Forums Gulliver Bar Gulliver Gervasutti-Ronco alla Sbarua "ripulita"?

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    • #835647

      Non voglio fare il Trombetta della situazione, sia ben chiaro, ma questo post su “Itinerari e gite” è, per il luogo, di sicuro in controtendenza e coraggioso. Colgo quindi l’invito e lo giro qui.

      Ora sbizzarritevi e vediamo quel che salta fuori. Personalmente quoto, a parte la “finezza” artistica. Dunque, via tutti gli spit dove ci si può proteggere.

      13/11/2010 – Gianni lanza

      Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle

      Bella, bellissima, salita con Simo, Franco, Simone, Alberto e Daniele.

      Un mio sogno: pensare di ripulire questo pezzo di storia, da quel po d’ erba, arbusti e i rovi, richiodarla a resinati nelle soste(non collegati) e solo nei pochi passaggi improteggibili, un paio di resinati per tiro, ( i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi), togliere tutta la varia rumenta ( catene arrugginite, fix in posizione illogica, chiodi marci), lasciandola parzialmente da proteggere ( ottime fessure) e valorizzarla con un piccolo cartello alla partenza che parli di Gervasutti e di questo pezzo di storia.

      Se a qualcuno piace l’ idea io vi do la mia disponibilità a collaborare, potete contattarmi sul sito http://www.montagnabiellese.com

    • #850920

      che dire? Sembra una bella via dalle foto. Mi sembra di leggere anche di spittatura selvaggia, “ad cazzum”, tanto che la gente naviga per la parete alla ricerca dell’itinerario…

      faccio due domande prima di dire come la penso (che poi non c’è bisogno che lo dica)

      Gervasutti come passò? Con che materiale?

      Questo direi ai ripetitori e gli lascerei la via il più pulita possibile (anche tutta, è davvero improteggibile? Come ha fatto il Fortissimo? Ha forzato la libera? Ha chiodato e “azzerato”? Non lo so e lo chiedo pubblicamente, ha una certa rilevanza) ad eccezione delle soste

      Vedere li spit in quel diedro fessurato è una porcheria, autentica.

      La proposta del Sig. Lanza (che non conosco) mi sembra quantomeno generosa e condivisibile, ma sono sicuro che ciò non gli farà guadagnare nuovi amici!

    • #850921
    • #850922

      eccezionale!

      Anzi, eccezzionale questo documento, bravo!

    • #850928

      magari Lanza potrebbe cominciare a schiodare la via Staich del ’53 alla sud Cossarello,visto che la pubblicizza sul suo sito e ci sono (su via di montagna e non falesia) spit a fianco di fessure proteggibilissime;

      sennò si parla bene ma si razzola male!

      Gervasutti la fece con le scarpe da città (così si dice) . Mettete allora un bel cartello alla base: ” Si prega di salire con scarpe da passeggio (come fece lui) senza friends (come fece lui), portarsi mazzetta e chiodi (magari forgiati a mano) perchè in quel periodo si scalava così, tutto ciò in rispetto di Gervasutti e della storia.”

      Aufidersen :mrgreen:

    • #850929

      dimenticavo : …per una etica pura e vera vi chiediamo di attaccarvi ad un canapone (non di indica) e di non usare l’imbragatura, così almeno lontanamente vi avvicinerete al Fortissimo”

    • #850932

      13/11/2010 – Gianni lanza

      Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle

      Bella, bellissima, salita con Simo, Franco, Simone, Alberto e Daniele.

      Un mio sogno: pensare di ripulire questo pezzo di storia, da quel po d’ erba, arbusti e i rovi, richiodarla a resinati nelle soste(non collegati) e solo nei pochi passaggi improteggibili, un paio di resinati per tiro, ( i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi), toglierei tutta la varia rumenta ( catene arrugginite, fix in posizione illogica, chiodi marci), lasciandola parzialmente da proteggere ( ottime fessure) e valorizzarla con un piccolo cartello alla partenza che parli di Gervasutti e di questo pezzo di storia.

      Se a qualcuno piace l’ idea io vi do la mia disponibilità a collaborare, potete contattarmi sul sito http://www.montagnabiellese.com

      Scusate, ma la mia non è una critica, ma solo un mio sogno personale, io la via se (sapete leggere) parlo di ripulirla da erba e rovi, e di riattrezzarla con un materiale adeguato al capolavoro storico che è, ovviamente è solo una questione estetica, per il resto io l’ho fatta almeno 20 volte di cui la prima nel ’75 con scarponi e senza imbrago, e per me va benissimo anche com’ è. Sia ben chiaro non ho nessuna regola da dettare ne nessun interesse a comparire, ho solo espresso un mio sogno, niente di più.

      Mi far star male vedere quante risposte fuori tema, solo polemiche, mi chiedo se se sapete comprendere ciò che leggete. Con questo vi chiederei di considerare chiusa questa storia. In futuro visto il livello starò ben attento prima di parlare.

    • #850933

      ajax wrote:

      Non voglio fare il Trombetta della situazione, sia ben chiaro, ma questo post su “Itinerari e gite” è, per il luogo, di sicuro in controtendenza e coraggioso. Colgo quindi l’invito e lo giro qui.

      Ora sbizzarritevi e vediamo quel che salta fuori. Personalmente quoto, a parte la “finezza” artistica. Dunque, via tutti gli spit dove ci si può proteggere.

      Come previsto la peste delle schiodature dilaga.

      Avete schiodato l’orco, bene.

      Sea la consideri cosa tua, benissimo.

      Ma ora BASTA, non rompete la minchia altrove.

      ajax wrote:

      13/11/2010 – Gianni lanza

      Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle

      Bella, bellissima, salita con Simo, Franco, Simone, Alberto e Daniele.

      Un mio sogno: pensare di ripulire questo pezzo di storia, da quel po d’ erba, arbusti e i rovi, richiodarla a resinati nelle soste(non collegati) e solo nei pochi passaggi improteggibili, un paio di resinati per tiro, ( i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi), togliere tutta la varia rumenta ( catene arrugginite, fix in posizione illogica, chiodi marci), lasciandola parzialmente da proteggere ( ottime fessure) e valorizzarla con un piccolo cartello alla partenza che parli di Gervasutti e di questo pezzo di storia.

      Se a qualcuno piace l’ idea io vi do la mia disponibilità a collaborare, potete contattarmi sul sito http://www.montagnabiellese.com

      LA storia di quella via è la via come si presenta: sogna di trombarti due fighe, o chi vuoi, ma lascia stare le cose come sono.

    • #850935

      Gianni lanza wrote:

      13/11/2010 – Gianni lanza

      Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle

      Bella, bellissima, salita con Simo, Franco, Simone, Alberto e Daniele.

      Un mio sogno: pensare di ripulire questo pezzo di storia, da quel po d’ erba, arbusti e i rovi, richiodarla a resinati nelle soste(non collegati) e solo nei pochi passaggi improteggibili, un paio di resinati per tiro, ( i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi), toglierei tutta la varia rumenta ( catene arrugginite, fix in posizione illogica, chiodi marci), lasciandola parzialmente da proteggere ( ottime fessure) e valorizzarla con un piccolo cartello alla partenza che parli di Gervasutti e di questo pezzo di storia.

      Se a qualcuno piace l’ idea io vi do la mia disponibilità a collaborare, potete contattarmi sul sito http://www.montagnabiellese.com

      Scusate, ma la mia non è una critica, ma solo un mio sogno personale, io la via se (sapete leggere) parlo di ripulirla da erba e rovi, e di riattrezzarla con un materiale adeguato al capolavoro storico che è, ovviamente è solo una questione estetica, per il resto io l’ho fatta almeno 20 volte di cui la prima nel ’75 con scarponi e senza imbrago, e per me va benissimo anche com’ è. Sia ben chiaro non ho nessuna regola da dettare ne nessun interesse a comparire, ho solo espresso un mio sogno, niente di più.

      Mi far star male vedere quante risposte fuori tema, solo polemiche, mi chiedo se se sapete comprendere ciò che leggete. Con questo vi chiederei di considerare chiusa questa storia. In futuro visto il livello starò ben attento prima di parlare.


      ti quoto! quello che scrivi e’ assolutamente logico e lecito…

    • #850936

      Vedo che ormai si è consolidato il partito dell’insulto, della confusione e del pressapochismo.

      C’è chi scrive una cosa e pretende di averne scritta un’altra, chi non coglie l’utilità del forum e lo usa invece per fare la voce grossa ogni volta che qualcuno dice qualcosa di “sconveniente”…

      Anche in questo caso, il post è stato preso dal verso sbagliato (anche se a questo punto il buon lanza aggiusta il tiro?), ed è letto come la diffusione della peste!

      Fin dall’inizio, si era parlato della “possibilita’” di “rivedere” anche solo un itinerario di valenza storica seppur inserito in contesti come quelli della Sbarua. E non si tratta affatto di schiodarlo tutto! Quanto di “equilibrarlo” nel modo in cui meriterebbe, anche per la sua valenza storica. Si tratta di discutere in modo “tecnico e civile” mettendo in campo motivazioni non di pancia, ma di buon senso! E invece che accade? Persone che non conoscono affatto la storia di luoghi come l’Orco, per esempio, scrivono negli altri topic stupidaggini e allontanano sempre di più la “chiarezza” che fin dall’inizio si va cercando., Accade che tu, caro alkurtz, citi Sea

      dicendo che è “cosa mia” quando in modo fin troppo chiaro ho speso parole a favore di una politica di “mediazione”, dove la “riparazione” di “un solo” itinerario ha havuto una genesi sofferta, ma che è stata di fatto un invito ad uscire dall’ignobile anonimato delle schiodature. Adirittura, vengo attaccato sulla sezione itinerari e gite da un sedicente fruitore del “plaisir” solo perchè, con parole educate, ho puntualizzato che un piccolo settore ora riattrezzato con spit, aveva in origine un nome diverso e che una fessura (ora con un nome diverso) era già stata salita in stile clean vent’anni fa. Questo, ovviamente con la buona fede del nuovo apritore, che ha manifestato intelligenza e disponibilità anche a schiodare (cosa che certamente non ho chiesto ne voglio). Ma il fruitore-plaisir no, certo, dopo 500 spit messi in valle egli vede in me il pentito della Trad-izione, che vuole schiodare tutto! Questo dimostra solo ottusità e superficialità! Qui, cari amici, che sorridete per le mie citazioni storiche che sono l’ultimo mio aggancio voluto con il forum, volete solo che prevalgano due partiti – fazione mentre non v’interessa affatto, né dall’una né dall’altra parte, fare un mezzo passo indietro. Dire “abbiamo sbagliato” è certo un’ignominia che non si conface ai “buoni italiani”. E allora giù! Difesa e rinforzo delle roccaforti! Rivedere in ottica semi- trad un itinerario dalle fessure stupende come la Gervasutti – Ronco sarebbe un gesto di grande maturità, anche a tutela ed arricchimento di un luogo come la Sbarua, ormai terreno naturale per corsi, adatto per muovere i primi passi da capocordata e per gli amanti del plaisir. Nessuna peste e nessun vento trad, dunque. Se non volete dire la vostra in modo sensato ma preferite vivere con la vostra cataratta, fate pure. La “guerra” è solo colpa vostra, di chi si ferma al tifo, non di chi cerca “argomenti”.

    • #850937

      Se si vuole fare una bella via di Gervasutti , senza spit si può sempre andare

      Courmaon – Cresta Est, via Gervasutti.

      Solo che per andare all’ attacco ci vuole due o tre ore :-)…li si che si fa alpinismo…

      http://scuolaguidodellatorre.interfree.it/relazioni/roccia/Courmaon-viaGervasutti.html

      Fabio

    • #850938

      fabio_8c wrote:

      Se si vuole fare una bella via di Gervasutti , senza spit si può sempre andare

      Courmaon – Cresta Est, via Gervasutti.

      Solo che per andare all’ attacco ci vuole due o tre ore :-)…li si che si fa alpinismo…

      http://scuolaguidodellatorre.interfree.it/relazioni/roccia/Courmaon-viaGervasutti.html

      Fabio

      ma fabio!!!! 🙄 🙄 🙄

      a scanso d’equivoci, cito da Gianni Lanza la parte che quoto: “lasciandola parzialmente da proteggere ( ottime fessure) e valorizzarla con un piccolo cartello alla partenza che parli di Gervasutti e di questo pezzo di storia”

    • #850939

      Comunque se si fa un bel lavoro , intelligente , come propone Lanza… io sono favorevole

      Fabio

    • #850943

      ” magari Lanza potrebbe cominciare a schiodare la via Staich del ’53 alla sud Cossarello,visto che la pubblicizza sul suo sito e ci sono (su via di montagna e non falesia) spit a fianco di fessure proteggibilissime;

      sennò si parla bene ma si razzola male! “

      Sono sempre in trepidante attesa :P :P :P

    • #850946

      AJAX… dai la mettevo sul sorriso

      Comunque mi piacerebbe fare ilCourmaron per la via di gervasutti… magari mi accompagni :-)

      Per tornare a Sbarua, l’ idea di valorizzare una via pulendola da rovi e catene arrugginite, non mi sembra una

      cattiva idea, anche la soluzione proposta , di mettere dei resinati simil vecchi chiodi se ho capito bene nei punti non proteggibili, in fin dei conti siamo sempre su una falesia e non sul Courmaron ;) .

      Mettere una targa spiegando chi era il Fortissimo lo trovo anche un valorizzare la palestra perchè no, magari si potrebbe anche descrivere come l’ aveva salita lui negli anni 30 , con scarponi ecc.

      E ovvio che al giorno d’ oggi con scarpette , cascetto, imbraghi , in qualsiasi modo la si salga, non sarà mai come l’ ha affrontata il Fortissimo.

      devo dire che io l’ ho fatta solo una volta due anni fa, e non mi ero perso tra gli spit è molto logica, è una via di stampo classico che segue i punti più deboli della parete.

      a parte il primo tiro che comincia ad essere un po saponato , il resto è una favola… devo provarla proteggendomi, dove riesco :P

      fabio

    • #850947

      stambecco wrote:

      che dire? Sembra una bella via dalle foto. Mi sembra di leggere anche di spittatura selvaggia, “ad cazzum”, tanto che la gente naviga per la parete alla ricerca dell’itinerario…

      faccio due domande prima di dire come la penso (che poi non c’è bisogno che lo dica)

      Gervasutti come passò? Con che materiale?

      Questo direi ai ripetitori e gli lascerei la via il più pulita possibile (anche tutta, è davvero improteggibile? Come ha fatto il Fortissimo? Ha forzato la libera? Ha chiodato e “azzerato”? Non lo so e lo chiedo pubblicamente, ha una certa rilevanza) ad eccezione delle soste

      Vedere li spit in quel diedro fessurato è una porcheria, autentica.

      La proposta del Sig. Lanza (che non conosco) mi sembra quantomeno generosa e condivisibile, ma sono sicuro che ciò non gli farà guadagnare nuovi amici!


      caro stambecchino! certo che per un “trad” non conoscere la gervasutti!!!!!

    • #850948

      minoso wrote:


      caro stambecchino! certo che per un “trad” non conoscere la gervasutti!!!!!

      beh, il fatto di non essere mai andato alla sbarua non lo vedo peccato mortale, anzi…

      conosco però “clean è morto”

      fabio_8c wrote:

      devo dire che io l’ ho fatta solo una volta due anni fa, e non mi ero perso tra gli spit è molto logica,

      a vedere le foto anche a me sembrava logica, ma leggendo sui commenti alle vie ho letto di gente che si è persa (sezione arrampicata di gulliver) non me lo sono inventato per rompere le scatole.

    • #850949

      riguardo alla sbarua ritengo che si sia esagerato anni fa con la chiodatura plasir, cosi come ora si esagera con il trad vedi i

      “comandamenti” eh stambecchino?

      penso che in valle orco ci sia la giusta misura quanto a chiodature e andrebbe lasciato tutto cosi come e’

      ben venga il “restauro” di vie storiche in sbarua se fatto in maniera “sensata e condivisa” e non come atto arbitrario come purtroppo e’ gia’ successo, da parte di qualche imbecille!!..mi riferisco a rattle snake…

      ho scritto anche troppo, torno a fare il minoso ;) ;) ciao

    • #850950

      a me sembra una buona idea… anche pensando al fatto che essedno la sbarua un posto frequentato da molti corsi offrire al possibilità di provare una via storica dovendosi proteggere ma avendo comunque delle soste decenti e risistemate potrebbe far venire in mente a qualche istruttore di fare provare gli allievi qualcosa di nuovo.. e anche la targa su come era stat salita all’epoca può servire a tutti i moderni a tirarsela un po’ di meno.. arveitze

    • #850951

      stambecco wrote:

      beh, il fatto di non essere mai andato alla sbarua non lo vedo peccato mortale, anzi…

      conosco però “clean è morto”

      a vedere le foto anche a me sembrava logica, ma leggendo sui commenti alle vie ho letto di gente che si è persa (sezione arrampicata di gulliver) non me lo sono inventato per rompere le scatole.


      caro stambecchino! peccato mortale….anzi…vedi che usi le parole a sproposito?..certo che non fa figo conoscere la sbarua!!!devi essere o molto giovane o…irrecuperabile!!!! la citazione poi ..”clean e’morto” guccini ti sodomizzerebbe volentieri 😆 😆 😆

    • #850952

      Beh… per come la vedo io ci sarebbe piuttosto da chiedersi quale sia stato il genius che ha spinto qualcuno, indipendentemente da chi, a mettere mano al trapano per spittare…

      Il segno dei tempi. Si potrebbe dire. Dove invece di prepararsi per una salita si vuole una salita preparata.

      E va anche benissimo.

      Perchè non vedo come si possa uscire dal proprio tempo.

      Se si ha solo la domenica, mezza giornata e pure “tirata”, da dedicare all’arrampicata e non si ha voglia, tempo, passione da dedicare… va bene anche una salita addomesticata, senza pensieri… un via come tante. In una parola: plaisir.

      Però… una domanda, ai severi critici critici… che subito si rabbuiano… tuoneggiano…

      Perchè se, mettiamo pure per la maggioranza e me compreso, la questione è così, come dico sopra, non si vuole invece lasciare aperta la possibilità ad altri con più tempo, più voglia, più passione o semplicemente un gusto diverso, di scalare come a loro aggrada? Di dedicarsi alla specialità che vogliono?

      Perchè?

      Perchè se la Sbarua è diventata negli anni una falesia esclusivamente plaisir non ci si può nemmeno più chiedere se sia possibile ripristinare qualche via storica?

      E non mi sembra si stia parlando, dico parlando, di un rapporto più equo tra vie a spit e vie da proteggere… che so tenere una “riserva” del tot%… robe così….

      No, qui si parla, e dico parla, di unità.

