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11/05/2010 alle 15:47 #835473
Bohuslän…..Svedesi con l’utilizzo di nuts e friends Siete interessati all’arrampicata con l’utilizzo di nuts e friends? Se siete dipendenti dell’arrampicata in fessura, e non solo sulle grande pareti, allora dovete fermarvi in Svezia invece di puntare verso il Nord, verso la Norvegia. Certo, le cime sono molto più alte lassù, ma piove sempre ed è anche molto più costoso il viaggio.

Sulla costa svedese occidentale, a Nord di Göteborg, immerso in uno splendido paesaggio naturale, si nasconde uno dei migliori e meglio custoditi segreti dell’arrampicata. Un capolavoro geologico di pareti granitiche offre una delle più ricercate arrampicate con l’utilizzo di protezioni veloci. Fessure da manuale, diedri simmetrici e squadrati, spigoli taglienti come coltelli e placche liscie come il ghiaccio. Tutto nello stesso posto. Una visita alle pareti di granito di Bohuslän vi darebbe più possibilità di scalata di quanto non possiate immaginare.
Il fatto che non ci sia un chiodo (o verramente poche) per la progressione rende decisamente necessario saper progredire proteggendosi con nuts e friends, sebbene gli spit non siano proibiti. E allora, perchè? Una motivazione è dovuta al fatto che, l’arrampicata in Bohuslän è intrisa di una ricca storia, tenuta viva da un manipolo di appasionati e sfegatati local attivitsti che sono convenuti ad una forte “etica locale” che promuove e preserva un’arrampicata in stile “no spit”.
😯 Al posto di riempire le pareti di spit come succede in altre parti della Svezia, o anche in posti meravigliosi come l’italiana Valle dell’Orco, solo per poter permettere l’avvicinamento all’arrampicata anche da parte di climbers meno esperti – appena “sfornati” dalle palestre di arrampicata indoor – questi local svedesi, hanno deciso di adattare lo stile d’arrampicata a ciò che la roccia offre e non di fare il contrario.
🙄 Tutti gli arrampicatori che sono interessati ad affrontare una sfida sia mentale che fisica, si troveranno d’accordo nel dire che arrampicare in Bohuslän è molto gratificante. Per ciò, buona scoperta, vi lascio la curiostà di esplorare luoghi come….Häller, Hallinden, Välseröd, Skälefjäll?!


[img]http://album.spinphys.org/fuori/b_01.jpg [/img] 
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[img]http://album.spinphys.org/fuori/b_21.jpg [/img] 
[img]http://album.spinphys.org/fuori/b_22.jpg [/img] Ci sentiamo tra poco da Lofoten…..

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11/05/2010 alle 15:57 #847870
Amen. Grande Christian!

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11/05/2010 alle 16:17 #847871
E che cazzo c’entra?? Ritorno a dire, paese che vai usanze che trovi. E’ un posto fantastico dove già mi è venuta voglia di andare a scalare. Ma ogni paese, ogni posto, e soprattutto ogni via ha la sua storia. Se andate a fare quella spendida via che è Conquest dei fratelli Remy, troverete una delle più belle fessure che abbia mai scalato: 50 m perfetti di fessura..ebbene, troverete degli spit..ma a nessuno è mai venuto in mente di polemizzare o schiodare..
idem, ad esempio, per la fessura dei tiri finali di Etoiles Filantes..anche qui troverete uno spit messo da uno dei più grandi apritori delle Alpi, Michel Piola..
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11/05/2010 alle 19:02 #847875
😮 😮 😮 non immaginavo che con quel “su” intendessi così in su😆 Bella dritta comunque… un posto da tenere in considerazione
chrtur wrote:Al posto di riempire le pareti di spit come succede in altre parti della Svezia, o anche in posti meravigliosi come l’italiana Valle dell’Orco, solo per poter permettere l’avvicinamento all’arrampicata anche da parte di climbers meno esperti – appena “sfornati” dalle palestre di arrampicata indoor – questi local svedesi, hanno deciso di adattare lo stile d’arrampicata a ciò che la roccia offre e non di fare il contrario.
🙄 Non a caso la Svezia è sicuramente paese socialmente e democraticamente più evoluto dove anche una cosa banale, come può essere interpretare l’arrampicata nel modo in cui lo si preferisce, è tutelata.
Da noi un posto del genere non esisterà mai… o meglio esistono posti meravigliosi dove c’è una concentrazione di fessure tale da farne terreno ideale per quei 4 sfigati che vorrebbero arrampicare, come lo definisce ajax, in stile newtrad, ma sono stati “rovinati” dalla scarsa sensibilità di chi ci ha preceduto in tempi più o meno recenti.
E guai a proporre un piccolo cambiamento
😮 😮 😮 guai😥 Quello spit è lì da vent’anni e lì rimarrà nei secoli dei secoli!!
perchè questa è la storia! e basta!!
E guai a provar a darci delle regole!! guai!! !! ma siamo impazziti?
Siamo in Italia ragazzi ognuno faccia il cazzo che vuole è giusto così… trapaniamo a culo a destra e sinistra ma in fondo chissenefrega…
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11/05/2010 alle 19:41 #847876
minchia ma sto teo ha sempre da rompere il cazzo bravo adesso sappiamo che hai fatto conquest e etoile filant per il week vai su in svezia a mettere due spit così gli fai vedere le nostre usanze. -
12/05/2010 alle 05:44 #847882teo wrote:
E che cazzo c’entra??
Ritorno a dire, paese che vai usanze che trovi. E’ un posto fantastico dove già mi è venuta voglia di andare a scalare. Ma ogni paese, ogni posto, e soprattutto ogni via ha la sua storia. Se andate a fare quella spendida via che è Conquest dei fratelli Remy, troverete una delle più belle fessure che abbia mai scalato: 50 m perfetti di fessura..ebbene, troverete degli spit..ma a nessuno è mai venuto in mente di polemizzare o schiodare..
idem, ad esempio, per la fessura dei tiri finali di Etoiles Filantes..anche qui troverete uno spit messo da uno dei più grandi apritori delle Alpi, Michel Piola..
E anche questo intervento conferma che non hai capito un c…o.
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12/05/2010 alle 07:26 #847885Gnerrone wrote:
😮 😮 😮 non immaginavo che con quel “su” intendessi così in su😆 Bella dritta comunque… un posto da tenere in considerazione

