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    • #837729

      Buongiorno a tutti,

      Innanzitutto preciso che sono principalmente scialpinista, ma che non disdegno una bella giornata di freeride. Non ho mai fatto heliski, ci tengo a precisarlo perchè so che su questo forum è un argomento delicato :D

      Ora vengo alla questione: possono i gestori degli impianti impedire il freeride? Mi é sorto questo dubbio sabato a Limone, dove non ho visto divieti espliciti, ma solo cartelli che citavano (vado a memoria): “Fine della zona sottoposta a gestione” e “Pericolo valanghe”, con le relative scarne transenne.

      Sabato il bollettino valanghe dava pericolo 3, in diminuzione a 2 su domenica. A mio avviso il pericolo locale era giá 2 sabato, ma questa è una mia considerazione personale, alla qiuale sono arrivato dopo le dovute valutazioni del manto nevoso. Non credo di essermi sbagliato piú di tanto, data la quantitá/qualità di tracce di skialp in zona che ho visto rientrando a casa.

      Ci sono discese che oggettivamente potrebbero, in caso di distacco, mettere in pericolo gli sciatori in pista, ma la discesa in questione è il vallone Cabanaira: un eventuale slavina non potrebbe in alcun modo interessare le piste battute, tant’è che sono certo che se la approcciassi scialpinisticamente cima Pepino nessuno avrebbe alcunché da ridire. Approcciandola invece in freeride sono stato aggredito verbalmente da un non ben qualificato personaggio, che ha urlato insulti indiscrimintati verso di me e di mia moglie, peraltro senza neanche tentare di spiegare le sue ragioni. Ci ha semplicemente urlato cre***o, cogl***e, testa di c***o ecc.

      Dopo avelo ascoltato urlare per un po’ abbiamo deciso di infischiarcene e di intraprendere comunque la discesa, lasciando urlare al vento, tanto sarebbe stato impossibile ragionarci. Tutto é andato bene, il manto nevoso ha retto e la discesa é stata da 5*.

      Tralasciando la maleducazione del soggetto, ho infranto qualche regola? Se avessi intrapreso quella discesa dopo aver risalito il vallone con le pelli, l’opinione del gentleman sarabbe stata diversa? Perché poi si è inalberato in questo modo con me che non ho messo nessuno in pericolo, mentre in tutto il comprensorio c’era gente che sciava su “bordi pista” potenzialmente molto piú pericolosi, come ad esempio quello sotto alla parte alta della seggiovia Cabanaira, aggettante sulla stradina?

      Grazie per le vostre considerazioni, e scusate il lungo post, ma vorrei fare chiarezza sull’argomento.

      g4b0

    • #870784

      ciao

      l’argomento è più articolato di quanto si pensi.

      innanzitutto c’è una legge regionale che disciplina le aree sciabili e tutto quello che “ci gira intorno” , inoltre i singoli comuni, secondo i bollettini e quindi le varie allerte, possono emettere delle ordinanze che vietano o limitano le varie attività sciistiche.

      Detto ciò, dopo aver letto il fatto da te descritto, beh, sinceramente a parte la maleducazione del tizio non vedo altro e trovo giusto che ti abbia fatto notare che andatre fuori pista , forse, non era il caso.

      immagina se con un pericolo valanghe 4 in tanti si mettano a “fare i cavoli propri “ nei dintorni del comprensorio sciistico.

      Certo il tuo singolo caso è diverso, nel senso che saresti sceso in un vallone laterale, ma del resto non è che si può interrogare tutti quelli che sciano sulla loro volontà giornaliera sciistica.

      Chi gestisce gli impianti ha degli obblighi di legge per evitare “problematiche valanghive” sul comprensorio quindi è del tutto giustificato che vengano presi i vari provvedimenti.

      ovviamente esistono comprensori che per vari motivi “tollerano” il freeride ma questa è un’altra storia e sicuramente non vi è un documento scritto che lo attesti.

      io amo il freeride ma frequento solo dove é tollerato e ovviamente mi assumo le mie responsabilità per il resto ski alp e via.

      saluti

      Roberto

    • #870785

      Ciao,

      in linea generale se il manto nevoso è stabile e il pericolo valanghe è basso ed in assenza di divieti espliciti del comprensorio sciistico non trovo nulla di male fare del fuori pista oltretutto se effettuato considerando che non vi sono piste sottostanti, il problema però è che in quel vallone neanche un mese fa è morto un ragazzo di Manta di 32 anni che probabilmente anche lui faceva del fuori pista e magari quella persona che ti imprecava contro era un addetto alle piste o un volontario del soccorso alpino che aveva passato la notte a cercarlo e non riteneva il caso di ripeterne le gesta anche se credo che le condizioni di allora erano ben diverse…

      Il problema quindi in alcuni casi non riguarda solo le valanghe o l’incolumità altrui ma anche quella propria nel caso di terreni ripidi e incassati come può essere il Vallone in questione.

      ciao enrico

    • #870788

      Incuriosito dall’intervento di monviso 71 ho colto l’occasione per documentarmi un po’ su com’è legislato il freeride in Italia ed in particolare in Piemonte.