      Di una via poi, in particolare, che potrebbe essere valorizzata conservandone il carattere storico, o anche propedeutico… forse anche per qualcuno persin terapeutico.

      Spiegatemi, graz…

    • #850953

      mah, di andare in sbarua non mi è mai passato per la mente per vari motivi, primo fra tutti la distanza e quindi il rapporto qualità/prezzo (dove per prezzo si intende quanto ci vuole ad arrivare tra tutto)

      non è un discorso di snobbismo o altro…

      secondo, clean è morto non è una citazione di guccini, bensì la traduzione di “clean isch tot”, semisconosciuta e molto dura (un calcio nei denti… coi ramponi! cit.) via del fortissimo martin moser, sulla croda rossa

      http://www.freakclimbing.com/modules.php?name=News&file=article&sid=1103

      come fai a non sapere che anche su rocce non sospette il trad era presente e florido già in epoche passate?!?

    • #850954

      Per quello che conta dico la mia, la proposta di Lanza la condivido sopprattutto per quanto riguarda la pulizia dalle mutte di terra ed erbame vario (cosa gli schiodatori non fanno mai, troppa fatica, più facile girare una chiave fissa, vero?). So già che una operazione del genere darà il via a posizioni tipo: anche la Rossa, anche la Barbi, anche la Motti-Grassi, anche la Cinquetti, anche il Rivero da gente che magari manco sa dove è la Sbarua non ci ha mai scalato non ha mai manco messo un cordino però deve trombonare 😯 sennò non è contento ma dopotutto i forum servono a questo. La Gervasutti è più storia della Rossa? Lo è di meno la Motti-Grassi? E allora via tutto! Bravi, avrete il vostro giocattolo ma forse quando molti vi incontreranno sul sentiero vi prenderanno a pedate nel culo 😆 😆 😆 😆preparatevi un cuscino!

    • #850955

      ajax wrote:

      13/11/2010 – Gianni lanza

      Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle

      Bella, bellissima, salita con Simo, Franco, Simone, Alberto e Daniele.

      Un mio sogno: pensare di ripulire questo pezzo di storia, da quel po d’ erba, arbusti e i rovi, richiodarla a resinati nelle soste(non collegati) e solo nei pochi passaggi improteggibili, un paio di resinati per tiro, ( i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi), togliere tutta la varia rumenta ( catene arrugginite, fix in posizione illogica, chiodi marci), lasciandola parzialmente da proteggere ( ottime fessure) e valorizzarla con un piccolo cartello alla partenza che parli di Gervasutti e di questo pezzo di storia.

      Se a qualcuno piace l’ idea io vi do la mia disponibilità a collaborare, potete contattarmi sul sito http://www.montagnabiellese.com

      Ma come fai a sapere che quando l’ha salita Gervasutti non c’erano arbusti, rovi o erba?

      Ma che cazzo dici?

      Se non ricordo male sulla via c’è un pò di tutto, chiodi vecchi, spit, anche fittoni con anello.

      Voler togliere tutto per mettere ” i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi” mi sembra una minchiata colossale, una ricostruzione scenografica per rivivere emozioni “cinematrografiche”: un passatempo da vecchi rincoglioniti.

      Gervasutti, per quel poco che ho letto e capito, riderebbe di questa idea, se ne farebbe un baffo.

      “«Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria. La meta raggiunta è già superata. Direi quasi un senso d’amarezza per il sogno diventato realtà. Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa, lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai. Ma anche questo non è che un altro episodio. Sceso a valle cercherò subito un’altra meta. Se non esisterà la creerò».

      Queste sono parole di Gervasutti

      E invece voi state ad affannarvi sulle cose morte, volete creare reliquie di una religione che non ha senso di esistere: la religione del già stato.

      Leggo sulla guida della Sbarua di Carbone che Gervasutti salì la via nel 1937.

      Prima di allora questo era il suo curriculum

      nel 1931 nelle Dolomiti la NO della Cima Toro e la O-NO della Cima Both;

      nel 1933 la salita della cresta sud dell’Aiguilles Noire de Peuterey e la realizzazione di tre grandi ascensioni nel Delfinato,

      nel 1934 con Devies la NO del Pic d’Olan, lo stesso anno la Punta Cilena o Matteoda nelle Ande e due Cerros superiori ai 5000 metri, nel 1935 la cresta SE del Pic Gaspard e

      nel 1936 la NE dell’Ailefroide con una costola rotta in un banale incidente.

      Gervasutti era un alpinista, non un falesista. Se vogliamo onorare Gervasutti andiamo a fare le sue vie in montagna, non accendendo un cero sotto quello che per lui penso fosse un passatempo di una domenica come un’altra passata in piacevole compagnia.

      Lasciando stare la via come è adesso si rende onore alla “truppa” degli alpinisti arrampicatori scalatori della domenica che si divertono, si sono divertiti e si divertiranno su una linea che, visto il soggetto Gervasutti, non credo fosse un destino o un sogno.

      Poi, che cazzo devi valorizzare?

      Su gulliver ci sono almeno 38 commenti tutti positivi. E chissà quanti l’hanno fatta e non hanno commentato.

    • #850956

      nonmitemgomai wrote:

      E allora via tutto! Bravi, avrete il vostro giocattolo ma forse quando molti vi incontreranno sul sentiero vi prenderanno a pedate nel culo 😆 😆 😆 😆preparatevi un cuscino!

      Ma.. nonmitengomai, io quando apro le mie linee che NON chiodo mi viene il dubbio, o meglio, immagino che tanti (o pochi, che ne so?), si chiederanno: ma non era meglio spittarla? Forse si, forse no. Pensa che metà delle vie che ho aperto non sono ancora riuscito a farle in libera!!! Potrei essere il primo a pensarci!!! Ma, per simmetria di ragionamento… e se invece ci fosse in giro della gente contenta? Non ti è mai balenata questa possibilità?!? Che magari qualcuno ti incontri e ti dica: “Bravo, hai fatto proprio un bel mestiere, adesso è proprio una bella via!”

    • #850957

      stambecco wrote:

      mah, di andare in sbarua non mi è mai passato per la mente per vari motivi, primo fra tutti la distanza e quindi il rapporto qualità/prezzo (dove per prezzo si intende quanto ci vuole ad arrivare tra tutto)

      non è un discorso di snobbismo o altro…

      secondo, clean è morto non è una citazione di guccini, bensì la traduzione di “clean isch tot”, semisconosciuta e molto dura (un calcio nei denti… coi ramponi! cit.) via del fortissimo martin moser, sulla croda rossa

      http://www.freakclimbing.com/modules.php?name=News&file=article&sid=1103

      come fai a non sapere che anche su rocce non sospette il trad era presente e florido già in epoche passate?!?


      se vogliamo andare per citazioni …caro stambecchino..non la finiamo piu’.

      cerca di usare parole e azioni tue! fidati ! conosco anche io situazioni (non parole …che come mi insegni, tutto e’gia’ stato detto) poco o niente conosciute…ovviamente su rocce non sospette!!! ullalla’ ;) ;) dammi retta ,divertiti sul tuo trad …senza volere imporre le tue regolette agli altri..ps…come rapporto qualita’ prezzo , conviene andare alla sbarua o sulla croda rossa?………tanto per sapere :? :? :?

    • #850959

      ajax wrote:

      Non voglio fare il Trombetta della situazione, sia ben chiaro, ma questo post su “Itinerari e gite” è, per il luogo, di sicuro in controtendenza e coraggioso. Colgo quindi l’invito e lo giro qui.

      Ora sbizzarritevi e vediamo quel che salta fuori. Personalmente quoto, a parte la “finezza” artistica. Dunque, via tutti gli spit dove ci si può proteggere.

      13/11/2010 – Gianni lanza

      Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle

      Bella, bellissima, salita con Simo, Franco, Simone, Alberto e Daniele.

      Un mio sogno: pensare di ripulire questo pezzo di storia, da quel po d’ erba, arbusti e i rovi, richiodarla a resinati nelle soste(non collegati) e solo nei pochi passaggi improteggibili, un paio di resinati per tiro, ( i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi), togliere tutta la varia rumenta ( catene arrugginite, fix in posizione illogica, chiodi marci), lasciandola parzialmente da proteggere ( ottime fessure) e valorizzarla con un piccolo cartello alla partenza che parli di Gervasutti e di questo pezzo di storia.

      Se a qualcuno piace l’ idea io vi do la mia disponibilità a collaborare, potete contattarmi sul sito http://www.montagnabiellese.com

      Condivido il desiderio di Lanza. Sarebbe un bel gesto, senza ombra di dubbio. Tutto qua.

      …e come ha detto qualcun’altro, forse gli istruttori inizierebbero da li ad insegnare qualcosa di nuovo ai propri allievi, proprio dalla via forse più rappresentativa della Sbarua.

    • #850960

      alkurtz wrote:

      Ma come fai a sapere che quando l’ha salita Gervasutti non c’erano arbusti, rovi o erba?

      Ma che cazzo dici?

      Se non ricordo male sulla via c’è un pò di tutto, chiodi vecchi, spit, anche fittoni con anello.

      Voler togliere tutto per mettere ” i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi” mi sembra una minchiata colossale, una ricostruzione scenografica per rivivere emozioni “cinematrografiche”: un passatempo da vecchi rincoglioniti.

      Gervasutti, per quel poco che ho letto e capito, riderebbe di questa idea, se ne farebbe un baffo.

      “«Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria. La meta raggiunta è già superata. Direi quasi un senso d’amarezza per il sogno diventato realtà. Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa, lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai. Ma anche questo non è che un altro episodio. Sceso a valle cercherò subito un’altra meta. Se non esisterà la creerò».

      Queste sono parole di Gervasutti

      E invece voi state ad affannarvi sulle cose morte, volete creare reliquie di una religione che non ha senso di esistere: la religione del già stato.

      Leggo sulla guida della Sbarua di Carbone che Gervasutti salì la via nel 1937.

      Prima di allora questo era il suo curriculum

      nel 1931 nelle Dolomiti la NO della Cima Toro e la O-NO della Cima Both;

      nel 1933 la salita della cresta sud dell’Aiguilles Noire de Peuterey e la realizzazione di tre grandi ascensioni nel Delfinato,

      nel 1934 con Devies la NO del Pic d’Olan, lo stesso anno la Punta Cilena o Matteoda nelle Ande e due Cerros superiori ai 5000 metri, nel 1935 la cresta SE del Pic Gaspard e

      nel 1936 la NE dell’Ailefroide con una costola rotta in un banale incidente.

      Gervasutti era un alpinista, non un falesista. Se vogliamo onorare Gervasutti andiamo a fare le sue vie in montagna, non accendendo un cero sotto quello che per lui penso fosse un passatempo di una domenica come un’altra passata in piacevole compagnia.

      Lasciando stare la via come è adesso si rende onore alla “truppa” degli alpinisti arrampicatori scalatori della domenica che si divertono, si sono divertiti e si divertiranno su una linea che, visto il soggetto Gervasutti, non credo fosse un destino o un sogno.

      Poi, che cazzo devi valorizzare?

      Su gulliver ci sono almeno 38 commenti tutti positivi. E chissà quanti l’hanno fatta e non hanno commentato.


      beh! ragionando come te… (con le giuste proporzioni) allora anche il colosseo chissa’ quanti lo hanno visto! quante “truppe”….di cui tu non fai parte vero? sei superiore tu….. :? :? :?

    • #850962

      minoso wrote:


      beh! ragionando come te… (con le giuste proporzioni) allora anche il colosseo chissa’ quanti lo hanno visto! quante “truppe”….di cui tu non fai parte vero? sei superiore tu….. :? :? :?

      minoso ma sei proprio un “virus”! ;)

      per alkurtz: secondo quanto affermi allora bisognerebbe “buttare” i bozzetti di Michelangelo solo perchè poi ha fatto la Cappella Sistina… 8-)

    • #850963

      Mah… i professionisti dell’incompresione continuano a davanare sull’Alpinismo, sull’Onorare…

      Tutte cose che con la proposta non ci azzeccano per niente.

      Ma è stata almeno letta la proposta?

      Si parla di dare una ripulita, togliere la rumenta, lasciare pochi spit indispensabili.

      Insomma di fare un restayling, fatto, questa volta, con un occhio più attento a quello che è quella via.

      Una via degli anni ‘30, che per anni e da centinaia di arrampicatori è stata salita proteggendosi, ecc… Indipendemente se Gervasutti l’abbia aperta mentre passeggiava una domenica pomeriggio.

      Il voler dare una risistemata può essere banale, ininfluente, forse anche superfluo.

      Però non vedo perchè non la si possa valorizzare a questo modo.

      Cioè conservare alcune vie, come si conserva un affresco. Non si conserva solo la Cappella Sistina, per mio conto un affresco sotto un portico di paese potrebbe anche valer la pena di essere conservato.

      Potrebbe sembrare un «affannarvi sulle cose morte, volete creare reliquie di una religione che non ha senso di esistere: la religione del già stato». Mah… può essere, questa mi sembra però più solo una frase, nella concretezza è semplicemente il cercare di valorizzare la differenza di questa via rispetto alle centinaia di vie esistenti a spit.

      Considerandone la storia, di chi è stato l’apritore. Non per “santificarne” il nome (che non ne ha bisogno e su questo concordo) ma cogliendone l’opportunità: visto che comunque l’ha aperta lui, conserviamo la possibilità di scalare come scalava quando passava le domeniche pomeriggio…

      Niente di più. Dite banale? Embè?

      A me non spiace per niente salire una via considerando la sua storia, di come è stata aperta, di come è stata salita per anni. E’ vietato?

      E’ una reliquia E alura? C’è l’arrampicata sportiva e c’è l’arrampicata che tiene conto non solo del gesto atletico. Io ho un bel po’ di vie che vorrei salire non per la difficoltà, ne per il posto dove sono, ne per il tipo di roccia, ecc… ma solo per la loro storia.

      E’ un problema? Mi dite che ho dei problemi?

      E questa è la questione vista dal lato storico.

      Se poi la questione la vogliamo vedere dal lato della fruizione, della scalata in sè, non vedo perchè non si possa lasciare l’opportunità della scelta.

      Non si possa lasciare libero il terreno per una specialità, quella di scalare proteggendosi, a fianco di altre centinaia di vie di specialità diversa.

      Si dice che questo forse potrebbe rappresentare il segnale per porre la questione di ripristinarne delle altre.

      Embè? Scusate ma se qualcuno pone la questione vuol dire che la questione è da porre. Sarà forse minoritaria, ma a mio modo di vedere, questo non è un argomento valido per non, almeno, parlarne.

    • #850964

      Quanto pubblicato e detto da Oracolo vale più di mille polemiche. Se ci sono gli spit, come noiosamente ho già detto altre volte, essi non hanno la calamita; passi solo quello che vuoi passare, a me pare così banale ma vedo che forse non è così :? :? :? Pensi che chi moschettona gli spit è un pusillanime irrispettoso della storia? Bene fottitene e usa il tuo “gear”, sei un pusillanime domenichino che si caga troppo e non si vuole rompere il culazzo? Bene proteggiti con lo spit! Non capisco a chi dia fastidio tutto ciò? Al solo, principio di rompere gli zebbedei, mi pare.

      Ripeto la domanda: dopo la Gervasutti anche la Motti-Grassi, Rivero, Rossa,Cinquetti con le stesse motivazioni?

      n.b. una notazione per quelli che dicono che se c’è lo spit non fa lo stesso, vorrei che spiegassero una volta per tutte (e non solo dicendo ‘non è lo stesso, se non capisci fatti tuoi’) in cosa cambia avere gli spit e non passarli e non averli è solo una scelta personale oppure vi preoccupa il traffico su certe vie che vorreste solo per voi e i vostri 500 eurini di friends? RISPONDETE, …AZZ!!! 😈 😈 😈 😈 (astenersi per favore puttanate sulla storia e santificazioni varie, nun c’è pò fregà dde meno)

    • #850965

      Non è lo stesso.

      Può essere lo stesso se la via è ampiamente sotto le tue possibilità.

      Ma a questo punto non si mettono nemmeno i friends… o se ne mette magari uno.

      Mi sembra strano che tu dica che è lo stesso e che tu chieda di spiegarti la differenza.

      Avere lo spit è comunque sempre una sicurezza.

      Ma, preciso, NON perchè lo spit sia più “sicuro” del friends.

      Ma perchè è già lì.

      Se non passo con i friends… posso sempre usare lo spit. Questo è il retropensiero.

      E’ spittata: allora posso comunque passare. Se poi riesco anche a proteggermi, meglio.

      Quindi per me è una finzione.

      Come quelli che fanno le solitarie… ma con il telefonino, i soci che fanno fotografie e le telecamere.

      Per carità, solitaria nel senso di scalata magari anche in free-solo sarà solitaria.

      Ma non è partire da solo e bon. Senza compromessi.

      Comunque se non ti torna la teoria credo che la cosa migliore sia la pratica.

      Ed è per questo che dico mi sembra strano tu chieda. Perchè credo che di pratica tu ne abbia un bel po’.

      E mi chiedo come sia possibile che tu non ti sia mai trovato su una via, al tuo limite, quella dove fatichi veramente, e vorresti avere lì, a portata di mano uno spit… e invece non c’è… devi cercare il nut, il friend… ma non fingendo che non ci sia lo spit, che potresti sempre rinviare e decidi che non rinvii.

      No, questa, se permetti, è una finzione. O almeno a me sembrerebbe di recitare una farsa.

      Poi lo posso anche fare, ma non posso lontamente pensare (io, per me stesso, per come intendo io una via da proteggere) di avere salito una via proteggendomi piazzando un friend a pochi centimetri da uno spit.

      Allora, a quel punto, piuttosto di una farsa uso gli spit e amen…

    • #850966

      nonmitemgomai wrote:

      Quanto pubblicato e detto da Oracolo vale più di mille polemiche. Se ci sono gli spit, come noiosamente ho già detto altre volte, essi non hanno la calamita; passi solo quello che vuoi passare, a me pare così banale ma vedo che forse non è così :? :? :? Pensi che chi moschettona gli spit è un pusillanime irrispettoso della storia? Bene fottitene e usa il tuo “gear”, sei un pusillanime domenichino che si caga troppo e non si vuole rompere il culazzo? Bene proteggiti con lo spit! Non capisco a chi dia fastidio tutto ciò? Al solo, principio di rompere gli zebbedei, mi pare.

      Ripeto la domanda: dopo la Gervasutti anche la Motti-Grassi, Rivero, Rossa,Cinquetti con le stesse motivazioni?

      n.b. una notazione per quelli che dicono che se c’è lo spit non fa lo stesso, vorrei che spiegassero una volta per tutte (e non solo dicendo ‘non è lo stesso, se non capisci fatti tuoi’) in cosa cambia avere gli spit e non passarli e non averli è solo una scelta personale oppure vi preoccupa il traffico su certe vie che vorreste solo per voi e i vostri 500 eurini di friends? RISPONDETE, …AZZ!!! 😈 😈 😈 😈 (astenersi per favore puttanate sulla storia e santificazioni varie, nun c’è pò fregà dde meno)

      dunque, lasciando perdere le “puttanate della storia” e ammettendo che, al momento, è cosa fattibile e divertente ripetere le vie senza usare gli spit, però ti faccio questa domanda.