Non a caso la Svezia è sicuramente paese socialmente e democraticamente più evoluto dove anche una cosa banale, come può essere interpretare l’arrampicata nel modo in cui lo si preferisce, è tutelata.
Da noi un posto del genere non esisterà mai… o meglio esistono posti meravigliosi dove c’è una concentrazione di fessure tale da farne terreno ideale per quei 4 sfigati che vorrebbero arrampicare, come lo definisce ajax, in stile newtrad, ma sono stati “rovinati” dalla scarsa sensibilità di chi ci ha preceduto in tempi più o meno recenti.
E guai a proporre un piccolo cambiamento
😮 😮 😮 guai😥 Quello spit è lì da vent’anni e lì rimarrà nei secoli dei secoli!!
perchè questa è la storia! e basta!!
E guai a provar a darci delle regole!! guai!! !! ma siamo impazziti?
Siamo in Italia ragazzi ognuno faccia il cazzo che vuole è giusto così… trapaniamo a culo a destra e sinistra ma in fondo chissenefrega…
Sei proprio ignorante ed in malafede!! E questo lo dimostra. Tu stesso hai detto che se una via è stata aperta clean deve rimanere tale, mentre invece se l’apritore in apertura ha messo uno spit di troppo le regole possono essere cambiate. Bella coerenza…hai detto bene, sei proprio uno sfigato..
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12/05/2010 alle 07:30 #847886tarallo wrote:
minchia ma sto teo ha sempre da rompere il cazzo bravo adesso sappiamo che hai fatto conquest e etoile filant per il week vai su in svezia a mettere due spit così gli fai vedere le nostre usanze.
Se uno non porta gli esempi non va bene, se li porta non va bene lo stesso.
Ma quanto sei ottuso??????????????????
😮 -
12/05/2010 alle 07:32 #847887Liviell wrote:
E anche questo intervento conferma che non hai capito un c…o.
Invece tu hai capito tutto, capisci quello che vuoi capire, o meglio che puoi capire..perchè mi viene il dubbio che la Valle Orco non sai neanche dov’è..continua a scalare sulle ciaplere della Valle Maira..
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12/05/2010 alle 07:37 #847888
A tuttti….. Yo, chill out! Che tradotto vole dire “State calmi” 
http://www.crackoholic.com/web-content/trailer.html 🙄 -
12/05/2010 alle 07:52 #847891
chrtur sei un grande… non postare più video di 4 sfigati che arrampicano….tanto noi qui abbiamo accademici che sanno il fatto loro..
cazzo mi devi dare info sul posto sicuramente certi stronzi lì non li trovi…
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12/05/2010 alle 08:07 #847895
senza andare in Svezia basta che tu vada alle Aiguilles di Chamonix e trovi fessure finchè vuoi, è banale, lo so, ma è verissimo! -
12/05/2010 alle 08:11 #847896giagio wrote:
senza andare in Svezia basta che tu vada alle Aiguilles di Chamonix e trovi fessure finchè vuoi, è banale, lo so, ma è verissimo!
Ma no, ma quello non sa neanche dov’è Chamonix. Lascialo andare in Svezia..

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12/05/2010 alle 08:22 #847902teo wrote:
Invece tu hai capito tutto, capisci quello che vuoi capire, o meglio che puoi capire..perchè mi viene il dubbio che la Valle Orco non sai neanche dov’è..continua a scalare sulle ciaplere della Valle Maira..
😆 😆 ..mi spiace ma non hai argomenti con i quali colpirmi. -
12/05/2010 alle 08:41 #847904
…incredibile…ma cosa siamo diventati se per ogni argomento riusciamo a crear polemica, anche dove questa non è necessaria (mai lo fosse), come nel caso di questo post… Credo sia, purtroppo, diventato più importante per molti dire “nero” solo perchè qualcuno ha asserito “bianco”…senza reali motivazioni.
…voilà…così ho polemizzato un po’ anch’io…

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12/05/2010 alle 08:46 #847907berni wrote:
…incredibile…ma cosa siamo diventati se per ogni argomento riusciamo a crear polemica, anche dove questa non è necessaria (mai lo fosse), come nel caso di questo post…
Credo sia, purtroppo, diventato più importante per molti dire “nero” solo perchè qualcuno ha asserito “bianco”…senza reali motivazioni.
…voilà…così ho polemizzato un po’ anch’io…

Leggi bene Berni!
il post è stato “postato” per dire: prendete esempio dalla Svezia e fate così in Valle Orco! Ma questa, come ho scritto, è una grossa cazzata!
La Svezia è la Svezia, il Bianco è il Bianco, la Valle Orco è la Valle Orco, etc..
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12/05/2010 alle 08:49 #847908
[Leggi bene Berni! il post è stato “postato” per dire: prendete esempio dalla Svezia e fate così in Valle Orco! Ma questa, come ho scritto, è una grossa cazzata!
La Svezia è la Svezia, il Bianco è il Bianco, la Valle Orco è la Valle Orco, etc..[/quote]
se lo dice un accademico…
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12/05/2010 alle 09:22 #847913berni wrote:
…voilà…così ho polemizzato un po’ anch’io…

Bravo!

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12/05/2010 alle 10:23 #847917chrtur wrote:
Bravo!

