Forums Gulliver Gulliver.it Gite recensite dopo una settimana

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    • #836967

      CItazione:

      “Recensisco volutamente questa gita esattamente una settimana dopo la sua effettuazione, con l’augurio che questa piccola iniziativa possa essere presa di esempio e che in futuro possa

      servire in qualche modo a limitare il deleterio effetto “gregge” su questo genere di itinerari;

      sensibilizzare maggiormente ed invogliare gli utenti ad un approccio diverso alla montagna che non debba tradursi solamente nella cieca scelta di partire solamente perché la gita è stata fatta il giorno prima… senza prima porsi delle domande e/o dei dubbi su quelle che saranno effettivamente le condizioni.

      Qualcuno ha già aderito, non è un obbligo, penso che così facendo non si perderà comunque l’importantissima memoria storica e l’archivio documentale di queste incredibili ed utilissime piattaforme comuni e nello stesso tempo gli utenti (a distanza di una settimana) avranno modo di riflettere maggiormente, valutare, capire e scegliere anche autonomamente le effettive condizioni della montagna, senza seguire pedestremente la notizia del giorno prima.”

      ma una gita fatta una settimana prima che utilità può avere?

      Le montagne sono li da diversi anni.

    • #866489

      Infatti, stavo giusto pensando, che potrebbe aspettare la prossima vita, per inserire una relazione… almeno non ammorberebbe con i soliti orribili autoscatti… a no, direbbe selfie, per sentirsi giovane!

    • #866490

      io invece aderisco alla proposta:

      Volevo dirvi che circa 13 anni fa ho effettuato una splendida gita al Ghincia Pastour (si scrive cosi?..non ricordo, e’ passato tanto tempo :mrgreen: ) ed ho trovato la miglior farina della stagione.

      Volutamente ho aspettato un po’ a dirvelo perche’ volevo evitare di trovarmi poi una fila di spit e poi Stambecco doveva andarla a schiodare… ma non e’ servito, vi sono poi tornato in estate e indovinate? c’era un gregge che pascolava.. incredibile, l’effetto Gulliver non si puo’ proprio placare.

      ..pazienza, domani faro’ ancora una gita visto che di neve la scorsa settimana ce n’era ancora.. pero’ ve lo dico nel 2027!! 😆

    • #866491

      Davvero non ho compreso il senso di simile proposta 🙄

      Ma Gulliver non serviva ad avere informazioni soprattutto “a caldo” sulle condizioni degli itinerari? Tanto più se di scialpinismo o cascate di ghiaccio dove esse possono mutare in breve tempo!

      Mannaggia, a saperlo!….con tutte le volte che mia moglie sta a discutere con me sul fatto che appena arrivo a casa mi metto subito davanti al pc a scrivere su Gulliver!! 😈

    • #866492

      😆 😆 😆 Mi siete mancati.. tutto sommato leggere due cavolate e fare due risate non fa che bene :mrgreen:

      Per rimanere in tema… mi pare.. ma non ricordo bene… che forse una volta, un bel po’ di tempo fa.. forse sono arrivata al Pian del Re, in auto per fare merenda, era ai tempi che non chiedevano ancora soldi per il parcheggio. Alla fine il gregge è arrivato anche li e così il comune si è fatto furbo decretando “A PAGAMENTO” il parcheggio. Visto che sono braccine corte mi sono data alla falesia.. ma solo finchè qualche chiodatore non chiederà soldi per poter sfruttare gli spit e le soste e quando accadrà inizierò a lavorare a maglia 😮

      Comunque, recensire una settimana dopo non ha molto senso visto che in molti consideriamo l’archivio gulliver non “curriculum” ma una fonte di informazioni.

      Per essere pignola non è che ha inserito moltissime informazioni oltre ad aver detto che la gita l’ha fatta una settimana prima, la dedica a chi non c’è più tra noi ed il saluto agli altri incontrati sul percorso..

      Buon fine settimana giovani!! Mi raccomando qualunque cosa combinate recensitela dopo ferragosto!!

    • #866494

      “Effetto gregge”

      Siam tutte pecorelle smarrite alla ricerca disperata di un pastore

      Armeno un cane datece!

      Andonnamo ora che sapremo la retta via solo nasettimanapellaltra?

    • #866495

      alkurtz wrote:

      CItazione:

      “Recensisco volutamente questa gita esattamente una settimana dopo la sua effettuazione, con l’augurio che possa…..

      servire a limitare…………..

      sensibilizzare maggiormente ed invogliare………………

      …………. penso che così facendo ………………gli utenti (a distanza di una settimana) avranno modo di riflettere maggiormente, valutare, capire e scegliere anche autonomamente le effettive condizioni della montagna, senza seguire pedestremente la notizia del giorno prima.”

      Ma a scuola non ti hanno insegnato “comprensione del testo”?

      Si può essere d’accordo o meno, ma chiedersi che utilità possa avere quando è perfettamente spiegato… 🙄 🙄 🙄

    • #866500

      Per lo sci alpinismo la gita deve, a mio parere, essere inserita subito. È uno dei modi, non l’unico, di avere informazioni, soprattutto per noi liguri tanto lontani e sempre pronti a fare levatacce pur di passare un bella giornata in ambiente montano. Questo non vale per mountain-bike e bici da strada dove Gulliver ha il solo ruolo di fornire uno spunto.

    • #866501

      Ma tra tutti voi sapientoni……….c’ è qualcuno che ha capito che questa proposta (alla quale, ovviissimamente, si è liberi di aderire oppure no!) si riferisce SOLO allo sci ripido?!?

    • #866502

      proposta veramente senza senso.

    • #866503

      Beh, vedi, se io volessi esprimere solo il mio pensiero direi “SECONDO ME questa proposta non ha senso”,

      e non “proposta VERAMENTE senza senso” ! Non so se cogli la differenza!

      Ovviamente non devi chiedere un bel niente a nessuno, tanto meno a me.

      Sai qual è il punto? Su questo forum voi climbers o presunti tali ve le suonate e cantate su un sacco di (secondo me!) minkiate tipo spit, trad, ecc., pagine e pagine di fuffa, e appena qualcuno “non del giro” osa esprimere un parere discordante viene spernacchiato. Allora, lo sci ripido, di cui non sapete una minkia, lasciatelo perdere, grazie…………

    • #866504

      powderdavide wrote:

      Ma tra tutti voi sapientoni……….c’ è qualcuno che ha capito che questa proposta (alla quale, ovviissimamente, si è liberi di aderire oppure no!) si riferisce SOLO allo sci ripido?!?

      Credo si sia capito……………….. ma non è questo il punto!!

      Sulla base di quanto proposto (ripeto, proposto) verrebbe meno l’utilità e quindi il senso di dover aggiungere alla descrizione di un itinerario di sci ripido, già presente come archivio o cmq di nuovo inserimento, la gita effettuata nel giorno X e nella quale si sono incontrate particolari condizioni. A meno di non usare questo strumento come sfoggio del proprio curriculum o per dire se si è andati col cane Fuffi o con l’allegra brigata della bocciofila.

      Dal momento che Gulliver dà la possibilità di inserire le condizioni incontrate nei vari itinerari, a caldo, non c’è motivo di descriverle a distanza di più giorni quando queste possono mutare repentinamente come nel caso dello sci ripido ma come anche dello scialpinismo, delle cascate di ghiaccio o di particolari vie alpinistiche.

      Se poi vogliamo discutere sul fatto che tanti non sanno valutare le condizioni degli itinerari, quindi fare scelte autonome e si affidano ciecamente alla descrizione di un perfetto sconosciuto per effettuare una gita, questo è un altro paio di maniche.

      Sia chiaro, questa è la mia modestissima opinione!! Che se no poi qualcuno magari se la prende………………..

    • #866505

      lupo solitario wrote:

      Credo si sia capito……………….. ma non è questo il punto!!

      Sulla base di quanto proposto (ripeto, proposto) verrebbe meno l’utilità e quindi il senso di dover aggiungere alla descrizione di un itinerario di sci ripido, già presente come archivio o cmq di nuovo inserimento, la gita effettuata nel giorno X e nella quale si sono incontrate particolari condizioni. A meno di non usare questo strumento come sfoggio del proprio curriculum o per dire se si è andati col cane Fuffi o con l’allegra brigata della bocciofila.

      Dal momento che Gulliver dà la possibilità di inserire le condizioni incontrate nei vari itinerari, a caldo, non c’è motivo di descriverle a distanza di più giorni quando queste possono mutare repentinamente come nel caso dello sci ripido ma come anche dello scialpinismo, delle cascate di ghiaccio o di particolari vie alpinistiche.

      Se poi vogliamo discutere sul fatto che tanti non sanno valutare le condizioni degli itinerari, quindi fare scelte autonome e si affidano ciecamente alla descrizione di un perfetto sconosciuto per effettuare una gita, questo è un altro paio di maniche.

      Sia chiaro, questa è la mia modestissima opinione!! Che se no poi qualcuno magari se la prende………………..

      …lo spazio delle relazioni (soprattutto scialpinisitche) nasce per dare informazioni sulle condizioni delle salite.

      Informazione utili per altre persone.

      In teoria dovrebbe servire a questo…. poi tutti sanno che la deriva presa da questo spazio si trasforma spesso in altro.

      L’iniziativa (magari volutamente provocatoria) forse nasce sull’onda emotiva dei recenti incidenti (ma io spero di no senno’ sarebbe ancora piu’ assurda la cosa)… ma alla fine svela il motivo per il quale molti scrivono le relazioni. Per autocelebrazione. Per far sapere a tutti dove si e’ stati e da dove si e’ saliti e scesi.

      Personalmente (sottolineo “personalmente” senno’ powerdavide che tutto sa di me si inalbera come una iena isterica) avrei capito maggiormanete un intervento che spiegava la scelta di NON scrivere piu’ relazioni per i motivi che si aveva voglia di addurre, ma decidere di scriverla una settimana dopo, a mio avviso, significa solo non saper rinunciare al richiamo dell’autocelebrazione. Perche’ una relazione postuma di una settimana non serve ad altro.

    • #866506

      per lo spirito di gulliver é un peccato..

      ma del resto tutte le cose belle, prima o poi, cambiano o finiscono per far spazio ad altre.

      praticamente relaziono solo per rendere note le condizioni, penso si capisca anche dal tipo di descrizioni e di foto.

      ritengo utile sapere in che condizioni é un canale, più di sapere in che condizioni era una settimana prima..