      Ti trovi davanti una fessura di 6c spittata plaisir, cioè ad esempio senza obbligatorio. Il tuo grado è 6b/6b+, ma, dato che ci sono gli spit decidi di provare. Mal che vada t’appendi o azzeri.

      Ti trovi invece la stessa fessura clean, con lo stesso grado in tasca. Tuttavia il fatto di essere sputato fuori dalla fessura mentre cerchi il friend del caso, poco t’aggrada. Per di più se ti ritiri magari dovresti lasciarne uno. Risultato, vai a fare una bella fessura consona alle tue possibilità, consapevole che prima o poi riuscirai con allenamento e testa ad osare anche su quella di 6c. C’è differenza? Anche nel godimento della meta? Certo che c’è!

      E’ vero, puoi tentare di salire anche ignorando gli spit. Ma la tua testolina ben sa che in caso di necessità lo spit è lì. Dunque la cosa cambia.

      Ora, questa possibilità è peraltro buona e propedeutica, ma non deve legittimare future chiodature di fessure, così come in qualche modo dovrebbe delegittimare schiodature del passato. Il tentare clean una via a spit, può essere il giusto mezzo al momento per andare verso una nuova sensibilità. Cioè che la sicurezza per esempio non passa dagli spit, ma dalla capacità dell’individuo nel mettere le protezioni (oltretutto quante ne vuole), dalla consapevolezza che si può aggiustare la propria arrampicata sulla base delle reali capacità.

      E’ più rischiosa una scalata su friend rispetto a quella sugli spit? Io dico che dipende dal soggetto non dall’oggetto, mentre di sicuro in quella sportiva dipende dall’oggetto.

      Sono due attività complementari ma diverse, che possono avere i loro spazi e godere del reciproco rispetto, come i 100 metri e i 1000.

      Gervasutti – Rivero – Motti – Grassi in semi – trad, non tolgono nulla alle potenzialità generali della Sbarua, anzi, le arricchiscono. Avvicinano neofiti, allievi e istruttori, a una scalata, non uguale è ovvio, ma più simile allo spirito originario. Rappresentano un piccolo ma bel traguardo “obbligatorio” per chi voglia capire qualcosa in più dell’essenza della scalata. Più possibilità per essere polivalenti e meno omologati, costruendo un approccio più equilibrato con la Montagna in futuro. Di certo meno “dovuto”.

    • #850967

      ajax wrote:


      dunque, lasciando perdere le “puttanate della storia” e ammettendo che, al momento, è cosa fattibile e divertente ripetere le vie senza usare gli spit,


      per quanto mi riguarda il discorso finisce a queste parole :ugeek:

    • #850968

      E no non e’ vero che se la fessura e’ superiore di grado alle mie

      possibilita’ non la salgo ,casomai non mi diverto a salirla poiche’

      saro’ costretto ad appendermi.

    • #850971

      che dire.. se le spiegazioni vengono date ma ci si ferma alla prima frase perchè secondo te il fatto di poter salire giustifica di per sè il fatto che ognuno si spitti tutto ciò che vuole in base al principio che chi non è d’accordo al massimo fa che non passare gli spit.. caro nonmitemgomai.. .forse allora non è vero che vuoi spiegazioni.. vuoi che qualcuno ti dica che hai solo ragione tu.. perchè sei convinto che mettere gli spit sia giusto… In base a cosa.. ?

      – che è più sicuro? ( molto discutibile come già ampiamente sviscerato in questi mesi non ci torno sopra )

      – che costa meno ?( anche questo discutibile.. con i friend ti ci fai molti anni di salite con gli spit tutta la vita fregando agli altri che come cajo o oomaxster graziosamente e a costo zero per te attrezzano chilometri di vie.. !!! )

      – che tanto oramai è cosi perchè toglierli ? ( forse per rispettare anche le opinioni degli altri e la possibilità di scalare in più modi oltre a quello che fai tu, e il più delle volte anch’io che non sono cosi bravo )

      – che cosi ci va più gente ? ( ce ne sono in abbondanza di vie a spit.. averne qualcuno più in stile trad o simili non mi sembra un gran danno alle tue libertà

      – che sei tanto bene abituato cosi che l’idea di andare in sbarua a primavera e non torvare più tutti gli spit delal gervasutti ti provoca delle ansie incredibili.. adesso per rifarla dovrai o allenarti come una bestia o comprarti un paio di bd ( direi che puoi farteli prestare o andare li vicino a fartene una con 7-8 spit a tiro che sicuramente ti diverti uguale e non rischi di incontrare quei noiosi che ci mettono una vitta a posizionare i friend )

      O devo invece pensare che la gervasutti ronco era il tuo ultimo desiderio impossibile e l’idea di trovartela senza spit ti manda di fuori..?? altrimenti davvero dammi una banale spiegazione del cosa ci trovi di cosi problematico nel fatto che quella via e forse come dici tu un paio di altre in futuro.. in un posto come la sbarua che avrà almeno 20 vie di pari grado e lunghezza e bellezza più le altre 2-3-400 ?? .. venga risistemata togliendo gli spit superflui, un po’ di erbacce e risistemata alle soste.. ?? e senza parlare del fatto che il 95% delle altre vie di tutti i tipi nell’arco alpino sono in media spitatte più o meno plaisir.. e tieni conto che io non sono uno che apre vie, che fa l’8c a vista o che attrezza falesie trad.. anzi se può usare gli spit di solito li usa..li munge, li coccola e al massimo si concede qualche viuzza facile con pochi spit o da integrare in tutto o in parte..

    • #850976

      nonmitemgomai wrote:

      Quanto pubblicato e detto da Oracolo vale più di mille polemiche. Se ci sono gli spit, come noiosamente ho già detto altre volte, essi non hanno la calamita; passi solo quello che vuoi passare, a me pare così banale ma vedo che forse non è così :? :? :? Pensi che chi moschettona gli spit è un pusillanime irrispettoso della storia? Bene fottitene e usa il tuo “gear”, sei un pusillanime domenichino che si caga troppo e non si vuole rompere il culazzo? Bene proteggiti con lo spit! Non capisco a chi dia fastidio tutto ciò? Al solo, principio di rompere gli zebbedei, mi pare.

      Ripeto la domanda: dopo la Gervasutti anche la Motti-Grassi, Rivero, Rossa,Cinquetti con le stesse motivazioni?

      n.b. una notazione per quelli che dicono che se c’è lo spit non fa lo stesso, vorrei che spiegassero una volta per tutte (e non solo dicendo ‘non è lo stesso, se non capisci fatti tuoi’) in cosa cambia avere gli spit e non passarli e non averli è solo una scelta personale oppure vi preoccupa il traffico su certe vie che vorreste solo per voi e i vostri 500 eurini di friends? RISPONDETE, …AZZ!!! 😈 😈 😈 😈 (astenersi per favore puttanate sulla storia e santificazioni varie, nun c’è pò fregà dde meno)


      condivido pienamente,e poi cosa ne sappiamo noi cosa avrebbero fatto gli apritori se avessero avuto trapano e spit….ripuliamo pure fessure e quant’altro ma quei pochi fix lasciamoli

    • #850977

      Sta di fatto che non hanno messo niente e gli spit sono stati aggiunti dopo da altri….

      Cosa avrebbero fatto se avessero avuto il trapano non lo so… ma indipendentemente da questo se avessero avuto le protezioni veloci di cui disponiamo oggigiorno SICURAMENTE non avrebbero messo spit

    • #850979

      MARCO C wrote:


      condivido pienamente,e poi cosa ne sappiamo noi cosa avrebbero fatto gli apritori se avessero avuto trapano e spit….ripuliamo pure fessure e quant’altro ma quei pochi fix lasciamoli


      spesso infatti nelle fessure i cunei di legno.. sai quelle cose che si incastrano e sono di varie misure proprio come i bd e poi se riesci li togli.. poi qualcuno ha incominciato ad usare i bulloni e poi c’ha messo un cavetto .. ecc.. si chiama evoluzione..

    • #850980

      pastore wrote:


      spesso infatti nelle fessure i cunei di legno.. sai quelle cose che si incastrano e sono di varie misure proprio come i bd e poi se riesci li togli.. poi qualcuno ha incominciato ad usare i bulloni e poi c’ha messo un cavetto .. ecc.. si chiama evoluzione..


      mamma mia!!! peggio che la politica qui :? :? :?

    • #850981

      “beh! ragionando come te… (con le giuste proporzioni) allora anche il colosseo chissa’ quanti lo hanno visto! quante “truppe”….di cui tu non fai parte vero? sei superiore tu….. ”

      Il colosseo se ci pensi bene era un posto dove la gente si ammazzava per fare divertire altra gente.

      Fico vero.

      Forse tu sei uno che quanto lo guardi pensi che fichi che eravamo quando eravamo tutti romani, quanto avevamo un impero o cose del genere.

      per alkurtz: secondo quanto affermi allora bisognerebbe “buttare” i bozzetti di Michelangelo solo perchè poi ha fatto la Cappella Sistina…

      L’esempio è debole: l’opera compiuta ha un senso definito e finito. Tutto ciò che l’ha prodotta può interessare i critici, non i fruitori, e gli artisti che sui capolavori si sono formati non conoscevano i bozzetti.

      Domanda: la ripetizione della salita al Gran Cap di bonatti avrebbe lo stesso valore se lui avesse lasciato in parete tutti chiodi che ha messo e le scalette che ha usato per salire?

      L’opera compiuta, la salita, ha più valore del lavoro, i bozzetti, fatti per salirla.

      E poi la Gervasutti in sbarua non è un bozzetto, ma un disegno fatto e finito

      Cioè conservare alcune vie, come si conserva un affresco. Non si conserva solo la Cappella Sistina, per mio conto un affresco sotto un portico di paese potrebbe anche valer la pena di essere conservato.

      Conservare. Sei un conservatore: che fai urs voti berlusconi?

      Io sono per innovare.

      Un affresco sotto un portico di paese è stato fatto 100 anni fa. Facciamo affrescare giovani artisti, giovani creativi: lasciamo che i morti seppelliscano i morti.

      Vita nuova aria nuova.

      Questo feticcio della tradizione puzza di morto.

      Puzza di incapacità di pensare il nuovo.

    • #850982

      alkurtz wrote:

      Conservare. Sei un conservatore: che fai urs voti berlusconi?

      Io sono per innovare.

      Un affresco sotto un portico di paese è stato fatto 100 anni fa. Facciamo affrescare giovani artisti, giovani creativi: lasciamo che i morti seppelliscano i morti.

      Vita nuova aria nuova.

      Questo feticcio della tradizione puzza di morto.

      Puzza di incapacità di pensare il nuovo.

      Uei vekkio pansun… ma vai sempre e solo su vie spittate, o magari persin iperspittate…?

      Dove il resting è d’obbligo, il viaggio tra spit, pur ascellari, è una attraversata del deserto… la mungitura gradita… e pensi, of course, di fare della “nuova” arrampicata sportiva?

      Poi cosa rimanga di sportivo in questo stile non si sa… per me è la fiera del “doping”…

      Altro che “punto rosso”… si è passati da appendersi ai chiodi e dire di scalare trad, ad appendersi agli spit e dire di fare arrampicata sportiva… pensare il nuovo… ahahahaha!!

      Ovvio che se qualcuno te lo fa presente ti irriti. Ti imbizzarrrrrisci… Ma come, lo spit è così pratico da tirare… è sempre lì… luccicante…

      Povero Gullich… diceva che una salita rappresenta il risultato della dedizione che si è messa nel prepararsi. Qui la dedizione non si sa manco più cos’è. L’hai trasformata in una “slunga”, nel “furbo”… per andare a piazzare il rinvio allo spit e poter mungeeeere… muuuuuuhh…

      Ecco, come in tutto non è più importante il come si arriva a salire, il come si sale.

      Non è più importante dire: se non sono capace mi preparo, mi alleno, e arrivo preparato.

      No, è diventato tutto un “furbo”: ci metto lo spit, tiro… e chi se ne strafotte!

      Se dicessi almeno accusì: voglio la libertà di tirare, di fottermene di tutti e di tutto… toglietemi tutto ma non il mio spit… da tirare!

      Ennò eh… guaiamai… lui scala, è nuovo, moderno… e pure sportivo… perdincibaccolina!

      Pansun!

      Quando scendi a Finale??

    • #850983

      oracolo wrote:

      Ci troviamo al Talucco, magnamo due tomini, e poi famo tutto.


      …azzz se ti beccano Ajax e Block 65 (ma non era uno e trino? 😮 ) intanto ti fanno un po’ di lezioni di storia, se poi dopo essere stato interrogato hai preso almeno la sufficienza ti portano a scalare e mentre scali ti indottrinano sul trad super trad e semitrad, se dimostri compiacenza ti fanno vedere…i friends se decidono che sei testa di legno ti fanno vedere…la Corazzata Potemkin in b. e nero (trad – revoluzia :ugeek: ) e se persisti nella tua ignoranza :? , dopo averti propinato la serie completa di Star Trek 8-) , ti fanno il trad_tamento Arancia Meccanica 👿 e cancellano la tua mente ottusa, teppista, modernista e ti cantano “singing in the rain” mentre ti prendono a calci ma naturaaaaaaaalmente con lo scarpone chiodato secondo la trad_izione 😆

    • #850985

      nonmitemgomai wrote:

      Quanto pubblicato e detto da Oracolo vale più di mille polemiche. Se ci sono gli spit, come noiosamente ho già detto altre volte, essi non hanno la calamita; passi solo quello che vuoi passare, a me pare così banale ma vedo che forse non è così Pensi che chi moschettona gli spit è un pusillanime irrispettoso della storia? Bene fottitene e usa il tuo “gear”, sei un pusillanime domenichino che si caga troppo e non si vuole rompere il culazzo? Bene proteggiti con lo spit! Non capisco a chi dia fastidio tutto ciò? Al solo, principio di rompere gli zebbedei, mi pare.

      Ripeto la domanda: dopo la Gervasutti anche la Motti-Grassi, Rivero, Rossa,Cinquetti con le stesse motivazioni?

      n.b. una notazione per quelli che dicono che se c’è lo spit non fa lo stesso, vorrei che spiegassero una volta per tutte (e non solo dicendo ‘non è lo stesso, se non capisci fatti tuoi’) in cosa cambia avere gli spit e non passarli e non averli è solo una scelta personale oppure vi preoccupa il traffico su certe vie che vorreste solo per voi e i vostri 500 eurini di friends? RISPONDETE, …AZZ!!! (astenersi per favore puttanate sulla storia e santificazioni varie, nun c’è pò fregà dde meno)

      Se con Cajo ci siamo scornati, lo abbiamo fatto un po’ perché i forum portano ad esasperare posizioni, un po’ perché dicevamo delle cose alla fine non troppo distanti e tra persone che “fanno” (citazione non politica) e che discutono tropo animatamente per la passione che le anima.

      I temi sui quali ci siano beccati sono nulla in confronto alla bestialità intrinseca che emerge dal modo in cui poni la domanda. Sei talmente lontano da qualunque cosa che possa anche lontanamente assomigliare alla scalata-arrampicata che non meriti una risposta.

      Un consiglio? Ma non per provocare, è sincero: cambia “sport”.

    • #850986

      Nella guida Rocca Sbarua e Monte Tre Denti di Gian Piero Motti (ed. 1969), la più autorevole pubblicazione sulla nota palestra pinerolese, la Gervasutti-Ronco è descritta in modo dettagliato: dopo il primo diedro rossastro inclinato verso desta (4°+) segue una serie di atletici passaggi sul 4° che conducono alla base del magnifico diedro finale (4°+). Motti indica anche i chiodi che si incontrano in via: sei. Nelle note introduttive si legge: ‘… la via è molto ripetuta ed è chiodata. Consigliata’.

      Ciò che salta immediatamente agli occhi, a parte la gradazione che taluni climber moderni giudicano un po’ severa, è l’affermazione ‘la via è molto ripetuta ed è chiodata!’. Certo Motti era in fuoriclasse. Ma ciò non toglie che in quegli anni la Gervasutti veniva salita da scalatori ritenuti all’epoca di buon livello (ma non fuoriclasse) che arrampicavano in scarponi e che non sentivano la necessità di aggiungere neppure un chiodo.

      Partendo da questa premessa, credo che forse la querelle che si è aperta su questo forum a proposito di questa via dovrebbe superare gli antagonismi tra chi preferisce arrampicare su vie spittate e chi su vie totalmente o parzialmente da proteggere (anche se un paio di resinati per tiro su una via come la Gervasutti, quasi tutta in fessura, mi sembrano una contraddizione in termini), tra chi a livello di attrezzatura utilizza ogni moderno marchingegno e chi vorrebbe continuare ad arrampicare in scarponi ferrati, o tra chi vorrebbe in arrampicata dettare delle regole e chi preferisce l’anarchia, per spostarsi esclusivamente su quali e quanti punti di assicurazione è lecito predisporre su una via come la Gervasutti.

      Per quanto mi riguarda su questa via (come sulla Rivero e sulla Cinquetti-Burdino) l’attrezzatura permanente dovrebbe essere esclusivamente a base di chiodi normali. Ciò in omaggio al Fortissimo, alle migliaia di scalatori che dopo di lui l’hanno percorsa senza utilizzare spit e soprattutto alla constatazione che non esistono tratti improteggibili (forse l’unico è la placca iniziale, ma quei pochi metri sono sempre superabili, per chi non ama il rischio, facendo ricorso alla desueta piramide umana). Tuttavia sono anche disposto a condraddirmi e ad accettare il ricorso, in nome della sicurezza, ai resinati, dulfer d’uscita compresa. In che numero? Qui la questione è decisamente più spinosa. I sei chiodi di Motti (esclusi quelli di sosta) sono tanti o sono pochi? Per chi è in grado di superare la via in solitaria vestito da città come fece Guido Rossa sono anche troppi, mentre per chi è abituato a muoversi su vie plasir probabilmente risultano pochini.

      Ecco. Secondo me questo è il vero nocciolo della questione e solo su questo si dovrebbe discutere. Fermo restando che passare le corda nella decina di chiodi e spit presenti attualmente sul primo tiro della Gerva non ha niente a che vedere, a mio modo di pensare, con l’arrampicata.