Danghiù!
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12/05/2010 alle 10:30 #847918teo wrote:
Leggi bene Berni!
il post è stato “postato” per dire: prendete esempio dalla Svezia e fate così in Valle Orco! Ma questa, come ho scritto, è una grossa cazzata!
La Svezia è la Svezia, il Bianco è il Bianco, la Valle Orco è la Valle Orco, etc..
Forse che nella vita non andrebbe prendere come “esempi” quelli migliori e maggiormente costruttivi? …anche senza attaccarci alla filosofia spicciola in cui tutto è relativo.
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12/05/2010 alle 10:46 #847919teo wrote:
Sei proprio ignorante ed in malafede!! E questo lo dimostra. Tu stesso hai detto che se una via è stata aperta clean deve rimanere tale, mentre invece se l’apritore in apertura ha messo uno spit di troppo le regole possono essere cambiate. Bella coerenza…hai detto bene, sei proprio uno sfigato..
😆 😆 ignorante😆 😆 in malafede😆 😆 ma non ti rendi conto che non capisci neanche quello che si scrive?Comincio a pensare pensare che tu non lo faccia apposta ma sei proprio un pò tardo…
Cmq ci tengo a precisare che io parlo per me il trombetta neanche lo conosco: quindi se cercate sempre di vedere dei doppi fini in quello che uno scrive riconducendoli a vostre beghe personali che neanche conosco non se ne esce più…
Io non ho mai toccato spit messi da altri e ho sempre detto che per modificare una via ci vuole il consenso dell’apritore… ma forse i tuoi neuroni non riescono a trattenere le informazioni per più di qualche minuto
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12/05/2010 alle 10:59 #847921
ignorante in malafede
ma non ti rendi conto che non capisci neanche quello che si scrive?
Comincio a pensare pensare che tu non lo faccia apposta ma sei proprio un pò tardo…
Cmq ci tengo a precisare che io parlo per me il trombetta neanche lo conosco: quindi se cercate sempre di vedere dei doppi fini in quello che uno scrive riconducendoli a vostre beghe personali che neanche conosco non se ne esce più…
Io non ho mai toccato spit messi da altri e ho sempre detto che per modificare una via ci vuole il consenso dell’apritore… ma forse i tuoi neuroni non riescono a trattenere le informazioni per più di qualche minuto
😆 😆 😆 -
12/05/2010 alle 11:02 #847922teo wrote:
ignorante
in malafede
ma non ti rendi conto che non capisci neanche quello che si scrive?
Comincio a pensare pensare che tu non lo faccia apposta ma sei proprio un pò tardo…
Cmq ci tengo a precisare che io parlo per me il trombetta neanche lo conosco: quindi se cercate sempre di vedere dei doppi fini in quello che uno scrive riconducendoli a vostre beghe personali che neanche conosco non se ne esce più…
Io non ho mai toccato spit messi da altri e ho sempre detto che per modificare una via ci vuole il consenso dell’apritore… ma forse i tuoi neuroni non riescono a trattenere le informazioni per più di qualche minuto
😆 😆 😆 cazzo ridi sfigato… trova un post dove dico il contrario
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12/05/2010 alle 11:04 #847924
cazzo ridi sfigato… trova un post dove dico il contrario 😆 😆 😆 😆 sei spassosissimo..
dai dai continua così, che non hai neanche idea di come mi diverta..
gli stolti o fanno piangere o fanno ridere..tu riesci in entrambe le cose
😆 😆 fantastico
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12/05/2010 alle 11:07 #847925
Purtroppo oggi, Gnerrone, non sono in ufficio..Ti darei il mio numero di cellulare per allietarmi un pò la giornata 😆 😆 Lo vuoi? cosi ci sentiamo quando andrò a rimettere gli spit su Rattle
😆 😆 Tu nel frattempo continua a scrivere però

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13/05/2010 alle 17:55 #848027
Caro Christian, sono molto contento che tu apprezzi i “nostri” posti. Sei anche uno dei pochi che li frequenta da vero innamorato, anche se “straniero”. Però voglio dirti una cosa. Molti di questi luoghi hanno una storia tutta italiana, che forse farà anche impallidire molti dei miei “colleghi” britannici. Ma è una storia che a noi piace anche così. Essa parla di bulloni della ferrovia che Gian “rubava” nei cantieri della Ciriè Lanzo e che martellava a forza nelle fessure di Sea a guisa di chiodi, dopo avervi strozzato dei cordini. Parla di cunei di legno e di bong che Isidoro Piantava in fessure zeppe d’erba e umide, tutt’altro che clean, dando sfoggio della sua maestria nel superare tratti repulsivi per chiunque. Parla di spit m8 (2) piantati durante l’ascensione di una delle vie più trad, visionarie e impegnative di Sea (Estratto delle Bibbia nera), realizzata con uno dei più forti fessuristi nostrani di quell’epoca: Daniele Caneparo. Avevano poi tolto le placchette e lasciato i bulloni: che se le portassero le placchette i ripetitori! E, ancora, è una storia che parla di chiodi a espansione/pressione piantati dai nostri “Guru” come Gian Piero, che non esitava a “barare” mettendo cunei giganteschi in fessure off-width poggiandovi il piede sopra, oppure a superare “alla corda” il famigerato traverso del Naso al Bec di Mea (me lo confessò Gian Carlo ma è cosa nota). Non siamo inglesi o americani, non lo saremo mai, anche se per un certo periodo lo si è sognato in modo nostrano. Ora, siamo daccordo tutti, credo, a preservare da “scempi” le fessure che anche da noi hanno fatto la storia dell’arrampicata o eventualmente a porvi rimedio qualora qualcosa di inaccettabile vi sia stato fatto. Sarà altresì bello scovare terreni di giuoco tutti newtrad per emulare le gesta hardgrit dei nostri amici anglosassoni, stabilendovi una doverosa etica affinchè il rispetto sia conseguente all’accettazione della natura del luogo. Lo difenderemo con le unghie. Però non lasciamoci trasportare da altro. Il 19 maggio del ’74 Bonelli e Gogna (e ho detto tutto) salivano al Sergent una difficile fessura obliqua: “Situazione insostenibile”, con difficoltà di VI e A4 (in origine, per me, un vero capolavoro). Negli anni a seguire (’80) veniva attraversata in tre punti dagli spit di “Paperinik colpisce ancora”, “Manovre orchestrali nell’oscurità” e “Il delirio della solitudine” (per non citare ovviamente quelle attuali).
Forse, se fossimo stati negli States o in U.K., quegli spit probabilmente sarebbero saltati il giorno dopo. Ma si era in Piemonte, la Francia vicina ed Edlinger (e Romain Voigler) appena passato. Dunque gli spit sono ancora lì, anche se eticamente irrispettosi. Ora che forse sai, che esisteva una via dal nome Situazione insostenibile, li faresti saltare? Secondo quanto detto fin’ora da molti sarebbe “eticamente” giusto…eppure quegli spit fanno parte della storia accettata…la nostra. Fessure svedesi? Speriamo di trovarne tante anche qui da noi, e di difendere le nostre, ma, per favore teniamoci la nostra storia.
(per esempio, orchisti newtrad e oldtrad!Sapete perchè la parete si chiama del “Disertore”? vediamo chi lo sà…)
(Tu vuoi fà l’americano…..)
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13/05/2010 alle 21:21 #848030
Ajax, mi piace un sacco il tuo intervento! Ci dormo su e domani ti rispondo 

