Forums Gulliver I problemi HANNO DISTRUTTO LA MEA

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    • #837281

      Le ruspe sono entrate in azione..L’incantevole bosco che conduce alla cupola del Bec di Mea è stato ferito e devastato da una strada. Un grazie al sindaco di Groscavallo per aver permesso tutto questo! Se riesco posto delle foto..

    • #868269

      Il posto è però ambientalmente meraviglioso così come la strada è una vera opera d’arte di ingegneria militare.

      http://www.gulliver.it/itinerario/62248/” class=”bbcode_url”>http://www.gulliver.it/itinerario/62248/

      senti, ma com’è che ci sono strade montane (costruite ad uso bellico) che trovi addirittura “meravigliose” – in effetti la scritta DUX con mattoni a sbalzo sul muraglione è notevole – e strade (costruite per usi civili)che non dovrebbero neppure costruire? [forse che non ti hanno chiesto il permesso a te?]

    • #868274

      Che lavori fai Alkurtz? piacerebbe farlo anche a me, visto che hai così tanto tempo da andare a cercare i post in giro..o sono forse un tuo idolo, che segui tutto quello che faccio? 😮

      Comunque, non hai perso occasione anche stavolta per stare zitto, visto i tuoi interventi privi di senso già in precedenti post.

      Dire che la strada è una vera e propria opera di ingegneria militare non vuol dire che ambientalmente sia necessariamente bella. Ma non è questo il caso, quella del Pramand è una strada davvero ben costruita, che in questo caso si integra abbastanza bene nel contesto. Non sono a priori contrario alle strade, laddove siano veramente utili (a tutto ovviamente c’è un limite), ma un conto è costruire una strada con certi crismi, tenendo conto dell’ambiente, un altro è farne due in uno spazio limitato e ambientalmente fragile, stravolgendo del tutto l’ambiente originario, come quello che era lo splendido bosco della Mea. Purtroppo non è tecnicamente possibile postare le foto sul forum, ma lo scempio fatto è notevole. Il tutto, a parer mio, per la convenienza di pochissimi e il danno di tutti gli altri.

      Quindi, caro Alkurtz, prima di mettere in moto le mani sulla tastiera, collegale al cervello.

    • #868275

      E poi, visto che ti fregi del fatto di essere un intellettuale, impara a leggere l’italiano..che forse è meglio..

    • #868277

      teo wrote:

      E poi, visto che ti fregi del fatto di essere un intellettuale, impara a leggere l’italiano..che forse è meglio..

      lascialo perdere, Gianfry è un povero mentecatto

    • #868278

      La cosa sconcertante è che la strada non avrebbe potuto essere realizzata, in quanto attraversa una zona che rientra nelle aree a rischio idrogeologico (Area dei Ghielmi). Per ovviare a questo impedimento legislativo si è proposto la stessa come: “strada di pubblica utilità” 😯

      E’ fin troppo chiaro che non è affatto così e che ancora una volta, invece, si risponde all’interesse di pochi proprietari. Per di più la fantomatica “pista forestale”, al di là della devastazione ambientale di un’area di pregio, propone un giro del tutto discutibile soprattutto se messa in relazione con l’altra pista più a monte, quest’ultima già soggetta a smottamenti e oggetto di denunce che ne hanno decretato il blocco temporaneo. Spiace che un comune come quello di Groscavallo, che detiene la porzione territoriale di maggior pregio paesistico, si stia così adoperando nella sua menomazione e abbia in serbo altri progetti ancora, tra cui quello non del tutto abbandonato di una strada in Sea. J.Ritter sosteneva che “Paesaggio è natura che si rivela in senso estetico a chi la osserva con sentimento”. Purtroppo è triste constatare l’assoluta miopia degli amministratori locali e di molti valligiani nei confronti dell’ambiente naturale come risorsa economica da sfruttare a basso impatto ambientale e a favore di un turismo morbido, una miopia che dura da più di 50’anni e che non pare migliorare neppure con l’avvento di nuove generazioni.

    • #868290
    • #868327

      ma per caso sapete qual’è l’interesse dei pochi?

      l hanno aperta per portare su le mucche ad alpeggi? solo per raggiungere qualche baita? per cacciatori? per MTB?