      Per concludere le romanticherie sul come si scalava in Sbarua cinquant’anni fa – e sul livello e la preparazione di coloro che la frequentavano, è sufficiente citare per i pochi che non lo sanno, sempre dalla guida di Motti (p15), ‘…l’arrampicatore pinerolese Luigi Bianciotto superava la prima lunghezza di corda dello spigolo, che ora porta il suo nome (parliamo del 1949, n.d.r.) senza usare un solo chiodo; oggi (1969 n.d.r.) non è raro vedere lo stesso passaggio superato con abbondante uso di chiodi e staffe’. Inedita è invece la pagina del taccuino alpinistico del professor Burdino, secondo di cordata di Cinquetti nell’apertura della via che oggi porta il loro nome: ‘18 settembre 1949. Via Cinquetti-Burdino. 9 lunghezze di corda. Passaggi interessanti sulla 3ª, 4ª, 5ª, 7ª e 8ª. Tempo impiegato: ore 3,30, però si può fare in 1,45. Partenza ore 9,15, arrivo ore 12,50. Usato 1 solo chiodo (nel camino obliquo). Lasciato un altro chiodo nel tentativo di uscire sulla placca a sinistra del diedro (con masso) finale. Via salita al primo tentativo’.

      E si trattava di tranquilli e responsabili padri di famiglia che scalavano, quando andava bene, venti volte l’anno. Attualmente sulla loro via si trovano infissi una cinquantina di spit.

    • #850987

      perfetto nonmitengomai domanda :

      devo attraversare il polo sud e decidere se farlo solo con la bussola e nessun aiuto esterno o

      farlo con il telefono satellitare e gps e poter chiedere aiuto in qualsiasi momento

      ora sempre attraversare il polo è ma secondo te è la stessa cosa?

      p.s.sicuramente i traddisti si portano il telefono e non lo usano sappiamo che sono gente con i coglioni..

    • #850989

      stambecco wrote:

      Un consiglio? Ma non per provocare, è sincero: cambia “sport”.


      Un altro povero ragazzotto che si crede maestro, è disarmante 🙄 🙄

    • #850990

      Quote:

      Per concludere le romanticherie sul come si scalava in Sbarua cinquant’anni fa – e sul livello e la preparazione di coloro che la frequentavano, è sufficiente citare per i pochi che non lo sanno, sempre dalla guida di Motti (p15), ‘…l’arrampicatore pinerolese Luigi Bianciotto superava la prima lunghezza di corda dello spigolo, che ora porta il suo nome (parliamo del 1949, n.d.r.) senza usare un solo chiodo; oggi (1969 n.d.r.) non è raro vedere lo stesso passaggio superato con abbondante uso di chiodi e staffe’. Inedita è invece la pagina del taccuino alpinistico del professor Burdino, secondo di cordata di Cinquetti nell’apertura della via che oggi porta il loro nome: ‘18 settembre 1949. Via Cinquetti-Burdino. 9 lunghezze di corda. Passaggi interessanti sulla 3ª, 4ª, 5ª, 7ª e 8ª. Tempo impiegato: ore 3,30, però si può fare in 1,45. Partenza ore 9,15, arrivo ore 12,50. Usato 1 solo chiodo (nel camino obliquo). Lasciato un altro chiodo nel tentativo di uscire sulla placca a sinistra del diedro (con masso) finale. Via salita al primo tentativo’.

      E si trattava di tranquilli e responsabili padri di famiglia che scalavano, quando andava bene, venti volte l’anno. Attualmente sulla loro via si trovano infissi una cinquantina di spit.[/quote]

      Probabilmente nel ’49 di gente come Bianciotto ce n’era davvero poca , e la Sbarua era sempre pressocchè deserta, e vi era l’ approccio di sfida con Alpe… mi sembra che oggi l’ afflusso di gente sia cambiato e che da alpinismo ( quello era lo sport che praticavano a sbarua) si è passatti all’ arrampicata sportiva.

      Che ha altre regole , altri scopi… varolizza il gesto , e non il rischio , punta ad alzare il grado e non a combattere con l’alpe.

      Se si vuole combattere con alpe come i grandi del passato e ripetere in stile alpinistico una via di gervasutti , si può sempre camminare per un po di ore e andare ad ingaggiarsi in MONTAGNA.

      A Cima Fer o al Courmaron ecc ecc.

      Fabio

    • #850991

      fabio_8c wrote:

      … mi sembra che oggi l’ afflusso di gente sia cambiato e che da alpinismo ( quello era lo sport che praticavano a sbarua) si è passatti all’ arrampicata sportiva.

      Che ha altre regole , altri scopi… varolizza il gesto , e non il rischio , punta ad alzare il grado e non a combattere con l’alpe.

      Se si vuole combattere con alpe come i grandi del passato e ripetere in stile alpinistico una via di gervasutti , si può sempre camminare per un po di ore e andare ad ingaggiarsi in MONTAGNA.

      analogamente, se si vuole scalare senza rischi, si può scalare indoor, scalare da secondi,farsi accompagnare dalle guide alpine.

      Il modo migliore per non rischiare sarebbe poi quello di non scalare affatto…

      E chi l’ha deciso che la sbarua dovesse diventare sito deputato all’arrampicata sportiva (che peraltro viene esaltata nel monotiro)? Mi sembra che i gradi alti siano altrove e che quelli forti bazzichino altri siti.

      Se poi per qualcuno l’arrampicatore sportivo è quello “della domenica”, che scala poco e male, basta chiarirlo ed evitiamo equivoci. Onestà intellettuale!

      Per me l’arrampicatore sportivo è uno che scala così bene che sulle vie classiche tipo sbarua ci passeggia e che se gli spiegano come si usa un friend poi non ha nessun problema, e magari si diverte su vie che altrimenti snobberebbe

      E poi, glowacs, petit, lyn hill, larcher, brenna, hirajama, moro! e tanti altri non arrivano forse dall’arrampicata sportiva? non mi sembrano così tanto spit-dipendenti…

    • #850992

      alkurtz wrote:

      “beh! ragionando come te… (con le giuste proporzioni) allora anche il colosseo chissa’ quanti lo hanno visto! quante “truppe”….di cui tu non fai parte vero? sei superiore tu….. ”

      Il colosseo se ci pensi bene era un posto dove la gente si ammazzava per fare divertire altra gente.

      Fico vero.

      Forse tu sei uno che quanto lo guardi pensi che fichi che eravamo quando eravamo tutti romani, quanto avevamo un impero o cose del genere.

      per alkurtz: secondo quanto affermi allora bisognerebbe “buttare” i bozzetti di Michelangelo solo perchè poi ha fatto la Cappella Sistina…

      L’esempio è debole: l’opera compiuta ha un senso definito e finito. Tutto ciò che l’ha prodotta può interessare i critici, non i fruitori, e gli artisti che sui capolavori si sono formati non conoscevano i bozzetti.

      Domanda: la ripetizione della salita al Gran Cap di bonatti avrebbe lo stesso valore se lui avesse lasciato in parete tutti chiodi che ha messo e le scalette che ha usato per salire?

      L’opera compiuta, la salita, ha più valore del lavoro, i bozzetti, fatti per salirla.

      E poi la Gervasutti in sbarua non è un bozzetto, ma un disegno fatto e finito

      Cioè conservare alcune vie, come si conserva un affresco. Non si conserva solo la Cappella Sistina, per mio conto un affresco sotto un portico di paese potrebbe anche valer la pena di essere conservato.

      Conservare. Sei un conservatore: che fai urs voti berlusconi?

      Io sono per innovare.

      Un affresco sotto un portico di paese è stato fatto 100 anni fa. Facciamo affrescare giovani artisti, giovani creativi: lasciamo che i morti seppelliscano i morti.

      Vita nuova aria nuova.

      Questo feticcio della tradizione puzza di morto.

      Puzza di incapacità di pensare il nuovo.


      spianiamo il colosseo allora?…e anche la cappella sistina?….berlusca un conservatore? :? :?

      intervento assai confuso il tuo :? :? :?

    • #850993

      fabio_8c wrote:

      Per concludere le romanticherie sul come si scalava in Sbarua cinquant’anni fa – e sul livello e la preparazione di coloro che la frequentavano, è sufficiente citare per i pochi che non lo sanno, sempre dalla guida di Motti (p15), ‘…l’arrampicatore pinerolese Luigi Bianciotto superava la prima lunghezza di corda dello spigolo, che ora porta il suo nome (parliamo del 1949, n.d.r.) senza usare un solo chiodo; oggi (1969 n.d.r.) non è raro vedere lo stesso passaggio superato con abbondante uso di chiodi e staffe’. Inedita è invece la pagina del taccuino alpinistico del professor Burdino, secondo di cordata di Cinquetti nell’apertura della via che oggi porta il loro nome: ‘18 settembre 1949. Via Cinquetti-Burdino. 9 lunghezze di corda. Passaggi interessanti sulla 3ª, 4ª, 5ª, 7ª e 8ª. Tempo impiegato: ore 3,30, però si può fare in 1,45. Partenza ore 9,15, arrivo ore 12,50. Usato 1 solo chiodo (nel camino obliquo). Lasciato un altro chiodo nel tentativo di uscire sulla placca a sinistra del diedro (con masso) finale. Via salita al primo tentativo’.

      E si trattava di tranquilli e responsabili padri di famiglia che scalavano, quando andava bene, venti volte l’anno. Attualmente sulla loro via si trovano infissi una cinquantina di spit.

      Probabilmente nel ’49 di gente come Bianciotto ce n’era davvero poca , e la Sbarua era sempre pressocchè deserta, e vi era l’ approccio di sfida con Alpe… mi sembra che oggi l’ afflusso di gente sia cambiato e che da alpinismo ( quello era lo sport che praticavano a sbarua) si è passatti all’ arrampicata sportiva.

      Che ha altre regole , altri scopi… varolizza il gesto , e non il rischio , punta ad alzare il grado e non a combattere con l’alpe.

      Se si vuole combattere con alpe come i grandi del passato e ripetere in stile alpinistico una via di gervasutti , si può sempre camminare per un po di ore e andare ad ingaggiarsi in MONTAGNA.

      A Cima Fer o al Courmaron ecc ecc.

      Fabio[/quote]

      Non è mia intenzione entrare in polemica con nessuno. E per sgombrere il campo da incomprensioni dico subito che secondo me in Sbarua ci stanno benissimo anche le vie iperspittate (fessure comprese) di Michele Carbone e dello spesso ingiustamente vituperato Giulio Scarca, che ho percorso con piacere (anche se uno dei pochi capolavori aperti negli ultimi anni è la Via del Ghiro sul Torrione del Nonno che porta, guarda caso, la firma di Fiorenzo Michelin).

      Ciò detto il mio ragionamento partiva non dalla figura di Gigi Bianciotto, bensì da come si arrampicava in Sbarua ai tempi di Motti (1969). Ti assicuro che la palestra era tutte le domeniche affollata sia di scalatori provetti sia di principianti, responsabili spesso di code chilometriche sulle poche vie che allora erano a disposizione di coloro che iniziavano a muovere i primi passi in roccia, per non parlare dei corsi d’alpinismo che arrivavano da tutta l’Italia nord-occidentale, anche perché allora le palestre di roccia in Piemonte erano davvero poche. E la stragrande maggioranza degli alpinisti si divertiva senza farsi tante seghe mentali, e della lotta con l’Alpe non fregava un tubo a nessuno. E soprattutto, difficilmente qualcuno si faceva male.

      Inoltre anche allora era netta la differenza tra palestra e montagna. Certamente per molti, ma non per tutti, la palestra era propedeutica alla montagna, ma per farti un esempio in montagna si portava sempre chiodi e martello, mentre in Sbarua li si lasciava a casa (a meno di essere dei patetici esibizionisti o di cimentarsi con vie in artificiale, ma qui parliamo della Gervasutti) perché sulle vie medie tutti i chiodi che servivano era già in posto.

      Per tornare a noi quando io sostengo che la Gervasutti la si potrebbe attrezzare con una dozzina di chiodi normali lo dico non perché amo il rischio o perché sono un inguaribile nostalgico o contrario all’arrampicata sportiva, ma semplicemente perché stiamo parlando di una via di media difficoltà dove è possibile assicurarsi quasi ovunque con i nut (non servono neppure i friend) e dove l’aspetto sportivo è quasi assente, dal momento che, seppure da secondo, la percorreva anche mio padre a settant’anni suonati. Ognuno è libero di arrampicare come vuole, ma se per superare la dulfer della Gerva ho bisogno di assicurarmi a un paio di spit e di provare il passaggio tre volte, magari è meglio se cambio sport.

    • #850994

      Ok ho capito cosa intendevi. ;)

      fabio

    • #850995

      nonmitemgomai wrote:


      …azzz se ti beccano Ajax e Block 65 (ma non era uno e trino? 😮 ) intanto ti fanno un po’ di lezioni di storia, se poi dopo essere stato interrogato hai preso almeno la sufficienza ti portano a scalare e mentre scali ti indottrinano sul trad super trad e semitrad, se dimostri compiacenza ti fanno vedere…i friends se decidono che sei testa di legno ti fanno vedere…la Corazzata Potemkin in b. e nero (trad – revoluzia :ugeek: ) e se persisti nella tua ignoranza :? , dopo averti propinato la serie completa di Star Trek 8-) , ti fanno il trad_tamento Arancia Meccanica 👿 e cancellano la tua mente ottusa, teppista, modernista e ti cantano “singing in the rain” mentre ti prendono a calci ma naturaaaaaaaalmente con lo scarpone chiodato secondo la trad_izione 😆

      bella nonmitengomai, mi è piaciuta! sarò anche un prof. ma non un trombone però…. 😆

    • #850996

      Ajax: tra le tante puttanate di questo forum, tra intellettuali improvvisati, maestri, saputelli di tutte le risme, fieri condottieri spirituali, strenui difensori della purezza scalatoria (a casa altrui, perchè a casa loro poi…), inventori delle più strambe teorie, propugnatori dei più ardui cimenti arrampicatori, definitori del bene e del male, pseudo benedicenti questo o quel personaggio, possessori di valori innati di pratica alpinistica, vati senza dubbio alcuno, immanenti teorici dell’arrampicata sportiva, aristotelici universalisti della pietra, epistemologi dello spit, scherzare non può che fare bene.

    • #850997

      Alcuni interventi sono privi di ogni contatto con il mondo della scalata;pur di avere ragione e sostenere le prorie tesi si portano avanti teorie(e insulti)fuori luogo

      La Sbarua ha la fortuna di avere tante vie;moderne,facili e difficili

      Chiodate bene e male,in varie epoche “storiche” dell’arrampicata

      Se si vuole salvaguardare il proprio parco giochi costruito su misura,benissimo

      Ma smettiamola con gli insulti,le solite menate sulla sicurezza dello spit,che basta non moschettonarlo,ecc…

      sono temi già ampiamente discusssi,e a livello mondiale non su questo forum

      Esponenti prestigiosi e stimati,hanno tratto il dado della questione,se si vuole proseguire a essere ottusi benissimo ma basta

      Basterebbe dire:noi vogliamo cercare di azzerare il più possible i rischi;non ci vogliamo rompere un astragalo o peggio su una vietta di 4 tiri alle porte della pianura,di allenarci e imparare qualcosa per andare a fare la est delle Jorasses(la Gervasutti lì non la spittano di certo!!)non c’è ne frega un belin,ci piace partire intambarrati e griffati come per una spedizione per fare i nostri 4 tiretti,mentre le fidanze ci aspettano al rifugio tutte orgogliose dei loro boys.

      Non c’è niente di male,basta essere contenti,ma sinceri

      a quel punto ,si comprenderebbe e accetterebbe,che tre o 4 vie sulle centinaia che ci sono alla Sbarua,possano anche essere destinate a un gruppo di persone che la vede diversamente,e a cui piace provarsi i suoi friend,prendere le misure per qualche via magari poi più in alto(per esempio al Courmaon,se non sali in Sbarua senza spit o ti perdi su una via,non penso che sia una buona idea andarci ;) ),perchè non anche rischiare qualcosa in più

      Poi Certo il discorso etico esiste anche in Sbarua(seppur meno forte che in Orco e Sea)

      Non è che modificare le vie esistenti richiodandole,intersecazioni a non finire tra vie che noscono come funghi,scavare prese,ecc…sia proprio il massimo,ma questo non interessa molto,se non a qualche trombone ;) ;per gli altri the show must go on

      Concludendo,mia opinione personale,potrebbe benissimo starci un restylyng della via,con disboscamento di erba rovi e……… qualche spit ;)

    • #851000

      Losanghe dolci alla zucca

      Le losanghe dolci di zucca sono un dolce dal gusto morbido e sapore deciso dovuto sia alla dolcezza della zucca che alle spezie che arricchiscono e completano il dolce stesso.

      Le losanghe dolci di zucca sono ideali accompagnate da una fumante tazza di thè scuro che ne contrasti il sapore dolce e mieloso così da riportare il giusto equilibrio al palato.

    • #851002

      che bello !!! ci si ricorda della sbarua 😮 😮 saranno vecchi nostalgici o…traddisti pentiti??..

      o..molto piu’ semplicemente storia che appartiene a tutti noi? ;) ;) ……………

      certo che ne fate di parole eh? :? :?

    • #851004

      E il “nostro” filosofo dov’è finito? E’ sempre confuso? E non aveva manco colto il riferimento al portico dipinto con la Stoà… mah… 🙄

    • #851007

      Cavolo, mi stavo perdendo una delle discussioni più interessanti affrontate in questo forum!!

      A me l’idea di Gianni sembra eccellente, non che la “Gerva” in Sbarua ne abbia particolare bisogno, ma potrebbe essere il seme di un nuovo modo di preservare la storia.

      Da questa potrebbe partire l’esempio di come restaurare le numerose vie che in alpi occidentali rischiano di scomparire, vedi per abbandono, vedi per omogenizzazione della chiodatura, vedi per pesante modifica dell’itinerario(come qualche mio errore a Sea).

      L’idea di una targa sembra retorica, scontata, da vecchi barba Cai; penso invece che sia dall’iformazione e dalla cultura che possa nascere il cambiamento.

      Come guida tendo a ripetere itinerari storici e mentre viaggio e cammino racconto ai miei allievi come sono nati e in quale contesto…

      Pensate se sulla targa ci fosse la relazione originale di Gervasutti! Abbiamo una biblioteca a Torino dove si trovano documenti incredibili, abbiamo fondi regionali che attendono di essere spesi, abbiamo tra noi persone coltissime piene di idee, abbiamo questo forum che ha fatto molto più di quello che molti di voi pensano…

      Non sono daccordo su come le guide alpine(intese come gruppo) abbiano fino ad ora divulgato l’arrampicata, e l’ho detto più volte anche a riunioni pubbliche… Si può cambiare

      Dopo il medio evo arriva il rinascimento!

    • #851008

      A me mi pare che ci sia una gravissima epidemia di “culturalismo”.

      Chi può sottrarsi ad una considerazione devota e attenta di quello che viene sapientemente definito cultura?