[img]http://img688.imageshack.us/img688/5527/charlot.jpg [/img] -
03/06/2010 alle 19:07 #848500
Christian… ma quanto ci dormi su? 😆 😆 😆 😆 -
04/06/2010 alle 09:40 #848509ajax wrote:
Caro Christian, sono molto contento che tu apprezzi i “nostri” posti. Sei anche uno dei pochi che li frequenta da vero innamorato, anche se “straniero”. Però voglio dirti una cosa. Molti di questi luoghi hanno una storia tutta italiana, che forse farà anche impallidire molti dei miei “colleghi” britannici. Ma è una storia che a noi piace anche così. Essa parla di bulloni della ferrovia che Gian “rubava” nei cantieri della Ciriè Lanzo e che martellava a forza nelle fessure di Sea a guisa di chiodi, dopo avervi strozzato dei cordini. Parla di cunei di legno e di bong che Isidoro Piantava in fessure zeppe d’erba e umide, tutt’altro che clean, dando sfoggio della sua maestria nel superare tratti repulsivi per chiunque. Parla di spit m8 (2) piantati durante l’ascensione di una delle vie più trad, visionarie e impegnative di Sea (Estratto delle Bibbia nera), realizzata con uno dei più forti fessuristi nostrani di quell’epoca: Daniele Caneparo. Avevano poi tolto le placchette e lasciato i bulloni: che se le portassero le placchette i ripetitori! E, ancora, è una storia che parla di chiodi a espansione/pressione piantati dai nostri “Guru” come Gian Piero, che non esitava a “barare” mettendo cunei giganteschi in fessure off-width poggiandovi il piede sopra, oppure a superare “alla corda” il famigerato traverso del Naso al Bec di Mea (me lo confessò Gian Carlo ma è cosa nota). Non siamo inglesi o americani, non lo saremo mai, anche se per un certo periodo lo si è sognato in modo nostrano.
Ora, siamo daccordo tutti, credo, a preservare da “scempi” le fessure che anche da noi hanno fatto la storia dell’arrampicata o eventualmente a porvi rimedio qualora qualcosa di inaccettabile vi sia stato fatto. Sarà altresì bello scovare terreni di giuoco tutti newtrad per emulare le gesta hardgrit dei nostri amici anglosassoni, stabilendovi una doverosa etica affinchè il rispetto sia conseguente all’accettazione della natura del luogo. Lo difenderemo con le unghie. Però non lasciamoci trasportare da altro. Il 19 maggio del ’74 Bonelli e Gogna (e ho detto tutto) salivano al Sergent una difficile fessura obliqua: “Situazione insostenibile”, con difficoltà di VI e A4 (in origine, per me, un vero capolavoro). Negli anni a seguire (’80) veniva attraversata in tre punti dagli spit di “Paperinik colpisce ancora”, “Manovre orchestrali nell’oscurità” e “Il delirio della solitudine” (per non citare ovviamente quelle attuali).
Forse, se fossimo stati negli States o in U.K., quegli spit probabilmente sarebbero saltati il giorno dopo. Ma si era in Piemonte, la Francia vicina ed Edlinger (e Romain Voigler) appena passato. Dunque gli spit sono ancora lì, anche se eticamente irrispettosi. Ora che forse sai, che esisteva una via dal nome Situazione insostenibile, li faresti saltare? Secondo quanto detto fin’ora da molti sarebbe “eticamente” giusto…eppure quegli spit fanno parte della storia accettata…la nostra. Fessure svedesi? Speriamo di trovarne tante anche qui da noi, e di difendere le nostre, ma, per favore teniamoci la nostra storia.
(per esempio, orchisti newtrad e oldtrad!Sapete perchè la parete si chiama del “Disertore”? vediamo chi lo sà…)
(Tu vuoi fà l’americano…..)
si sottoscrivo in gran parte e noto che solo Marco ha capito le differenze (così bene da saperle anche spiegare e cercare di chiarire agli altri) che possono esserci tra l’arrampicata tradizionale che si faceva una volta e quella che è proponibile oggi (chiamata sbrigativamente – oggi son di moda gli slogan – “trad”). Molti fanno confusione, anzi sono addirittura stizziti da questi giovani che sembrano avere l’arroganza di proporre un qualcosa di nuovo che nuovo non è. Dimenticando che anche il Nuovo Mattino ha in fondo riciclato filosofie importate da oltre oceano, ma che comunque proposte da noi hanno avuto un grande impatto innovativo. Che poi Motti abbia fatto cose veramente dure, che fosse uno sfigato etc etc etc… è ininfluente.
In definitiva non si vuole proporre niente di nuovo e nessuno mi pare ha avuto la pretesa di farlo. Ma con il trad che si fa oggi, di chiara emulazione anglosassone, si aprono di fatto grandi orizzonti che fino ad ora non erano stati considerati. In tale contesto la Valle dell’Orco (ma anche l’Ossola, qui nel forum vedo che tanti di loro scrivono) devono essere preservate per questo nuovo gioco, fermo restando che questo non esclude altri modi di scalare o di intendere un certo tipo di terreno. Nei miei recenti articoli auspicavo una presa di coscienza in questo senso, non aizzavo certo bande di schiodatori alla jihad, come qualcuno troppo frettolosamente ha inteso e continua ad affermare. Sono stato dipinto come il Bin Laden della Valle dell’Orco
😯 mentre ho solo cercato di far capire che c’erano nuovi terreni da esplorare con un ottica leggermente diversa. Per chi ha voglia naturalmente, gli altri continuino pure a fare quello che hanno sempre fatto.
Marco ti vorrei tuttavia dire che tra il fare una via alla Leitosa e il fare una difficile short climb con solo i friend e gli stopper all’imbrago, c’è una grande differenza… anche di impatto e carisma sulle nuove generazioni (io posso pure venire con te alla Leitosa, e mi divertirei anche, ma dubito che piaccia ad un ragazzo del bside o della palestra di Gnerro a Biella
). Magari non c’è differenza nei gesti, ma nella mentalità sicuramente sì. Sarai stato sicuramente in UK, ma se non ci sei stato ti consiglio vivamente di andarci, anche solo per capire meglio le differenze. Ti assicuro che in un attimo avresti tutto chiarissimo! Il che non vuol dire cercare di emulare la loro cultura annullando la nostra. Vuol dire solamente trovare un possibile spunto per il futuro…
La questione di Motti che barava sul Bec di Mea fa sorridere. Marco, noi che abbiamo cominciato in quei tempi e che sappiamo bene come si arrampicava allora abbiamo il dovere di chiarire, non confondere le idee. La priorità di allora non era la scalata libera, lo sai benissimo. Essa si è affacciata dalle nostre parti con Bonelli e con Beuchod, che avevano visto le gesta di Kosterlitz e ne erano stati profondamente turbati, ma nello stesso tempo affascinati. Ma tu ti rendi conto che ha provato 8 anni prima di riuscire a ripetere la Kosterlitz???? Loro stessi, comunque, non avevano ancora il nostro concetto attuale di libera. Ma comunque ci provavano, sinchè andava. Poi ci scappava magari la staffetta…
Con Daniele Caneparo, con cui ho condiviso l’apertura di tante vie, era lo stesso. Magari si osava un po’ di più, ma perchè le nostre braccia erano forgiate a Foresto ed alle Striature, mica perchè fossimo più forti di Gabriele, per carità! Nonostante questo già la nostra mentalità era diversa da quella di Meneghin, col quale pure, tu ricorderai certamente, ci legavamo alla stessa corda.
