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21/02/2013 alle 11:04 #836493
L’andare in montagna é considerata un’attività potenzialmente pericolosa,definizione condivisa ed accettata (credo) da tutti coloro che,nelle forme più varie,si muovono in quest’ambiente meraviglioso che impone però regole precise ed umiltà. A molti di noi alpinisti,escursionisti,scialpinisti,bykers e perchè no,fungaioli,sarà capitato un momento durante una gita/scalata dove il senso di conservazione ha prevalso su una situazione difficile,a prima vista irreversibile. Voglio raccontarvi il mio se vorrete leggerlo,un’avventura che non potrò mai dimenticare! Agosto 1985,iniziano le ferie e per il terzo anno consecutivo con Mauro si parte per le Dolomiti,il regno della roccia che ci ha stregati. Nelle due campagne precedenti pur arrampicando da pochi anni,grazie soprattutto al mio compagno che possiede una sopraffina maestria nel piazzare protezioni dove non ci sono,portiamo a casa salite classiche in Lavaredo,Catinaccio,Civetta,Sella,Marmolada,Vajolet,Sassolungo. Quest’anno iniziamo dalle Pale di S.Martino,bellissime,slanciate,il Cimon della Pala è denominato “il Cervino delle Dolomiti”. Nel pomeriggio,arrivati alla Malga Zivertaghe,ci accoglie una numerosa compagnia di Venezia che stà ancora banchettando all’aperto invitandoci al loro desco. Bellissimo benvenuto ma,oltre ad un salsicciotto ed un bicchiere di Valpolicella non possiamo,dobbiamo salire al rifugio Del Velo. Come prima salita facciamo quella che,nel suo volume “100 scalate classiche”,Walter Pause definisce “una delle più belle vie delle Dolomiti”. Così di ritorno al rifugio annotiamo, “Cima della Madonna-Spigolo del Velo,entusiasmante!” Domani però si va sul fratello maggiore lì di fianco,Sass Maor,via Solleder-Kummer! Alle 8,30 siamo all’attacco,una lunga rampa verso destra di 3° che proprio ora stanno attaccando due cecoslovacchi con a i piedi babbucce di corda al posto di scarpette da roccia! Siamo felici di non essere soli visto la tortuosità della via,potremo seguirli,certamente sono più esperti di noi. Partiamo a nostra volta ma,arrivati al sommo della rampa in centro parete est,dei due cechi neanche l’ombra. Velocissimi ad in conserva si sono fumati questi primi 180mt. Dobbiamo affidarci allo studio fatto e all’intuito,imprescindibile su queste montagne. Si va ora verso sinistra,raggiungo un cordino rosso in un diedro dominato da strapiombi gialli. Traversiamo sempre a sinistra in salita su placche grigie compatte. Dopo quel cordino rosso più nulla,chiodi e nut li piazziamo noi giusto per gradire. Siamo costantemente sovrastati,nonostante guadagniamo quota,da “i gialli” che seguono la nostra ascesa tanto da mandarci obbligatoriamente troppo a sinistra. Ecco,la fascia strapiombante finisce,si può andare in verticale,approdo in un anfratto sabbioso che crea un balconcino di 70cm per 2mt. di lunghezza,sotto 400mt. di vuoto assoluto. Qui in Dolomiti alle 12 spesso (ma non sempre) quando va bene arriva la nebbia,quando va male arriva il temporale. A noi va bene ma la visibilità é accettabile,ci rendiamo conto che ormai siamo fuori via ma a “soli” 200mt. dalla vetta,proviamo,abbiamo il materiale. Tocca a Mauro,sale sul pilastrino alto 2mt. a sinistra dell’anfratto intorno al quale ho passato il cordino per assicurare. In piedi sul monolito Mauro può vedere cosa c’é oltre,mi rassicura con “si passa!” Nel preciso istante del passaggio dal vertice del pilastrino alla parete,spinto in fuori il siluro di 1mt. di diametro si scalza dalla sua sede,colpisce la mia gamba destra,trancia una delle due corde e viene inghiottito dal vuoto insondabile. Aspetto impotente di essere strappato dalla parete da una forza immane. Un’eternità durante la quale,e non è un luogo comune,mi ritornano in mente alcune tranquille escursioni fatte anni