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04/08/2017 alle 23:08 #837677
Leggo che l’ultima gita a Brossasco riporta la chiusura del sito con ordinanza del sindaco che si estende a tutto il territorio comunale. Qualcuno sa qualcosa di più e può spiegarcelo? Possiamo fare qualcosa noi per sbloccare la situazione? -
08/08/2017 alle 11:03 #870330
Ciao…dunque, provo qui di seguito a spiegare, specificando che sono perfettamente a conoscenza dei fatti in quanto amico di Max Piras (Max non ha internet e nemmeno ha più voglia di polemiche, ecc…) e niente ho a che fare con l’accaduto… Come molti sanno l’attrezzatura della cava di Brossasco, o Rocca Curbiera, è stata in parte patrocinato dall’ex sindaco che ha devoluto un piccola somma per l’acquisto del materiale, per l’esattezza 250 punti della Kinobi ed a norma EN, un trapano e delle corde fisse per poter operare. Altri 300 ancoraggi o più, sempre della Kinobi sono stati messi di tasca propria dallo stesso Piras, Massimo Rocca, Giacomo Grosso ed altri amici. Materiale usato anche per attrezzare altre strutture nel Vallone di Gilba, sempre sotto il Comune di Brossasco.
Altri itinerari, quelli più a Sx dell’ex cava, erano già stati attrezzati anni or sono da Renato Simondi ed in seguito, credo dallo stesso, smontati, e poi ripresi da Max 6 Co.
Questo per chiarire che il materiale comprato con i “soldi pubblici” è ancora presente nel Vallone di Gilba, anche se ad ora il Settore Cava è stato “smontato”…
Due anni fa circa montai delle soste in cima alla parete e posizionai delle fisse orizzontali per permettere a Paolo Rabbia, nel suo poco tempo libero, di disgaggiare tutto il possibile, tronchi secchi, blocchi e pietre instabili dalla parte alta della parete, ed in seguito altre fisse per disgaggiare e mettere in sicurezza la parte bassa, quella che avrebbe ospitato gli itinerari, Un lavoro titanico, come tante altre volte è stato fatto in altre falesie.
Finito ciò il buon Piras, aiutato di tanto in tanto dagli amici di cui sopra, ha iniziato a tracciare gli itinerari, pulire le prese e levare quelle potenzialmente pericolose. Ma si sa pulire completamente una falesia è impossibile, a quanti, nelle varie falesie frequentate, non è capitato di ritrovarsi un appiglio in mano?
Gli scavi! Eccoci ad un’altra diatriba (io sono contro qualsiasi scavo, tengo a precisare), Max ha scavato qualche presa su un tiro per renderlo fruibile a chi scala su gradi attorno al 5c, più qualche buco su un’altra via per renderla scalabile con le picche (cosa sicuramente discutibile). Gli altri scavi sulle Vie di Sx erano già presenti, e molti hanno confuso l’opera di scavo di quando la Cava era….una cava.
I fatti: a Giugno un allievo del Corso Guide 2017/2018 (se non erro) mentre prova un tiro, il più a Dx della parte, “lo Sgobbone” 7a, alla cui base è scritto a caratteri ben leggibili, e scritti con pennarelli di due colori diversi, che il tiro è pericoloso per la presenza di un masso instabile, in seguito sarebbe stato schiodato. Non ce n’è stato il tempo, il masso è venuto giù assieme allo scalatore, che si è solo graffiato.
Tutto ciò è stato sbattuto sui Social (FB) con a seguire commenti vari dei vari “informati”. Il posto è rimbalzato qua e là sino ad arrivare all’odierno Sindaco, che per evitare rogne varie a deciso di chiudere all’arrampicata l’intero Vallone di Gilba, ivi compresi i siti in alto pressoché esenti dalle problematiche della Cava.
Ora non rimane che attendere un dialogo costruttivo con lo stesso Sindaco.
Sicuramente dalla parte alta della parete in oggetto qualcosa sarebbe potuto cadere, ad esempio al passaggio di animali. Cosa comune a molte altre falesie, sta al Sindaco, se ne avrà voglia decidere se far disgaggiare ulteriormente la parte alta.
Con quest’ottica una buona parte delle falesie sarebbe da chiudere alla scalata.
Amen.
P.S. 3 settimane or sono mi trovai a scalare a Civitella del Tronto, in Abruzzo. La falesia, in Travertino, fa da sostegno al paese. Un local, facendogli notare un masso messo in sicurezza con putrelle in ferro cui era infisso un fix, mi spiego che pochi anni fa la falesia fu chiusa per…massi pericolanti, resi ancor più tali dal terremoto. Il comune si interessò alla questione chiamando un geologo, il quale fece un controllo dirigendo l’opera di bonifica, spostando tiri o parte di essi, schiodando altri, disgaggiando, ecc…ora la falesia gira a…pieno regime.
😮 Voilà.
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