei tempi (qualcuno ha nostalgia del chiodo forgiato a mano?). Qualcuno ha detto qui sopra che Castiglioni non aveva i friend, vero, nessuno sarà mai in grado di ripetere le sue gesta. Sarebbe quindi il caso di esasperare meno i toni ed evitare di fare come quel bambino al quale hanno tolto il giocattolo. Quando il gioco diventa quello che ho letto, mi dispiace non sono d’accordo. Ciao Fabfour, questo paese mi fa schifo anche da come vengono interpretati questi eventi; trapela l’idiozia e la pigrizia mentale della gente, si perchè è più facile dare le colpe che accettare i fatti e basta. Il nostro paese ormai è fatto di questo. Ci deve essere il clamore, troppo noioso stare in silenzio e accettare i fatti.
Per il resto, hai ragione, i miei esempi sono un pò esagerati, ma non lontani da dove certi vogliono andare.
Mi spiace che anche tu parli con i SE e con i MA. Però cerca di capire. Questa persona sapeva cosa stava facendo, sapeva che gli spit erano stati tolti, ma soprattutto era li per sua scelta personale. Scusa ma a me ste cose bastano per pensare che si è trattato di un brutto incidente. PUNTO.
O forse non è così?
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31/05/2011 alle 07:54 #853501Liviell wrote:
Questa persona sapeva cosa stava facendo, sapeva che gli spit erano stati tolti, ma soprattutto era li per sua scelta personale. Scusa ma a me ste cose bastano per pensare che si è trattato di un brutto incidente. PUNTO.
O forse non è così?
Ma il problema mica è questo. Certo che sapeva dei rischi, e magari anche degli spit. (Io, ci fossi tornato, non avrei saputo nè che li avessero messi nè che poi li avesserto tolti…)
Il problema è
la responsabilità che si pigliachi toglie attrezzature dalle vie. E, per me, chiudo qui.
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31/05/2011 alle 07:57 #853502tsygs1 wrote:
che in questo caso potrebbe anche avere dei risvolti colposi in sede giudiziale…al di là delle inutili chiacchiere sull’etica e l’arte.
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31/05/2011 alle 08:01 #853503tsygs1 wrote:
Il problema è
la responsabilità che si pigliachi toglie attrezzature dalle vie. Nessuna responsabilità.
La via è nata a chiodi, poi è stata rivista, e sia chiaro, nella revisione non si sono annullati i rischi di farsi male o addirittura di morire.
Poi la via è stata schiodata lungo i tiri.
A questo punto cosa succede? Sia che il malcapitato sapesse dei fatti, e sia che non ne sapesse nulla, appena partito si è reso conto di quello che stava affrontando, nella piena coscienza della propria facoltà di intendere e di volere.
Quindi è successo, purtroppo, un brutto incidente. PUNTO.
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31/05/2011 alle 08:06 #853504bucaneve wrote:
che in questo caso potrebbe anche avere dei risvolti colposi in sede giudiziale…al di là delle inutili chiacchiere sull’etica e l’arte.
Scusa se mi permetto, ma questo è il tipico esempio di idiozia e pigrizia mentale di cui parlavo prima.
Scusa furbacchione, ma secondo te chi sarebbe in grado di stabilire se SICURAMENTE lo spit gli avrebbe salvato la vita??
Cos’è, hai sete di un processo mediatico che durerà anni senza risolvere nulla?? (tanto in voga ultimamente nella testa dell’Italiano medio-ignorante)
Non ti basta accettare che sia stato un’incidente?? -
31/05/2011 alle 08:13 #853505Liviell wrote:
Scusa se mi permetto, ma questo è il tipico esempio di idiozia e pigrizia mentale di cui parlavo prima.
Scusa furbacchione, ma secondo te chi sarebbe in grado di stabilire se SICURAMENTE lo spit gli avrebbe salvato la vita??
Cos’è, hai sete di un processo mediatico che durerà anni senza risolvere nulla?? (tanto in voga nella testa dell’Italiano medio-ignorante)
Non ti basta accettare che sia stato un’incidente??furbacchione lo dici a qualcuno d’altro, non mi pare io e te ci consciamo, non mi pare abbiamo mai condiviso qualcosa per cui tu possa permetterti di utiizzare epiteti offensivi…salvo dimostrare la tua bassezza intellettuale…ma è un’altra questione.
se tu conoscessi la nostra lingua ed il significato di parole e proposizioni, avresti capito cosa ho scritto. Evidentemente non è così, evidentemente non hai la minima contezza di come le autorità debbano procedere d’ufficio in questi casi, di come in caso di incidente (e in questo caso purtroppo mortale) le responsabilità debbano venire appurate da un giudice qualora coloro che aprono una istrutturia riscontrino la possibilità di responsabilità dirette o indirette. O qualora qualcuno sporga una querela. E’ l’abc dell’educazione civica e del diritto….a prova di analfabeta.
