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02/09/2010 alle 18:08 #835594
E’ uscito il film della prima salita della parete nord dell’Eiger. il trailer si può vedere in HD.
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03/09/2010 alle 01:14 #849439
Visto a Cuneo al Fiamma. Il film e’ molto bello,attori bravi;io non sono alpinista ma le scene girate in parete
mi sembrano fatte davvero bene.
A parte l’alpinismo e’ un film comunque interessante,calato nel contesto storico
(gli anni ’30 e il nazismo).
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07/09/2010 alle 13:18 #849526
titolo? -
07/09/2010 alle 13:21 #849527
Ma è già in versione Italiano? Lo danno ancora in sto periodo in zona Cuneo?
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07/09/2010 alle 16:26 #849533
il titolo è “north face” si è anche in italiano
è uscito da una settimana circa quindi dovrebbe essere ancora in proiezione , a Torino lo danno al Nazionale (centro) e al 45° parallelo di Moncalieri
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07/09/2010 alle 16:43 #849534
Bello, scene di scalata realistiche anche in alcuni particolari, poi è ovvio che si tratta di una pellicola e la lacrimuccia romantica della fidanzata ci vuole. -
07/09/2010 alle 19:01 #849536
Sono appena tornato da aver visto “North face”. Che dire? Molto bello, ben realizzato, senza enfasi, ma rispecchiando il clima del periodo in Germania.
La storia è stata ripercorsa piuttosto fedelmente, per quel che se ne sa è ovvio, perchè cosa sia veramente accaduto durante quei giorni, nessuno lo saprà mai veramente.
L’inserimento della fidanzata di Toni Kurz è un po’ una forzatura, ma devo dire che non ci sta male, concordo con fabfour.
Bello , e molto molto attuale, il personaggio del cronista che cerca solo la grande conquista o la grande tragedia (la montagna assassina).
Anche tecnicamente nulla da eccepire. materiali e tecniche dell’epoca. Terribile vedere quelle discesa in doppia vecchio stile e le sicurezze “a spalla”.
Quindi andatelo a vedere.
Preparatevi solo a star male per un paio d’ore. La parte finale è veramente angosciante. Al confronto “La morte sospesa” era un film divertente.
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08/09/2010 alle 05:48 #849539
Grazie delle info! 
Andrò a vederlo..
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09/09/2010 alle 16:25 #849584
…..CONDIZIONI ATTUALI: il sentiero….. 


VISTO….pensavo peggio e invece merita , in particolare la parte alpinistica è ben fatta e non ci sono grosse “americanate”.
I pezzi aggiunti (la storia d’amore e il giornalista) fanno da contorno ma ci stanno bene.
Vedere scalare con le tecniche, i materiali e l’abbigliamento dell’epoca fa un certo effetto se si fa un confronto con oggi.
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10/09/2010 alle 07:40 #849595
Molto bello e fedele rispetto alla storia nota. La presenza della fidanzata sul teatro della tragedia, fino all’ultimo respiro di Kurtz, è in effetti una forzatura, ma ingentilisce un film che viceversa sarebbe ancora più angosciante e “marziale” della Morte Sospesa. S’intuisce, tra le righe, la non simpatia di Kurtz e di Hintertoisser per il nazismo, quanto piuttosto una fedeltà sincera alla patria. Non vi sono americanete per fortuna, perchè la pellicola è europea (Svizzero-Tedesca). Loro sapranno anche fare i film d’azione dove si spara, ma…
Andate a vederlo assolutamente. Io l’ho visto Martedì 7 al Cinema Nazionale di Torino, dove purtroppo eravamo in sette in tutta la sala.
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10/09/2010 alle 09:02 #849596ajax wrote:
Molto bello e fedele rispetto alla storia nota. La presenza della fidanzata sul teatro della tragedia, fino all’ultimo respiro di Kurtz, è in effetti una forzatura, ma ingentilisce un film che viceversa sarebbe ancora più angosciante e “marziale” della Morte Sospesa. S’intuisce, tra le righe, la non simpatia di Kurtz e di Hintertoisser per il nazismo, quanto piuttosto una fedeltà sincera alla patria.