      Innanzitutto a livello nazionale c’è l’art.17 della legge 363 del 2003 [1]:

      Quote:


      Art. 17.

      (Sci fuori pista e sci-alpinismo)

      1. Il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non sono responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista serviti dagli impianti medesimi.

      2. I soggetti che praticano lo sci-alpinismo devono munirsi, laddove, per le condizioni climatiche e della neve, sussistano evidenti rischi di valanghe, di appositi sistemi elettronici per garantire un idoneo intervento di soccorso.

      La regione Piemonte approfondisce la questione con la legge regionale 26 gennaio 2009, n. 2. (Testo coordinato), modificata dalla Legge regionale n. 26 del 22 dicembre 2015, art 53, in particolare con gli articoli 26 e 30 [2]:

      Quote:

      Art. 26.

      (Responsabilità)

      1. Fatte salve le responsabilità del direttore della pista per le funzioni di propria competenza, il gestore è civilmente responsabile della regolarità e della sicurezza dell’esercizio della pista in relazione alle previsioni della presente legge.

      2. Il gestore non è in alcun modo responsabile degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista o negli itinerari sciistici di cui all’articolo 4, comma 2, lettera f), ancorché siano serviti dagli impianti di risalita, né durante le gare e gli allenamenti, né nelle aree attrezzate di cui all’articolo 4, comma 2, lettere c), d) e g).

      3. La pratica dello sci e qualsiasi attività allo stesso legata effettuata oltre le delimitazioni poste ai bordi delle piste e nell’inosservanza della segnaletica e delle disposizioni posizionate dal gestore è ad esclusivo rischio e pericolo dell’utente.

      4. In caso di sinistro riferito ai commi 2 e 3, sia per danni o infortuni propri o cagionati a terzi, l’utente rimane l’unico responsabile del sinistro procurato ed ogni onere causato, di qualsiasi natura, anche inerente al soccorso, resta a carico dello stesso.

      5. Il gestore non è comunque responsabile per fatti occorsi durante l’esercizio di attività sciistiche o collaterali, nelle aree sciabili o in quelle ad esse adiacenti, ad opera di soggetti terzi.In

      6. La responsabilità del gestore, per quanto attiene al soccorso, cessa con il trasporto dell’infortunato in luogo accessibile dai centri di assistenza sanitaria e di primo soccorso pubblici e privati oppure in seguito a esplicita liberatoria rilasciata dall’infortunato stesso o dai suoi familiari.

      Art. 30.

      (Sci fuori pista)

      1. I gestori delle piste di sci non sono in alcun modo responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista ancorché serviti dagli impianti medesimi, né sui percorsi individuati all’articolo 4, comma 2, lettera f).

      2. I soggetti che praticano lo sci alpinismo, lo sci fuori pista e le attività escursionistiche, in ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, al di fuori delle piste e aree, come definite all’articolo 4, comma 2, lettere a), b), c), d), e) e g), di eventuali percorsi individuati e segnalati dai comuni, lo fanno a proprio rischio e pericolo. I medesimi soggetti sono tenuti ad attenersi scrupolosamente alle informazioni che vengono diffuse da enti pubblici o da altri soggetti autorizzati a fornirle ufficialmente, relativamente ai rischi legati allo svolgimento di tale attività e a munirsi laddove, per condizioni climatiche e della neve, sussistono evidenti rischi di valanghe, di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala, sonda da neve per garantire un idoneo intervento di soccorso.

      La legge è insolitamente chiara, la mia interpretazione è la seguente:

      1) Il gestore degli impianti non è assolutamente responsabile per tutto ciò che avviene al di fuori delle piste battute.

      2) Il gestore non puó vietare il freeride, può delimitare le piste ed apporre della segnaletica informativa, che peró può essere oltrepassata a proprio esclusivo rischio e pericolo.

      3) In caso di sinistro, qualsiasi sia l’entità, il freerider rimane l’unico responsabile

      4) Laddove, per condizioni climatiche e della neve, sussistono evidenti rischi di valanghe il freerider (e lo scialpinista) deve munirsi di “di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala, sonda da neve”

      In sostanza per quanto dice la legge posso anche scendere un pendio a 50 gradi aggettante su di una pista in una giornata di pericolo 5, basta avere dietro artva, pala e sonda. Se peró faccio dei danni o peggio uccido della gente il responsabile sono io. Quello che può fare il gestore è mettere dei cartelli nei quali mi inidica che non è il caso di farlo, ma non puó in alcun modo impedirmelo.

