Forums Gulliver Gulliver.it Gli scarponi di Boccalatte

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    • #837189

      Spesso su Gulliver si leggono, a proposito dei grandi del passato, come Boccalatte e Gervasutti, considerazioni storicamente non corrette come quella di Castel, che l’11/1/2015 ha salito la Vena di quarzo alla Sbarua: “Dopo averla osservata tante volte, oggi, all’uscita dalla via “Scuola Paolo Giordano”, l’abbiamo salita. Concordo con Ferra, è un pezzo di storia della Sbarua. Meglio non volare prima dello spit…tuttavia è giusto rimanga così, nel rispetto dei primi salitori di quel lontano 1929 (loro avevano solo gli scarponi!)”. Ora, senza nulla togliere alla grandezza di simili personaggi, è giusto ricordare che entrambi arrampicavano su roccia, spesso anche in montagna, con le pedule. Boccalatte, per esempio, le calza il 1 luglio 1932 per salire la Knubel al Grepon, salvo poi confessare: “…mettimo perciò le scarpette da roccia; sono nuove e quindi scivolose e ci fanno considerare in seguito come sarebbe stato meglio tenere i pesanti, ma sicuri scarponi chiodati.” (Piccole e grandi ore alpine, Milano, 1939, p16). Gervasutti le utilizza nel 1931 in Dolomiti: “Dopo la fortunosa campagna nel gruppo del Monte Bianco il desiderio di arrampicare su salde rocce a picco, sotto un sole che asciugasse il ricordo delle fredde tempeste dei quattromila, senza ingombro di sacco, di piccozza, di ramponi, con la leggera eleganza che dànno le pedule, non mi lasciò oziare per troppo tempo tra i verdi pascoli della Carnia” (Scalate nelle Alpi, Torino, Edizioni Il Verdone, 1945, p31), e nel Gruppo del Monte Bianco anche su una parete come la Nord delle Jorasses (ibid., p153). L’uso delle pedule da roccia, abbastanza comune negli anni ’30 anche nelle Occidentali, verrà abbandonato con l’avvento, dopo la fine della seconda guerra mondiale, della suola Vibram, utilizzabile sia su neve sia su roccia. In realtà a salire la Vena di quarzo in scarponi sono stati gli arrampicatori attivi tra gli anni ’50 e gli anni ’80, talvolta calzando scarponi di cuoio alti fino a metà polpaccio o scarponi in plastica come gli Ultra Light della Koflach!!!

    • #867854

      Scarponi a parte, secondo me va detto che fino al 1966 la “Vena di quarzo” non aveva alcuna protezione. Il “chiodo a pressione” sul passo chiave fu infisso, come mi ha raccontato l’amico Mellano, da Gian Piero Motti (!).

    • #867867

      Quote:

      In realtà a salire la Vena di quarzo in scarponi sono stati gli arrampicatori attivi tra gli anni ’50 e gli anni ’80, talvolta calzando scarponi di cuoio


      Min**ia sono così vecchio ?

      Alla fine, il tratto della vena di per se, con gli scarponi non cambiava moltissimo.

    • #867940

      Rispondo a tal “balestra”, che nemmeno conosco. Ti ringrazio per la segnalazione, andrò a ripassarmi la storia dell’alpinismo. Però lascia che ti dica una cosa; anziché scrivere un post sul forum, alle mie spalle, che vedo solo ora su segnalazione di un amico, forse avresti potuto mandarmi un messaggio privato. In tal caso ti avrei ringraziato, avrei corretto il mio commento sulla Vena di quarzo e fine della storia. Certo, però, capisco bene che scrivendo qui sul forum hai potuto mettere sulla pubblica piazza la tua somma sapienza. Detto questo, ti auguro tante buone salite. P.S. non è il caso tu perda altro tuo prezioso tempo a rispondermi o a motivare cose che non mi interessano, in quanto fortunatamente ho qualche migliaio di modi migliori per spendere il mio (di tempo) rispetto a seguire post come il tuo…

      Paolo

    • #867948

      Ammazza Castel che permaloso! :D ;) :D

      Balestra, al vecchio e sempre più rimpianto Rifugio Melano c’erano appese ai muri vecchie foto di climber d’antan in azione sullo Spigolo Bianciotto e sulla Vena in perfetta tenuta d’epoca, pant alla zuava e SCARPONI di cuoio ai piedi… ;)

    • #867950

      Caro Castel,

      a mio parere il buon Balestra (mio caro amico), da fine conoscitore della storia e delle vicende alpinistiche, ha voluto puntualizzare mettendo l’enfasi non tanto su un tuo presunto errore ma sul fatto che alpinisti d’antan non disdegnassero l’uso della pedula.

      Trovo sproporzionata la tua reazione, tanto più che nel suo scritto non vi è traccia di intenti accusatori ma di una considerazione a carattere generale che trae solamente spunto dalla tua relazione (ma potrebbe essere stata benissimo una mia o quella di qualcun’ altro).

      Ebbene, questa critica io la trovo costruttiva (come poco spesso accade) perchè invita comunque ad una ricerca e non dovrebbe essere messa sul personale o prenderla di petto come hai fatto tu…in ogni caso, ogni tanto, bisognerebbe anche accettare di essere messi in discussione senza voler avere a tutti i costi l’ultima parola.

      Tanti auguri di buone salite anche a te…almeno quanto quelle che ha fatto lui!

      Diego

    • #867951

      Nota di servizio: cercasi amico di Castel che risponda all’amico di Balestra. No perditempo… :? 😮 ;)

    • #867958

      Vi chiedo scusa se forse ho usato un tono un po’ secco o non appropriato, ma, come si sarà capito, mi ha dato parecchio fastidio il fatto che invece di farmi notare direttamente l’ imprecisione nel mio post sia stato aperto un argomento sul forum a mia insaputa, che avrei potuto benissimo nemmeno vedere. Per il resto, nulla voglio togliere alla precisazione storica di balestra, anche se, come dice andry, anche io ho in mente immagini d’antan di gente in scarponi sul Bianciotto, sulla Vena, sulla Gervasutti e sul Rivero. Buone salite a tutti…con o senza scarponi ;) p.s. ho corretto il commento sulla Vena, così possiamo dormire tutti sereni. Ciao

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