Poi sono venuti gli anni ottanta, in particolare la seconda metà, in cui abbiamo scoperto le vie di Piola. Io e Daniele siamo stati tra i primi italiani a ripeterle. Michel ci sembrava bravissimo, ma metteva anche gli spit. Le sue prime vie erano comunque molto impegnative, con pochi spit, poi ha iniziato ad abbondare sempre più. Poi è venuto Motto, qui da noi. Si cercava di fare belle vie e la priorità era confezionare una scalata ripetuta ed apprezzata. Anche scalatori di talento che hanno fatto cose eccellenti in stile tradizionale, si sono adeguati a questa tendenza. Perucca ne è uno dei tanti esempi. Questa è la ragione degli spit messi vicino alle fessure, ho cercato di spiegarlo. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!!!
Oggi infine è ancora diverso, perchè la storia continua ed è giusto così. In barba a quanti vorrebbero che rimanesse sempre tutto uguale, fermo ai loro tempi. Il trad di oggi si avvale dell’esperienza dell’arrampicata sportiva e del livello raggiunto in questi anni, livello che nei ragazzi si è alzato moltissimo. Diversi scalatori qui, anche che scrivono su questo forum, hanno un livello molto alto. Anzi direi che per fare trad occorre avere un alto livello in arrampicata sportiva, altrimenti non vai da nessuna parte!. Avrebbe senso una lunghezza monotiro trad con un passaggio di A1 a metà? No, non credo. In questo senso se tu Marco lo vuoi chiamare new trad fai pure… ma comunque non è in realtà che clean climbing, una variante del free-climbing, quello per intenderci che già faceva John Bachar negli anni settanta! Che poi alla fine vi sia una sosta a spit o no è un altro discorso…
Maurizio
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04/06/2010 alle 10:27 #848510
Finalmente leggo due bellissimi interventi bravi marco e maurizio. Ora però vorrei porvi due domande che sono la stesse che ho posto a E. Camanni ma che non è riuscito a rispondermi: Quanto l’arrampicata sportiva a soffocato fin quasi a cancellare quella avventurosa e trad ???
Ha più fascino una via completamente trad o una via con qualche spit che la addomestica???
” Sappiamo tutti che in valle orco abbiamo vie a spit dove si pratica l’arrampicata sportiva in modo quasi sicuro, e poi abbiamo vie un pochino più “trad” dove l’ingrediente avventura fa da padrone. Molti anni fa esistevano solo vie con alti fattori di rischio poi con l’arrivo dello spit e dei super friends sono nate anche vie “sicure” e per un certo periodo i due stili hanno viaggiato in modo parallelo. Oggi mi sembra che il piccolo angolino di fessure made in Italy si stia trasformando in una rocca sbarua.”
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04/06/2010 alle 10:30 #848511
grazie per il contributo, maumau, interessante e puntuale! Volevo solo chiarire due piccoli detagli, perché mi sembra correttop anche per inquadrare meglio chi dice che cosa.
MauMau wrote:i. In tale contesto la Valle dell’Orco (ma anche l’Ossola, qui nel forum vedo che tanti di loro scrivono) devono essere preservate per questo nuovo gioco, fermo restando che questo non esclude altri modi di scalare o di intendere un certo tipo di terreno.
Quelli che scrivono su questo forum che stanno operando “trad” (per intenderci, poi chiamiamolo come vogliamo, per me è uguale) anche in Ossola, compreso il sottoscritto, non sono ossolani. Sono sucianebbia con influenze calabre e teutonoche!
MauMau wrote:Diversi scalatori qui, anche che scrivono su questo forum, hanno un livello molto alto.
anche qui, ci tengo a precisare che molti di quelli che scrivono, per dirla da big, “non si schiodano un ca##o!”. Però si ingaggiano epicamente sui 6a/b/c, qualcuno sui 7a7b, ma niente di più. E tremano e si cacano nelle mutande. Poi si appendono e come per incanto il friend tiene. Quello che conta è che ci divertiamo come bambini, non ci prendono troppo sul serio e offriamo birre ogni volta che “stampiamo un tiro”! (cosa che a spit non succede! Ma quanti vantaggi ha il trad?). Poi ce ne sono alcuni che si tengono come degli animali, e quelli che conosco offrono anche cene importanti quando “ti stampano un tiro in fazza!”MauMau wrote:anzi sono addirittura stizziti da questi giovani
dentro sono giovanissimo, ma di brutto!!!
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04/06/2010 alle 11:19 #848512
Bravo maurizio! Mi e piaciuto molto il tuo intervento !!
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04/06/2010 alle 11:41 #848513gilmerlante wrote:
Finalmente leggo due bellissimi interventi bravi marco e maurizio. Ora però vorrei porvi due domande che sono la stesse che ho posto a E. Camanni ma che non è riuscito a rispondermi:
Quanto l’arrampicata sportiva a soffocato fin quasi a cancellare quella avventurosa e trad ???
Ha più fascino una via completamente trad o una via con qualche spit che la addomestica???
” Sappiamo tutti che in valle orco abbiamo vie a spit dove si pratica l’arrampicata sportiva in modo quasi sicuro, e poi abbiamo vie un pochino più “trad” dove l’ingrediente avventura fa da padrone. Molti anni fa esistevano solo vie con alti fattori di rischio poi con l’arrivo dello spit e dei super friends sono nate anche vie “sicure” e per un certo periodo i due stili hanno viaggiato in modo parallelo. Oggi mi sembra che il piccolo angolino di fessure made in Italy si stia trasformando in una rocca sbarua.”
Ciao Gil! rispondo alle tue domande
comincio dalla seconda, la più semplice. Indubbiamente una completamente trad. Ti risponderebbero così decine di arrampicatori di alto livello come Favresse, ma anche arrampicatori di estrazione “sportiva” come Larcher. Non v’è dubbio. Tuttavia, per le ragioni che spiegavo prima, la “via mista” fa parte della nostra cultura. Molti di noi hanno fatto le vie di Piola e di Motto, per cui quel genere di via fa un po’ parte del nostro DNA. Ad esempio gli americani non riescono a capirlo ed ogni volta da alpinist mi mandano un questionario che devo compilare spiegando le ragioni per cui ho piantato gli spit. L’ultima volta, per la via in Corsica, dopo aver scritto più di 5 mail alla redattrice tentando di spiegare come si aprivano questo genere di vie… alla fine lei mi chiede “si, ma in definitiva, perchè hai messo quegli spit”??
😈 😈 La seconda domanda che mi fai è di difficile risposta. Si entra nel campo della fanta-arrampicata. Mi limito a dire che gli eventi della Val di Susa dagli inizi degli anni ottanta in poi per l’arrampicata piemontese sono stati determinanti. Patrick Berhault, Marco Bernardi, Briancon, le gare di arrampicata, il bside. Tutti elementi che hanno contribuito in maniera determinante a costruire un quadro che non è certo quello del Galles o di Yosemite. La nostra storia, che si voglia o no, è questa. Ripeto, io non voglio fare della Val dell’Orco l’Inghilterra. Sarebbe idiota. Ma nemmeno voglio vederla diventare come Rocca Sbarua, dove altri hanno deciso il suo destino!
Già nel 2005 avevo scritto sulla guida che, almeno il Pilastro San Marco, poteva essere lasciato all’arrampicata tradizionale. Sono stato ignorato completamente. Per la Valle dell’Orco spero che le cose vadano diversamente