      La cultura ormai ha riempito il vuoto spirituale un tempo occupato dalla religione.

      E come un tempo la religione, oggi la cultura ha i suoi profeti e i suoi sacerdoti, insomma ha la sua casta sempre ben attenta a non lasciare vuoti, periodi senza manifestazioni, mostre rassegne.

      Non si fa più nulla che non sia legittimato dall’aura della cultura. CI sono culture per tutti gli interessi e per tutte le borse.

      La cultura del fungo.

      del cioccolato

      del formaggio

      fino all’infinito degli ambiti in cui può inserirsi una speculazione.

      Certo, la “cultura” di una cosa, di una qualsiasi cosa, offre un sistema ordinato, un sistema preconfezionato, un sistema comodo per usufruire di un oggetto. Insomma un evento culturale lascia con la soddisfazione di aver compreso di aver partecipato di aver conosiuto. Ma la domanda è: a cosa ho partecipato? cosa ho conosciuto? cosa mi ha soddisfatto? Semplice: l’evento culturale confezionato.

      La cultura così intesa (bisognerebbe capire se la Regione i fondi li darebbe ad un pinco pallino qualsiasi oppure che so al collegio degli incisori di lapidi) non fa altro che spostare gli spit da un luogo all’altro. La cultura così intesa è un essere messi sotto un altro tipo di tutela, è un limite della libertà.

    • #851010

      caro alk

      come capisco le tue parole

      io certe volte preferirei vivere solo di intuito, di sensazioni, di impulsi emotivi, di istinto

      ma non si può

      abbiamo avuto in dono il cervello e adesso dobbiamo pedalare

      ‘sta cultura, come dici tu, riempie un vuoto: la capacità di vivere rispettando gli spazi di tutti, senza leggi dall’ alto

      per noi umani ci vogliono delle regole, per non finire tutti malamente

      perchè adesso non c’è più la legge istintiva che fa scegliere ciò che è giusto per tutti

      senza regole, senza cultura, religione o quant’ altro c’è il pericolo di bruciare tutto in un attimo

      e questo in un qualsiasi campo

      lo vedi ben qui da noi: spit si, spit no togli tutto, metti, ritogli e….va bene che qui è solo “un gioco”

      la stessa situazione (però molto più seria e grave) c’è in economia, in politica, nei rapporti tra le persone

      quindi un vuoto da colmare, secondo me, ci sarà fino a che non avremo nuovamente, stampata nei cromosomi, quella capacità di discernere il giusto anche senza la ragione

    • #851011

      Gentile annagarelli,

      come non capisco le tue parole.

      Scusami.

      Leggevo su planet mountain che mentre gli italiani erano impegnati a levare spit su vie vecchie gli inglesi hanno aperto vie nuove in valle dell’orco.

      Fare cose nuove e fare cultura, il resto è museo.

    • #851012

      E vero Al..peccato che pero gli inglesi salendo senza preoc

      cuparsi delle nostre corde fisse abbiano invaso con la

      loro. Nocturnal nightmare la nostra Critical path con un

      inutile traverso al terzo tiro via che non abbiamo ancora

      pubblicato e che al contrario della loro e perfettamente diritta

      …..con il dovuto rispetto per i sgnori Dell 8b

    • #851013

      😆 le vie inglesi in valle Orco… non vedevo l’ora!!

      diciamo così, per non apparire eccessivamente critici: queste vie sono un ottimo stimolo agli arrampicatori locali per guardare da altre angolazioni la roccia.

      Per il resto è meglio non entrare troppo dettagliatamente nel merito di che tipo di vie siano; restiamo fermi sul fatto che una è un capolavoro e le altre non devono essere svelate…

      Vorreste mai credere che la sindone sia falsa? o che il sangue di San Gennaro non sia suo?

      Le reliquie giocano un ruolo importante ed non voglio certo interromperlo…

    • #851014

      Adriano ..questa volta mi sa che la vediamo “uguale”

    • #851015

      alkurtz wrote:

      Fare cose nuove e fare cultura, il resto è museo.

      Mah… mi permetto di segnalare questa tua come una frase piuttosto vuota… direi una tavanata… vah… 🙄 Ossequi…

    • #851016

      urs wrote:

      Mah… mi permetto di segnalare questa tua come una frase piuttosto vuota… direi una tavanata… vah… 🙄 Ossequi…

      …eccerto…. si leggono solo perle di saggezza vero su questo forum, vero?

    • #851017

      caiojet wrote:

      …eccerto…. si leggono solo perle di saggezza vero su questo forum, vero?

      No di certo. Ma con “al” ho un contratto per notificargli le tavanate… 😆

    • #851018

      caiojet wrote:

      …eccerto…. si leggono solo perle di saggezza vero su questo forum, vero?

      Se poi era pure una sottolineatura su mie eventuali amenità… 😳 sarei infinitamente grato se me le segnalassi prontamente… :P

    • #851019

      mi pare che qui si stia facendo abuso…..per non dire scempio! della parola cultura. suvvia!

      :? :? :?

    • #851020

      atromba wrote:

      Cavolo, mi stavo perdendo una delle discussioni più interessanti affrontate in questo forum!!

      A me l’idea di Gianni sembra eccellente, non che la “Gerva” in Sbarua ne abbia particolare bisogno, ma potrebbe essere il seme di un nuovo modo di preservare la storia.

      Da questa potrebbe partire l’esempio di come restaurare le numerose vie che in alpi occidentali rischiano di scomparire, vedi per abbandono, vedi per omogenizzazione della chiodatura, vedi per pesante modifica dell’itinerario(come qualche mio errore a Sea).

      L’idea di una targa sembra retorica, scontata, da vecchi barba Cai; penso invece che sia dall’iformazione e dalla cultura che possa nascere il cambiamento.

      Come guida tendo a ripetere itinerari storici e mentre viaggio e cammino racconto ai miei allievi come sono nati e in quale contesto…

      Pensate se sulla targa ci fosse la relazione originale di Gervasutti! Abbiamo una biblioteca a Torino dove si trovano documenti incredibili, abbiamo fondi regionali che attendono di essere spesi, abbiamo tra noi persone coltissime piene di idee, abbiamo questo forum che ha fatto molto più di quello che molti di voi pensano…

      Non sono daccordo su come le guide alpine(intese come gruppo) abbiano fino ad ora divulgato l’arrampicata, e l’ho detto più volte anche a riunioni pubbliche… Si può cambiare

      Dopo il medio evo arriva il rinascimento!


      lascia perdere medio evo e rinascimento…prendi lezioni di italiano piuttosto 😆 😆 😆

    • #851021

      oomaxster wrote:

      Adriano ..questa volta mi sa che la vediamo “uguale”


      se la vedi come il trombino …stai messo male! vabbe’ che scrivi quasi come lui, ma mi auguro (per te) che i tuoi intenti siano migliori.. ;) ;)

    • #851027

      atromba wrote:

      😆 le vie inglesi in valle Orco… non vedevo l’ora!!

      diciamo così, per non apparire eccessivamente critici: queste vie sono un ottimo stimolo agli arrampicatori locali per guardare da altre angolazioni la roccia.

      Per il resto è meglio non entrare troppo dettagliatamente nel merito di che tipo di vie siano; restiamo fermi sul fatto che una è un capolavoro e le altre non devono essere svelate…

      Vorreste mai credere che la sindone sia falsa? o che il sangue di San Gennaro non sia suo?

      Le reliquie giocano un ruolo importante ed non voglio certo interromperlo…

      E’ evidente che non vuoi interromperlo, anzi ne vuoi diventare il sacerdote.

      L’ultima reliquia che hai prodotto si chiama Gogna dixit

      La prossima che voui creare si chiama Gervasutti Ronco.

      Ma mentre con la Gogna non hai fatto danni, non era neppure censita su gulliver, e dopo la sua “liberazione” dagli spit non mi pare ci sia stata la fila per ripeterla, la Gervasutti così com’è l’hanno fatta in tanti, e tanti, a cui le tue fisime sulla storia dell’arrampicata non importano nulla, continueranno a volerla rifare.

      LA GErvasutti è storia cos’ì com’è.

      E’ la testimonianza di come hanno arrampicato generazioni di alpinisti, di come siamo diventati quello che siamo.

      Sappiamo con quanti chiodi è partito? quanti e dove li ha messi? quanti ne ha tolti? quantine hanno lasciati i ripetitori?

      No, qualsiasi restauro è puramente arbitrario e conforme ad una idea di arrampicata, idea valida come un’altra.

      Detto questo fate un poco cosa volete, divertitevi come vi piace.

    • #851028

      Sulla Gervasutti si può evidentemente discutere e magari raggiungere delle convergenze logiche.

      Per quanto mi riguarda la soluzione sarebbe: si agli spit solo dove non è possibile proteggersi, così come su tutte le altre vie aperte non a spit. Un tempo le protezioni per le fessure larghe erano i cunei di legno incastrati (dire piantati è forse una forzatura), oggi le protezioni più logiche e al passo coi tempi sono i friend di grandi o piccolissime dimensioni. Se vi sono chiodi logici e buoni li si lascia, altrimenti nei tratti improteggibili si mette uno spit. Questo è il giusto compromesso che tutti credo accettino. Ovviamente non si deve arrivare a questo in una settimana e neppure in un mese o in un anno. Occorre prima sensibilizzare e trovare posizioni largamente condivise. Poi, viva il trad climbing puro sul “nuovo”, senza troppe chiacchiere schifate da parte dei suoi detrattori, poichè non ve ne è ragione alcuna. Arrampicata sportiva e trad climbing possono benissimo convivere come convivono il dry-tooling e il misto classico o l’ice – climbing tradizionale.

      Non piace il trad? E chi vi obbliga. Il rapporto di quantità delle vie sportive/trad e 1000 a 1 a favore delle prime.

      Ma indignarsi per la schiodatura di Gogna dixit proprio no! Chi ha messo tutti quegli spit plaisir su una via dove il passo chiave era protetto da 1 solo chiodo, ha fatto un’azione paragonabile all’ipotetica chiodatura integrale della Fessura della Disperazione! Eppure quanti si sono indignati quando ciò è avvenuto? Quattro gatti! Anzi, orde di scalatori e corsi si sono riversati sulla parete che ormai aveva preso i connotati della falesia.

      Dunque, anche se gli orribili spit sulla fessura della Gervasutti – Ronco dovessero essere rimossi, riposizionando invece quelli davvero utili, non si farebbe alcun ulteriore torto alla storia. In ogni caso rimangono sempre soverchianti le vie con spit ascellari in tutta l’area, mentre ai Cavalieri perdenti, le storiche e coraggiose vie di placca erano state tutte omologate!

    • #851029

      😈 ha ragione Oracolo basta lasciare le cose come sono, è andato bene per anni e anni perchè non può continuare? C’è sempre qualcuno che deve tirare fuori una tavanata e altri che gli danno corda con varianti a tutti i livelli. Ognuno faccia ‘sta Gerva come gli pare visto che ci sono ampie possibilità, piuttosto, invece di parlare sempre e soltanto ci si potrebbe accordare almeno per una radicale pulizia da terra, erba, rovi e…. rompiballe!. E poi ricordo che nel contratto di gestione del Melano c’è una clausola che il gestore deve controllare lo stato delle vie, per cui prima di toccare sarebbe anche riguardoso parlarne con Sorbino &C. e non solo decidere noi qui, 3 gatti e 1/2

    • #851030

      Scusami oracolo, ma non ho “memoria storica” dell’esatta posizione dei chiodi. Sono parecchi anni che non la ripeto. Quello che in modo però particolare ricordo sono degli spit in prossimità di fessure “evidentemente” proteggibili. Ora, anche se mi dici che la via è interamente proteggibile, dal mio punto di vista non è affatto necessario rimuovere tutti gli spit. Questo per tutta una serie di motivi che ho già spiegato. A maggior ragione se mi dici che alcuni di questi spit hanno esattamente sostituito i vecchi chiodi. Anch’io a Sea avevo affiancato o sostituito ai chiodi su Sorgente primaverile degli spit. Gli spit sono stati rimossi, perchè la via è interamente proteggibile, ma i chiodi sono ancor lì, ottimi e moschettonabili.

      Diverso è il caso della Gervasutti, e assurdo sarebbe rimuovere gli spit per rimettere i chiodi.

      Tuttavia, sono convinto che vi siano spit più fastidiosi e più inutili (come quelli sulla dulfer) ed altri meno. Dunque, se si vuole, dato il luogo si trovi un compromesso accettabile senza troppe rigidità drastiche. Come lo decidano eventualmente i local che hanno voce in capitolo.

      Se non piove e nevica questa sett, vado a ripeterla, poi, in base allo stato attuale, dirò la mia da “foresto”. Poi era un opinione quella che si voleva esprimere, sulla scia di quanto proposto da Lanza. Per me va benissimo pure lasciare così com’è.

    • #851031

      giagio wrote:

      😈 ha ragione Oracolo basta lasciare le cose come sono, è andato bene per anni e anni perchè non può continuare? C’è sempre qualcuno che deve tirare fuori una tavanata e altri che gli danno corda con varianti a tutti i livelli. Ognuno faccia ‘sta Gerva come gli pare visto che ci sono ampie possibilità, piuttosto, invece di parlare sempre e soltanto ci si potrebbe accordare almeno per una radicale pulizia da terra, erba, rovi e…. rompiballe!. E poi ricordo che nel contratto di gestione del Melano c’è una clausola che il gestore deve controllare lo stato delle vie, per cui prima di toccare sarebbe anche riguardoso parlarne con Sorbino &C. e non solo decidere noi qui, 3 gatti e 1/2

      guide e rifugisti con contratto, bell’accoppiata và…ma vedrai che prima o poi anche loro ( e ve ne sono già molti) capiranno la ricchezza della diversificazione. Alcune vie schiodate di recente hanno raddoppiato le ripetizioni del resto, segno che si stà iniziando a considerare il fattore sicurezza da un’angolazione diversa. Poi chi parla di decidere? Suvvia! Si discute e basta, e questo dovrebbe servire in futuro a far ben pensare gli sponsor del plaisir come i trad-ebani prima di agire.

    • #851032

      ajax wrote:

      Per me va benissimo pure lasciare così com’è.

      Bene

      tanto prima o poi ci penserà Sorbino a sistemare tutto

    • #851033

      oracolo wrote:

      NIENTE! E’ già chiodata più del dovuto in ottica che ora va di moda; è chiodata normalmente in ottica tranquilla, ovvero, ripeto, ci sono fix dove erano quella decina di chiodi di un tempo; è chiodata molto poco in ottica nuova Sbarua.

      Nella rubrica “”In Salita” i discorsi e gli argomenti si ripetono sovente, in queste ( e non solo queste ) pagine di un altro post si era già affrontato l’argomento e non ripeto quindi la mia personale idea

      http://www.gulliver.it/phpBB3/viewtopic.php?f=7&t=959&start=170

      http://www.gulliver.it/phpBB3/viewtopic.php?f=7&t=959&start=130

      http://www.gulliver.it/phpBB3/viewtopic.php?f=7&t=959&start=140

      Lungo la fessura del quarto tiro sono presenti due spit ( e dovrebbe ancora esserci il vecchio chiodo “schiacciato e ribattuto” )

      Nota : è solo un’osservazione 💡 , non credo che sia l’unica via in cui gli spit hanno sostituito i chiodi, nei link che riporto in effetti se n’era discusso ma in termini più generici ed un poco allargati ;)

    • #851034

      oracolo wrote:


      Scusa, Ajax. Ma la Gervasutti tu l’hai salita?

      Mi domando, tra quelli che scrivono qui: chi è che l’ha salita?

      Perchè, [img]http://farm5.static.flickr.com/4144/5191996605_4b947185ec.jpg[/img]

      [img]http://farm5.static.flickr.com/4147/5191995353_47f83dd397.jpg[/img]


      l’unica via in sbarua in cui i fix hanno sostituito i chiodi???? forse e’ sbagliato quello che dici…..ma ti capisco,ti sei un po’ innervosito……medita ;)

    • #851035

      13/11/2010 – Gianni lanza

      Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle

      Bella, bellissima, salita con Simo, Franco, Simone, Alberto e Daniele.

      Un mio sogno: pensare di ripulire questo pezzo di storia, da quel po d’ erba, arbusti e i rovi, richiodarla a resinati nelle soste(non collegati) e solo nei pochi passaggi improteggibili, un paio di resinati per tiro, ( i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi), toglierei tutta la varia rumenta ( catene arrugginite, fix in posizione illogica, chiodi marci), lasciandola parzialmente da proteggere ( ottime fessure) e valorizzarla con un piccolo cartello alla partenza che parli di Gervasutti e di questo pezzo di storia.

      Se a qualcuno piace l’ idea io vi do la mia disponibilità a collaborare, potete contattarmi sul sito http://www.montagnabiellese.com

      Scusate, ma la mia non è una critica, ma solo un mio sogno personale, io la via se (sapete leggere) parlo di ripulirla da erba e rovi, e di riattrezzarla con un materiale adeguato al capolavoro storico che è, ovviamente è solo una questione estetica, per il resto io l’ho fatta almeno 20 volte di cui la prima nel ’75 con scarponi e senza imbrago, e per me va benissimo anche com’ è. Sia ben chiaro non ho nessuna regola da dettare ne nessun interesse a comparire, ho solo espresso un mio sogno, niente di più.

      Mi far star male vedere quante risposte fuori tema, solo polemiche, mi chiedo se se sapete comprendere ciò che leggete. Con questo vi chiederei di considerare chiusa questa storia. In futuro visto il livello starò ben attento prima di parlare.

      Volevo solo aggiungere che su questo forum il mio commento non c’è arrivato da parte mia, infatti lo ha messo un Tal Aiax senza neppure chiedermi il permesso. Come sembra non si continui a capire il mio era un sogno, roba eterea, ok, non una proposta o un progetto. Vi invito ad una sola riflessione, ma badate che è estremamente importante per la sicurezza, il più delle vie in Sbarua è attrezzato con fix di acciaio normale ( non inox) questo li espone ad una pericolosa erosione, insomma arrugginiscono e per esperienza a quel punto tengono poco, quindi tutto quel plaisir potrebbe trasformarsi di colpo in un bel problema, sopra tutto per chi ( e temo siano molti) di questo non se ne rende conto. Vi chiederei di escludermi dalle vostre discussioni, che non mi interessano e non mi piacciono, vi auguro di arrampicare e divertirvi nel rispetto di tutti e secondo le vostre regole e stili personali, la montagna è un ultimo baluardo di libertà, ed è questa libertà che alla fine bisogna cercare di salvaguardare. Non farò altri interventi un saluto a Tutti.

    • #851036

      caro lanza questa è proprio bella!