Poi dai, non ragionare come il ‘presidente’ per il quale i processi sono mediatici…i processi, se ci sono, sono giudiziali e si attuano nelle sedi apposite, ed il ‘mediatico’ c’entra nulla.
ps: ma tu invece, che non sei pigro mentalmente…la mente come la alleni, con il tamagochi? perché mi pare funzioni con un sistema binario….
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31/05/2011 alle 08:17 #853506trevor wrote:
a me piacerebbe da matti fare il Castiglioni, ma non mi ci sono mai avventurato perché so che ha protezioni scabrose..
non entro nel merito della vicenda e della diatriba, però vorrei soltanto rilevare che il ragionamento di cui sopra garantisce più sicurezza di qualsivoglia spit.Ho percorso quella via un paio di volte molti anni fa, quando nel Gruppo non esisteva nemmeno uno spit e manco conoscevo i friend (non che qui servano granchè, solo per dare l’idea che è passato davvero tanto tempo). L’ho giudicata pericolosa anche e soprattutto per le soste e, benchè da allora il mio livello sia cresciuto, non ci sono più tornato. Ciò con dispiacere, perchè la via è bella. Non sarei però andato a spittarla nè a despittarla, nè avrei preteso che qualcuno lo facesse per me; sono andato a scalare su altre vie.
Quando parti su un tiro e non vedi lo spit, o lo vedi molto lontano, non sei obbligato a salire: puoi scegliere di rinunciare. Se decidi di andare ti esponi consapevolmente ad un rischio. Questo è un fatto, ed è ben chiaro all’alpinista esperto ma istintivamente evidente anche al principiante. Una considerazione banale ma incontrovertibile, che dovrebbe comunque venire prima delle digressioni sull’etica, sull’opportunità di mettere in sicurezza le classiche, sulle istanze di rifugisti e operatori economici. E anche della caccia al responsabile.
Scrivo queste righe senza cinismo e senza polemica, ma come mero esercizio della ragione. La morte in montagna genera sempre particolare tristezza e riflessione in chi la pratica e sa di non esserne immune.
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31/05/2011 alle 08:20 #853507
Purtroppo quando succedono questi tristi eventi diventa assai facile trascinare a favore della propria “parte” l’emotività del momento… Sono convinto che il discorso di teo volesse essere in qualche modo asettico, senza mancare di rispetto al momento, anche se è caduto un pò in questa trappola dell’immancabile tifoseria all’italiana.
Anche liviell, dal punto di vista dei contenuti è ovviamente libero di dire la sua, ed è facile che per qualcuno quella sia scambiata per logica machista, divenendo impopolare. Ma non è così.
Ha ragione Ien, quegli spit probabilmente non andavano messi in origine, punto e basta. Qualsiasi altra logica dettata dalla sicurezza e dalla frequentazione, è figlia di una lunga spirale che ha trasformato per anni il volto di diverse montagne e pareti delle nostre Alpi. E’ un’onda lunga che ha innescato fenomeni a catena, dove diventa ormai distinguere lo spit legittimo da quello illegittimo. E’ figlia di una cultura molto “francese”, che per questioni geografiche ci ha influenzato per circa 25 anni, mentre in molte altre parti d’Europa si è fatto diversamente. Dobbiamo rinnegare la nostra storia? no di certo, ma interrogarci su certe azioni sì.
Quando negli anni ottanta portavamo i corsi dell’esercito sulle vie della Castello-Provenzale di spit ve n’erano pochisssimi, per lo più alle soste (spesso messi da noi). I corsi dell’esercito non erano certo quelli del Cai e, a parte gli istruttori (noi), molti salivano con gli scarponi. La sicurezza era dettata dalla scelta degl’itinerari in base alle “forze”, e si accettava che ci si potesse fare anche del male, come dev’essere in alpinismo. Personalmente ho sempre sostenuto la bontà di qualche spit al posto di certi vecchi chiodi critici, così come a certe soste in certi luoghi. E i “certi luoghi” sono quelli che ormai hanno perso il fascino dell’ignoto, dell’avventura e del rischio totale, quelli che la lunga trasformazione storico-tecnica di cui sopra, ha trasformato in una via di mezzo tra “montagna” e palestra. La Castello-Provenzale è uno di quei terreni.