      Ajax , te che sei del posto non hai info più dettagliate?

    • #868328

      La strada che tocca la Mea, distruggendo un bosco davvero secolare, raggiunge un’ unica baita abitata da un’unica persona (raggiungibile tra l’altro a piedi in 15 minuti) e non un agglomerato di case..Alpeggi in basso non ce ne sono.

      Pura speculazione.

      Il Sindaco di Groscavallo dovrebbe vergognarsi. E’ la moglie dell’ex sindaco che vorrebbe fare una strada nel vallone di Sea!!

      Allucinante.

    • #868331

      tratto da:

      https://pascolovagante.wordpress.com/tag/strade/

      Titolo: Troppa poesia

      Ieri sera, guardando Geo&Geo, ho visto un servizio sulla Val d’Aosta dove si parlava della vita del margaro. Bellissime immagini, ma avrei diversi appunti da fare. Sicuramente la famiglia ritratta nel video non ha recitato, quella che era ritratta era la loro vita reale, ma… innanzitutto non si sentiva mai la loro voce, solo quella fuori campo del commento al video.

      E questa voce mostrava una vita lontana da ogni forma di modernità, una vita senza tempo lassù sull’alpe. Una scelta di vita, dettata dalla passione per la montagna (montagna, non animali, secondo il commento). Ma quale messaggio è passato al pubblico? Chi lo vede, che impressione, che idea si è fatto sul mondo dell’alpeggio e dei suoi protagonisti? I soliti stereotipi! Perchè non si sentiva la voce di padre, madre e figlio? Erano davvero contenti di avere un alpeggio dove si sale solo a piedi, senza luce, con edifici “tradizionali” privi di comodità e lussi? Mi spiace che il video non sia presente su Rai replay, perchè avrei voluto che lo vedeste.

      Sicuramente chi sceglie la vita d’alpeggio sa a cosa va incontro. Non si soffre per la solitudine e si sta bene lontani dalla folla della metropoli o del fondovalle, ma anche ai margari e pastori piace stare in compagnia ogni tanto, fare festa, trovarsi con gli amici! Non si sceglie l’alpeggio in funzione delle baite, ma…

      Piace la struttura tradizionale come abitazione d’alpe, ma se questa nel tempo è stata ristrutturata e dotata dei minimi confort (luce, acqua in casa, servizi igienici…) è sicuramente preferita da qualsiasi famiglia che si troverà a trascorrervi i mesi estivi. Permettetemi poi di sottolineare come ciò sia apprezzato soprattutto da una donna!

      Cosa dicevano poi i nostri giovani amici in Val Pellice, pensando al bambino in arrivo? Speravano che il Comune finalmente potesse intervenire per ristrutturare le baite, avere strutture sia per le persone, sia per gli animali. Ricordo bene le parole di Katia: “…una stalla, per mungere dentro, soprattutto quando piove e fa freddo. Così posso poi portarmi dietro il bambino mentre lavoro…“. E benedicevano la centralina (luce ed acqua calda!!) e la strada. Altrimenti non penso proprio che l’Alpe Giulian sarebbe tornata ad essere utilizzata/abitata.

      Già, la strada. L’altra sera, durante una presentazione, dal pubblico si è levata una voce contraria alle piste che raggiungono gli alpeggi. Ne abbiamo già parlato altre volte. Io ritengo fondamentali le piste che permettono di salire in alpe con l’auto. Chiuse al traffico, destinate agli aventi diritto, ma ci devono essere per garantire la prosecuzione dell’attività d’alpe. Poter portare su tutto il necessario, effettuare lavori di manutenzione, riparazione delle strutture, poter avere cibo fresco (frutta e verdura!), poter raggiungere in poco tempo (relativamente) chi vive lassù stabilmente, poter scendere e risalire quando è necessario andare a risolvere qualche faccenda legata alla burocrazia, poter essere raggiunti da un veterinario in caso di urgenza, ecc.

    • #868332
    • #868333
    • #868334

      Spesso chi interviene sui forum va fuori seminario con commenti (come quelli di mountain) che non parlano della specifica questione. Mountain, ti sei informato della strada in questione? sei andato a vedere? hai visto le foto della mea sul limìnk di MW?