Non vi sono americanete per fortuna, perchè la pellicola è europea (Svizzero-Tedesca). Loro sapranno anche fare i film d’azione dove si spara, ma…
Andate a vederlo assolutamente. Io l’ho visto Martedì 7 al Cinema Nazionale di Torino, dove purtroppo eravamo in sette in tutta la sala.
…un piccolo OT, ma nemmeno troppo, visto che sempre di film di montagna vorrei parlare.
Siccome qui si cita “La morte sospesa” vorrei dire la mia su questa pellicola.
Avevo in precedenza divorato il libro, nel senso che da quando lo avevo iniziato non potevo darmi troppe pause alla lettura perche’ la storia mi aveva completamente attanagliato. Libro intenso, agghiacciante con momenti di pura commozione e occhi lucidi.
Quando ho visto la trasposizione cinematografica sono rimasto molto deluso. Ovviamente sapevo come andava a finire, ma non e’ questo il punto. Anche se le scene di montagna erano girate molto molto bene ho trovato che la scelta di interrompere continuamente l’azione con le interviste ai due personaggi reali togliesse completamente quell’angoscia che una visione continua (o un racconto) possono creare. Per dirla in maniera piu’ colorita….. quando le scene cominciavano a raggiungere una certa emozione venivano interrotte da quella faccia da Stanlio di Simon Yates che azzerava completamente il pathos.
In pratica, piu’ che un film mi e’ sembrato di vedere un bel documentario.
Un film e’ un’altra cosa.
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10/09/2010 alle 11:28 #849600
ma mica vero, almeno secondo me anche con queste interruzioni il film era avvincente e ti prendeva
penso quasi quanto quest’ultimo
era un altro stile di film, molto inusuale, ma conunque efficace
ma anche questo, se guardi bene, con i salti fra parete nella tormenta e albergo al calduccio spezzavano la tensione, ma ci stavano bene, proprio come estremo contrasto
e comunque avercene di film come questi due!
e invece ne esce uno ogni 5 anni se va bene
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10/09/2010 alle 14:38 #849603mario-mont wrote:
ma mica vero, almeno secondo me
anche con queste interruzioni il film era avvincente e ti prendeva
penso quasi quanto quest’ultimo
era un altro stile di film, molto inusuale, ma conunque efficace
ma anche questo, se guardi bene, con i salti fra parete nella tormenta e albergo al calduccio spezzavano la tensione, ma ci stavano bene, proprio come estremo contrasto
e comunque avercene di film come questi due!
e invece ne esce uno ogni 5 anni se va bene
Io ho trovato quella struttura di narrazione molto penalizzante e poco emotiva.
Ma ognuno di noi ha le proprie chiavi di lettura e reazioni diverse ad ogni “stimolo”.

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22/09/2010 alle 23:25 #849745
The north face – non posso che aggiungere la mia (sommessa) voce al coro generale.. “ andate a vederlo – andate a vederlo – andate a vederlo….
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23/09/2010 alle 00:16 #849746
visto 


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23/09/2010 alle 15:28 #849752
the north face – ritorno sull’argomento dopo qualche riflessione premetto che, come scritto da caiojet , ognuno ha i suoi metri di giudizio..
a me il film è piaciuto sotto molti aspetti
da un punto di vista “visivo” ho trovato la fotografia splendida, – anche i colori (bianco – grigio scuro – nero) duri e cupi, come si addice a una tragedia, li ho trovati eccezionali
nel finale poi si respira un’atmosfera”dark” quanto mai potente (Kurtz morto e appeso nel vuoto plumbeo ma anche i colori e l’atmosfera del rifiuto finale della ragazza a continuare a lavorare nel circo “mass-mediatico”) anche se poi la nostra (nell’ultima scena è fotografa a new york) pare dirci di aver scelto la libertà? ma di essere restata comunque nel “milieu”…
altro potente contrasto, che non guasta, è la contrapposizione pesante e reiterata (anche a costo di interrompere le azioni nel film, scelta secondo me giusta) tra il mondo degli alpinisti (poveri – bagnati che dormono in tenda) e gli altri, a due passi nel lusso dell’albergo.. e i due mondi si guardano si sfiorano…
ma i due mondi in qualche modo si tengono… e forse sono facce della stessa medaglia.. (forse)..