      é vero, quando arriva il periodo da Lourousa ad esempio, i pretendenti iniziano a drizzare le antenne, e se qualcuno lo relaziona partono le ripetizioni a raffica.. i buoni si godono la dritta, i meno buoni trovano il coraggio.

      il fatto é che troppe persone affrontano un canale solo se é relazionato, non hanno la testa, o forse la capacità, di ‘andare a vedere’.. cosa che per me costituisce il sale dello scialpinismo.

      cosa dobbiamo fare, usare gulliver come facebook, e quindi snaturarlo, per non far mettere nei casini qualcuno che prima o poi ci si metterebbe comunque?

      di certo il fatto che in un canale ci sia gente é un enorme pericolo, e se qualcuno se ne sta a casa, siamo tutti più al sicuro.. che discorso da local talebano, ma nella pratica ha senso.

      non sono ben informato sui fatti, ma pare che nel Lourousa i due ragazzi siano stati investiti da una cornice-lastrone staccata da dei francesi che uscivano al colletto: se erano da soli, magari uscivano senza problemi.

      e il fatto che intorno a loro ci fosse tutta quella gente, forse in parte era dovuto al tam tam di gulliver.

      ma perché così tanti partono quando leggono una relazione?!

      dov’erano prima?

      lo sci ripido é sottovalutato, vedo in giro gente che non scia abbastanza bene per affrontare le discese che affronta.. e comunque si infila nei canali, e a qualche modo scende, derapando per chilometri, duri come tronchi.. magari scrivendo nella relazione: saliti senza ramponi (…) e chi vorrebbe averli sulla testa?!

      se tardare a relazionare vuole tenere lontane queste persone dai canali, relazioniamo pure una settimana dopo (a questo punto non relazioniamo.. e andiamo a parlarne al bar).

      se no chiediamo a gulliver di farci un forum privée, dove ci bisbigliamo le condizioni dal 5.1 in su, ma chi decide chi può partecipare?

      giolitti?

      speravo che questo spirito che anima il forum, che con l’outdoor c’entra davvero poco, restasse appunto nel forum, e non toccasse le relazioni delle gite, il vero gulliver.

      fare ripido é pericoloso, ce ne siamo accorti solo ora?

      perdonatemi, ma relazionare dopo una settimana un 4.2 E1 spelacchiato con una tale enfasi non credo darà un notevole contributo alla prevenzione dei rischi in montagna.

      magari é stato fatto in buona fede, o sull’onda delle emozioni, ma sembra più voler dare lezioni di comportamento a chi ancora si sbatte a dare info utili in tempo: più volte me ne sono servito, per partire o per rinunciare, e mi sembra bello farlo per gli altri.

      invece di boicottare questo lato buono di gulliver, si dovrebbe filtrare maggiormente la pertinenza degli interventi sul forum.

      lasciamo stare le relazioni, specie se complete, approfondite e puntuali..

      il lavoro andrebbe fatto sulle teste di chi le legge.

      viva gulliver, viva e grazie alla gente che viaggia in montagna e relaziona.

    • #866508

      trevor wrote:

      per lo spirito di gulliver é un peccato..

      ma del resto tutte le cose belle, prima o poi, cambiano o finiscono per far spazio ad altre.

      praticamente relaziono solo per rendere note le condizioni, penso si capisca anche dal tipo di descrizioni e di foto.

      …..

      lasciamo stare le relazioni, specie se complete, approfondite e puntuali..

      il lavoro andrebbe fatto sulle teste di chi le legge.

      viva gulliver, viva e grazie alla gente che viaggia in montagna e relaziona.

      Finalmente una obiezione sensata e pertinente, con cui si può essere del tutto o in parte d’ accordo………..chissà come mai scritta da una persona che il ripido lo fa, eccome!

      Il punto è proprio “lo sci ripido è sottovalutato” oppure “c’ è gente che fa sci ripido che si sopravvaluta”, il risultato non cambia!

    • #866509

      A parte il tono ironico di alcuni commenti tra i quali anche il mio, sabato durante una gita parlavo con un caro amico di questa proposta del inserire le gite una settimana dopo, e continuo a non considerarla saggia.

      A proposito dei climber che non capiscono una pippa di scialp, modestamente dico si è vero, non ho mai messo gli sci ai piedi. Anche se non scrivo dove vado e cosa faccio tutto sommato qualcosina di molto umile e limitato l’ho fatto, anche su neve, certo mi riferisco a cose leggere.

      Personalmente considero assai utile sapere le condizioni del manto nevoso se possibile a ieri e non 10 giorni fa (tutti ben consapevoli che durante la notte le condizioni possono essere capovolte), ancora di più se non si tratta della ciaspolata domenicale al nonsoquale rifugio per mangiare polenta.

      Concludo con i dei sinceri complimenti al ragazzo per la sua prima discesa.

    • #866510

      la domanda è

      ma cosa gliene frega alla gente di come gli altri scelgono le gite?

      voglio fare una salita non relazionata, vado a farla

      voglio fare una gita tranquilla, ne scelgo una relazionata.

      uno sceglie l’ingaggio che preferisce.

      poi, mediamente il 90% delle foto e il 70% delle relazioni sono perfettamentei inutili quando non imprecise o addirittura sbagliate e molto soggettive.

    • #866511

      per scrivere dopo una settimana va benissimo non scrivere, cosi si evita l’effetto gregge!

      per lo sci ripido sarebbe buona cosa andare prima a vedere se uno avesse tanto tempo a disposizione…………… o saper rinunciare.

      quella relazionata da marco conti che ritiene ripidissssimo un pendio di 30 35°………… senza essere dei campioni e buone condizioni la ritengo una discesa divertente e non di più. probabile prima discesa 😆 😆 😆 😆 😆

    • #866514

      trevor wrote:

      per lo spirito di gulliver é un peccato..

      ma del resto tutte le cose belle, prima o poi, cambiano o finiscono per far spazio ad altre.

      praticamente relaziono solo per rendere note le condizioni, penso si capisca anche dal tipo di descrizioni e di foto.

      ……

      lasciamo stare le relazioni, specie se complete, approfondite e puntuali..

      il lavoro andrebbe fatto sulle teste di chi le legge.

      viva gulliver, viva e grazie alla gente che viaggia in montagna e relaziona.

      Q8 appieno, per quel che può valere…

      Di fatto credo che nulla, o quasi, faccia male se usato con…moderazione.

      C’è che spesso si ha poco tempo, e perderlo per andare “solo a vedere” non a tutti garba, pur essendo la cosa più sensata nello “sci ripido” dove una semplice variazione può cambiare la discesa da divertente a…disgrazia, e questa variazione può avvenire anche in una sola notte.

      Quindi è si basilare relazionare a modo le condizioni trovate, ma chi legge deve saper…leggere tra le righe, e trarne le corrette valutazioni a fronte di altre info reperibili: meteo…bollettino valanghe…ecc..

      Purtroppo l’effetto gregge è una delle conseguenze che credo però non sia eliminabile solo relazionando dopo 1 settimana, alcune discese sono nel cassetto dei sogni di molti…che non sanno dirsi di NO, che non sanno rinunciare, purtroppo…

      Penso che “l’uscita” di Conti sia davvero una provocazione, di cui però mi sfugge il senso.

      E penso anche che non ci sia una grande differenza tra il ripido e l’arrampicata dove il fare è più importante del come lo si fa, questo riferito ai gran derapage che si vedono nei canali o quant’altro… Augh…!

    • #866515

      giustissime le osservazioni di trevor e di berni

      è molto importante confrontarci, istruirci, esprimere buone idee, su tutto quanto tocca il mondo della montagna, che ci coinvolge così tanto

      soprattutto per ciò che riguarda la sicurezza, e che può fare davvero la differenza…

      non mi garba invece sentir parlare di effetto gregge

      in montagna certe volte è bello essere soli, altre volte, è bello essere in tanti, o comunque essere sicuri che qualcuno c’è di sicuro su quello o questo percorso

      ovviamente sempre nel rispetto e grati per questa grande opportunità che abbiamo avuto la fortuna di poter apprezzare

    • #866516

      annagarelli wrote:

      giustissime le osservazioni di trevor e di berni

      è molto importante confrontarci, istruirci, esprimere buone idee, su tutto quanto tocca il mondo della montagna, che ci coinvolge così tanto

      soprattutto per ciò che riguarda la sicurezza, e che può fare davvero la differenza…

      non mi garba invece sentir parlare di effetto gregge

      in montagna certe è bello essere soli, altre volte, è bello essere in tanti

      ovviamente sempre nel rispetto e grati per questa grande opportunità che abbiamo avuto la fortuna di poter apprezzare

      Hai ragione anche tu Anna, forse “effetto gregge” non è bello…in una “normale gita di scialpinismo scevra da pericoli. Ma in un canale, anche non per forza ripido, si rischia di passare dal gregge direttamente “all’effetto Bowling”…magari facendo strike!

      Io preferisco non avere gente sopra o sotto, se ce l’ho sotto…attendo, se sopra…torno a casa, sicuro di tornarci, soprattutto…

      Alè, buone gite!

    • #866517

      Già, non è affatto divertente trovarsi su un pendio a 45° con qualcuno sulla verticale della tua zucca che imposta le curve a spazzaneve………😮

    • #866518

      aproposito di derapash…..( annaaaaaaaa! , come si scrive?).

      qualche anno fa mi ero cimentato a fare cose un po più difficili: mi è successo una volta di trovare ne 2 dita il compianto …….. salito con la tavola e quello che consideravo il guro dello sci ripido su lafiocavenmola, ma questo l’ho scoperto poi il giorno dopo sul sito. vestito tutto a puntino ed armato fino ai denti dell’attrezzzatura clu che io al confrronto ero uno straccione.

      in salita andava come un treno, ma lui aveva i ramponi mentre io non avevo voglia di metterli ed a un certo punto me ne sono un po pentito. per la discesa è partito prima lui, pero il cielo era coperto e non lasciava intuire bene le pendenze, la neve era proprio dura,……….. ha lasciato passare me.

      sono arrivato al fondo che il webmaster era ancora a meta che derapava.

      l’anno dopo ho letto una volta che il tipo era andato a fare il lorusa. io non me l’ero mai nemmeno sognato, però,…………. se c’è andato quello lì ci vado anch’io!

      mi è ancora capitato una volta di incontrarlo scendendo noi dalla ghigliè, LORO DAL BROCAN! noi poveracci stavamo superando una strettoia in drai tuling con gli sci che i tipi si sono infilati senza farsi troppi problemi quasi passandoci sulle code ed infilando qualche sasso, erano impazienti con noi quattro sfigati che a metterci qualche secondo in più cercavamo di risparmiare un po le solette.

      Banfoni che se li vedi quando scendono fanno un po cagare, ma a leggere quanto scrivono……………..

    • #866521

      … ci sono parecchie questioni sconcertanti in questo thread.

      Tanto per cominciare il non-senso della proposta iniziale che diventa ancora piu’ assurdo se penso che e’ scaturito dall’onda emotiva dopo le vicende del Lourousa.

      Non mi pare che si possano etichettare come facenti parte di un “gregge” le persone coinvolte… come fossero dei caprini che si muovono in base a quello che leggono sulle relazioni di Gulliver. Un po’ piu’ di rispetto per i coinvolti che proprio inesperti non erano. Andate a leggervi le salite e discese effettuate da queste persone e poi valutate.

      A me pare che l’effetto gregge (se cosi’ vogliamo continuare a definirlo) si verifichi in altre salite e in altre condizioni.

      …. per poi leggere quelle simpatiche relazioni che recitano “bella gita, bella farina ma troppa gente!”……Troppa gente? Ma tu che scrivi dove eri? Anche tu li’ no? e gli altri dovrebbero sparire per far piacere a te?

      Inoltre mi pare ( a quanto leggo) che il popolo dello sci ripido desideri ardentemente eleggersi a gruppo “scelto”…..ad eccellenza assoluta da non mescolarsi con i semplici scialpinisti da pendii morbidi.

