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25/08/2016 alle 21:10 #837548
Classica gita a punte Udine e Venezia, con partenza da Pian del Re. Prima nota positiva: eliminato il parcheggio selvaggio a scopo pic-nic che era in voga anni fa, Pian del Re è diventato un ordinato e abbastanza pulito punto di partenza di camminatori ed alpinisti di tutti i livelli. Il rifugio Giacoletti è una delle mete più abituali, sia per gli escursionisti che soprattutto per quelli che una volta si chiamavano “rocciatori”. Sulle vie più classiche o su quelle moderne di difficoltà più elevata si notano lunghe file di spit che luccicano al sole, ma dovunque nella zona si nota una gran profusione di attrezzature metalliche infisse nella roccia: le più vistose sono i doppi ancoraggi posti nel canale inferiore del Porco (per corde doppie?) contornati da grandi segni rossi di forma circolare. Il canale superiore da anni è una via ferrata; l’elevata frequentazione e il fondo del canale costituito da pietrame instabile, hanno suggerito questa soluzione. Anche le creste nei dintorni sono state tutte spittate (“a prova di bomba”, relaziona qualcuno su Gulliver; fin troppo, commenta qualcun altro): la cresta Perotti, la cresta dalle Rocce Fourion alla Venezia e quella dalla Udine alla Roma. Persino sugli ultimi 3 metri per arrivare in punta alla Venezia (unico passaggio di una qualche difficoltà) ci sono due spit, posti a un metro l’uno dall’altro…..
Premetto che anch’io, da modesto alpinista, se in un passaggio un po’ delicato trovo un bello spit, ne approfitto volentieri,e mi piacciono pure le ferrate. Neppure vorrei rispolverare annose polemiche scoppiate anni fa (a mio parere con motivazioni anche valide) su “spit si” o “spit no”. Viene però da chiedersi se in questo caso non si stia un po’ esagerando.
Ovviamente l’argomento più solido ed evidente a favore degli spit è quello del miglioramento della sicurezza, mentre quello meno nobile potrebbe essere l’incremento del numero dei frequentatori….
Ma, mentre scendevo il canale del Porco (sulla ferrata), osservavo i numerosi gruppi di ragazzi che stavano salendo: alcuni in abbigliamento un po’ da spiaggia, qualcuno senza zaino, quasi nessuno con il caschetto……
Sulla sicurezza, quella vera, c’è ancora molto da lavorare……
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26/08/2016 alle 08:11 #869464
In effetti il discorso sulla sicurezza andrebbe ampliato. Ma in quale direzione? La superficialità con cui molti affrontano un ambiente alpino non è forse un aspetto particolare di un approccio più generale dell’umano nei confronti del naturale?
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31/08/2016 alle 06:22 #869473
Premesso che il discorso sarebbe ampio, venendo al punto specifico sollevato, beh, concordo assolutamente: si è esagerato, sì. Abbassare fittiziamente la soglia di rischio porta gente incredibile in posti dove non si avventurerebbero…
Io pochi anni fa ho accompagnato giù dal Porco una famigliola che non sapeva più scendere, portando in braccio il loro cagnolino da salotto e per mano la bambina…
😮 😮 😮 A proposito del casco: sabato vedevo gente scalare alla falesia del Giacoletti senza casco; a parte che secondo me andrebbe messo sempre anche in falesia, per mille motivi (basta che cada un rinvio da 30 metri oppure un sasso, nonostante il disgaggio), ma lì si è sotto l’enorme parete sud-est di Punta Udine!!! Alla montagna non frega nulla che noi dal basso la chiamiamo “falesia”… sempre sotto un paretone (molto frequentato tra l’altro) siamo!
Vabbeh…
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