      QUI E’ SOLO DISTRUZIONE DI UNO DEI POSTI PIU’ BELLI DELLE VALLI DI LANZO. 2 (DUE) STRADE A POCA DISTANZA CHE NON RAGGIUNGONO ALPEGGI, NON HANNO UTILITA’ MA SOLO DISTRUZIONE TOTALE. PURA SPECULAZIONE.

      Inoltre le storie delle strade che raggiungono gli alpeggi altrimenti abbandonati lascia, a volte, il tempo che trova. Gli alpeggi costruiti 50, 100, 200 anni fa erano lo specchio di una vita che c’era allora. E’ un peccato vederli morire ma non E’ GIUSTO DITRUGGERE MEZZA MONTAGNA IN NOME DI UN LORO POSSIBILE RECUPERO. Se per mettere a posto un alpeggio, dobbiamo rovinare la montagna, è un prezzo troppo alto da pagare. Con tutti i sentieri, proprio in Valle di Lanzo, lasciati letteralmente morire, e che potrebbero essere invece fonte di un turismo intelligente.

    • #868335

      Qui la strada agro-pastorale non c’entra una beata fava. Si sta parlando della strada della Mea e pertanto questa non ha alcuna valenza pastorale. Tutti i tramud che tocca erano raggiungibili a piedi al massimo in venti minuti. Non sono contrario personalmente a tutte le strade perché, alcune di queste, hanno effettivamente recuperato in passato un’economia agropastorale. Oggi i fruitori di questi bandi mirano solo a prendere i contributi. Spiace dirlo ma la pastorizia è finita e non perché non ci sono strade, ma perché amministratori miopi e agricoltori poco imprenditori non sono mai stati capaci a creare cooperative del latte e promuovere per esempio, una toma d.o.p. che fosse caseificata nelle valli di Lanzo, con latte delle mucche delle valli di una sola e determinata razza e con fieno rigorosamente locale. Oggi quella che viene spacciata per Toma di Lanzo viene fatta fuori dai confini orografici vallivi, con latte delle cascine della pianura del basso canavese nutrite con fieno che arriva anche da altre province. La poesia la fa chi non conosce i personaggi locali e tutto ciò che sta loro dietro.

    • #868338

      Sono solo intervenuto poiché avevo intrattenuto una lunga chiacchierata con la marghera al Gias del Sole la quale mi diceva “se almeno si potesse arrivare con i trattori al piano delle Riane, saremmo meno miserabili e qualcosa si riuscirebbe ancora salvare, altrimenti faranno tutti la fine del Laietto e del Mese di Agosto”.

      Avevo appreso da lei che esisteva la volontà di realizzare una modesta pista per giungere fino a Giardonera .

      Le controversie tra favorevoli e contrari alle innovazioni da apportare nei territori sono da sempre esistite; il difficile è raggiungere un’intesa di buon senso, evitando gli estremismi inutili, in modo tale da permettere a chi ha il giusto bisogno, di veder soddisfatte le proprie aspettative per migliori condizioni di vita, naturalmente senza danneggiare anche le equamente diverse giuste esigenze spettanti agli altri.

      Non sono intervenuto nel merito specifico delle caratteristiche dell’opera non avendola vista; ritenevo che nell’inquadramento della zona interessata, l’intendimento dell’iniziativa fosse inteso esclusivamente a favore dei cosiddetti “lassù gli ultimi” e non per altri scopi.

    • #868339

      Mi spiace ma bisogna fare una scelta: da un lato c’è il paesaggio naturale che è un bene collettivo, un pezzo del pianeta da tutelare che è di tutti, dall’altra l’interesse, seppur legittimo, di pochissimi margari che vivono spesso di contributi e non di pastorizia reale. Ne potrebbero farlo se si continua a perseguire la strada della disorganizzazione e dell’individualismo. I primi a essersi opposti in passato ai consorzi sono proprio stati loro. Scelte miopi, egoistiche e irresponsabili. Sul piatto della bilancia pesa di più il bene collettivo. Aggiungo che chi è padrone di un pezzo di paesaggio di particolare pregio non dovrebbe avere diritto di proprietà se questo vuol dire devastare e togliere una ricchezza estetica e naturale che è di tutti. Si dovrebbe arrivare preventivamente a bloccare progetti devastanti che fanno l’interesse di pochi, soprattutto quando si tratta di personaggi noti che non trovano nella montagna la loro fonte di sostentamento primario. In quel caso “la proprietà privata è un furto”.