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04/06/2010 alle 12:06 #848514MauMau wrote:
Quanto l’arrampicata sportiva a soffocato fin quasi a cancellare quella avventurosa e trad ???
Ha più fascino una via completamente trad o una via con qualche spit che la addomestica???
rispondo insieme per quell che vale la mia limitata esperienza.
Si può sempre tornare indietro mentre si va avanti (
). In ogni caso oggi il 95% dell’arrampicata è sportiva, ovvero legata alla mera componente fisica e gestuale, e in cui la componente mentale e di controllo anche delle sensazioni (non fisiche, mentali) e delle emozioni gioca un ruolo veramente marginale. Cosa che non mi dispiace, intendiamoci, anzi, continuo a scalare in falesie e vie lunghe a spit, mica è una tragedia! Ma il “trad” è come il peperoncino in una pasta saltata nell’olio con l’aglio! E siccome tutti o quasi quelli che provano questo approccio ne rimangono stupiti e intrigati, non mi reputo un malato di mente isolato. Ho amici che scalano dal 5b al 9a e che recentemente hanno comprato la doppia serie bd. Ci sarà un motivo?
Poi un raccontino per chiarire: sono andato con un amico, che ha avuto un brutto incidente in moto e adesso (dopo 7 anni) si è solo parzialmente ripreso, a fare la “disperazione”. Era una delle vie che da 15 anni aveva lì, da fare! Prima perché non aveva il livello, ora perchè è scassato. L’ha fatta da secondo lottando come un gladiatore contro il destino beffardo (comunque anche da secondo vuole la sua dose di sudore e volontà!) e quando siamo riusciti a saltarne fuori era quasi commosso. Se fosse stata a spit non gliene sarebbe fregato niente, sarebbe stata solo una via rognosa e faticosa, con scalata strana.
Così è stata un’avventura, un sogno che si realizzava, una cosa che ha raccontato a mezzo mondo
per la gioia incontenibile di aver fatto la “disperazione” (non una via a caso) dopo gli avvenimenti della sua vita.
Io chiaramente ho fatto il figo, (beh, ci ho provato) e ho cercato di moderare le esternazioni, ma ero comunque al settimo cielo! Vuoi mettere? È come confrontare una donna con una mano!
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04/06/2010 alle 12:07 #848515
non sono un manico con le “quote”, le risposte erano a Gil e non a MauMau -
04/06/2010 alle 12:54 #848517
Grazie a tutti! Intressante! Ci sono anche posti dove non ci sono neanche le soste….Abbiamo fatto una bella via in questi giorni…. Grado: 6 (scala Norvegese) = E2 5b (scala Inglese) – prima salita in libera fatto di Hans Christian Doseth 1979…..