      Il sito è pubblico e dunque nel momento in cui lanci un’iniziativa (che per primo ho appoggiato) su itinerari e gite, poca è la differenza se poi va sul forum! Anzi! Visto che cercavi consensi io ho riportato il tutto su un topic dedicato per farti un favore, dicendo chiaramente “dite la vostra” e che personalmente “quotavo”. Per di più il “tal ajax” ti ha pure mandato un mp per dirtelo, al quale hai risposto cordialmente e sottolineando che la via “meritava di più” e che dunque “si poteva fare un bel lavoro senza scontentare nessuno”. E ancora quoto!

      Ora, premettendo il fatto che io ho riportato quello che tu hai scritto senza modifiche, ciascuno è libero di appoggiarti (ma non è quello che volevi?) oppure di criticare (ma che vuoi solo consensi per il “tuo” progetto?).

      Inoltre caro lanza se tu avessi scritto “contattatemi con un mp” e non tramite il sito (visto che sei guida), nessuno avrebbe insinuato che ti vuoi fare pubblicità. Sarebbe stato più corretto da parte tua.

      Ma torniamo al contenuto del tuo post. Forse noi non sapremo leggere ma altrettanto tu allora sei stato poco chiaro.

      Hai infatti scritto

      “Un mio sogno: pensare di ripulire questo pezzo di storia, da quel po d’ erba, arbusti e i rovi, richiodarla a resinati nelle soste(non collegati) e solo nei pochi passaggi improteggibili (quoto e penso che quotiamo quasi tutti) , un paio di resinati per tiro, ( i resinati li farei costruire con la foggia dei vecchi chiodi). Qui si quotava un magari un pò meno, toglierei tutta la varia rumenta ( catene arrugginite, fix in posizione illogica, chiodi marci), lasciandola parzialmente da proteggere ( ottime fessure) (l’hai scritto o non l’hai scritto? sai ciò che volevi dire no? qui ho quotato personalmente come quasi tutti) e valorizzarla con un piccolo cartello alla partenza che parli di Gervasutti e di questo pezzo di storia.

      Se a qualcuno piace l’ idea io vi do la mia disponibilità a collaborare, potete contattarmi sul sito http://www.montagnabiellese.com

      Dunque, caro lanza, non eri tu l’oggetto del mio post ma la tua idea che cercava condivisioni mi pare. Stai pur certo che era solo mio interesse supportarti e cercare eventuali consensi.

      Ma se neanche questo e ciò che vuoi e preferisci dire che “non si capisce un tubo”, liberissimo! Solo la prossima volta cerca di contare prima fino a dieci e cerca di capire quello che vuoi.

      il “tal ajax” 😯 😯 :? :? 🙄 🙄

    • #851038

      Gianni lanza wrote:

      Mi far star male vedere quante risposte fuori tema, solo polemiche, mi chiedo se se sapete comprendere ciò che leggete. Con questo vi chiederei di considerare chiusa questa storia. In futuro visto il livello starò ben attento prima di parlare.

      . Come sembra non si continui a capire il mio era un sogno, roba eterea, ok, non una proposta o un progetto. Vi invito ad una sola riflessione. Vi chiederei di escludermi dalle vostre discussioni, che non mi interessano e non mi piacciono, vi auguro di arrampicare e divertirvi nel rispetto di tutti e secondo le vostre regole e stili personali, la montagna è un ultimo baluardo di libertà, ed è questa libertà che alla fine bisogna cercare di salvaguardare. Non farò altri interventi un saluto a Tutti.


      Bravo e vai a schiodare/richiodare (non che mi interessi più di tanto, ma sei tu che rimestoli) magari la via Staich del ’53 alla Sud Cossarello, e poi parliamo. 😈

    • #851040

      Stavolta lo devo difendere il Gianni 😯

      C’è tanta, troppa gente che parla, senza esperienza e cognizione di causa….e si legge molto bene nel forum, ma perché prima di parlare, vi fate una esperienza almeno trentennale…in generale di montagna….Mi dispiace vedere Gulliver come un posto per mettere tutto dentro, come un calderone, privo di ogni “saper vivere in una società”, ma solo per attaccar polemica o briga virtuale.

      Tito Sacchet

    • #851043

      titus ma che c’entra? io non ho criticato lanza per nessun motivo! anzi ho appoggiato la sua idea!

      Il resto non m’interessa, come non m’interessa far polemica sterile.

    • #851045

      ajax wrote:

      titus ma che c’entra? io non ho criticato lanza per nessun motivo! anzi ho appoggiato la sua idea!

      Il resto non m’interessa, come non m’interessa far polemica sterile.


      Non era riferito a Te Marco…..

      Tu porti avanti una idea..( il Trad.. )..buona, ma tanta gente invece di discuterne…polemizza sterilmente.

      Ciao Carissimo.[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/felici/felici-set4/03.gif[/img]

    • #851049

      giagio wrote:


      Bravo e vai a schiodare/richiodare (non che mi interessi più di tanto, ma sei tu che rimestoli) magari la via Staich del ’53 alla Sud Cossarello, e poi parliamo. 😈

      se non ti interessa piu’di tanto…visto che lo conosci…perche’ non lo vai a trovare e la fai finita con queste menate?…la sud cossarello…che e’ la tua fidanzata? o fidanzato ;) ma smettila, sei fuori tema anche con le polemiche 😆 😆 😆

    • #851051

      Titus wrote:

      Stavolta lo devo difendere il Gianni 😯

      C’è tanta, troppa gente che parla, senza esperienza e cognizione di causa….e si legge molto bene nel forum, ma perché prima di parlare, vi fate una esperienza almeno trentennale…in generale di montagna….Mi dispiace vedere Gulliver come un posto per mettere tutto dentro, come un calderone, privo di ogni “saper vivere in una società”, ma solo per attaccar polemica o briga virtuale.

      Tito Sacchet

      Un forum è un posto dove le persone dicono quello che pensano, e solo a dire non si fa danno.

      Tutti hanno la possibilità di dire le loro cazzate.

      I consessi dove possono parlare quelli che hanno 30 anni di esperienza in montagna sono altri, quelli dei vecchi parrucconi, quelli che in montagna non hanno più niente da dire, solo da pontificare.

      A me sa che sei tu che non sa vivere in una società e attacchi una polemica un poco arrogante contro chi arrampica su quello che trova e nel modo che più gli piace.

    • #851052

      alkurtz wrote:

      Un forum è un posto dove le persone dicono quello che pensano, e solo a dire non si fa danno.

      Tutti hanno la possibilità di dire le loro cazzate.

      I consessi dove possono parlare quelli che hanno 30 anni di esperienza in montagna sono altri, quelli dei vecchi parrucconi, quelli che in montagna non hanno più niente da dire, solo da pontificare.

      A me sa che sei tu che non sa vivere in una società e attacchi una polemica un poco arrogante contro chi arrampica su quello che trova e nel modo che più gli piace.


      Esempio lampante….[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/confuse/12.gif[/img]

    • #851054

      Titus wrote:

      Esempio lampante….[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/confuse/12.gif[/img]

      Esempio lampante di cosa?

      Ma a te chi di da il diritto di dire chi può parlare o non può parlare? Fammi capire?

      Se non ci fosse gente come me, chi le va a fare le tue vie?

    • #851057

      Titus wrote:

      Esempio lampante….[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/confuse/12.gif[/img]

      certo che te caro il mio vecio, sei peggio del prezzemolo! dove ci sono grane e polemiche…..puff! appari! 😆 😆

    • #851065

      minoso wrote:


      l’unica via in sbarua in cui i fix hanno sostituito i chiodi???? forse e’ sbagliato quello che dici…..ma ti capisco,ti sei un po’ innervosito……medita ;)

      Ah se si seguissero per se stessi i consigli che si è sempre prodighi a dare agli altri!!!

      La G.R. è una delle poche vie in Sbarua (forse l’unica) dove gli spit presenti rispettano la chiodatura originaria. Via il chiodo, dentro lo spit. E in mezzo null’altro.

      Cosa che non è stata fatta sulle altre vie storiche, Motti-Grassi per esempio, che sono diventate molto climber friendly.

      minoso oggi è la seconda volta che ti becco in castagna.

      Chi posta solo per amore di polemica dovrebbe essere molto più attento…

    • #851069

      Scusate ma non mi pare che la spittatura della Gervasutti rispetti l’originale chiodatura, infatti nel diedro d’uscita ci sono tre spit dove una volta si pedalava e basta. Lo stesso per la fessura del primo tiro, lama compresa. Quella è una bella via che si può fare tutta senza toccare neanche uno spit, eccetto per qualche sosta, usando qualche friend senza dover essere dei campioni.

      enrico

    • #851070

      enrico_p wrote:

      Scusate ma non mi pare che la spittatura della Gervasutti rispetti l’originale chiodatura, infatti nel diedro d’uscita ci sono tre spit dove una volta si pedalava e basta. Lo stesso per la fessura del primo tiro, lama compresa. Quella è una bella via che si può fare tutta senza toccare neanche uno spit, eccetto per qualche sosta, usando qualche friend senza dover essere dei campioni.

      enrico

      Non posso che sottoscrivere. L’attuale spittatura della Gerva non rispetta la chiodatura originaria, intendendo per originaria quella a chiodi normali. La rispettava la prima spittatura, quella per chi ha memoria con spit da 8 e placchette nere con foro minuscolo affilate come coltelli.

      Naturalmente il problema non è però una manciata di spit in più o in meno, ma il fatto che alcune delle vie classiche di limitata difficoltà siano state modificate negli anni da spittature sempre più invasive. Lasciamo perdere la Normale, che oggi assomiglia al giubbotto di un metallaro, ma il tracciato della Pinerolesi attualmente non segue più la linea originaria, così come la Cinquetti, pesantemente modificata in tre tiri da successive spittature e ‘raddrizzamenti’ (solo per restare nell’ambito delle vie classiche).

      Inoltre anche il posizionamento degli spit spesso è del tutto arbitrario e finisce per snaturare le caratteristiche dei singoli passaggi. Per esempio, sul Rivero che senso ha piazzare uno spit al centro della placca dei ‘bugnun’ (quinto tiro per intenderci)? Questo è un caso emblematico di cosa possa significare il termine improteggibile: se infatti è vero che sui tre metri della placca non è possibile assicurarsi senza bucare, come è stato fatto, la roccia, generazioni di alpinisti hanno superato il passaggio assicurandosi al vecchio chiodo ad anello della UGET piantato all’inizio della placca, che in caso di scivolata impedisce di schiantarsi sul terrazzino di partenza ma non un doloroso pendolo (soprattutto per il morale di qualche moderno climber).

      Ciò detto ribadisco il mio pensiero già espresso su questo forum qualche giorno fa. Quando si tratta di vie classiche di moderata difficoltà (nel caso della Sbarua parliamo di cinque o sei vie su duecento) non vedo la necessità di ricorrere all’uso degli spit neanche per raccordare tra loro le fessure. Anche a costo di dover affrontare qualche 4+ con il chiodo a cinque metri come hanno fatto per cinquant’anni gli alpinisti che hanno frequentato questa palestra.

    • #851072

      mah! parlare di chiodi originari forse è un pò azzardato. Diciamo che tutti coloro che hanno messo mano al trapano (me compreso) per sostituire o “affiancare” i vecchi chiodi l’hanno fatto in base alla situazione oggettiva trovata e rispondendo, in difetto o in eccesso, ai propri ragionamenti.

      Io però, che continuo a essere convinto assertore della bontà dello spit in determinate circostanze, apro al fatto che ciò che si è fatto fino a 10 anni fà non è detto che si debbe fare ancora per forza.

      Lindsay a Ceresole ha asserito che in Inghilterra i vecchi chiodi (non i bolts) non vengono rimossi, ma vengono vanificati progressivamente dall’invecchiamento e dalle nuove possibilità di protezione. Dunque non sostituiti.

      Io stesso, che penso che mettere 5 o 6 spit su una multipitch di un certo tipo non sia rendere esattamente una via plaisir, sono però ora “aperto” al fatto che prima di mettere mano al trapano bisognerebbe “provarle tutte”. Se la via risulta tutta proteggibile (ed è nata senza spit), come sostiene giustamente oracolo, allora si mettono solo le soste e si lasciano invecchiare i chiodi. Se il chiodo è determinante invece per il run out che si viene a creare rimuovendolo, beh! se posso sostitutirlo lo faccio, altrimenti se a “patirne” è la roccia metto uno spit. E’ vero, questo può essere un messaggio solo per il futuro, e non è giusto ora “schiodare tutto” perchè toccati dal “sentimento trad”. Ciò porterebbe a mantenere per ora dei compromessi, magari lasciando le “fessure” tutte clean (se questa è la caratteristica della via) e lasciando gli spit al posto dei chiodi. Questo ovviamente in posti come la Sbarua, dove la “percezione consolidata” della scalata è diversa rispetto a quella di Sea o dell’Orco, cioè a quella di siti storicamente semitrad. Ora, sarebbe bello avere in Sbarua qualche via effettivamente semitrad come un giusto compromesso, però non è questa per me la cosa importante. Tutte le parole spese finora, le opinioni contrastanti, anche le polemiche, spero invece facciano riflettere i riattrezzatori futuri (me compreso se avrò ancora voglia di mettere mano a qualcosa) e a vedere la questione da un punto di vista diverso. L’antipatia preconcetta che qualcuno coltiva per il cosiddetto “trad” è a mio parere sbagliata e ingiustificata. Perchè il “trad”, quello vero e non mistificato, cerca nuovi terreni con determinate caratteristiche. Certo, può non piacere come non piace a qualcuno il bouldering o il dry tooling, ma non arreca danno alcuno. Lo “spirito trad” applicato al passato è però in effetti soggetto ad estremismi e prevaricazioni. Non per questo però è sbagliato! Occorre solo rispettare ciò che altri hanno fatto: se non vi è condivisione su di una revisione, si lascia tutto com’è. Punto e basta. Chi vuol fare mezzo passo indietro è libero di farlo, certo, a patto che ciò avvenga alla luce del sole, con giudizio, motivando e informando. Io mi aspetto dal trad una sensibilità nuova che sono convinto condizionerà le azioni future. Ormai è un processo inevitabile. Accetteremo il fatto che ci sono due modi di scalare distinti anche da “noi”: sport climbing e trad climbing, e i veri appassionati ci giocheranno indistintamente, come già fanno sui sassi senza preconcetti, per poi magari fare una cascata o dell’alta montagna. Così è sempre stato e sempre sarà.

      Nella “terrra di mezzo” cioè dove tutti vogliono far prevalere le proprie ragioni, il compromesso verrà. A ben guardare, dall’inizio della polemica, ditemi poi quante vie sono state “terroristicamente” schiodate: pochissime. Sui forum siamo tre gatti e non rappresentiamo nessuno, mentre la massa, alla fine cede comunque alle mode più che ai contenuti.

      buone “arrampicate” e basta

    • #851079

      Io, con un certo vanto, mi onoro di far parte del popolo degli arrampicatori.

      Quel popolo che dalle élite arrampicanti viene con un certo snobismo definito massa. E si sa cosa pensasse Gervasutti della massa.

      Ogni popolo ha le sue élite: ai tempi di gervasutti la massa scalava a Rocca Sella, scalava ai Picchi del pagliaio.

      Tra l’altro a rocca sella esiste una via di gervasutti.I giovanotti di un tempo, Boccalatte e compagnia gaudente, si divertivano ai Tre denti di Cumiana, dove il Fortissimo portò a scalare il Re del Belgio.

      Un tempo, forse, la sbaura era per il popolo, per la massa, quello che sono oggi il caporal, o il sergent: un luogo difficile.

      Dunque l’arrampicata si è socialmente EVOLUTA: dove un tempo andavano solo i più forti ora va la massa, dove un tempo andava la massa ora non va più nessuno.

      Però si sa, la massa fa schifo, soprattutto quella cui non apparteniamo perchè vogliamo elevarci.

      Per questo i fautori del trad hanno voluto fare della valle dell’orco un luogo per arrampicatori d’élite, insomma un altro tipo massa, anzi, si battono perchè l’arrampicata trad diventi di massa: non necessariamente locale, ma internazionale. Vogliono elevare la massa.

      Oggi si diffondono miti di rinascita dell’arrampicata: il TRAD. Ma quello che amareggia è che sono di nuovo miti presi a prestito da altri: dagli inglesi, dagli americani.

      Io ho partecipato alla interessante serata di presentazione della guida di Oviglia.

      Bene, eravamo a rimorchio degli americani allora, lo siamo ora.

      La Gervasutti, come si presenta ora, testimonia una evoluzione. Ed ha il valore per quello che testimonia: quello che siamo diventati.

      Chi ha detto alla uget di mettere fittoni con l’anello?

      Nessuno ormai lo discute, anzi, qualcuno lo da come una condizione primigenia di ripetizione della via.

      Io personalmente non amo le vie plasir.

      Trovo giusto che tutti abbiano possibilità di esprimersi come più gli piace: viva il trad.

      Però, per piacere, basta morali, basta rivisitazioni, basta voler fare cultura: andate a scalare, fate le guide alpine, fate gli istruttori di alpinismo, non fate le guide del popolo, gli istruttori della massa.

    • #851081

      il problema è che tu caro alkurtz, delinei il trad come un fenomeno esclusivista o d’elite. E non è affatto così. Non si vuole preservare la Valle Orco o le “riserve” dalla massa, della quale peraltro in un modo o nell’altro facciamo parte. Anzi. Si vuol far sì che la massa abbia la possibilità di scegliere, senza che alcuni siti facciano la “stessa” fine, senza che venga consegnata un’attività preconfezionata e predigerita. Questo Alkurtz è successo spesso e ne abbiamo tutti un pò la colpa. Alla fine è un gatto che si morde la coda. Quando agli inizi degli anni ottanta scimmiottavamo i bleusards sui nostri massi, i “ben pensanti”, quelli dell’alpinismo “per bene”, ci chiamavano con disprezzo “sassisti”. Eppure guarda il bouldering cosa è diventato. Quanto all’esterofilia neanche a me piace troppo, ma tutto sommato in arrampicata è forse uno dei pochi contesti dove è realmente innocua ;)

    • #851083

      Gianni lanza wrote:

      13/11/2010 – Gianni lanza

      Mi far star male vedere quante risposte fuori tema, solo polemiche, mi chiedo se se sapete comprendere ciò che leggete. Con questo vi chiederei di considerare chiusa questa storia. In futuro visto il livello starò ben attento prima di parlare.