prima. Sento puzza di zolfo,poi un boato sordo risale la parete come un rigurgito della nebbia che si fa più spessa. Dopo questi eterni attimi,inebetito,quasi senza più speranza vedo il cordino sul quale sono “assicurato” giacere mollemente sulla sabbia dove prima poggiava il blocco. Ora posso vedere oltre non essendoci più l’ostacolo,la stretta cengia continua per qualche metro,Mauro é lì,con le gambe penzoloni e le mani che annaspano nel marcio sulla cengia. Siamo legati ad una corda che arriva da un moschettone buttato lì per terra! Con gli occhi fuori dalle orbite ci rannicchiamo come bestie bastonate sul fondo dell’anfratto e dopo molto tempo constatiamo i danni. Io ho un taglio superficiale alla gamba che tampono con un foulard,Mauro escoriazioni alle mani,una corda tranciata a metà. Ringraziamo di aver fatto pellegrinaggio il giorno prima alla Cima della Madonna! Sono ormai le 16, riordinate le idee attrezziamo la “tana” con chiodi da renderla simile ad una gabbia con noi all’interno. Passeremo qui la notte che si preannuncia burrascosa dal punto di vista meteo in quanto,in lontananza,riecheggiano cupi tuoni. Seduti,gambe penzolanti nel vuoto,busto appoggiato al parapetto,aspettiamo l’alba per una roccambolesca ritirata. I tuoni sempre più vicini ci fanno compagnia tutta la notte,un buio siderale,squarciato ritmicamente da i bagliori spettrali che ci mettono in apprensione visto la ferraglia intorno a noi. A questa sinfonia finiamo per abbituarci serenamente visto che di pioggia neanche una goccia. Le cateratte si apriranno solo all’alba! Alle prime livide luci ci predisponiamo per scendere recuperando tutto meno il chiodo migliore per la prima delle calate che dovranno seguire lo stesso percorso diagonale fatto in salita. Una di queste sarà un vero e proprio traverso a destra in piena parete dove,passando da secondo,compio un volo di 6 mt. per il distacco di un cubetto di dolomia. Mauro mi assicura e rimango appeso ad un nut da lui diligentemente piazzato. Dopo aver assorbito il colpo con lo zaino,risalgo al nut faticosamente e termino il traverso. Ora è facile,basta calarsi in verticale fino alla base con 5/6 doppie ma,per non farci mancare niente,si aprano le cateratte! Grandine e acqua a volontà ma senza fulmini (grazie Madonna) entrano dalla manica in alto che tiene la corda ed esce da i pantaloni come dalle grondaie. Un’ultima doppia e saremo a terra ma abbiamo finito i chiodi. Mauro allora prende il suo “gavanut” di 20cm e,con quattro martellate gli dice “vaffanculo”. Come per magia,toccato terra il nubifragio termina lasciando il posto al sole. Risalendo al colletto per poi ridiscendere al rifugio,ci raggiunge la squadra di soccorso tirando un sospiro di sollievo. Il giorno seguente a S.Martino di Castrozza mi vengono applicati 4 punti di sutura alla ferita sotto lo sguardo attento di Mauro che ha già studiato a memoria la “Frisch-Corradini” alla Pala del Rifugio. Ma questa,come si dice,è un’altra storia! -
21/02/2013 alle 11:30 #861557
…quando ho finito Guerra e Pace leggo questo post. -
21/02/2013 alle 13:09 #861558
Io che Guerra e Pace l’ho già finito, e pure I fratelli Karamazov, il post di Teddy l’ho letto e devo dire che mi è piaciuto molto. Bravo Teddy, netto salto di qualità rispetto alle tue usuali uscite…
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21/02/2013 alle 13:26 #861559
io avevo letto Delitto ….. per il castigo ho aspettato il post di Teddy. -
21/02/2013 alle 13:27 #861560
teddy, ma te le sogni di notte le idee per i post? -
21/02/2013 alle 13:41 #861561andry wrote:
Io che
Guerra e Pace l’ho già finito, e pure I fratelli Karamazov, il post di Teddy l’ho letto e devo dire che mi è piaciuto molto. Bravo Teddy, netto salto di qualità rispetto alle tue usuali uscite…
…allora dimmi chi e’ l’assassino cosi’ guadagno tempo e leggo i post…