Ma guai a non impegnarsi nel trovare un limite tra legittimo e illegittimo, e guai a voler far passare indiscriminatamente una logica della falsa sicurezza. L’arrampicata è uno sport rischioso e si muore anche su un tiro di quaranta metri con due spit “legittimi”. Se non si accetta questo si faccia altro o si pratichi l’arrampicata sportiva, perchè legittimare la salvezza cambiando le regole del gioco vuol dire uccidere lo spirito dell’alpinismo stesso; vuol dire che certi spit in Val di Mello (per fare un esempio) o su certe vie in alta montagna che oggi ci sembrerebbero assurdi o pazzeschi, domani potrebbero essere legittimati, perchè è facile spostare il limite della legittimità sull’onda emotiva o “tecnologica”.
Non so come fosse ora la Castiglioni, ma chi ha tolto gli spit, mi pare di capire pochi, deve oggi assumersi la sua responsabilità morale, difendere se può la sua tesi, e dimostrare che la Castello può essere ancora un terreno d’avventura o di accettazione di “rischio totale”. Sarà molto difficile. Come è difficile oggi stabilire dei limiti e mettere dei paletti. Ma è necessario farlo, più che mai. Lo scalatore principiante o il mediocre deve comprendere che s’inizia a un’attività molto pericolosa se affronta certi terreni, di cui deve accettare le regole del gioco, rischio in primis. Il “forte”, deve sempre ricordare, che la roccia è “dura”, come ai tempi di Preuss e Piaz, e che si può anche morire.
Una prece per Massimo
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31/05/2011 alle 08:29 #853508bucaneve wrote:
Evidentemente non è così, evidentemente non hai la minima contezza di come le autorità debbano procedere d’ufficio in questi casi, di come in caso di incidente (e in questo caso purtroppo mortale) le responsabilità debbano venire appurate da un giudice qualora coloro che aprono una istrutturia riscontrino la possibilità di responsabilità dirette o indirette. O qualora qualcuno sporga una querela. E’ l’abc dell’educazione civica e del diritto….a prova di analfabeta.Belle parole, sembri un libro aperto.
Ma ti sei mai chiesto se TU, PERSONALMENTE sei d’accordo con quello che ti è stato imposto?? A me non sembra.
Riflettici…
ps: se vuoi continuare la diatriba diretta, parliamone in MP.
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31/05/2011 alle 08:34 #853509Liviell wrote:
Belle parole, sembri un libro aperto.
Ma ti sei mai chiesto se TU, PERSONALMENTE sei d’accordo con quello che ti è stato imposto?? A me non sembra.
Riflettici…
ps: se vuoi continuare la diatriba diretta, parliamone in MP.
io non ho espresso una opinione, che sia d’accordo o meno non è questa la sede né il momento per discurterne, basti solo dire che sono uno strenuo sostenitore della responsabilità individuale nei confronti di se stessi e degli altri, prima che verso un corpus normativo più o meno astratto…
io ho solo ricordato come in questi casi, volenti o nolenti, d’accordo o meno, in genere si procede…e all’atto pratico è questa la cosa importante, al di là di posizioni ed opinioni personali..perché le conseguenze le paga chi ha perso una persona cara, e chi eventualmente potrebbe, e dico potrebbe, esserne chiamato in qualche maniera a risponderne. Che sia giusto o meno.
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31/05/2011 alle 09:03 #853512
Massimo ha una figlia di otto anni Lei,non conosce il significato della parola etica,non sà cosè uno spit o un friend
sa però che il papà non tornerà più a giocare con lei sul bagnasciuga d’estate,a fare palle di neve a Natale,a farle le foto mentre spegnerà la candelina sulla torta dei suoi prossimi compleanni
Provate a pensarci prima di scaldare le dita sulla tastiera
Massimo era un alpinista,certo,ma anche ,anzi soprattutto, un uomo,un papà,un marito un amico
In memoria di questo sopite il vostro cinismo,zittite le vostre polemiche
Il tempo e il luogo per questo ci sarà ,ma non è ne questo e ne ora
Grazie
Paolo
ps premetto già che non sono disposto,in questo momento particolare, a farmi trascinare da insulti o provocazioni personali in questo post,ma solo per mp
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