      Volevo solo aggiungere che su questo forum il mio commento non c’è arrivato da parte mia, infatti lo ha messo un Tal Aiax senza neppure chiedermi il permesso. Come sembra non si continui a capire il mio era un sogno, roba eterea, ok, non una proposta o un progetto. Vi invito ad una sola riflessione, ma badate che è estremamente importante per la sicurezza, il più delle vie in Sbarua è attrezzato con fix di acciaio normale ( non inox) questo li espone ad una pericolosa erosione, insomma arrugginiscono e per esperienza a quel punto tengono poco, quindi tutto quel plaisir potrebbe trasformarsi di colpo in un bel problema, sopra tutto per chi ( e temo siano molti) di questo non se ne rende conto. Vi chiederei di escludermi dalle vostre discussioni, che non mi interessano e non mi piacciono, vi auguro di arrampicare e divertirvi nel rispetto di tutti e secondo le vostre regole e stili personali, la montagna è un ultimo baluardo di libertà, ed è questa libertà che alla fine bisogna cercare di salvaguardare. Non farò altri interventi un saluto a Tutti.

      Veramente non l’ho capito sto intervento….che è!?! ti han pagato per ritrattare? …mah!


      Comunque per quanto mi riguarda i concetti sono stati proposti e riproposti. Questo è importante.

      Chi legge saprà farsi un’idea…peccato solo per le solite urla da saloon…

      Buona Gerva a tutti!

      Saluti 8-)

    • #851088

      alkurtz wrote:

      Ogni popolo ha le sue élite: ai tempi di gervasutti la massa…

      Alkurtz, anche per me questa tua teurisasiun sulla massa e le élite mi sembra un po’ strampalata.

      Perchè, tanto per cominciare, ai tempi andati la gente che andava in montagna non era poi granchè massa, cioè erano piuttosto pochi. E forse potevano magari considerarsi élite rispetto alle masse in genere. Quindi una distinzione tra arrampicatori di massa e arrampicatori d’élite può essere una proiezione sul passato di una condizione forse invece attuale, dal punto di vista strettamente numerico. Non ci vedo molto di più.

      Poi il porre un semplice stile, una specialità, dell’arrampicata, il trad, come uno stile d’élite… boh… non so cosa possa fartelo supporre. Forse perchè oggi è da pochi praticato e quindi si può considerare d’élite? Mah… non credo. E non penso che chi va a proteggere un 5c tipo Pesce d’Aprile, per dire, dopo che è stata ripetuta da migliaia di persone prima di lui, si possa considerare più di tanto élite…

      Non so, queste mi sanno di tue costruzioni mentali piuttosto arbitrarie. Ogni tanto ci palleggi solitario con queste divagazioni pseudo culturali… 😆 ma fa ti, per carità il mondo è bello perchè è vario. Un po’ di spit oggi, qualche friend duman…

    • #851114

      urs wrote:

      [

      Poi il porre un semplice stile, una specialità, dell’arrampicata, il trad, come uno stile d’élite… boh… non so cosa possa fartelo supporre.

      … forse tu non sai cosa possa farlo supporre (caro Grizzly…. ;) ) ma, personalmente, da quando seguo i tanti thread e i tanti post scritti negli ultimi mesi, la mia impressione e’ proprio questa…. e cioe’ che chi scala su vie da proteggere si senta superiore a chi scala in altra maniera. Questo si legge assai bene tra le righe dei tantissimi interventi e, se i presupposti sono questi, almeno da parte mia non c’e’ alcun interesse nel “discutere”.

    • #851116

      caiojet wrote:

      … forse tu non sai cosa possa farlo supporre (caro Grizzly…. ;) ) ma, personalmente, da quando seguo i tanti thread e i tanti post scritti negli ultimi mesi, la mia impressione e’ proprio questa…. e cioe’ che chi scala su vie da proteggere si senta superiore a chi scala in altra maniera. Questo si legge assai bene tra le righe dei tantissimi interventi e, se i presupposti sono questi, almeno da parte mia non c’e’ alcun interesse nel “discutere”.

      Uhmm… Onestamente non so. A me, almeno per quel che mi risulta da chi conosco direttamente di pirsona pirsonalmente, si passa dai resting su spit a belle mungiture su nut… 😆 me incluso, va da sè. Quindi tutto ‘sto sentirsi superiori non lo vedo.

      Cioè non è che se non vado un we a Finale e vado invece in valle Orco, per dire, a salire che so Pesce d’Aprile con i friends mi sento particolarmente superiore a me stesso del we prima?!?

      Per me vale proprio il discorso che ho sempre fatto. Sono due specialità diverse. Oggi ho voglia di andare a salire una via spittata e duman ho voglia di salire proteggendomi. Come posso dire oggi vado con la bici da cursa e duman in mountain bike. Magari posso dire che una cosa mi soddisfa di più rispetto all’altra. Ma poi non è nemmeno proprio così. Perchè magari in sè chiudere un tiro a spit bello duro che è un po’ che provo, mi dà suddisfasiun uguale a salire una via tutta da proteggere.

      Per quel che riguarda il topic ad esempio potrei dire che andrei a ripeterla volentieri con i friends… ma non è che mi sento élite a salire la Gervasutti alla Sbarua!?!?!? 😮

    • #851121

      urs wrote:

      Uhmm… Onestamente non so. A me, almeno per quel che mi risulta da chi conosco direttamente di pirsona pirsonalmente, si passa dai resting su spit a belle mungiture su nut… 😆 me incluso, va da sè. Quindi tutto ‘sto sentirsi superiori non lo vedo.

      Cioè non è che se non vado un we a Finale e vado invece in valle Orco, per dire, a salire che so Pesce d’Aprile con i friends mi sento particolarmente superiore a me stesso del we prima?!?

      Per me vale proprio il discorso che ho sempre fatto. Sono due specialità diverse. Oggi ho voglia di andare a salire una via spittata e duman ho voglia di salire proteggendomi. Come posso dire oggi vado con la bici da cursa e duman in mountain bike. Magari posso dire che una cosa mi soddisfa di più rispetto all’altra. Ma poi non è nemmeno proprio così. Perchè magari in sè chiudere un tiro a spit bello duro che è un po’ che provo, mi dà suddisfasiun uguale a salire una via tutta da proteggere.

      Per quel che riguarda il topic ad esempio potrei dire che andrei a ripeterla volentieri con i friends… ma non è che mi sento élite a salire la Gervasutti alla Sbarua!?!?!? 😮

      … ma tu non devi farne un discorso personale, si da il caso che ti conosca e so benissimo come la pensi.

      La mia riflessione e’ piu’ generica e si basa su quello che ho letto ed interpretato in tantissimi post e se non fosse che non ho ne’ la voglia ne’ il tempo di andare a rileggerli uno ad uno per ricopiare fedelmente alcuni passaggi, potresti renderti conto da solo che questa aurea di superiorita’ si evince chiaramente.

      Detto questo rimangono valide e leggittime altre questioni… una su tutte la possibilita’ di trovare terreni (…pareti) adatte per ogni tipo di arrampicata…. trad, spit, clean, new trad, oldtrad, veterospit, newspit, semiclean, tecnotrad, pseudonut, ciapatira ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc…..

    • #851124

      caiojet wrote:

      … per ogni tipo di arrampicata…. trad, spit, clean, new trad, oldtrad, veterospit, newspit, semiclean, tecnotrad, pseudonut, ciapatira ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc…..

      😆 … di sicuro verrebbero fuori un bel po’ di vignette su ‘ste storie… 😆 😆 :D

    • #851149

      non bisogna essere dei genii per capire che fare una via con o senza gli spit non è la stessa cosa.

      Prendete una via plaisir su cui salite in scioltezza e ripetetela proteggendovi dove potete, la cosa cambia eccome. Se la stessa via spittata “plaisir” non avesse nemmeno uno spit, sarebbe ripetuta da 1 su 10. E non parlo della “fessura perfetta” stile Orco-Cadarese, magari estrena, su cui si può azzerare a palla o appendersi, parlo di rocce meno “nobili” (come per esempio le metaofioliti) e di gradi anche medio bassi, dove le fessure sono un vero programma. Anche questo è “trad”, oppure no?

      Cosa vuol dire questo fatto? Che di sicuro scalare ingegnandosi a proteggere è più difficile a parità di grado che farlo con lo spit di fianco, dunque più selettivo.

      Non significa sentirsi affatto superiori: ma è talmente chiara la differenza… 🙄 🙄

    • #851151

      ajax wrote:

      non bisogna essere dei genii per capire che fare una via con o senza gli spit non è la stessa cosa.

      Prendete una via plaisir su cui salite in scioltezza e ripetetela proteggendovi dove potete, la cosa cambia eccome. Se la stessa via spittata “plaisir” non avesse nemmeno uno spit, sarebbe ripetuta da 1 su 10. E non parlo della “fessura perfetta” stile Orco-Cadarese, magari estrena, su cui si può azzerare a palla o appendersi, parlo di rocce meno “nobili” (come per esempio le metaofioliti) e di gradi anche medio bassi, dove le fessure sono un vero programma. Anche questo è “trad”, oppure no?

      Cosa vuol dire questo fatto? Che di sicuro scalare ingegnandosi a proteggere è più difficile a parità di grado che farlo con lo spit di fianco, dunque più selettivo.

      Non significa sentirsi affatto superiori: ma è talmente chiara la differenza… 🙄 🙄

      …pero’, caro Marco, se vogliamo giocare a non capirci basta saperlo……

      :)

      Io trovo sempre abbastanza fastidioso quando altri ti mettono in bocca (eufemismo) parole e concetti mai espressi. Per quanto mi riguarda capisco da solo la differenza che c’e’ tra una via spittata ( e basta con ‘sto termine “plasir” che continuate ad usare abusandone anche il significato) e una via da proteggere, come capisco… sempre da solo, la differenza tra una via attrezzata e una ferrata… o una in artificiale ecc.ecc.ecc.

      Capisco tutte le differenze che i diversi stili contemplano, fisicamente, mentalmente e via discorrendo…. ma, come ho gia’ scritto, noto che per qualcuno l’arrampicare trad (o simili) e’ fonte di una idea di superiorita’ rispetto a chi scala in maniera diversa.

      Ti ripeto….. la differenza tecnica e’ chiara, mica sono fesso…. non mi e’ chiaro (oppure mi e’ molto molto chiaro 👿 ) perche’ ci si debba sentire un gradino piu’ alti se si mettono i friend!

    • #851154

      caiojet wrote:

      …pero’, caro Marco, se vogliamo giocare a non capirci basta saperlo……

      :)

      Io trovo sempre abbastanza fastidioso quando altri ti mettono in bocca (eufemismo) parole e concetti mai espressi. Per quanto mi riguarda capisco da solo la differenza che c’e’ tra una via spittata ( e basta con ‘sto termine “plasir” che continuate ad usare abusandone anche il significato) e una via da proteggere, come capisco… sempre da solo, la differenza tra una via attrezzata e una ferrata… o una in artificiale ecc.ecc.ecc.

      Capisco tutte le differenze che i diversi stili contemplano, fisicamente, mentalmente e via discorrendo…. ma, come ho gia’ scritto, noto che per qualcuno l’arrampicare trad (o simili) e’ fonte di una idea di superiorita’ rispetto a chi scala in maniera diversa.

      Ti ripeto….. la differenza tecnica e’ chiara, mica sono fesso…. non mi e’ chiaro (oppure mi e’ molto molto chiaro 👿 ) perche’ ci si debba sentire un gradino piu’ alti se si mettono i friend!

      Eqquindi? Si capisce benissimo!

      Perchè a parte il modo di porsi di qualcuno, con o senza spit, è innegabile che chi scala una via clean senza usare gli spit è in qualche modo “superiore” a chi fa la stessa via con le protezioni. Sul 5a come sull’8a…Ma che male c’è? Forse a ben guardare sono di più coloro a cui rode il contrario, perchè, caro caio, qui ne vedo molti scaldati per partito preso contro “quell’altra disciplina”. Mentre sarebbe stimolante rimettersi in gioco, imparare un pò d’umiltà, e accettare il fatto che se lo stesso grado con o senza lo spit non lo facciamo. Un un motivo c’è! Dunque sarebbe bello che la gente imparasse a rispettare le differenze, ammettendo i suoi limiti.

      Io qui di pro spit fortissimi non ne ho visti ne sentiti “attaccare il tradizionale”, perchè non ne hanno affatto bisogno. E’ sempre la guerra dei poveri. I pochi forti (ovviamente in rapporto a noi mezze calze), guarda caso, vanno senza grossi problemi sui friend come sugli spit, senza troppe parole. Abbiamo paura che ci portino via da sotto il sedere il nostro 5c/6a “ascellare”, mentre pochi paiono intenzionati a rimettersi in discussione.

      E per di più nessuno li obbliga!

      Ci sono milioni di vie a spit per i mediocri – principianti ma pochissime via da provare clean per gli stessi. Ed è un peccato. Lasciamo perdere i tromboni e vediamo le cose come stanno con lucidità e per come sono ovvie. Due modi di scalare, dei quali uno “più difficile”. Punto.

    • #851155

      ajax wrote:

      Eqquindi? Si capisce benissimo!

      Perchè a parte il modo di porsi di qualcuno, con o senza spit, è innegabile che chi scala una via clean senza usare gli spit è in qualche modo “superiore” a chi fa la stessa via con le protezioni. Sul 5a come sull’8a…Ma che male c’è? Forse a ben guardare sono di più coloro a cui rode il contrario, perchè, caro caio, qui ne vedo molti scaldati per partito preso contro “quell’altra disciplina”. Mentre sarebbe stimolante rimettersi in gioco, imparare un pò d’umiltà, e accettare il fatto che se lo stesso grado con o senza lo spit non lo facciamo. Un un motivo c’è! Dunque sarebbe bello che la gente imparasse a rispettare le differenze, ammettendo i suoi limiti.

      Io qui di pro spit fortissimi non ne ho visti ne sentiti “attaccare il tradizionale”, perchè non ne hanno affatto bisogno. E’ sempre la guerra dei poveri. I pochi forti (ovviamente in rapporto a noi mezze calze), guarda caso, vanno senza grossi problemi sui friend come sugli spit, senza troppe parole. Abbiamo paura che ci portino via da sotto il sedere il nostro 5c/6a “ascellare”, mentre pochi paiono intenzionati a rimettersi in discussione.

      E per di più nessuno li obbliga!

      Ci sono milioni di vie a spit per i mediocri – principianti ma pochissime via da provare clean per gli stessi. Ed è un peccato. Lasciamo perdere i tromboni e vediamo le cose come stanno con lucidità e per come sono ovvie. Due modi di scalare, dei quali uno “più difficile”. Punto.

      …no, “punto” una beata fava.

      Punto un peppero di niente.

      Punto una cippa….e, ti diro’, se la qualita’ del capirsi e’ questa, bene fanno tutti quelli che evitano di perdere tempo sui forum.

      Ripeto, spero per l’ultima volta, che posso tranquillamente accettare il concetto di “difficoltà” (applicabile in tutti i contesti) …..NON accetto e non accettero’ mai (scrivo per me ovviamente) di discutere con chi si sente SUPERIORE a qualcun’altro, solo perche’ fa una disciplina diversa (magari tecnicamente piu’ impegnativa).

      Ti e’ chiaro il concetto?

      No?

      Te lo spiego meglio….. non accetto che uno scialpinista si senta superiore ad un pistaiolo (inutile spiegare la differenza tra le due attivita’……), non accetto che uno che va a scalare si senta superiore a chi si muove sui sentieri anche solo per andare a mangiare un panino al rifugio, non accetto che chi fa arrampicata sportiva si senta superiore a chi fa le ferrate, non accetto che chi scala trad si senta superiore a chi scala vie plasir ecc.ecc…… Questo non significa non riconoscere le diverse difficolta’, non significa non capire che uno che fa il 7c scala piu’ forte di uno che fa il III grado… non significa non capire il diverso impegno fisico e mentale….significa rifiutare il principio di sentirsi SUPERIORI (nell’accezione meno nobile del termine) rispetto ad altri.

      E con questo concludo il mio intervento-trombone (che e’ sempro meglio degli interventi “trombetta”)!

      👿 👿 👿

    • #851156

      si potrebbe renderlo ancora piu’ difficile ..magari con dei pesi…

      Non E’ piu’ difficile.

      Che differenza c’e’ per te ajax a ripetere la gerva con spit o senza ?

      Per me la differenza sta nel tempo che impiego a mettere un friend in una fessura strap.

      in questo senso maggiore sara’ il tempo per percorrere il tiro e quindi avro’ meno possibilita’

      di farlo in libera ed ecco che diventa piu’ complicato.

      Concordo con Caio il fatto che qualcuno si consideri “diverso se trad” da “spit e’ sicurezza”

      Capita anche tra Pellisti e Ciaspolari

      Alpinisti e falesisti

      Falesisti e Plasticari

      Salto in lungo e salto in alto

      tra ; e ,

    • #851157

      Il fatto che molti qui sparino a zero sul trad, spesso con preconcetta aria schifata, dimostrano esattamente la stessa cosa che tu dici.

      Cerchiamo allora di capirci sul serio caio, ma cogli la sottigliezza però! E’ logico che nessuno moralmente è superiore a un altro! Ecchediamine! Dunque chi crede di esserlo in senso “metafisico”, ne ha legittimità per carità, ma se l’ostenta in modo fastidioso è giusto che venga tacciato d’ignominia! (è il caso di alcuni tromboni del forum).

      Anche il “ricco” se ostenta potere e denaro è spregevole, viceversa, se ha un atteggimento umile lo si considera “un vero signore”. Ma ricco è!

      Chi scala un 7a clean ha secondo me una marcia in più rispetto a chi lo fa su spit. E ne convieni! Poi se è umile è umile se è stupido è stupido!

      Però, guarda caso, sono tutti interessati a fare le pulci agli altri e, ti devo dire la verità, a parte te e forse un’altro, chi difende le ragioni dello spit qui lo fa in “malo modo” esattamente come qualche irriverente del clean. E sai perchè? Perchè forse non è “superiore” neanche a sè stesso. Se fosse sereno accetterebbe un confronto civile e di contenuto, come tante volte si è stati in grado di fare sui topic. Non è in realtà superiore “oggettivamente” a qualche supermuscolo del trad e dunque adduce argomenti futili e assume a sua volta atteggiamenti da “superiore”! Non è vero che chi mette i friend si sente superiore, perchè sul forum c’è gente come me, come liviell e come molti altri che non credono affatto di essere “qualcuno” ( e che nel loro piccolo scalano ovunque), cerchiamo invece di capire e di sentire il parere degli altri. Due persone non fanno la fazione reale, perchè, se così fosse, dall’altra parte della barricata degli spit avremmo un’armata di saccenti (non è il caso tuo) pronti a liquidare in due parole negative la “questione trad”.

      Un grande nome dell’arrampicata sportiva italiana, ormai entrato nella leggenda e non certo più un supertop, quando gli ho “domandato del trad” mi ha detto: “Bello! E’ bello che i giovani ma anche quelli più attempati come noi abbiano nuovi stimoli. Ciò che conta è sperimentare sempre per non invecchiare mai!”. Belle parole, distanti da questi topic.