      Della serie “guardare e non toccare”.

      Allora mi domando e chiedo….. se i canali o i pendii che questa tipologia di bipede sciatore vuole scendere in presenza di gente dello stesso rango

      devono essere lasciati stare dagli impuri, perche’ diamine si scrivono le relazioni?

      E si torna sempre allo stesso punto. Per autocelebrazione, per far leggere a tutti quanto si e’ bravi.

      Senno’ fatevi un sito dove per leggere le relazioni di certe discese sia necessario presentare curriculum e fare un esame di sci ripido.

    • #866522

      la proposta iniziale è venuta in testa finora al solomarco conti e credo proprio che chi fa le discese e le relazioni continuera su questa strada.

      io ho fatto qualcosa per qualche anno, mai cose estreme ed ho sempre sfruttato le relazioni. non ne ho mai fatta una perché mi sarei sentito responsabile per dare dei giudizi sulle condizioni di sicurezza della neve, le poche cose che ho fatto sempre da solo perché non avrei mai voluto che succedesse qualcosa a qualcuno che avessi coinvolto in queste avventure, anche per questo non ho mai fatto relazioni.

      qualcuno scriveva a proposito della disgrazia sull’everest che chi fa gli ottomila è un triste, forse anche chi fa sci ripido è un triste. mi è successo una volta, in uno dei miei porimi canali che ho fatto: il tablasses, è filato tutto a meraviglia, quasi non mi sono accorto della pendenza, quando sono arrivato al fondo non mi sono nemmeno voltato a guardarlo, era la prima volta che facevo qualche curva a 45, eppure non mi ha dato quella soddisfazione che mi sarei aspettato.

      scendendo poi a piedi per il valasco vedevo tutta questa gente li a divertirsi, prendere il sole, godersi la bella giornata. un po li ho invidiati!

      altra cosa che ritengo da evitare nel modo più assoluto trovare giustificazioni a quanto accaduto sul lorusa come in qualsiasi altra disgrazia. per sentito dire o per quanto si legge sui giornali: per chiunque sia il responsabile ci sono già abbastanza guai cosi perché se ne aggiungano ancora altri per le chiacchiere della gente!

    • #866523

      Buone riflessioni a tutti..

      le provocazioni non vengono sempre per nuocere..

      ringrazio comunque tutti, chi mi conosce e chi non mi conosce…siamo in un paese quasi democratico dove c’è la liberta di pensiero e non sempre quella di agire…

      Chi avrà voglia di leggere le svariate risposte pervenute potrà capire o approfondire meglio la questione e fare poi le sue considerazioni finali…oppure semplicemente tacere, riflettendo in silenzio sulle idiozie dette o pensate in maniera sicuramente un pò superficiale…

      Qualcosa di anomalo nell’aria c’è, e se magari tutti insieme si possono evitare delle stragi annunciate ben venga, quasi come un mantra ciclico, la montagna sembra ricordarcelo…2008, se ne vanno 4 dei migliori ripidisti italiani..ma la tragedia, pur pesantissima…sembra una morte annunciata, un’imprudenza enorme, un errore madornale che tutti sommessamente riconoscono e tacciono per rispetto verso tutti e forse, tutti d’accordo, per la prima volta, si smette un pochino almeno con i video scanzonati che imperversavano da tempo sui siti…poi passano gli anni e come accade per tutte le cose brutte e tragiche si cerca di rimuovere dalla memoria…2010 oltre 20 persone sul Lourousa..farina a go go tutti bravi anche sui 50°..sciare nella farina è una cazzata (così sembra per tutti)..Ma il ripido di un tempo i bravi non lo facevano solo sul beton??..2011, se non sbaglio, ma cambia poco, 15 travolti sul Due Dita…perché? perchè una traccia, una bella traccia di due scialpinisti devia dal Mozzo verso il Due Dita, c’è un po’ di farina, anche bella ai piedi del canale…ma nessuno sembra più ricordarsi che son due giorni che tira bufera e nevischia…un bacino rotto e qualche gamba…poteva essere una strage; due domeniche fa, 7 persone alle 11 del mattino sono ancora sotto il Villata per arrivare fino al pensile imballato di un metro di farina e poi fare dietrofront perché troppo pericoloso (alle 11 di mattina???)…vicino a me, mentre traccio in completa solitudine a 200 metri dai Campanili, 15 persone passano dai Tournè per salire più in fretta in cima al Mozzo….due giorni dopo il Lourousa s’arrabbia (Mario aveva dato il suo report…)…erano “solo “in 8…ma potevano essere di nuovo in 15/20 se non fosse che la strada era ancora bloccata da svariate slavine…poi Mario, il grandissimo Mario…ma lui non centra, lui fa parte di quei grandi, dei visionari, sempre un po’ sul filo….

      Tutto questo non ti pare un tantino fuori dal normale?…

      Gulliver e tutti i blog simili non muovono già abbastanza le masse con lo scialpinismo classico?

      Con questa mia, non voglio trarre conclusioni e neppure verità assolute, ma semplicemente riportare ai toni giusti chi magari senza volerlo ne era un pochino uscito, anche nel rispetto magari di chi in una settimana ha perso tre compagni di gita ed è andato al funerale di tre amici carissimi

      grazie a tutti

      marco c.

      Ciao Marco, rispetto molto le opinioni di grandi alpinisti come te, che da anni frequentano la montagna ad alti livelli (nel tuo caso alti a dir poco). Posso capire il tuo punto di vista ed ancor di più lo scopo della tua proposta, ma secondo me non ha senso perché non servirà a ridurre incidenti o sensibilizzare chi in montagna ci va solo per gloria, competizione o frustrazione personale repressa. Io sono solo uno normale sciatore, ma per quanto può valere ti spiego qual’è la mia opinione a riguardo. Io, come tanti altri che ora lo rinnegano schifati, sono un po’ figlio di Gulliver e robe simili, se mi sono avvicinato a certi itinerari è grazie alle recensioni di Walter, Singer, Taricco etc.. Per questo ho iniziato a recensire alcune gite, preferibilmente nuove linee: per “rendere il favore”. Il mio principio è quello di dare info immediate sulle condizioni di certi settori o linee (nuove o poco frequentate) di modo che altri possano usufruirne, magari nell’unico giorno libero che hanno a fine settimana, tra un’impegno e l’altro. Ognuno poi deve essere in grado di capire cosa può andare a fare e quando. Ritardare la recensione non ha senso, anzi è pericoloso, piuttosto la si omette. L’ho fatto spesso, anche per linee “di prestigio” quando lo ritenevo inutile (tempo instabile e condizioni mutate) o preferivo informare una persona specifica che ci teneva all’itinerario. Del resto non sono medaglie da collezionare o mostrare. L’effetto gregge è creato, secondo me, dalla moda del “ripido”. Ecco bisognerebbe cominciare da lì. Lo sci ripido non esiste, è un termine auto-celebrativo, per me si tratta solo di sci-alpinismo: unione di alpinismo e sci, punto. Già eliminando questa distinzione chi va in certi posti solo per il gusto di caricare una gita “ripida” non avrebbe più ragione di vanto. Una struttura tipo skitour per esempio è ottimale a mio avviso. Dico questo nonostante nelle serate di videoproiezioni fatte da Massimo ci abbiano appioppato il nome di “Amici del ripido”, nome simpatico, ma che in fondo mi piace poco. Del resto, anche le videoproiezioni, le foto su fb, etc.. sono in un certo senso pericolose. Perché spingono a provare e poi a scoprire che in fondo, risalire e scendere (non sciare, scendere) su pendenze sostenute, specie su nevi farinose, è relativamente facile fino ad un certo grado. Per vari motivi mi sono già auto-censurato qua sopra per evitare rumori inutili e strane dinamiche, ma non ho voglia di farlo su un sito di informazione rapida e specifica come dovrebbe essere gulliver. C’è stata una successione di incidenti notevole in pochi giorni, in ultimo Ilario sullo Charbonnel. Ma, oggettivamente, non sono relazionate con la “moda del ripido”, non hanno colpito sprovveduti alle prime armi pompati dal bisogno di gloria. Sono disgrazie, in cui possiamo cadere tutti in qualsiasi gita; se uno va in montagna con la passione, se ha questa “dipendenza” lo sa, cerca di evitarlo in ogni modo, ma in fondo lo accetta. Grazie comunque per avermi informato di questa iniziativa, spero che il mio parere, seppur discordante, possa essere utile.

      Ciao, buone gite anche a te. Sperando di beccarci qualche volta su per i monti.

      io sono abbastanza nuovo di gulliver, per quanto riguarda la condivisione delle gite, l’ho sempre usato per curiosare sulle gite possibili e principalmente per leggere relazioni, espandere la mia conoscenza e pormi obiettivi futuri. Quando scelgo una gita (come avrai notato dalle mie scelte) non lo faccio in funzione di chi l’ha fatta poco prima, e mi infastidisce parecchio l’effetto gregge (quest’anno sulle cascate si è sentito parecchio) ma non ti nascondo che un riferimento sulle condizioni può essere utile, credo che gulliver sia nato per questo e non tutti magari hanno la fortuna di essere super informati da amici o avere il tempo per farlo. Per quanto riguarda l’esposizione al pericolo concordo che gulliver possa portare tante persone inesperte a cimentarsi in avventure fuori dalla loro valutazione e in molti casi fuori dalla loro portata, ma penso che probabilmente queste persone si metterebbero in pericolo anche se non esistesse gulliver. Detto questo apprezzo molto la tua iniziativa, cercherò di dare indicazioni precise ed essere prudente nelle valutazioni!!

      Grazie del contatto.

      Ogni iniziativa mirata alla sicurezza in montagna è per me ben gradita.

      Da adesso seguirò il tuo suggerimento.

      Anche se non conoscevo Mario Monaco, la sua morte mi ha segnato. Lo so che poi il tempo e la forza della passione per la montagna lenisce il dolore, spero però che non mi faccia mai dimenticare di tenere sempre alta l’attezione.

      Tisaluto cordialmente.

      Ciao Marco,

      sei per caso l’ amico di Lucci Peirano??

      In effetti mi era parso strano che nelle ultime settimane si vedessero poche recensioni di ripido…in effetti condivido che l’ effetto “gregge” sia assolutamente pericoloso e da evitare in una disciplina già di per se molto rischiosa come il ripido. Mi unisco all’iniziativa posticipando le recensioni delle mie prossime uscite di ripido.

      Speriamo di incontrarci in qualche canale!

      Ciao Marco,

      mi ha accennato Chiara proprio ieri di questa cosa.

      La finalità di queste iniziative è sicuramente molto nobile, quindi ben vengano, ma in generale credo sia abbastanza fuori tema rispetto ai due ultimi incidenti per i quali immagino che l’ “effetto gregge” non abbia in alcun modo avuto influenze.

      Inoltre, sai sicuramente meglio di me che gli incidenti da valanga avvengono prevalentemente fuori dal ripido, quindi a rigor di logica questa iniziativa dovrebbe essere estesa anche allo scialpinismo classico, ciaspolari (e magari anche all’alpinismo) … ma Gulliver perderebbe quella che forse è la sua utilità principale, cioè dare informazioni sulle condizioni di una certa zona.