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21/02/2013 alle 13:57 #861562
A proposito di netiquette e bullismo a me è piaciuto l’intervento di andry Bravo Teddy, netto salto di qualità rispetto alle tue usuali uscite…
Al ragazzo, che gli piace un po essere l’arbitrio del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto, gli è sfuggito il senso delle parole che ha scritto, parole da criptobullo
Netto salto di qualità rispetto alle tue usuali uscite significa
significa: di solito scrivi minchiate – lo penso ma non lo dico perchè sono un tipo corretto – questa volta no – e ti dico bravo teddy è il massimo, l’apice della presunzione del giovane guardiano della netiquette.
Io preferivo la prima serie: “Teddy e il suo amico musinè”
questa “Teddy contro la montagna cattiva” mi fa paura
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21/02/2013 alle 14:06 #861563
prossimamente al Musinè… -
21/02/2013 alle 14:20 #861565
a volte mi fate ridere a volte… 😆 -
21/02/2013 alle 14:41 #861567caiojet wrote:
…allora dimmi chi e’ l’assassino cosi’ guadagno tempo e leggo i post…


Che domande, l’assassino è sempre il maggiordomo…

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21/02/2013 alle 16:10 #861570caiojet wrote:
…quando ho finito Guerra e Pace leggo questo post.
Prima leggiti anche Oblomov!
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21/02/2013 alle 16:26 #861571Teddy wrote:
Prima leggiti anche Oblomov!
Me l’ha letto tutto Mario-mont con il sottofondo musicale di Minoso che suonava l’arpa.
Mancavi solo tu, ma mi hanno detto che stavi attrezzando una via.
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21/02/2013 alle 16:34 #861572caiojet wrote:
Me l’ha letto tutto Mario-mont con il sottofondo musicale di Minoso che suonava l’arpa.
Mancavi solo tu, ma mi hanno detto che stavi attrezzando una via.
Dev’essere stata quella volta che hai preferito buttarti di sotto…
…e io che ho sempre creduto si fosse trattato di un incidente!!!
😯 Dai, racconta nei dettagli che sei perfettamente IT…

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21/02/2013 alle 16:40 #861573andry wrote:
Dev’essere stata quella volta che hai preferito buttarti di sotto……e io che ho sempre creduto si fosse trattato di un incidente!!!
😯 Dai, racconta nei dettagli che sei perfettamente IT…

…ha ha…. mi hai sgamato!
Pero’ loro sono stati bravi e sono venuti in ospedale a preseguire il racconto, ed e’ coinciso con il mio secondo volo….


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21/02/2013 alle 16:50 #861574
Bravo Teddy, bel racconto……………. -
21/02/2013 alle 18:00 #861577Teddy wrote:
Prima leggiti anche Oblomov!
consiglio anche:Vom Kriege: Hinterlassenes Werk des Generals Carl von Clausewitz.in lingua originale, per cogliere meglio le sfumature. Rilegato [ausgabe], naturalmente. 😮 -
21/02/2013 alle 18:12 #861578
io guerra e pace, la ho letta 2 volte, ma non ho capito esattamente come è finita. chi ha vinto e esattamente come…….ammetto la mia pochezza……..
di Dostoevskij, invece, oltre a tutti gli altri, ho cercato di “capire”…i demoni…
tanto per parlare di letteratura, terra a terra….
ma….poichè non capisco……

tedduzzo, cosa ci entra?….