[img]http://i50.tinypic.com/kdrevc.jpg [/img] -
04/06/2010 alle 12:56 #848518
grazie… -
07/06/2010 alle 07:53 #848557chrtur wrote:
Grazie a tutti! Intressante!
Ci sono anche posti dove non ci sono neanche le soste….Abbiamo fatto una bella via in questi giorni…. Grado: 6 (scala Norvegese) = E2 5b (scala Inglese) – prima salita in libera fatto di Hans Christian Doseth 1979…..


[img]http://i50.tinypic.com/kdrevc.jpg [/img] E bè però non vale!!!
👿 …sei sempre in giro per il mondo cazzo!!!!👿 👿 …fortunato te!
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07/06/2010 alle 07:55 #848558MauMau wrote:
Ripeto, io non voglio fare della Val dell’Orco l’Inghilterra. Sarebbe idiota. Ma nemmeno voglio vederla diventare come Rocca Sbarua, dove altri hanno deciso il suo destino!
Per la Valle dell’Orco spero che le cose vadano diversamente

Ben detto!

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07/06/2010 alle 10:29 #848563Liviell wrote:
E bè però non vale!!!👿 …sei sempre in giro per il mondo cazzo!!!!👿 👿
Si perchè i “Troll” non parlano, scalano sempre….