      Se invece vogliamo parlare di “effetto emulazione” o “effetto ego”, temo che l’unica soluzione sarebbe quella di smettere in toto di scrivere su Gulliver, FB, … ma non credo sia realizzabile (e forse non sarebbe neanche così corretto, ma non voglio allargare troppo la discussione).

      Spero comunque che questa iniziativa possa essere un modo per far riflettere chi scrive (e parlo anche di me medesimo) su Gulliver o gli altri social network. Magari si continueranno a caricare le gite appena rientrati a casa, ma magari si farà più attenzione a cosa si scrive (ma leggendo ora qualche relazione recente (non faccio nomi), non sono molto ottimista …).

      Per concludere, nonostante non sono molto ottimista sull’utilità, aderisco!

      Ma la stagione volge al termine, l’anno prossimo ce ne ricorderemo di queste o altre iniziative?

      grazie per il messaggio e buone gite anche a te

      Caro Marco,

      Più ci penso e più sono scettico. Se le persone non vanno a fare le gite quando chi le ha ripetute scrive che sono in condizioni quando dovrebbero andarci? E se i siti internet non servono a questo allora a cosa servono? E se non ci fossero i siti internet chi non ha esperienza rischierebbe di più o di meno? Chissà quanti hanno evitato di restare coinvolti in degli incidenti grazie al fatto di essersi convinti a seguire le tracce di qualcun’ altro, anziché dar seguito alla propria ispirazione. L’ effetto gregge è la conseguenza di avere informazioni recenti e quindi attendibili. Temo che non esista una soluzione al problema della sicurezza in montagna semplicemente perché il rischio è intrinseco all’ alpinismo e mi pare sostanzialmente un’ illusione quella di pensare che, attraverso una condotta accorta, si possa evitarlo.

      Ciao.

      Ciao Marco, ci ho pensato e non mi trovo d’accordo per una serie di motivi che elenco. 1) Per gente che va in giro senza considerare troppo le cundi, e’ meglio avere qualche info che zero info. Avere o meno informazioni non cambia l’approccio di taluni nello scegliere le gite. 2) Siti come gulliver sono stati creati per capire quali sono le condizioni di una determinata gita o di una determinata zona. E’ questa la sua vera utilita’ e te lo dice uno che quest’anno a vissuto a 200 km di distanza e che poteva basarsi solo sulle info trovate in rete perche’ non ero li’ ad annusare l’aria. 3) Riprende il punto 2, snaturare gulliver rendendolo un archivio, ne farebbe perdere il senso. Inoltre l’archivio ha senso per le gite nuove, per le varie ripetizioni non ha alcun senso se nonquello di avere un archivio personale online o quello di far sapere a tutti che ho fatto quella determinata gita. Quello che secondo me non bisogna fare e gasarsi sia su gulliver che sui social network per aver fatto una determinata discesa. Questo si che e’ pericoloso, perche’ il rendere figo uno sport oggettivamante pericoloso, pone tante persone nella condizione di essere invogliati a praticarlo senza magari avere la preparazione adeguata. Sai qual’e’ secondo me il punto vero, che internet da visibilita’. Quindi io stesso scrivo le gite di ripido con la stessa mentalita’ con cui scrivo una gita normale, ma in effetti un po’ piu’ figo mi sento. La cosa migliore sarebbe non scrivere niente su gulliver e niente altrove. Questo limiterebbe veramente l’accesso a tanti di informazioni potenzialmente pericolose. Alla fine tra tutti gli sport di cui si puo’ scrivere sui siti di montagna, forse lo sci ripido e’ quello che espone a piu’ pericoli oggettivi e soggettivi, quindi anche il piu’ pericoloso. Forse e’ per questo che non andrebbe pubblicizzato troppo. Se poi aggiungi il fatto che qualcuno descrive le gite con cose tipo “super powder” o “curvoni”, il rischio di trovare chiunque su questi itinerari e’ veramente alto.

      Ciao, Marco.

      Non mi disturbi affatto, anzi ti ringrazio per avermi interpellato e per avermi inserito nella comunità dei “ripidisti”, io non credo di meritare una simile considerazione, anche se scio da più di 40 anni e le mie discese “toste” le ho fatte, molto tempo prima di scrivere su gulliver.

      Per quanto mi riguarda sono d’ accordo con la vostra iniziativa. Sono rimasto, come tutti, molto colpito da quanto accaduto e mi sono fatto parecchie domande in proposito…….senza contare che quel giorno al Lourousa dovevo esserci anch’ io con il mio amico Beppe…….e poi non siamo andati perché la strada non era ancora sicuro che fosse aperta fino alle Terme! Siamo stati fortunati, credo!

      Sicuramente l’ “effetto gregge” nello sci ripido è quanto di più deleterio ci possa essere, soprattutto se ti capita, come mi è capitato, di vedere gente volteggiare in equilibrio a dir poco precario esattamente sulla verticale della tua testa!

      Faccio solo un’ ulteriore proposta, e cioè quella di inserire la gita SOLO se le condizioni trovate non sono state buone, e segnalarlo bene, in modo da dissuadere eventuali ripetitori.

      Ovviamente, come avrai visto, si sono immediatamente materializzati sul forum i commenti idioti dei soliti noti…….pazienza, lo sci ripido è una cosa maledettamente seria per dar retta alle scemenze!

      Per quanto mi riguarda, domani tentiamo la sud-est del Rocciamelone, lo scorso anno abbiamo mancato la cima per 50 metri……….speriamo bene!

      Un caro saluto, e buone gite.

      Buonasera Marco.

      La tua proposta ha nobili intenti.

      Vado in montagna da più di 40 anni, scalo non ricordo bene da quanto tempo ma ho iniziato da piccolo.

      Non mi ritengo uno sportivo anche se sono cresciuto nella competizione sportiva e non considero l’alpinismo la parte più importante della mia vita.

      Lavoro con l’iPad tutto il giorno: sono reperibile tutti i giorni a tutte le ore.

      La mia vita e quella della mia famiglia è scandita, anche dallo squillo incessante del telefono, degli avvisi di chiamata e dalle liti furiose al telefono con l’avversario di turno ma è quello che ho scelto per me e per i miei figli e mia moglie.

      Non sono iscritto a nessun social network: dovrei esserlo su quelli professionali ma sono troppo stressato per iscriversi: in sintesi, il classico uomo che al tavolo del ristorante risponde alla mail di lavoro l’unica sera dell’ anno che porta fuori la moglie!

      Non sono d’accordo con la tua proposta, ma trovo molto interessante provare a rispondere ai quesiti anche di ordine morale che tu sollevi, che hanno a che fare anche con la responsabilità.

      Come penso sia chiaro dalla presentazione che ti ho fatto di me stesso, vivo il mio tempo in modo molto libero e consapevole.

      Il mondo mi va bene così com’è: cerco di accettare di buon grado i limiti, colgo le opportunità.

      Il mio lavoro ha a che fare anche con la rappresentazione del lavoro degli alri e quindi con la comunicazione.

      Ogni persona ha degli obbiettivi che persegue usando gli strumenti che ritiene più opportuni.

      Daniele si è presentato a me attraverso il servizio mail di Gulliver: io e te ci parliamo tramite lo stesso servizio.La sua aspirazione più profonda era quella di diventare molto forte: credo che lui sarebbe cresciuto attraverso l’alpinismo, come è successo a molti di noi, me compreso.

      In ciò, e non rispetto alla attività specifica, il legame che si è instaurato tra me e questo ragazzo e’ stato particolarmente profondo ma non scivolerò su questioni molto personali che tratterò invece con la madre di Dani direttamente.

      Iniziai a scrivere su a gulliver dopo averlo consultato per diversi anni.Alberto provò a coinvolgermi nella catalogazione delle cascate e delle salite ma io sono pigro: semplicemente iniziai a scrivere perché mi sentivo uno scroccone.Tecnicamente ritengo che lo sviluppo della comunicazione abbia migliorato i sistemi sociali.

      Anche l’alpinismo, nella mia esperienza, è reso molto più sicuro che in passato dall’utilizzo estensivo della comunicazione informatica.

      Pensa ai bollettini, ai meteo e agli stessi post, oltre che alla infinita mole di comunicazione disponibile.

      Partendo dal presupposto che nessuno compra il quotidiano di ieri, credo anche che i post contengano informazioni e valutazioni strettamente correlate al fattore temporale, che in montagna viene sinteticamente identificato con il termine di ” condizione”.Posticipare l’uscita della salita o della sciata non porta che ad essere inattendibili e non più utilizzabili le informazioni contenute nel post stesso.

      Ma le persone scrivono su FB per vanità, per esibizionismo, per dirsi delle cose importanti o per s cambiarsi reciproche futilità, ed io con loro.

      Daniele ha trovato ciò che in quel momento cercava.

      Tuttavia, ti ripeto che trovo interessanti i quesiti che sollevi e ho una proposta costruttiva anche se mano strutturata da sottoporti.

      Capisco la posizione di quelli come te, credo, sono a pieno titolo dei punti di riferimento e devono quindi porsi il problema del proselitismo.

      Può essere allora opportuno sensibilizzare i cosiddetti opinion leader affinché nei loro interventi su Gulliver moderino i termini, pacatamente e non vistosamente smorzino gli entusiasmi e portino quindi i lettori meno competenti a riflettere meglio e a integrare la valutazione del rischio all’interno delle varie esperienze relazionate sul sito di Gulliver.

      Una sorta di codice deontologico dei guru.

      A questo proposito, è necessario che io faccia ammenda anche se guru non lo sono: per me è sempre tutto un gioco, anche quando non dovrebbe esserlo per un padre di famiglia e in questo senso iniziò subito con il mettermi in discussione.

      Come ti ho accennato, io sono un po’ periferico rispetto al mondo della scalata formalmente inteso.

      Scalo con persone molto forti ma fuori dai circuiti ma anche con semplici amanti della natura oppure con amici di gioventù che non mettono il becco davanti da 30 anni.

      Non so chi conduce la comunicazione su Gulliver nelle varie discipline: forse con una minima ma circostanziata analisi delle personalità più influenti e con una sensibilizzazione sul tema della responsabilità, è possibile che chi ha più influenza sugli altri ne prenda coscienza in modo più serio e si regoli di conseguenza.

      Marco, parto dal presupposto che la maggioranza di noi cerca il rendimento nel lavoro come nella vita in generale: la tua proposta cerca di ridare all’alpinismo il meraviglioso gusto romantico della conquista ma anche del fallimento che strugge l’anima.

      Ritornera’ anche quel tempo, ma ora le persone vogliono il risultato e in questo la comunicazione è uno strumento formidabile.

      Mi sono dilungato ma, ti ripeto, trovo stimolante provare a rispondere ai questui di fondo che hai sollevato.

      Non condivido per nulla, invece, il tono superficiale dei post apparsi di recente sul forum: ma anche in questo caso non vedo come potremmo concepire una soglia di sbarramento agli idioti.

      Saluti

      Bene Marco.

      Sto riflettendo sul da farsi.

      Sono un uomo libero e piuttosto aperto.

      Se si ragiona di gradi, tempi o manovre io, con tutto il rispetto, dopo breve tempo mi annoio.