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21/02/2013 alle 18:27 #861579minoso wrote:
io guerra e pace, la ho letta 2 volte, ma non ho capito esattamente come è finita.
chi ha vinto e esattamente come…….ammetto la mia pochezza……..
di Dostoevskij, invece, oltre a tutti gli altri, ho cercato di “capire”…i demoni…
tanto per parlare di letteratura, terra a terra….
ma….poichè non capisco……

tedduzzo, cosa ci entra?….

Minoso, visto come scrivi in italiano (e non è la prima volta), non mi stupisco che tu abbia difficoltà a capire Dostoevskij!
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21/02/2013 alle 19:55 #861580caiojet wrote:
Me l’ha letto tutto Mario-mont con il sottofondo musicale di Minoso che suonava l’arpa.
Mancavi solo tu, ma mi hanno detto che stavi attrezzando una via.
😆 😆 😆 😆 😆 -
21/02/2013 alle 21:42 #861581Teddy wrote:
Minoso, visto come scrivi in italiano (e non è la prima volta), non mi stupisco che tu abbia difficoltà a capire Dostoevskij!
io invece, capisco “perfettamente” come tu abbia difficoltà a “prescindere”……. -
21/02/2013 alle 21:50 #861582caiojet wrote:
Me l’ha letto tutto Mario-mont con il sottofondo musicale di Minoso che suonava l’arpa.
Mancavi solo tu, ma mi hanno detto che stavi attrezzando una via.
minoso non sa suonare (a differenza di certi amici tuoi ) però….con il tamburo penso che me la potrei cavare……



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22/02/2013 alle 15:58 #861594
Mi farebbe piacere leggere qualche post, anche stringato, che racconti un momento difficile risoltosi bene come capitato a me. Giusto per contrastare i soliti che non danno alcun apporto al topic. -
22/02/2013 alle 16:08 #861595
tu non capisci… sono spiritosissimi! (o almeno credono di esserlo)
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22/02/2013 alle 16:37 #861596mario-mont wrote:
tu non capisci…
sono spiritosissimi! (o almeno credono di esserlo)
… e altri sono serissimi! (o almeno credono di esserlo)
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22/02/2013 alle 16:43 #861597
post serissimo e molto stringato su un momento drammatico: (10 metri davanti a noi)
bruuuuuummmmmmmmmmm
vrooooooooooooongggggg
bobobobongggggggggggggggggg
strastracrassssssssssssssssssss
minkia una valanga!
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22/02/2013 alle 16:59 #861598
differenza tra una caduta da 20 metri e una da 2 mt: da 20 mt: aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!!!!….. TOOONF!
da 2 mt: TONF!….. aaaaaaaaaaaaaaah!
Adesso aspetto Mario-mont che mi dica se fa ridere oppure no.
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22/02/2013 alle 17:02 #861599
direi spiritosa la tua
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22/02/2013 alle 17:29 #861600
diciamo così: scrivere è come scalare.
Mettere parole in fila è come salire una parete
ci sono bulder come ci sono poesie
ci sono racconti come ci sono monotiri
ci sono vie di montagna come ci sono romanzi.
Così ci sono poeti, narratori, romanzieri.
Se volete posto un mio film di 20 minuti su un tiro di quarto grado
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22/02/2013 alle 18:02 #861601caiojet wrote:
differenza tra una caduta da 20 metri e una da 2 mt:
da 20 mt: aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!!!!….. TOOONF!
da 2 mt: TONF!….. aaaaaaaaaaaaaaah!
Hai dimenticato di smadonnare come un climber sfinito….😆 -
22/02/2013 alle 18:12 #861602Teddy wrote:
Mi farebbe piacere leggere qualche post, anche stringato, che racconti un momento difficile risoltosi bene come capitato a me. Giusto per contrastare i soliti che non danno alcun apporto al topic.
tedduzzo, sei petulante, come una perpetua di paese….comunque, per tornare in “argomento”…..