    • #868340

      mi sembra che i commenti di mountain siano assolutamente azzeccati!

      non solo, ma se fate conto che il 50% delle borgate fino a venti trentanni fa avevano solo le sterrate che poi furono asfaltate e i tratturi divennero sterre….

      dalle foto si vedeno solo alcuni alberi abbattuti, larici e faggi, che negli ultimi 40 anni si sono moltiplicati a vista d’occhio vista la scarsa antropizzazione dei territori montani ( non è così grave abbatterne un centinaio per una strada ).

      in tutte le valli piemontesi hanno costruito strade nuove per i margari negli ultimi 20 anni… queste vengono percorse oggi da mtbikers, vengono usate dai ciaspolatori d’inverno.

      informatevi bene a che cosa serve e del perchè l’han fatta e se non ci sono motivazioni valide denunciate!!!!

      personalmente a Sea son sempre andato in auto fino al torrente ( è sbagliato ma con la jeep e la presenza della sterra ci son sempre andato )!

    • #868341

      La proprietà privata è un furto: si, per i ladri.

      Quelli che lavorano, mettono i soldi da parte – fanno i sacrifici – e si comprano una casa o un bene hanno dei diritti.

      Poi, si trova sempre qualcuno che pensa che gli altri rubano, sono intrallazzoni, individualisti etc etc.

      Il paesaggio

      Il paesaggio è in continuo movimento.

      Quello a cui siamo abituati un tempo non esisteva. La media montagna era molto più antropizzata di ora. Magari dove adesso noi vediamo ameni boschi, un tempo era tutto terrazzato, coltivato, tenuto con cura. Pensate se tornasse un vecchio montanaro: con che pensieri guraderebbe posti ora abbandonati – che a noi paiono fighissimi – ma che nella sua giovinezza erano vivi?

    • #868342

      Un po’ di alberi abbattuti???? ma tu hai presente come era prima e come è adesso? Prima un bosco magnifico, con alberi secolari dove filtrava la luce, un sentiero bellissimo, un tappeto di foglie. Ora una strada a due corsie, il bosco sventrato..

      Come dice Ajax non tutte le strade sono demoniache, alcune si sono rivelate utili e tutto sommato integrate nell’ambiente..Ma c’è luogo e luogo. E questo non era il luogo in cui farle.

      La pastorizia è già morta. Non è facendo una strada per, forse, un’ultima famiglia rimasta (che magari manco fa il formaggio ma prende solo i contributi della collettività per vacche asciutte) che si crea sviluppo.

      Questa è mera speculazione, dei valligiani in primis (non tutti per fortuna), che non si meritano neanche un briciolo di turismo..

    • #868343

      tutti i commenti sono legittimi, per carità, ma bisogna sapere di che cosa stiamo parlando davvero, prima di fare affermazioni semplicistiche. soprattutto bisogna avere visto sul posto.

      Radagast, sei salito in macchina fino alle porte di Sea? hai fatto malissimo. C’è un divieto specifico di transito ai mezzi a motore non autorizzati che vale per tutti, e se l’hai ignorato ti sei comportato da perfetto italiano menefreghista. Il paesaggio è in continua evoluzione, questo è in parte vero, ma un milieu stabilizzato secolarmente si distrugge in pochi secondi con delle scelte scellerate. Su questo bisogna interrogarsi prima di apportare significative modifiche a un luogo.

    • #868344

      io ho il terrore che succeda la stessa cosa qui in valle 🙄

      tempo fa hanno fatto delle strade che portavano al nulla: adesso li’ ci sono solo rovi e terreno franoso

      l’ ambiente non ritornerà mai più come era prima

    • #868394

      Ecco il fiume di soldi. DISTRUGGERE LA MEA VALE 316.000 €!!

      http://www.servizipubblicaamministrazione.it/Siti/grscvll297/AlboPretorio/2015/2015-000118-1.PDF

    • #868395
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