      In questo caso e’ completamente diverso.

      Credo che la scalata abbia insegnato a tutti noi a fare il primo passo: il secondo movimento verrà da se’.

      Si può tranquillamente provare a fare come proponi tu, magari chiarendo in modo pubblico che si tratta di una sperimentazione e poi vedere se si evidenziano dei risultati.

      Io non vedo questioni di principio all’orizzonte.

      Martedì prossimo vedrò la famiglia di Daniele.

      L’incontro con questo ragazzo e andato ben oltre le mie aspettative.

      Daniele aveva trovato una strada molto profonda per se’ e per la sua esistenza, ma qui mi fermo perché

      entro in ambiti molto privati.

      Dal canto mio ho deciso di revisionare sensibilmente il mio modo di comunicare.

      Per me rimane tutto un gioco scanzonato: d’ ora in avanti i toni dei miei post saranno più seri ma in particolare porrò l’accento sui fattori di rischio, in senso generale.

      Non ho mai vissuto la comunità alpinistica, principalmente per indole ma anche per negligenza.

      Forse è venuto il momento di metterci del mio.

      Saluti.

      Caro Marco,

      naturalmente non mi disturbi affatto, anzi mi fa piacere entrare in relazione con te e Podina di cui leggo le gesta.

      Mi sono preso qualche giorno per pensare alla tua proposta e voglio dirti che ne apprezzo sinceramente lo spirito e la finalità. Sono molto sensibile al tema delle morti in montagna, non fosse altro perchè ad agosto sono morti due dei miei migliori compagni e grandi amici di una vita. Sono cose che segnano indelebilmente.

      Tuttavia non mi sento di concordare con quanto proponi

      Praticando Gulliver (che amo molto), mi sono dato 2 o 3 regolette. Una di queste è proprio di recensire,se possibile, le gite il giorno stesso o il giorno dopo, affinchè la recensione possa costituire uno strumento di analisi il più possibile aggiornato e utile.

      Mi è sempre parso che le gite recensite dopo una settimana o più fossero inutili per gli utenti, e utili solo a soddisfare l’ego dell’autore.

      Poichè cerco di essere onesto, non mi nascondo che in tutti o quasi noi che scriviamo due finalità essenziali: fornire info utili sugli itinerari ma anche condividere (esibire) con gli altri utenti le proprie imprese e sensazioni.

      Se togliamo la tempestività resta solo la seconda finalità, e non mi piacerebbe.

      Per evitare quello che chiami effetto gregge, dovremmo tutti limitaci ad inserire i nuovi itinerari e smettere di inserire le “gite”. Così si salverebbe la funzione di archivio, venendo meno quella di aggiornamento in tempo reale e condivisione.

      Francamente ho pensato e sto pensando a smettere di scrivere. Ma altrettanto francamente mi dispiacerebbe, perchè è un gioco che mi piace molto condividere con questa comunità di appassionati le mie sensazioni e piccole avventure in montagna. Ovvio però che se si concludesse questo bel gioco può contribuire a causare incidenti o morti, bisogna smettere subito.

      A me non pare per ora che esistano casi in cui gulliver può aver contribuito ad un incidente.

      Anche al Lourousa, un relativo affollamento all’apertura della strada è purtroppo fisiologico (motivo per cui mi tengo alla larga!)

      Mi fa piacere comunque confrontarmi con te e Podina e resto aperto e disponibilissimo a cambiare idea

      Caro Marco,

      mi hai messo in crisi. Nel senso che concordo più o meno con tutto quello che scrivi.

      A volerci incensare penso che siamo due persone oneste e di buon senso, vediamo le cose più o meno allo stesso modo. Il fatto è che è difficile trovare LA soluzione senza difetti.

      Tento un piccolo approfondimento.

      Dal tuo ultimo messaggio traspare un sentimento quasi funereo della montagna, dovuto naturalmente ai diversi gravi incidenti che si sono susseguiti ultimamente e che hai elencato. Penso che di norma non sia questo il sentimento con cui ti avvicini alla montagna.

      Io ho sempre concepito la montagna e lo sci alpinismo come gioia,divertimento, amicizia ecc (naturalmente vissuti con consapevolezza e prudenza).

      Un po’ la morte di Federico e gli altri nel 2008, e molto di più la morte (come ti ho scritto) questa estate di due dei miei più cari amici stanno incrinando un po’ questo senso gioioso dell’ avventura in montagna. La morte poi di Mario Monaco, che non ho mai incontrato, ma stimavo molto, ha accresciuto questo senso quasi di timor panico, di smarrimento.

      In questo perciò concordo con te che di fronte ai funerali, non ha tanto senso postare le relazioni entusiastiche.

      Ma penso anche che o si smette di andare in montagna, (cosa che non so fare) o dobbiamo andarci col sorriso, con entusiasmo positivo e non con il muso lungo. Io ci sto provando e riuscendo.

      Mi sono poi interrogato sul problema dell’ emulazione. Se è vero che chi si avvicina allo sci ripido in teoria dovrebbe sapere quello che fa, ed avere una buona esperienza di sci alpinismo, è anche vero come fai intendere tu che relazioni entusiastiche di discese fantastiche costituiscono uno stimolo a provarci e quindi ad allargare la cerchia. Non so se questo è un bene o un male , ma certo con il numero aumenta il rischio.

      Detto questo resta il fatto che le indicazioni in tempo reale sulle condizioni degli itinerari sono utilissime e se ben utilizzate sono anche un fattore di sicurezza. Ti ringrazio di defnirmi esperto, ma non è così. E come sai nessuno lo è mai abbastanza. A volte non si ha il tempo di fare sopralluoghi, di seguire la meteo tutta la settimana ecc. Tu dirai: allora stai a casa: ma si va lo stesso. E allora se ripeti una discesa fatta pochi giorni prima con successo sei più tranquillo. A giugno 2013 ho fatto da solo il Brocan al 10 luglio. Bellissimo. Se non lo avesse postato un gulliveriano sconosciuto (a me) non mi sarebbe venuto in mente. Gli sono debitore di una bellissima giornata…

      Lo stesso mi era successo qualche anno fa con il Peigrò (a casa tua). Una giornata indimenticabile.

      Vengo alla conclusione: ho pensato questo:

      Tutto continua come prima per i recit d’ascension di scialp. classico, con le cazzate e le iperboli che rendono il tutto gioioso (ma si, anche i saluti agli amici e il menu del pic-nic!)

      Per le gite di ripido, d’ora in poi si inseriscono gli itinerari nuovi come sempre, e per le “gite” solo

      poche scarne parole sulla quantità e qualità della neve, l’avvicinamento, l’accesso stradale. Insomma solo note tecniche di servizio. Vorrei dire asettiche, senza enfasi. Più se possibile alcune foto della zona, che a mio parere sono utilissime. Sta poi ad ognuno se postare subito (come io preferireri) o dopo qualche giorno.

      Cosa ne dici ?

      Giovedì alle 18.30 alla libreria la Montagna di Torino c’è la presentazione di un libro sul rischio nello sport, cui partecipa Enzo Cardonatti, che ho solo intravisto un paio di volte. Io vado, e magari se riesco scambio 2 parole anche con lui. So che sei di Pinerolo, ma se ti capita di passare…

      Ho buttato giù di getto le idee che mi frullavano in testa. Non credo di essere riuscito a esprimere in modo comprensibile quello che penso e che non è tanto chiaro neanche a me. Perdonami.

      Cari saluti

    • #866525

      Caro bibi, se ho scritto quelle due righe sul lourousa é perché sono rimasto molto colpito dal fatto che quella dinamica é emersa dalla descrizione della persona che era presente sull’incidente.

      se qualcuno ti stacca una cornice in testa e tu finisci di sotto non mi sembra di chiacchierare senza senso pensando che se nessuno ti staccava roba addosso era meglio. O no?

      Se poi non é andata così, chi é più informato ci può illuminare.

      Ma mi sembrava più senza senso il Tg che ha parlato di valanga e rischio 4.

      Ho pieno rispetto per quei ragazzi, in cui posso benissimo identificarmi, per Mario che conoscevo personalmente, ma non posso fare a meno di voler capire perché certe cose sono successe, per cercare di evitare che si ripetano, per trovare un fondamento logico, che purtroppo c’è, perché non si tratta di magia, ma di fisica.

      In montagna ti metti nei casini abbastanza lentamente, passo dopo passo, curva dopo curva.. Gli incidenti non sono un avvenimento sovrannaturale, ma la conseguenza di una catena di eventi.

      Pochissimi giorni prima che iniziassero i giorni neri ero sul Monviso, e sciavo su una neve molto recente, della notte. Dal tipo di neve e dalla temperatura capivo che potevo permettermi la discesa solo perché la coesione orizzontale era minima, ma sarebbe bastato un po’ di vento o un po’ di caldo per rendere tutto molto instabile e pericoloso.

      7 anni fa mi sono trasferito a cuneo, non conoscevo niente e nessuno, e ho iniziato dalla bisalta da Pradeboni, trovata grazie a gulliver.

      Da allora gulli era la mia bibbia, il mio quotidiano appuntamento con il sogno scialpinistico.

      Più volte in cuor mio ho ringraziato chi relazionava, fra gli altri jacolus, Anna e Renato, Singer, Sborder..

      É qui sopra che ho imparato che si distingue lo sci ripido dallo skialp, e il concetto mi risultava un po’ ostico, tant’é che certe gite le ho relazionate come osa ma sarebbero state da mettere in altro posto.

      Dopo qualche anno avrei potuto solo fare il parassita, ma relaziono ancora perché mi sento in debito, e cerco di fare relazioni utili e tecniche, in cui parlo della neve, delle condizioni, e cerco di trattenere l’entusiasmo per non inquinare le info utili, anche se relazionando certe gite tre ore dopo che hai tolto gli sci a volte é difficile, ma penso a chi parte l’indomani e penso di dargli una dritta che a me farebbe piacere.

      Conosco un po’ di gente, anche molto forte, che non relaziona più e snobba, forse perché trascesa in un livello troppo alto, o forse perché non distingue il forum dalle relazioni ed é delusa da gulliver, ma che puntualmente sfoglia il sito per guardarsi le cundi.. Comodo eh?

      Mi farebbe piacere poi che questa discussione resti legata alla sicurezza, e non al banfare.. Perché enormi sarebbero gli argomenti, quelli si da demandare al pub, minima la mia voglia di leggerli.

      Banfare sul ripido é un gioco stupido e molto, molto pericoloso.. Si banfa sulla propria vita e quella degli altri, ed é inaccettabile.

      Bibi stesso per spiegare di aver incontrato due banfoni, banfa a sua volta perché chi era con lui in un altra gita derapava e aveva le sembianze di un banfone.. Eppure capita, é capitato a tutti.

      Marco Conti sarà anche un alpinista di livello, ma se leggo la sua relazione alla capra vedo molto trasporto emotivo, e poca concretezza: non voglio giudicarti, fai cosa vuoi, ma se poi vuoi spiegarmi come e quando relazionare, e ti rivolgi proprio a me via mail il discorso cambia.

      Il cosiddetto sci ripido é un terreno dove sono le condizioni a determinare le difficoltà.. Le quotazioni vogliono dire tutto e niente.