io, sul campanile basso di brenta , mi sono rotto un’unghia, momento difficile

ricordo anche che sul caporal (valle orco)…ho avuto una crisi di emorroidi….
momento complicato..(non avevo con me la cremina)…
😯 se volessi raccontare queste “esperienze”….
lo posto come….dulur?
:💡 -
23/02/2013 alle 16:27 #861607alkurtz wrote:
io avevo letto Delitto ….. per il castigo ho aspettato il post di Teddy.
Zio fa…Al… leggo solo ora…mi spiace ammetterlo ma a questo giro mi hai fatto scassare
😆 😆 😆 -
24/02/2013 alle 06:59 #861608
neve,neve e ancora neve. non possiamo piu’ proseguire e un altro bivacco sarebbe insostenibile. l’unico scampo e’ provare una ritirata, ma sara’ comunque rischiosa.. facciamo doppie, e poi doppppie a non piu’ finire,questa parete non ci vuol piu’ lasciare andare. a meta’ calata una doppia si incastra,e’ la fine, tocca tagliare. Sarà ancora più difficile uscirne, abbiamo perso chiodi e martello nel baratro. Siamo stremati, ma lassù qualcuno ci ama. Uno spiraglio di sole fa capolino e ci permette di vedere: CAZZO! SIAMO SUL MUSINè! Calziamo veloci le infradito e ci precipitiamo sul sentiero del ritorno verso la salvezza. Un’altra avventura che poteva terminare in tragedia, si è fortunatamente risolta per il meglio. -
24/02/2013 alle 09:29 #861609berni wrote:
Zio fa…Al… leggo solo ora…mi spiace ammetterlo ma a questo giro mi hai fatto scassare
😆 😆 😆 Solo sto giro???
il fatto è che sovente sono un incompreso