      Chi puó impedirlo è il sindaco, che puó vietare il fuoripista al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, ma le ordinanze devono rispondere ai criteri di contingibilità e urgenza, ovvero essere provvedimenti di carattere straordinario, giustificati da un grado di pericolo non comune, e di durata temporanea. Rivolgendosi inoltre ad una pluralità di soggetti l’ordinanza deve inoltre essere oggetto di adeguata pubblicità (principio di conoscibilità).[3]

      Quindi un sindaco zelante dovrebbe, in una giornata di pericolo 4 o 5, emettere un’ordinaza temporanea in cui vieta il fuoripista in tutto il territorio del suo comune, includendo però non solo i freerider, ma anche gli scialpinisti, le guide con al seguito clienti, i ciaspolatori merenderos e chiunque si accinga a calpestare ad ogni titolo della neve non battuta.

      monviso71 wrote:


      Chi gestisce gli impianti ha degli obblighi di legge per evitare “problematiche valanghive” sul comprensorio quindi è del tutto giustificato che vengano presi i vari provvedimenti.

      Da quello che leggo sulla legge regionale gli obblighi del gestore riguardano le piste, certo che se ci fosse un distacco su di una pista battuta non sarebbe una negligenza degli sciatori pistaroli. Se il distacco avviene a causa di uno sciatore fuoripista, e poi investe la pista, il gestore è totalemente scaricato da ogni responsabilità. Mi viene da pensare al caso limite del fuoripista che in reatà è una pista che per qualche motivo non è stata messa in sicurezza, senza neanche chiuderla con gli appositi cartelli. In questo caso allora il gestore è responsabile, come lo sarebbe nel caso di un distacco spontaneo che investe una pista.

      monviso71 wrote:


      Ovviamente esistono comprensori che per vari motivi “tollerano” il freeride ma questa è un’altra storia e sicuramente non vi è un documento scritto che lo attesti.

      Non sono d’accorco: non è che lo tollerano, semplicemente non lo impediscono come previsto dalla legge e non devono preoccuparsi di metterlo per iscritto. I più lungimiranti inoltre si preoccupano anche di far bonificare le aree freeride ad esperti titolati, mentre Riserva Bianca non bonifica un bel nulla e cerca grossolanamente di scoraggiare il freeride, salvo poi sponsorizzarlo sul suo sito [4]

      cuccimaira wrote:


      il problema però è che in quel vallone neanche un mese fa è morto un ragazzo di Manta di 32 anni che probabilmente anche lui faceva del fuori pista e magari quella persona che ti imprecava contro era un addetto alle piste o un volontario del soccorso alpino che aveva passato la notte a cercarlo e non riteneva il caso di ripeterne le gesta anche se credo che le condizioni di allora erano ben diverse…

      Be, il ragazzo di Manta pare sia scivolato facendo delle foto (almeno questo è quello che si legge sui giornali [5]), non credo si sia lanciato in un fuoripista con quelle condizioni… Se poi l’ha fatto ha commesso un’imprudenza che gli è costata cara, ma il freeride, come anche lo scialpinismo e tutti questi sport a noi cari prevedono anche questa eventualità.

      Se quello che mi imprecava contro fosse stato parte o meno dei soccorsi non lo so, peró converrai con me che le condizioni del 16 dicembre erano ben diverse da quelle di sabato scorso. Con condizioni del genere forse non avrebbero nemmeno dovuto aprire gli impianti!

      g4b0

      [1] http://www.parlamento.it/parlam/leggi/03363l.htm

      [2] http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2009-01-26;2@2017-11-17

      [3] https://it.wikipedia.org/wiki/Ordinanza_contingibile_e_urgente

      [4] http://www.riservabianca.it/freeride/

      [5] http://www.targatocn.it/2017/12/17/leggi-notizia/argomenti/cronaca-1/articolo/incidente-mortale-sulle-piste-di-limone-piemonte.html

    • #870820

      Ottima documentazione. .

      Ma dove hai letto che il ragazzo pareva stesse facendo delle foto??

    • #870822

      Lo hanno scritto qui: http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/12/17/news/sciatore-184379316/

      “La prima ipotesi è quella di un incidente: pare che il giovane sia scivolato sul ghiaccio mentre stava scattando alcune foto da inviare ai familiari.”

      Ci può anche stare, memore di quanto avevo letto sabato ho provato a sporgermi verso il canalone da poco sotto all’arrivo della seggiovia Pancani, ed in effetti è molto ripido. In caso di ghiaccio scivolare in quel punto equivale ad arrivare al fondo del canale.

      Che senso avrebbe avuto fare fuoripista con quelle condizioni? Se vai a limone per fare freeride non ti pianti deliberatamente su di un lastrone di ghiaccio, cerchi della fresca su cui divertirti, e se non la trovi resti in pista. O almeno questo è quello che farei io.

      g4b0

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