      E questo, quando sei all’inizio, non lo capisci molto bene.. Ti fai frenare o lanciare dalle quotazioni.

      Un canale in powder o neve marcia può sembrare più amichevole, ma può tradirti e svalangare.. Se sei all’inizio però sai che potrai metterci gli sci sopra solo rischiando nella neve profonda, e appena vedi farina nella relazione parti.. Ma se sei all’inizio, avrai capacità nel valutarlo? O ti affidi al fatto di essere con altri o di andarci subito dopo altri?

      Lo stesso canale in neve portante é più severo, ti dice subito come stanno le cose, ma é un altro sport, e te ne accorgi subito.. Se poi trovi beton rigelato, puoi prendere in considerazione il fatto di tenere i ramponi in discesa.

      Nell’ultimo mese sono stato molto più intimorito dal canale delle Scolettas o dalla Liaison Nord all’Ischiator che dal Coolidge: eppure se guardi le quotazioni, il Coolidge sembra estremo, lo Scolettas un bonario canale per tutti.. Nel forcella ho goduto la parte alta, ma sotto ha preso più sole e ho trovato beton: avevo paura di finire nella cascata, non ci passava uno spillo.

      Le persone più forti che conosco, a cui in parte mi ispiro, e Mario é fra queste, mi hanno detto tutte, e dico tutte, che un canale in beton semplicemente non é in condizioni, é troppo pericoloso.

      Del resto non é nemmeno divertente sciare con un dito nel sedere.

      Comunque, la gente che legge le relazioni non é poi così stupida..

      Vogliamo parlare del Lourousa? l’ho relazionato il 2 luglio, era marmo trasformato: relazioni successive solo di sborder.

      Ci torno ‘a vedere’ (qualcuno direbbe a perder tempo, bah) il 23 febbraio: strana crosta sahariana: nessuna relazione fino ad aprile. Poi arriva la farina, e le ripetizioni sono aumentate esponenzialmente.

      E hanno fatto bene, anch’io tutte le volte che sono andato a vedere speravo nella farina! Non é solo facile, ma é fottutamente bello sciare in farina!

      A tutti noi buone gite, e rispetto per tutti gli scialpinisti che rispettano la montagna e gli altri skialper, di ogni livello, ciaspoleros compresi, e un saluto caro a chi quando ti incontra sorride e cerca di scambiare due parole, magari per coordinarsi in una discesa più sicura insieme, invece di sperare che evapori e sparisci.

    • #866526

      anche se le tue fonti sono di sicura attendibilità non ritengo utile che si sappiano in giro per questo o altri fatti del genere. se sono stati i francesi a staccarla forse avrebbero fatto lo stesso anche loro sugli altri se fossero arrivati prima. non è giusto criminalizzare chi ha sbagliato, tanto più farlo pubblicamente. non serve a niente. la mia bibbia è stata per le poche cose che ho fatto voglia di ripido di napoli: nella prima edizione raccontava di essere stato risparmiato da una valanga proprio sul lorusa, ma c’era la spavalderia dei 20 anni, l’inesperienza, l’incoscienza.

      nella seconda racconta di essere stato risparmiato di nuovo sul lorusa da un’altra valanga, ma nel frattempo era sopraggiunta la maturita aggiunta anche all’esperienza……….. quasi travolto da un accumulo fatto partire dal compagno alla sua prima curva. questo è quanto ha scritto.

      il lorusa non è estremo se in buone condizioni, ma non è nemmeno una passeggiata. se uno vuole sicurezza totale dovrebbe essere lì tutti i giorni a provare e soprattutto capirne qualcosa di neve. qualche volta sbagliano anche le guide che lo fanno di mestiere. io dopo 25 anni di scialp ammetto di non capirne una mazza!

      sono proprio sicuro di non essere un banfone perché non faccio relazioni, sono stato frainteso. sul 2 dita ci sono andato per conto mio, poi ho incontrato questi due. non ho fatto alcuna relazione né di qua, né di là. ho preso un po le misure di chi mi capitava spesso di leggere. ho commesso l’imprudenza di non aver messo i ramponi, succede forse anche ad altri. sotto si sprofondava, negli ultimi 100 m la neve è diventata sempre più dura……….

      la discesa di marco conti come già scritto “con condizioni ottimali” può essere una discesa da divertirsi e basta.

      buone sciate a tuti!

    • #866527

      Trovo siano del tutto condivisibili le posizioni e le opinioni di Trevor, ma anche la ‘provocazione’ di Marco, con la quale non concordo, arriva perchè i tempi sono maturi per qualche riflessione.

      Non si tratta nè di dare colpe a qualcuno ma solo di trarne i dovuti insegnamenti.

      Se il problema diventa invece parlare dell’effetto emulazione e di come un sito come Gulliver possa giocare come opportunità in positivo ma anche in negativo, penso che dopo un primo periodo in cui la rete e Gulliver, così come tanti altri siti, hanno dato possibilità nuove di informazione e di conoscenza, nel prosieguo, si è venuta a creare una situazione molto meno virtuosa.

      Da un pò ho smesso di relazionare, se non in casi particolari; queso per tanti motivi, ma non ultimo quello di non contribuire all’insterilirsi dell’niiziativa personale, della conoscenza della montagna, della consapevolezza del proprio agire, e potrei continuare…

      E poi c’è un ‘fattore umano’ da non trascurare. Ci sono più di 13000 utenze registrate.

      Tante, se si pensa che non è necessario registrarsi per ‘vedere’.

      Troppe, se paragonate alle relazioni presentate.

      Tutti guardano, tutti, anche inconsapevolmente, si orientano nelle loro decisioni in base al fatto che qualcun’altro abbia deciso o meno di relazionare la propria esperienza.

      Organizzi con qualcuno, e se proponi gite non relazionate negli ultimi giorni, ti oppongono una serie di obiezioni diffidenti il cui succo è “se non c’è relazione, non vale la pena”.

      Fai un’uscita e, alla fine, gli stessi compagni che non farebbero un’uscita che non sia relazionata, ti dicono “questa non la mettere su Gulliver, se no ci vanno tutti…”.

      Cosa dobbiamo pensare ?

      Inevitabilmente il bollettino è diventato un blog, un posto dove guadagnarsi i gradi di scialpinista capace o magari estremo, o di apprendista del ripido o anche di ripidista bravo.

      Si sprecano le relazioni che iniziano dicendo “solo per confermare quanto detto da Mimì”, oppure “solo per aggiungere una foto alla relazione di Cocò”, mentre invece servirebbero di più le relazioni che segnalino il mutare delle condizioni.

      E non è certo necessario relazionare insulsaggini solo per aggiungere foto o tracce. Ma così la gita non entra nel Glog, non fa curriculum, e non si marca il territorio…

      Ma i tempi sono comunque cambiati da un pò.

      L’impressione è che lo zoccolo duro del ripido, forse consapevole delle responsabilità implicite, non relazioni più come un tempo, e soprattutto non qui.

      Imprese anche di pregio vengono sottaciute, o se ne parla sottovoce su Fb, senza i toni trionfalistici di un tempo. Paradossalmente i bollettini dientano blog, e i blog rischiano di diventare bollettini…

      Riprendendo l’intervento di Trevor, meglio relazionare sempre per ‘restituire’ a Gulliver quanto si è preso nel tempo, o non relaizonare affatto per evitare che qualcuno cada nel rischio del non valutare correttamente condizioni mutate, o nelle tante trappole euristiche ( ci sono appena andati, ci vanno tutti, ci è andato ‘quellolà’, etc…) ?

      Penso, per andare sul concreto, che si possa fare anche qualcosina per migliorare la situazione. Potrebbe essere utile una revisione della struttura di Gulliver che si orienti verso una modalità simile a Skitour:

      – avere dei moduli di inserimento che non ti permettano di non esprimere i dettagli essenziali (qualità della neve alle varie quote, segnalazioni sui dati salienti).

      – abolire la distinzione sci-alpinismo / ripido

      – adottare su tutti gli itinerari la scala Volo, integrandola con il grado di ingaggio

      – adottare uno strumento, che non sia il forum, che consenta di recensire e segnalare, anzichè la singola gita, le condizioni di una valle, di un settore, di un versante…

      Per Bibi : Sul tristemente noto sito

      http://www.data-avalanche.org/listAvalanche/1399925030266

      uno dei francesi presenti, e travolti anch’essi al Lourusa, ha addirittura pubblicato uno schema illuminante di quanto accaduto, quindi a parlarne non lo mettiamo certo in difficoltà ma cerchiamo dic apire come possano succedere queste cose e come, soprattutto, noi tutti si debba agire nel futuro.

      Non conoscevo Mario Monaco, ma lo consideravo un Maestro. Quando ho saputo della sua morte, mi sono sentito come Borsellino dopo la morte di Falcone. Se è capitato a lui, come potremo evitare che capiti a noi ? Solo comprendendo cosa e perchè sia successo…

      Da ultimo : Rispetto da tempo l’attività e il curriculum, non solo sciatorio, di Marco & Signora. Non sono d’accordo con la sua provocaizone, nel senso che preferisco non relazionare che relazionare in ritardo, ma mi fa proprio ridere chi pensa che uno come Marco abbia bisogno di attribuirsi un 4.1 per darsi tono…

      Buone gite a tutti.

      Gianni.

    • #866528

      Ciao Gianni, lo zoccolo duro che conosco io é li che legge golosamente le relazioni.. Prima di smettere di relazionare aspettava una settimana per relazionare, ma per far si che fosse più difficile per i ripetitori eguagliare i loro successi.. “Metterla su gulliver? Troppo facile..”, per poi uscire una settimana dopo, facendo il gesto dell’ombrello agli skier con cui si é in competizione più o meno diretta o sana..!

      Sono tanti i risvolti, certi inaspettati.. Nei giorni delle gite in pow, caccia al lenzuolo vergine, confesso che mi é capitato di relazionare pensando anche che se tutti coloro che attendono una relazione per partire andranno in un posto dove sono già stato e non tornerò a breve, di sicuro non li troveró nella mia prossima gita..

    • #866529

      trevor wrote:

      Ciao Gianni, lo zoccolo duro che conosco io é li che legge golosamente le relazioni.. Prima di smettere di relazionare aspettava una settimana per relazionare, ma per far si che fosse più difficile per i ripetitori eguagliare i loro successi.. “Metterla su gulliver? Troppo facile..”, per poi uscire una settimana dopo, facendo il gesto dell’ombrello agli skier con cui si é in competizione più o meno diretta o sana..!

      Sono tanti i risvolti, certi inaspettati.. Nei giorni delle gite in pow, caccia al lenzuolo vergine, confesso che mi é capitato di relazionare pensando anche che se tutti coloro che attendono una relazione per partire andranno in un posto dove sono già stato e non tornerò a breve, di sicuro non li troveró nella mia prossima gita..


      questo mi sembra un sano antagonismo e secondo me è anche quello che anima la quasi totalità di chi si dedica a queste discese un po più impegnative.

      non ho mai fatto parte di questa cerchia che forse qualcuno reputa snobboni, qualche volta succede.

      poche volte si fanno serate sullo sci ripido, mi hanno sempre appassionato e tante volte ho trovato ragazzi veramente in gamba ed alla buona.