      Ma quando si affronterà con buon senso la questione? Non si fanno passi avanti significativi perchè quello che si sa dirè è, oltre agli insulti: il forum non serve a niente. Certo perchè, caro caio, tutti e dico tutti, mettiamo in gioco le antipatie personali (virtuali) e cediamo alle “provocazioni dei provocatori”.

      “chi saprà stupirsi regnerà…”

    • #851158

      oomaxster wrote:

      si potrebbe renderlo ancora piu’ difficile ..magari con dei pesi…

      Non E’ piu’ difficile.

      Che differenza c’e’ per te ajax a ripetere la gerva con spit o senza ?

      Per me la differenza sta nel tempo che impiego a mettere un friend in una fessura strap.

      in questo senso maggiore sara’ il tempo per percorrere il tiro e quindi avro’ meno possibilita’

      di farlo in libera ed ecco che diventa piu’ complicato.

      Concordo con Caio il fatto che qualcuno si consideri “diverso se trad” da “spit e’ sicurezza”

      Capita anche tra Pellisti e Ciaspolari

      Alpinisti e falesisti

      Falesisti e Plasticari

      Salto in lungo e salto in alto

      tra ; e ,

      Max, una persona della tua bravura e della tua arguzia dovrebbe non fare queste considerazioni, perchè la “questione psicologica” tiene banco in arrampicata fin dai tempi di Casara, suvvia! 🙄

    • #851160

      Quote:

      …pero’, caro Marco, se vogliamo giocare a non capirci basta saperlo……

      :)

      Io trovo sempre abbastanza fastidioso quando altri ti mettono in bocca (eufemismo) parole e concetti mai espressi. Per quanto mi riguarda capisco da solo la differenza che c’e’ tra una via spittata ( e basta con ‘sto termine “plasir” che continuate ad usare abusandone anche il significato) e una via da proteggere, come capisco… sempre da solo, la differenza tra una via attrezzata e una ferrata… o una in artificiale ecc.ecc.ecc.

      Capisco tutte le differenze che i diversi stili contemplano, fisicamente, mentalmente e via discorrendo…. ma, come ho gia’ scritto, noto che per qualcuno l’arrampicare trad (o simili) e’ fonte di una idea di superiorita’ rispetto a chi scala in maniera diversa.

      Ti ripeto….. la differenza tecnica e’ chiara, mica sono fesso…. non mi e’ chiaro (oppure mi e’ molto molto chiaro 👿 ) perche’ ci si debba sentire un gradino piu’ alti se si mettono i friend!

      Quote:

      Eqquindi? Si capisce benissimo!

      Perchè a parte il modo di porsi di qualcuno, con o senza spit, è innegabile che chi scala una via clean senza usare gli spit è in qualche modo “superiore” a chi fa la stessa via con le protezioni. Sul 5a come sull’8a…Ma che male c’è? Forse a ben guardare sono di più coloro a cui rode il contrario, perchè, caro caio, qui ne vedo molti scaldati per partito preso contro “quell’altra disciplina”. Mentre sarebbe stimolante rimettersi in gioco, imparare un pò d’umiltà, e accettare il fatto che se lo stesso grado con o senza lo spit non lo facciamo. Un un motivo c’è! Dunque sarebbe bello che la gente imparasse a rispettare le differenze, ammettendo i suoi limiti.

      Io qui di pro spit fortissimi non ne ho visti ne sentiti “attaccare il tradizionale”, perchè non ne hanno affatto bisogno. E’ sempre la guerra dei poveri. I pochi forti (ovviamente in rapporto a noi mezze calze), guarda caso, vanno senza grossi problemi sui friend come sugli spit, senza troppe parole. Abbiamo paura che ci portino via da sotto il sedere il nostro 5c/6a “ascellare”, mentre pochi paiono intenzionati a rimettersi in discussione.

      E per di più nessuno li obbliga!

      Ci sono milioni di vie a spit per i mediocri – principianti ma pochissime via da provare clean per gli stessi. Ed è un peccato. Lasciamo perdere i tromboni e vediamo le cose come stanno con lucidità e per come sono ovvie. Due modi di scalare, dei quali uno “più difficile”. Punto.

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      ..

      Quote:

      .no, “punto” una beata fava.

      Punto un peppero di niente.

      Punto una cippa….e, ti diro’, se la qualita’ del capirsi e’ questa, bene fanno tutti quelli che evitano di perdere tempo sui forum.

      Ripeto, spero per l’ultima volta, che posso tranquillamente accettare il concetto di “difficoltà” (applicabile in tutti i contesti) …..NON accetto e non accettero’ mai (scrivo per me ovviamente) di discutere con chi si sente SUPERIORE a qualcun’altro, solo perche’ fa una disciplina diversa (magari tecnicamente piu’ impegnativa).

      Ti e’ chiaro il concetto?

      No?

      Te lo spiego meglio….. non accetto che uno scialpinista si senta superiore ad un pistaiolo (inutile spiegare la differenza tra le due attivita’……), non accetto che uno che va a scalare si senta superiore a chi si muove sui sentieri anche solo per andare a mangiare un panino al rifugio, non accetto che chi fa arrampicata sportiva si senta superiore a chi fa le ferrate, non accetto che chi scala trad si senta superiore a chi scala vie plasir ecc.ecc…… Questo non significa non riconoscere le diverse difficolta’, non significa non capire che uno che fa il 7c scala piu’ forte di uno che fa il III grado… non significa non capire il diverso impegno fisico e mentale….significa rifiutare il principio di sentirsi SUPERIORI (nell’accezione meno nobile del termine) rispetto ad altri.

      E con questo concludo il mio intervento-trombone (che e’ sempro meglio degli interventi “trombetta”)!

      👿 👿 👿[/quote

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      e questa volta caro caio…. sono in totale accordo con te… soprattutto se la supposta superiorità è basata sul grado.. considero molto più rilevante il fatto di non inquinare troppo la roccia.. ma mi sa che il mio discorso sul rispetto della roccia cosi come dell’ambiente non è stato ritenuto interessante e di sicuro non sono qualche centinaio di spit in più o in meno a rovinare le montagne… la mentalità di dover per forza far si che tutto sia raggiungibile per tutti invece un po’ di più si.. ma cosi si va OT..

    • #851162

      mah, mi sa che non avete capito :(

      fa niente :? :?

    • #851165

      caiojet wrote:

      … non accetto che uno scialpinista si senta superiore ad un pistaiolo (inutile spiegare la differenza tra le due attivita’……), non accetto che uno che va a scalare si senta superiore a chi si muove sui sentieri anche solo per andare a mangiare un panino al rifugio, non accetto che chi fa arrampicata sportiva si senta superiore a chi fa le ferrate, non accetto che chi scala trad si senta superiore a chi scala vie plasir ecc.ecc…… Questo non significa non riconoscere le diverse difficolta’, non significa non capire che uno che fa il 7c scala piu’ forte di uno che fa il III grado… non significa non capire il diverso impegno fisico e mentale….significa rifiutare il principio di sentirsi SUPERIORI (nell’accezione meno nobile del termine) rispetto ad altri…

      Ma si caio, però quelli che si sentono superiori ci sono in ogni dove. E lo dici appunto anche tu! Con tutti i tuoi esempi! E ci sono quelli che fanno persin in il 6c+ a (s)vista e si sentono superiori… an miracul dla natura… 😆

      Può essere benissimo che qualcuno che sale con i friend si senta superiore.

      E con ciò?!

      Saranno ben problemi suoi.

      Va a sapere perchè li ha… non sono mica psicologo. E non mi interessa, devo dire, nemmeno saperlo. Ne prendo atto, se si sente meglio a sentirsi superiur gli posso persin dire «urca ti si che zes superiur!»… e finita lì… 😆

      Sai cosa me ne impippa se si sente superiore. Non so nemmeno se mi frega più di tanto della sua esistensa in genere… figurarsi che mi frega di cosa pensa quando piazza un friend invece di rinviare uno spit… 😮

    • #851166

      In parte hai ragione Caio

      Chi fa le vie da proteggere si sente in un certo qual modo “superiore” a chi invece scala solo su spit. In fondo in fondo è così, e lo sappiamo tutti nel nostro intimo. Non c’è bisogno di nasconderlo.

      Peccato però che questa idea di superiorità (che può essere una definizione molto soggetiva) sia dettata da fattori che invece secondo me sono molto oggettivi, ovvero la indubbia differenza di “soddisfazione” di cui si gode una volta portata a termine una via diciamo trad (e per trad non intendo una via necessariamente in fessura, ma da proteggere e basta) da una spittata (e per spittata intendo spittata “normale”: 3 metri fino all’obbligatorio per intenderci). Altro fattore, strettamente legato al primo, è che nell’intraprendere una via da proteggere la componente psicologica è spesso molto superiore rispetto ad una via a spit.

      Per questi due semplicissimi motivi la scalata “trad” è superiore alla scalata a spit e automaticamente chi scala trad si sente superiore a chi scala a spit. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: Questo è quello che penso!

      Scusa, ma tipo io che scalo indistintamente sia in uno stile che nell’altro come dovrei classificarmi :?: ;)

    • #851167

      Liviell wrote:

      Per questi due semplicissimi motivi la scalata “trad” è superiore alla scalata a spit e automaticamente chi scala trad si sente superiore a chi scala a spit. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: Questo è quello che penso!

      😮

    • #851168

      caro liviell, pensa che io, oltre a scrivere tutte le baggianate che scrivo (e non solo qui, scrivo e racconto baggianate agli altri anche per mangiare), trovo anche due pomeriggi/sere alla settimana per insegnare ai neofiti a scalare sulla plastica! 😮 😮 😮 😮 (ma plastica trad…)

      Sto pure cercando di progettare e costruire una fessura 😆 😆

      plastic rules!

      [img]http://www.quotazero.com/forum/images/smilies/ontopic.gif[/img]

    • #851169

      Liviell wrote:

      In parte hai ragione Caio

      Chi fa le vie da proteggere si sente in un certo qual modo “superiore” a chi invece scala solo su spit. In fondo in fondo è così, e lo sappiamo tutti nel nostro intimo. Non c’è bisogno di nasconderlo.

      Peccato però che questa idea di superiorità (che può essere una definizione molto soggetiva) sia dettata da fattori che invece secondo me sono molto oggettivi, ovvero la indubbia differenza di “soddisfazione” di cui si gode una volta portata a termine una via diciamo trad (e per trad non intendo una via necessariamente in fessura, ma da proteggere e basta) da una spittata (e per spittata intendo spittata “normale”: 3 metri fino all’obbligatorio per intenderci). Altro fattore, strettamente legato al primo, è che nell’intraprendere una via da proteggere la componente psicologica è spesso molto superiore rispetto ad una via a spit.

      Per questi due semplicissimi motivi la scalata “trad” è superiore alla scalata a spit e automaticamente chi scala trad si sente superiore a chi scala a spit. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: Questo è quello che penso!

      Scusa, ma tipo io che scalo indistintamente sia in uno stile che nell’altro come dovrei classificarmi :?: ;)


      beh!…vai a fare le gare…. cosi’ ti classifichi :D

    • #851170

      ajax wrote:

      caro liviell, pensa che io, oltre a scrivere tutte le baggianate che scrivo (e non solo qui, scrivo e racconto baggianate agli altri anche per mangiare), trovo anche due pomeriggi/sere alla settimana per insegnare ai neofiti a scalare sulla plastica! 😮 😮 😮 😮 (ma plastica trad…)

      Sto pure cercando di progettare e costruire una fessura 😆 😆

      plastic rules!

      [img]http://www.quotazero.com/forum/images/smilies/ontopic.gif[/img]

      Peggio ancora!! …tu mi sa che sei proprio inclassificabile! 😆

      :) ;)

    • #851171

      ajax wrote:


      Sto pure cercando di progettare e costruire una fessura 😆 😆

      Io qualche ideuzza di crack-indoor me la sono studiata…parliamone!! …è un pò che ci penso! :)

      Si potrebbe aprire un bel topic di protesta per far inserire nelle palestre plasticose anche qualche bell’incastro!!!! 😈

      Scusate, fine off-topic :?

    • #851172

      oracolo wrote:

      Caro Liviell, a fare le classifiche, si rischia di perdere sempre. Meglio scalare e basta.

      Certamente, il mio era sarcasmo. ;)

    • #851174

      oracolo wrote:


      Chiedete a Tarallo per la crackmachine.

      Lui l’idea l’ha realizzata già una diecina di anni fa, se ben ricordo, in una oscura sede di allenamento per veri uomini nella sterminata pianura lombarda… :mrgreen:

      😆 Adesso sono 2… c’è anke la versione evoluta inclinabile 😮 :mrgreen:

    • #851176

      oracolo wrote:

      Uhè, Urs!

      Ma tu non eri mica quello dell’alpe con calzoni alla zuava e lunghezza minima di via di 1900 metri? E che i bulderisti eran finocchi, i falesisti ignoranti, e solo gli scarponi in *quoio* valevano?

      Se l’è sucèss cus’è?

      Te se rembambìi?

      O te capìi un quaicòss?

      :mrgreen:

      OT

      Uhè… veramente le prime scarpette le avevo prese… 1982… ’83… 😮 non mi ricordo più… 😳 per salire quelli che ‘na volta erano i massi…

      Avessi tempo andrei anche su vie di 2000 metri…

      Ma uoggi cume uoggi… ho zero temp… mi faccio bastare i tiri in falesia e qualche via più lunghetta ogni tanto in estate.

    • #851178

      urs wrote:

      Ma si caio, però quelli che si sentono superiori ci sono in ogni dove. E lo dici appunto anche tu! Con tutti i tuoi esempi! E ci sono quelli che fanno persin in il 6c+ a (s)vista e si sentono superiori… an miracul dla natura… 😆

      Può essere benissimo che qualcuno che sale con i friend si senta superiore.

      E con ciò?!

      Saranno ben problemi suoi.

      …per rimanere negli ambiti della montagna (perche’ sarebbe facile allargare il discorso ad ogni meandro della vita) e’ chiaro e lampante che ci sono e sempre ci saranno quelli che si sentono superiori agli altri.

      Tu mi chiedi… “e con cio’?”… ti rispondo che se e’ vero che sono problemi loro e’ altrettanto vero che io sono liberissimo di non dialogare con questa tipologia di persone. Punto e basta. Semplicissimo…

      ;)

    • #851182

      ma infatti caio non ci è mai interessato fin dall’inizio chi si sente “superiore” in questa vicenda, sia che scali sugli spit sia che scali trad. A me interessa un discorso diverso, oggettivo, forse un pò troppo analitico per questo forum e che viene mal interpretato.

      A prescindere dai presunti “antipatici”, ma togliendo l’emotività alla questione, rimane sempre un dato di fatto: che i due modi di scalare non sono la stessa cosa ed è innegabile che certe vie, se non fossero attrezzate a spit, sarebbero salite da un decimo degli utenti.

      Questo fatto è vecchio come la storia dell’arrampicata. Non si tratta di dire che trad è bello e spit fa schifo a priori, si tratta di avere il coraggio di fare alcune considerazioni ben precise tese a creare un rispetto di campo dei “due stili”. Perchè alla fine è bello scalare e basta, sui massi, sulle vie lunghe, in falesia a spit o trad o in alta montagna.

      Io però sono convinto che “l’ottica trad”, se ben gestita e non trascinata in guerre inutili come molti vogliono, possa cambiare il punto di vista delle cose.

      Perchè fino ad ora, salvo rari casi vigeva un’innegabile monocultura, la cui ottica ha influenzato in questi anni i riattrezzamenti e le revisioni.

      Ciascuno ha fatto a modo suo secondo fini e sensibilità diverse, spesso e volentieri per pura passione. E’ giusto oggi avere il coraggio di chiedersi se abbiamo fatto sempre bene o sempre fatto male. Se lo si fa tutti assieme è meglio, altrimenti qualcuno schioderà e basta, oppure continuerà a richiodare come ha sempre fatto. Io credo che sia ipocrita non riconoscere la deriva che l’arrampicata stava subendo. Nessuno stimolo nuovo, tutto sempre più calmierato anche in terreni di montagna, con l’introduzione del plaisir. In Arolletta ci sono vie stupende e spesso proteggibili, eppure lo spit è ormai sistematico. E questa logica viene dal basso, dalle falesie! Io che allo spit in montagna sono contrario pure alle soste e lo sono sempre stato, spero che dal vento trad scaturisca nel tempo uno spirito nuovo, che porti anche gli scalatori “normali” a disertare certi luoghi preconfezionati cercando una propria via dell’arrampicata che parta dalla reale consapevolezza delle proprie possibilità, tecniche e psicologiche. Ben vengano falesie, massi e trad moderno per farsi le ossa. Non si può però pensare che l’arrampicata in basso non influenzi culturalmente anche quella in alto. Dunque per me viva il trad con questo spirito. Non si schiodino le vie, le si provi senza usare gli spit e si veda la differenza, emotiva e tecnica, soprattutto su certi tipi di roccia. Ci si renderà conto di come si abbia una visione distorta delle posssibilità (certo Max, non è il caso tuo o mio o di altri che nel nostro – mio piccolo, abbiamo sempre scalato senza spit perchè così siamo “nati”). I momenti di riflessione innescati dai fenomeni o mode che siano, sono sempre esistiti nella storia dell’arrampicata e anche dell’alpinismo. L’etica può apparire cosa noiosa e futile, forse per chi considera questa nostra attività solo uno sport o uno svago. Per me però e per altri non è così.

    • #851185

      Volevo solo puntualizzare, che, in Arolletta che prima ho citato, sulla parete superiore il gestore del rifugio e amici stanno realizzando numerose vie in stile “tradizionale”, segno forse che, dopo la “richiesta” dello spit totale, ora vi è pure quella di un certo tipo di arrampicata.

      Dunque anche in un’area comoda e notoriamente ricca di vie plaisir a spit, il tradizionale viene vissuto come una “risorsa credibile”. Sarebbe bello vedere questa filosofia applicata in molti siti d’arrampicata anche a bassa quota.

    • #851189

      Ok Marco pero non puoi fare a meno anche tu di notare

      come alcuni facciano pesare quanto sia più virile scalare

      senza prot fisse Detto questo sono ancora agibili petit verdon

      e il pancione sopra che non ricordo il nome ?sono

      migliorabili magari per scalare in inverno? Max

    • #851536

      oomaxster wrote:

      Ok Marco pero non puoi fare a meno anche tu di notare

      come alcuni facciano pesare quanto sia più virile scalare

      senza prot fisse Detto questo sono ancora agibili petit verdon

      e il pancione sopra che non ricordo il nome ?sono

      migliorabili magari per scalare in inverno? Max


      questo e’ l’esempio classico di come non entri una beata mazza nell’argomento proposto!!…

      tanto per dire eh! non agitatevi!! :) :) :)

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