perchè nel film gli alpinisti vanno verso la cima? – il solo kurz (mentendo in parte) dice che non vuole andare sull’eiger perchè vuole arrampicare solo per se – tutti gli altri vogliono la gloria cioè soddisfazione personale ma anche e soprattutto riconoscimento pubblico – che senso ha rischiare la vita, se poi la vittoria, il riconoscimento della stessa non è riconoscimento pubblico!!??
Emblematico in tal senso l’accenno all’oro olimpico… (che è storia non invenzione), ma non per questo meno valido rispetto alle motivazioni… e tutti i partecipanti alla gara, ancorchè non nazi (pare) ci tengono eccome…
quindi la vittoria, il riconoscimento pubblico e sociale , come motore, anche a rischio della morte cioè la tragedia…
Ma anche quelli nell’albergo, cioè il pubblico, per cosa sono li??
anche per loro, come dice giustamente ad un certo punto il giornalista cinico, cosa conta? solo la vittoria o la tragedia!!
Una ritirata, cioè una o più vite salvate, la possibilità di continuare l’esistenza, ma senza clamore non contano nulla…
certo loro assistono comodamente ma le emozioni sono sotto sotto uguali… (so già che qualcuno mi darà del bestemmiatore)…
certo che essere protagonisti o pubblico è totalmente diverso ma senza gli uni cosa farebbero gli altri??
il solito giornalista cita il colosseo – ma anche le corride ci sarebbero? toro e torero si affronterebbero senza la folla?
E, come dicono molti libri sul’eiger, la gara sarebbe avvenuta come è avvenuta senza le terrazze e i cannocchiali di Grinderwald?
E (bestemmia assurda!!) perchè moltissimi (qualcuno anche di mia conoscenza diretta) tornati a casa da una via di quarto a traversella prima di farsi la doccia corrono a scrivere la loro impresa su gulliver….??
Da ultimo la questione morte, nel film la morte è quel che è!! Povera, triste, disperante!! tutto finisce e senza altri aggettivi – amen!
Che bel contrasto tra le pazze idee della “bellamorte” della fine eroica, della tragedia che tutti si aspettano e la triste e semplice realtà
mi è rimasta particolarmente impressa, oltre alla scena di kurtz appeso, quella in cui si scopre che a picchiare contro la roccia dopo una caduta le gambe banalmente e poco eroicamente si rompono….
Ma (off topic) questo ragionamento e tutta la dicussione – spit – trad- ecc… sono cose che non si “tangono”??
Queste (ovviamente, come sempre) sono elucubrazioni personali
Saluti nehh!!!
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28/09/2010 alle 10:53 #849797
Geppy ha detto dutto il dicibile, con alate parole che condivido. Del resto non sono comuni i film commerciali che sappiano trattare un argomento spinosetto e complicato come l’alpinismo senza cadere nel ridicolo o nella facile trappola della spettacolarizzazione.
Ricordo ancora con qualche brivido film come ‘Cliffhanger’ (vabbè che qui uno sapeva già cosa poteva aspettarsi…) ma anche ‘Grido di pietra’ dove nonostante Herzog, Sutherland e Mezzogiorno, si evidenziavano errori di ricostruzione, manchevolezze tecniche e quant’altro che strappavano (e non solo al parterre di tesserati cai) più di un sorriso.
A mio parere, quindi, un bel film da vedere, e non solo per ‘alpinisti’ o supposti tali.