    • #866530

      e siccome non voglio essere cancellato di nuovo, dico la mia umile idea:

      Non serve assolutamente a nulla mettere le gite postume; chi fa ripido, skialp, ciaspole e basseggiate nei boschi in inverno e sceglie la gita solo perche’ la legge su gulliver, probabilmente la fa anche una settimana dopo perche’ non sa scegliere da solo….

      scrivere con ritardo serve solamente alla nostra memoria e alla nostra spocchia.. tutto lecito, basta ammetterlo e non c’e’ nulla di male.

      Nemmeno le gite su roccia sono uguali se le scrivo tardi perche’ magari qualcuno e’ andato a richiodarle, o a schiodarle… se vuoi essere utile su gulliver, dai informazioni precise e puntuali.. chi non le scrive non sara’ utile, pazienza, saluta i suio amici e basta; e fa pure benissimo.. chi le scrive tardi non e’ utile, fa bene, se le tiene in memoria, condivide con amici e non le sue conquieste, piccole o grandi che siano, ma non e’ utile e non da nulla di piu’ di una guida, dove si descrive l’itinerario e si consiglia di farla in certe condizioni..

      I campi stessi da compilare per inserire una gita richiedono cose tipo “accesso stradale” “tipo di neve” oppure “visto valanghe a pera”… vuol dire che chi l’ha pensato aveva in testa di dare condizioni il piu’ aggiornate possibili.

      Nulla vieta quindi di scrivere come e quando si vuole, gli altri utenti dovranno, come sempre, imparare a leggere e scegliere.

      Saluti

      A.

      ps siccome non sono abituato a fare interventi completamente seri ma solo semiseri, vi dico anche che questo post l’ho pensato almeno una settimana fa.. ma ho spettato a scriverlo per evitare che poi arrivassero decine di messaggi kilometrici :mrgreen:

      e questa e’ la prova che la tattica non funziona 😆 😆

    • #866531

      Insomma, l’idea di recensire le gite una settimana dopo era una provocazione che nascondeva l’invito a guardare la montagna con i propri occhi, ad imparare a conoscerla ed ad amarla e non solo a consumarla come una medicina per la cura del proprio stress della propria vanagloria, dietro ricetta di gulliver.

      L’estensore della provocazione ci dice: chi va indichi i posti, chi ci vuole tornare verifichi di persona le condizioni.

      Ma i posti non sono recensiti sulle guide specialistiche? sui periodici di settore? su mille luoghi più o meno disponibili a più o meno euro?

      Cosa mi importa di sapere che tizio o caio ci è andato? Nulla.

      Mi importa sapere se i posti sono in condizione. Me lo vuoi dire? bene, non me lo vuoi dire, pace. Mi informo dove posso e se non trovo info non vado.

      Pensate se voichepostateunasettimanadopo andate a fare una gita che trovate in condizioni pietose e poi leggete che il giorno dopo qualcuno c’è rimasto?

      Di Tutte le vostre ubbie pedagogiche cosa ne farete?

    • #866532

      trevor wrote:

      Ciao Gianni, lo zoccolo duro che conosco io é li che legge golosamente le relazioni.. Prima di smettere di relazionare aspettava una settimana per relazionare, ma per far si che fosse più difficile per i ripetitori eguagliare i loro successi.. “Metterla su gulliver? Troppo facile..”, per poi uscire una settimana dopo, facendo il gesto dell’ombrello agli skier con cui si é in competizione più o meno diretta o sana..!

      Sono tanti i risvolti, certi inaspettati.. Nei giorni delle gite in pow, caccia al lenzuolo vergine, confesso che mi é capitato di relazionare pensando anche che se tutti coloro che attendono una relazione per partire andranno in un posto dove sono già stato e non tornerò a breve, di sicuro non li troveró nella mia prossima gita..

      Ciao Trevor,

      per dirla meglio, sulla media della gente che conosco e che tipicamente scriveva, sia itinerari che relazioni, è di molto aumentato il numero di coloro che scrivono MOLTO meno.

      Di questo fenomeno si possono dare diverse letture. Io scrivo meno perchè, progressivamente, ha iniziato a disturbarmi il partecipare ad un’attività che in qualche modo porta a limitare nella mente di molti la capacità di scelta dle percorso, la capacità di valutare le condizioni, la ricerca di nuovi itinerari, o di nuovi percorsi, o comunque di nuove idee. Per me, invece, sia lo sci-alpinismo, sia l’alpinismo, sia la recente esplosione del ‘ripido’ dovrebbero portare proprio all’opposto.

      Come dicevo, poi, c’è anche chi non relaziona a gita fatta per non dare un’imbeccata troppo buona. Piccole cattiverie…

      Ipotizzo, e penso non troppo a torto, che alcuni non pubblichino più molto anche per evitare un’indiscriminata ripetizione meccanica di itinerari, magari non accompagnata da sufficiente consapevolezza ed esperienza…

      Da qui discende l’idea, non solo mia, di iniziare a riclassificare gli itinerari per rendere più evidente la complessità o la pericolosità degli stessi. C’è troppa roba, anche parlando di difficoltà classiche, ancora compresa fra il BSA e l’OSA che invece andrebbe valutata magari fra il 3.2 e il 4.2, e con congrue differenze di expo e ingaggio.

      Che è un pò come passare dalla scala Welzenbach ai gradi francesi…

      Questo non elimina tutte le riserve di cui sopra, ma inizia a sgombrare il campo da alcuni malintesi di fondo, tipo che con mezzo metro di farina o con neve appena venuta sul duro, si scende dappertutto (quasi vero) e si rischia poco (mica tanto sempre vero).

      Quanto al ripido, dove, leggendo qualche intervento, sembra quasi si stia creando un solco, per ora a parole, fra classici e ripidisti più o meno convinti, sarà poi giusto considerarla un’attività ‘a parte’ piuttosto che non una sana evoluzione, magari simile a quella che trent’anni fa ci fu nell’arrampicata, dove una nuova mentalità sdoganò di botto un nuovo universo di itinerari e di percorsi ? (E migliorò di tanto gli arrampicatori ?).

      Ciao.

    • #866533

      gianni.savoia.tsygs1 wrote:


      Io scrivo meno perchè, progressivamente, ha iniziato a disturbarmi il partecipare ad un’attività che in qualche modo porta a limitare nella mente di molti la capacità di scelta dle percorso, la capacità di valutare le condizioni, la ricerca di nuovi itinerari, o di nuovi percorsi, o comunque di nuove idee.

      Per me, invece, sia lo sci-alpinismo, sia l’alpinismo, sia la recente esplosione del ‘ripido’ dovrebbero portare proprio all’opposto.

      scusa, per capire, ma che fastidio ti danno quelli che sono limitati?

      Ti tagliano la strada mentre scendi, ti levano le pelli mentre sali, ti fregano il posteggio?

      La cosa inquietante di questo forum/portale è diventata il livello di intolleranza sempre più invasivo

      prima non si sopportavano certi forumisti

      poi come sono scritte certe relazioni

      adesso non si sopporta neppure più chi legge le relazioni.

      Ma fatevi un portale/forum tutto vostro

    • #866534

      ALPINISTASEMISERIO wrote:


      …questo post l’ho pensato almeno una settimana fa.. ma ho spettato a scriverlo per evitare che poi arrivassero decine di messaggi kilometrici

      …geniale!

      My compliments

      :) :)

    • #866535

      Intanto vorrei ringraziare Gianni e Trevor per la loro analisi pacata e nello stesso tempo precisa,

      stamane il mio post non dev’essere partito e sinteticamente riassumeva ciò che gianni ha poi approfondito in qui sopra…

      ovvero, l’esigenza comune che anche per Gulliver sia arrivato il momento di un ulteriore restiling sulla base del modello proposto da Skitour, anche se il lavoro potrebbe preannunciarsi colossale

      Rivisitare l’enorme archivio oramai esistente adeguando e uniformandosi alla scala “Volo” o topo-neige, l’unica veramente in grado di esprimere difficoltà ed esposizione con una certa precisione.

      Eliminare magari la “figosità” di certi simboli e dire semplicemente che è tutto scialpinismo, sarà poi il fruitore a capire col tempo la differenza tra un 3. un 4. e un 5. con tutte le sue sfumature in funzione della continuità e dell’esposizione E1…E4.. ecc. Penso che come ci si è abituati sulla roccia con la scala francese si possa fare ugualmente con la scala “Volo” integrata…anche se lasciatemelo dire, nulla è di così effimero e/o variabile come la neve….e allora??

      Chi può avere d’altronde la certezza assoluta che relazionando una gita la sera stessa, (nel 90% dei casi una discesa normale termina alle auto fra le 12 e le 14 del pomeriggio…d’inverno anche ben prima) che nelle 16/18 ore successive si possano trovare le stesse condizioni del giorno prima? Quante volte è capitato, soprattutto nelle nostre vallate piuttosto ventose, che una banalissima gita in farina si presenti il giorno dopo completamente ventata o crostificata?

      Il sito Gulliver mi sembra non abbia imposto regole o tempistiche precise circa l’inserimento delle proprie gite, se poi la priorità è giustamente quella di informare la comunità sulle condizioni della neve e del ghiaccio, che senso potrebbe avere allora tutto ciò che riguarda altre attività come il parapendio, la bici, la falesia pura…dove non frega a nessuno le “condizioni”. Allora due pesi due misure? Per alpinismo, scialpinismo, ripido e ghiaccio è OBBLIGATORIO l’inserimento serale perché chi scrive vuole tassativamente fare un servizio pubblico agli altri…falesisti, corridori e parapendisti solo ego??? “…ho fatto, il tal volo, tot km in bici, il tale tiro in libera, il tal grado???…” . Non è che gli scialpinisti, i ripidisti sono anche loro un pò impostori? nessuno lo vuole ammettere, ma non è per caso che anche qui c’è un pizzico di vanagloria nell’essere i primi a postare, a dire ho sceso nelle tali condizioni la tale montagna o il tale canale, poi cosa succede domani son cazzi degli altri??

      Son 40 anni che faccio montagna, i “giorni grandi” chi mi conosce son passati da un po’, molto prima dell’avvento di gulliver, e non devo più dimostrare a nessuno la mia “concretezza” e quant’altro, son stato per anni in commissioni tecniche, scuole di alpinismo, accademico e soccorso e conosco abbastanza l’ambiente…Non voglio assolutamente fare di un erba un fascio, perché di fondo cosa distingue le persone è la passione, quella vera, ma non venitemi solo a contare che chi scrive per primo la sera stessa lo fa esclusivamente per il prossimo perché rido fino a domani…

      Ieri, 22 maggio, pur non conoscendo i soggetti, è stato postato con grande entusiasmo e piacere la discesa della Capra effettuata il giorno 17 con ben sei giorni di ritardo…Qualcuno ha raccolto l’iniziativa, altri non lo faranno,…una cosa è certa, nessuno può arrogarsi in questo momento di grandi riflessioni e ripensamenti cosa è giusto fare o cosa giusto non fare…Certo si continuerà a morire in montagna, ma gli ultimi episodi ci impongono delle riflessioni e magari dei ripensamenti, giusti o sbagliati che siano

      Tre funerali in quattro giorni e tante, tantissime persone miracolate in questo periodo possono anche stopparci un attimo, farci riflettere e ripensare su alcuni atteggiamenti, anche sull’impostazione di un blog di grande visibilità ed importanza come Gulliver.