[img]http://img59.imageshack.us/img59/6210/trollyq.jpg [/img] 
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07/06/2010 alle 10:41 #848565
Ciau MauMau (non uso la citazione perchè sarebbe troppo lunga). Come sempre i tuoi interventi sottolineano l’abissale differenza a livello culturale, che sussiste tra chi ha seguito un “divenire storico” (e dunque può dare un reale contributo alla comprensione di fenomeni che sono, volenti o nolenti, socio-culturali), e tra chi “vive l’attimo” di un’esaltante esperienza, attingendo in modo forse un pò improprio ai modelli culturali più ammalianti. Non che questo sia sempre sbagliato, si badi bene, storia e sociologia ce lo insegnano.
Mi rendo conto che l’aver introdotto il termine newtrad può sembrare una forzatura e che “storicamente” era sufficiente “clean climbing”. Tuttavia era necessario secondo me, distinguere in modo più netto, in questo momento di confusione, tra una difesa di un luogo di tradizione, come l’Orco, dalla logica plaisir dello spit, e la voglia di “importare” una condizione hammerless di diversa radice storica (più “anglosassone” se vuoi). La difficoltà in un luogo come l’Orco, ma non solo, è preservare in modo consono la sua trad-izione, che di per sè è al più clean, ma non certo definibile hammerless. Se rileggi tutti gli interventi, i “giovani stizziti” hanno spesso usato toni assai integralisti, con il rischio reale, senza il necessario aggancio culturale, di trasformare l’Orco in qualcosa che non è. E questo vuoi per il Nuovo Mattino degli “sfigati”, vuoi per il buon chiodo che in Orco è sempre stato ben accetto e legittimo. Il chiodo è e rimane per me un mezzo trad, od oldtrad se vuoi, parte della storia dell’Orco (o di Sea).
Dunque anche poco amato da molti che scrivono su questo forum, che invece auspicano una condizione hammerless, quindi newtrad. Il che però, equivale ad ammettere, se non si pone un freno al dilagare di una cultura estremista, che si può stravolgere la natura di un luogo che non ha una tradizione hammerless come l’Orco. Hai detto bene e sottoscrivo: la valle non deve diventare la Sbarua, ma neanche altro. E ben venga, l’ho sempre detto e tu lo hai sottolineato più volte, la consapevolezza che si può intraprendere una strada diversa dallo spit, non nuova, ma diversa. Questo è l’importante. Mi piacerebbe però, che tanti ragazzi di alto livello che vogliono trasportare la “mentalità della falesia” (perchè comunque di questo si tratta) su terreni clean (semi o total, a questo punto si vedrà), sappiano però magari anche chi era Jean Claude Droyer. Esaurita questa ondata di schiodature, anche legittime e facili da comprendere se ci si attiene alla storia più di quanto molti credano, penso che le cose saranno molto più facili per tutti. E se qualcuno degli spit che in buona fede avevamo messo al posto dei vecchi chiodi, perchè ci sembrava cosa giusta, salteranno, pazienza, di certo non andremo a rimetterli. Qualcuno ci ha già messo in croce per quello, sia te, sia me (che ho un’attività certo ben più modesta della tua). Quella che oggi consideriamo arrampicata sportiva sugli spit, con tanto di sdegno da parte di qualcuno, sarà l’arrampicata “sportiva” sui monotiri trad di oggi o di domani. Certo, cambiano l’ingaggio e il mezzo di protezione, ma la mentalità è la stessa, con l’obbiettivo di superare sempre maggiori difficoltà. Ed è bello così.
Io continuerò a cercarmi le emozioni su terreni “trad” come la Leitosa, magari con due ore di marcia e uscendo da un tiro di semplice 6b con la gola secca perchè a un bel momento la fessura si è chiusa. Allo stesso modo tornerò a Cadarese o in luoghi nuovi per “osare” qualcosa in più. Mi auguro che il traghettamento alla “nuova” consapevolezza, che condivido appieno, sia supportato da cultura e da conoscenza storica del luogo da parte di persone, per esempio come te, che sappiano incanalare correttamente le giuste energie della new generation, che si affaccia non solo sull’Orco. Ora senza dilungarmi oltre voglio svelare una cosa che forse anche molti dei più autorevoli orchisti non sanno (forse lo sapeva Gabriele, ma non ne sono sicuro). Farò contento anche Trombetta, che l’altro ieri a Sea ho lasciato con la curiosità da quiz.
La Parete del Disertore…
Agosto 1944: la XMas e i Kaiserjager dell’esercito tedesco risalgono la gola di Ceresole, dove sono attestati i partigiani di GL e della Brigata Garibaldi. lo scontro è duro, ma i partigiani asserrragliati sulle rocce della gola non cedono, provocando ingenti perdite al nemico
Con loro, piazzato alla base di una parete di roccia sulla destra idrografica dell’Orco, c’è Vaclav Gibulka, violinista di Brno, che si trova lì con alcuni compagni cecoslovacchi della Wermacht. Hanno disertato perchè credono nella libertà e non nel nazismo. A un certo punto i partigiani devono ripiegare e Vaclav si attarda a coprire la ritirata, cadendo sul suo mitragliatore. Così muore un disertore tra le rocce dell’Orco, per un ideale di libertà.
(forse il nome fu dato dai primi salitori con l’idea di evidenziare la posizione in disparte delle parete, ma Motti si accorse dell’incredibile coincidenza storica.. )
Ciao marco
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07/06/2010 alle 15:14 #848576ajax wrote:
Ciau MauMau (non uso la citazione perchè sarebbe troppo lunga).
Come sempre i tuoi interventi sottolineano l’abissale differenza a livello culturale, che sussiste tra chi ha seguito un “divenire storico” (e dunque può dare un reale contributo alla comprensione di fenomeni che sono, volenti o nolenti, socio-culturali), e tra chi “vive l’attimo” di un’esaltante esperienza, attingendo in modo forse un pò improprio ai modelli culturali più ammalianti. Non che questo sia sempre sbagliato, si badi bene, storia e sociologia ce lo insegnano.
Mi rendo conto che l’aver introdotto il termine newtrad può sembrare una forzatura e che “storicamente” era sufficiente “clean climbing”. Tuttavia era necessario secondo me, distinguere in modo più netto, in questo momento di confusione, tra una difesa di un luogo di tradizione, come l’Orco, dalla logica plaisir dello spit, e la voglia di “importare” una condizione hammerless di diversa radice storica (più “anglosassone” se vuoi). La difficoltà in un luogo come l’Orco, ma non solo, è preservare in modo consono la sua trad-izione, che di per sè è al più clean, ma non certo definibile hammerless. Se rileggi tutti gli interventi, i “giovani stizziti” hanno spesso usato toni assai integralisti, con il rischio reale, senza il necessario aggancio culturale, di trasformare l’Orco in qualcosa che non è. E questo vuoi per il Nuovo Mattino degli “sfigati”, vuoi per il buon chiodo che in Orco è sempre stato ben accetto e legittimo. Il chiodo è e rimane per me un mezzo trad, od oldtrad se vuoi, parte della storia dell’Orco (o di Sea).
Dunque anche poco amato da molti che scrivono su questo forum, che invece auspicano una condizione hammerless, quindi newtrad. Il che però, equivale ad ammettere, se non si pone un freno al dilagare di una cultura estremista, che si può stravolgere la natura di un luogo che non ha una tradizione hammerless come l’Orco. Hai detto bene e sottoscrivo: la valle non deve diventare la Sbarua, ma neanche altro. E ben venga, l’ho sempre detto e tu lo hai sottolineato più volte, la consapevolezza che si può intraprendere una strada diversa dallo spit, non nuova, ma diversa. Questo è l’importante. Mi piacerebbe però, che tanti ragazzi di alto livello che vogliono trasportare la “mentalità della falesia” (perchè comunque di questo si tratta) su terreni clean (semi o total, a questo punto si vedrà), sappiano però magari anche chi era Jean Claude Droyer. Esaurita questa ondata di schiodature, anche legittime e facili da comprendere se ci si attiene alla storia più di quanto molti credano, penso che le cose saranno molto più facili per tutti. E se qualcuno degli spit che in buona fede avevamo messo al posto dei vecchi chiodi, perchè ci sembrava cosa giusta, salteranno, pazienza, di certo non andremo a rimetterli. Qualcuno ci ha già messo in croce per quello, sia te, sia me (che ho un’attività certo ben più modesta della tua). Quella che oggi consideriamo arrampicata sportiva sugli spit, con tanto di sdegno da parte di qualcuno, sarà l’arrampicata “sportiva” sui monotiri trad di oggi o di domani. Certo, cambiano l’ingaggio e il mezzo di protezione, ma la mentalità è la stessa, con l’obbiettivo di superare sempre maggiori difficoltà. Ed è bello così.
Io continuerò a cercarmi le emozioni su terreni “trad” come la Leitosa, magari con due ore di marcia e uscendo da un tiro di semplice 6b con la gola secca perchè a un bel momento la fessura si è chiusa. Allo stesso modo tornerò a Cadarese o in luoghi nuovi per “osare” qualcosa in più. Mi auguro che il traghettamento alla “nuova” consapevolezza, che condivido appieno, sia supportato da cultura e da conoscenza storica del luogo da parte di persone, per esempio come te, che sappiano incanalare correttamente le giuste energie della new generation, che si affaccia non solo sull’Orco. Ora senza dilungarmi oltre voglio svelare una cosa che forse anche molti dei più autorevoli orchisti non sanno (forse lo sapeva Gabriele, ma non ne sono sicuro). Farò contento anche Trombetta, che l’altro ieri a Sea ho lasciato con la curiosità da quiz.
La Parete del Disertore…
Agosto 1944: la XMas e i Kaiserjager dell’esercito tedesco risalgono la gola di Ceresole, dove sono attestati i partigiani di GL e della Brigata Garibaldi. lo scontro è duro, ma i partigiani asserrragliati sulle rocce della gola non cedono, provocando ingenti perdite al nemico
Con loro, piazzato alla base di una parete di roccia sulla destra idrografica dell’Orco, c’è Vaclav Gibulka, violinista di Brno, che si trova lì con alcuni compagni cecoslovacchi della Wermacht. Hanno disertato perchè credono nella libertà e non nel nazismo. A un certo punto i partigiani devono ripiegare e Vaclav si attarda a coprire la ritirata, cadendo sul suo mitragliatore. Così muore un disertore tra le rocce dell’Orco, per un ideale di libertà.
(forse il nome fu dato dai primi salitori con l’idea di evidenziare la posizione in disparte delle parete, ma Motti si accorse dell’incredibile coincidenza storica.. )
Ciao marco
precisazione storica doverosa ed errata corrige: gli alpini tedeschi in questione erano i gebirgsjaeger, i kaiserjaeger erano quelli austrotedeschi della Prima Guerra Mondiale
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