grazie caro, a presto

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24/02/2013 alle 09:33 #861610gattonero wrote:
neve,neve e ancora neve. non possiamo piu’ proseguire e un altro bivacco sarebbe insostenibile. l’unico scampo e’ provare una ritirata, ma sara’ comunque rischiosa.. facciamo doppie, e poi doppppie a non piu’ finire,questa parete non ci vuol piu’ lasciare andare. a meta’ calata una doppia si incastra,e’ la fine, tocca tagliare. Sarà ancora più difficile uscirne, abbiamo perso chiodi e martello nel baratro. Siamo stremati, ma lassù qualcuno ci ama. Uno spiraglio di sole fa capolino e ci permette di vedere: CAZZO! SIAMO SUL MUSINè! Calziamo veloci le infradito e ci precipitiamo sul sentiero del ritorno verso la salvezza. Un’altra avventura che poteva terminare in tragedia, si è fortunatamente risolta per il meglio.
Gattonero sarà un cinico bullo della periferia dell’alpinismo, però almeno sa scrivere.
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25/02/2013 alle 10:56 #861621gattonero wrote:
neve,neve e ancora neve. non possiamo piu’ proseguire e un altro bivacco sarebbe insostenibile. l’unico scampo e’ provare una ritirata, ma sara’ comunque rischiosa.. facciamo doppie, e poi doppppie a non piu’ finire,questa parete non ci vuol piu’ lasciare andare. a meta’ calata una doppia si incastra,e’ la fine, tocca tagliare. Sarà ancora più difficile uscirne, abbiamo perso chiodi e martello nel baratro. Siamo stremati, ma lassù qualcuno ci ama. Uno spiraglio di sole fa capolino e ci permette di vedere: CAZZO! SIAMO SUL MUSINè! Calziamo veloci le infradito e ci precipitiamo sul sentiero del ritorno verso la salvezza. Un’altra avventura che poteva terminare in tragedia, si è fortunatamente risolta per il meglio.
Bellissimo pezzo, ricalca fedelmente una situazione veramente capitatami proprio sul Musinè, era da postare su “Musinè diverso!”
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25/02/2013 alle 11:46 #861622gattonero wrote:
neve,neve e ancora neve. non possiamo piu’ proseguire e un altro bivacco sarebbe insostenibile. l’unico scampo e’ provare una ritirata, ma sara’ comunque rischiosa.. facciamo doppie, e poi doppppie a non piu’ finire,questa parete non ci vuol piu’ lasciare andare. a meta’ calata una doppia si incastra,e’ la fine, tocca tagliare. Sarà ancora più difficile uscirne, abbiamo perso chiodi e martello nel baratro. Siamo stremati, ma lassù qualcuno ci ama. Uno spiraglio di sole fa capolino e ci permette di vedere: CAZZO! SIAMO SUL MUSINè! Calziamo veloci le infradito e ci precipitiamo sul sentiero del ritorno verso la salvezza. Un’altra avventura che poteva terminare in tragedia, si è fortunatamente risolta per il meglio.
… si vabbe’ ma dove avete fatto merenda dopo?
Qualche dettaglio sul menu’?
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09/03/2013 alle 14:05 #861870caiojet wrote:
… si vabbe’ ma dove avete fatto merenda dopo?
Qualche dettaglio sul menu’?
Sicuramente non al rif. Piazza!
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14/10/2013 alle 12:12 #864195
Prendendo spunto dai racconti di paoloemme, spesso assediato dagli orsi d’Abruzzo, racconto questa. Nelle quebrade (valli) andine, dicono i locali si aggirino i puma, uno per ognuna di esse per non avere rivali nella predazione. Non si hanno però conferme di attacchi ad uomini, forse perchè questi astuti felini lo temono tenendosene alla larga. Comunque sia, una certa inquietudine ti “assale” allorchè, uscendo dalla tenda in piena notte per un’impellente bisogno fisiologico, l’idea del puma che si aggira nei paraggi si manifesta ed ogni fruscio ti fa sobbalzare. Quando poi, nel bel mezzo del “cammin di nostra vita”, al di là del torrente, a pochi metri, vedi due occhi tra i cespugli che scintillano dardeggiati dalla luce della stellata dei 4500mt beh, il cuore ti balza in gola! Tutto però si risolve in una fragorosa risata che sveglia il campo quando quel “puma” con un sonoro muuuu, esce dei cespugli per una pascolata notturna. Però che “cago”…..è il caso di dirlo! -
14/10/2013 alle 12:55 #864196Teddy wrote:
Prendendo spunto dai racconti di paoloemme, spesso assediato dagli orsi d’Abruzzo, racconto questa. Nelle quebrade (valli) andine, dicono i locali si aggirino i puma, uno per ognuna di esse per non avere rivali nella predazione. Non si hanno però conferme di attacchi ad uomini, forse perchè questi astuti felini lo temono tenendosene alla larga. Comunque sia, una certa inquietudine ti “assale” allorchè, uscendo dalla tenda in piena notte per un’impellente bisogno fisiologico, l’idea del puma che si aggira nei paraggi si manifesta ed ogni fruscio ti fa sobbalzare. Quando poi, nel bel mezzo del “cammin di nostra vita”, al di là del torrente, a pochi metri, vedi due occhi tra i cespugli che scintillano dardeggiati dalla luce della stellata dei 4500mt beh, il cuore ti balza in gola! Tutto però si risolve in una fragorosa risata che sveglia il campo quando quel “puma” con un sonoro muuuu, esce dei cespugli per una pascolata notturna. Però che “cago”…..è il caso di dirlo!
ma quale puma ??? io uso NIKE
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