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28/09/2010 alle 13:50 #849803
Cliffhanger fà cagare grido di pietra nn è male
nordwand , ah scusate north face , è bello e come dice caio ,anche secondo me , la narrazione esterna rompe un pò
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28/09/2010 alle 16:06 #849820
Sì, forse era meglio non citare Cliffhanger…… Ricordo una scena in cui se non sbaglio Stallone scalava a mani nude ( e forse con solo una maglietta) in un clima più o meno uguale a quello descritto in North face. Da morire (dal ridere).
Grido di pietra non era da meno, con Sutherland a spasso con l’impemeabilino sul ghiacciaio…
Visto che che si parla di cinema, cosa rara in questo forum, ricorderei anche come bel film di montagna “Cinque giorni un’estate”, forse un po’ troppo romantico ma con belle ricostruzioni di come si andava in montagna anteguerra e una fotografia splendida.
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28/09/2010 alle 17:01 #849824
Bello ‘cinque giorni un estate’, molto. Io preferisco i semidocumentari come Les etoiles de Midi, Mort d’un guide o A l’assaut des aiguilles du diable. -
28/09/2010 alle 18:55 #849826
Ah già, fra i peggiori film di montagna non è da dimenticare “La montagna” con Spencer Tracy. Mitica la scena nella quale egli tenta di trattenere la corda a cui è appeso qualcuno , non mi ricordo bene chi, e la trattiene semplicemente stringendola fra le mani. Dopo un po’ si vede il sangue sprizzare…
Lui è una guida alpina, pensa un po’…
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28/09/2010 alle 20:13 #849831mario-mont wrote:
Ah già, fra i peggiori film di montagna non è da dimenticare “La montagna” con Spencer Tracy.
Mitica la scena nella quale egli tenta di trattenere la corda a cui è appeso qualcuno , non mi ricordo bene chi, e la trattiene semplicemente stringendola fra le mani. Dopo un po’ si vede il sangue sprizzare…
Lui è una guida alpina, pensa un po’…
ma mario che dici…!
cerca di trattenere il fratello… e la scena è stranamente verosimile per una pellicola holliwoodiana dell’epoca. In certe situazioni si faceva sicura realmente come si riusciva e non sempre a spalla.
L’ingenuità semmai è della storia, ma tutto sommato il film è piacevole.
The Mountain di Edward Dmytrik, tratto da “La neige en deuil” di Henri Troyat – 1956 – USA 105′
con Spencer Tracy, Robert Wagner, Claire Trevor, William Demarest, Barbara Darrow
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29/09/2010 alle 07:08 #849836
Quoto gli apprezzamenti per “Cinque giorni, un’estate”, anche quello fornisce una ricostruzione gradevole di un’epoca. Ricordo anch’io la scena di Tracy ‘a mani nude’… In effetti, al di la’ del fatto che si facesse proprio così, la scena lasciava un po’ interdetti, perchè mi pare non fosse nemmeno una ‘sicura a spalla’ bensì una trattenuta di caduta con corda che scorreva nella mani di Tracy, in piedi su una cengia, e veniva bloccata per… attrito progressivo di nerborute manone.
Insomma, dava un po’ l’impressione di “impossibilità fisica” e di una cosa difficile da fare anche se all’altro capo della corda fossero appesi solo 10 chili…
Per il resto, si era nel ’56, gli effetti speciali di allora erano questi…
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06/10/2010 alle 08:07 #849995
purtroppo???? per fortuna!!! anche io quando l’ho visto eravamo in pochi… e meno male!!! ajax ho visto la sasp: una FICATA!!! gabry ha fatto un lavorone!!!
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06/10/2010 alle 12:46 #849997radagast wrote:
purtroppo???? per fortuna!!! anche io quando l’ho visto eravamo in pochi… e meno male!!!
ajax ho visto la sasp: una FICATA!!! gabry ha fatto un lavorone!!!
ops, abbiamo fatto un lavorone


gabry però ci ha passato praticamente tutta l’estate
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03/12/2015 alle 09:20 #868944
So che è un post vecchio di “quale” anno, cmq anche questo documentario di History Channel sulla scalata dell’Eiger parete Nord non è male
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