      Ieri sera, alla presentazione del libro LA LIBERTA’ DI RISCHIARE, anche lo stesso Giolitti, gestore del sito, ha fatto intendere che qualcosa cambierà nel prossimo futuro…segno che tutto è imperfetto e tutto è migliorabile come in ogni attività.

      Per finire vorrei solamente più avere due delucidazioni, una da Bibì, di cui non conosco neppure il sesso; il significato della sua frase conclusiva in un post…”la discesa di marco conti come già scritto “con condizioni ottimali” può essere una discesa da divertirsi e basta.”…

      e a Trevor ..”se leggo la sua relazione alla capra vedo molto trasporto emotivo, e poca concretezza”

      Scusatemi ma basta cosa? e di quale concretezza si parla?

      Quest’anno ho fatto 50 anni e magari cominciano a spuntare le prime avvisaglie di demenza senile…ma non capisco proprio queste due frasi. Grazie a tutti

      marco c.

    • #866536

      rispondo a marco: la provocazione di postare una sett. dopo tanto vale non farla.

      presumere che una discesa che non supera i 40 non sia mai stata scesa da nessuno lo trovo ridicolo. sulle guide che ho letto di igor napoli perché è quello che tratta le vallate a me più comode citano anche le presunte prime discese, ma quelle sono altre cose.

      come detto da trevor ci si può cagare sotto sui 30 o 40 e divertirsi sui 50 dipende sempre dalle condizioni che trovi. la tua può essere una discesa da divertirsi con neve bella e non di più, appunto. secondo me ce ne saranno già passati almeno 1000 prima di te , ma non gli era ancora passato per la testa di essere i primi.

      considerate le cose che ormai tanti fanno sul ripido con sci e tavola per le prime discese bisogna proprio andare sull’estremo.

    • #866537

      Scusami Bibì, prendila come più ti sembra logico

      la teoria delle probabilità è infinita…

      allora tutte le discese e tutte le ascensioni di roccia dove non si è lasciato alcun segno del proprio passaggio possono essere state salite da altri…ma che discorso è? Se vuoi, col tuo discorso si possono mettere in discussioni tutte le guide alpinistiche e di ripido..

      se preferisci correggo e inserisco “probabile prima recensione” sei contento?…non è questo il tema su cui tanto si discuteva.

      Alkurtz, se permetti non ho tanto tempo da perdere nei forum per soddisfare appieno la grammatica e la sintassi italiana, chi voleva capire il concetto l’ha capito.

      buona serata

    • #866538

      nell’ultima edizione di napoli (perche la prima è andata esaurita) l’autore accenna ad un fantomatico mister x che da fonti attendibili ha sceso degli itinerari proprio estremi, è riuscito poi a contattarlo, avrebbe voluto avere delucitazioni per gli itinerari veramente estremi che ha sceso, magari qualche foto……………… qualche foto si, ma proprio impresentabili. non glie ne importava niente di rendere pubbliche le sue imprese ed ancora meno di essere citato. è rimasto mister X!

    • #866539

      Marco, ti rispondo ma premetto che si tratta di una mia opinione, chiaramente non condivisibile, e che ho pieno rispetto della tua esperienza, che io non ho avendo 36 anni.

      concretezza nel senso che nella descrizione di un itinerario non avrei inserito considerazioni personali, che avrei scritto nella descrizione della gita, dove hai parlato solo della tua iniziativa e dei fatti di cronaca.

      ci stava, ma.. portage? come si sciava? che neve c’era? ha mollato? rigelo?

      ripidissimo, a 30-35°, 4.2.

      la scala di difficoltà che gulliver riporta, dice:

      Livello 4: è il cosiddetto sci di canale, o sci ripido classico. Pendii a 40° molto lunghi (almeno 300 m.) con brevi passaggi fino a 50°.

      per farti un esempio questa gita é valutata OSA su gulliver e 4.2 E2 sul mio bignami:

      http://www.gulliver.it/itinerario/1060/

      io mi intendo poco di ghiaccio, ma se relazionassi Valeria e scrivessi che é un cascatone duro, forse tu una ghignata te la faresti mi sa..

      magari quando poi scrivo la gita dico che l’ho trovata impegnativa e che mi ha gratificato, bella li.

      poi anch’io avrò sicuramente scritto qualche cavolata nelle mie relazioni, o omesso cose importanti.

      questi due itinerari sono gite che ho ‘trovato’ girovagando, di cui non ho notizia di discese e quindi di valutazioni.

      http://www.gulliver.it/itinerario/53785/

      http://www.gulliver.it/itinerario/59903/

      cmq, ripeto che il grado in questo sport non é molto indicativo delle difficoltà reali, che variano con le condizioni, ancor più che su ghiaccio.

    • #866540

      semiserio, spero di trovare il tuo post ancora in condizioni, anch’io sono d’accordo con l’utilità dell’archivio..

      sulle gite con poche ripetizioni mi spulcio comunque lo storico, e può aiutare, anche migliorare la descrizione dell’itinerario.

      gulliver usato bene può diventare una figata.. una guida interattiva e gratuita, già lo é, ma ha potenziale.

      bon ski à tous!

    • #866541

      Grazie Trevor per la risposta sei stato chiarissimo,

      si ritorna però aimè sull’annosa questione delle condizioni e sui parametri soggettivi…e quindi sulla conclusione e sulle ultime righe del tuo post

      150/200 metri di beton su un 3.3. sono ben più impegnativi e pericolosi di 600 metri di canale a 4.3 imballati da 30/40 cm di farina pressata e super sicura giusto?

      Se cadi sul primo facilmente sei morto, se cadi sul secondo non ci sono problemi… CONDIZIONI OGGETTIVE DELLA NEVE

      Nel primo è meglio che sai sciare… sul secondo se non sai sciare và anche bene lo stesso … CONDIZIONI SOGGETTIVE DELLA PERSONA

      Quindi come la mettiamo? E’ bravo chi sa sciare? o è più bravo quello che sa sempre trovare le migliori condizioni?

      E’ più difficile un canalino di 150 metri in cemento o un canale di 600 in neve burrosa primaverile o farina??

      Nell’84 ho avuto la fortuna di trascorrere sei mesi di “naja” a La Thuille con Stefano D.B. forse il più grande di tutti gli sciatori estremi, poco prima che appendesse definitivamente gli sci al chiodo e se non erro, poco dopo aver compiuto la prima discesa della NW al Vallanta. Ai tempi anni ’80 appunto per intenderci, non era concepibile scendere canali o pareti imballate di neve farinosa, lo sci estremo era uno solamente perché non era concepibile pensare di prendersi una valanga nella schiena durante la discesa, bravura tecnica e preparazione mentale . stop

      Per tornare agli “scherni” simpatici di Bibì e alle tue osservazioni il concetto di “ripido” ha di per se un valore anche soggettivo.

      Sì, forse è partire dopo essere stato a tre funerali di amici ha sicuramente influito sull’emotività e la concretezza…ma certamente, prima di scrivere ho raccolto le mie info, e fatto tutte le valutazioni del caso.

      Caro Bibì, dovresti sapere che Balma di Rodoretto e nello specifico quella zona, sono frequentabili sciisticamente un mesetto all’anno scarso, la zona, se non la conosci, non devi confonderla con il Pian della Regina o altri posti simili dove si vedono cani e porci tutti i giorni e purtroppo a tutte le ore. La zona nel periodo invernale è pressoché irraggiungibile e battuta da valanghe di grandi dimensioni. Punta della Capra, nello specifico è una montagna impervia, e dopo svariate ricerche non risultava recensita se non dalla via normale estiva o dalla Valle Argentera valutata OS.

      Detto questo, dal bivio che conduce al colle di Rodoretto (BS) anch’esso una gita pochissimo frequentata i pendii che si vanno ad affrontare per oltre 400 metri costanti prima di arrivare ai canali, sono molto ripidi (perdonatemi il termine) nel concetto classico di avvicinamento con sci. Non penso quindi di aver commesso una madornalità così grave ad utilizzare il termine “ripidissimi” e ad aver poi osato nella recensione il termine “probabile prima”.

      Posso tranquillamente dire a Bibì, che non sono di sicuro le migliaia che lui paventava e nemmeno le decine di persone..e di certo non era quello l’intento, il motivo per cui mi son messo gli sci a spalle da solo per avventurarmi in un luogo a me nuovo e così selvaggio dopo una settimana infernale di tragedie.

      A 26 anni ho salito la Walker in giornata, perché ero in forma, perché ero allenato… Dovrei allora ridere di tutti quelli che bivaccano o ci mettono tre giorni per uscire? Non è proprio questo il concetto di bravura che intendo. Chi fa montagna (di tutti i tipi) da molti anni sa bene come anche le condizioni soggettive di quel giorno influiscono sul concetto di difficoltà, impegno di quella parete o di quel versante..

      In fondo quello che poi mi ha fatto più piacere, dopo tutte queste parole, è stato che nonostante la recensione postuma, qualcuno è andato lo stesso in quel luogo, si è divertito, ha confermato l’impegno complessivo ed ha postato anche lui qualche giorno dopo; segno evidente che Gulliver, il ripido e lo scialpinismo vanno avanti lo stesso comunque la si pensi.

      Saluti a tutti

      marco

    • #866542

      Mi inserisco solo per dire che ho apprezzato molto gli interventi equilibrati e sensati di Trevor e Gianni Savoia, e anche di tutti gli altri.

      Sembra anche a me che adottare la scala volo e soprattutto abolire la distinzione tra scialpinismo e sci ripido costituirebbero

      un notevole passo avanti, così come l’adozione di una griglia più strutturata sull’esempio di Ski tour (maledetti francesi!!)

      Un’ ultimo pensierino: non dimentichiamoci che la montagna e lo sci in particolare (per me) sono gioia, scoperta, bellezza!

      Du bon ski a tous….

    • #866593

      28/05/14 – podina

      osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti

      neve (parte superiore gita) :: crosta portante

      neve (parte inferiore gita) :: primaverile

      note su accesso stradale :: si arriva bene a Bout du Col

      quota neve m. :: 2100

      Bella gita, in condizioni ancora discrete, più delicata ed impegnativa dei canali nelle attuali condizioni e l’esposizione generale del versante; i temporali serali e le successive gelate hanno vetrificato il canalino di accesso e nella paretina finale un dito inconsistente di neve poggia su di un fondo durissimo spesso appena 3 dita (coi rampant sci ai piedi tiene, ma a piedi è pressochè impossibile)inoltre la “secchezza” della parete costringe a spostamenti delicati fra rocce affioranti. Sceso alle 11, forse troppo presto, neve dura (parecchio) E1 oggi molto stretto; ci si raccorda per un canalino parallelo al canale di salita e meglio esposto quindi sciata più rilassata, si traversa all’Entrangolou e da qui ancora bella sciata fino a q. 1840.In venti minuti si arriva all’auto (nota marco c.)

      scusa, ma le condizioni discrete erano quelle del 21 maggio?

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